{"id":9042,"date":"2023-07-10T17:27:53","date_gmt":"2023-07-10T16:27:53","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=9042"},"modified":"2023-10-13T16:50:57","modified_gmt":"2023-10-13T14:50:57","slug":"500-giorni-di-guerra-stato-delle-forze-e-prospettive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/10\/500-giorni-di-guerra-stato-delle-forze-e-prospettive\/","title":{"rendered":"500 giorni di guerra: stato delle forze e prospettive"},"content":{"rendered":"\n

Andiamo dritti al punto: l\u2019operazione offensiva ucraina, che sarebbe pi\u00f9 appropriato probabilmente dividere in tre \u2013 Orikhiv, Velika Novosilka e Bakhmut \u2013 non \u00e8 una vera e propria operazione di conquista: non \u00e8 possibile seguirla sulla mappa vedendo le bandierine che avanzano rapidamente verso un obiettivo lontano. Ci\u00f2 potrebbe avvenire in futuro, ma per il momento non \u00e8 possibile. Ora, se queste non sono operazioni di conquista, sono necessariamente operazioni di logoramento, operazioni \u201ccumulative\u201d dalle quali speriamo un giorno di vedere emergere un risultato pi\u00f9 decisivo come la rottura di una diga, per usare l\u2019espressione di Guillaume Ancel (qui<\/a>). Il problema principale di queste operazioni – omicidi mirati, sanzioni economiche, campagne aeree, guerriglia, ecc. – \u00e8 che non sappiamo mai quando si verificher\u00e0 il cambio di passo e spesso rimaniamo delusi.<\/p>\n\n\n\n

Back in Donbass<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n

Facciamo un passo indietro. La guerra di movimento, nel senso inglese di warfare, si \u00e8 trasformata in guerra di posizione fin dall\u2019aprile 2022, secondo un fenomeno del tutto classico, anche se non necessariamente obbligato. La guerra di posizione, che implica una durata lunga del conflitto, incoraggia anche azioni nelle retrovie (attacchi aerei, sabotaggi, ecc.), e una partecipazione delle \u201cgrandi retrovie\u201d ucraine (noi della Nato) attraverso una campagna di influenza, nella speranza che uno dei due fronti raggiunga la motivazione zero e quindi annulli l\u2019intero sforzo bellico. Ecco il senso dell\u2019espressione \u201cazioni cumulative\u201d.<\/p>\n\n\n\n

La guerra di movimento, nel senso inglese di warfare, si \u00e8 trasformata in guerra di posizione fin dall\u2019aprile 2022, secondo un fenomeno del tutto classico, anche se non necessariamente obbligato<\/p>michel goya<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n

Sul terreno, i russi hanno avuto pi\u00f9 fretta e hanno provato a conquistare rapidamente l\u2019intero Donbass. Il metodo utilizzato \u00e8 stato il classico martellamento o \u201crompi-mattoni\u201d, per usare l\u2019espressione coniata da @escortert su Twitter (qui<\/a>): neutralizzare la difesa con fuoco indiretto e assalto di battaglioni, ripetuto centinaia di volte intorno alla sacca che si sperava di conquistare, da Severodonetsk a Kramatorsk. I russi hanno spesso fallito, ma a volte hanno ottenuto risultati e addirittura \u201cinfranto la diga\u201d una volta, a Popasna, il 9 maggio 2022, non lontano da Bakhmut. Questa colpo non \u00e8 stato sufficiente di per s\u00e9, ma ha dato loro un vantaggio decisivo che, dopo altre settimane di martellamento e la conquista di Mariupol, gli ha permesso di impadronirsi delle citt\u00e0 di Severodonetsk e Lysychansk proprio all\u2019inizio di luglio . <\/p>\n\n\n\n

Met\u00e0 del lavoro necessario a una conquista territoriale in piena regola era stato fatto ma poi, in maniera pi\u00f9 inaspettata, tutto si \u00e8 fermato. In parte perch\u00e9 l\u2019arrivo dell\u2019artiglieria occidentale ha riequilibrato un po\u2019 le cose, in parte per la carenza di combattenti, perch\u00e9 per andare all\u2019assalto… servono truppe d\u2019assalto, e i russi hanno avuto molto rapidamente carenza di effettivi, mentre gli ucraini continuavano a costruire brigate. Qui sta la differenza clausewitziana tra un piccolo esercito professionale progettato per guerre limitate e l\u2019esercito di una nazione in armi impegnata in una guerra assoluta.<\/p>\n\n\n\n

Ma non dimentichiamo la lezione tattica: le forze russe sono state in grado di avanzare contro posizioni trincerate da anni solo perch\u00e9 sparavano il triplo dei proiettili di quelli che gli venivano sparati contro. Il principio del vantaggio di 3 a 1 in termini di uomini per chi attacca non ha molto senso, ma il principio di una proporzione del genere riferita ai proiettili \u00e8 decisivo nella guerra di posizione. Non stiamo parlando di un rapporto di forze (RAPFOR), che \u00e8 sempre pi\u00f9 o meno equilibrato, ma di un rapporto di fuoco (RAPFUO), che lo \u00e8 pi\u00f9 raramente.<\/p>\n\n\n\n

Il principio del vantaggio di 3 a 1 in termini di uomini per chi attacca non ha molto senso, ma il principio di una proporzione del genere riferita ai proiettili \u00e8 decisivo nella guerra di posizione<\/p>michel goya<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n

L\u2019esercito russo \u00e8 diventato sterile dal punto di vista offensivo e ci si poteva legittimamente chiedere cosa stesse succedendo agli ucraini, che erano sulla difensiva da aprile. L\u2019attacco di settembre a Kharkiv e poi la riduzione della testa di ponte di Kherson fino a met\u00e0 novembre hanno dimostrato che questo scetticismo era sbagliato. All\u2019improvviso, le operazioni ucraine sono diventate nuovamente dinamiche, sebbene molto diverse tra le province di Kharkiv e Kherson. Alla fine, per\u00f2, si \u00e8 trattato solo di un risultato illusorio e temporaneo. Illusorio perch\u00e9 nella provincia di Kharkiv si \u00e8 verificata una sorprendente combinazione di circostanze, con un\u2019incredibile debolezza e cecit\u00e0 da parte dei russi in questo settore del fronte, che ha fornito l\u2019opportunit\u00e0, brillantemente colta dagli ucraini, di sferrare un colpo. \u00c8 stato il secondo e unico sfondamento del fronte, dopo Popasna, ma con effetti molto pi\u00f9 profondi.<\/p>\n\n\n\n

La battaglia per la testa di ponte di Kherson \u00e8 stata molto diversa, ma ha beneficiato anch\u2019essa di circostanze favorevoli, la principale delle quali era il fatto che si stava attaccando una testa di ponte. Ancora una volta, le operazioni offensive si sono arrestate alla fine di novembre, questa volta in gran parte a causa di un significativo miglioramento delle difese russe. I russi avevano compiuto un ulteriore passo verso la guerra assoluta attraverso una forma di parziale stalinizzazione della societ\u00e0 e il numero di truppe al fronte era raddoppiato. Sotto la guida del generale Surovikin, hanno accorciato il fronte evacuando la testa di ponte di Kherson e affidandosi all\u2019ostacolo del Dnieper. Poi hanno costituito una \u201clinea Surovikin\u201d nei settori che fino ad allora erano stati pi\u00f9 deboli. L\u2019aspetto offensivo \u00e8 stato affidato alla compagnia Wagner, nel suo attacco a Bakhmut ed \u00e8 stato demandato soprattutto alle operazioni di retrovia, come la campagna di colpi alla rete elettrica, una nuova operazione cumulativa che non ha ottenuto grandi risultati, e affidato alla compagnia Wagner, nel suo attacco a Bakhmut.<\/p>\n\n\n\n

Con Gerasimov al comando, i russi hanno cercato di tornare alla strategia di \u201crompere i mattoni\u201d, ma hanno conquistato solo 500 chilometri quadrati in quattro mesi, la met\u00e0 di quelli conquistati tra aprile e luglio 2022. \u00c8 legittimo domandarsi se ci fosse una reale volont\u00e0 di conquistare il Donbass come in passato visto l\u2019avanzamento limitato a 3 o 4 chilometri al giorno, o se non si trattasse semplicemente di migliorare la posizione difensiva e di acquisire qualche vittoria pi\u00f9 che altro simbolica a Soledar e Bakhmut. Oltre 1000 chilometri quadrati e tre grandi citt\u00e0, Mariupol, Severodonetsk e Lysychansk, conquistati nell\u2019operazione Donbass 1 e 500 chilometri e Bakhmut nell\u2019assalto Donbass 2. Il fatto che i russi abbiano sparato circa 3-4 milioni di proiettili diversi nel Donbass 1 e solo uno o due milioni nel Donbass 2 non \u00e8 una coincidenza.<\/p>\n\n\n\n

Con Gerasimov al comando, i russi hanno cercato di tornare alla strategia di \u201crompere i mattoni\u201d, ma hanno conquistato solo 500 chilometri quadrati in quattro mesi, la met\u00e0 di quelli conquistati tra aprile e luglio 2022<\/p>michel goya<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n

Alla ricerca dell\u2019effetto emergente<\/em><\/h2>\n\n\n\n

Va ricordato che, strategicamente, i russi possono accontentarsi di un fronte bloccato o semplicemente rosicchiato dagli ucraini. Sono \u201cin testa\u201d e se la guerra finisse domani il Cremlino potrebbe convivere con questa situazione e dichiarare la vittoria (\u00ababbiamo sventato preventivamente una grande offensiva contro il Donbass\u00bb, \u00ababbiamo resistito alla NATO\u00bb, \u00ababbiamo liberato questo o quello\u00bb e rivendicazioni di questo genere) La loro strategia potrebbe essere semplicemente quella di resistere e aspettare che le retrovie ucraine, e soprattutto \u201cle grandi retrovie\u201d si esauriscano, certamente mettendole anche sotto pressione. Gli ucraini sono in una posizione diversa, perch\u00e9 il loro obiettivo \u00e8 liberare l\u2019intero territorio da qualsiasi presenza russa, cos\u00ec come in una posizione diversa ci troviamo noi, interessati a una rapida, se non completa, vittoria ucraina (anche se nulla viene detto chiaramente).<\/p>\n\n\n\n

Gli ucraini sono sulla buona strada per raggiungere questo obiettivo, o almeno una parte significativa di esso prima della fine dell’estate? Possiamo sperarlo, ma in realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 nulla che lo faccia pensare. Dimentichiamo l\u2019idea di uno sfondamento come nella provincia di Kharkiv: l\u2019intero fronte russo \u00e8 ormai solido. Ci\u00f2 che rimane \u00e8 il martellamento, o il famoso \u201crompi-mattoni\u201d, ed eccoci di nuovo di fronte a un\u2019operazione cumulativa da cui speriamo di vedere emergere qualcosa prima della fine dell\u2019estate.<\/p>\n\n\n\n

Gli ucraini sono sulla buona strada per raggiungere questo obiettivo, o almeno una parte significativa di esso prima della fine dell’estate? Possiamo sperarlo, ma in realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 nulla che lo faccia pensare<\/p>michel goya<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n

Parliamo innanzitutto del terreno. Secondo l\u2019account Twitter @War_Mapper, gli ucraini hanno liberato 200 chilometri quadrati in un mese, l\u2019equivalente di cinque cantoni francesi, mentre dovrebbero recuperare l\u2019equivalente delle regioni Occitania e PACA messe insieme. Ovviamente gli ucraini non possono accontentarsi di questo. Non vinceranno la guerra conquistando 7 chilometri quadrati al giorno, da qui la speranza che accada qualcosa di relativamente inaspettato, come la famosa diga che si rompe sotto le onde o il castello di sabbia che si scioglie. Il problema \u00e8 che, per il momento, tutto ci\u00f2 rimane nel regno del wishful thinking.<\/p>\n\n\n\n

Per quanto riguarda le perdite, il bilancio delle unit\u00e0 da combattimento \u00e8 piuttosto magro: secondo \u00abSaint Oryx\u00bb, dal 7 giugno 2023 sono stati colpiti 455 grandi mezzi di equipaggiamento russo, tra cui 233 grandi veicoli da combattimento (carri armati e veicoli corazzati di fanteria), vale a dire circa 7,5 MBV al giorno. In definitiva, si tratta di un numero appena superiore a quello registrato dall\u2019inizio dell\u2019anno. Peggio ancora, le perdite ucraine identificate nello stesso periodo sono state rispettivamente di 283 equipaggiamenti e 126 veicoli da combattimento principali, cio\u00e8 circa 4 al giorno, un numero superiore a quello registrato dall\u2019inizio della guerra: non c\u2019\u00e8 mai stato un divario cos\u00ec ridotto tra le perdite delle due parti su Oryx.\u00a0 \u00c8 quindi difficile dire che gli ucraini stiano dissanguando i russi. Queste perdite giornaliere, tra le quali c\u2019\u00e8 una buona parte di equipaggiamento riparabile, corrispondono all\u2019incirca alla produzione industriale. Di questo passo, entro la fine dell\u2019estate, il capitale materiale della Russia sar\u00e0 esaurito, ma non in modo catastrofico, e quello degli ucraini sar\u00e0 quasi altrettanto in difficolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n

Di questo passo, entro la fine dell\u2019estate, il capitale materiale della Russia sar\u00e0 esaurito, ma non in modo catastrofico, e quello degli ucraini sar\u00e0 quasi altrettanto in difficolt\u00e0<\/p>michel goya<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n

Quindi, almeno per il momento, dobbiamo riporre le nostre speranze altrove. Questo \u00e8 solitamente il momento di parlare del morale delle truppe russe. Si dice che sia ai minimi storici, come confermato da numerose lamentele filmate e messaggi intercettati. Il problema \u00e8 che lo sentiamo dire quasi dalla fine del primo mese di guerra e non vediamo ancora alcun effetto sul campo, a parte una certa apatia offensiva. La prima cosa che notiamo \u00e8 che questi soldati non mettono in discussione le ragioni della guerra, ma solo le condizioni in cui la combattono, chiedendo equipaggiamenti e munizioni migliori (in particolare i proiettili, si torna sempre su questo punto). <\/p>\n\n\n\n

Non vediamo nemmeno rese di massa o gruppi di disertori che vivono nelle retrovie del fronte, come accadde all\u2019esercito tedesco alla fine del 1918. Sono questi i segni pi\u00f9 evidenti che qualcosa non va, e per adesso non possiamo constatarli: l\u2019ammutinamento della Wagner non pu\u00f2 essere interpretato come un segno di indebolimento del morale della truppa. In breve, basare una strategia sulla speranza che l\u2019esercito russo crolli come nel 1917 non \u00e8 assurdo, ma semplicemente molto incerto. Ed \u00e8 complicato combattere solo sulla base di una speranza molto incerta.<\/p>\n\n\n\n

L\u2019essenziale \u00e8 invisibile agli occhi<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n

In breve, finch\u00e9 gli ucraini non avranno una superiorit\u00e0 di fuoco schiacciante, il famoso rapporto di 3 a 1 in proiettili di ogni tipo, non possono ragionevolmente sperare di ottenere un successo. Anche perch\u00e9 forse \u00e8 utile ribadire ancora una volta che conquistare un villaggio non \u00e8 un successo strategico. Un successo importante sarebbe arrivare a Melitopol o a Berdiansk; un successo minore, ma pur sempre un successo, sarebbe prendere Tokmak. Per raggiungere questi obiettivi non c\u2019\u00e8 altra soluzione che avanzare paralizzando le difese con una forza d\u2019attacco sufficientemente schiacciante come accaduto a El Alamein, sulla linea Mareth in Tunisia, sulla linea Gotica in Italia, sulle linee tedesche in Russia a Orel e altrove, o ancora come accadde alle difese tedesche in Normandia. Il Capo di Stato Maggiore degli Stati Uniti, Mark Milley, ha recentemente parlato dei due mesi di duri combattimenti in Normandia prima dello sfondamento ad Avranches. Ha dimenticato di dire che gli Alleati avevano sparato l\u2019equivalente di un\u2019arma nucleare tattica contro i tedeschi per quattro volte prima dello sfondamento, e che ci\u00f2 \u00e8 servito persino come base per le prime riflessioni sull\u2019uso di questo tipo di ordigno negli anni Cinquanta.<\/p>\n\n\n\n

Finch\u00e9 gli ucraini non avranno una superiorit\u00e0 di fuoco schiacciante, il famoso rapporto di 3 a 1 in proiettili di ogni tipo, non possono ragionevolmente sperare di ottenere un successo<\/p>Michel goya<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n

A questo proposito, posso solo consigliare la lettura dell\u2019impressionante Combattere in dittatura – 1944 la Wehrmacht di fronte allo sbarco<\/em> di Jean-Luc Leleu per capire cosa significasse. Alcune linee di difesa potevano essere aggirate, come quella dell\u2019ottava Armata britannica a El-Gazala nel maggio 1942 o, naturalmente, la Linea Maginot due anni prima, che avevano entrambe la sfortuna di essere aggirabili. Per il resto, non c\u2019\u00e8 modo di passare senza un diluvio di proiettili, colpi di mortaio, cannoni, obici, razzi, missili e quant\u2019altro, e non importa che il lanciatore sia a terra, in aria o in acqua; l\u2019importante \u00e8 che lanci qualcosa.<\/p>\n\n\n\n

L\u2019aspetto negativo dell\u2019artiglieria ucraina, che oggi \u00e8 la pi\u00f9 potente d\u2019Europa, \u00e8 che spara la met\u00e0 dei proiettili che sparava al culmine dell\u2019assalto a Kherson, nell\u2019estate del 2022, e soprattutto spara ancora meno di quanto riesca a fare l\u2019artiglieria russa, che ha anche aggiunto alcune munizioni telecomandate piuttosto efficaci. Ribaltiamo il problema: se gli ucraini lanciassero tanti proiettili al giorno quanti ne hanno lanciati i russi durante Donbass 1, il caso sarebbe molto probabilmente chiuso e avrebbero gi\u00e0 raggiunto e forse superato la linea di difesa principale a Tokmak. Ma non \u00e8 cos\u00ec, almeno non ancora. Tralasciando la questione degli aerei F-16, che sarebbero un contributo interessante ma non decisivo, non si capisce perch\u00e9 gli Stati Uniti abbiano aspettato cos\u00ec tanto a consegnare le munizioni a grappolo, che hanno il doppio merito di essere molto utili nel fuoco di controbatteria e abbondanti.<\/p>\n\n\n\n

Forse si trattava di una riluttanza morale a consegnare un\u2019arma considerata \u201csporca\u201d, perch\u00e9 il suo utilizzo comporta un certo numero di ordigni inesplosi (le forze speciali francesi hanno subito le perdite pi\u00f9 pesanti nel 1991 proprio a causa di questo fenomeno), ma se fosse stata consegnata molto prima avrebbe cambiato le carte in tavola. Lo stesso vale per i missili ATACMS, che sono meno numerosi, ma molto efficaci e con una gittata molto lunga. Anche i venerabili aerei d\u2019attacco A-10 richiesti dagli ucraini avrebbero potuto essere aggiunti molto tempo fa: sono certamente vulnerabili nell\u2019ambiente moderno, ma avrebbero terrorizzato le prime linee russe. <\/p>\n\n\n\n

Soprattutto, i nervi della guerra in guerra<\/em> sono i proiettili da 155 mm (ne servirebbero centinaia di migliaia in Ucraina, per avere un impatto), o i proiettili da 152 mm comprati dai Paesi precedentemente equipaggiati dall\u2019Unione Sovietica e che non li utilizzeranno mai. Dovremmo anche spiegare perch\u00e9, sedici mesi dopo l\u2019inizio della guerra, non siamo ancora in grado di produrre altri proiettili. \u00c8 un bene che non siamo stati noi a essere invasi.<\/p>\n\n\n\n

In breve, se vogliamo davvero che l\u2019Ucraina vinca, dobbiamo inviarle molti proiettili. Ci\u00f2 consentir\u00e0 innanzitutto di vincere la battaglia di artiglieria in corso, di cui non si parla mai perch\u00e9 poco visibile, ma che \u00e8 il presupposto essenziale per il successo. A volte mi chiedo persino se i piccoli attacchi dei battaglioni di mischia ucraini non facciano parte innanzitutto di questa strategia, avendo come obiettivo non conquistare nuove posizioni, ma indurre l\u2019artiglieria russa a sparare a raffica in modo da essere scoperta e colpita a sua volta. <\/p>\n\n\n\n

Se c\u2019\u00e8 un dato incoraggiante per Oryx \u00e8 quello delle perdite dell\u2019artiglieria russa. In due mesi, con una quarantina di cannoni colpiti o danneggiati, gli ucraini hanno messo fuori uso il triplo dei cannoni russi, l\u2019equivalente dell\u2019artiglieria francese. Contando le distruzioni invisibili e l\u2019usura fisiologica dell\u2019artiglieria, indubbiamente pi\u00f9 rapida nelle vecchie artiglierie russe che in quelle ucraine, le perdite effettive potrebbero essere addirittura il doppio. Depositi di munizioni come Makiivka, sorprendentemente vicina alle linee, continuano ad essere colpiti. Aumentando leggermente il ritmo e con un contributo occidentale accelerato, questo confronto di fuoco potrebbe essere vinto alla fine di agosto o all\u2019inizio di settembre.<\/p>\n\n\n\n

n due mesi, con una quarantina di cannoni colpiti o danneggiati, gli ucraini hanno messo fuori uso il triplo dei cannoni russi, l\u2019equivalente dell\u2019artiglieria francese<\/p>michel goya<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n

Questo \u00e8 forse l\u2019unico effetto realistico che possiamo vedere emergere da tutta questa battaglia, e probabilmente anche l\u2019unico che potrebbe sbloccare la situazione strategica, congelata da sette mesi. Se non riusciamo a farlo entro la fine dell\u2019estate, quando le scorte e la produzione saranno in difficolt\u00e0 in entrambi i casi, probabilmente ci troveremo su un fronte congelato e ogni speranza di vedere cambiare qualcosa sar\u00e0 persa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

Da oltre un anno Ucraina e Russia sono impegnate in una guerra di posizione. La linea del fronte sembra ora una diga pronta a implodere. Ma se le forze di Kiev vogliono fare progressi significativi, devono raggiungere la superiorit\u00e0 nel fuoco<\/p>\n

In questo nuovo aggiornamento, lo storico militare Michel Goya spiega perch\u00e9 un elemento potrebbe ancora una volta cambiare il corso della storia: gli obici<\/p>\n","protected":false},"author":6720,"featured_media":10940,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-studies.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[2173],"tags":[],"geo":[2086],"class_list":["post-9042","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-la-guerra-in-ucraina-giorno-per-giorno","staff-michel-goya","geo-europa"],"acf":[],"yoast_head":"\n500 giorni di guerra: stato delle forze e prospettive - Il Grand Continent<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/10\/500-giorni-di-guerra-stato-delle-forze-e-prospettive\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"500 giorni di guerra: stato delle forze e prospettive - Il Grand Continent\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Da oltre un anno Ucraina e Russia sono impegnate in una guerra di posizione. 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