Vorremmo discutere con lei le principali questioni riguardanti il Suo progetto politico, da lei definito come “la bella Russia del futuro”1. Se dipendesse da lei, cosa cambierebbe? 

Ho indicato molte volte sul mio canale Youtube2 che l’istruzione è una questione centrale. I paesi ricchi investono nell’istruzione, nel capitale umano. Più i nostri cittadini sono istruiti, più saranno competitivi, più soldi guadagneranno e quindi il futuro della Russia sarà più luminoso3.

La Russia oggi è un regime autoritario che si trova in Europa, ma che non ha i punti di forza di un normale stato europeo. La maggior parte dei paesi a ovest della Russia sono più ricchi di noi e hanno un sistema educativo migliore, senza fare sforzi sovrumani. In Russia, 25 milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà. Il nostro paese è gigantesco, e tutto il potere è concentrato a Mosca, a volte a Sochi o a Novo-Ogaryovo4, nelle mani di un solo uomo. È ovvio che un sistema fatto in questo modo non può funzionare. Questo tipo di sistema non funziona da nessuna parte, e non funziona nemmeno qui.

La Russia oggi è un regime autoritario che si trova in Europa, ma che non ha i punti di forza di un normale stato europeo. La maggior parte dei paesi a ovest della Russia sono più ricchi di noi e hanno un sistema educativo migliore, senza fare sforzi sovrumani.

Alexei Navalny

La Russia è una federazione; non abbiamo bisogno di inventare un altro sistema. Innanzitutto, un paese così grande non può essere governato da un solo luogo. Secondariamente, luoghi come San Pietroburgo e la Cecenia sono molto diversi: le nostre regioni sono variegate, quindi abbiamo bisogno di un sistema federale che permetta di governare le regioni in modo differenziato. Perché questo accada, le regioni devono essere più indipendenti, il denaro e l’autorità devono essere redistribuiti alle città in modo che il potere sia a livello locale, proteggendo così dal separatismo. Le città, non le regioni, devono competere tra loro5.

Lei dice che non è possibile dirigere il paese da un solo ufficio. Secondo lei, che tipo di separazione dei poteri dovrebbe esserci tra il presidente, il parlamento, il governo e la magistratura?

Attualmente abbiamo un sistema iper-presidenziale, addirittura una quasi-monarchia: tutto il potere è nelle mani di un solo uomo e tutte le altre istituzioni sono superficiali. Dobbiamo andare verso una repubblica parlamentare in cui i partiti che sono arrivati al potere formano il governo e approvano le leggi che dettano le nostre vite. 

Immagini di registrare il Suo partito “Il futuro della Russia” e di fare campagna elettorale con esso: sulla base di quale programma, con quali promesse? 

Prima di tutto, il rilascio immediato di tutti i prigionieri politici. 

In secondo luogo, misure efficaci per combattere la corruzione, come il rispetto dell’articolo 20 della Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, che prende di mira l’arricchimento illecito.  

Infine, una riforma del sistema giudiziario: se non c’è un luogo dove è concesso ai cittadini contraddire il governo, non può funzionare.

Un’altra misura è la deregolamentazione delle imprese. Nella “bella Russia del futuro” che immaginiamo, sarà più facile creare una società che a Singapore o in Georgia. Il peso della burocrazia sarà il più leggero del mondo. Verrebbe introdotto un salario minimo. Durante la campagna presidenziale6, avevamo stimato nel nostro programma che il salario minimo mensile doveva essere di 25.000 rubli7, ora dovrebbe essere più alto. Infine, dovrebbe essere introdotta un’esenzione fiscale completa per le piccole imprese8 e gli imprenditori autonomi.

Se non c’è un luogo dove è concesso ai cittadini contraddire il governo, non può funzionare.

Alexei Navalny

Ma continuerete a riscuotere le tasse sui salari, vero? 

Naturalmente, bisogna pagare l’imposta sul reddito.

È meglio adottare le riforme giudiziarie rapidamente piuttosto che lentamente, ma c’è sempre una preoccupazione in questo campo: le riforme istituiscono un organo indipendente. Gli stessi giudici che ti hanno mandato in prigione, condannato agli arresti domiciliari, potranno continuare a fare quello che vogliono.

I tribunali che mi hanno condannato, e che hanno illegalmente condannato altri, hanno violato le disposizioni del codice penale. 

Per riformare il sistema giudiziario, la prima cosa da fare è garantire l’indipendenza dei giudici nei confronti del presidente del tribunale.

La seconda cosa da fare riguarda la nomina dei giudici. Attualmente, la maggior parte dei giudici viene dai tribunali, un piccolo numero viene dalla magistratura, dalla polizia, ma non ci sono quasi avvocati, non ci sono quasi giuristi provenienti dal mondo accademico.

La carriera di tutti i giudici è la stessa: all’inizio, hanno uno stipendio ridicolo9, sono impiegati del tribunale.  Sono schiavi del sistema giudiziario e faranno di tutto per essere nominati giudici dal presidente del tribunale. L’espressione “mafia giudiziaria” è pertinente e vera. Ecco perché dobbiamo cambiare il sistema di reclutamento dei giudici. I giudici, specialmente nelle corti superiori, devono essere autorità in materia di diritto.

La questione del denaro emerge spesso in questo ambito. Naturalmente i giudici possono sempre essere corrotti. Tuttavia, la buona notizia è che possiamo permetterci di pagarli bene, fino a un milione di rubli al mese (10.896 euro). L’obiettivo è che il giudice sia la persona più rispettata della città, la più intelligente, la più istruita. In questo caso, ha senso pagarlo un milione di rubli. 

Lei ha usato il termine “mafia giudiziaria”. Questo è quello che è successo in Ucraina10: prima bisogna sostituire gradualmente i giudici della Corte Suprema, poi i giudici dei tribunali municipali, poi sostituire i presidenti dei tribunali e così via. Come farete a reclutare i giudici? 

Assolutamente. Per esempio, nella situazione attuale, i giudici della Corte Costituzionale sono totalmente inutili. Ma di nuovo, ripeto, la buona notizia è che è facile reclutare giudici. Dobbiamo porci l’obiettivo di reclutare i migliori giuristi, ottimi  giuristi.

L’obiettivo è che il giudice sia la persona più rispettata della città, la più intelligente, la più istruita. In questo caso, ha senso pagarlo un milione di rubli.

Alexei Navalny

È vero che si tratta di una decisione difficile da prendere per l’esecutivo, poiché richiede riforme che gli complicherebbero la vita in futuro: equivale all’istituzione da parte dell’esecutivo di tribunali che domani potrebbero decidere la sua stessa rovina. Ma non c’è altro modo di uscirne. 

Pensa che sia la questione politica più importante?

Sì, assolutamente: una magistratura indipendente assicura l’equilibrio. Attualmente, il sistema giudiziario risponde a una logica semplice: arrivi al potere, metti in prigione quelli che c’erano prima di te, ma sai che se lasci il potere, sarà il loro turno di mettere te in prigione. Allora, cosa fai? Basta non lasciare il potere. Molto semplicemente. Questo è ciò che deve cambiare.

Torniamo alla politica. Con quale partito sarebbe disposto a formare una coalizione? Nella “bella Russia del futuro”, ci saranno certamente altri partiti…

Se immaginiamo un sistema con elezioni libere, penso che questo porterà a grandi cambiamenti e che ci saranno nuovi partiti politici. Ma in un esercizio intellettuale con i partiti esistenti, cioè Russia Unita11, i comunisti, Russia Giusta e LDPR12, credo che una coalizione sia possibile solo con Russia Unita. Questo non avrebbe senso, dato che siamo l’opposizione a Russia Unita. 

Gli altri partiti, i comunisti, LDPR e Russia Giusta, non sono partiti ideologici, sono solo composti da individui che agiscono in modo diverso nelle diverse regioni: in alcuni posti molto correttamente, in altri molto negativamente; in alcune regioni sostengono al 100% Russia Unita, in altre esprimono critiche veementi al partito al potere. Ci sono differenze anche all’interno di una stessa regione: nel parlamento della città di Mosca, alcuni deputati del partito comunista sono formidabili mentre altri sono agli ordini del sindaco, Sergei Sobyanin. Ecco perché credo che sia possibile lavorare con tutti i partiti tranne Russia Unita13

I media sono un centro nevralgico, e il loro controllo è fondamentale per il potere che il partito Russia Unita esercita sul paese. Come affronta il problema della censura, del controllo del governo o degli oligarchi sui media?

Sì, è una questione molto importante. Basta ricordare come Putin ha solidificato il suo potere per esserne convinti: il controllo sui media è stato assicurato prima che prendesse il controllo della magistratura e delle forze dell’ordine. Questo controllo sui media è stato ottenuto in un modo piuttosto sottile, se posso dire così: una minoranza dei media è stata sciolta e la maggioranza è stata comprata. Questo è stato il caso dei media acquisiti dagli oligarchi, come Vedomosti. Vedomosti era un eccellente giornale, ma ormai è diventato un incubo da leggere. E il governo dice: “non abbiamo niente a che fare con questo, è solo la legge del mercato, non è censura”. 

Attualmente, il sistema giudiziario risponde a una logica semplice: arrivi al potere, metti in prigione quelli che c’erano prima di te, ma sai che se lasci il potere, sarà il loro turno di mettere te in prigione. Allora, cosa fai? Basta non lasciare il potere. Molto semplicemente. Questo è ciò che deve cambiare.

Alexei Navalny

Il potere ha difficoltà ad andare d’accordo con la redazione di giornali come RBK, ma riesce a essere in rapporti molto buoni con il proprietario del giornale, Mikhail Prokhorov. Prokhorov ha accettato di licenziare i giornalisti che hanno scritto dell’esistenza di un allevamento di ostriche al largo della casa di Putin14

Da tutto questo si deve trarre una conclusione: i media russi non sono solo un business, ma l’istituzione più importante, senza la quale non possiamo stabilire un sistema politico competitivo e combattere la corruzione. Ecco perché i media devono avere piena libertà di espressione. 

L’esperienza degli ultimi vent’anni ci ha mostrato che gli oligarchi vanno d’accordo molto facilmente con le autorità quando devono risolvere un problema con la redazione di un giornale: una telefonata a un oligarca, qualche istruzione e la redazione diventa silenziosa.

Ha menzionato gli oligarchi e dice spesso che dobbiamo rivedere i risultati delle privatizzazioni che hanno avuto luogo negli anni ’90. Se lei andasse al potere, cosa farebbe?

Non spaventiamo i nostri lettori. Preferiamo sempre utilizzare una formula come questa: rivedere i risultati delle privatizzazioni. Alcune persone, sentendo ciò, pensano: “Oh mio Dio, come è possibile, riprendere tutti i beni che sono stati privatizzati e ridistribuirli di nuovo?”. Mentre altri chiederanno: “E la privatizzazione degli appartamenti allora?”. E’ chiaro che ciò provoca preoccupazioni e si finisce per concludere che è meglio non rivedere i risultati del processo di privatizzazione.

I “prestiti per azioni”15 sono solo un simbolo dell’ingiustizia, un esempio di come le grandi aziende sono state rubate e acquisite in modo disonesto. Se coloro che hanno partecipato a questi prestiti per azioni, come Khodorkovsky o Fridman, riconoscessero che bisogna fare qualcosa, che i prestiti per azioni hanno avuto come conseguenza che in Russia la proprietà privata non è riconosciuta, ciò non porterebbe allo sdegno pubblico.

I media russi non sono solo un business, ma l’istituzione più importante, senza la quale non possiamo stabilire un sistema politico competitivo e combattere la corruzione. Ecco perché i media devono avere piena libertà di espressione.

Alexei Navalny

Bisogna dunque mettere in atto un sistema semplice per rimediare ai risultati dei prestiti per azioni e di tutte queste privatizzazioni su larga scala: coloro che hanno beneficiato di tali pratiche devono pagare una tassa significativa. Procedure simili hanno avuto luogo in Europa. Per esempio, è il caso dell’Inghilterra: dopo gli accordi di privatizzazione sotto Margaret Thatcher, il governo e il sistema giuridico hanno ritenuto che fossero stati commessi degli errori per quanto riguardava l’industria del carbone e queste aziende hanno dovuto pagare delle tasse aggiuntive.

È importante notare che quando si parla degli “orrori della privatizzazione”, si parla soprattutto di “prestiti per azioni” e del periodo Eltsin, mentre la maggior parte degli accordi illegali – o dovrei dire dei furti – sono avvenuti sotto Putin. E qui non sto parlando solo di privatizzazioni. Penso, per esempio, all’acquisto di Sibnet da parte della statale Gazprom, che ha permesso a Roman Abramovič di accumulare un’immensa fortuna. Questo tipo di accordi è criminale. Ecco perché coloro che sono riusciti a prendere posto nella classifica di Forbes – non per la loro intelligenza, ma grazie al gioco delle privatizzazioni – devono pagare una pesante tassa. Resterebbero probabilmente ancora nella classifica di Forbes, ma non più con 17 miliardi di dollari, forse con 9 miliardi. 

Se si guardano le valutazioni al momento in cui le aziende sono state premiate, i prezzi erano due, tre volte e in alcuni casi dieci volte inferiori, quindi non stiamo parlando di una differenza di 8 miliardi di dollari. Le persone che sono entrate nella classifica di Forbes lo hanno fatto negli anni 2000, non negli anni ‘90. Quello che lei dice a questo proposito fa sorgere la domanda: ha dichiarato che non toccherebbe la maggior parte degli accordi che sono stati fatti nel periodo delle privatizzazioni. Ma chi deciderà quali includere in una lista nera di contatti illeciti?

In primo luogo, tale lista dovrà essere redatta – a seguito di una verifica – da un comitato composto da parlamentari e membri del governo. Riguarderebbe principalmente i “prestiti per azioni” e altre grandi società sovietiche. I proprietari potrebbero presentarsi in tribunale e il governo dovrebbe dare ragione della sua decisione. Nessuno sta dicendo che dovrebbe essere tolto tutto a persone come Mikhail Prokhorov16e che gli si dovrebbe sparare. Dovrà pagare una tassa seguendo una procedura chiara e una spiegazione del perché è stato incluso in questa lista. E quando mi riferisco alle operazioni effettuate sotto Putin, non si tratta di privatizzazioni, ma di vere e proprie rapine.

In alcuni casi, tuttavia, i termini della prescrizione sono già scaduti. Questo non La disturba?

Ritireremo i termini della prescrizione. La cosa più importante è che la magistratura sia indipendente.

Quando mi riferisco alle operazioni effettuate sotto Putin, non si tratta di privatizzazioni, ma di vere e proprie rapine.

Alexei Navalny

In concreto, ciò significherebbe che i termini di prescrizione sarebbero interrotti da una riforma del sistema giudiziario?

Sì, perché non è possibile accettare che coloro che sono a capo del tribunale della città di Mosca rappresentino la giustizia. Non abbiamo un sistema giudiziario.

Dobbiamo ora trattare un tema centrale nel 2021: la protezione delle minoranze e la parità di genere. Lei è spesso accusato di sessismo e di nazionalismo etnico17. Cosa può dire a riguardo?

Sono molto orgoglioso che la nostra organizzazione, sia all’interno del Fondo anticorruzione (FBK) che tra i dirigenti, abbia raggiunto la parità di genere. Abbiamo più donne che uomini in posizioni dirigenziali e, in generale, abbiamo più donne che lavorano per noi piuttosto che uomini. 

È ovvio che dobbiamo ancora fare progressi sull’uguaglianza, ma non siamo soli: anche paesi come la Norvegia o la Svizzera hanno ancora dei progressi da fare, in questo campo. Eppure in qualsiasi spettacolo comico – russo o americano – la metà delle battute sono legate all’etnia. Le cose stanno così. Questo tema fa ridere. Ciò che deve essere osservato attentamente sono le azioni delle autorità: ciò che dice un comico non può essere detto da un politico.

Ma lei è un politico o un comico? 

Sono un politico, non faccio spettacoli, non faccio stand-up in cui dico: “Sapete qual è la differenza tra gli osseti e i russo-ucraini? »

Essendo io stesso un osseto, come posso sentirmi un cittadino di prima classe nel mio paese? Dal momento che non Le piace la parola Rossiyanin (cittadino dello stato russo) e preferisce la parola russkiy (che indica gli appartenenti all’etnia russa), la questione comincia a preoccuparmi: in questo modo, da un lato ci sono uomini e  di “prima classe”, e dall’altro persone come me, che non hanno un “nome russo”, non hanno una “faccia russa”, né un colore di capelli “russo”. Io, in quanto osseto, devo temere che qualcuno come lei diventi il leader politico della Russia?

No, non c’è niente di cui aver paura. Non vedo alcun problema nel fatto che una gran parte della popolazione non voglia identificarsi come Rossiyanin e preferisca la sua identità di Russkiy. Daghestani, russi etnici e tutti gli altri gruppi partecipano alla diversità della società. Non c’è bisogno di cercare di appianare questa diversità, in alcun modo. Non c’è bisogno di essere ipocriti e di mentire, lasciamo che ciascuno sia apertamente orgoglioso della propria appartenenza. Per il governo, per me e per qualsiasi ipotetico leader del sistema politico, è importante proteggere le lingue nazionali, le scuole nazionali e le persone che sono orgogliose di essere ossete. Nel nostro paese ci sarà sempre una questione nazionale perché è un paese grande e molto diverso. 

Boris Eltsin usava l’espressione “caro Rossiyanin” nei suoi discorsi e a lei questo termine non piace. Come pensa che dovremmo riferirci ai cittadini della Russia? 

Non lo so. Il termine russkiy purtroppo non è adatto a tutti, poiché ha una connotazione etnica. Come lei non vuole appartenere o rientrare nella categoria dei russkiy, anche altri non vogliono farlo. 

Nel nostro paese ci sarà sempre una questione nazionale perché è un paese grande e molto diverso.

Alexei Navalny

Quanto tempo ci vorrà per costruire la “bella Russia del futuro” che lei desidera così ardentemente, e per rendere questa svolta irreversibile? 

Penso che sarà molto più veloce di quanto molti pensino. Si sente spesso dire che ci vorranno 100 anni per completare questi cambiamenti. Credo che dal momento in cui  – secondo la Costituzione e la legge –  avremo una magistratura indipendente e i diritti elettorali saranno saldamente garantiti in modo da rendere impossibile truccare le elezioni e bloccare l’accesso a certi candidati come sta succedendo oggi, allora penso che un periodo equivalente a due cicli elettorali, cioè 10 anni, sarà sufficiente. 

Vorrei infatti tornare a un mandato di quattro anni18 per il presidente e la Duma, il che significa che ci vorrebbero in totale 10 anni per due cicli elettorali e per una completa rotazione del potere. In questo spazio di 10 anni, si può sperare che tutto si risolva. Dopo di ciò, direi che se riusciamo a garantire un sistema giuridico indipendente e i diritti elettorali, allora tutto andrà bene.

Ciò probabilmente implica che serva un periodo di transizione di alcuni anni per scrivere nuove leggi e attuare le riforme giuridiche necessarie.

Molte leggi sono già state riscritte. Il direttore della Ong Agora – specializzata in questioni giuridiche – Pavel Chikov ha già scritto una riforma giudiziaria diversi anni fa; anche la riforma delle forze dell’ordine è già stata elaborata. Anche l’Istituto di San Pietroburgo per il rispetto dello Stato di diritto ha già scritto molti programmi, e sono tutti piuttosto buoni.

Note
  1. «прекрасная Россия будущего», la “bella Russia del futuro”, era lo slogan di Navalny alle elezioni presidenziali del 2018. Tutte le note sono della redazione.
  2. Con 6,29M di iscritti, Youtube è il principale canale di comunicazione utilizzato da Navalny.
  3. Secondo l’Ocse, nel 2016, la Russia spendeva USD 8479 per studente mentre la media dei paesi dell’Ocse era di  USD 15 556. Tuttavia, il livello della formazione della popolazione tra i 25 e i 34 ann è tra i più elevati nel mondo, subito dietro la Corea. Inoltre, la Banca Mondiale indica che l’indice di capitale umano (ICU) (il contributo della salute e dell’istruzione alla produttività della prossima generazione di un paese) della Russia è di 0.68, al di sopra della maggior parte dei paesi sviluppati.
  4. Luoghi delle residenze di Vladimir Putin. Novo-Ogaryovo si trova in periferia di Mosca. Ospita una residenza del Presidente russo. Un incontro tra Putin e Barack Obama vi si è tenuto nel 2009, durante il “reset”. Sochi è una città balneare sulla costa del Mar Nero, sede di un crescente numero di incontri internazionali negli ultimi anni.
  5. Navalny solleva qui la questione centrale del federalismo in Russia. Sotto Eltsin, i governatori hanno mostrato grande indipendenza, mettendo in pericolo la coerenza e la struttura della Russia. Quando Vladimir Putin prese il potere nel 2000, ruppe con Boris Eltsin ricentrando il potere nelle mani del Cremlino. La seconda guerra cecena ne è un esempio. La popolarità di Vladimir Putin e l’aumento del prezzo del barile di petrolio negli anni 2000 hanno anche contribuito all’attuazione di una ricentralizzazione estrema, erodendo così il federalismo, e i contropoteri, in Russia. Secondo Navalny, la ridistribuzione del potere alle città permetterebbe di evitare la frammentazione caratteristica del periodo Eltsin e l’eccessiva centralizzazione del regime Putin. Ma dovrebbe tener conto dei divari demografici interni al Paese.
  6. Vladimir Putin è stato rieletto nel 2018 con il 77%. A Navalny è stato vietato di partecipare alle elezioni in quanto era stato condannato un anno prima a una pena detentiva di cinque anni con la condizionale. Tuttavia, Navalny ha presentato un programma e ha utilizzato le elezioni per organizzare comizi.
  7. 872 euro a parità di potere d’acquisto.
  8. Molto piccole imprese.
  9. 19.457 rubli al mese, ovvero 679 euro, a parità di potere d’acquisto.
  10. Il presidente Zelenski ha lanciato diverse riforme relative al sistema giudiziario del paese, tra cui una riforma nel 2019 dell’Alta Commissione per la qualifica dei giudici, l’istituzione di governance giudiziaria incaricata della selezione e della valutazione dei giudici.
  11. Il partito associato all’attuale inquilino del Cremlino.
  12. Partito nazionalista diretto da Vladimir Zhirinovskij.
  13. Questa posizione adottata da Navalny, che consiste nell’accettare di lavorare con l’opposizione cosiddetta “sistemica”, cioè i partiti che accettano il dominio del Cremlino, gli ha fatto guadagnare le critiche di alcuni membri dell’opposizione “non sistemica”, che favorisce una linea più dura contro tutti i partiti esistenti. Questo dibattito si è svolto in particolare intorno al progetto di “voto intelligente” di Navalny, che consiste nel votare per il candidato meglio posizionato per sconfiggere un rappresentante di “Russia Unita”, poiché questa iniziativa ha permesso in alcune località l’elezione di candidati sistemici a spese di candidati indipendenti (per esempio, il “voto intelligente” ha permesso l’elezione del candidato del partito comunista Vladislav Zhoukovsky a spese del candidato indipendente Roman Yuneman nelle elezioni parlamentari del parlamento della città di Mosca). La valutazione di Navalny sulle divisioni all’interno del partito comunista è stata illustrata nei giorni scorsi dalle diverse posizioni adottate da alcuni membri di quel partito riguardo all’arresto dell’oppositore russo: mentre il leader del partito comunista, Gennady Zyuganov, ha denunciato Navalny come un “agente del Dipartimento di Stato” americano, i deputati comunisti sono andati all’aeroporto Vnukovo per sostenere Navalny al suo ritorno dalla Germania. https://echo.msk.ru/blog/delober/2779230-echo/
  14. Navalny evoca qui il palazzo di Putin, oggetto di un video rilasciato dall’oppositore dopo la pubblicazione di questa intervista. Il video è stato pubblicato online il 19 gennaio, dopo l’arresto di Navalny, ed è stato visto quasi 100 milioni di volte in pochi giorni.
  15. Nel 1995/1996, il governo di Boris Eltsin mise all’asta le azioni dei giganti russi dell’energia e delle materie prime come prestiti. Lo stato russo avrebbe dovuto rimborsare i prestiti dopo due anni. In realtà, questo schema ha portato alla concentrazione delle più grandi imprese nelle mani di una dozzina di uomini, gli oligarchi.
  16. Mikhail Prokhorov è uno degli uomini più ricchi della Russia, avendo costruito la sua fortuna nei metalli con la società russa Norilsk Nickel. Si è candidato alla presidenza nel 2012. La sua candidatura ha permesso di catturare i voti della classe medio-alta di Mosca senza mettere in pericolo Vladimir Putin. Era quindi considerato dall’opposizione non sistemica come un burattino del Cremlino. Nel 2017, ha venduto le sue azioni nel conglomerato mediatico RBC a seguito di una serie di articoli che hanno fatto infuriare il Cremlino all’uomo d’affari Grigory Berezkin, proprietario del giornale filo-cremlino Komsomolskaya Pravda.
  17. Navalny ha partecipato a marce con i movimenti nazionalisti che si oppongono al Cremlino nel 2007 e all’epoca ha rilasciato delle dichiarazioni contro le minoranze etniche.
  18. Vladimir Putin ha esteso il mandato presidenziale da 4 a 6 anni nel 2012
Credits
Questa conversazione tra Alexei Navalny e Sergei Guriev ha avuto luogo il 30 dicembre 2020. È disponibile in russo sulla pagina Youtube del professor Guriev a questo link o in trascrizione su VTimes qui.