{"id":7038,"date":"2023-04-27T18:20:13","date_gmt":"2023-04-27T17:20:13","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=7038"},"modified":"2023-09-18T14:41:54","modified_gmt":"2023-09-18T13:41:54","slug":"leuropa-prima-della-tempesta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/27\/leuropa-prima-della-tempesta\/","title":{"rendered":"L\u2019Europa prima della tempesta"},"content":{"rendered":"\n<p><em>\u00abJ\u2019ai toujours pens\u00e9 que l\u2019Europe se ferait dans les crises, et qu\u2019elle serait la somme des solutions qu\u2019on apporterait \u00e0 ces crises\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abHo sempre pensato che l\u2019Europa si far\u00e0 nelle crisi e che sar\u00e0 la somma delle soluzioni che si daranno a queste crisi\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><\/em><em> <\/em><em><\/em><em> <\/em>Jean Monnet, <em>M\u00e9moires, <\/em>Parigi, Fayard, 1976, p. 488<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abQuand vous \u00eates dans l\u2019orage, il faut le traverser, et surtout ne pas changer de direction \u2013 c\u2019est le seul moyen d\u2019en sortir bien\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00ab<\/em><em>Quando ci si trova in una tempesta, bisogna attraversarla, e soprattutto non si deve cambiare direzione \u2013 \u00e8 il solo modo per uscirne bene\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Jean Monnet, nota manoscritta non datata, Losanna, Fondation Jean Monnet pour l\u2019Europe, Archivi di Jean Monnet&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019opinione che le crisi siano un fattore propulsivo per l\u2019integrazione europea \u00e8 molto diffusa e ripetuta, spesso con riferimento alla celebre predizione di Jean Monnet che \u00abl\u2019Europa si far\u00e0 nelle crisi\u00bb e sar\u00e0 la \u00absomma delle soluzioni\u00bb a queste crisi. Certamente questi ultimi anni ci stanno offrendo ampie opportunit\u00e0 di mettere alla prova tale teoria. Con la pandemia di COVID-19, il mondo intero \u00e8 stato sottoposto a una delle pi\u00f9 grandi emergenze sanitarie dei tempi moderni. E mentre ancora non si erano spente le conseguenze umane ed economiche della pandemia, l\u2019intensificarsi della guerra in Ucraina in seguito all\u2019aggressione russa del febbraio 2022 ha creato una nuova gravissima crisi geopolitica e umanitaria nel cuore dell\u2019Europa. Come hanno risposto le istituzioni europee a queste crisi?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Bench\u00e9 sia ancora presto per valutare l\u2019efficacia delle risposte europee alla pandemia e alla guerra nel lungo termine, va riconosciuto che, nel complesso, l\u2019Unione europea e i suoi Stati membri hanno reagito in modo pi\u00f9 deciso e unitario di quanto si aspettassero molti osservatori del progetto europeo&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-7038' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/27\/leuropa-prima-della-tempesta\/#easy-footnote-bottom-1-7038' title='Garton Ash, T., \u00ab&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https:\/\/www.theguardian.com\/commentisfree\/2023\/mar\/31\/war-ukraine-eu-brexit-britain&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;The war in Ukraine reminds us what the EU is for. But even bigger challenges lie ahead&lt;\/a&gt;&amp;nbsp;\u00bb&amp;nbsp;&lt;em&gt;The Guardian&lt;\/em&gt;, 31 mars 2023'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Per ricostruire l\u2019Europa dopo la pandemia, i governi europei hanno approvato in tempi rapidi NextGenerationEU, uno strumento temporaneo che prevede circa 800 miliardi di euro in nuovi investimenti, concepito per stimolare la ripresa economica ma anche per trasformare le societ\u00e0 europee nel pi\u00f9 lungo periodo. Secondo la Commissione europea, tali fondi, uniti al bilancio a lungo termine dell\u2019Unione europea per il 2021-2027, ammontano a oltre 2000 miliardi di euro e costituiscono \u00abil pi\u00f9 ingente pacchetto di misure di stimolo mai finanziato in Europa\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-7038' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/27\/leuropa-prima-della-tempesta\/#easy-footnote-bottom-2-7038' title='Si veda&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https:\/\/commission.europa.eu\/strategy-and-policy\/recovery-plan-europe_fr#actualit%C3%A9&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;pagina associata&lt;\/a&gt; sul sito della Commissione europea'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Tra le maggiori novit\u00e0 \u00e8 il fatto che, per ottenere i fondi necessari, la Commissione europea sia stata autorizzata a indebitarsi direttamente sui mercati finanziari per conto dell\u2019Unione europea. Inoltre, circa met\u00e0 dei fondi di NextGenerationEU non sono distribuiti ai paesi membri come prestiti ma come sovvenzioni. Insomma, si pu\u00f2 dire che si siano fatti passi sostanziali verso un\u2019unione fiscale, come da tempo auspicato dai sostenitori del progetto europeo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Sono stati fatti passi sostanziali verso un\u2019unione fiscale, come da tempo auspicato dai sostenitori del progetto europeo<\/p><cite>enrico spolaore<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche la risposta iniziale dell\u2019Unione europea all\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina \u00e8 stata pi\u00f9 univoca e solidale di quanto molti &#8211; compreso probabilmente lo stesso Putin &#8211; si aspettassero, data una lunga storia di approcci spesso contraddittori dei diversi governi europei nei confronti del regime russo. Con poche eccezioni, gli Stati membri hanno concordato su sanzioni alla Russia e aiuti militari all\u2019Ucraina e accolto milioni di profughi ucraini. Ed \u00e8 notevole che gli aiuti militari all\u2019Ucraina siano stati erogati non solo dagli Stati membri ma anche tramite meccanismi europei come lo \u201cStrumento europeo per la pace\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi sviluppi sono stati visti da molti come conferma della predizione di Monnet. Secondo questa interpretazione ottimistica, l\u2019Europa starebbe reagendo alle tempeste della pandemia e della guerra come Monnet avrebbe voluto: andando dritta verso la strada della solidariet\u00e0 e dell\u2019integrazione non solo economica ma anche politica e strategica. Se ci\u00f2 fosse vero, i governi europei avrebbero infine appreso la lezione della maggiore crisi prima della pandemia e della guerra, la cosiddetta \u201ccrisi del debito sovrano europeo\u201d, che si era trascinata per gran parte della seconda decade di questo secolo senza che i governi e le istituzioni europee adottassero da subito misure rapide ed efficaci.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Secondo un\u2019interpretazione ottimistica, l\u2019Europa starebbe reagendo alle tempeste della pandemia e della guerra come Monnet avrebbe voluto: andando dritta verso la strada della solidariet\u00e0 e dell\u2019integrazione non solo economica ma anche politica e strategica<\/p><cite>enrico spolaore<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel mezzo di quella tempesta finanziaria ed economica, si erano levate voci contrastanti riguardo alle sue cause e ai suoi rimedi. Da un lato, i critici del progetto di integrazione europea avevano interpretato i problemi della zona euro come conferma che formare un\u2019unione monetaria ed economica tra paesi cos\u00ec eterogenei economicamente e culturalmente fosse stato un errore e che la migliore soluzione sarebbe stata un ritorno a stati nazionali completamente sovrani. Dall\u2019altro lato, i sostenitori dell\u2019euro e dell\u2019integrazione europea pensavano che il vero problema scaturisse dall\u2019incompletezza delle istituzioni europee, spesso descritte come una \u00abcasa costruita solo a met\u00e0\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-7038' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/27\/leuropa-prima-della-tempesta\/#easy-footnote-bottom-3-7038' title='Bergsten, C. F., \u00ab&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https:\/\/www.foreignaffairs.com\/articles\/europe\/2012-09-01\/why-euro-will-survive&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;Why the Euro Will Survive. Completing the Continent\u2019s Half-Built House&lt;\/a&gt;&amp;nbsp;\u00bb,&amp;nbsp;&lt;em&gt;Foreign Affairs,&lt;\/em&gt;&amp;nbsp;septembre-octobre 2012&amp;nbsp;; Juncker, J.-C., Tusk, D., Dijsselbloem, J., Draghi, M. et Schultz, M.,&lt;em&gt;&amp;nbsp;\u00ab&amp;nbsp;&lt;\/em&gt;&lt;a href=&quot;https:\/\/www.strategie.gouv.fr\/sites\/strategie.gouv.fr\/files\/atoms\/files\/completing_emu_paris_17_july_2015.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;Completing Europe\u2019s Economic and Monetary Union&lt;\/a&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;\u00bb&lt;\/em&gt;, Commission europ\u00e9enne, 2015'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>. La soluzione sarebbe venuta da pi\u00f9 integrazione sovranazionale: un\u2019unione bancaria, un\u2019unione fiscale e, infine, una vera unione politica.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma perch\u00e9 le istituzioni europee sono \u201cincomplete\u201d? Perch\u00e9 la casa \u00e8 stata costruita solo in parte? Ed \u00e8 ragionevole aspettarsi che crisi come la pandemia e la guerra inducano gli europei a procedere pi\u00f9 speditamente verso la costruzione del resto della casa?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La soluzione pi\u00f9 efficace prevede una maggiore integrazione sovranazionale: un\u2019unione bancaria, un\u2019unione fiscale e, infine, una vera unione politica<\/p><cite>enrico spolaore<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>In effetti, l\u2019intero progetto europeo \u00e8 fondato su una strategia di integrazione parziale di funzioni e istituzioni in alcune aree \u2013 carbone e acciaio agli inizi, poi commercio, pi\u00f9 recentemente la moneta \u2013 senza che vengano integrate, allo stesso tempo, altre aree essenziali e complementari. Questo \u00e8 stato spesso fatto non per miopia o errore di calcolo, ma proprio nell\u2019aspettativa che l\u2019integrazione parziale avrebbe creato successivamente le condizioni per ulteriore integrazione&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-7038' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/27\/leuropa-prima-della-tempesta\/#easy-footnote-bottom-4-7038' title='Spolaore, E., \u00ab&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https:\/\/pubs.aeaweb.org\/doi\/pdfplus\/10.1257\/jep.27.3.125&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;What is European Integration Really About&amp;nbsp;? A Political Guide for Economists&lt;\/a&gt;&amp;nbsp;\u00bb,&amp;nbsp;&lt;em&gt;Journal of Economic Perspectives&lt;\/em&gt;, 27(3), 2013, pp. 125-44&amp;nbsp;; du m\u00eame auteur, \u00ab&amp;nbsp;The Political Economy of European Integration&amp;nbsp;\u00bb, chapitre 26 du&amp;nbsp;&lt;em&gt;Routledge Handbook of the Economics of European Integration&lt;\/em&gt;&amp;nbsp;(\u00e9d. Badinger, H. et Nitsch, V.), Routledge, London and New York, 2015.&amp;nbsp;; voir aussi \u00ab&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https:\/\/cepr.org\/voxeu\/columns\/monnets-chain-reaction-and-future-europe&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;Monnet\u2019s Chain Reaction and the Future of Europe&lt;\/a&gt;&amp;nbsp;\u00bb,&amp;nbsp;&lt;em&gt;VoxEU.org&lt;\/em&gt;, 25 juillet 2015'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<sup> <\/sup>Da questo punto di vista, le crisi stesse, talvolta rese pi\u00f9 severe proprio dalla mancanza di istituzioni \u201ccomplete\u201d a livello sovranazionale, avrebbero una funzione catalizzatrice e indurrebbero gli europei a creare soluzioni comuni tramite maggior integrazione. Riprendendo la metafora della casa costruita solo a met\u00e0, l\u2019arrivo di tempeste avrebbe indotto gli europei a terminare la costruzione del tetto per non bagnarsi.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-medium\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000061-scaled.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1707\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000061-scaled-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000061-scaled-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000061-scaled-990x660.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1319px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000061-scaled-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1599px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000061-scaled-990x660.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 1600px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000061-scaled-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Membri dei loro staff fotografano i capi di Stato che sbarcano da una nave durante il vertice sul Mare del Nord a Ostenda, in Belgio, luned\u00ec 24 aprile 2023. Nove leader dell&#8217;Europa occidentale si sono incontrati luned\u00ec nella speranza di aumentare la produzione di energia pulita dalle turbine eoliche nel Mare del Nord per raggiungere gli obiettivi climatici e ridurre la loro dipendenza energetica dalla Russia. \u00a9 AP Photo\/Virginia Mayo<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Ma non sarebbe stato molto meglio costruire la casa per intero, tetto compreso, prima che cominciasse a piovere? Jean Monnet e i suoi seguaci avrebbero certo preferito tale soluzione: la costruzione da subito di una federazione europea forte e unitaria, con competenze non solo in materie economiche ma anche politiche, comprese difesa e politica estera. L\u2019iniziale creazione della Comunit\u00e0 europea del carbone e dell\u2019acciaio (CECA), di cui Jean Monnet fu il primo presidente, era stata concepita come \u201cprima tappa della Federazione europea\u201d, secondo la dichiarazione di Schuman del 9 maggio 1950 (data che si celebra ogni anno come Giornata dell\u2019Europa).&nbsp; Il passo successivo avrebbe dovuto essere la creazione di un esercito europeo e di una politica estera comune nell\u2019ambito di una Comunit\u00e0 europea di difesa (CED) e di una Comunit\u00e0 politica europea (CPE), con istituzioni esecutive e legislative di fatto federali. Ma il trattato sulla CED, ratificato da Germania Occidentale, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo, fu rigettato dall\u2019Assemblea Nazionale francese nel 1954 e abbandonato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte all\u2019impossibilit\u00e0 politica di creare una federazione direttamente, Monnet e gli altri sostenitori del progetto europeo optarono per una strategia di integrazione parziale e graduale, in aree prevalentemente tecniche e specialistiche, ma con l\u2019aspettativa che la stessa incompletezza e inadeguatezza delle istituzioni esistenti creassero poi gli incentivi per ulteriore integrazione. Come scrisse George Ball, che aveva collaborato con Monnet: \u00abC\u2019era un metodo ben concepito in questa apparente pazzia \u2026 Monnet riconosceva che l\u2019irrazionalit\u00e0 stessa di questo schema [integrazione solo in alcune aree] avrebbe potuto fornire la pressione per ottenere quello che desiderava \u2013 l\u2019inizio di una reazione a catena\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-7038' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/27\/leuropa-prima-della-tempesta\/#easy-footnote-bottom-5-7038' title='Duch\u00eane, F.,&amp;nbsp;&lt;em&gt;Jean Monnet. The First Statesman of Interdependence&lt;\/em&gt;, Norton, New York, 2014.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Di fronte all\u2019impossibilit\u00e0 politica di creare una federazione direttamente, Monnet e gli altri sostenitori del progetto europeo optarono per una strategia di integrazione parziale e graduale, in aree prevalentemente tecniche e specialistiche<\/p><cite>enrico spolaore<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>In questo contesto ha origine la visione di Monnet delle crisi come volano dell\u2019integrazione europea. La scommessa era che, di fronte a sfide che avrebbero richiesto una risposta unitaria a livello europeo, i costi di <em>non<\/em> avere istituzioni pi\u00f9 complete sarebbero stati palesi e avrebbero indotto a superare i vincoli politici alla creazione di tali istituzioni. E in effetti, in oltre settant\u2019anni di storia europea, questa strategia della \u201creazione a catena\u201d ha prodotto crescente integrazione in aree sempre pi\u00f9 vaste, in parte confermando le intuizioni di Monnet. Allo stesso tempo, per\u00f2, l\u2019incompletezza delle istituzioni europee ha creato costi che hanno spesso ridotto la fiducia e il sostegno per l\u2019integrazione europea in larga parte della popolazione. I limiti della strategia di integrazione parziale sono apparsi in tutta evidenza durante la crisi economica e finanziaria, oppure, per fare un altro esempio importante, di fronte alle continue crisi umanitarie e politiche connesse ai flussi migratori, cui \u00e8 finora mancata una risposta europea unitaria ed efficace.<\/p>\n\n\n\n<p>Un problema della strategia di integrazione parziale \u00e8 che pu\u00f2 indurre a sottovalutare le ragioni di fondo che ostacolano l\u2019integrazione: gli alti costi politici dovuti alla necessit\u00e0 di conciliare preferenze, interessi e identit\u00e0 eterogenee. \u00c8 proprio tale eterogeneit\u00e0 politica che ha impedito la formazione di una federazione europea nel passato. Fin dall\u2019inizio, l\u2019integrazione europea ha avuto successo soprattutto in aree economiche (integrazione commerciale, formazione di un mercato unico), dove i costi dovuti a eterogeneit\u00e0 sono molto minori e compensati dai vantaggi associati alla diversit\u00e0. Quando si scambiano merci, servizi e idee, la diversit\u00e0 di gusti, tecnologie e culture \u00e8 generalmente benefica. Ma la situazione cambia quando si entri in aree pi\u00f9 \u201cpolitiche\u201d, dove, per definizione, ci si deve mettere tutti d\u2019accordo sugli stessi beni pubblici e le stesse politiche comuni. In questo caso, avere opinioni e preferenze diverse rende l\u2019integrazione pi\u00f9 difficile. L\u2019analisi economica delle unioni politiche ha sottolineato l\u2019importanza del \u201ctrade-off\u201d (scambio) tra economie di scala nella provvisione di beni pubblici e costi di eterogeneit\u00e0 politica&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-7038' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/27\/leuropa-prima-della-tempesta\/#easy-footnote-bottom-6-7038' title='Voir Alesina, A. et Spolaore, E.,&amp;nbsp;&lt;em&gt;The Size of Nations&lt;\/em&gt;, MIT Press, Cambridge MA, 2003&amp;nbsp;; des m\u00eames auteurs, \u00ab&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https:\/\/www.e-ir.info\/2015\/11\/09\/whats-happening-to-the-number-and-size-of-nations\/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;What\u2019s happening to the number and size of nations&amp;nbsp;?&lt;\/a&gt;&amp;nbsp;\u00bb&amp;nbsp;&lt;em&gt;E-International Relations&lt;\/em&gt;, 9 novembre 2015&amp;nbsp;; on peut aussi lire Spolaore, E., \u00ab&amp;nbsp;The Economic Approach to Political Borders&amp;nbsp;\u00bb, NBER Working Paper No. 30800, 2022 \u2013 \u00e0 para\u00eetre dans&amp;nbsp; Wilson T. M. (\u00e9d.),&lt;em&gt;&amp;nbsp;Border Studies&amp;nbsp;: A Multidisciplinary Approach&lt;\/em&gt;, Edward Elgar Publishing&amp;nbsp;; enfin, du m\u00eame auteur, \u00ab&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https:\/\/cepr.org\/voxeu\/columns\/understanding-borders-and-conflict-economic-perspective&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;Understanding Borders and Conflict from an Economic Perspective&lt;\/a&gt;&amp;nbsp;\u00bb,&amp;nbsp;&lt;em&gt;VoxEU.org&lt;\/em&gt;, 8 f\u00e9vrier 2023'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Questo trade-off \u00e8 al cuore del dilemma europeo e non pu\u00f2 essere superato con l\u2019integrazione parziale, perch\u00e9 alla fine bisogna decidere dove risiedano effettivamente il potere decisionale e il monopolio della forza legittima quando si tratta di beni pubblici che definiscono la sovranit\u00e0, quali la politica fiscale, la difesa e la sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Un problema della strategia di integrazione parziale \u00e8 che pu\u00f2 indurre a sottovalutare le ragioni di fondo che ostacolano l\u2019integrazione: gli alti costi politici dovuti alla necessit\u00e0 di conciliare preferenze, interessi e identit\u00e0 eterogenee<\/p><cite>enrico spolaore<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Da questa prospettiva, le risposte europee alla pandemia e alla guerra non hanno veramente cambiato la natura e i limiti delle istituzioni europee. La casa comune europea rimane ancora in gran parte da costruire e il bicchiere europeo \u00e8 ben lungi dall\u2019essere pieno. Da un lato, sarebbe ingeneroso non riconoscere la novit\u00e0 di sviluppi quali l\u2019approvazione di NextGenerationEU o gli sforzi comuni dell\u2019Unione europea a sostegno dell\u2019Ucraina contro l\u2019aggressione russa. Dall\u2019altro lato, sia nella risposta alla pandemia che alla guerra, l\u2019Europa ha rivelato limiti connessi all\u2019incompletezza e inadeguatezza delle proprie istituzioni.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-medium\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000031-scaled.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1707\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000031-scaled-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000031-scaled-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000031-scaled-990x660.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1319px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000031-scaled-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1599px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000031-scaled-990x660.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 1600px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000031-scaled-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 Il primo ministro belga Alexander De Croo, a sinistra, saluta il primo ministro lussemburghese Xavier Bettel durante gli arrivi al vertice sul Mare del Nord a Ostenda, in Belgio, luned\u00ec 24 aprile 2023. Foto AP\/Virginia Mayo \u00a9<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Questi limiti hanno radici antiche, come ci ricorda il fallimento della Comunit\u00e0 europea di difesa e della Comunit\u00e0 politica europea. Durante la guerra fredda e oltre, l\u2019assenza di istituzioni comuni europee nel campo della difesa e della sicurezza \u00e8 stata in parte compensata dall\u2019alleanza politica e militare con gli Stati Uniti. Anche adesso, in una situazione geopolitica molto diversa, la risposta europea alle crisi recenti \u00e8 dipesa in modo significativo dagli Stati Uniti. Per esempio, le istituzioni americane, nonostante i problemi e le contraddizioni dovuti a una situazione politica interna molto polarizzata, hanno avuto un ruolo cruciale sia nello sviluppo dei vaccini contro il COVID-19 sia nel sostegno all\u2019Ucraina.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esperienza europea sui vaccini \u00e8 istruttiva perch\u00e9 esemplifica sia la forza che la debolezza delle istituzioni europee di fronte a crisi per le quali non sono state originariamente disegnate. Storicamente, le politiche sanitarie in Europa sono state di competenza nazionale. Data la dimensione e l\u2019urgenza della sfida sanitaria dovuta al COVID-19, i governi e le istituzioni europei saggiamente decisero che sarebbe stata necessaria una risposta unitaria. Nel giugno 2020 la Commissione europea present\u00f2 una \u201cStrategia dell\u2019UE sui vaccini\u201d per accelerarne sviluppo, produzione e distribuzione. Ma gli investimenti pi\u00f9 massicci e le collaborazioni pubblico-private pi\u00f9 innovative per sviluppare i vaccini a mRNA non si fecero in Europa ma in America, tramite l\u2019operazione \u201cWarp Speed\u201d, lanciata nel maggio 2020 &#8211; forse l\u2019unica iniziativa veramente efficace dell\u2019Amministrazione Trump contro la pandemia. Ci si pu\u00f2 chiedere quanto si sarebbe dovuto aspettare se l\u2019Unione europea avesse dovuto sviluppare e produrre i propri vaccini da sola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Gli investimenti pi\u00f9 massicci e le collaborazioni pubblico-private pi\u00f9 innovative per sviluppare i vaccini a mRNA non si fecero in Europa ma in America, tramite l\u2019operazione \u201cWarp Speed\u201d, lanciata nel maggio 2020 &#8211; forse l\u2019unica iniziativa veramente efficace dell\u2019Amministrazione Trump contro la pandemia<\/p><cite>cenrico spolaore<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019Europa ha fatto molto meglio nella fase successiva &#8211; l\u2019acquisto e la distribuzione dei vaccini. \u00c8 generalmente riconosciuto che la centralizzazione degli acquisti a livello europeo sia stata preferibile a quel che sarebbe accaduto se i vari Stati membri si fossero dovuti procurare i vaccini in ordine sparso nel mercato internazionale.<sup> <\/sup>Ma anche questo processo non \u00e8 stato esente da critiche, soprattutto nella fase iniziale&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-7038' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/27\/leuropa-prima-della-tempesta\/#easy-footnote-bottom-7-7038' title='Voir De Maio, G., \u00ab&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https:\/\/www.brookings.edu\/blog\/order-from-chaos\/2021\/05\/20\/eu-learns-from-mistakes-on-vaccines\/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;EU learns from mistakes on vaccines&lt;\/a&gt;&amp;nbsp;\u00bb,&amp;nbsp;&lt;em&gt;Brookings&lt;\/em&gt;, 20 mai 2021'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Le istituzioni europee, costruite con una strategia di integrazione parziale in aree prevalentemente economiche, non erano preparate a trattare l\u2019acquisto di vaccini come un\u2019emergenza sanitaria e umana, che avrebbe richiesto decisioni rapide e procedure snelle. Secondo molti osservatori, fu invece adottato inizialmente un approccio burocratico, pi\u00f9 adatto a contenere i prezzi che a salvare vite umane e far riprendere rapidamente la vita economica e sociale. Nonostante tali inefficienze e lentezze iniziali, gli europei alla fine hanno avuto successo nella campagna di vaccinazione, grazie al coraggio e all\u2019impegno di tanti a molteplici livelli (istituzioni europee, governi nazionali, amministrazioni locali, operatori sanitari, cittadini). Ma resta il fatto che, soprattutto all\u2019inizio, si sia sentita la mancanza di istituzioni disegnate per reagire con immediatezza all\u2019emergenza sanitaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso problema di inadeguatezza politico-istituzionale si riscontra quando si consideri pi\u00f9 a fondo la risposta europea alla guerra. Se \u00e8 vero che l\u2019Unione europea \u00e8 stata pi\u00f9 coesa di quanto ci si aspettasse data l\u2019esperienza storica, bisogna anche riconoscere che gran parte degli aiuti all\u2019Ucraina non vengono dall\u2019Unione europea e dai suoi stati membri ma dagli Stati Uniti. Secondo il Kiel Institute for the World Economy, tra il gennaio 2022 e il gennaio 2023 gli Stati Uniti hanno impegnato 46,6 miliardi di dollari in aiuti militari all\u2019Ucraina, a fronte di 3,3 miliardi da parte delle istituzioni europee, 2,5 miliardi dalla Germania e dalla Polonia, e meno di un miliardo a testa da parte di Francia, Italia e Paesi Bassi &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-8-7038' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/27\/leuropa-prima-della-tempesta\/#easy-footnote-bottom-8-7038' title='Smith, N., \u00ab&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https:\/\/noahpinion.substack.com\/p\/europe-is-not-ready-to-be-a-third?utm_source=post-email-title&amp;amp;publication_id=35345&amp;amp;post_id=114370435&amp;amp;isFreemail=true&amp;amp;utm_medium=email&quot;&gt;Europe is not ready to be a third superpower&lt;\/a&gt;&amp;nbsp;\u00bb, 13 avril 2023'><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/span>. A prescindere dalla quantit\u00e0 relativa degli aiuti militari, ci si pu\u00f2 domandare, pi\u00f9 in generale, quanto unitaria e decisa sarebbe stata la risposta politica e militare europea se alla Casa Bianca ci fosse stato un Presidente disposto a tollerare l\u2019invasione russa. E sicuramente non si pu\u00f2 dire che tutti i governi europei stiano adottando politiche estere unitarie e coese pi\u00f9 recentemente, non solo rispetto all\u2019Ucraina e alla Russia ma anche riguardo alle relazioni politiche ed economiche con la Cina e altri Stati e aree non europee.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p> A prescindere dalla quantit\u00e0 relativa degli aiuti militari, ci si pu\u00f2 domandare, pi\u00f9 in generale, quanto unitaria e decisa sarebbe stata la risposta politica e militare europea se alla Casa Bianca ci fosse stato un Presidente disposto a tollerare l\u2019invasione russa<\/p><cite>enrico spolaore<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Insomma, se l\u2019Unione europea ha affrontato la pandemia e la guerra con coesione molto maggiore di quanto molti si attendessero, non si pu\u00f2 concludere che queste crisi abbiano generato finora cambiamenti istituzionali veramente strutturali e permanenti. E non c\u2019\u00e8 alcuna garanzia che ulteriori crisi saranno foriere di maggior integrazione. Al contrario, in assenza di istituzioni appropriate, l\u2019arrivo di nuove emergenze potrebbe avere effetti centrifughi e distruttivi. \u201cCrisis\u201d in greco antico voleva dire \u201cdecisione\u201d e entr\u00f2 nelle lingue moderne con il significato medico di \u201cpunto di svolta\u201d di una malattia, che pu\u00f2 portare alla guarigione ma anche al campo santo. Uno tra i primi usi di questo termine nella lingua italiana si trova in un sonetto di Gasparo Squaro dei Broaspini, un letterato veronese vissuto nel Trecento:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Et non mi penso che per poco agreggio<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>franco cor tremi e perda vigoria;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>per\u00f2 temo a la crisis, che vi svia,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>che la non croli il temo al suo charegio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ossia, parafrasando un po\u2019<em> <\/em>liberamente:<\/p>\n\n\n\n<p>E non penso che per un po\u2019 di tempo fosco<\/p>\n\n\n\n<p>un cuore coraggioso tremi e perda forza;<\/p>\n\n\n\n<p>per\u00f2 temo la crisi, che porti fuori strada,<\/p>\n\n\n\n<p>e che faccia crollare il timone al suo carro.<\/p>\n\n\n\n<p>Gasparo pensava che un po\u2019 di brutto tempo non dovrebbe spaventare un cuore coraggioso \u2013 e certo tanti governanti e cittadini europei hanno dimostrato coraggio e determinazione sia contro la pandemia che durante l\u2019attuale crisi geopolitica. Ma Gasparo temeva anche che le crisi, quando molto serie, possano portare fuori strada e far perdere la guida del proprio carro. Il rimedio \u00e8 prepararsi in anticipo, assicurandosi che il timone politico-istituzionale sia saldo prima che arrivino nuove tempeste. In Europa, il periodo dell\u2019integrazione parziale e graduale \u00e8 ormai trascorso e si deve pensare invece a forme di integrazione pi\u00f9 sistematiche e complete. La soluzione pi\u00f9 efficiente, come spesso notato, sarebbe di creare dalle fondamenta quelle istituzioni che ancora mancano: una vera unione fiscale, militare, politica, strategica.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-medium\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000116-scaled.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1707\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000116-scaled-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000116-scaled-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000116-scaled-990x660.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1319px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000116-scaled-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1599px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000116-scaled-990x660.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 1600px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/04\/SIPA_ap22782878_000116-scaled-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Il primo ministro olandese Mark Rutte, davanti, e il primo ministro irlandese Leo Varadkar scendono le scale mentre sbarcano da una nave durante il Summit del Mare del Nord a Ostenda, in Belgio, luned\u00ec 24 aprile 2023. (AP Photo\/Virginia Mayo)<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Ma come \u00e8 possibile procedere ad una costruzione cos\u00ec ambiziosa adesso, in un\u2019Unione composta da ventisette paesi assai diversi culturalmente e politicamente, quando nemmeno i sei paesi fondatori riuscirono a mettersi d\u2019accordo negli anni \u201950 e i tentativi successivi di unificare difesa e politica estera non sono stati molto pi\u00f9 incoraggianti?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In linea di principio, questo potrebbe essere un momento storico favorevole ad un progresso strutturale, che vada al di l\u00e0 dell\u2019integrazione parziale e porti alla creazione di un sistema di natura federale, come auspicato nel 1950 da Schumann e Monnet. Come gi\u00e0 accennato, la teoria della formazione delle unioni politiche suggerisce che la loro dimensione, in equilibrio, emerga da un trade-off tra economie di scala e eterogeneit\u00e0 di preferenze. Invadendo l\u2019Ucraina e minacciando la pace in Europa, Putin ha involontariamente contribuito a cambiare questo trade-off a favore di una molto pi\u00f9 ampia integrazione politica e militare tra i paesi che si oppongono all\u2019aggressione russa. Difesa e sicurezza sono diventate pi\u00f9 importanti, aumentando il peso delle economie di scala nel trade-off. Pi\u00f9 in generale, pandemia e guerra hanno reso evidente l\u2019importanza di politiche pubbliche coordinate in aree con vaste economie di scala e di scopo, aumentando gli incentivi all\u2019integrazione fiscale e politica, a parit\u00e0 di eterogeneit\u00e0 di preferenze&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-9-7038' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/27\/leuropa-prima-della-tempesta\/#easy-footnote-bottom-9-7038' title='Ci\u00f2 sarebbe coerente con la teoria secondo la quale le federazioni si sono formate storicamente come risposte a delle minacce esterne, si veda Riker, W. H. (1964),&amp;nbsp;&lt;em&gt;Federalism&amp;nbsp;: Origin, Operation, Significance&lt;\/em&gt;, Little, Brown and Company, New York, 1964'><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/span>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci si pu\u00f2 per\u00f2 chiedere se questi effetti siano sufficienti a creare incentivi stabili per un\u2019unione politico-militare in Europa. La maggior importanza della difesa potrebbe non indurre maggiore integrazione politica a livello europeo per due ragioni. Una prima obiezione \u00e8 quella di chi sostiene che un\u2019unificazione politico-militare europea non sarebbe necessaria perch\u00e9 gli Stati membri possono ottenere maggior sicurezza con minori costi politici all\u2019interno di alleanze militari come la NATO. E infatti l\u2019aggressione russa all\u2019Ucraina ha rafforzato e ampliato la NATO, con l\u2019ingresso della Finlandia e, possibilmente, della Svezia. Una contro-obiezione a questo argomento \u00e8 che integrazione politico-militare europea e alleanza atlantica non sono sostitutivi ma complementari, e che ciascuna delle due beneficerebbe dal rafforzamento dell\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Ci si pu\u00f2 per\u00f2 chiedere se questi effetti siano sufficienti a creare incentivi stabili per un\u2019unione politico-militare in Europa. La maggior importanza della difesa potrebbe non indurre maggiore integrazione politica a livello europeo<\/p><cite>enrico spolaore<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Una seconda obiezione, molto pi\u00f9 incisiva, sarebbe che le ragioni di fondo che hanno impedito l\u2019integrazione di difesa e politica estera a livello europeo nel passato \u2013 eterogeneit\u00e0 politica e culturale tra i vari Stati membri \u2013 sono tuttora operative. Ma \u00e8 vero che gli europei sono cos\u00ec diversi politicamente e culturalmente da non consentire la formazione di una struttura integrata con caratteristiche federali? Questa \u00e8 una questione empirica cui \u00e8 difficile dare una risposta univoca e su cui il dibattito \u00e8 aperto. Prima della pandemia e della guerra, Alberto Alesina, Guido Tabellini e Francesco Trebbi (2017) si erano chiesti se l\u2019Europa fosse una \u201carea politica ottimale\u201d. Questi economisti avevano misurato l\u2019eterogeneit\u00e0 culturale in Europa e negli Stati Uniti e concluso che gli europei sono in effetti alquanto eterogenei culturalmente tra di loro, ma non molto di pi\u00f9 di quanto lo siano i cittadini di ciascun paese europeo al proprio interno o gli americani tra di loro&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-10-7038' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/27\/leuropa-prima-della-tempesta\/#easy-footnote-bottom-10-7038' title='Desmet, K., I. Ortu\u00f1o-Ort\u00edn and R. Wacziarg, \u00ab&amp;nbsp;Culture, Ethnicity and Diversity&amp;nbsp;\u00bb,&amp;nbsp;&lt;em&gt;American Economic Review&lt;\/em&gt;, 107 (9), septembre 2017, pp. 2479-2513'><sup>10<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Questi dati potrebbero essere interpretati come una buona notizia per le prospettive di integrazione europea, visto che gli Stati Uniti sono una federazione a tutti gli effetti nonostante la loro eterogeneit\u00e0. D\u2019altro lato, per\u00f2, lo studio di Alesina e coautori valutava le prospettive di integrazione politica europea con minore ottimismo alla luce di come fossero mutate nel tempo le risposte degli europei a domande dirette sulla propria identit\u00e0 nazionale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Valori e identit\u00e0 non sono infatti immutabili ma cambiano in modo \u201cendogeno\u201d, come dicono gli economisti \u2013 ossia in relazione a cambiamenti nel contesto storico, politico, sociale ed economico. \u00c8 quindi nel campo dell\u2019evoluzione dei valori e delle identit\u00e0 che si ripropongono ora le questioni di fondo sul futuro dell\u2019Europa. \u00c8 certo possibile che le tempeste degli ultimi anni stiano nuovamente cambiando gli atteggiamenti di molti nei confronti di ideali associati al progetto di integrazione europea. Per esempio, l\u2019aggressione russa all\u2019Ucraina ha messo in evidenza per molti l\u2019importanza delle regole democratiche e dei diritti politici ed umani, mentre ha screditato modelli alternativi autocratici e illiberali. Da questa prospettiva, \u00e8 anche significativo come alle origini del conflitto tra l\u2019Ucraina e il regime di Putin sia stato proprio il desiderio di gran parte del popolo ucraino di entrare a far parte dell\u2019Unione europea. \u00c8 quindi possibile che il conflitto tra Ucraina e Russia abbia riacceso i riflettori su valori e identit\u00e0 comuni europee che, se condivisi, potrebbero facilitare l\u2019integrazione politica nel lungo periodo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u00c8 nel campo dell\u2019evoluzione dei valori e delle identit\u00e0 che si ripropongono ora le questioni di fondo sul futuro dell\u2019Europa<\/p><cite>enrico spolaore<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma anche se ci fosse una maggior convergenza su valori e identit\u00e0 paneuropee, \u00e8 probabile che continuer\u00e0 comunque a persistere per molto tempo una significativa diversit\u00e0 di preferenze e prospettive tra diversi gruppi e popolazioni in Europa. Questa eterogeneit\u00e0 non deve essere negata o sottovalutata. Al contrario, proprio a causa di tale diversit\u00e0, ogni progresso verso ulteriore integrazione in aree politiche sensibili richieder\u00e0 un approccio flessibile e consensuale, che consenta a popolazioni con diverse opinioni di \u201centrare\u201d ma anche di \u201cuscire\u201d, e permetta accordi tra \u201csottoinsiemi\u201d di paesi che la pensino allo stesso modo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Al fine di ottenere il maggior consenso e la maggiore stabilit\u00e0 possibili, l\u2019integrazione dovrebbe avvenire in aree con enormi economie di scala e di scopo e, soprattutto, a protezione di interessi e valori che uniscano veramente gran parte dei cittadini europei \u2013 a partire dalla difesa della democrazia e dei diritti umani. Allora, come auspicato da Jean Monnet, ci sarebbero assai migliori probabilit\u00e0 di uscir bene da ogni futura tempesta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Europa si costruisce davvero nelle crisi? Per l\u2019economista Enrico Spolaore, si tratta di una scommessa rischiosa: l\u2019Unione potrebbe ancora finire per disfarsi durante la prossima tempesta. 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