{"id":859,"date":"2021-01-20T07:56:10","date_gmt":"2021-01-20T07:56:10","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=859"},"modified":"2021-02-20T17:12:08","modified_gmt":"2021-02-20T17:12:08","slug":"una-prospettiva-femminista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/01\/20\/una-prospettiva-femminista\/","title":{"rendered":"I grandi rimossi della politica americana, tra disuguaglianze e intersezionalit\u00e0. Una prospettiva femminista"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Il confronto tra la foto della Guardia Nazionale USA schierata ordinata, compatta e su pi\u00f9 file, in preparazione alla manifestazione di <em>Black Lives Matter<\/em> del giugno scorso, e le foto dei sostenitori di Trump&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-859' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/01\/20\/una-prospettiva-femminista\/#easy-footnote-bottom-1-859' title='Stando ai fatti verrebbe da usare termini come &lt;em&gt;terroristi&lt;\/em&gt; o &lt;em&gt;golpisti&lt;\/em&gt;, ma molte testate italiane hanno invece preferito &amp;#8220;&lt;em&gt;fan&lt;\/em&gt;&amp;#8221; per descrivere &lt;a href=&quot;https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2021\/01\/10\/il-6-febbraio-di-donald-trump\/&quot;&gt;chi con la violenza ha assaltato il luogo simbolo della democrazia americana&lt;\/a&gt;'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span> che sono riusciti ad introdursi dentro <em>Capitol Hill<\/em> \u00e8 sconcertante ed \u00e8 gi\u00e0 diventato un nuovo simbolo del sistema di <em>double-standard<\/em> che viene applicato negli Stati Uniti tra neri e bianchi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio l\u2019esistenza di questo sistema che ha reso la designazione e l\u2019elezione di Kamala Harris come Vice-Presidente un evento straordinario.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<em>But while I may be the first woman in this office I will not be the last<\/em>&#8221; (se \u00e8 vero che sono la prima donna a ricoprire questa carica, di certo non sar\u00f2 l\u2019ultima).<\/p>\n\n\n\n<p>Questa frase \u00e8 gi\u00e0 storia e il primo discorso di Kamala Harris da <em>Vice President-Elect<\/em> degli Stati Uniti \u00e8 stato emozionante e potentissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Guardando ci\u00f2 che sta accadendo adesso, ogni bambina vede che questo \u00e8 il paese delle opportunit\u00e0&#8221;&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-859' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/01\/20\/una-prospettiva-femminista\/#easy-footnote-bottom-2-859' title='\u201c&lt;em&gt;Every little girl who is watching this tonight sees that this is a country of possibilities&lt;\/em&gt;\u201d'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span> \u2013 continua Harris.<\/p>\n\n\n\n<p>Di rompere il soffitto di cristallo aveva gi\u00e0 parlato, tra le altre, Hillary Clinton esattamente quattro anni prima, quando nel suo primo discorso dopo la sconfitta nella campagna elettorale per la Presidenza contro Donald Trump aveva evocato un futuro pi\u00f9 favorevole alla parit\u00e0 di genere dichiarando &#8220;[n]on abbiamo ancora infranto il soffitto di cristallo pi\u00f9 alto e pi\u00f9 resistente di tutti, ma prima di quanto pensiamo qualcuna lo far\u00e0&#8221; e si era poi rivolta &#8220;a tutte le bambine che mi stanno guardando: non dubitate mai del vostro valore, del vostro potere, e del fatto che meritate tutte le opportunit\u00e0 del mondo per inseguire e realizzare i vostri sogni&#8221;&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-859' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/01\/20\/una-prospettiva-femminista\/#easy-footnote-bottom-3-859' title='\u201c&lt;em&gt;I know we have still not shattered that highest and hardest glass ceiling, but some day someone will, and hopefully sooner than we think right now&lt;\/em&gt;\u201d (\u2026) e si era poi rivolta \u201c&lt;em&gt;to all the little girls who are watching this, never doubt hat you are valuable and powerful, and deserving every chance and opportunity in the world to pursue and achieve your own dreams&lt;\/em&gt;\u201d.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrambi i discorsi hanno fatto venire la pelle d\u2019oca a milioni di persone, ben oltre i confini degli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p>Se guardando Hillary Clinton in TV molte bambine hanno potuto sognarsi come possibili future candidate alla Presidenza degli Stati Uniti <em>seppur<\/em> donne, guardando Kamala Harris ancora pi\u00f9 bambine hanno potuto sognarsi future leader politiche <em>seppur<\/em> donne, <em>seppur<\/em> nere, <em>seppur<\/em> figlie di immigrati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Se guardando Hillary Clinton in TV molte bambine hanno potuto sognarsi come possibili future candidate alla Presidenza degli Stati Uniti <em>seppur<\/em> donne, guardando Kamala Harris ancora pi\u00f9 bambine hanno potuto sognarsi future leader politiche <em>seppur<\/em> donne, <em>seppur<\/em> nere, <em>seppur<\/em> figlie di immigrati.<\/p><cite>Federica Merenda<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019intersezionalit\u00e0 della Vice-Presidente Harris &#8211; ovvero il sovrapporsi in lei di pi\u00f9 dimensioni identitarie che nella societ\u00e0 statunitense sono veicolo di discriminazione &#8211; ha ampliato il bacino delle sognatrici o ha ampliato, per dirla diversamente, l\u2019orizzonte del sognabile per le bambine e le donne che condividono la sua intersezionalit\u00e0, quindi le dimensioni identitarie che ne connotano l\u2019esistenza limitandone le opportunit\u00e0 di affermazione personale: in questo caso il genere, la provenienza, il colore della pelle. Anni prima i cittadini maschi americani neri avevano potuto provare qualcosa di simile con l\u2019elezione di Barack Obama.<\/p>\n\n\n\n<p>La designazione di Kamala Harris, donna, nera, figlia di immigrati, alla vice-presidenza degli Stati Uniti \u00e8 dunque un fatto politico dall\u2019importanza eccezionale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 per\u00f2 altrettanto importante \u2013 soprattutto in un momento in cui la tenuta democratica della societ\u00e0 americana sembra vacillare pericolosamente \u2013 ricordare che ci\u00f2 non si traduce automaticamente in un ampliamento dei diritti e delle opportunit\u00e0 di &#8220;ricerca della felicit\u00e0&#8221; per tutte le donne, nere, figlie di immigrati, che vivono negli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo evento politico di straordinaria importanza, oltre a costituire un segno di speranza in s\u00e9, pu\u00f2 \u2013 e a nostro avviso <em>deve<\/em> \u2013 servire come occasione per un ragionamento che vada oltre la pelle d\u2019oca, e oltre la retorica.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale occasione va sfruttata per porsi domande rispetto a cui il discorso della Vice-Presidente Harris, e ancor di pi\u00f9 quello di Hillary Clinton, se non accompagnati da considerazioni critiche (anche e soprattutto da parte di chi ne condivide l\u2019entusiasmo) rischiano di essere fuorvianti o del tutto mistificatori, in un momento politico cruciale che, come \u00e8 evidente, dopo l\u2019era Trump di mistificazioni non pu\u00f2 permettersene pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio vero che l\u2019elezione di Kamala Harris a Vice-Presidente dimostra che gli Stati Uniti sono il paese delle opportunit\u00e0 per chiunque? \u00c8 proprio vero che tutte le bambine possono diventare Hillary Clinton o Kamala Harris se solo si impegnano, dimostrano di essere brave e credono nei propri sogni?<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora pi\u00f9 provocatoriamente: \u00e8 proprio vero che una persona che ti assomiglia fisicamente \u00e8 la pi\u00f9 adatta a difendere i tuoi diritti? <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2020\/12\/21\/le-cinque-sfide-di-elly-schlein-conversazione-con-laoc-emiliana\/\">Una <em>leadership<\/em> femminile \u00e8 sempre una <em>leadership<\/em> femminista?<\/a> E una <em>leadership<\/em> femminista pu\u00f2 essere un modello emancipatorio anche per gli uomini?<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019emozione del momento non va guardata con sospetto ma semmai vissuta e accolta come punto di partenza per una riflessione non mistificatoriamente astratta ma rivendicatamente incarnata su domande come queste e su questioni come la rappresentanza politica, la <em>leadership<\/em>, il successo, il privilegio&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-859' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/01\/20\/una-prospettiva-femminista\/#easy-footnote-bottom-4-859' title='Questo articolo \u00e8 stato pensato prima dei fatti di Capitol Hill del 7 gennaio 2021. Tali vicende, a nostro avviso rendono semmai la necessit\u00e0 di uno sguardo critico sulla democrazia e la politica &amp;#8211; americana in particolare e occidentale in generale, rispetto agli elementi che ci riguardano similmente &amp;#8211; ancora pi\u00f9 visibilmente importante e urgente.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u00c8 proprio vero che una persona che ti assomiglia fisicamente \u00e8 la pi\u00f9 adatta a difendere i tuoi diritti? Una <em>leadership<\/em> femminile \u00e8 sempre una <em>leadership<\/em> femminista? E una leadership femminista pu\u00f2 essere un modello emancipatorio anche per gli uomini?<\/p><cite>FEDERICA MERENDA<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La politica della rimozione<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio vero che negli Stati Uniti tutte le bambine possono diventare Hillary Clinton o Kamala Harris? Naturalmente no.<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta \u00e8 secca, ma la questione \u00e8 complessa, ed \u00e8 una questione politica in senso stretto, in quanto legata alla dialettica tra l\u2019ideologia (per alcuni retorica) del merito e il riconoscimento delle disuguaglianze. \u00c8, inoltre, una questione politica in quanto legata a una certa idea di rappresentanza democratica, la cosiddetta <em>identity politics<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Se il <em>democratic party<\/em> statunitense, nella sua componente pi\u00f9 di <em>establishment<\/em>, fa dei diritti civili una propria bandiera, d\u2019altro canto &#8211; coerentemente con la tradizione della sinistra <em>liberal<\/em> americana &#8211; non si espone in maniera altrettanto netta sulla questione delle disuguaglianze socio-economiche, che costituiscono quindi un grande rimosso. Un rimosso che certamente non ha sfavorito Donald Trump nella sua corsa vittoriosa alla Presidenza di quattro anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p>E forse \u00e8 proprio la rimozione il meccanismo-chiave di questa dinamica politica, sia rispetto alla rimozione di genere, di razza e di provenienza &#8211; capillarmente presente fino a tempi recentissimi e ancora pervasiva &#8211; che ha generato la necessit\u00e0 di identificazione alla base della <em>identity politics<\/em> del partito democratico odierno, sia rispetto al grande rimosso delle disuguaglianze, che perlopi\u00f9 ancora permane nella retorica politica americana. Partiamo da quest\u2019ultimo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Rimozione n.1: le disuguaglianze socioeconomiche<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il mito del &#8220;sogno americano&#8221;, che pu\u00f2 a tutti gli effetti essere considerato un mito fondativo della cultura statunitense dal forte portato identitario \u2013 nel senso che costituisce una componente sostanziale dell\u2019<em>identit\u00e0 americana <\/em>&#8211; nella pi\u00f9 <em>soft<\/em> tra le versioni ignora completamente la questione delle disuguaglianze, nella pi\u00f9 <em>hardcore<\/em> (che ci sembra anche la pi\u00f9 diffusa) le legittima.<\/p>\n\n\n\n<p>Il meccanismo, che non riguarda solo la societ\u00e0 americana, \u00e8 spiegato bene da Chiara Volpato nel suo libro su <em>Le radici psicologiche della disuguaglianza<\/em>. Sebbene all\u2019incirca dagli anni Ottanta nelle democrazie occidentali le disuguaglianze socioeconomiche abbiano (ri)cominciato a crescere in modo vertiginoso, le ricerche della psicologia sociale mostrano come la diffusione di certi paradigmi che giustificano lo <em>status quo<\/em> costituisca una possibile risposta alla domanda <em>perch\u00e9 non ci ribelliamo?<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Sebbene all\u2019incirca dagli anni Ottanta nelle democrazie occidentali le disuguaglianze socioeconomiche abbiano (ri)cominciato a crescere in modo vertiginoso, le ricerche della psicologia sociale mostrano come la diffusione di certi paradigmi che giustificano lo <em>status quo<\/em> costituisca una possibile risposta alla domanda <em>perch\u00e9 non ci ribelliamo?<\/em><\/p><cite>FEDERICA MERENDA<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Nelle parole di Chiara Volpato, &#8220;nel mondo contemporaneo i dominanti si avvalgono dell\u2019ideologia meritocratica, che sostiene e cementa la disparit\u00e0, basandosi sul dogma secondo il quale \u00e8 giusto che chi ha talento e si impegna ottenga pi\u00f9 degli altri. Tale ideologia oscura per\u00f2 le profonde differenze nei capitali di partenza, finendo cos\u00ec per divenire un mezzo privilegiato di legittimazione e giustificazione delle disuguaglianze&#8221;&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-859' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/01\/20\/una-prospettiva-femminista\/#easy-footnote-bottom-5-859' title='&lt;em&gt;Disuguaglianze e risentimento: un intreccio pericoloso&lt;\/em&gt;, in \u201cStraniero\u201d, AREL Rivista.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 grottesco che le disuguaglianze socioeconomiche, oltre che dalla corrente anti-<em>establishment<\/em> del Partito democratico, siano state &#8211; in un modo del tutto pretestuoso e funzionale ad esacerbare l\u2019odio razziale &#8211; introdotte nell\u2019agenda del dibattito politico statunitense delle ultime campagne elettorali presidenziali da un miliardario come Donald Trump, che ha costruito parte del consenso che lo ha portato a diventare Presidente sulle frustrazioni economiche della <em>lower-middle-class<\/em> bianca in declino.<\/p>\n\n\n\n<p>Le disuguaglianze socioeconomiche sono il grande rimosso della \u201csinistra\u201d americana e non vengono pertanto menzionate nei discorsi di Hillary Clinton e Kamala Harris, che presentano la loro <em>leadership<\/em> come la testimonianza di un\u2019opportunit\u00e0 ora alla portata di tutte le bambine.<\/p>\n\n\n\n<p>Il discrimine tra chi ce la fa e chi non ce la fa rischia cos\u00ec di diventare la forza con cui si crede ai propri sogni e la caparbiet\u00e0 con cui li si persegue, come ci ricorda praticamente tutta la cinematografia americana degli ultimi decenni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pericolo si cela nell\u2019idea che &#8220;se ce l\u2019ho fatta io ce la possono fare tutte&#8221; da cui consegue che &#8220;se non ce la fai, evidentemente non te lo meriti&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi paralogismi sono fondati su una rimozione che in verit\u00e0 \u00e8 duplice.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un lato, come dicevamo, rimuovono le disuguaglianze socio-economiche. Che \u201cce la faccia\u201d una donna nata in una famiglia facoltosa e laureatasi in una costosissima universit\u00e0 della <em>Ivy league<\/em> non vuol dire di certo che ce la possano fare tutte le donne. E il sistema statunitense di borse di studio accademiche potrebbe essere invocato come contro-argomentazione solo se coinvolgesse una percentuale estremamente pi\u00f9 rilevante della popolazione studentesca rispetto a quella attuale, formata da pochi eccellenti ma anche fortunatissimi individui.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019altro, questi paralogismi rimuovono la stessa disuguaglianza di genere, in quanto misconoscono le dimensioni strutturali di discriminazione contro le donne e contro le altre soggettivit\u00e0 che non si riconoscono nel modello del maschile eterosessuale, diversamente presenti nelle societ\u00e0 patriarcali di tutto il mondo. \u00c8 la cosiddetta sindrome dell\u2019ape regina, che rischia di rendere la presenza delle pochissime donne che con una grande fortuna e immensi sacrifici riescono ad arrivare ai vertici della sfera pubblica una mera operazione di <em>pinkwashing<\/em> o un ulteriore strumento retorico di oppressione. Dalla volont\u00e0 di fare i conti con queste rimozioni nasce l\u2019anima \u201csocialista\u201d del Partito democratico rappresentata dalla corrente di Bernie Sanders e incarnata da figure politiche come Alexandria Ocasio-Cortez e <em>The Squad<\/em>, un gruppo di deputate della <em>left-wing<\/em> del partito donne, giovani, non bianche, elette nel 2018: oltre alla stessa Ocasio-Cortez, Ilhan Omar, Ayanna Pressley, Rashida Tlaib. Quest\u2019anima adesso esiste ma non \u00e8 certamente (ancora?) egemone, sebbene sembrerebbe si stia gi\u00e0 preparando una campagna presidenziale <em>Ocasio-Cortez 2024<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il pericolo si cela nell\u2019idea che &#8220;se ce l\u2019ho fatta io ce la possono fare tutte&#8221; da cui consegue che &#8220;se non ce la fai, evidentemente non te lo meriti&#8221;.<\/p><cite>FEDERICA MERENDA<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Rimozione n. 2: le identit\u00e0 plurali<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 dunque liquidare l\u2019emergere di <em>leader<\/em> donna con caratteristiche prima del tutto inesistenti in un mondo che ci ha abituato a vertici maschi bianchi eterosessuali (e ricchi) come una mera operazione retorica di cui potremmo fare a meno? Naturalmente no.<\/p>\n\n\n\n<p>La pelle d\u2019oca che tante e tanti di noi hanno provato nel sentire il discorso di Kamala Harris e nel vederla, con il suo corpo di donna e la sua pelle scura, sul podio dei vincitori dell\u2019ultima competizione elettorale statunitense \u00e8 l\u2019effetto del fatto che quel discorso e quell\u2019immagine rispondono ad una precisa esigenza di riconoscimento che viene soddisfatta oggi per la prima volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche in questo caso, tale insoddisfazione nasce da una rimozione a cui si \u00e8 associato per diverso tempo un ventriloquismo, anche nella politica e in una certa riflessione femminista.<\/p>\n\n\n\n<p>Laddove i rappresentanti politici e i vertici della societ\u00e0 civile corrispondono ad un modello dalle caratteristiche omogenee, \u00e8 evidente che non si pu\u00f2 parlare di uguaglianza di opportunit\u00e0 e che qualunque pretesa di neutralit\u00e0 serve solo a celare una realt\u00e0 di dominio e oppressione talmente cristallizzata da essere normalizzata e irriconoscibile agli stessi soggetti che di tale dominio e oppressione scontano le conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Richiamando i termini introdotti da Miranda Fricker nel suo <em>Epistemic Injustice<\/em>, potremmo dire che si tratta di un problema di ingiustizia epistemica ermeneutica dei pi\u00f9 radicali: il paradigma ideologico che giustifica l\u2019oppressione \u00e8 talmente pervasivo che gli (le) oppress* lo hanno internalizzato al punto da non vederlo pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Se da tutta la vita hai sempre visto persone cos\u00ec diverse da te in posizioni di potere, naturalmente (e anche solo inconsciamente) sei abituata a pensare che a quel potere non potrai mai accedere, ossia che non hai le caratteristiche necessarie ad ottenerlo o ad esercitarlo. E che coloro che lo hanno ottenuto e lo esercitano sono una razza a parte e di certo diversa dalla tua. E che, magari, loro a differenza tua se lo meritano quel potere e sono quindi, in fondo, antropologicamente superiori rispetto a te.<\/p>\n\n\n\n<p>Se sei una donna nera e figlia di immigrati, come tantissime donne statunitensi, vedere Kamala Harris diventare Vice-Presidente degli Stati Uniti giustamente ti emoziona. Ti priva della sensazione di essere invisibile e di pensare che il potere sia una faccenda che riguarda necessariamente altri, diversi da te. In questo senso l\u2019importanza di questa esperienza politica non va assolutamente sminuita.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Se sei una donna nera e figlia di immigrati, come tantissime donne statunitensi, vedere Kamala Harris diventare Vice-Presidente degli Stati Uniti giustamente ti emoziona. Ti priva della sensazione di essere invisibile e di pensare che il potere sia una faccenda che riguarda necessariamente altri, diversi da te.<\/p><cite>FEDERICA MERENDA<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Come accennavamo, il paradigma dell\u2019intersezionalit\u00e0 ci insegna che ciascun* di noi \u00e8 formato da dimensioni identitarie multiple e che questo per alcun* \u00e8 causa di una sovrapposizione di vulnerabilit\u00e0: se sono una donna nera non sar\u00f2 discriminata solo in quanto donna, ma anche in quanto nera, e non mi baster\u00e0 vedere Hillary Clinton come candidata alla presidenza per sentirmi meno invisibile. Ci vuole Kamala Harris, ci vuole Alexandria Ocasio Cortez.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rischio di non renderci conto di non potere parlare per altri e per altre \u00e8 tanto pi\u00f9 alto per chi almeno una dimensione di vulnerabilit\u00e0 particolare la condivide. Se sono una donna bianca eterosessuale ricca, e vengo discriminata in quanto donna, posso pensare di poter parlare a nome di tutte le donne discriminate. Concentrandomi sulla mia dimensione di vulnerabilit\u00e0 rischio per\u00f2 di non rendermi conto delle dimensioni di privilegio che parimenti costituiscono la mia identit\u00e0 e che mi risparmiano ulteriori discriminazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa critica \u00e8 stata mossa anche al femminismo liberale occidentale che ha faticato a rendersi conto di non poter parlare a nome di tutte le donne del mondo. Questo tipo di femminismo \u00e8 stato inoltre accusato di ventriloquismo nel momento in cui ha adottato un atteggiamento paternalista nei confronti di donne di culture non occidentali, considerate come vittime da salvare e non come soggetti e possibili agenti di cambiamento e autodeterminazione. Su questo tema sono particolarmente dirompenti le riflessioni di Gayatri Chakravorty Spivak e Kimberl\u00e9 Williams Crenshaw (a quest\u2019ultima dobbiamo il concetto di intersezionalit\u00e0).<\/p>\n\n\n\n<p>Come nota Amy Chua nel suo ultimo libro <em>Political Tribes<\/em>, portare per\u00f2 all\u2019estremo la pretesa di rappresentazione delle identit\u00e0, scomponendole e frammentandole, pu\u00f2 rendere la <em>identity politics<\/em> da vettore di inclusione a fattore di divisione sociale e rischia di trasformare la rappresentanza politica in tribalismo. Che fare dunque?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Contro le rimozioni, contro le disuguaglianze<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Se l\u2019emergere di<em> leader<\/em> come Kamala Harris rappresenta un bellissimo segno di speranza ma la <em>identity politics<\/em> non costituisce una risposta sufficiente n\u00e9 del tutto adeguata alla necessit\u00e0 di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta ed inclusiva, <em>cosa pu\u00f2 servire contro le rimozioni<\/em>?<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un modello di <\/strong><strong><em>leadership <\/em><\/strong><strong>femminista e non (solo) femminile<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Come scrive bene Michela Murgia in un articolo su Robinson &#8220;avere successo e basta non \u00e8 femminista. Femminista \u00e8 usare quel successo per rendere possibile anche ad altre donne il superamento degli ostacoli sessisti che impediscono loro di essere riconosciute e valorizzate. Se serve solo a te, non \u00e8 femminismo&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta raggiunto il potere, questo costituisce una dimensione di privilegio, che in un\u2019ottica femminista ed emancipatoria va sfruttata per cambiare le regole del gioco portando avanti nuovi paradigmi di gestione del potere, ad esempio proponendo modelli di <em>leadership<\/em> orizzontale e iniziative collettive (sembrerebbe vada in questa direzione il progetto politico di <em>The Squad<\/em>) e ampliando le opportunit\u00e0 di partecipazione al gioco stesso per chi ne rimane normalmente esclusa.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la <em>leadership<\/em> della Vice-Presidente Harris sar\u00e0 una <em>leadership femminista<\/em> o solo una <em>leadership femminile<\/em> lo capiremo dunque dalle politiche concrete che porter\u00e0 avanti, dalle strade che aprir\u00e0 per altre donne durante il suo mandato e dal modello di <em>leadership <\/em>che incarner\u00e0 in prima persona.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Se l\u2019emergere di leader come Kamala Harris rappresenta un bellissimo segno di speranza ma la <em>identity politics<\/em> non costituisce una risposta sufficiente n\u00e9 del tutto adeguata alla necessit\u00e0 di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta ed inclusiva, <em>cosa pu\u00f2 servire contro le rimozioni<\/em>?<\/p><cite>FEDERICA MERENDA<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un ritorno alle ideologie e al conflitto politico<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La presenza diffusa in posizioni chiave di soggetti che hanno in s\u00e9 dimensioni identitarie considerate vulnerabili, discriminate, oppresse o rimosse \u00e8 fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad ogni modo, se l\u2019azione politica muove sempre da una posizione incarnata, ci\u00f2 non vuol dire che questa si esaurisca <em>nel corpo<\/em>: con la sua enfasi sulle caratteristiche fisiche, la <em>identity politics <\/em>rischia di rimuovere anche il discorso sulle idee, ed il focus sul confronto tra visioni del mondo differenti che ispirano personaggi politici pur simili dal punto di vista identitario, in questo modo alimentando il <em>mito del post-ideologico<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se il superamento delle ideologie, con tanta forza portato avanti da forze populiste anche di casa nostra, fosse appunto solo un mito e ci trovassimo piuttosto nella situazione che Donatella Di Cesare descrive come \u201cimmanenza satura\u201d di un presente e di una ideologia (per Di Cesare, il neoliberalismo) che &#8211; essendo onnipresente e indiscutibile &#8211; diviene invisibile e si presenta come neutrale?<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019evocare il conflitto politico utilizziamo questo termine in senso arendtiano, cio\u00e8 come tutto il contrario della violenza: la violenza totale non ammette conflitto perch\u00e9 non permette l\u2019esistenza di un contraddittorio. Dove c\u2019\u00e8 violenza non ci pu\u00f2 essere dialogo e confronto appassionato tra visioni differenti del mondo, ma solo silenzio o tuttalpi\u00f9 parole che costruiscono muri e non ponti tra chi la pensa diversamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Un conflitto politico che sia invece confronto di visioni del mondo partigiane, in quanto orientate a certi valori e non ad altri, potrebbe essere utile (necessario) ad una messa in discussione autentica di un modello sociale e politico non neutrale ma che innegabilmente continua a mostrarsi <em>biased<\/em> e fondato sulle disuguaglianze e sulla loro rimozione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Dove c\u2019\u00e8 violenza non ci pu\u00f2 essere dialogo e confronto appassionato tra visioni differenti del mondo, ma solo silenzio o tuttalpi\u00f9 parole che costruiscono muri e non ponti tra chi la pensa diversamente.<\/p><cite>FEDERICA MERENDA<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>E se non sono una donna? Un po\u2019 di immaginazione<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>E chi fa parte di gruppi sociali privilegiati cosa dovrebbe fare? Dobbiamo concludere che lo svantaggio epistemico che gli \u00e8 causato dal suo essere privilegiato&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-859' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/01\/20\/una-prospettiva-femminista\/#easy-footnote-bottom-6-859' title='Jos\u00e9 Medina, &lt;em&gt;The Epistemology of Resistance: Gender and Racial Oppression, Epistemic Injustice, and the Social Imagination&lt;\/em&gt;'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span>&nbsp;\u00e8 irrimediabile e farebbe quindi meglio ad esimersi dalla partecipazione alla sfera pubblica per lasciare spazio a chi ha identit\u00e0 vulnerabili intersezionali?<\/p>\n\n\n\n<p>Innanzitutto, la riflessione femminista e in modo ancor pi\u00f9 radicale il paradigma postumano&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-859' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/01\/20\/una-prospettiva-femminista\/#easy-footnote-bottom-7-859' title='Francesca Ferrando, &lt;em&gt;Il postumanesimo filosofico e le sue alterit\u00e0&lt;\/em&gt;.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span> ci insegnano che almeno in una certa misura la vulnerabilit\u00e0 \u00e8 una dimensione comune a tutti i viventi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo non vuol dire che siamo <em>ugualmente<\/em> vulnerabili, ma che abbiamo tutt* in comune almeno una dimensione di vulnerabilit\u00e0 in quanto esseri mortali, e il riconoscimento di questa prima radicale vulnerabilit\u00e0 pu\u00f2 essere un punto di partenza per riconoscere vulnerabilit\u00e0 aggiuntive \u2013 a meno che non puntiamo a creare un ulteriore rimosso, stavolta della malattia e della morte, come in certe prospettive del transumanesimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il resto, se portando all\u2019estremo la scommessa dell\u2019intersezionalit\u00e0 possiamo concludere con Hannah Arendt che l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 costituita da una pluralit\u00e0 di esseri unici, sempre con lei possiamo contare sul fatto che questa umanit\u00e0 ha una risorsa preziosissima, che la rende appunto <em>pluralit\u00e0<\/em>, ovvero qualcosa di diverso da una giustapposizione di soggetti monadici: l\u2019immaginazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Senso comune, giudizio, immaginazione, mentalit\u00e0 allargata sono per Arendt strumenti prettamente umani che ci rendono in grado di metterci nei panni degli altri, di figurarci situazioni che non abbiamo vissuto in prima persona e ipotizzarne, almeno in una certa misura, le conseguenze e i contraccolpi psicologici, emotivi e fattuali&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-8-859' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/01\/20\/una-prospettiva-femminista\/#easy-footnote-bottom-8-859' title='Si veda in particolare Hannah Arendt, &lt;em&gt;La vita della mente&lt;\/em&gt; e &lt;em&gt;Vita activa. La condizione umana&lt;\/em&gt;'><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Questi strumenti hanno pertanto una fortissima valenza politica. Ci riferiamo qui a un\u2019immaginazione autentica, che non sia astratto e muto esercizio solipsistico di chi presuntuosamente e arrogantemente presume di poter parlare al posto di altri e altre in virt\u00f9 di una qualche superiorit\u00e0 gnoseologica, ma il risultato di un incessante e umile dialogo, incarnato e continuo con l\u2019altr*, da parte di chi dall\u2019altr* si lascia mettere in discussione e ri-definire, da una prospettiva <em>acroamatica<\/em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-9-859' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/01\/20\/una-prospettiva-femminista\/#easy-footnote-bottom-9-859' title='Barbara Henry, &lt;em&gt;Gender Sensitivity, Asymmetries, \u2018Acroamatic Turn\u2019. A Renewed Approach to Some \u2018Gendered\u2019 Methodologies&lt;\/em&gt;'><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/span>. <\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019immaginazione che, oltre dal dialogo reale con altri esseri, pu\u00f2 venire esercitata dal dialogo <em>immaginato<\/em>, cos\u00ec complementando \u2013 e non sostituendo \u2013 il paradigma dell\u2019intersezionalit\u00e0 incarnata.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Ci riferiamo qui a un\u2019immaginazione autentica, che non sia astratto e muto esercizio solipsistico di chi presuntuosamente e arrogantemente presume di poter parlare al posto di altri e altre in virt\u00f9 di una qualche superiorit\u00e0 gnoseologica, ma il risultato di un incessante e umile dialogo, incarnato e continuo con l\u2019altr*, da parte di chi dall\u2019altr* si lascia mettere in discussione e ri-definire, da una prospettiva <em>acroamatica<\/em>.<\/p><cite>FEDERICA MERENDA<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Richiamando una <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2021\/01\/05\/la-matematica-e-politica\/\">suggestione di Chiara Valerio<\/a>, non abbiamo bisogno che certi fatti accadano a noi in prima persona o a nostro cugino per credere che possano accadere. Basterebbe un po\u2019 di immaginazione ben allenata.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie alla facolt\u00e0 dell\u2019immaginazione, per metterci nei panni di altr* possiamo attingere, oltre che al dialogo con persone che fanno parte della nostra vita, alle storie di personaggi che troviamo nei libri, oltre che alle tante storie che testimoniano le violenze e discriminazioni di cui sono vittime i gruppi sociali pi\u00f9 marginalizzati, che troviamo ogni giorno sui giornali. <em>Leggere comanda<\/em> e, come scriveva Umberto Eco, chi legge vive mille vite e cinquemila anni anzich\u00e9 settanta: la lettura \u00e8 un\u2019immortalit\u00e0 all\u2019indietro.<\/p>\n\n\n\n<p>In ci\u00f2 possiamo identificare un importantissimo ruolo politico della narrazione (giornalistica o letteraria): nella costruzione del senso comune, nell\u2019esercizio dell\u2019immaginazione e della mentalit\u00e0 allargata di cui parlava Arendt e cos\u00ec indirettamente nella costruzione di societ\u00e0 pi\u00f9 inclusive come risultato di uno sforzo congiunto di esseri umani unici, diversi tra loro ma capaci di comprendersi e quindi di creare un mondo comune in cui tutt* possano sentirsi a casa. Arendt direbbe che \u00e8 questo il vero potere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;elezione di Kamala Harris, donna, nera, figlia di immigrati, alla vice-presidenza degli Stati Uniti \u00e8 un fatto politico dall\u2019importanza eccezionale. 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