{"id":9740,"date":"2023-08-12T08:59:09","date_gmt":"2023-08-12T07:59:09","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=9740"},"modified":"2023-09-18T16:09:08","modified_gmt":"2023-09-18T15:09:08","slug":"la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/","title":{"rendered":"\u00abLa mia infanzia a Capurso mi ha insegnato l\u2019arte di raccontare storie\u00bb, una conversazione con Nicola Lagioia"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Dopo l\u2019Acropoli di <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/08\/10\/deplacer-la-lune-de-son-orbite-une-conversation-avec-andrea-marcolongo\/\">Andrea Marcolongo<\/a>, la Los Angeles di <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/08\/10\/los-angeles-a-ce-pouvoir-de-creer-des-images-une-conversation-avec-alain-mabanckou\/\">Alain Mabanckou<\/a>, la Provenza di&nbsp;<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/08\/07\/la-provence-ma-offert-vingt-ans-de-tranquillite-une-conversation-avec-carlo-rovelli\/\">Carlo Rovelli<\/a>, le sponde di Beirut attraverso gli occhi degli&nbsp;<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/08\/10\/beyrouth-est-un-laboratoire-parce-que-les-choses-y-sont-instables-une-conversation-avec-joana-hadjithomas-et-khalil-joreige\/\">artisti Joana Hadjithomas e Khalil Joreige<\/a>, i gradini della villa Malaparte con<\/em> <em><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/08\/11\/la-villa-malaparte-fascine-une-conversation-avec-pierre-de-gasquet\/\">Pierre de Gasquet<\/a> e la Sicilia di <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/08\/11\/limmuable-dechirure-de-la-sicile-une-conversation-avec-jean-paul-manganaro\/\">Jean-Paul Manganaro<\/a>, restiamo in Italia per questa preziosa conversazione con Nicola Lagioia, tra Bari ed il piccolo villaggio di Capurso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Preparando l\u2019intervista abbiamo pensato fosse interessante parlare di un luogo dove non \u00e8 nato, ma ha trascorso parte della sua infanzia, e che ha influenzato il suo approccio alla letteratura e alla scrittura. Cosa le viene in mente?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Io sono nato a Bari, ma i miei genitori sono nati a Capurso, i miei nonni hanno vissuto a Capurso, un piccolo paesino della provincia barese, a circa dieci chilometri dal capoluogo. Buona parte della mia infanzia l\u2019ho vissuta tra questi due mondi, uno agganciato al XXI secolo e un altro che non lo era ancora. Da un lato Bari, la citt\u00e0 grande, moderna, culturalmente vivace, che chiamavano la Milano del sud, dall\u2019altro Capurso, ancorata alla civilt\u00e0 contadina, una condizione che percepivo concretamente: i miei nonni materni venivano da una famiglia di coltivatori diretti, e quindi da un contesto molto preciso, perch\u00e9 la civilt\u00e0 contadina \u00e8 rimasta simile a se stessa per secoli, almeno fino al Novecento. Mia nonna \u00e8 nata nel 1916 ed \u00e8 ancora viva, ha compiuto 107 anni lo scorso 6 giugno, mentre mio nonno era nato nel 1908: Capurso per me \u00e8 stato un punto di contatto con questa societ\u00e0 di un tempo lontano, rappresentato non soltanto dai miei nonni, ma pi\u00f9 in generale dagli anziani del paese.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Buona parte della mia infanzia l\u2019ho vissuta tra questi due mondi, uno agganciato al XXI secolo e un altro che non lo era ancora<\/p><cite>Nicola lagioia<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ed \u00e8 stato per lei anche il primo approccio alla tradizione orale.<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>I primi narratori che ho incontrato erano delle narratrici. La cosa bella dei paesi piccoli \u00e8 che i bambini sono patrimonio di tutti, si possono lasciare liberi senza particolari problemi: si sa che qualcuno se ne occuper\u00e0. Cos\u00ec, quando i miei avevano da fare mi lasciavano dai nonni, che a loro volta se avevano da fare mi affidavano alle anziane del paese. Capurso era, ed \u00e8 tuttora, un paesino agricolo, fatto da case contadine piuttosto simili, con una piccola differenza: quelle un po\u2019 pi\u00f9 ricche avevano pi\u00f9 ambienti e uno spazio esterno, tendenzialmente l\u2019orto, mentre le casupole pi\u00f9 povere erano costituite da un solo ambiente, con l\u2019unica luce che entrava dalla porta. Nella stanza principale c\u2019era un tavolo grande, rotondo, dove si sedevano le donne anziane, che potevano sembrare le streghe di Macbeth, a fare le orecchiette: con un colpo di dito preciso trasformavano l\u2019impasto in pasta. Naturalmente la procedura durava giornate intere e, davanti a questo patrimonio comune che si doveva trasformare in pasta, le anziane raccontavano le loro storie, che in alcuni casi erano vere, ma altre volte del tutto inventate. Parlavano per esempio del marito morto che&nbsp; aveva detto loro di fare una determinata cosa, di aver visto altre persone durante la notte o il giorno: il punto \u00e8 che non sempre raccontavano di aver sognato, spesso i racconti pretendevano di essere veri, seri.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo nitidamente un racconto di una di queste signore anziane, che disse di aver trovato, pulendo il pesce, al suo interno, un bigliettino di una persona morta, in cui le venivano recapitati una serie di messaggi. Era ovvio che non fosse successo, ma perch\u00e9? Come le era venuto in mente di inventare una cosa del genere? Evidentemente era una questione proprio di cultura del racconto, o riportavano cose dette da qualcun altro o mettevano insieme vari pezzi ascoltati. \u00c8 in quel momento che per la prima volta ho visto in opera l\u2019arte di raccontare storie in maniera \u201cprofessionale\u201d.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/Siponto-59-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1181\"\n        data-pswp-height=\"787\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/Siponto-59-1-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/Siponto-59-1-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/Siponto-59-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/Siponto-59-1-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Edoardo Tresoldi, Basilica di Siponto, Siponto Manfredonia (FG), Italia, 2016 \u00a9 Edoardo Tresoldi 2018<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quali sono gli odori le sensazioni che le ricordano quel momento della sua vita legato a Capurso? Quali sono le <\/strong><strong><em>madeleines<\/em><\/strong><strong> di Proust di Nicola Lagioia?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019odore della salsa in cottura, senza dubbio. Con i pomodori raccolti si facevano poi i barattoli di sugo, in giardino, in delle enormi pentole, le <em>buatte<\/em>, che sprigionavano un odore persistente e buonissimo. Ma anche la pineta, che \u00e8 caratteristica soprattutto delle parti di Taranto per la verit\u00e0, perch\u00e9 in quelle zone il caldo fa alzare un aroma di pino e resina molto forte, che \u00e8 proprio l\u2019insieme di mare, alberi, salsedine. Un odore quasi pesante. E poi non so perch\u00e9, ma anche l\u2019odore di cacca di conigli e di galline, che tra l\u2019altro ora che ci penso ricorda la grande differenza tra la generazione di mia nonna e quella di mia madre: tra chi era abituato ad ammazzarli, e quindi a macellare proprio in casa, e chi invece no. Insomma, fino agli anni 50 questa capacit\u00e0 di avere a che fare con gli animali della fattoria era un tratto importante della cultura, della vita delle persone, poi non pi\u00f9, e mi ricordo infatti che le anziane insultavano bonariamente mia madre perch\u00e9 non era in grado di farlo. E poi un\u2019altra cosa ancora, sempre legata a quel momento di vicinanza alla civilt\u00e0 contadina, era l\u2019odore del vino, ma un vino rozzo, un moscato forse pi\u00f9 simile al mercurio, quasi sciroppo d\u2019aceto.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Lei oggi vive a Roma, che \u00e8 una grande metropoli, ed \u00e8 nato a Bari, che certamente non \u00e8 una citt\u00e0 piccola, ma sono entrambi esempi di grandi ambienti urbani, piuttosto lontani dalla provincia italiana classica. L\u2019infanzia a Capurso le ha permesso di conoscere anche la civilt\u00e0 contadina di cui parlava prima: quanto ha inciso questo vissuto sulla sua formazione di scrittore?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato fondamentale, perch\u00e9 mi ha consentito di avere un\u2019esperienza e un retroterra che molti ragazzi nati e cresciuti nelle citt\u00e0 non hanno. Per dire, quando ho visto per la prima volta <em>Viaggio in Italia<\/em> di Rossellini, per me non c\u2019era nulla di nuovo o sconosciuto: la processione in Sicilia con il miracolo che racconta Rossellini io l\u2019avevo gi\u00e0 vista e vissuta mille volte, perch\u00e9 anche a Capurso c\u2019era la festa della Madonna del pozzo che era una festa grandiosa, con tutto il paese in piazza, i fuochi, i carri. Tra l\u2019altro questa espressione della tradizione popolare mi ha anche permesso di vedere l\u2019effetto del sacro sulle persone, la capacit\u00e0 di colpirle. Mi ricordo che durante questa processione mio cugino si commuoveva, ne era rapito, una commozione che ho poi rivisto alla cattedrale San Nicola di Bari qualche anno fa, dove c\u2019era un ragazzo \u2013 che avr\u00e0 avuto 18 anni \u2013 che guardava le ossa del santo con uno sguardo di struggimento nell\u2019adorazione della reliquia. Certo, c\u2019erano anche manifestazioni di profonda ignoranza, come la tradizione di dipingere i pulcini, che venivano colorati di blu con una vernice evidentemente tossica che poi li uccideva dopo una settimana, per\u00f2 appunto, crescere all\u2019interno di questo ambiente mi ha permesso di cogliere in profondit\u00e0 i tratti della civilt\u00e0 contadina. E penso mi sia servito per il mio lavoro, perch\u00e9 mi ha aiutato ad avere uno sguardo pi\u00f9 ampio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Tra l\u2019altro questa espressione della tradizione popolare mi ha anche permesso di vedere l\u2019effetto del sacro sulle persone, la capacit\u00e0 di colpirle<\/p><cite>Nicola lagioia<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ha altri ricordi di quel periodo, sempre rispetto al folklore o appunto a delle esperienze quasi trascendenti?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Quel periodo mi ha regalato anche una certa familiarit\u00e0 con Napoli. Mio padre aveva un\u2019azienda che faceva corredi, che all\u2019epoca erano ancora importanti, e li vendeva ai grossisti in tutto il sud Italia, in Puglia, Sicilia e Basilicata, ma soprattutto in Campania. Spesso mi portava con s\u00e9, quindi ho avuto fin da bambino una grande consuetudine con Napoli, tanto da aver visto pi\u00f9 volte Maradona allo stadio, a proposito di esperienze mistiche. La citt\u00e0 stregata da Maradona la sentivo, la percepivo dentro e fuori allo stadio, c\u2019era una sorta di fiato sospeso nell\u2019attesa che lui facesse accadere qualcosa. \u00c8 esattamente la sensazione descritta ne <em>Il tennis come esperienza religiosa <\/em>di Foster Wallace, la cui traduzione in italiano peraltro fu pubblicata da Minimum Fax, la casa editrice dove lavoravo: trovarsi di fronte a uno sportivo che non rispetta le leggi della fisica. Maradona era questa cosa qua.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La citt\u00e0 stregata da Maradona la sentivo, la percepivo dentro e fuori allo stadio, c\u2019era una sorta di fiato sospeso nell\u2019attesa che lui facesse accadere qualcosa<\/p><cite>Nicola lagioia<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Oltre a Maradona di Napoli ricordo un\u2019altra cosa molto bella che da piccolo avrei considerato folklore e oggi invece considero cultura. Eravamo a un battesimo di gente facoltosa e, come tutte le feste al sud, il ricevimento stava durando tantissimo, c\u2019erano gli acrobati, insomma tutto quello che uno si aspetta di trovare in queste situazioni. Improvvisamente, sar\u00e0 stato alla quindicesima portata, si sente una sorta di spostamento d\u2019aria, come se l\u2019attenzione di tutti fosse stata calamitata&nbsp; in un punto. Ed era cos\u00ec, perch\u00e9 era arrivato Mario Merola! Per lui sar\u00e0 stato il quinto battesimo del giorno, ma per chi lo ascoltava non aveva importanza: non ho quasi mai pi\u00f9 visto una presenza scenica del genere, forse soltanto quando sono andato a vedere Nick Cave. Sembra un\u2019esagerazione, ma non lo \u00e8, \u00e8 una sensazione che ha provato mezza Italia durante un\u2019edizione di Sanremo a cui erano invitati gli U2. A un certo punto, durante Miss Sarajevo, Bono, come spesso accade durante i suoi concerti, scende dal palco e comincia a fendere la folla seduta sulle poltrone rosse dell\u2019Ariston. Il cantante attraversa la platea tra gli applausi ma improvvisamente si ferma, perch\u00e9 di fronte a lui si staglia una figura, ferma, con le braccia lungo i fianchi, che lo guarda. \u00c8 Mario Merola. Passa una frazione di secondo, poi Merola annuisce e comincia ad applaudire come gli altri. Bono si inchina, e torna indietro, sempre tra gli applausi. Ecco, soltanto se hai un carisma fuori dal comune riesci a piazzarti davanti a Bono Vox in quel modo e a farlo inchinare di fronte a te.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Oltre a Maradona di Napoli ricordo un\u2019altra cosa molto bella che da piccolo avrei considerato folklore e oggi invece considero cultura<\/p><cite>nicola lagioia<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Insomma, senza Capurso non avrei visto n\u00e9 Maradona n\u00e9 Mario Merola.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/Siponto-22-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1181\"\n        data-pswp-height=\"787\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/Siponto-22-1-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/Siponto-22-1-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/Siponto-22-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/Siponto-22-1-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Edoardo Tresoldi, Basilica di Siponto, Siponto Manfredonia (FG), Italia, 2016 \u00a9 Edoardo Tresoldi 2018<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Questa cosa degli \u201carricchiti\u201d si vede molto nei suoi romanzi, \u00e8 quasi un filo conduttore.<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Del mondo che ho vissuto, fatto di piccoli commercianti, agenti di commercio, fabbricanti di tessuti, rivenditori di materassi, purtroppo quelli come me, gli intellettuali, gli scrittori, ne hanno poca esperienza, poca conoscenza. Non li capiscono! La mia infanzia mi ha invece permesso di vedere questo lato della societ\u00e0 italiana, che poi ho inevitabilmente comparato con gli ambienti altoborghesi che ho cominciato a frequentare quando ho iniziato a fare lo scrittore e pi\u00f9 in generale a lavorare nel settore della cultura, al Salone di Torino e al Festival del Cinema di Venezia. Cos\u00ec ho sviluppato non un odio di classe come quello dei miei amici marxisti, ma un diverso fastidio: questi che sono ricchi da generazioni non li sopporto, mentre ho sempre trovato fantastici i personaggi che si sono arricchiti in brevissimo tempo. Diventavano ricchi e fallivano altrettanto rapidamente magari, ma avevano un atteggiamento che nei ricchi da generazioni \u00e8 inesistente, una sorta di obbligo sociale di offrire a tutti, di assumere parenti, quasi di restituzione territoriale. Spesso non pagavano le tasse e per\u00f2 non le pagavano perch\u00e9 per generazioni erano stati calpestati, umiliati dai \u201cpadroni del nord\u201d, e quindi consideravano lo Stato un nemico. Berlusconi era amato da questa classe sociale perch\u00e9 in fondo era uno di loro che ce l\u2019aveva fatta, ingigantiva un\u2019esperienza che la piccola borghesia conosceva molto bene: io non l\u2019ho mai votato e mio padre s\u00ec, cosa che peraltro ha causato innumerevoli discussioni tra noi, per\u00f2 comprendo perfettamente il fenomeno.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra l\u2019altro non \u00e8 un fenomeno soltanto italiano. Mi ricordo che i ricami dei tessuti dei corredi si facevano dapprima in Italia, ma poi la manodopera arriv\u00f2 a costare troppo, e quindi le aziende come quella di mio padre si rivolgevano ai sarti di Madeira in un primo momento, e in un secondo addirittura all\u2019Asia. Questo ci ha fatto avere a che fare addirittura con ministri e sottosegretari, perch\u00e9 si trattava di commesse molto grandi, e naturalmente anche con \u201carricchiti\u201d. L\u2019esperienza con mio padre mi ha fatto vedere dei tipi umani che altrimenti probabilmente non avrei mai visto, con questa gestione disastrosa della ricchezza. Per dire, a Bari, all\u2019epoca, l\u2019elemento distintivo dell\u2019improvviso benessere era comprare bestie feroci come leoni o tigri da mettere nel giardino, come se fossero animali domestici. Poi per\u00f2 diventavano veramente pericolosi e quindi queste persone le restituivano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L\u2019esperienza con mio padre mi ha fatto vedere dei tipi umani che altrimenti probabilmente non avrei mai visto, con questa gestione disastrosa della ricchezza<\/p><cite>Nicola lagioia<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tutto questo ha avuto un\u2019influenza nella scrittura?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Tantissimo, perch\u00e9 ovviamente prendo a piene mani da quanto ho vissuto per costruire i miei romanzi. E anzi, nella mia frustrazione di non essere riuscito a raccontare quanto avrei voluto c\u2019\u00e8 anche un lato positivo, se devo ragionare da scrittore: mi sembra che si sia ancora molta sproporzione tra le esperienze che ho accumulato e quello che ho scritto, vuol dire che c\u2019\u00e8 ancora terreno fertile. Tornando alla diversit\u00e0 dei tipi umani che ho incontrato, \u00e8 stata fondamentale: <em>La citt\u00e0 dei vivi<\/em> ha funzionato proprio perch\u00e9 dentro c\u2019era di tutto, per raccontare quella storia ho avuto a che fare con il borghese, con l\u2019arricchito, il prostituto, lo spacciatore, persone con pochi tratti in comune tra loro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 stato possibile perch\u00e9 fin da piccolo ho imparato ad avere a che fare con tutti, sono abituato a non guardare nessuno dall\u2019alto in basso e a considerare qualunque persona di cui incontro lo sguardo degna di attenzione. Trovo sia bellissimo l\u2019incipit del <em>Grande Gatsby<\/em> di Fitzgerald, quando l\u2019io narrante, di una famiglia benestante e borghese, introduce la sua intenzione di raccontare la storia di uno che si \u00e8 arricchito col crimine, Gatsby appunto. E prima di farlo ricorda il consiglio del padre, che gli dice di non non giudicare mai con troppa facilit\u00e0 gli altri, perch\u00e9 non tutti hanno avuto la possibilit\u00e0 che ha avuto lui, nato benestante e senza particolari problemi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Fin da piccolo ho imparato ad avere a che fare con tutti, sono abituato a non guardare nessuno dall\u2019alto in basso e a considerare qualunque persona di cui incontro lo sguardo degna di attenzione<\/p><cite>Nicola lagioia<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Ora, io questa cosa ce l\u2019ho ben presente e per la letteratura \u00e8 fondamentale. Molti pensano che la letteratura serva a denunciare, invece secondo me il punto \u00e8 capire com\u2019\u00e8 fatta una persona e comprenderla, raccontare senza giudicare. Anche un assassino o un malvivente \u00e8 un essere umano e la sua storia pu\u00f2 meritare di essere raccontata. Peraltro tutta la letteratura occidentale si basa su questo assunto: Achille o Ulisse non erano certo degli stinchi di santo, uno era un narcisista, violento, attaccabrighe, orgoglioso, l\u2019altro un ingannatore, eppure empatizziamo, ci appassioniamo alle loro storie. Madame Bovary \u00e8 una mitomane, eppure ci interessa.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tornando al suo rapporto con la citt\u00e0, che rapporto ha con Bari, dove \u00e8 nato e si \u00e8 formato al liceo e all\u2019universit\u00e0? La Bari dove \u00e8 cresciuto lei era molto diversa dall\u2019attuale, che ha subito una certa gentrificazione, come altri capoluoghi del sud.<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Bari aveva questa cosa fantastica all\u2019epoca in cui io ero piccolo, e cio\u00e8 che era divisa per zone, tra quartieri borghesi e quartieri \u201coff\u201d, dove era proprio sconsigliato entrare. C\u2019\u00e8 questo aneddoto su Jacques Le Goff, che arriva a Bari e vuole a tutti i costi andare a vedere Bari vecchia, che all\u2019epoca era un quartiere piuttosto malfamato. I suoi ospiti glielo sconsigliano fortemente, ma lui non sente ragioni, \u00e8 un medievista, si trova in uno dei quartieri medievali meglio conservati, e vuole andarci a tutti i costi. Risultato, appena entrato a Bari vecchia viene letteralmente portato via, nel senso che fu scippato e trascinato per diversi metri perch\u00e9 non lasciava andare la borsa. Insomma la citt\u00e0 era questo in alcuni quartieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri posti \u201coff\u201d erano il CEP e Japigia, che poi erano le zone delle droghe pesanti, diverse non soltanto per la sociologia, ma proprio per l\u2019alfabeto: la lingua corrente era solo e soltanto il dialetto, il dialetto ma anche un certo atteggiamento rispetto alla vita. La prima volta che andai a comprare il fumo a Japigia fui impressionato dalla velocit\u00e0 con la quale gli spacciatori si avvicinavano e ti chiedevano cosa volessi. C\u2019era uno che si chiamava Toquinho che vendeva il fumo in mezzo a un pratone, senza alcuna preoccupazione di essere visto o intercettato: aveva un bustone da cui staccava 10, 20 grammi, a seconda di quanto ne volessi. Poi c\u2019era un\u2019altra spacciatrice che si chiamava La Signora, e che per\u00f2 oltre alla droga vendeva anche generi alimentari, era un mix di prodotti che soltanto in quel contesto poteva avere senso.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quanto c\u2019\u00e8 di folklore in tutto questo?&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8, ma fino a un certo punto. I tipi umani che ho incontrato mi sono serviti tantissimo: <em>La Ferocia<\/em> potevo ambientarla altrove, non \u00e8 un romanzo che ha bisogno di Bari, perch\u00e9 la storia \u00e8 in qualche modo universale, ma il punto \u00e8 che i tipi umani al suo interno sono quelli di Bari, cio\u00e8 le dinamiche che si instaurano potevano venire fuori solo da l\u00ec, e quei personaggi sono credibili solo in quel contesto. \u00c8 un po\u2019 come i film di Tot\u00f2: puoi girare un remake in un\u2019altra lingua con altri personaggi e scoprire che la trama in fondo funziona, ma perde la sua particolarit\u00e0 originale.<\/p>\n\n\n\n<p>Era importante frequentare questi posti e queste persone, perch\u00e9 erano s\u00ec malviventi, ma avevi il contatto con gente che viveva in maniera completamente diversa dalla tua, che parlava in maniera completamente diversa e che per\u00f2 dietro aveva un sacco di sorprese. Mi ricordo di avere incontrato al CEP un contrabbandiere di sigarette, che oltre alla sua attivit\u00e0 malavitosa vendeva anche fumetti: non so come riuscisse a procurarsene moltissimi, soprattutto numeri arretrati introvabili, che poi vendeva fuori alle scuole. E io che ero un tossico di fumetti mi ci rifornivo spessissimo, e gliene chiedevo proprio di precisi se ne avevo bisogno. Una volta mi servivano dei numeri di Alan Ford, ma lui si dimenticava sempre di portarmeli, cos\u00ec mi invit\u00f2 a casa a prenderli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Mi ricordo di avere incontrato al CEP un contrabbandiere di sigarette, che oltre alla sua attivit\u00e0 malavitosa vendeva anche fumetti<\/p><cite>Nicola lagioia<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Convinco mia madre ad accompagnarmi al CEP, una cosa inaudita per lei perch\u00e9 appunto, in quei quartieri non si andava mai, e una volta arrivati dimentico l\u2019indirizzo. Quindi cosa faccio, comincio a chiedere dove abitasse il signore che vendeva i fumetti, ma nessuno mi sapeva rispondere. Allora mi ricordo che questo signore aveva dei gatti che sapevano contare, nel senso che erano addestrati a premere un campanellino e rispondere in questo modo alle addizioni. Lui chiedeva quanto facesse 4+3 e il gatto faceva suonare il campanellino 7 volte. E una volta gli chiesi \u201cma come fanno a contare?\u201d e lui rispose \u201cE allora devi vedere la madre, la madre parla!\u201d. Cos\u00ec, ricordandomi che stavo al CEP e dovevo cambiare alfabeto, chiedo in dialetto: \u201cScusi, dove abita quello che ha i gatti che parlano?\u201d, e immediatamente la faccia del mio interlocutore cambia \u201ce potevi dirlo prima! Abita l\u00ec!\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/BlindEyeFactory_EdoardoTresoldi_DUE-CHIESE.-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1200\"\n        data-pswp-height=\"800\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/BlindEyeFactory_EdoardoTresoldi_DUE-CHIESE.-1-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/BlindEyeFactory_EdoardoTresoldi_DUE-CHIESE.-1-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/BlindEyeFactory_EdoardoTresoldi_DUE-CHIESE.-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/BlindEyeFactory_EdoardoTresoldi_DUE-CHIESE.-1-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Edoardo Tresoldi, Basilica di Siponto, Siponto Manfredonia (FG), Italia, 2016 \u00a9 Edoardo Tresoldi 2018<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Tra l\u2019altro la storia di Toquinho, lo spacciatore di Japigia, \u00e8 a lieto fine. Anni dopo, ero a presentare <em>Riportando tutto a casa<\/em> nel carcere di Bari, e racconto questa storia. Alla fine della presentazione uno dei carcerati si avvicina, e mi dice che Toquinho, dopo essere stato arrestato, si era redento: ha fatto il carcere, poi ha studiato per un concorso, l\u2019ha vinto, e oggi fa il bidello.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Che ricordi ha della Bari da studente universitario? E quanto \u00e8 cambiata la percezione della sua regione, la Puglia, che oggi \u00e8 una delle regioni pi\u00f9 interessanti d\u2019Italia, non soltanto per il turismo e il vino, ma anche per la vivacit\u00e0 culturale?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il mio rapporto con Bari \u00e8 ormai relativamente distante, perch\u00e9 da un paio d\u2019anni il periodo di vita a Roma ha superato quello vissuto a Bari: me ne sono andato da Bari a 23 anni. Ci resto legato per\u00f2, e sono molto legato a quel momento della mia vita, perch\u00e9 ho visto la citt\u00e0 cambiare. Bari aveva s\u00ec i quartieri periferici che ho descritto, ma anche il centro, che non era soltanto il quartiere dei professionisti ma un luogo fortunato, con una grande scena musicale. Certo non paragonabile a quella di Milano o Firenze, ma ospitava una rilevante scena punk e post-punk, dove era possibile fare incontri interessantissimi, che per la mia formazione sono stati fondamentali. Quando ero a giurisprudenza notai un un avviso affisso sulla bacheca della facolt\u00e0, \u201ccercasi appassionato di poesia\u201d, cos\u00ec mi incuriosii e andai a vedere. In pratica degli altri studenti stavano mettendo su un circolo Arci, che si chiamava Metropolis, dove ogni giorno della settimana si organizzava un evento: il luned\u00ec si discuteva di politica, e si chiamava \u201cpoliteia\u201d, il marted\u00ec si faceva il cineforum, il gioved\u00ec c\u2019era \u201cdedalus\u201d, dove appunto si parlava di letteratura e poesia. Io ho passato ogni mio gioved\u00ec, per quattro anni, con questo gruppo di persone nel quartiere fra San Pasquale e Carrassi, un\u2019esperienza meravigliosa che ha poi dato il via a una parte della mia vita professionale. Che fosse all\u2019interno di riviste o meno, io ho sempre lavorato in gruppo, la gestione e la coltivazione di gruppi culturali \u00e8 quello che ho fatto per tutta la vita e che continuo a fare, e che ha avuto come momento aurorale questo mio periodo universitario. Sono rimasto amico di molte persone che hanno riempito quel momento della mia vita. In particolare con il protagonista di quello che io considero l\u2019avvio dell\u2019uscita dal cono d\u2019ombra della Puglia grazie alle arti: Andrea Piva, e suo fratello, Alessandro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Ci resto legato per\u00f2, e sono molto legato a quel momento della mia vita, perch\u00e9 ho visto la citt\u00e0 cambiare<\/p><cite>nicola lagioia<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quelli del film La CapaGira.<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>S\u00ec, secondo me per la Puglia quel film \u00e8 stato l\u2019inizio della trasformazione, o meglio ha fatto emergere finalmente un movimento che esisteva gi\u00e0, ma era sotterraneo. Per lungo tempo la regione \u00e8 stata poco rappresentata dal cinema, la letteratura e le arti, c\u2019erano dei geni isolati, come Carmelo Bene, Andrea Pazienza, Pino Pascali ma non c\u2019era una continuit\u00e0 da questo punto di vista. La Capagira \u00e8 un film peraltro molto pugliese, \u00e8 tutto girato in dialetto e racconta la storia di mezzi delinquenti, che frequentano una sala giochi: \u00e8 esattamente il tipo di luogo che si poteva frequentare in quel periodo a Bari, per tutte le commistioni che raccontavo prima. Andrea Piva stesso ricordava, in qualche modo, i suoi personaggi, uno che al mattino leggeva Eliot e la sera andava a giocare a biliardo in posti ambigui. Quella fauna l\u00ec ha prodotto un film che \u00e8 super locale ma per come \u00e8 girato pu\u00f2 ricordare lo stile di Jarmusch, perch\u00e9 tiene insieme questo doppio binario composto dalla citt\u00e0 pi\u00f9 marginale e dalla citt\u00e0 che in fondo era intellettualmente all\u2019avanguardia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Per lungo tempo la regione \u00e8 stata poco rappresentata dal cinema, la letteratura e le arti, c\u2019erano dei geni isolati, come Carmelo Bene, Andrea Pazienza, Pino Pascali ma non c\u2019era una continuit\u00e0 da questo punto di vista<\/p><cite>Nicola lagioia<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quanto c\u2019entra anche lei in questa rinascita culturale della Puglia?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019ondata di rappresentazione narrativa \u00e8 stata fatta effettivamente, nella maggior parte dei casi, da fuoriusciti, da persone che in realt\u00e0 se ne sono andate, non vivono pi\u00f9 in Puglia. Per\u00f2 quel momento, inizio anni Duemila, ha coinciso con la vittoria di Nichi Vendola, diventato presidente della regione nel 2005, quindi il merito \u00e8 anche di chi \u00e8 rimasto. La vittoria di Vendola sembrava impossibile visto il profilo: di sinistra, omosessuale, fuori dalle logiche di potere che avevano governato la regione per cinquant\u2019anni. Invece era l\u2019uomo giusto al posto giusto, aveva colto il momento culturale che stava attraversando la Puglia e che aveva preparato una svolta politica. Mia madre votava DC e l\u2019ha votato convintamente, \u00e8 stato l\u2019unico a far dire alle mamme pugliesi tradizionaliste: \u201cFiglio mio perch\u00e9 tu non sei omosessuale?\u201d. \u00c8 fantastico! Vendola ha cambiato la percezione della Puglia, ma anche dei pugliesi di se stessi, molto pi\u00f9 di noi che eravamo andati via, in fondo, \u00e8 riuscito a stregare persone che mai avrebbero votato un omosessuale di sinistra.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L\u2019ondata di rappresentazione narrativa \u00e8 stata fatta effettivamente, nella maggior parte dei casi, da fuoriusciti, da persone che in realt\u00e0 se ne sono andate, non vivono pi\u00f9 in Puglia<\/p><cite>nicola lagioia<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Carofiglio, De Cataldo, i Negramaro avevano gi\u00e0 cominciato a mettere luce sulla Puglia, per\u00f2 lui \u00e8 stato una sorta di campana, la politica arriva sempre dopo, ma in questo caso \u00e8 arrivata eccome. Vendola prese il meglio dell\u2019esperienza progressista mettendola insieme a quella cattolica pi\u00f9 di sinistra, che oggi possiamo vedere nel cardinale Zuppi, ma anche in Papa Bergoglio. In pi\u00f9, l\u2019esperienza di Vendola mostra che nel sud, su alcuni temi, l\u2019emancipazione \u00e8 pi\u00f9 avanti rispetto al nord: gli unici due presidenti di regione omosessuali sono stati appunto Vendola e Rosario Crocetta in Sicilia.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/BlindEyeFactory_EdoardoTresoldi_TRAMONTO.-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1200\"\n        data-pswp-height=\"800\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/BlindEyeFactory_EdoardoTresoldi_TRAMONTO.-1-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/BlindEyeFactory_EdoardoTresoldi_TRAMONTO.-1-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/BlindEyeFactory_EdoardoTresoldi_TRAMONTO.-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/BlindEyeFactory_EdoardoTresoldi_TRAMONTO.-1-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Edoardo Tresoldi, Basilica di Siponto, Siponto Manfredonia (FG), Italia, 2016 \u00a9 Edoardo Tresoldi 2018<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Per tutto quello che ci siamo detti, il rapporto letterario con la terra delle mie origini \u00e8 pi\u00f9 facile rispetto a chi si deve confrontare con luoghi mitici per la letteratura italiana come Trieste o Roma, dove inevitabilmente il confronto con chi \u00e8 venuto prima di te \u00e8 impietoso. Con la Puglia io mi sentivo come Walt Whitman: affrontavo una terra poco raccontata, e quindi mi sentivo in potere di piantare la bandierina, ero uno dei primi a parlarne, era poco conosciuta, ed \u00e8 ancora una terra vergine da questo punto di vista.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quanto conta il dialetto nella sua scrittura e quanto conta pi\u00f9 in generale nella letteratura italiana? L\u2019Italia da questo punto di vista \u00e8 quasi un unicum in Europa, abituata a Paesi con lingue diverse e una dignit\u00e0 letteraria autonoma (come la Spagna, o al Belgio) ma meno a Stati dove la parlata locale \u00e8 cos\u00ec distintiva, non soltanto nella vita quotidiana ma anche, appunto, nella scrittura.<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Per me il dialetto \u00e8 fondamentale, io ce lo metto, lo utilizzo, e ho anche una certa familiarit\u00e0 con lingue di altre zone, come il napoletano o il siciliano. Per\u00f2 se ci rifletto mi pare che la sua prima funzione sia quasi l\u2019insulto, lo scatto: mi viene in mente che poche settimane fa ero in motorino e avevo di fronte delle persone che avevano fatto un\u2019infrazione e mi avevano anche insultato, e io mi sono trasfigurato e gli ho detto in dialetto \u201cora ti rompo la testa\u201d, e loro chiaramente non hanno capito cosa stessi dicendo ma hanno capito che era una frase aggressiva. Il dialetto \u00e8 la lingua dell\u2019insulto, ma anche la lingua che esce prima di fare a botte (o per evitarle), insomma la dinamica del \u201clasciatemi, lasciatemi\u201d un attimo prima dello scontro, e poi del \u201cmantenetemi mantenetemi\u201d per scongiurarlo. \u00c8 anche la lingua che serve a concludere gli affari rapidamente, per farsi capire meglio: a Bari si dice sempre \u201cuna parola \u00e8 poco e due sono troppe\u201d, e il dialetto \u00e8 il territorio che sta in mezzo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Nel posto da dove vieni sei nudo, ci possono essere in platea persone che ti hanno visto quando hai pianto per amore o che ti hanno visto vomitare da ubriaco; sei sguarnito davanti a loro rispetto a qualunque altro luogo, chi ha avuto accesso alla tua adolescenza o alla tua giovinezza \u00e8 diverso<\/p><cite>nicola lagioia<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Che tipo di rapporto si instaura con i lettori pugliesi? Esiste con loro una relazione particolare oppure no?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Per la verit\u00e0 il rapporto si instaura solo con i pugliesi che incontro fuori dalla Puglia, perch\u00e9 ci si ritrova tra \u201cesuli\u201d, e dunque basta questo per avere un terreno comune. Per me tornare a Bari a presentare i miei libri \u00e8 difficile: \u00e8 il tuo luogo di origine e in realt\u00e0 ti senti meno protetto, ti pu\u00f2 capitare la fidanzata che avevi a 15 anni, lo spacciatore, l\u2019ex compagno di classe, l\u2019ex professore. \u00c8 una cosa che condivido con Francesco Piccolo per Caserta o con Domenico Starnone a Napoli, anche per loro \u00e8 pi\u00f9 difficile parlare di fronte a un pubblico che conoscono intimamente. Nel posto da dove vieni sei nudo, ci possono essere in platea persone che ti hanno visto quando hai pianto per amore o che ti hanno visto vomitare da ubriaco; sei sguarnito davanti a loro rispetto a qualunque altro luogo, chi ha avuto accesso alla tua adolescenza o alla tua giovinezza \u00e8 diverso. Certo mi andrei a mangiare o bere una cosa subito dopo con molte persone sedute in platea, ma andare l\u00ec a portare un mio libro \u00e8 straniante, vorrei subito scendere dal palco, perch\u00e9 poi per me Bari \u00e8 una citt\u00e0 di ricordi, mentre per gli altri \u00e8 un posto vivo, che si evolve. Ne abbiamo una percezione diversa. Ma \u00e8 inevitabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una lunga intervista, lo scrittore italiano racconta della sua giovinezza trascorsa in Puglia, tra Bari e un paesino della provincia: un periodo che gli ha permesso di incontrare la civilt\u00e0 contadina, la malavita, la piccola borghesia arricchitasi in fretta alla fine degli anni Ottanta. Un\u2019esperienza fondamentale per costruire la sua idea di letteratura. Un nuovo episodio della nostra serie estiva \u00abGrand Tour\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"author":10633,"featured_media":10906,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-interviews.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[1603],"tags":[],"staff":[2099],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[2083],"class_list":["post-9740","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arti","staff-francesco-maselli","geo-mediterraneo"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u00abLa mia infanzia a Capurso mi ha insegnato l\u2019arte di raccontare storie\u00bb, una conversazione con Nicola Lagioia - Il Grand Continent<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"\u00abLa mia infanzia a Capurso mi ha insegnato l\u2019arte di raccontare storie\u00bb, una conversazione con Nicola Lagioia - Il Grand Continent\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"In una lunga intervista, lo scrittore italiano racconta della sua giovinezza trascorsa in Puglia, tra Bari e un paesino della provincia: un periodo che gli ha permesso di incontrare la civilt\u00e0 contadina, la malavita, la piccola borghesia arricchitasi in fretta alla fine degli anni Ottanta. Un\u2019esperienza fondamentale per costruire la sua idea di letteratura. Un nuovo episodio della nostra serie estiva \u00abGrand Tour\u00bb.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Il Grand Continent\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2023-08-12T07:59:09+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2023-09-18T15:09:08+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/08\/Lagioia-IT.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"2108\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1182\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"aburatti\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:image\" content=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/08\/Lagioia-IT.jpg\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"aburatti\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"26 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/\",\"url\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/\",\"name\":\"\u00abLa mia infanzia a Capurso mi ha insegnato l\u2019arte di raccontare storie\u00bb, una conversazione con Nicola Lagioia - Il Grand Continent\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/BlindEyeFactory_EdoardoTresoldi_VERT-CAPITELLO.-1.jpg\",\"datePublished\":\"2023-08-12T07:59:09+00:00\",\"dateModified\":\"2023-09-18T15:09:08+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/b70352884e4ad6f2a76729e9051dd9f6\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/BlindEyeFactory_EdoardoTresoldi_VERT-CAPITELLO.-1.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/BlindEyeFactory_EdoardoTresoldi_VERT-CAPITELLO.-1.jpg\",\"width\":800,\"height\":1200},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"\u00abLa mia infanzia a Capurso mi ha insegnato l\u2019arte di raccontare storie\u00bb, una conversazione con Nicola Lagioia\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/\",\"name\":\"Il Grand Continent\",\"description\":\"La scala pertinente\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/b70352884e4ad6f2a76729e9051dd9f6\",\"name\":\"aburatti\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fa34e55e0507c2ca67b9a65ed781903d?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fa34e55e0507c2ca67b9a65ed781903d?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"aburatti\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"\u00abLa mia infanzia a Capurso mi ha insegnato l\u2019arte di raccontare storie\u00bb, una conversazione con Nicola Lagioia - Il Grand Continent","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"\u00abLa mia infanzia a Capurso mi ha insegnato l\u2019arte di raccontare storie\u00bb, una conversazione con Nicola Lagioia - Il Grand Continent","og_description":"In una lunga intervista, lo scrittore italiano racconta della sua giovinezza trascorsa in Puglia, tra Bari e un paesino della provincia: un periodo che gli ha permesso di incontrare la civilt\u00e0 contadina, la malavita, la piccola borghesia arricchitasi in fretta alla fine degli anni Ottanta. Un\u2019esperienza fondamentale per costruire la sua idea di letteratura. Un nuovo episodio della nostra serie estiva \u00abGrand Tour\u00bb.","og_url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/","og_site_name":"Il Grand Continent","article_published_time":"2023-08-12T07:59:09+00:00","article_modified_time":"2023-09-18T15:09:08+00:00","og_image":[{"width":2108,"height":1182,"url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/08\/Lagioia-IT.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"aburatti","twitter_card":"summary_large_image","twitter_image":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/08\/Lagioia-IT.jpg","twitter_misc":{"Scritto da":"aburatti","Tempo di lettura stimato":"26 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/","url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/","name":"\u00abLa mia infanzia a Capurso mi ha insegnato l\u2019arte di raccontare storie\u00bb, una conversazione con Nicola Lagioia - Il Grand Continent","isPartOf":{"@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/BlindEyeFactory_EdoardoTresoldi_VERT-CAPITELLO.-1.jpg","datePublished":"2023-08-12T07:59:09+00:00","dateModified":"2023-09-18T15:09:08+00:00","author":{"@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/b70352884e4ad6f2a76729e9051dd9f6"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/#primaryimage","url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/BlindEyeFactory_EdoardoTresoldi_VERT-CAPITELLO.-1.jpg","contentUrl":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/08\/BlindEyeFactory_EdoardoTresoldi_VERT-CAPITELLO.-1.jpg","width":800,"height":1200},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/08\/12\/la-mia-infanzia-a-capurso-mi-ha-insegnato-larte-di-raccontare-storie-una-conversazione-con-nicola-lagioia\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"\u00abLa mia infanzia a Capurso mi ha insegnato l\u2019arte di raccontare storie\u00bb, una conversazione con Nicola Lagioia"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#website","url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/","name":"Il Grand Continent","description":"La scala pertinente","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/b70352884e4ad6f2a76729e9051dd9f6","name":"aburatti","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fa34e55e0507c2ca67b9a65ed781903d?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fa34e55e0507c2ca67b9a65ed781903d?s=96&d=mm&r=g","caption":"aburatti"}}]}},"term_position_data":null,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9740","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10633"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9740"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9740\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10906"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9740"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9740"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9740"},{"taxonomy":"staff","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/staff?post=9740"},{"taxonomy":"editorial_format","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/editorial_format?post=9740"},{"taxonomy":"serie","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/serie?post=9740"},{"taxonomy":"audience","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/audience?post=9740"},{"taxonomy":"geo","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/geo?post=9740"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}