Il primo ministro designato, Siegfried Mureșan, non è riuscito a ottenere questo mercoledì 30 settembre la fiducia del Parlamento. Ha raccolto solo 182 voti, mentre ne occorrevano 233. Il presidente Nicușor Dan ha ora due opzioni: indire elezioni anticipate, che per il momento ha escluso, dato che il partito di estrema destra AUR (Alleanza per l’Unione dei Rumeni) è in testa ai sondaggi, oppure designare un nuovo candidato alla carica di primo ministro proveniente dal Partito Socialista Democratico (PSD), molto probabilmente Sorin Grindeanu.

  • Mureșan, eurodeputato del PNL e vicepresidente del PPE, è stato nominato in seguito alla caduta del governo Bolojan, a seguito di un voto congiunto di PSD e AUR. I due partiti dispongono complessivamente di 218 seggi su 464 in Parlamento.
  • Questi ultimi rimproveravano al governo le misure di austerità adottate, mentre nel 2025 il deficit rumeno era il più elevato dell’Unione (7,9% del PIL). In assenza di un governo, Bucarest rischia ora di vedere il proprio rating sovrano scendere nella categoria speculativa («junk»).
  • Secondo quanto dichiarato dai vertici del partito, l’obiettivo dell’AUR è quello di destituire Nicușor Dan. La procedura prevede un voto a maggioranza in Parlamento, seguito da un referendum da indire entro 30 giorni.

Da quando, nel dicembre 2024, è stato annullato il primo turno delle elezioni presidenziali, la Romania si trova stretta in una doppia morsa, con la Russia da un lato e gli Stati Uniti dall’altro. Il Paese è così diventato un laboratorio geopolitico che riflette la situazione delle forze politiche europee.

  • Călin Georgescu, posto ieri, martedì 29 settembre, in custodia cautelare per 30 giorni nell’ambito di un caso di truffa e associazione a delinquere, aveva vinto il primo turno delle elezioni con il 22,94% dei voti.
  • Ignorato dalla maggior parte dei sondaggi e mai dato oltre l’8% dei voti, la sua campagna elettorale si era svolta principalmente sui social media, in particolare su TikTok.
  • Era stato arrestato nel febbraio 2025 a seguito di 47 perquisizioni effettuate presso diversi suoi conoscenti, mentre la procura lo accusava di finanziamenti occulti provenienti da Mosca. Il ministro degli Affari esteri rumeno, Emil Hurezeanu, aveva denunciato «una forma di ingerenza nelle elezioni interne di un altro Stato».
  • Il partito AUR ha dichiarato oggi in Parlamento che non voterà a favore di alcun governo finché Călin Georgescu non sarà rilasciato. 
  • La Romania si trova del resto in prima linea nella guerra ibrida che Mosca sta conducendo in Europa: gli aerei F-18 dell’aeronautica militare spagnola, schierati dal mese di agosto presso la base di Mihail Kogălniceanu, hanno effettuato 15 decolli di emergenza nel corso del loro primo mese di missione in Romania 1.

D’altra parte, gli Stati Uniti esercitano pressioni per influenzare le decisioni del governo.

  • A marzo, Kimberly Guilfoyle, l’ambasciatrice statunitense in Grecia ed ex fidanzata di Don Jr., il figlio maggiore del presidente americano, avrebbe accennato durante una cena privata all’imminente crollo del governo rumeno, nel corso di uno scambio con il ministro greco dell’Energia, Stavros Papastavrou 2.
  • Alla presenza di altri funzionari greci e statunitensi, avrebbe in particolare dichiarato: «Possiamo farlo a qualsiasi paese di nostra scelta. Possiamo farlo qui [in Grecia]», suggerendo che Washington potesse aver avuto un ruolo nella caduta del governo poche settimane dopo, il 5 maggio.
  • Il governo Bolojan sarebbe stato visto di cattivo occhio a Washington a causa del suo rifiuto di acquistare GNL americano. 

A luglio, il Dipartimento di Stato americano ha lanciato un bando per proposte volto a sostenere organizzazioni politicamente allineate in Europa. Il programma è destinato a finanziare progetti promossi da ONG, think tank o università, incentrati sulla libertà di espressione, la sovranità e le migrazioni, con sovvenzioni fino a 3 milioni di dollari. Il suo avvio è previsto per oggi, mercoledì 30 settembre.