{"id":779,"date":"2021-01-05T21:26:43","date_gmt":"2021-01-05T21:26:43","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=779"},"modified":"2021-01-09T14:50:39","modified_gmt":"2021-01-09T14:50:39","slug":"la-matematica-e-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/01\/05\/la-matematica-e-politica\/","title":{"rendered":"La matematica \u00e8 politica"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Scegliete le Barbie<\/h2>\n\n\n\n<p>Sono nata alla fine degli anni settanta del Novecento e ho avuto la possibilit\u00e0 \u2013 grazie alle mie due sorelle \u2013 di essere circondata da Barbie. \u00c8 grazie alle Barbie, credo, che ho intuito come l\u2019individualit\u00e0 non possa essere estetica. La mia di certo non poteva: non ho gli occhi viola di Liz Taylor, gli zigomi di Sharon Stone, il naso di Charlotte Rampling, le gambe di Naomi Campbell, per non parlare del resto. E d\u2019altronde, a rifletterci, dacch\u00e9 esistono le maschere e i camuffamenti \u2013 cio\u00e8 dalla mitologia in qua \u2013, l\u2019unicit\u00e0 non pu\u00f2 dipendere da caratteristiche estetiche. Intuivo che per non essere intercambiabili bisognava possedere qualcosa che nessuno poteva copiare, riprodurre e commercializzare. Qualcosa di presente e invisibile. Detto cos\u00ec, somigliava per\u00f2 agli indovinelli che ascoltavo nelle favole raccontate dalle mie nonne \u2013 e che ho scoperto poi essere una rivisitazione del <em>Cunto de li cunti<\/em> di Giambattista Basile&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-779' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/01\/05\/la-matematica-e-politica\/#easy-footnote-bottom-1-779' title='Giambattista Basilio (Giugliano in Campania, 1566-1632) fu un poeta e cortigiano napoletano, noto per aver scritto il Cunto de li Cunti (o Pentamerone) che fu la prima raccolta di racconti popolari in Europa.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span> che tanto consola e tanto inquieta \u2013, e lette da mamma \u2013 e che ho scoperto poi essere teogonie greche, norrene, e della Terra di Mezzo. Tutto ovviamente era semplificato e illuminato, sapevo delle cose senza averle imparate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sono stata una bambina fortunata perch\u00e9 ho saputo cose senza averle dovute imparare, perch\u00e9 qualcuno \u2013 esseri umani, radio \u2013 semplificandole, me le aveva raccontate, senza interessarsi di quanto, cosa e come capissi. Il capire era qualcosa che apparteneva a me, in una relazione tra esseri umani e favole. Cos\u00ec come la racchetta \u00e8 qualcosa che appartiene al giocatore in una partita a ping pong, o a tennis (le metafore \u2013 si capisce da questa \u2013 sono sempre eccessive, troppo o troppo poco.) Comunque, dicevo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ho capito che cosa fosse quel <em>qualcosa<\/em> di invisibile e presente quando ho cominciato a leggere. Il libro potevano vederlo tutti, ma ci\u00f2 che vedevo io nel libro non poteva essere visto da nessuno. La conoscenza, lo studio \u2013 e anche l\u2019amore in fondo, tutti vediamo le persone insieme e passiamo il tempo a cercare di capire cosa le lega, a definire i rapporti tra loro, a immaginarli \u2013, la conoscenza, lo studio sono invisibili e presenti. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Ho capito che cosa fosse quel <em>qualcosa<\/em> di invisibile e presente quando ho cominciato a leggere. Il libro potevano vederlo tutti, ma ci\u00f2 che vedevo io nel libro non poteva essere visto da nessuno.<\/p><cite>chiara valerio<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Certamente esiste la scuola pubblica, che fino a un certo punto \u00e8 obbligatoria, tutti la vediamo, addirittura ci entriamo. Ma ci\u00f2 che impariamo, o non impariamo, non lo sa, in fondo, nessuno, nemmeno durante gli esami. Capita il giorno sbagliato, un\u2019antipatia, una reticenza. Ecco, la cosa divertente delle cose che sai, \u00e8 che puoi anche decidere di non dirle (anche se non mi piace, anzi, penso sia importante mettere a disposizione ci\u00f2 che si conosce con precisione). La cosa divertente delle cose che sai, riprendo, \u00e8 che se continui a ripensarci, studiarle, limarle, confutarle pure, non scompaiono, non si consumano. Il mio corpo, per esempio, \u00e8 esposto, in quanto corpo e, a maggior ragione, in quanto corpo di donna. Del mio corpo, io stessa vedo che non \u00e8 il corpo di un\u2019atleta. Delle modificazioni subite dal cervello \u2013 perch\u00e9 ci saranno \u2013, sinapsi e groppi, conseguenti a ci\u00f2 che ho studiato a scuola, all\u2019universit\u00e0 e che ogni tanto ancora studio, a ci\u00f2 che ho letto o ascoltato, non riesco a vedere niente e niente so.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Scegliete le banconote<\/h2>\n\n\n\n<p>Da qualche anno, precisamente dalla cerimonia d\u2019inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino nel 2008, ho un\u2019ossessione. Cerco di scacciarla, o sostituirla, ma non riesco, rimane l\u00ec e ogni tanto fa capolino. L\u2019ossessione dipende da un errore di valutazione iniziale. Un errore mio. Avevo infatti pensato che i tasti, che si accendevano e si spegnevano, si accendevano e si spegnevano, sullo schermo della televisione durante la cerimonia, fossero quadri luminosi telecomandati. Pensavo appartenessero a una gigantesca scacchiera al neon che si accendeva e si spegneva, si accendeva si spegneva, a comando. Invece, con sconcerto, dopo qualche minuto, mi ero resa conto che la scacchiera non era n\u00e9 meccanica n\u00e9 digitale, non era fatta di sicilio, ma di carbonio: la scacchiera aveva tasti umani. Esseri umani venivano utilizzati come pixel. Una coreografia di esseri umani che mimavano la tastiera di un computer. Una dimostrazione di cosa? Che prima qui, come ha scritto Jeanette Winterson, erano tutti robot ma gli esseri umani costano meno? Forse. Ho cominciato a pensare, mentre mi alzavo per prendere una birra, che, in effetti, l\u2019unica risorsa naturale ampiamente disponibile sul pianeta terra, non in esaurimento \u2013 ma che anzi esaurisce tutto il resto \u2013 sono gli esseri umani. Siamo noi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La risorsa naturale condivide col denaro una caratteristica affascinante, la fungibilit\u00e0. Il termine fungibilit\u00e0 riferito a una banconota, significa che tutte le banconote da 10 euro sono interscambiabili. Non importa da dove venga l\u2019acqua potabile, o il petrolio, o come accumuliamo e utilizziamo l\u2019energia solare: un bicchiere d\u2019acqua potabile \u00e8 interscambiabile con un altro bicchiere d\u2019acqua, un gallone di petrolio equivale a un altro gallone di petrolio, un chilo di rame pesa quanto un altro chilo di rame. Nemmeno dico dei raggi di sole. Diciamo che gli esseri umani \u2013 cos\u00ec come li conosciamo e li definiamo <em>Sapiens Sapiens<\/em> \u2013 sono stati per la stragrande maggioranza della loro esistenza sulla Terra fungibili, lo sono stati dagli albori fino all\u2019abolizione della schiavit\u00f9 e, successivamente, alla dichiarazione dei diritti dell\u2019uomo, alla scolarizzazione di massa. \u00c8 solo negli ultimi due secoli, pi\u00f9 o meno, che gli esseri umani hanno smesso di essere fungibili almeno nell\u2019Occidente dal quale scrivo. Chiamo Occidente non un luogo geografico, ma uno stato di diritto dove l\u2019istruzione e il benessere economico sono largamente accessibili. Ecco, in questo nostro tornare a essere una risorsa naturale stiamo perdendo il diritto \u2013 se \u00e8 tale \u2013, e di certo l\u2019aspirazione \u2013 fino a quanto \u00e8 lecita \u2013, all\u2019individualit\u00e0. All\u2019essere distinti l\u2019uno dall\u2019altro, il non essere pi\u00f9 intercambiabili se non in quel romantico e fisico chiodo-scaccia-chiodo di turbolente parentesi sentimentali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Penso che gli esseri umani siano effettivamente una risorsa naturale, ma non nel senso dell\u2019acqua potabile e del petrolio, lo sono perch\u00e9 pensano, riflettono, perch\u00e9 hanno aggiunto paesaggi urbani a paesaggi boschivi e marini, e dunque hanno ampliato la natura con la cultura. Sono nata in un mondo dove le piramidi, Alessandro Manzoni, la bomba atomica, Omero, Tanizaki&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-779' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/01\/05\/la-matematica-e-politica\/#easy-footnote-bottom-2-779' title='Jun&amp;#8217;ichir\u014d Tanizaki (Tokyo 1886-1965) Scrittore giapponese autore di &lt;em&gt;Libro d&amp;#8217;Ombra,&lt;\/em&gt; Bompiani, 2002'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>, l\u2019energia nucleare, le scorie radioattive, la Tac, la cocaina, l\u2019aspirina, Space Invaders e Barry Lindon il film, M.me de Stael e Virginia Woolf erano per me natura. Questo ampliamento, come gesto, non \u00e8 n\u00e9 bene n\u00e9 male, \u00e8 un fatto. Negli esiti invece \u2013 poich\u00e9 ogni anno il giorno in cui esauriamo le risorse naturali disponibili per l\u2019anno in corso arriva sempre prima abbiamo passato da pi\u00f9 di tre settimane il giorno in cui abbiamo esaurito le risorse naturali disponibili per l\u2019anno in corso \u2013, negli esiti invece questo ampliamento culturale \u00e8 male. Dunque, per essere una risorsa naturale, ma nel senso di natura umanizzata, natura d\u2019antropocene, bisogna continuare a pensare, studiare, agire per la comunit\u00e0. Essere fungibili per gli umani non \u00e8 un pregio, \u00e8 un disastro. Pensare insieme, pensare per la comunit\u00e0, dovrebbe essere sempre pi\u00f9 facile perch\u00e9, come sottolinea il neurobiologo vegetale Stefano Mancuso, quando tra pochi anni, se il COVID non ci stermina, saremo 11 miliardi di persone, avremo 4 miliardi in pi\u00f9 di cervelli che pensano e un\u2019idea ci verr\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Penso che gli esseri umani siano effettivamente una risorsa naturale, ma non nel senso dell\u2019acqua potabile e del petrolio, lo sono perch\u00e9 pensano, riflettono, perch\u00e9 hanno aggiunto paesaggi urbani a paesaggi boschivi e marini, e dunque hanno ampliato la natura con la cultura.<\/p><cite>CHIARA VALERIO<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Gli esseri umani sono considerati \u2013 mi chiedo da chi, e mi rispondo \u201cda s\u00e9 stessi\u201d \u2013 alla stregua di una risorsa naturale <em>tout-court<\/em>, di merce, che ci sono Stati, alcuni col beneplacito della nostra democrazia, che guadagnano su stoccaggio e logistica di altri esseri umani, assecondando la connaturata possibilit\u00e0 della specie animale di spostarsi, andare altrove.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2008, l\u2019anno delle Olimpiadi di Pechino, ero gi\u00e0 una donna adulta (cos\u00ec come statisticamente possono essere definiti gli adulti: provvedevo alle mie spese). Mi ero laureata, avevo finito un dottorato di ricerca in calcolo delle probabilit\u00e0 e mi avviavo a concludere una borsa di post-dottorato, avevo comprato una macchina a rate e avevo una relazione sentimentale stabile, soprattutto avevo gi\u00e0 letto Bruno De Finetti (un grande, visionario, matematico italiano) che, con la sua teoria della Probabilit\u00e0 soggettiva, aveva chiarito che il primo errore di valutazione nelle cose siamo noi. Ogni volta che guardiamo, siamo l\u2019errore di valutazione. Scrive De Finetti \u201cla differenza fondamentale da rilevare \u00e8 nell\u2019attribuzione del \u00abperch\u00e9\u00bb: non certo perch\u00e9 il fatto che io prevedo accadr\u00e0 ma perch\u00e9 io prevedo che il fatto accadr\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-medium\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/01\/180338-thumbnail-c-Keita-Miyazaki-1024x1409-1-990x1362-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"990\"\n        data-pswp-height=\"1362\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/01\/180338-thumbnail-c-Keita-Miyazaki-1024x1409-1-990x1362-1-330x454.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/01\/180338-thumbnail-c-Keita-Miyazaki-1024x1409-1-990x1362-1-690x949.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/01\/180338-thumbnail-c-Keita-Miyazaki-1024x1409-1-990x1362-1.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1319px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/01\/180338-thumbnail-c-Keita-Miyazaki-1024x1409-1-990x1362-1-690x949.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1599px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/01\/180338-thumbnail-c-Keita-Miyazaki-1024x1409-1-990x1362-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 1600px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/01\/180338-thumbnail-c-Keita-Miyazaki-1024x1409-1-990x1362-1-125x172.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 Keita Miyazaki<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Scegliete il sistema<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019incertezza \u2013 e queste cose le ho scritte in <em>La matematica \u00e8 politica<\/em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-779' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/01\/05\/la-matematica-e-politica\/#easy-footnote-bottom-3-779' title='Chiara Valerio,&amp;nbsp;&lt;em&gt;La matematica \u00e8 politica&lt;\/em&gt;, Giulio Einaudi, 2020'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span> \u2013 \u00e8 ineludibile. E cos\u00ec il nostro incarnare l\u2019errore. Dovrebbe essere complicato costruire, attraverso gli esseri umani, un sistema di regole, convenzioni anche, comuni e trasmissibili. E invece \u00e8 pi\u00f9 semplice di quanto sembri se, all\u2019ineffabilit\u00e0 degli stati d\u2019animo con i quali prendiamo le decisioni, riusciamo a sostituire un modello di individuo che supponiamo non avere incertezze. Un analogo logico della Barbie di prima.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti, le statue greche non rappresentano la realt\u00e0: rappresentano un modello, non affetto da imperfezioni estetiche, di una idea di uomo o di donna. Cos\u00ec come il modello logico di individuo che vogliamo costruire non \u00e8 affetto dalle incertezze decisionali che ci caratterizzano. E dalle miserie da cui nessuno \u00e8 immune. Attraverso questo individuo idealizzato e i suoi percorsi razionali, le sue scommesse, \u00e8 possibile costruire un sistema logico indipendente dal valore da attribuire alle parole \u201cvero\u201d e \u201cfalso\u201d. Giusto sbagliato. Bello brutto. Che sono questioni dipendenti dal tempo, dalla storia e dal potere. Forse pure dai soldi. La logica si rivela non una propriet\u00e0 delle leggi del mondo e dell\u2019universo ma un\u2019estensione del dominio del ragionamento. E dunque la matematica, come si capisce anche abbastanza bene dal film <em>Matrix<\/em>, intuitivamente, \u00e8 un esercizio per ampliare il ragionamento. Ma \u00e8 utile anche in altri ambiti. Penso, per esempio, alla democrazia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra democrazia \u00e8 rappresentativa: i cittadini maggiorenni eleggono i loro rappresentanti. E questi rappresentanti agiscono, in accordo con i principi della Costituzione, per governare e far progredire spiritualmente e praticamente la nazione. I rappresentati sono cittadini, sono esseri umani, sono dunque fallibili. Tuttavia \u00e8 successo che nella storia della nostra Repubblica, alcuni individui abbiano scelto di aderire, e abbiano in effetti aderito, a una sorta di cittadino modello in base al quale agire. Adesso questo non succede pi\u00f9, o assai pi\u00f9 raramente, io credo, per mancanza di immaginazione. Se ci fosse immaginazione anche solo sufficiente, i nostri ministri si comporterebbero come ci si aspetta da un ministro, dunque in accordo con la nostra Costituzione, dunque per esempio in accordo con l\u2019articolo 3 che recita \u00abTutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. \u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l\u2019effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all\u2019organizzazione politica, economica e sociale del Paese\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La nostra democrazia \u00e8 rappresentativa: i cittadini maggiorenni eleggono i loro rappresentanti. E questi agiscono, in accordo con i principi della Costituzione, per governare e far progredire spiritualmente e praticamente la nazione. I rappresentati sono cittadini, sono esseri umani, sono dunque fallibili.<\/p><cite>chiara valerio<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Non rispettare la Costituzione, calpestarla incitando, per esempio, all\u2019odio razziale, culturale o sociale, mettendo, per esempio, il diritto alla salute in contrapposizione al diritto allo studio, non solo \u00e8 un\u2019offesa alla Repubblica \u2013 e a chi ha scritto la Costituzione pensando e ricordando il sacrificio di vite umane per riconquistare la dignit\u00e0 dell\u2019Italia (ha scritto Calamandrei senza il timore di apparire sovranista), \u2013 ma \u00e8 un comportamento che pu\u00f2 essere corretto studiando matematica, cio\u00e8 prendendo confidenza con sistemi nei quali per agire, muoversi, giudicare e soprattutto convivere e comunicare bisogna imparare a rispettare alcune regole. Una persona che studi i numeri naturali, i numeri complessi, le equazioni di primo grado o la teoria del caos, comincia sempre dalle definizioni. Definizioni che, come \u00e8 utile imparare anche emotivamente, non sono regole preesistenti all\u2019umano, ma punti fissati dagli esseri umani per costruire un mondo che vada oltre singole e vaghe sensazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Studiare matematica vuol dire esercitarsi a intravvedere, a supporre, a immaginare regole che non riguardino un individuo o un oggetto ma pi\u00f9 individui e pi\u00f9 oggetti e soprattutto le relazioni tra essi.<\/p>\n\n\n\n<p>Studiare matematica significa introiettare l\u2019idea che le regole esistano e che anche quando \u2013 giustamente talvolta \u2013 si infrangono, vengono sostituite da un altro sistema di regole (non avere regole, per esempio, \u00e8 ancora una regola). La cosa interessante da chiedersi nel definire le regole \u00e8: Che mondo disegneranno?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, quella cosa invisibile e presente grazie alla matematica riesce a diventare anche condivisa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Scegliete Azkaban<\/h2>\n\n\n\n<p>Per sfatare definitivamente il mito che studiare matematica implichi una predisposizione genetica vorrei confessare come \u00e8 cominciato il mio rapporto con la matematica. Si capisce subito che per studiare matematica \u00e8 utile avere, come nel resto della vita d\u2019altronde, una intenzione. L\u2019intenzione di fare una cosa e accettare, ma per questo ci vuole il tempo (anzi l\u2019et\u00e0), che ognuno arriva dove pu\u00f2, e non oltre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non mi soffermo tuttavia, continuo invece sull\u2019intenzione a partire da un formidabile episodio di Harry Potter. Sirius Black \u00e8 incarcerato nell\u2019oscuro carcere di Azkaban, i dissennatori, fantasmi s\u00ec, ma con denti aguzzi, gli girano intorno come zanzare nelle sere d\u2019estate, da un momento all\u2019altro potrebbero dargli l\u2019esiziale bacio che conduce laddove la magia non giunge: nel regno dei morti. Sirius si guarda intorno e vede i colleghi <em>auror<\/em> sparire uno dopo l\u2019altro. Sa che fuggire \u00e8 difficile perch\u00e9 le mura di Azkaban succhiano, come sanguisughe, la voglia di vivere, ti deprivano di speranza, carit\u00e0 e prospettiva. Sentimenti che, invero, Sirius non prova pi\u00f9, sostituiti nel suo animo da altri sentimenti, alcuni per lui sconosciuti, che somigliano a intenzioni. Sirius Black odia il signore oscuro, Voldemort, colui che non pu\u00f2 essere nominato, e vuole vendetta. Il carcere, abituato a riconoscere e spegnere i sentimenti buoni, non vede l\u2019odio e&nbsp; la vendetta, che prosperano nel cuore di Sirius tenendolo in vita. Ed \u00e8 cos\u00ec, con quest\u2019odio che Sirius ricorda di potersi trasformare in cane e riesce a fuggire. Il carcere, come tutte le carceri, \u00e8 stupido, come tutti i regimi, trova solo ci\u00f2 che cerca, vede solo ci\u00f2 che vuole punire, come tutti i sistemi oppressivi funziona solo quando governa, occupandolo, il tempo di chi ci vive.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, io non amavo la matematica, n\u00e9 credo ne fossi amata, ma mi ero innamorata della professoressa di matematica, e l\u2019intenzione di voler essere ricambiata \u00e8 stata tale che mi sono messa a studiarla. E quando, finito il liceo, ho provato a entrare nella classe di lettere alla Scuola Normale di Pisa, e non ci sono riuscita, quel rifiuto, quello smacco mi hanno messo davanti all\u2019idea che la matematica potesse essere una rivincita. A quale rivincita pensassi, non so, ma so che ho incontrato la matematica per amore di un\u2019altra e per ripicca.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Scegliete Barbara Cartland o Liala&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-779' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/01\/05\/la-matematica-e-politica\/#easy-footnote-bottom-4-779' title='Liala \u00e8 lo pseudonimo di Amalia Odescalchi moglie Cambiasi (1897-1995), nota per aver scritto romanzi di appendice di successo.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Quando pensate \u2013 e tutti lo abbiamo fatto, \u2013 che la matematica sia quella disciplina meccanica, priva di immaginazione, ripetitiva, dove espressioni algebriche, calcolo letterale, equazioni fratte e disequazioni si susseguono per lasciar spazio all\u2019infinita ripetizione degli studi di funzione, fermatevi a pensare agli esseri umani che non devono essere interscambiabili, altrimenti il disastro ambientale \u00e8 certo, che stanno vivi dietro la cattedra e morti dietro formule e&nbsp; teorie, e riflettete sul fatto che i cuori di quegli esseri umani hanno battuto e battono. Dunque qualcosa di invisibile, ma presente, qualcosa in comunque con voi, deve pur esserci.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Scegliete le Barbie. Scegliete le banconote. Scegliete il sistema. Scegliete Azkaban. Scegliete pure Barbara Cartland o Liala. Scegliete la matematica. Scegliete la vita.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I numeri naturali, i numeri complessi, le equazioni di primo grado e la teoria del caos iniziano sempre con definizioni, che non sono regole preesistenti per l&#8217;umanit\u00e0, ma pietre miliari poste dagli esseri umani per costruire un mondo che pu\u00f2 andare oltre le sensazioni vaghe e individuali. Fare matematica significa esercitarsi a intravedere, a immaginare, a supporre, a inventare regole che non riguardano un individuo o un soggetto, ma pi\u00f9 individui e pi\u00f9 oggetti, e soprattutto le relazioni che li legano.<\/p>\n","protected":false},"author":1195,"featured_media":782,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-angles.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[1571],"tags":[],"staff":[1595],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[],"class_list":["post-779","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica","staff-chiara-valerio"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>La matematica \u00e8 politica - Il Grand Continent<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/01\/05\/la-matematica-e-politica\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La matematica \u00e8 politica - Il Grand Continent\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"I numeri naturali, i numeri complessi, le equazioni di primo grado e la teoria del caos iniziano sempre con definizioni, che non sono regole preesistenti per l&#039;umanit\u00e0, ma pietre miliari poste dagli esseri umani per costruire un mondo che pu\u00f2 andare oltre le sensazioni vaghe e individuali. 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