Poco dopo l’annuncio del Vertice del 2022 a Madrid, il ritiro della missione Resolute Support della NATO dall’Afghanistan si è trasformato in una complessa e drammatica operazione militare seguita da vicino da un’opinione pubblica euro-atlantica che ha assistito nello sconcerto più totale all’evacuazione di migliaia di civili, insieme alle nostre truppe. Tutti, su scala mondiale, ci siamo chiesti come fosse possibile che più di un decennio di sforzi alleati non fossero riusciti a impedire ai Talebani di riprendere il potere. 

La definizione di una prospettiva strategica della NATO non potrà prescindere da questa esperienza. Ma sono stati i missili caduti su Kiev, il massacro di Bucha, il sanguinoso bombardamento della maternità di Mariupol, l’uso della guerra come strumento politico, a trasformare nel modo più profondo la percezione della sicurezza euro-atlantica, facendone una nuova chiave di volta del lavoro che occuperà la prossima riunione dei capi di Stato e di governo dell’Alleanza.

Per la Spagna, il vertice di Madrid 2022 segna un’importante pietra miliare nella nostra appartenenza alla NATO. Coincide con il quarantesimo anniversario della nostra adesione all’organizzazione. Quarant’anni durante i quali la Spagna è stata un alleato fedele e impegnato, per il quale l’appartenenza all’Alleanza è stata la forza trainante di una modernizzazione materiale e di un cambiamento nella dottrina delle nostre forze armate, basata sull’interoperabilità e sul dispiegamento congiunto di mezzi e capacità. La Spagna è diventata una delle principali nazioni contributrici alle missioni e alle operazioni dell’Alleanza.

Da questo punto di vista, vogliamo che il Vertice di Madrid sia un successo. Perché questo avvenga, dovremo raggiungere quattro obiettivi principali: sviluppare una risposta ferma alla minaccia russa, dare visibilità alle minacce provenienti dal fianco meridionale, mostrare un sostegno inequivocabile all’adesione della Finlandia e della Svezia e, soprattutto, proiettare un’immagine di unità e coesione tra gli alleati. Questi quattro punti dovranno riflettersi nel nuovo concetto strategico che l’Alleanza adotterà.

Tra le questioni che l’Alleanza dovrà affrontare, la definizione della deterrenza e della strategia di difesa ha assunto un’importanza crescente, con particolare attenzione al fianco orientale. Si trattava di una questione importante prima del 24 febbraio, data l’assertività della Federazione Russa dopo l’invasione della Crimea e il conflitto nel Donbass nel 2014, ma la consapevolezza sul campo che la minaccia russa è diventata una realtà rende chiaramente necessario rafforzare il nostro dispiegamento per proteggere i confini della NATO. Nei suoi oltre 70 anni di esistenza, l’Alleanza ha lavorato su diverse opzioni per contenere la minaccia sul fianco orientale. È quindi parte del suo DNA. Abbiamo la dottrina e le capacità per adattarci e rispondere nel modo più appropriato. Dalla Spagna, abbiamo dimostrato il nostro impegno anche contribuendo al rafforzamento della deterrenza dell’Alleanza a est, alla cui sicurezza stiamo attualmente contribuendo attraverso due missioni principali: garantendo la sicurezza dello spazio aereo del Baltico, con il dispiegamento di otto F-18 implicati in operazioni di pattugliamento aereo, e agendo in una missione di presenza avanzata rafforzata in Lettonia, in cui abbiamo attualmente più di 500 truppe dispiegate, oltre a veicoli blindati e carri armati. Questa è una chiara dimostrazione della nostra concezione della sicurezza europea come un insieme indivisibile, dal Mar Baltico al Mediterraneo.

Infatti, una concezione univoca della sicurezza europea richiede anche attenzione alle minacce su altri fronti, compreso il fianco meridionale. L’indubbia priorità del fianco orientale è e deve essere compatibile con la necessità dell’Alleanza di mantenere un “approccio a 360 gradi” alle sue minacce. Oggi, sia il Mediterraneo che il Sahel stanno affrontando una crisi multidimensionale che influisce direttamente sulla sicurezza del nostro continente.

La regione è diventata l’epicentro dell’attività terroristica di matrice islamica, alimentata da una crisi umanitaria e ora aggravata da una crisi alimentare dovuta ai problemi di approvvigionamento provocati dalla guerra in Ucraina e all’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari di base. Questi fattori destabilizzanti, uniti al deterioramento della situazione politica e degli standard democratici nel Sahel, nonché all’aumento della presenza russa nella regione, ci costringono a rafforzare il nostro impegno per la stabilità e la prosperità sul versante meridionale.

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La spazio meridionale è inoltre particolarmente sensibile al ricorso alla migrazione e all’energia come strumento di pressione, in un meccanismo simile a quello già osservato sul versante orientale. La NATO deve quindi prestare particolare attenzione alla sua capacità di reazione alle minacce ibride, anche attraverso una maggiore sicurezza dei sistemi informatici.

L’impatto internazionale della sfida alla NATO posta dall’attacco della Russia al più importante partner del vicinato orientale della NATO ci costringe anche a riflettere sul futuro dei partenariati della NATO nel nuovo contesto di sicurezza. La sicurezza cooperativa è uno dei compiti principali della NATO, insieme alla deterrenza, alla difesa e alla gestione delle crisi. L’Alleanza deve essere in grado di trasferire efficacemente il proprio sostegno ai partner che ne hanno bisogno, ma anche di contribuire alla sicurezza della NATO.

Negli spazi limitrofi all’Europa,  il sostegno ai partner – come la Georgia, la Moldavia o la Bosnia-Erzegovina – e la politica della “porta aperta” dell’Alleanza sono gli strumenti per strutturare il futuro delle nostre relazioni. Sul versante meridionale, è necessario rivitalizzare quadri come il dialogo mediterraneo – particolarmente importante per la Spagna – o l’Iniziativa di cooperazione di Istanbul.

Il concetto strategico della NATO dovrebbe tenerne conto. Questo documento descrive lo scopo e la natura dell’organizzazione, i suoi compiti fondamentali in materia di sicurezza e difesa e le sfide e le opportunità che deve affrontare. Specifica inoltre gli elementi dell’approccio di sicurezza dell’Alleanza e fornisce le linee guida per il suo adattamento politico e militare. Il suo sviluppo genera uno dei più importanti dibattiti che possono aver luogo all’interno dell’Alleanza, con un’importante componente di comunicazione strategica e di deterrenza, poiché i concetti strategici sono resi pubblici soltanto dopo la loro adozione.

A questi dibattiti sul Concetto strategico si aggiunge la questione dell’allargamento della NATO. L’aggressione russa ha avuto l’effetto opposto a quello che Putin aveva probabilmente calcolato prima dell’invasione dell’Ucraina: ha portato i due Paesi del suo vicinato settentrionale, Svezia e Finlandia, a chiedere l’immediata adesione alla NATO dopo decenni di neutralità. Questo sarà probabilmente un altro dei punti salienti dell’incontro di Madrid.

La futura adesione della Svezia e della Finlandia alla NATO, che la Spagna sostiene, ci porta a trattare un elemento fondamentale della sicurezza euro-atlantica: il rapporto tra Unione Europea e NATO.

Anche se formalmente “partner”, la relazione tra le due organizzazioni è molto più ampia e complessa di questa definizione. Basta riflettere sulla rete di interessi comuni generata dal fatto che 21 dei 30 alleati sono allo stesso tempo membri dell’Unione.

Sebbene in passato alcuni abbiano messo in dubbio questa cooperazione, la crisi ucraina ha evidenziato la simbiosi tra le azioni delle due organizzazioni. La combinazione tra la tradizionale deterrenza militare della NATO e l’influenza economica dell’UE, insieme al finanziamento delle forniture di equipaggiamento militare all’Ucraina attraverso il Fondo europeo per la pace, si sta rivelando cruciale nella nostra risposta alla crisi.

Per decenni, abbiamo assistito di fatto a una divisione delle competenze e del lavoro tra l’UE e la NATO: da una parte si trovava la leadership politica ed economica dall’altra la potenza militare. Ma con lo sviluppo della difesa europea – con l’attuazione della Politica europea di sicurezza e di difesa (PESD) e poi della Politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) – e con i progressi compiuti dalla NATO nel rafforzare quella che si potrebbe definire “interoperabilità politica”, l’interazione si è gradualmente spostata a un livello superiore.

In questo senso, è essenziale rafforzare le sinergie e la complementarietà degli sforzi tra le due organizzazioni. Il nuovo scenario che si sta aprendo nel paradigma della politica di sicurezza dell’Unione Europea, con l’adozione nell’aprile 2022 della sua Bussola Strategica, offre l’opportunità di rafforzare le relazioni con la NATO.

La Spagna è sempre stata in prima linea nello sviluppo di iniziative di difesa europee, nell’assoluta convinzione che un’Europa forte in questo settore rafforzi la NATO e viceversa. Speriamo che Madrid potrà essere il punto di partenza per un nuovo quadro di relazioni tra l’Unione e la NATO. La prossima dichiarazione congiunta UE-NATO dovrebbe quindi tenere conto delle esperienze degli ultimi mesi e cercare di incanalare il potenziale rivelato dall’invasione russa dell’Ucraina.

Per la Spagna, che assumerà la presidenza del Consiglio dell’UE nella seconda metà del 2023, il Vertice di Madrid offre una straordinaria opportunità per trasmettere ai nostri cittadini, ai nostri partner – e agli altri Paesi – l’unità tra gli Alleati e gli Stati membri dell’UE nella difesa dei valori e dei principi della democrazia e del diritto internazionale.

Le questioni che saranno affrontate dagli Alleati al prossimo Vertice chiariscono che la loro rilevanza va oltre quella di una normale riunione dei Capi di Stato e di Governo dell’Alleanza. Le circostanze sono effettivamente eccezionali. Siamo responsabili nei confronti dei nostri cittadini, dei nostri partner, non solo della difesa dell’area euro-atlantica, ma anche di un modello di società internazionale basato sulle regole che deve respingere quegli attori, statali o non statali, che usano la violenza per raggiungere i loro obiettivi. Quelli di noi che si riuniranno nel giugno 2022 a Madrid sono obbligati a rispondere insieme alla sfida di coloro che cercano di imporsi con la forza.

In questo momento critico della storia della nostra Alleanza, la nostra responsabilità nei confronti degli impegni assunti con il Trattato di Washington al servizio di un futuro democratico e sicuro ci porta a rafforzare ulteriormente l’unità che ci ha reso l’alleanza militare di maggior successo della storia / la migliore alleanza militare della storia.