Il decreto firmato lunedì 28 settembre da Vladimir Putin è entrato in vigore lo stesso giorno. Esso aumenta di 15.500 unità l’organico teorico delle forze armate russe rispetto al decreto precedente, portandolo a 2.441.630 uomini, di cui 1.550.500 militari 1. L’esercito russo è il secondo più grande al mondo dopo quello cinese, che conta circa 2 milioni di soldati.

  • Si tratta del quarto aumento di questo tipo dall’inizio dell’anno, dopo i decreti firmati a marzo, a giugno e poi a luglio.
  • Da marzo, il numero di posti militari in Russia è aumentato di 47.860, con un incremento del 3,2% in sei mesi.

Questo aumento del personale avviene mentre il governo sta preparando un aumento sostanziale del bilancio della difesa.

  • Secondo alcuni documenti governativi russi, il Cremlino prevede di destinare 17.100 miliardi di rubli (circa 178 miliardi di euro) alla difesa nel 2027 2.
  • Si tratta del 27% in più rispetto alla dotazione inizialmente prevista per lo stesso anno (13.500 miliardi) e del 32% in più rispetto al 2026 (circa 134 miliardi di euro).

Tutto sembra indicare che la Russia non abbia intenzione di porre fine ai combattimenti in Ucraina. Kiev ritiene che il presidente russo abbia già avviato una «mobilitazione supplementare» per aumentare in modo sostanziale gli effettivi dell’esercito, in particolare preparandosi a schierare 10.000 combattenti nordcoreani.

  • Secondo i servizi di intelligence ucraini, l’obiettivo di Mosca sarebbe quello di mobilitare altri 300.000 combattenti entro la fine del 2027, ovvero lo stesso numero di riservisti mobilitati nel settembre 2022.
  • Il decreto che proclama tale mobilitazione, inoltre, non è mai stato ufficialmente abrogato, il che significa che gli uomini mobilitati nel 2022 non possono essere smobilitati finché la mobilitazione non sarà revocata.