Ieri, martedì 13 ottobre, l’agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua ha riferito che la Commissione centrale di ispezione disciplinare del Partito comunista, ovvero l’autorità incaricata della lotta alla corruzione, aveva avviato un’indagine su Huang Qifan, l’influente ex sindaco della città di Chongqing 1.

  • Dopo aver iniziato la sua carriera politica negli anni ’80 a Shanghai, Huang è stato trasferito a Chongqing nel 2001.
  • La città, elevata al rango di comune provinciale nel 1997, conobbe allora un boom economico e una rapida urbanizzazione, mentre la costruzione della diga delle Tre Gole comportò lo sfollamento di oltre un milione di persone.
  • Huang è stato vicesindaco della città dal 2001 al 2009, poi sindaco fino al 2016. Successivamente, dal 2017 al 2018, è stato vicepresidente della Commissione per gli affari finanziari ed economici dell’Assemblea popolare nazionale.

Huang Qifan è noto per essere «sopravvissuto» alla purga di due dei suoi ex superiori: Bo Xilai, segretario del Partito di Chongqing dal 2007 al 2012, destituito dall’incarico a seguito di casi finanziari e penali, e Sun Zhengcai, segretario del Partito di Chongqing dal 2012 al 2017, espulso dal PCC nel 2017, riconosciuto colpevole di corruzione e condannato all’ergastolo nel 2018.

L’indagine avviata nei confronti di Huang viene interpretata da diversi esperti come un potenziale passo preparatorio alla successione di Xi Jinping.

  • Huang Qifan ha continuato a svolgere attività pubbliche anche dopo la fine del suo mandato di sindaco alla fine del 2016, e in particolare ha girato il Paese per esporre le sue opinioni sullo sviluppo economico e industriale della Cina in occasione di vari forum.
  • Sebbene nel gennaio 2018 sia entrato a far parte del comitato municipale di Chongqing della Conferenza consultiva politica del popolo cinese – cosa che avrebbe potuto essere interpretata come il segnale della fine della sua ascesa politica – la sua attività negli ambienti economici gli ha garantito una notevole visibilità e influenza 2.

Secondo il giornalista Chang Che, Huang, noto come uno dei principali artefici del modello di Chongqing di Bo Xilai, era una delle figure di spicco dell’«era di Chongqing» e «proponeva una visione economica in contrapposizione a quella di Xi Jinping» 3.

  • In particolare, ha messo in guardia contro la speculazione immobiliare e l’indebitamento eccessivo, e ha sottolineato che la liberalizzazione dei mercati dei capitali deve essere accompagnata da un’applicazione più rigorosa della legge, da una migliore protezione degli investitori e da canali di finanziamento tramite capitale proprio più sviluppati 4.

La corrispondente capo per la Cina del Wall Street Journal, Lingling Wei, va oltre e ritiene che l’indagine avviata su Huang Qifan miri a «fare pulizia prima della prossima transizione di leadership» 5. Sebbene la maggior parte degli analisti preveda che Xi rimanga al potere almeno fino al 2032, la questione della sua successione è una preoccupazione sempre più pressante, in particolare all’interno dell’élite del Partito e dell’esercito, a causa dei segnali che suggeriscono una salute cagionevole del leader cinese, settantatreenne.

Lo scorso anno il governo cinese ha notevolmente accelerato la sua epurazione all’interno dell’Esercito popolare di liberazione.

  • Il CSIS ha così censito 62 generali e tenenti generali destituiti o scomparsi nel 2025, di cui 15 in via ufficiale, contro gli 11 dell’anno precedente e i 14 del 2023.
  • Queste epurazioni potrebbero anche riflettere una logica di controllo politico: per Xi Jinping, qualsiasi personalità in grado di incarnare una lealtà autonoma rappresenta un potenziale rischio.
  • Sebbene la lotta alla corruzione nell’ambito militare sia un tema ricorrente per le autorità cinesi, l’attuale fase si distingue per la sua intensità, per la delicatezza e l’importanza dei settori coinvolti e per il lessico politico utilizzato.