{"id":6876,"date":"2023-04-23T14:25:41","date_gmt":"2023-04-23T13:25:41","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=6876"},"modified":"2023-04-23T14:28:05","modified_gmt":"2023-04-23T13:28:05","slug":"giorgia-meloni-sei-mesi-di-tecnosovranismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/23\/giorgia-meloni-sei-mesi-di-tecnosovranismo\/","title":{"rendered":"Giorgia Meloni: sei mesi di tecnosovranismo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">L\u2019Italia, con le sue differenze e identit\u00e0 territoriali, la forte contrapposizione tra pubblico e privato, gli squilibri economici e sociali, i rapporti problematici tra livelli di governo, \u00e8 un paese a macchia di leopardo. Punte di eccellenza a sacche di notevole inefficienza si alternano quasi ovunque, nella pubblica amministrazione, nell\u2019economia, nella politica, nell\u2019istruzione. L\u2019Italia \u00e8 forse il paese pi\u00f9 decentralizzato e asistematico d\u2019Europa, dove il capitale di fiducia della nazione \u00e8 manchevole molto pi\u00f9 di quello finanziario. Questa conformazione a macchia di leopardo in ogni settore rende il paese difficile da riformare, costringe ad una faticosa mediazione tra interessi diversi e divergenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Italia oscilla tra la ricerca di una modernizzazione avvertita come mai pienamente realizzata e una pragmatica e arcigna difesa dell\u2019esistente senza ci sia un conduttore prevalente, come lo Stato o il mercato finanziario in altre esperienze, in grado di segnare alcune linee prioritarie di sviluppo. Gli equilibri italiani si fondano su patti sempre ridiscutibili tra corporazioni, territori, gruppi di potere economico e politico. Per questo motivo, pi\u00f9 che per altri probabilmente, l\u2019Italia non \u00e8 un paese dove accadono le rivoluzioni, la conflittualit\u00e0 sociale \u00e8 ridotta, le manifestazioni e la violenza politica sono irrilevanti. \u00c8 l\u2019accordo precario, l\u2019accomodamento sempre ridiscutibile, che definisce la genetica politica italiana, proprio come il suo parlamentarismo estremizzato e numerosi casi di trasformismo esemplificano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sua storia persino i cambi di regime sono stati caratterizzati dalla continuit\u00e0 pi\u00f9 che dal cambiamento: lo Statuto Albertino ha servito quattro regimi diversi (Regno di Piemonte e Sardegna; Italia unita liberale-oligarchica; Italia liberal-democratica; fascismo), l\u2019avvento del regime fascista venne avallato con la fondamentale complicit\u00e0 della monarchia e dell\u2019\u00e9lite liberale, mentre dopo il fascismo gran parte della classe dirigente burocratica, giudiziaria, economica rimase al suo posto nel corso della Repubblica, la stessa attuale Costituzione della Repubblica Italiana \u00e8 passata attraverso tre regimi politici diversi (Repubblica partitico-parlamentare; la Repubblica bipolare del berlusconismo; la transizione attuale con maggiore centralit\u00e0 del Capo dello Stato) senza essere mai stata modificata in modo sostanziale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u00c8 l\u2019accordo precario, l\u2019accomodamento sempre ridiscutibile, che definisce la genetica politica italiana, proprio come il suo parlamentarismo estremizzato e numerosi casi di trasformismo esemplificano&nbsp;<\/p><cite>lorenzo castellani<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>In Italia, dunque, si vive sempre all\u2019interno del paradosso: la rissosit\u00e0 politica di questo paese segmentato trasmette un\u2019idea ansiogena, anche all\u2019estero, di continuo cambiamento e palingenesi, ma sotto la superficie le cose si muovono con estrema lentezza, con formalit\u00e0 e informalit\u00e0 che spesso si dispongono in contraddizione tra loro. Non \u00e8 un caso che l\u2019opinione pubblica italiana degli ultimi trent\u2019anni abbia considerato l\u2019Unione Europea come lo sperone principale, se non unico, per introdurre riforme strutturali. Riforme per\u00f2 spesso avversate dalla politica italiana, e dalla maggioranza stessa del paese, e sempre depotenziate dalla pressione di partiti, corporazioni, resistenze territoriali. Il fatto che si continui a parlare di Europa come di un \u201cvincolo esterno\u201d, con una espressione che allude alla camicia di forza e all\u2019azione subita obtorto collo anche da parte di chi si dice a favore dello stesso, \u00e8 sintomatico di quanto sia lenta la propensione al cambiamento della penisola a macchia di leopardo. Cos\u00ec come i toni trionfalistici per i nuovi fondi europei, largamente esagerati nella politica italiana se si comparano alle altre nazioni, subito si ridimensionano quando il paese \u00e8 costretto a fare i conti con le proprie debolezze amministrative, giuridiche e istituzionali e a misurarsi con un cambiamento richiesto dall\u2019alto.\u00a0<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_01107750_000025-scaled.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1707\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_01107750_000025-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_01107750_000025-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_01107750_000025-1340x893.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_01107750_000025-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 Alessandro Serrano \/ AGF\/SIPA<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Per questo quando si analizza la politica italiana \u00e8 sempre bene non farsi impressionare dalle dichiarazioni roboanti, dagli allarmismi, dalle crescite elettorali vertiginose e dai crolli rovinosi, dalla nascita continua di nuovi movimenti, partiti e leader. Ad una radiografia precisa degli equilibri di potere che contano essi restano molto pi\u00f9 stabili di ci\u00f2 che si \u00e8 portati a pensare. Non \u00e8 un incidente del destino che il moderno elitismo sia stato teorizzato da italiani, Gaetano Mosca, Vilfredo Pareto e Roberto Michels, i quali fotografavano una societ\u00e0 gerarchica che si approcciava alla democratizzazione senza perdere il proprio asse verticale ma soprattutto una circolazione delle classi dirigenti inevitabile ma lenta e graduale, fatta di resistenze e rendite, di piccoli gruppi in competizione tra loro disposti a tutto per conquistare o tenere il potere pi\u00f9 che rovesciarlo o riformarlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La rissosit\u00e0 politica di questo paese segmentato trasmette un\u2019idea ansiogena, anche all\u2019estero, di continuo cambiamento e palingenesi, ma sotto la superficie le cose si muovono con estrema lentezza, con formalit\u00e0 e informalit\u00e0 che spesso si dispongono in contraddizione tra loro<\/p><cite>lorenzo castellani<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Quelle \u00e9litiste sono teorie conservatrici nel loro impianto logico, disilluse e realiste, cio\u00e8 il prodotto del cinismo politico che ha caratterizzato la storia dell\u2019Italia unita. Senza queste coordinate fondamentali \u00e8 difficile cogliere la stabilit\u00e0 e la gradualit\u00e0 nel cambiamento della politica italiana che si trova sotto onde sempre spumeggianti. Ci\u00f2 non significa naturalmente che le crisi non possano cancellare interi pezzi di classe politica con una elezione oppure che queste aprano spazi per l\u2019ascesa di leader e dei loro manipoli di uomini, ma la tendenza al compromesso rispetto agli uomini e alle idee \u00e8 sempre stata prevalente. Le inchieste penali di Tangentopoli furono un evento eccezionale che dipendeva da una rivoluzione politica globale &#8211; la fine del comunismo e gli equilibri della guerra fredda e l\u2019avvio dell\u2019integrazione monetaria europea &#8211; e dalla azione di un potere dello Stato (il giudiziario) contro un altro (la politica) che non era stata capace di reinventarsi in tempo e difendersi adeguatamente. Ma prima di quella congiuntura giudiziaria non si erano registrate nella societ\u00e0 italiana spinte al cambiamento politico ed economico cos\u00ec forti e radicali e sicuramente non nelle proporzioni con cui si sarebbero innescate dopo le inchieste del 1992. Ci\u00f2 per dire che gli \u201cshock esterni\u201d, che non vengono fatti detonare dalla politica e dalla societ\u00e0 stessa, sembrano essere gli unici eventi capaci di mettere in moto cambiamenti sostanziali nei poteri italiani che, fuori da crisi come quella del 1992, tendono ad adeguarsi alla consueta instabilit\u00e0 governativa con grande disinvoltura e plasticit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dal suo insediamento fino ad oggi il governo Meloni rientra perfettamente nello schema del paese \u201ca macchia di leopardo\u201d e di conservazione sotterranea, ben mostra la capacit\u00e0 di compromesso che esiste tra politica ed establishment decentrato. I timori e i rischi per una deriva totalmente euroscettica che si paventavano nel corso della campagna elettorale si sono rivelati di fatto infondati fino ad oggi, non sono state varate azioni militari di blocco navale contro il diritto internazionale per fermare l\u2019immigrazione, non ci sono state leggi di bilancio avventate o politiche di spesa pi\u00f9 controverse rispetto a quelle dei governi precedenti. Ma d\u2019altronde questa non \u00e8 una novit\u00e0 per la politica italiana.\u00a0<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_ap22775100_000081.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2384\"\n        data-pswp-height=\"1589\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_ap22775100_000081-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_ap22775100_000081-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_ap22775100_000081-1340x893.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_ap22775100_000081-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 AP Photo\/Olivier Matthys<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Negli ultimi cinque anni sono andati al governo: una forza anti-politica, anti-establishment, in origine no-euro (Movimento 5 Stelle); una forza politica nazional-populista, no-euro (Lega); una forza politica di destra, euroscettica (Fratelli d\u2019Italia). Eppure l\u2019Italia, nonostante maggioranze, di marca diversa, che includevano queste forze, non si \u00e8 mai discostata dai propri vincoli europei e internazionali. Due forze su tre (Lega e Movimento 5 Stelle), per i propri limiti pi\u00f9 che per volont\u00e0, alla fine hanno anche contribuito a rieleggere il Presidente della Repubblica e hanno sostenuto il governo Draghi in una maggioranza di unit\u00e0 nazionale, mentre Fratelli d\u2019Italia ha svolto il ruolo dell\u2019opposizione responsabile e collaborativa. \u00c8 come se la politica italiana avesse, sotto la coltre della propaganda, interiorizzato il vincolo esterno e fosse divenuta sempre pronta a rivedere, completamente o quasi, le proprie posizioni politiche nel medio periodo. Ci\u00f2 anche grazie all\u2019azione della Presidenza della Repubblica che, essendosi trasformata nell\u2019unico appiglio di stabilit\u00e0 politico-istituzionale dell\u2019ultimo decennio, ha saputo trarre vantaggio in termini politici dal repentino ricambio della classe politica per imporre la propria influenza ed il proprio \u201ccordone sanitario\u201d, rispetto al dettato costituzionale, i vincoli europei e gli indirizzi delle relazioni internazionali, su partiti e leader nuovi, pi\u00f9 radicali e spesso inesperti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u00c8 come se la politica italiana avesse, sotto la coltre della propaganda, interiorizzato il vincolo esterno e fosse divenuta sempre pronta a rivedere, completamente o quasi, le proprie posizioni politiche nel medio periodo<\/p><cite>lorenzo castellani<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il Capo dello Stato ha per\u00f2 pagato la frammentazione e la debolezza dei nuovi e vecchi attori trasformandosi in un \u201crisolutore di crisi\u201d e \u201ccompositore di governi\u201d, costretto a favorire la costruzione di coalizioni inedite per far proseguire l\u2019ultima legislatura. La politica estera offre altri buoni esempi dell\u2019incoerenza e al tempo stesso della continuit\u00e0 della politica italiana. I partiti che avevano condotto una polemica anti-euro hanno fatto sparire quella posizione una volta andati al governo. Gli ideologi no-euro, molto presenti sul piano mediatico tra il 2013 e il 2018, sono stati messi in secondo piano dai partiti e non hanno mai ricoperto ruoli di governo di primo piano. In questo senso la Lega, con la sua anima bipartita tra le radici nelle piccole medie industrie del nord e il movimentismo anti-establishment ed euroscettico, \u00e8 stato l\u2019esempio migliore di un minotauro politico pronto a trasformarsi sempre. Lo stesso si pu\u00f2 dire per il Movimento 5 Stelle, partito che fino alle politiche del 2018 propagandava la promozione di un referendum sull\u2019euro, che nel 2019 con il suo voto a Bruxelles si \u00e8 rivelato fondamentale sul piano numerico per l\u2019elezione di Ursula von der Leyen come Presidente della Commissione Europea.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Ma anche la guerra in Ucraina ha mostrato una stupefacente capacit\u00e0 di adattamento dei partiti italiani. Pi\u00f9 evidenti nella Lega e in Forza Italia, ma presenti anche in Fratelli d\u2019Italia, erano le posizioni filo-russe che vedevano in Vladimir Putin un qualche modello politico identitario e conservatore da non condannare. Meloni ha fatto sparire questa posizione di amicizia e apertura verso il regime russo prima degli altri, Salvini \u00e8 stato costretto ad una inversione totale quando ha scelto di entrare nella maggioranza di unit\u00e0 nazionale guidata da Mario Draghi, e Forza Italia, pur con Berlusconi ancora incline a difendere Putin pubblicamente, ha di fatto sempre sostenuto la linea atlantica sia del governo Draghi che di quello Meloni. Anche sull\u2019immigrazione c\u2019\u00e8 uno sfasamento tra promesse e realt\u00e0: il blocco navale proposto da Fratelli d\u2019Italia negli anni scorsi \u00e8 sparito una volta preso il governo mentre le politiche migratorie si pongono, di fatto, in continuit\u00e0 con quelle degli ultimi governi e a destra nessuno nega pi\u00f9 che su quel fronte servirebbe una maggiore integrazione europea.\u00a0<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_sipausa30344860_000029-scaled.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1554\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_sipausa30344860_000029-330x200.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_sipausa30344860_000029-690x419.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_sipausa30344860_000029-1340x813.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_sipausa30344860_000029-125x76.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 Sonu Mehta\/Hindustan Times\/Sipa USA<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Dunque, c\u2019\u00e8 una grande incoerenza politica ma al tempo stesso una disponibilit\u00e0 a cedere con estremo realismo ai vincoli esterni ed interni per mantenere il potere. La modalit\u00e0 di formazione dello stesso governo Meloni \u00e8 un esempio interessante. La \u201cgenerazione Meloni\u201d, la classe dirigente del suo partito che ne ha accompagnato l\u2019ascesa, \u00e8 totalmente esclusa dai posti di governo che contano. La Presidente del Consiglio ha scelto soltanto uomini esperti che appartenevano all\u2019esperienza di governo del berlusconismo. Ministri di Fratelli d\u2019Italia come Fitto, Urso, Crosetto, Mantovano, Fazzolari facevano per et\u00e0 ed esperienza gi\u00e0 parte della classe governante, mentre i sodali coetanei di Meloni sono stati lasciati quasi tutti a combattere in Parlamento. Ci\u00f2 a validare la tesi che nella politica italiana un leader che spera di durare sceglie l\u2019esperienza e la continuit\u00e0 pi\u00f9 che la rottura, a maggior ragione se ha per le mani un partito vergine di esperienze di governo e poco addentrato nei meccanismi del potere.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il programma politico dell\u2019esecutivo fino ad oggi \u00e8 stato a macchia di leopardo. Da un lato c\u2019\u00e8 una adesione ai processi istituzionali, alle regole economiche e alle posizioni geopolitiche condivise con gli altri paesi: sull\u2019economia \u00e8 stata scelta la via dell\u2019equilibrio macroeconomico e della continuit\u00e0 con Draghi, il primo viaggio diplomatico \u00e8 stato fatto a Bruxelles, con le istituzioni europee non ci sono state per ora particolari frizioni, sul PNRR si cerca una mediazione rispetto alle possibili modifiche per attuare il piano, la politica estera \u00e8 saldamente filo-atlantica. Dall\u2019altro lato, invece, il governo continua a coltivare alcune battaglie di destra: la tutela di alcune corporazioni come nel caso dei balneari rispetto alla liberalizzazione del settore, tentativi di politiche protezionistiche per i prodotti italiani, battaglie linguistiche, legali e culturali identitarie. Anche in questo caso siamo di fronte ad uno schema a macchia di leopardo, cio\u00e8 a un governo da un lato oramai inserito nel mainstream europeo e occidentale sulle questioni economiche e internazionali fondamentali ma che deve pagare dazio sul fronte della politica interna a quella parte dell\u2019elettorato pi\u00f9 radicale che, soprattutto nel caso di Fratelli d\u2019Italia, viene da anni di promesse e battaglie effettuate dall\u2019opposizione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Le politiche migratorie si pongono, di fatto, in continuit\u00e0 con quelle degli ultimi governi e a destra nessuno nega pi\u00f9 che su quel fronte servirebbe una maggiore integrazione europea<\/p><cite>lorenzo castellani<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La recente tornata di nomine pubbliche \u00e8 un altro segnale di continuit\u00e0 nel rapporto tra politica e Stato molto interessante. In molti si aspettavano, con una maggioranza trainata da un partito che non aveva mai governato, una sorta di assalto alla diligenza di enti pubblici e societ\u00e0 controllate dallo Stato. Invece, Claudio Descalzi, manager politicamente trasversale, viene riconfermato all\u2019ENI; Matteo Del Fante, un tempo vicino a Renzi, viene riconfermato alla guida di Poste Italiane; all\u2019ENEL arriva Flavio Cattaneo che era gi\u00e0 stato direttore generale della Rai, amministratore delegato di Terna per tre mandati, CEO di TIM e NTV, attuale membro del Cda di Generali e vicepresidente di NTV e che, come mostra bene il curriculum, non \u00e8 certo un outsider rispetto all\u2019establishment finanziario italiano. Cattaneo \u00e8 affiancato dalla presidenza di Paolo Scaroni, gi\u00e0 CEO di ENI, forse il pi\u00f9 importante manager pubblico dell\u2019epoca berlusconiana. Come CEO di Leonardo, nel settore difesa, Meloni ha spinto per avere Roberto Cingolani, ex ministro del governo Draghi. Insomma la coppia Giorgetti-Meloni, Presidenza del consiglio e Ministero dell\u2019Economia e Finanze che sono decisivi in questa dinamica decisionale, ha preferito non effettuare strappi e non politicizzare eccessivamente il top management pubblico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Queste scelte offrono anche uno spunto ulteriore per una riflessione esistenziale sull\u2019establishment italiano. Come abbiamo scritto in apertura l\u2019Italia \u00e8 un paese a macchia di leopardo, decentralizzato e plurale, senza una nobilt\u00e0 di Stato e senza aristocrazie industriali-finanziarie, e per molti versi la formazione del suo establishment non segue le dinamiche degli altri paesi occidentali. Non ci sono universit\u00e0 monopoliste o oligopoliste nella formazione dell\u2019\u00e9lite, non esiste un centro dominante che risiede nella Capitale, il centro politico e quello finanziario sono disaccoppiati (uno a Roma, l\u2019altro a Milano), la ricchezza economica e produttiva \u00e8 ancora molto radicata nelle province, non esiste una \u00e9lite amministrativa legittimata e rispettata. Questo fa sorgere dei dubbi sull\u2019esistenza stessa dell\u2019establishment e ne determina ancor di pi\u00f9 sulla sua compattezza. Contrariamente ad altre nazioni, insomma, non c\u2019\u00e8 un discorso comune portato avanti dalla classe dirigente, non c\u2019\u00e8 un epicentro fisico e istituzionale dell\u2019\u00e9lite. Ci\u00f2 che si vede in televisione, si legge sui giornali, nei libri o si insegna nelle universit\u00e0, la cosiddetta egemonia culturale gramsciana che predomina in quei settori e che certamente non fa sconti all\u2019attuale esecutivo, non \u00e8 che la punta pi\u00f9 visibile ed esposta di un mondo variegato e affatto compatto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Contrariamente ad altre nazioni, insomma, non c\u2019\u00e8 un discorso comune portato avanti dalla classe dirigente, non c\u2019\u00e8 un epicentro fisico e istituzionale dell\u2019\u00e9lite<\/p><cite>lorenzo castellani<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Come e cosa pensino la maggior parte di top manager privati, grandi professionisti, azionisti di banche, medi e grandi industriali non \u00e8 noto ed \u00e8 anzi plausibilissimo che in questi piccoli settori della societ\u00e0 prevalga un certo pragmatismo nelle valutazioni politiche, un rapporto col potere politico di tipo negoziale, scevro da ideologie o missioni civilizzatrici. Ecco allora che il governo pi\u00f9 a destra di sempre dalla fondazione della Repubblica, trainato da partiti in origine euroscettici e nazional-populisti, si ritrova con disinvoltura a prendere in \u201ccomodato d\u2019uso\u201d parti del vecchio establishment con queste che si lasciano volentieri affittare, rivendicando pure una certa vicinanza di idee e obiettivi col governo in carica. D\u2019altronde i casi storici che mostrano l\u2019adattamento della classe dirigente del paese ai cambiamenti politici non mancano, con una commistione tra opportunismo e senso di responsabilit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il pi\u00f9 importante e famoso manager della storia d\u2019Italia, Enrico Mattei fondatore e dominus dell\u2019ENI, sosteneva di utilizzare i \u00abpartiti come taxi\u00bb per raggiungere i propri obiettivi. Oppure, in epoca fascista, un massone social-riformista, allievo del leader radicale Francesco Saverio Nitti, che nulla c\u2019entrava col fascismo come Alberto Beneduce, fondatore e plenipotenziario dell\u2019IRI, uomo di punta di quell\u2019establishment industriale e finanziario che era sceso a patti col dittatore, riusc\u00ec da tecnico a conquistare la fiducia di Mussolini ad un livello tale da essere svincolato dalla politica di partito nella gestione della pi\u00f9 grande holding finanziaria pubblica del paese. Insomma, in un paese in cui in quasi ogni fase storica la politica \u00e8 gravata da molti pesi \u2013 il debito pubblico, l\u2019instabilit\u00e0, il ritardo nelle riforme, classe politica poco legittimata, una modernizzazione sempre un passo indietro rispetto ai paesi pi\u00f9 avanzati \u2013 un compromesso tra alcune porzioni del decentrato establishment italiano e il partito politico di turno, qualunque esso sia, lo si trova sempre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-medium\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_01102205_000046-scaled.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1707\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_01102205_000046-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_01102205_000046-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_01102205_000046-990x660.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1319px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_01102205_000046-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1599px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_01102205_000046-990x660.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 1600px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_01102205_000046-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 Rafa Jacinto\/SIPA<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>La somma di due debolezze, politica delegittimata ed establishment frazionato, anestetizza il cambiamento radicale. Ci\u00f2 soprattutto perch\u00e9 in Italia manca quella civilizzazione istituzionale, che conferisce legittimit\u00e0 e potenza allo Stato, che \u00e8 invece presente in altre esperienze storiche europee e dunque prevale sempre una logica pattizia, negoziale, piuttosto che oppositiva o direttiva, attraverso la quale interessi e risorse vengono amalgamati e ripartiti secondo logiche di veto e tutela dei micro-interessi. Per tutti questi motivi se si vuole comprendere fino in fondo il contesto del governo Meloni, con le sue contraddizioni che appaiono inspiegabili per gran parte degli altri paesi europei, bisogna guardare al rapporto storico tra la politica, lo Stato e le \u00e9lite italiane. Soltanto tenendo a mente la costituzione genetica del paese \u201ca macchia di leopardo\u201d e la sua tendenza al continuismo istituzionale, anche nei momenti di svolta della storia politica, come metodo di governo, di sopravvivenza e risoluzione delle crisi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Insomma, in un paese in cui in quasi ogni fase storica la politica \u00e8 gravata da molti pesi \u2013 il debito pubblico, l\u2019instabilit\u00e0, il ritardo nelle riforme, classe politica poco legittimata, una modernizzazione sempre un passo indietro rispetto ai paesi pi\u00f9 avanzati \u2013 un compromesso tra alcune porzioni del decentrato establishment italiano e il partito politico di turno, qualunque esso sia, lo si trova sempre<\/p><cite>lorenzo castellani<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il tema del vincolo esterno, i legami internazionali ed europei che condizionano un paese politicamente debole che oscilla tra l\u2019ansia di assumere sempre nuovi impegni all\u2019esterno come sprone al cambiamento interno e il rigetto delle responsabilit\u00e0 gi\u00e0 contratte per la resistenza degli interessi costituiti e per un alto livello di incapacit\u00e0 statuale, \u00e8 fondamentale per analizzare molte dinamiche della politica italiana. Tuttavia, forse, ancora di pi\u00f9 \u00e8 importante, in un paese a macchia di leopardo e incline all\u2019adattamento politico, \u00e8 la separazione tra il momento politico-elettorale e il momento del comando effettivo. \u00c8 nella soglia di questi due ambienti che maturano gran parte dei cambiamenti che rendono l\u2019Italia un paese che in profondit\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 immobile rispetto ai tumulti della superficie. Un luogo dove assai raramente si consumano vere e proprie tragedie e rotture politiche, mentre dove molto spesso, al cambio della scena, si trova l\u2019accordo con ci\u00f2 che \u00e8 appena divenuto passato. Che dunque non passa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra un ministro che parla di \u00absostituzione etnica\u00bb e dei decreti molto duri sulle ONG e sui diritti umani, l\u2019esecutivo mantiene la sua ambivalenza, affiancando alla normalizzazione nei confronti dei partner europei un\u2019agenda conservatrice e a tratti nazionalista in politica interna. <\/p>\n<p>In un\u2019ennesima mutazione genetica, la politica italiana dimostra ancora una volta di essere in grado di separare la retorica dagli atti concreti, e che il vincolo esterno \u00e8 troppo forte per essere spezzato<\/p>\n<p>Certo, l\u2019ambiguit\u00e0 permane: tra un ministro che parla di \u00absostituzione etnica\u00bb, in riferimento all\u2019immigrazione e degli atti legislativi molto duri nei confronti delle navi gestite dalle ONG e dei diritti dei rifugiati, l\u2019esecutivo mantiene la sua ambivalenza, affiancando alla normalizzazione nei confronti dei partner europei un\u2019agenda conservatrice e a tratti nazionalista in politica interna<\/p>\n","protected":false},"author":6720,"featured_media":6927,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-angles.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[1571],"tags":[],"staff":[1564],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[],"class_list":["post-6876","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica","staff-lorenzo-castellani"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Giorgia Meloni: sei mesi di tecnosovranismo - Il Grand Continent<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/23\/giorgia-meloni-sei-mesi-di-tecnosovranismo\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Giorgia Meloni: sei mesi di tecnosovranismo - Il Grand Continent\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Tra un ministro che parla di \u00absostituzione etnica\u00bb e dei decreti molto duri sulle ONG e sui diritti umani, l\u2019esecutivo mantiene la sua ambivalenza, affiancando alla normalizzazione nei confronti dei partner europei un\u2019agenda conservatrice e a tratti nazionalista in politica interna.   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