nel curriculum <\/a>di Meloni, ed era passato piuttosto inosservato, finch\u00e9 non \u00e8 scoppiato lo scandalo che ha coinvolto il generale dell\u2019esercito Roberto Vannacci. Lo scorso 10 agosto, Vannacci aveva autopubblicato su Amazon Il mondo al contrario, che contiene anch\u2019esso numerosi passaggi razzisti, omofobi e sessisti, ed era stato per questo destituito dal suo ruolo di comandante dell\u2019Istituto di geografia militare dal ministro della Difesa, Guido Crosetto. La scelta del ministro Crosetto, tuttavia, \u00e8 stata criticata da altri esponenti della maggioranza, che hanno invece difeso Vannacci: \u00abNon \u00e8 compito della politica vagliare la correttezza morale dei contenuti degli scritti. N\u00e9 del governo, n\u00e9 di un partito di minoranza\u00bb, ha detto il capogruppo alla Camera di Fratelli d\u2019Italia, Giovanni Donzelli.<\/p>\n\n\n\nI passaggi pi\u00f9 significativi mostrano come tesi complottiste o apertamente razziste non sono limitate a piccole frange dei movimenti di estrema destra, ma sono piuttosto popolari anche nella destra mainstream, ora al governo.<\/p>\n\n\n\n
Vedere le immagini delle nostre forze dell’ordine aggredite da immigrati d\u00e0 un senso terribile di inquietudine, malinconia, compassione e tristezza, ma anche di abdicazione e sconfitta dello Stato. La sovranit\u00e0 vive anche di simboli, immagini e identificazioni. L’eroismo della quotidianit\u00e0 di questi uomini, fedeli servitori della Repubblica, protettori di tutti noi, si macchia di colori ansiogeni e osceni. Leggere tutte le storie e constatare che questi militari vengono aggrediti da Nigeriani, poco pi\u00f9 che ventenni, giganti, tra i novanta e i cento chili, certamente non denutriti e sofferenti bens\u00ec palestrati, che popolano le nostre contrade, costando allo Stato pi\u00f9 di cento euro al giorno, di cui quaranta alle cooperative e per i telefonini, ci d\u00e0 un ulteriore senso di rabbia, di impotenza e di paura. Ci\u00f2 che rende ancora la faccenda definitivamente paradossale, grottesca e feroce \u00e8 il fatto che questi potenziali omicidi vengono spesso scarcerati dai giudici. <\/p>\n\n\n\n
Trattasi, infatti, di Africani richiedenti asilo, provenienti da una zona dalla quale proviene il 95% dei respingimenti. La stessa percentuale che alimenta gli spacciatori e gli sfruttatori di prostituzione della mafia nigeriana. Soggetti che rimarranno ancora qui a fare altri danni probabilmente per molto altro tempo a carico dei contribuenti. E, se non si porr\u00e0 un freno a tutto questo, il rischio \u00e8 che l’opinione pubblica, ormai da troppo tempo sotto stress, finir\u00e0 per guardare malignamente anche gli immigrati volenterosi, realmente in fuga da guerre e da pericoli e pacificamente nel nostro Paese per lavorare e vivere onorevolmente. <\/p>\n\n\n\n
Ma perch\u00e9 questi delinquenti vengono scarcerati? Semplicemente perch\u00e9 si tratta di Nigeriani richiedenti asilo. Una categoria mantenuta da tutti noi e che gode di una Franchigia giudiziaria degna degli abitanti privilegiati di una nobilt\u00e0 al di sopra della legge. In una specie di razzismo all’incontrario, per gli Italiani, infatti, c’\u00e8 la legge, mentre per i richiedenti asilo c’\u00e8 tutto. Un tutto senza legge, senza lavoro, con una protezione assoluta che d\u00e0 un senso di ingiustizia, insoddisfazione, che alla fine finir\u00e0 col produrre una qualche follia collettiva.<\/p>\n\n\n\n
Ormai stiamo rischiando che il buonismo che ha generato questa leucemia del migrazionismo e questo senso di ingiustizia, cui anche una parte della magistratura contribuisce dando false risposte, finir\u00e0 col far perdere credibilit\u00e0 allo Stato (a causa della discrepanza tra sicurezza reale e percepita) ma anche a far perdere umanit\u00e0 a una comunit\u00e0, quale quella italiana, che da sempre \u00e8 nota per la sua accoglienza e ospitalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n
Purtroppo, questi eventi si ripetono con ricorrenza ogni giorno di pi\u00f9. \u00c8 qualcosa di intollerabile, di brutale e di assurdo. Ci auguriamo che le istituzioni – e in particolare un futuro governo – cerchino di mettere un argine per correggere questa deriva di barbarie e stupidit\u00e0. Le forze dell’ordine sanno riconoscere il pericolo e conoscono le problematiche per cui gli immigrati fuggono dalla Nigeria, ma non possono commettere un passo falso, a meno di non essere accusati di razzismo. Lo Stato dovrebbe sostenerle e cominciare a formarle su una nuova metodologia di difesa personale e nazionale. Metodologia che ovviamente non includa la violenza, ma che possa rendere funzionale il loro lavoro. Forse l’unica cosa che si pu\u00f2 insegnare alle forze dell’ordine \u00e8 la storia. La mafia nigeriana \u00e8 infatti un fenomeno che fa parte di un complesso rituale che ha radici antichissime in culture che praticano l\u2019omicidio rituale o il cannibalismo e che tutti noi dovremmo conoscere meglio.<\/p>\n\n\n\n
[…]<\/p>\n\n\n\n
Certamente, il rischio di una sostituzione etnica in una realt\u00e0 – in cui il mondo islamico (o almeno una parte di esso) si esprime attraverso cinque figli per coppia al netto della poligamia e un mondo italiano da un figlio per coppia – non pu\u00f2 non farci riflettere sul futuro della nostra nazione, della nostra identit\u00e0 e del nostro modo di vivere. Una civilt\u00e0 in cui fino a ora avevamo considerato la tradizione cristiana e illuminista come un valore aggiunto ma che, con un atteggiamento suicida, qualche esponente di un\u2019intellighenzia politically correct <\/em>ha voluto nascondere, producendo catastrofi.<\/p>\n\n\n\n[…]<\/p>\n\n\n\n
Insomma, il mondo dei cellulari ha popolato l’Africa ben prima della nazionalizazione del settore terziario. Questa virtualizzazione, insieme a un bios<\/em> esplosivo, ha prodotto un cocktail micidiale sotto la guida dello smartphone: interi gruppi vengono mossi dal sogno di una sorta di “paese di cuccagna” che viene percepito come una mai spenta Disneyland proprio grazie alla rete.<\/p>\n\n\n\n