Un carrello del supermercato in fiamme in Place de la Bourse al termine dell’undicesimo giorno di manifestazioni dopo che il governo ha fatto passare in Parlamento una riforma delle pensioni senza voto, utilizzando l’articolo 49, comma 3, della Costituzione. Bordeaux, 6 aprile 2023. \u00a9 Ugo Amez\/SIPA<\/figcaption>\n <\/a>\n<\/figure>\n\n\nNegli ultimi quarant\u2019anni, il mondo \u00e8 entrato in un aggressivo processo di globalizzazione. Questo ha portato a una grande e maggiore dipendenza delle economie occidentali verso gli altri paesi. Oggi \u00e8 di tendenza dire che dobbiamo invertire la globalizzazione e pu\u00f2 anche essere che sia cos\u00ec. Ci vorranno per\u00f2 diversi decenni e il progetto sar\u00e0 difficile da realizzare. Cercare di de-globalizzare le economie occidentali da un giorno all\u2019altro \u00e8 un\u2019idea pericolosa e francamente stupida che potrebbe portare conseguenze molto gravi per l\u2019Occidente sviluppato: iperinflazione, disordini sociali, crollo dei governi. Le forze in campo sono molto potenti e non \u00e8 saggio giocare con loro. <\/p>\n\n\n\n
Questo ci porta al problema posto dalla Cina. Dal 2016 e dall\u2019amministrazione Trump, gli Stati Uniti hanno cercato di promuovere una guerra commerciale con Pechino, che durante la presidenza Biden ha subito un\u2019accelerazione. Entrambi i Paesi hanno imposto sanzioni e controsanzioni sui semiconduttori. La Cina ha recentemente indicato che potrebbe rifiutarsi di esportare germanio e gallio, terre rare, ai Paesi occidentali che conducono contro di essa una guerra commerciale. La scarsit\u00e0 di questi elementi potrebbe distruggere completamente intere fasce dell\u2019industria high-tech occidentale. <\/p>\n\n\n\n\u00c8 molto pi\u00f9 doloroso affrontare la carenza di cibo e di energia che quella di auto nuove. Molti sono indotti ad adottare una postura morale in difesa delle sanzioni, ma la moralit\u00e0 non conduce da nessuna parte se le sanzioni sono controproducenti<\/p>Philip Pilkington<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\nMinacciando di trattenere questi elementi, la Cina dimostra quanto sia potente la globalizzazione e quanto sar\u00e0 difficile invertirla. L\u2019Occidente sviluppato dipende dalla Cina pi\u00f9 di quanto la Cina dipenda dall\u2019Occidente. Vent\u2019anni fa non era cos\u00ec, ma adesso questa \u00e8 diventata la nuova realt\u00e0 ed \u00e8 estremamente pericoloso ignorarla. Una guerra commerciale con la Cina farebbe apparire le sanzioni russe un gioco da ragazzi, e potrebbe trascinare le economie occidentali verso il collasso totale. <\/p>\n\n\n\n
Dopo l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina, i decisori politici hanno agito in maniera ingenua, sostenendo che guerre commerciali e altri strumenti estremamente pericolosi e aggressivi potessero essere applicati senza rischi. Questo \u00e8 completamente falso, e qualsiasi economista che sostenga il contrario dimostra una leggerezza che rasenta l\u2019incompetenza o la manipolazione. Dovremmo avere invece una discussione di fondo, costruttiva e aperta sul futuro della globalizzazione, sulla politica industriale, sul capitalismo politico e sui suoi mutamenti. Ma possiamo discutere davvero con chi pretende che una guerra commerciale non abbia alcun effetto sulle nostre societ\u00e0 fratturate?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"
Per comprendere il contesto globale delle rivolte che hanno scosso la Francia, l\u2019economista irlandese Philip Pilkington parte da un grafico non commentato a sufficienza: dimostra una caduta senza precedenti dei consumi alimentari delle famiglie francesi. Da Bakhmut a Nanterre, si sta aprendo una spaccatura? La guerra si allarga, sbaglieremmo ad ignorarlo\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":6720,"featured_media":10957,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-angles.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"_yoast_wpseo_estimated-reading-time-minutes":8,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"staff":[],"editorial_format":[2348],"serie":[],"audience":[],"geo":[],"class_list":["post-8920","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorised","editorial_format-prospettive"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false,"_thumbnail_id":10957,"excerpt":"Per comprendere il contesto globale delle rivolte che hanno scosso la Francia, l\u2019economista irlandese Philip Pilkington parte da un grafico non commentato a sufficienza: dimostra una caduta senza precedenti dei consumi alimentari delle famiglie francesi. Da Bakhmut a Nanterre, si sta aprendo una spaccatura? La guerra si allarga, sbaglieremmo ad ignorarlo\u00a0","display_date":"","new_abstract":true},"yoast_head":"\n
Le cause profonde di una rivolta: l\u2019epicentro ucraino della crisi francese - Il Grand Continent<\/title>\n \n \n \n \n \n \n \n \n \n \n \n\t \n\t \n\t \n \n \n \n \n\t \n\t \n\t \n