{"id":8997,"date":"2023-07-09T18:27:22","date_gmt":"2023-07-09T17:27:22","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=8997"},"modified":"2023-09-18T16:41:35","modified_gmt":"2023-09-18T15:41:35","slug":"il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/","title":{"rendered":"Il dilemma cinese di Meloni: un\u2019indagine al cuore delle Nuove Vie della Seta italiane"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel cortile di Villa Madama, il palazzo rinascimentale che domina la capitale italiana dal quartiere Monte Mario, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte attende il presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping. \u00c8 il 23 marzo 2019: i due, dopo una calorosa stretta di mano, attraversano il giardino su un tappeto rosso che copre il terreno di ghiaia, per accomodarsi in una delle sale interne e firmare l\u2019atto di politica estera pi\u00f9 importante del mandato del governo Conte.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo mesi di negoziati, l\u2019Italia aderisce al controverso progetto cinese delle Nuove vie della Seta attraverso un Memorandum of Understanding quinquennale che definisce i contorni della partecipazione italiana. Per la Cina, la firma ha un valore geopolitico rilevantissimo: Roma \u00e8 l\u2019unica capitale del G7 a compiere una scelta diplomatica di questo genere, gli altri Stati europei siglano accordi commerciali anche pi\u00f9 importanti, ma decidono di evitare un coinvolgimento simbolico. Per Stati Uniti, Canada e Giappone, la firma sarebbe semplicemente inconcepibile.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/zfw6q\/3\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>A distanza di quattro anni, il governo di destra guidato da Giorgia Meloni si trova di fronte a una delicata scelta politica: all\u2019inizio del 2024 il Memorandum si rinnover\u00e0 automaticamente, a meno che una delle due parti non segnali la volont\u00e0 di ritirarsi con tre mesi di anticipo. L\u2019eredit\u00e0 della firma di Conte \u00e8 un dossier di difficile gestione per l\u2019attuale esecutivo: un rinnovo sarebbe rischioso per Giorgia Meloni, che da mesi invia segnali di lealt\u00e0 all\u2019alleanza atlantica e tiene una decisa posizione a favore del sostegno all\u2019Ucraina, ma che deve ancora dimostrare di essere allineata all\u2019occidente nei rapporti con la Cina; d\u2019altro canto, uscire dall\u2019accordo implica una presa di posizione diplomatica pubblica molto chiara, che potrebbe irritare Pechino ed esporre l\u2019Italia a eventuali ritorsioni, soprattutto sul piano commerciale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Com\u2019\u00e8 stato possibile per l\u2019Italia trovarsi di fronte a questo rompicapo diplomatico?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L\u2019eredit\u00e0 della firma di Conte \u00e8 un dossier di difficile gestione per l\u2019attuale esecutivo<\/p><cite>Francesco Maselli<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Cina nella politica interna del Movimento 5 stelle<\/h2>\n\n\n\n<p>Se al momento della firma Pechino sembra piuttosto consapevole del grande valore dell\u2019adesione italiana, il governo Conte I tratta la questione in modo ondivago, enfatizzando o minimizzando la portata dell\u2019accordo a seconda del contesto. In un primo momento, l\u2019avvicinamento alla Cina \u00e8 una scelta prodotta da evidenti motivazioni politiche che guidano l\u2019azione dei partiti della maggioranza. Le elezioni italiane del 2018, con l\u2019affermazione e l\u2019alleanza di due partiti anti-establishment come la Lega di Matteo Salvini e il Movimento 5 stelle, hanno reso l\u2019Italia \u00abil centro dell\u2019universo della politica\u00bb secondo la definizione di Steve Bannon, ex consigliere molto influente di Donald Trump alla Casa Bianca e grande sostenitore di una coalizione che unisse il populismo di destra a quello di sinistra. L\u2019obiettivo di Bannon e di una parte dell\u2019amministrazione repubblicana allora in carica \u00e8 quello di destabilizzare la politica europea e alimentare la conflittualit\u00e0 tra gli Stati membri, una visione che vede dunque di buon occhio un governo eterodosso alla guida di un paese fondatore dell\u2019Unione.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/SIPA_00900361_000048-scaled-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1707\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/SIPA_00900361_000048-scaled-1-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/SIPA_00900361_000048-scaled-1-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/SIPA_00900361_000048-scaled-1-1340x894.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/SIPA_00900361_000048-scaled-1-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Il Presidente cinese Xi Jinping e la delegazione cinese durante l&#8217;incontro con il Primo Ministro italiano Giuseppe Conte a Villa Madama a Roma il 23 marzo 2019. \u00a9 Alessandro Serrano&#8217;\/AGF\/SIPA<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>L\u2019analisi di Bannon trova un certo riscontro nella realt\u00e0. Il governo Conte I prova a impostare una politica estera meno ancorata alla piattaforma euroatlantica tradizionale: Movimento 5 Stelle e Lega hanno in quel momento posizioni apertamente anti-atlantiste, in dura polemica con Bruxelles, Parigi e Berlino, vicine alla Russia e alla Cina, quest\u2019ultima grande riferimento del Movimento 5 stelle e del suo fondatore Beppe Grillo. Certo, il posizionamento filocinese pu\u00f2 apparire contraddittorio, specialmente per la fascinazione che esercita Donald Trump verso gran parte dei componenti leghisti dell\u2019esecutivo, essendo la Lega tradizionalmente meno aperta a Pechino e soprattutto pi\u00f9 attenta alle posizioni del presidente americano, riferimento internazionale in quel momento di tutta l\u2019estrema destra europea. Lo stesso Bannon teorizza la necessit\u00e0 di uno scontro frontale con Pechino, ma la politica italiana \u00e8 da sempre a proprio agio in questo tipo di ambiguit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Malgrado la grande impulsione del Movimento 5 stelle, l\u2019uomo al centro della politica cinese del governo Conte \u00e8 un esponente della Lega. Si chiama Michele Geraci, \u00e8 sottosegretario allo Sviluppo economico, in grande sintonia con i colleghi 5 stelle dell\u2019esecutivo, tanto che in molti lo scambiano pi\u00f9 per grillino che per leghista. Il professore, che vanta un\u2019esperienza lavorativa di pi\u00f9 di dieci anni in Cina presso l\u2019University of Nottingham Ningbo China e la New York University Shanghai, stringe un rapporto molto forte con il suo ministro di competenza, Luigi Di Maio, in quel momento in cerca di legittimit\u00e0 internazionale e soprattutto di investimenti diretti esteri in Italia, che vuole attirare per dimostrare che il Movimento 5 stelle \u00e8 aperto alle opportunit\u00e0 commerciali e al mondo delle imprese globalizzate.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Malgrado la grande impulsione del Movimento 5 stelle, l\u2019uomo al centro della politica cinese del governo Conte \u00e8 un esponente della Lega. Si chiama Michele Geraci.<\/p><cite>Francesco Maselli<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Appena arrivato al ministero, Geraci chiede e ottiene l\u2019istituzione di una task force interamente dedicata alla Cina. In filigrana c\u2019\u00e8 anche la grande questione della sostenibilit\u00e0 del debito italiano, principale problema di politica economica che il governo Lega-5 Stelle intende risolvere: perch\u00e9 sottostare alle regole fiscali imposte da Bruxelles e dai partner europei quando \u00e8 possibile trovare altri compratori dei titoli di Stato, come Russia e Cina? Non si tratta soltanto di una suggestione, in quel periodo si moltiplicano i retroscena che vedono l\u2019Italia impegnata a convincere Pechino a investire nel debito italiano. Una convinzione suffragata dalle numerosissime missioni che esponenti dell\u2019esecutivo conducono in Cina: il quotidiano Avvenire, nell\u2019analizzare l\u2019agenda del viaggio cinese del ministro dell\u2019Economia Giovanni Tria, nell\u2019agosto del 2018 <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/economia\/pagine\/debito-italiano-russia-cina\">scrive che<\/a> \u00ab\u00e8 ormai ufficiale che l\u2019Italia chieder\u00e0 ai cinesi di comprare i nostri Btp, anche se non si sa ancora cosa [la Cina] vorr\u00e0 in cambio\u00bb. Avvenire scrive anche che \u00abFavorire gli investimenti cinesi in titoli di Stato \u00e8 comunque uno degli obiettivi dichiarati della Task Force Cina appena avviata al ministero dello Sviluppo Economico\u00bb. Un\u2019intepretazione simile si trova anche sul Corriere della Sera, proprio in relazione alla missione di Giovanni Tria: \u00abTria a Pechino cerca di trovare nelle autorit\u00e0 cinesi, non solo fra i privati, nuovi investitori sul debito italiano. Il ministro ha in programma incontri al massimo livello nella Banca del popolo della Cina\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-8997' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/#easy-footnote-bottom-1-8997' title='Federico Fubini, \u00ab\u00a0Tria prepara la missione Cina. Lo scambio tra l\u2019acquisto del debito pubblico e le rotte verso l\u2019Italia\u00a0\u00bb,\u00a0&lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;\/em&gt;, 13 agosto 2018'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>In quel periodo si moltiplicano i retroscena che vedono l\u2019Italia impegnata a convincere Pechino a investire nel debito italiano<\/p><cite>Francesco maselli<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Oggi non \u00e8 pi\u00f9 disponibile alcun documento riguardante la task force Cina: sul sito del ministero tutte le pagine sono irraggiungibili. Michele Geraci, per\u00f2, spiega al Grand Continent che le ricostruzioni dell\u2019epoca mancano il punto: \u00abLa task force era un gruppo di riflessione, senza nessun obiettivo specifico, la prima fase era di brainstorming, volutamente caotica. Sui titoli di Stato ho solo detto che tutti gli Stati possono comprarli, anche la Cina. \u00c8 un\u2019ovviet\u00e0, non era il mio compito arrivare a questo obiettivo n\u00e9 era quello del governo\u00bb. In ogni caso, le parole dei dirigenti politici dell\u2019epoca suggeriscono altro. Paolo Savona, tra i principali economisti e intellettuali di riferimento di Lega e 5 Stelle, diventato ministro degli Affari europei dopo una sonora e pubblica bocciatura del Quirinale di fronte alla richiesta gialloverde che lo aveva indicato come ministro dell\u2019Economia, \u00e8 sempre stato esplicito in questo senso. Nel suo famoso \u00abpiano b\u00bb per abbandonare l\u2019euro, Savona presentava una strategia piuttosto chiara: \u00abStipulare alleanze internazionali con paesi interessati a proteggere l\u2019autonomia politica dell\u2019Italia [\u2026] e opporsi all\u2019influenza del blocco di paesi che gravita sulla Germania [&#8230;]&nbsp; e forniscano questi paesi con le alleanze concreti impegni di fungere da \u201clender of last resort\u201d per fronteggiare la speculazione che si innesterebbe nella decisione di abbandonare l\u2019euro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Geraci si muove a suo agio anche grazie a una classe politica in cui di Cina \u00abnessuno sa niente\u00bb come scrivono i giornalisti Giulia Pompili e Valerio Valentini nel loro libro sull\u2019argomento, <em>Al Cuore dell\u2019Italia<\/em>, pubblicato nel 2022 da Mondadori. Se questo era vero per l\u2019opinione pubblica, ancora poco abituata al ruolo di Pechino negli affari internazionali, in quel periodo esisteva certamente una parte dell\u2019\u00e9lite politica e burocratica italiana perfettamente consapevole di questo dossier e interessata a un\u2019adesione alle Nuove vie della Seta. Francesca Ghiretti, analista dell\u2019istituto Merics di Berlino, ricorda il grande fermento di quel periodo: \u00abL\u2019idea di lavorare a un Memorandum of Understanding nasce nel 2017 al BRI forum, cui partecipa il governo italiano guidato da Paolo Gentiloni, sostenuto da una coalizione di centrosinistra tradizionale e di comprovata lealt\u00e0 atlantista. Non esisteva ancora un vero e proprio negoziato Roma-Pechino sul tema, ma in Italia la possibilit\u00e0 era certamente considerata, almeno da una parte dell\u2019establishment\u00bb. In altre parole, per quanto la scelta di negoziare e poi firmare il Memorandum of Understanding con la Cina fosse utilizzata in modo retorico dal governo gialloverde per segnalare la propria ritrovata autonomia nell\u2019ambito della politica estera, si possono ravvisare degli elementi di continuit\u00e0 con la posizione italiana degli ultimi dieci anni: \u00ab\u00c8 come se in quel momento il governo avesse voluto segnalare di essere in grado di condurre una politica estera autonoma dagli americani e dall\u2019Unione europea. Anche per questo \u00e8 stata una scelta compiuta in fretta, non frutto di profonde riflessioni n\u00e9 di grande coordinazione con gli alleati\u00bb, spiega Ieva Jakobsone Bellomi, ex membro della camera di commercio europea a Pechino e oggi ricercatrice all\u2019Universit\u00e0 John Cabot di Roma<strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Per quanto la scelta di negoziare e poi firmare il Memorandum of Understanding con la Cina fosse utilizzata in modo retorico dal governo gialloverde per segnalare la propria ritrovata autonomia nell\u2019ambito della politica estera, si possono ravvisare degli elementi di continuit\u00e0 con la posizione italiana degli ultimi dieci anni<\/p><cite>Francesco Maselli<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Come scrivono i ricercatori Giulio Pugliese, Francesca Ghiretti e Aurelio Insisa in un informato paper sulla strategia del governo italiano in quel periodo: \u00abUna lettura di \u201cmarketing politico\u201d suggerisce che il governo gialloverde si sia servito del marchio BRI per riconfezionare l\u2019impegno con la Cina perseguito dai suoi predecessori, con l\u2019obiettivo di segnalare la presunta ritrovata libert\u00e0 d\u2019azione dell&#8217;Italia ai propri elettori e all\u2019elettorato italiano in generale. Il memorandum d\u2019intesa \u00e8 stato un caso di esibizione populista, non di grande strategia e di riallineamento internazionale\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-8997' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/#easy-footnote-bottom-2-8997' title='Giulio Pugliese and others, Italy\u2019s embrace of the Belt and Road Initiative\u00a0: populist foreign policy and political marketing,\u00a0&lt;em&gt;International Affairs&lt;\/em&gt;, Volume 98, Issue 3, mai 2022, Pages 1033\u20131051,\u00a0&lt;a href=&quot;https:\/\/doi.org\/10.1093\/ia\/iiac039&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;https:\/\/doi.org\/10.1093\/ia\/iiac039&lt;\/a&gt;'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo \u00e8 che nei primi mesi del 2019, quando l\u2019adesione italiana alla Belt and road initiative \u00e8 ormai concreta e la visita del presidente cinese Xi Jinping per concludere l\u2019accordo \u00e8 prevista per fine marzo, una parte di opinione pubblica segnala la sua contrariet\u00e0. La stampa italiana e internazionale sollevano questioni sull\u2019opportunit\u00e0 di una scelta del genere, lo stesso Partito democratico, un po\u2019 interprete del suo ruolo di opposizione, un po\u2019 consapevole dell\u2019implicazione geopolitica dell\u2019adesione, esprime pi\u00f9 di qualche critica. Nell\u2019Unione europea ci si interroga sulla scelta di Roma, ma il contesto geopolitico pre pandemico e le relazioni con Pechino, certamente in mutamento verso maggiore tensione, sono imparagonabili con quello attuale&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-8997' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/#easy-footnote-bottom-3-8997' title='Il tema \u00e8 comunque al centro delle discussioni in quel periodo: Alexandra Brzozowski et Jorge Valero, \u00ab\u00a0&lt;a href=&quot;https:\/\/www.euractiv.com\/section\/economy-jobs\/news\/dont-be-naive-with-china-eu-leaders-tell-italy\/&quot;&gt;Don\u2019t be naive with China\u2019, EU leaders tell Italy&lt;\/a&gt;\u00a0\u00bb,\u00a0&lt;em&gt;Euractiv&lt;\/em&gt;, 22 marzo 2019'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Negli Stati Uniti, invece, la posizione \u00e8 nettamente contraria, come ammette lo stesso Michele Geraci: \u00abIn un incontro a Washington con il mio omologo mi fu chiesto come mai avessimo firmato, e mi fu fatto presente che non era stata una buona idea farlo. In Europa, invece, nessuno mi ha mai chiamato, telefonato, scritto, n\u00e9 credo che abbiano chiamato miei colleghi, perch\u00e9 altrimenti me lo avrebbero detto\u00bb.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>In Europa forse nessuno esercita pressione, ma certamente gli alleati continentali non sembrano credere che sia necessario aderire alla Nuova via della Seta per fare affari: poco dopo la visita di Xi a Roma nello stesso anno, Francia e Germania concludono diversi accordi commerciali e industriali con la Cina, cos\u00ec come altri Stati europei. \u00c8 una considerazione che comincia a farsi strada persino nel governo gialloverde, a poche settimane dalla grande visita di Stato organizzata da Xi Jinping in occasione della firma.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>In Europa forse nessuno esercita pressione, ma certamente gli alleati continentali non sembrano credere che sia necessario aderire alla Nuova via della Seta per fare affari: poco dopo la visita di Xi a Roma nello stesso anno, Francia e Germania concludono diversi accordi commerciali e industriali con la Cina, cos\u00ec come altri Stati europei<\/p><cite>francesco maselli<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un accordo contro l\u2019Italia?<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel 2019 la Lega \u00e8 in grande ascesa: ogni mese guadagna consensi e li guadagna soprattutto sull\u2019alleato\/avversario. A via Bellerio si comincia ad accarezzare l\u2019idea di far cadere il governo per provare a vincere le elezioni e conquistare, per la prima volta nella storia, la Presidenza del Consiglio. Per essere credibili, serve per\u00f2 la sponda di Washington, cos\u00ec si moltiplicano i segnali di fedelt\u00e0 leghisti alla linea americana, circostanza facilitata dalla grande vicinanza ideologica tra la Lega di Salvini e Donald Trump, citato come modello politico dall\u2019allora ministro dell\u2019Interno. Forse gli americani non esercitano pressione nei confronti del governo italiano con i dovuti canali diplomatici, ma pubblicamente la loro posizione \u00e8 piuttosto netta: \u00abL\u2019approvazione della Via della Seta legittima l\u2019approccio predatorio agli investimenti della Cina e non porter\u00e0 alcun beneficio al popolo italiano\u00bb, si legge <a href=\"https:\/\/twitter.com\/WHNSC45\/status\/1104402719568203776\">in un tweet<\/a> dell\u2019account del Consiglio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti datato 9 marzo 2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, inizia una fase di grande ridimensionamento, quantomeno del valore politico dell\u2019accordo. L\u201911 marzo 2019, poco dopo una visita a New York e Washington del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti, Matteo Salvini comincia a segnalare una certa insofferenza del suo partito nei confronti dell\u2019adesione: \u00abSe il punto \u00e8 aiutare le imprese italiane a investire all\u2019estero siamo disponibili a ragionare con tutti, ma se si tratta di colonizzare l\u2019Italia e le sue imprese da parte di potenze straniere, no\u00bb, dice il ministro dell\u2019Interno a margine di una riunione di partito. Il Presidente del Consiglio Conte cerca di sminuire la portata della firma che dovr\u00e0 avvenire alla fine del mese: \u00abIl memorandum non ha la natura di accordo internazionale e non crea vincoli giuridici\u00bb, afferma al Corriere due giorni dopo. In realt\u00e0, il governo sapeva benissimo di poter diventare uno strumento della politica estera cinese, spiega in modo cristallino Michele Geraci: \u00abPer i cinesi il rapporto \u00e8 geopolitico, per noi \u00e8 commerciale. Noi non possiamo controllare come rivendono politicamente gli accordi, per\u00f2 possiamo andare \u201ca credito\u201d nei loro confronti; questo credito lo incassiamo attraverso la cascata comunicativa che si crea dopo una dichiarazione di Xi Jinping di fare business con l\u2019Italia. Il presidente d\u00e0 un input alle sue aziende che poi agiscono. Quello \u00e8 stato lo spirito del MOU, noi diamo qualcosa alla Cina che poi ci deve dare qualcosa in cambio. Noi sapevamo come loro se lo sarebbero rivenduto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il governo sapeva benissimo di poter diventare uno strumento della politica estera cinese<\/p><cite>Francesco Maselli<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Secondo la ricostruzione dei giornalisti del Foglio Giulia Pompili e Valerio Valentini, in quei giorni piuttosto concitati, a dimostrazione della grande valenza simbolica dell\u2019accordo, Xi Jinping minaccia di far saltare la visita di Stato. Tutto rientra, il viaggio ha luogo, e per l\u2019Italia il MOU \u00e8 siglato dal ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, cui si affiancano 29 accordi, istituzionali e tra aziende. \u00abRiequilibrer\u00e0 a nostro favore la bilancia commerciale\u00bb, dice Di Maio a margine della cerimonia.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-medium\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/SIPA_00900361_000057-scaled-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1707\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/SIPA_00900361_000057-scaled-1-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/SIPA_00900361_000057-scaled-1-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/SIPA_00900361_000057-scaled-1-990x660.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1319px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/SIPA_00900361_000057-scaled-1-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1599px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/SIPA_00900361_000057-scaled-1-990x660.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 1600px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/SIPA_00900361_000057-scaled-1-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Il presidente cinese Xi Jinping e la delegazione cinese durante un incontro con il premier italiano Giuseppe Conte a Villa Madama a Roma, Italia, 23 marzo Credit:Alessandro Serrano&#8217;\/AGF\/SIPA<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Dopo pi\u00f9 di quattro anni, i rapporti commerciali dicono il contrario. Il disequilibrio evidente nella bilancia dei pagamenti, che in teoria con l\u2019accordo doveva diminuire, \u00e8 oggi ancora pi\u00f9 marcato. Se le esportazioni italiane fanno registrare certamente un miglioramento, passando dagli 11 miliardi del 2016 ai 16,4 miliardi del 2022, le importazioni dalla Cina subiscono un aumento spettacolare: nel 2016, l\u2019Italia importava 27,3 miliardi di beni, nel 2022 la somma sale a 57,5 miliardi. Se in termini di beni acquistati da Pechino la posizione italiana \u00e8 simile a quella tedesca, Roma esporta molto meno di Francia e Germania, che vendono in Cina rispettivamente quasi il doppio (4,03% del mercato) e il triplo (6,77% del mercato) dei beni venduti dagli italiani (2,73% del mercato).<\/p>\n\n\n\n<p>Il Grand Continent ha contattato l\u2019ex ministro degli Esteri, tra i principali artefici di quella firma, per chiedergli di trarre un bilancio politico ed economico del memorandum, ma Di Maio ha preferito declinare.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il disequilibrio evidente nella bilancia dei pagamenti, che in teoria con l\u2019accordo doveva diminuire, \u00e8 oggi ancora pi\u00f9 marcato<\/p><cite>francesco maselli<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Da Pechino a Trieste: \u00abNon ci consegneremo nelle mani dei cinesi\u00bb<\/h2>\n\n\n\n<p>Uno dei tanti settori dove l\u2019intesa non ha dato grandi risultati \u00e8 quello dei porti, che invece avrebbero dovuto essere la principale infrastruttura a beneficiare della pi\u00f9 profonda collaborazione con la Cina. L\u2019interesse cinese sui porti italiani \u00e8 stato a lungo al centro di dibattito. Trieste, per esempio, sarebbe dovuto essere uno degli sbocchi principali della Nuova via della Seta nell\u2019Europa meridionale, tanto che il presidente dell\u2019autorit\u00e0 portuale giuliana, Zeno D\u2019Agostino, vero e proprio protagonista della rinascita dello scalo cittadino, \u00e8 presente il 23 marzo 2019 a Villa Madama e firma anch\u2019egli un accordo con il colosso cinese CCCC per degli investimenti nel Trihub, il progetto di interconnessione tra il porto e il nodo ferroviario. L\u2019intesa prevede opportunit\u00e0 reciproche: il porto di Trieste potr\u00e0 partecipare a progetti logistici di CCCC in Cina e Slovacchia, cosa che si concretizza pochi mesi dopo, il 5 novembre 2019, a Shangai, dove Di Maio e D\u2019Agostino siglano una partnership con l\u2019azienda cinese per lo sviluppo di aree industriali sino-italiane in Cina, che saranno collegate al porto di Trieste e al sistema logistico italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un iniziale grande interesse che sembrava prefigurare anche un investimento cinese nel terminal Piattaforma logistica Trieste (PLT), la pandemia e l\u2019intensificarsi delle tensioni tra Cina e Stati Uniti cambiano le carte in tavola. Il 29 settembre 2020 non \u00e8 un\u2019azienda cinese ad aggiudicarsi la gestione della PLT fino al 2052, ma la tedesca Hamburger Hafen und Logistik (HHLA), con sede ad Amburgo. Al momento dell\u2019accordo, Zeno D\u2019Agostino fa capire implicitamente che la fase \u00e8 cambiata: \u00abL\u2019intesa dimostra come la pi\u00f9 compiuta attuazione della Via della Seta non si esaurisce nella Belt And Road Initiative di impronta cinese. Mancava finora una visione forte da parte europea, capace di integrare e bilanciare punto di vista e interessi provenienti dall\u2019Asia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p> Il 29 settembre 2020 non \u00e8 un\u2019azienda cinese ad aggiudicarsi la gestione della PLT fino al 2052, ma la tedesca Hamburger Hafen und Logistik (HHLA), con sede ad Amburgo<\/p><cite>francesco maselli<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La traiettoria dell\u2019azienda tedesca testimonia anch\u2019essa il mutato contesto geopolitico. HHLA \u00e8 stata per mesi in trattativa per cedere meno del 25% delle quote della societ\u00e0 Container Terminal Tollerort GmbH (CTT), che gestisce uno dei principali terminal del porto di Amburgo, all\u2019azienda di Stato cinese COSCO. L\u2019accordo ha subito diverse revisioni: inizialmente, i cinesi intendevano acquistare una quota di partecipazione pi\u00f9 rilevante, ma il governo federale ha imposto il tetto di un quarto del capitale. L\u2019accordo, che sembrava chiuso alla fine del 2022, \u00e8 stato rimesso in discussione a inizio 2023, dopo che il governo federale ha dichiarato i terminal del porto di Amburgo \u201cinfrastruttura critica\u201d. Lo scorso 12 aprile, il ministero dell\u2019Economia tedesco aveva fatto sapere di stare decidendo le modalit\u00e0 in cui COSCO sarebbe potuta entrare nella societ\u00e0 Container Terminal Tollerort GmbH (CTT), per poi concludere l\u2019intesa il 10 maggio, concendendo ai cinesi il 24,9% delle quote.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La trattativa ha immediatamente dato modo all\u2019Italia di Giorgia Meloni di rimarcare la propria ostilit\u00e0 ad accordi infrastrutturali con la Cina, una sorta di preludio a eventuali decisioni sui dossier collegati al Memorandum firmato nel 2019: \u00abNon ci consegneremo nelle mani dei cinesi\u00bb, <a href=\"https:\/\/www.ilfriuli.it\/politica\/non-consegneremo-il-porto-di-trieste-ai-cinesi\/\">aveva replicato<\/a> nell\u2019ottobre 2022 il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a una domanda sui possibili interessi cinesi sullo scalo triestino nel caso in cui l\u2019affare con HHLA dovesse andare in porto. C\u2019\u00e8 da rilevare, in ogni caso, che COSCO non acquista quote di HHLA, ma soltanto della societ\u00e0 da essa controllata che gestisce uno dei principali terminal del porto di Amburgo. Si tratta, insomma, di un accordo con poca rilevanza per Trieste.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La trattativa ha immediatamente dato modo all\u2019Italia di Giorgia Meloni di rimarcare la propria ostilit\u00e0 ad accordi infrastrutturali con la Cina, una sorta di preludio a eventuali decisioni sui dossier collegati al Memorandum<\/p><cite>francesco maselli<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La COSCO, in verit\u00e0, stando a quanto riporta il Secolo XIX, sarebbe interessata anche alle aree ex Ilva di Genova. COSCO Shipping Italy, in joint-venture con il gruppo genovese Fratelli Cosulich, ha presentato una lettera <a href=\"https:\/\/formiche.net\/2023\/03\/porto-di-genova-mire-di-cosco\/\">riportata<\/a> dal giornale online Formiche in cui ha comunicato il suo interesse ad aree nella zona genovese \u00abnell\u2019ottica di un investimento presente e futuro sul territorio ligure, con importanti progetti quali la creazione di un autoparco\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-8997' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/#easy-footnote-bottom-4-8997' title='Gabriele Carrer ed Emanuele Rossi, \u00ab\u00a0Taipei apre un ufficio a Milano, il secondo in Italia. Ecco perch\u00e9 \u00e8 importante\u00a0\u00bb,\u00a0&lt;em&gt;Formiche&lt;\/em&gt;, 17 avril 2023'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Cosco <a href=\"https:\/\/www.dailynautica.com\/shipping\/inaugurato-il-nuovo-vado-gateway-cambiera-la-logistica-del-nord-italia\/49250\/\">\u00e8 attiva<\/a> anche a Vado Ligure, e partecipa alle attivit\u00e0 del porto da ben prima dell\u2019ingresso italiano nella BRI. \u00abNel 2016 la societ\u00e0 prende in gestione parte del terminal, ma il progetto entra nel dibattito politico e dell\u2019opinione pubblica solo dopo la firma del memorandum\u00bb, aggiunge Francesca Ghiretti. \u00abGenova \u00e8 un caso emblematico e ci mostra l\u2019evoluzione dei tempi: nel 2016 gli accordi sono passati inosservati, mentre nel 2019 sono diventati problematici. In questi casi possiamo dire che il memorandum non ha avuto particolare impatto positivo, anzi ha attirato i riflettori, ostacolando i progetti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bisogna prestare molta attenzione al modo in cui si annuncia l\u2019uscita, nessuno vuole uno scontro aperto con Pechino<\/h2>\n\n\n\n<p>Con l\u2019arrivo al governo di Mario Draghi, la situazione diventa ancora pi\u00f9 limpida. Nel suo primo discorso in Parlamento, il presidente del Consiglio nomina la Cina una sola volta, e non in modo positivo: \u00abSeguiamo anche con preoccupazione l\u2019aumento delle tensioni in Asia intorno alla Cina\u00bb, dice l\u2019ex banchiere centrale. La preoccupazione non si limita soltanto all\u2019Asia, ma anche alle attivit\u00e0 cinesi in Italia: tra il febbraio 2021 e giugno 2022, il governo Draghi utilizza per ben 5 volte, contro investimenti cinesi, il golden power, i poteri speciali attribuiti all\u2019esecutivo per bloccare o modificare operazioni in imprese pubbliche o private in caso di \u00absussistenza di una minaccia di grave pregiudizio per gli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Giorgia Meloni arriva a palazzo Chigi con una reputazione piuttosto anticinese. Il 23 settembre 2022, a due giorni dal voto, rilascia un\u2019intervista alla Central News Agency, l\u2019agenzia di stampa statale taiwanese. Nell\u2019intervista, Fratelli d\u2019Italia \u00e8 definita \u00abpartito amico di Taiwan\u00bb, e Giorgia Meloni promette che l\u2019Italia, con lei a capo del governo, rafforzer\u00e0 la cooperazione bilaterale con Taipei, oltre a condannare duramente le minacce della Cina all\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019isola. Pochi giorni prima, Meloni aveva reso pubblico un incontro con il rappresentante di Taiwan in Italia, Andrea Sing Ying Lee, un altro evento simbolico destinato a rendere chiara la cornice in cui la favorita per la vittoria delle elezioni politiche intendeva muoversi una volta al potere.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche sulla Via della Seta Giorgia Meloni ha finora espresso posizioni chiare. Ha sempre criticato la scelta del governo Conte, spiegando che l\u2019adesione al progetto \u00e8 stato un errore: \u00abSe mi trovassi a dover firmare il rinnovo di quel memorandum domani mattina, difficilmente vedrei le condizioni politiche\u00bb, spiega nell\u2019intervista alla CNA taiwanese. Il governo italiano ha posizioni molto divergenti sulla Russia, ma sulla Cina appare pi\u00f9 che compatto: Forza Italia di Silvio Berlusconi non ha mai amato Pechino anche per ragioni ideologiche anticomuniste e la Lega, dopo la parentesi filocinese gialloverde, peraltro come visto vissuta in modo poco entusiasta, ha ormai una posizione atlantista sul dossier. Di Fratelli d\u2019Italia si \u00e8 detto. Anche l\u2019alta amministrazione italiana \u00e8 ormai convinta che la firma del 2019 sia stata un errore, e che non rinnovare sia l\u2019unica opzione disponibile, come risulta al Grand Continent dopo numerose conversazioni con funzionari e diplomatici italiani: \u00abL\u2019accordo, dal punto di vista commerciale, vale pochissimo, ed \u00e8 stato progressivamente svuotato dei suoi aspetti operativi. Per\u00f2 simbolicamente resta rilevante, \u00e8 difficile rinnovarlo come se niente fosse; certo, bisogna prestare molta attenzione al modo in cui si annuncia l\u2019uscita, nessuno vuole uno scontro aperto con Pechino\u00bb, sottolinea uno di questi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Anche sulla Via della Seta Giorgia Meloni ha finora espresso posizioni chiare. Ha sempre criticato la scelta del governo Conte, spiegando che l\u2019adesione al progetto \u00e8 stato un errore<\/p><cite>Francesco Maselli<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il governo italiano, finora, non ha annunciato ufficialmente la propria decisione. Informalmente per\u00f2, diversi esponenti della maggioranza, senza mai essere nominati esplicitamente, hanno fatto filtrare alla stampa la volont\u00e0 di non rinnovare l\u2019accordo. D\u2019altronde, come ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Sole 24 Ore: \u00abIn quell\u2019area il nostro partner strategico sta diventando l\u2019India\u00bb. E infatti, proprio all\u2019India Giorgia Meloni ha dedicato una visita di due giorni, senza dimenticare gli altri partner scelti per firmare memorandum di intesa, il Regno Unito e il Giappone, con cui l\u2019Italia non ha solo accordi commerciali solidi, ma anche militari, come mostra il programma Tempest per lo sviluppo di un nuovo cacciabombardiere<\/p>\n\n\n\n<p>Diverse fonti del governo italiano riferiscono che il punto non \u00e8 il se, ma il come e quando, una posizione ormai \u00e8 considerata acquisita dalla controparte americana: \u00abnon \u00e8 questione di se ma di come\u00bb, ha ripetuto in un\u2019intervista al Giornale Jimmy Panetta, membro della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, in visita in Italia il 9 giugno scorso&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-8997' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/#easy-footnote-bottom-5-8997' title='Marco Liconti, \u00ab\u00a0Giorgia sta superando le aspettative Usa. Il governo piace pure ai Democratici americani\u00a0\u00bb,\u00a0&lt;em&gt;Il Giornale&lt;\/em&gt;, 9 giugno 2023.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span><a href=\"#easy-footnote-4-190781\"><\/a>. Che la decisione sia stata presa lo dimostrano anche i numerosi articoli apparsi sulla stampa italiana e internazionale, dove la fine del Memorandum of understanding viene data per scontata. L\u2019ideale, per il governo, sarebbe trovare il modo di rendere il mancato rinnovo meno pubblico possibile, per rassicurare gli americani e minimizzare allo stesso tempo le possibili ritorsioni di Pechino. Tuttavia, analizza Francesca Ghiretti: \u00abAdesso che \u00e8 sotto l\u2019attenzione delle persone e dei media \u00e8 difficile tenerlo sotto traccia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L\u2019ideale, per il governo, sarebbe trovare il modo di rendere il mancato rinnovo meno pubblico possibile, per rassicurare gli americani e minimizzare allo stesso tempo le possibili ritorsioni di Pechino<\/p><cite>Francesco maselli<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il 10 maggio, in visita a Praga, Giorgia Meloni ha parlato per la prima volta pubblicamente del rinnovo del Memorandum: \u00abQuesta \u00e8 una decisione che ancora non abbiamo preso, \u00e8 un dibattito aperto sul quale credo che gli attori da coinvolgere debbano essere molti e a vari livelli. Parlamento compreso. \u00c8 un dibattito che io ho gi\u00e0 aperto in alcune sedi competenti. Ci sono ancora diversi mesi per prendere questa decisione che \u00e8 delicata, non ho condiviso a suo tempo la scelta che fece il governo Conte, ma oggi va maneggiata con molta attenzione perch\u00e9 in ogni caso \u00e8 una situazione che riguarda molte dinamiche internazionali\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Per ora, \u00e8 possibile cogliere alcuni segnali deboli che indirizzano Roma verso un mancato rinnovo. In primo luogo, Taiwan ha capito che esiste uno spazio per rinforzare la propria presenza in Italia senza creare imbarazzi al governo in carica. Il 17 aprile 2023 il ministero degli Esteri ha annunciato l\u2019apertura di un ufficio di rappresentanza a Milano, per facilitare legami commerciali ed economici e offrire servizi consolari e di emergenza agli espatriati taiwanesi che vivono e lavorano in otto Regioni (Valle d\u2019Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige). All\u2019annuncio \u00e8 seguita una visita molto significativa: il 17 giugno il ministro degli Esteri taiwanese Joseph Wu ha incontrato a Milano due deputati della Lega, Paolo Formentini, e Igor Iezzi, e due parlamentari di Fratelli d\u2019Italia, Emanuele Pozzolo e Gianpietro Maffoni. Il leghista Gian Marco Centinaio, vice-presidente del Senato, \u00e8 stato invece ricevuto a Taipei dalla presidente Tsai Ing-wen nell\u2019ambito di un viaggio non ufficiale durato una settimana.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 16 giugno, il governo ha adottato il golden power per salvaguardare l\u2019autonomia di Pirelli proprio per limitare l\u2019influenza cinese all\u2019interno di un\u2019azienda considerata strategica. La decisione arriva dopo il patto parasociale sottoscritto tra Camfin, societ\u00e0 di Marco Tronchetti Provera, che detiene il 14% delle quote di Pirelli, e Sinochem, societ\u00e0 cinese e socio di maggioranza relativa, con il 37% del capitale. Insieme, le due entit\u00e0 hanno il controllo di Pirelli, e l\u2019accordo prevedeva la riduzione dei consiglieri italiani nel Cda e la possibilit\u00e0 per Sinochem di nominare cariche esecutive a partire dal 2026.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>l 16 giugno, il governo ha adottato il golden power per salvaguardare l\u2019autonomia di Pirelli proprio per limitare l\u2019influenza cinese all\u2019interno di un\u2019azienda considerata strategica<\/p><cite>Francesco maselli<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Intervenendo, il governo persegue \u00ablo scopo di approntare una rete di misure complessivamente operanti a tutela dell\u2019autonomia di Pirelli e del suo management, nonch\u00e9 a protezione delle tecnologie e delle informazioni di rilevanza strategica possedute dalla societ\u00e0\u00bb, si legge nel comunicato. Il decreto stabilisce esplicitamente che \u00abl\u2019amministratore delegato di Pirelli tratto dalla lista di maggioranza sia indicato dal socio Camfin\u00bb,\u00a0 e prevede che \u00absu 12 amministratori tratti dalla lista di maggioranza, 4 dovranno essere indicati da Camfin\u00bb, lasciandone soltanto 8 ai cinesi, mentre prima il patto parasociale prevedeva 9 amministratori, senza contare che \u00abtutti gli organi delegati da Pirelli siano individuati tra amministratori designati Camfin\u00bb e che le decisioni in materie strategiche dovranno essere approvate a maggioranza di 4\/5 in cda. In questo modo, nulla pu\u00f2 essere deciso senza l\u2019assenso italiano.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/SIPA_00900361_000059-scaled-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1707\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/SIPA_00900361_000059-scaled-1-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/SIPA_00900361_000059-scaled-1-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/SIPA_00900361_000059-scaled-1-1340x894.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/SIPA_00900361_000059-scaled-1-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Il presidente cinese Xi Jinping e la delegazione cinese durante un incontro con il premier italiano Giuseppe Conte a Villa Madama a Roma, Italia, 23 marzo 2019 Credit:Alessandro Serrano&#8217;\/AGF\/SIPA\/1903231714<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Il governo \u00e8 intervenuto perch\u00e9 Sinochem \u00e8 una societ\u00e0 partecipata dallo Stato cinese e secondo un ordine esecutivo dell\u2019Amministrazione Trump alle dipendenze dell\u2019esercito cinese, circostanza che esporrebbe dunque Pirelli a eventuali sanzioni americane. L\u2019intervento \u00e8 considerato relativamente poco invasivo: secondo la legge il governo avrebbe potuto imporre un controllo ancora pi\u00f9 stringente, sopprimendo i diritti di voto di Sinochem, o addirittura domandando alla societ\u00e0 di ridurre la propria partecipazione. La scelta di Meloni \u00e8 dunque certamente un segnale forte nei confronti di Pechino e di altri investitori cinesi con partecipazioni in aziende italiane, ma non \u00e8 una dichiarazione di guerra<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Nel frattempo, la Cina sta evidentemente negoziando su un punto di caduta<\/p><cite>francesco maselli<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Secondo il quotidiano Il Foglio, la Farnesina \u00abstarebbe lavorando a un documento \u201calternativo\u201d\u00bb al Memorandum, in modo da dare una nuova cornice ai rapporti bilaterali. Tuttavia, il ministero degli Esteri e Palazzo Chigi non confermano questa eventualit\u00e0, rimandando alle parole della Presidente del Consiglio: per ora le discussioni all\u2019interno dell\u2019esecutivo vertono sul rinnovo o meno dell\u2019accordo, non sulla sua sostituzione con un\u2019intesa da rinegoziare. A questo punto, \u00e8 probabile che per conoscere la decisione di Giorgia Meloni bisogner\u00e0 attendere pi\u00f9 di qualche settimana, e non \u00e8 escluso che la questione venga affrontata pubblicamente, con un dibattito parlamentare, o in modo comunque allargato alle rappresentanze politiche presenti nelle due Camere, al Comitato per la sicurezza per la repubblica (COPASIR)&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-8997' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/#easy-footnote-bottom-6-8997' title='Giulia Pompili, \u00ab\u00a0Copasir\u00a0? Dibattito in Aula\u00a0? Nessuno sa uscire dalla Via della Seta, pare\u00a0\u00bb,\u00a0&lt;em&gt;Il Foglio&lt;\/em&gt;, 1 giugno 2023'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, la Cina sta evidentemente negoziando su un punto di caduta. Secondo quanto rivelato dal Foglio, Liu Jianchao, ministro a capo del dipartimento per le relazioni internazionali del Partito comunista cinese, \u00e8 stato a Roma&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-8997' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/#easy-footnote-bottom-7-8997' title='Giulia Pompili, \u00ab\u00a0Pechino fa lobby per la Via della seta a Roma\u00a0\u00bb,\u00a0&lt;em&gt;Il Foglio&lt;\/em&gt;, 16 giugno 2023'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span> per una missione diplomatica dal 25 al 27 giugno: ha incontrato il presidente del Senato, Ignazio La Russa e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, per poi intrattenersi anche con la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein. D\u2019altronde fino alla fine dell\u2019anno c\u2019\u00e8 tempo per trattare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;inizio del 2024, l\u2019Italia dovr\u00e0 annunciare ufficialmente se prorogare o meno il Memorandum sull\u2019adesione alla Belt &amp; Road Initiative, firmato nel 2019 da Giuseppe Conte. Giorgia Meloni non \u00e8 mai stata favorevole alla firma, ma ancora non ha annunciato se e come Roma intende ritirarsi dal Memorandum. Francesco Maselli ha intervistato alcuni dei protagonisti della firma per scoprire come l\u2019Italia sia finita in questa impasse diplomatica &#8211; e quali siano le sue possibilit\u00e0 di uscirne indenne<\/p>\n","protected":false},"author":6720,"featured_media":10947,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-angles.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[2090],"tags":[],"staff":[2099],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[],"class_list":["post-8997","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-geopolitica","staff-francesco-maselli"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il dilemma cinese di Meloni: un\u2019indagine al cuore delle Nuove Vie della Seta italiane - Il Grand Continent<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il dilemma cinese di Meloni: un\u2019indagine al cuore delle Nuove Vie della Seta italiane - Il Grand Continent\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"All&#039;inizio del 2024, l\u2019Italia dovr\u00e0 annunciare ufficialmente se prorogare o meno il Memorandum sull\u2019adesione alla Belt &amp; Road Initiative, firmato nel 2019 da Giuseppe Conte. Giorgia Meloni non \u00e8 mai stata favorevole alla firma, ma ancora non ha annunciato se e come Roma intende ritirarsi dal Memorandum. Francesco Maselli ha intervistato alcuni dei protagonisti della firma per scoprire come l\u2019Italia sia finita in questa impasse diplomatica - e quali siano le sue possibilit\u00e0 di uscirne indenne\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Il Grand Continent\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2023-07-09T17:27:22+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2023-09-18T15:41:35+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/mole-gc-scaled.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"2560\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1437\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Francesco Maselli\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:image\" content=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/mole-gc-scaled.jpg\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Francesco Maselli\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"28 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/\",\"url\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/\",\"name\":\"Il dilemma cinese di Meloni: un\u2019indagine al cuore delle Nuove Vie della Seta italiane - Il Grand Continent\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/07\/SIPA_01100320_000005-scaled.jpg\",\"datePublished\":\"2023-07-09T17:27:22+00:00\",\"dateModified\":\"2023-09-18T15:41:35+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/8d64a968e68e8332254b33c7afb28774\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/07\/SIPA_01100320_000005-scaled.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/07\/SIPA_01100320_000005-scaled.jpg\",\"width\":2560,\"height\":1448,\"caption\":\"Le caract\u00e8re chinois \\\"Fu\\\", qu'on pourrait traduire par \u00abbonne fortune\u00bb et projet\u00e9 sur fond rouge sur la Mole Antonelliana pour c\u00e9l\u00e9brer le Nouvel An chinois \u00e0 Turin le 21 janvier 2023. \u00a9 Federico Tardito\/Xinhua\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Il dilemma cinese di Meloni: un\u2019indagine al cuore delle Nuove Vie della Seta italiane\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/\",\"name\":\"Il Grand Continent\",\"description\":\"La scala pertinente\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/8d64a968e68e8332254b33c7afb28774\",\"name\":\"Francesco Maselli\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/994d5c9942a5785b20f067fb9d4945df?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/994d5c9942a5785b20f067fb9d4945df?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Francesco Maselli\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Il dilemma cinese di Meloni: un\u2019indagine al cuore delle Nuove Vie della Seta italiane - Il Grand Continent","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Il dilemma cinese di Meloni: un\u2019indagine al cuore delle Nuove Vie della Seta italiane - Il Grand Continent","og_description":"All'inizio del 2024, l\u2019Italia dovr\u00e0 annunciare ufficialmente se prorogare o meno il Memorandum sull\u2019adesione alla Belt &amp; Road Initiative, firmato nel 2019 da Giuseppe Conte. Giorgia Meloni non \u00e8 mai stata favorevole alla firma, ma ancora non ha annunciato se e come Roma intende ritirarsi dal Memorandum. Francesco Maselli ha intervistato alcuni dei protagonisti della firma per scoprire come l\u2019Italia sia finita in questa impasse diplomatica - e quali siano le sue possibilit\u00e0 di uscirne indenne","og_url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/","og_site_name":"Il Grand Continent","article_published_time":"2023-07-09T17:27:22+00:00","article_modified_time":"2023-09-18T15:41:35+00:00","og_image":[{"width":2560,"height":1437,"url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/mole-gc-scaled.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Francesco Maselli","twitter_card":"summary_large_image","twitter_image":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/07\/mole-gc-scaled.jpg","twitter_misc":{"Scritto da":"Francesco Maselli","Tempo di lettura stimato":"28 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/","url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/","name":"Il dilemma cinese di Meloni: un\u2019indagine al cuore delle Nuove Vie della Seta italiane - Il Grand Continent","isPartOf":{"@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/07\/SIPA_01100320_000005-scaled.jpg","datePublished":"2023-07-09T17:27:22+00:00","dateModified":"2023-09-18T15:41:35+00:00","author":{"@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/8d64a968e68e8332254b33c7afb28774"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/#primaryimage","url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/07\/SIPA_01100320_000005-scaled.jpg","contentUrl":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/07\/SIPA_01100320_000005-scaled.jpg","width":2560,"height":1448,"caption":"Le caract\u00e8re chinois \"Fu\", qu'on pourrait traduire par \u00abbonne fortune\u00bb et projet\u00e9 sur fond rouge sur la Mole Antonelliana pour c\u00e9l\u00e9brer le Nouvel An chinois \u00e0 Turin le 21 janvier 2023. \u00a9 Federico Tardito\/Xinhua"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/09\/il-dilemma-cinese-di-meloni-unindagine-al-cuore-delle-nuove-vie-della-seta-italiane\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Il dilemma cinese di Meloni: un\u2019indagine al cuore delle Nuove Vie della Seta italiane"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#website","url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/","name":"Il Grand Continent","description":"La scala pertinente","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/8d64a968e68e8332254b33c7afb28774","name":"Francesco Maselli","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/994d5c9942a5785b20f067fb9d4945df?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/994d5c9942a5785b20f067fb9d4945df?s=96&d=mm&r=g","caption":"Francesco Maselli"}}]}},"term_position_data":null,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8997","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6720"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8997"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8997\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10947"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8997"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8997"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8997"},{"taxonomy":"staff","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/staff?post=8997"},{"taxonomy":"editorial_format","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/editorial_format?post=8997"},{"taxonomy":"serie","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/serie?post=8997"},{"taxonomy":"audience","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/audience?post=8997"},{"taxonomy":"geo","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/geo?post=8997"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}