{"id":6688,"date":"2023-04-07T19:23:55","date_gmt":"2023-04-07T18:23:55","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=6688"},"modified":"2023-04-07T19:23:56","modified_gmt":"2023-04-07T18:23:56","slug":"meloni-prova-a-spezzare-alcune-catene-che-tengono-la-destra-ancorata-al-populismo-una-conversazione-con-claudio-cerasa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/07\/meloni-prova-a-spezzare-alcune-catene-che-tengono-la-destra-ancorata-al-populismo-una-conversazione-con-claudio-cerasa\/","title":{"rendered":"\u00abMeloni prova a spezzare alcune catene che tengono la destra ancorata al populismo\u00bb, una conversazione con Claudio Cerasa\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p>A partire dal suo libro Le Catene della destra, edito da Rizzoli, il direttore del Foglio analizza i primi passi del governo di centrodestra, e alcune scelte meno estremiste delle aspettative avvenute in questi mesi \u00abcome tutti i cambiamenti improvvisi, anche questo lascia qualcosa di irrisolto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi si sofferma sulle sfide pi\u00f9 generali che quasi tre anni di pandemia hanno lanciato alla societ\u00e0 occidentale, con una critica molto dura all\u2019\u00e9lite del suo paese: \u00abC\u2019\u00e8 stata per troppo tempo una classe dirigente che io amo chiamare \u201cclasse digerente\u201d, che invece di dirigere, digeriva tutto quello che capitava e poi lo giustificava\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><em>Claudio Cerasa \u00e8 tra i principali osservatori e analisti della politica italiana. Nel suo \u201cLe Catene della destra\u201d descrive le contraddizioni e i limiti della destra italiana, ormai alle prese con il potere. In questa conversazione, Cerasa affronta i primi mesi del governo Meloni alla luce dei grandi cambiamenti geopolitici di questa fase storica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Alla prova dei fatti quanto aveva analizzato nel suo libro \u201cLe Catene della Destra\u201d si sta riscontrando nei primi mesi di Governo Meloni?<\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Claudio Cerasa<\/h4>\n\n\n\n<p>L\u2019elemento interessante dei primi passi del governo Meloni, un governo che dal suo primo giorno di vita ha capito di avere il dovere di rassicurare, di tranquillizzare, di non terrorizzare ha riguardato certamente la volont\u00e0 di indicare con costanza non ci\u00f2 che il governo vuole fare ma ci\u00f2 che non vuole fare. Le catene della destra sono facilmente individuabili, sono sempre le stesse e coincidono con tutti gli elementi necessari di cui la destra ha bisogno per passare dalla propaganda alla realt\u00e0. Sono i nodi sui quali il populismo deve decidere se smentire se stesso o se invece scrivere una nuova storia. Mi sembra che, su alcuni fronti, il populismo di destra stia facendo i conti con una realt\u00e0 che impone delle svolte strategiche, molte delle quali sono all\u2019insegna dell\u2019incoerenza (per fortuna). E quando il populismo cambia idea, di solito, fa sempre la cosa giusta, mentre quando \u00e8 coerente con le sue idee, con le sue idee euroscettiche, anti sistema, nazionaliste e protezionistiche, tende a spingere l\u2019Italia verso una direzione pericolosa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Facciamo alcune esempi concreti: sulle politiche legate al PNRR, a parole, vi \u00e8 la volont\u00e0 di avere grande continuit\u00e0 con il passato, anche se il governo deve ancora dimostrare di essere all&#8217;altezza della sfida e i recenti rilievi della Corte dei Conti relativi alla lenta attuazione del piano europeo impongono una svolta di pragmatismo che ancora non si vede; sull\u2019agenda di politica estera, poi, a proposito di incoerenza, Meloni ha scelto coraggiosamente di non essere ambigua col putinismo, elemento invece presente nella sua retorica passata, e di sfidare anche i propri alleati sulla linea della fermezza nella difesa dell&#8217;Ucraina; sulle questioni legate all\u2019agenda dell\u2019indipendenza energetica, ancora, vedo zero continuit\u00e0 con il passato delle scelte \u201cNimby\u201d della destra nazionalista e vedo invece molta continuit\u00e0 con le scelte fatte dal governo Draghi. Sulle questioni legate all\u2019immigrazione, invece, esiste una frattura interna vera all&#8217;interno del governo: da una parte vi \u00e8 la Lega, che sostiene la necessit\u00e0 di utilizzare il pugno duro con i migranti mentre dall\u2019altra vi \u00e8 Fratelli D\u2019Italia, pi\u00f9 orientata a governare l\u2019immigrazione, non a fermarla, e pi\u00f9 orientata a cercare risposte europee e pi\u00f9 decisa a venire incontro alle esigenze delle imprese italiane, che chiedono da mesi nuovi decreti flussi per regolarizzare migranti e avere cos\u00ec maggiore manodopera a disposizione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sulle questioni legate invece alle politiche sul debito, noto una certa discontinuit\u00e0 con il proprio passato, con il passato della destra, perch\u00e9 la destra, in campo economico, si era presentata a lungo come una forza statalista&nbsp; e nazionalista, decisa a utilizzare le leve del debito pubblico per risollevare il paese, mentre vedo che ora l&#8217;approccio scelto su alcune grandi partite che riguardano il futuro dell&#8217;Italia \u00e8 diverso dal passato. E&#8217; un approccio pi\u00f9 di mercato, se vogliamo, e i quattro test su cui misurare questa nuova attitudine sono il futuro di Ita, di Ilva, di Tim e della raffineria di Priolo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La frattura interna di cui parlava tra Lega e Fratelli d\u2019Italia come esempio di tensione in corso rischia di essere esplosiva, di rompere degli equilibri o per ora in realt\u00e0 questo governo si sta dimostrando pi\u00f9 solido di quanto avremmo potuto immaginare?&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Credo che ci siano molte questioni che possono mettere in difficolt\u00e0 il governo, e l\u2019immigrazione \u00e8 certamente una di queste. Qualora ci dovesse essere davvero una svolta europeista da parte del governo, un tentativo cio\u00e8 di cercare in Europa strumenti utili per risolvere problemi nazionali, si verrebbe certamente a porre un problema di identit\u00e0 all&#8217;interno della maggioranza, perch\u00e9 cercare in Europa le soluzioni per governare i flussi migratori significherebbe ammettere che anche su questo terreno non esiste strategia efficace che non passi dalla rimozione immediata e forzata di alcune promesse elencate in campagna elettorale dai campioni del sovranismo. Perch\u00e9 non si possono fermare i flussi, come si era detto, e non si possono fermare le partenze, come si era promesso, e non si pu\u00f2 bloccare l\u2019immigrazione, come si era sostenuto. E non si possono chiudere i porti, come si era predicato. E non si possono attuare blocchi navali, come avevano vaneggiato. Sull&#8217;immigrazione, per il governo italiano, occorrer\u00e0 passare dalla propaganda alla realt\u00e0. Occorrer\u00e0 rendersi conto che l\u2019Italia \u00e8 il primo paese di ingresso nella Ue, ma \u00e8 solo il quinto paese nella Ue come numero di richiedenti asilo. Occorrer\u00e0 capire che scommettere sulla relocation in Europa non \u00e8 semplice se i primi avversari di questa politica sono due amici del cuore di Meloni e Salvini, come Orb\u00e1n (Ungheria) e Morawiecki (Polonia). E occorrer\u00e0 capire che per costruire nuovi corridoi umanitari non solo teorici, ma pratici, veloci, efficienti, servir\u00e0 sempre di pi\u00f9 considerare l&#8217;Europa come un alleata con cui governare non come un nemico contro cui combattere. Il complottismo nazionalista ti porta a dare delle soluzioni rapide a problemi complessi, il pragmatismo di governo ti porta a dare soluzioni complesse a problemi complessi. Nello scontro tra questi due atteggiamenti qualcosa potrebbe accadere. Su altre questioni ovviamente ci sono tantissime ambiguit\u00e0, come per esempio sulla politica economica, e non \u00e8 chiaro cosa il governo far\u00e0 sulla flat tax, n\u00e9 che tipo di futuro avr\u00e0 il condono fiscale, n\u00e9 in che modo il governo si adoperer\u00e0 per trasformare l&#8217;Italia in un paese pi\u00f9 attrattivo, n\u00e9 fino a quando il governo intende sfidare i giovani mettendo le poche risorse presenti nel bilancio italiano per riformare al ribasso le pensioni, e alla fine sono convinto che sar\u00e0 proprio qui che si decider\u00e0 il futuro della maggioranza: sulla sua capacit\u00e0, o meno, di far crescere il paese come potrebbe e come meriterebbe.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br><strong>Sul resto dell\u2019agenda di governo vedremo tensioni? Ricordiamo, per esempio, che Fratelli d\u2019Italia e Lega hanno avuto un atteggiamento molto ambiguo sulla necessit\u00e0 di tenere la campagna vaccinale, mentre Forza Italia ha sostenuto il contrario.<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong><br><\/strong>Sulla sanit\u00e0, in effetti, si \u00e8 intravisto un doppio binario. Dal punto di vista retorico, si \u00e8 scelto di porre l\u2019accento sulla continuit\u00e0 con le parole del passato della destra, come \u00e8 apparso evidente nel discorso di insediamento di Meloni, che non ha mai citato i vaccini n\u00e9 la minaccia dei novax. Nelle scelte concrete, per\u00f2, la realt\u00e0 sembra essere diversa: il ministro della Sanit\u00e0 \u00e8 il rettore dell\u2019universit\u00e0 Tor Vergata, che durante la pandemia \u00e8 stato un sostenitore delle tesi e delle linee programmatiche dei vecchi governi e anche del comitato tecnico-scientifico, e che ha dato una mano sia sul green pass sia sull&#8217;obbligo vaccinale. Per il resto, s\u00ec, certo, vi saranno molte tensioni nel governo, su argomenti ancora pi\u00f9 centrali rispetto a quella che \u00e8 l&#8217;agenda della maggioranza sulla sanit\u00e0, ma ci\u00f2 che sar\u00e0 interessante capire nei prossimi mesi sar\u00e0 questo: la competizione tra Salvini e Meloni avverr\u00e0 su una piattaforma moderata, ovvero sia sul tentativo di intestarsi un&#8217;agenda di governo per il paese, o avverr\u00e0 su una base diversa, all&#8217;interno della quale Salvini potrebbe essere tentato dal divenire, nel governo, il custode unico dell&#8217;ortodossia sovranista tradita?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Giorgia Meloni ha avuto finora un atteggiamento abbastanza chiaro sull\u2019Ucraina, mostrandosi&nbsp; esplicitamente in linea con Bruxelles e la Nato,&nbsp; come rivendicato anche in campagna elettorale. Poi per\u00f2 l\u2019alleanza con il blocco di Visegrad permane, anche alla luce della recente visita della Meloni in Polonia. Sono due anime che possono coesistere o a un certo punto si dovranno sciogliere dei nodi?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Secondo me sono due anime che possono tranquillamente esistere e resistere nella misura in cui l\u2019euroscetticismo, che ancora esiste nell\u2019agenda della destra, riesca a riconoscere il senso del limite, cio\u00e8 riesca a utilizzare questa postura per trattare. Faccio tre esempi pratici che riguardano i rapporti con la Francia: il patto di stabilit\u00e0, gli aiuti di Stato e le politiche sull\u2019immigrazione. Trovo non scandaloso utilizzare l\u2019euroscetticismo per negoziare, ma non si pu\u00f2 non accorgersi che poi bisogna fermarsi un attimo prima, un attimo prima di superare i confini della realt\u00e0, un attimo prima di trasformare le battaglie in difesa della nazione in battaglie contro l&#8217;interesse nazionale, come capita spesso a chi scommette sull&#8217;agenda del nazionalismo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Viene quasi spontaneo, leggendo da una prospettiva europea il suo libro, notare che c\u2019\u00e8 un arco radicale, quasi complottista, che permea la destra italiana, e che Fratelli d\u2019Italia ha in parte attirato. \u00c8 una caratteristica che il governo stemperer\u00e0?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>In parte s\u00ec, e lo stiamo vedendo. L\u2019attrazione \u00e8 dovuta a due ragioni&nbsp; legate a una caratteristica di Meloni e a una caratteristica dell\u2019opinione pubblica italiana. Da una parte Meloni rappresenta oggettivamente il cambiamento \u2013 l\u2019Italia ormai da molto tempo cerca sempre di cambiare qualcosa, i leader che vincono alle elezioni sono quelli che incarnano meglio il sentimento del cambiamento&nbsp; \u2013 e la premier ha in questo momento la possibilit\u00e0 di mettere insieme sia un\u2019Italia arrabbiata, perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unica ad essere stata all\u2019opposizione non negli ultimi cinque anni ma negli ultimi undici anni, e un&#8217;Italia pi\u00f9 pratica per cos\u00ec di governo, perch\u00e9 negli ultimi mesi Meloni ha mostrato un senso di responsabilit\u00e0 diverso da quello dei suoi alleati ed \u00e8 diventata un&#8217;argine, anche all&#8217;interno del suo stesso elettorato, non solo alla sinistra ma anche alla destra estremista. Poi, va detto, vi \u00e8 una caratteristica pi\u00f9 italiana delle leadership, che \u00e8 quella di stritolare i leader, di soffocarli, di innamorarsi tantissimo di qualcuno, di osannarlo, di venerarlo e poi di disinnamorarsi rapidamente e cercare subito un altro amore. Adesso l\u2019amore \u00e8 per lei, per Meloni, e paradossalmente il principale nemico della sua leadership oggi non \u00e8 l&#8217;opposizione, non \u00e8 neppure la caotica maggioranza, ma \u00e8 tutto ci\u00f2 che di negativo, di populista, Meloni ha alimentato in questi anni e con cui ora deve fare i conti. Il problema di Meloni, per dirla in modo pi\u00f9 chiaro, riguarda i pozzi avvelenati dal suo estremismo nel passato. E una volta che i pozzi sono avvelenati un po&#8217; di quel veleno prima o poi arriver\u00e0 a destinazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quanto conta la presa del complottismo in questa fase politica? Questa ha contribuito, almeno in parte, all\u2019ascesa dei movimenti populisti ed estremisti in tutto l\u2019occidente. \u00c8 parte del passato oppure no?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>In Congetture e confutazioni (Il Mulino, 2009), Karl Popper \u00e8 stato esplicito e le sue parole ci permettono di illuminare quello che \u00e8 il vero collante trasversale del populismo mondiale: il complottismo. \u00abQuando i teorizzatori della cospirazione giungono al potere\u00bb scrisse Popper \u00abessa assume il carattere di una teoria descrivente eventi reali\u00bb. Il problema degli estremisti non \u00e8 legato alla loro contiguit\u00e0 diretta con il fascismo ma \u00e8 legato a qualcosa di pi\u00f9 sottile, di pi\u00f9 pervasivo: la loro contiguit\u00e0 con il lessico usato dai neo complottisti per giustificare ogni rivolta contro il famigerato sistema dominante. Il punto, dunque, quando si parla di estremismo, non \u00e8 la prossimit\u00e0 tra il mondo della politica e quello dell\u2019eversione, non \u00e8 l\u2019infiltrazione dei fasci in un partito, non \u00e8 la nostalgia per alcuni autoritarismi, ma \u00e8 la tendenza naturale a trasformare il complottismo in uno strumento di propaganda elettorale. Il pensiero unico complottista, trasformando le verit\u00e0 alternative in un manifesto del pensiero libero, tende in modo sistematico e naturale a trasformare i propri avversari in nemici della libert\u00e0. E con grande disinvoltura chi abbraccia questo pensiero tende a presentarsi regolarmente sulla scena pubblica con il profilo di chi lotta per ridare ai cittadini un pizzico della libert\u00e0 che qualcuno diabolicamente gli ha fatto perdere. Alcune volte i nemici della nostra libert\u00e0 possono essere istituzioni come l\u2019Europa. Altre volte possono essere strumenti come l\u2019euro. Altre volte gli immigrati invasori. Altre volte le mascherine imposte dalla dittatura sanitaria. Altre volte persino i giurati di Sanremo. Altre volte ancora le regole adottate dai governi per sopravvivere alle emergenze.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sembra che la campagna elettorale di Meloni sia stata impostata per normalizzare la sua posizione proprio per la ragione che ha descritto poco fa, cio\u00e8 il fatto che gode di un innamoramento sostanziale. E questo sia dal punto di vista geopolitico, con la convergenza sull\u2019asse atlantico ed europeo a difesa dell\u2019Ucraina, sia addirittura su tematiche legate all\u2019illiberalismo. Se confrontiamo alcune sue prese di posizione, per esempio quelle del mese di luglio 2022 da Vox, ci rendiamo conto che c\u2019\u00e8 stata un\u2019evoluzione totale. Questa secondo lei \u00e8 tattica oppure indica una vera e propria strategia di governo?&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Penso che sia make-up. Make-up nel senso che una rapida ripassata sul profilo populista, che pu\u00f2 essere anche sincera, pu\u00f2 indicare una voglia di cambiare o, come scrivo nel libro, di spezzare alcune catene che tengono la destra ancorata al populismo. Ma, come tutti i cambiamenti improvvisi, anche questo cambiamento lascia qualcosa di irrisolto. Perch\u00e9 se una cosa avviene all\u2019improvviso pu\u00f2 avvenire anche il suo contrario. Quindi oggi Meloni si dice europeista, d&#8217;accordo, ma se dovesse esserci una qualche incapacit\u00e0 da parte del suo governo a mantenere gli impegni presi con l\u2019Europa avr\u00e0 il coraggio e la forza di non alimentare il complottismo con l&#8217;Europa? E insomma: fino a quanto Meloni avr\u00e0 la forza di tagliare i cordoni ombelicali che la tengono legata a un passato che forse non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9? E fino a quanto Meloni avr\u00e0 il coraggio di zittire i molti dirigenti del suo partito che invece sono cresciuti eccome a pane e complottismo? Per quanto riguarda invece i cambiamento veri, profondi, reali, vi \u00e8 un tema importante che riguarda l&#8217;atlantismo. Meloni fino a tre anni fa (non vent\u2019anni fa) considerava Putin come uno statista, in funzione di una logica perversa che portava quasi tutti i populisti di destra a considerare Putin un alleato fondamentale nella destabilizzazione delle istituzioni europee. Adesso la presidente del Consiglio ha cambiato opinione, e lo ha fatto in modo intelligente quando era all&#8217;opposizione, un po\u2019 per convinzione, ovviamente, un po&#8217; perch\u00e9 appartiene a un gruppo parlamentare europeo, ECR, in seno del quale il PiS polacco \u00e8 un partito importante ed \u00e8 atlantista, euroscettico ma antirusso, e quindi si \u00e8 dovuta anche adeguare alla logica dominante del suo gruppo. L&#8217;evoluzione che abbiamo descritto corrisponde a un\u2019intenzione, anche nobile, che rischia per\u00f2 di scontrarsi con la cultura politica da cui proviene, l&#8217;estremismo, e con l\u2019incapacit\u00e0 di emanciparsi dal complottismo di partiti come Fratelli d&#8217;Italia e come la Lega, che quella cultura non sono riusciti ad abbandonarla e che il proprio antieuropeismo prima o poi saranno costretti a farlo sfociare da qualche parte.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Effettivamente \u00e8 abbastanza impressionante come ci sia oggi all\u2019interno del cosiddetto centro-destra una vera e propria divergenza di fondo su tutte le tematiche fondamentali dei prossimi mesi. Come spiega in fondo questa differenziazione tra Salvini e Meloni, non pensa che in un governo diventer\u00e0 qualcosa di esplosivo, al punto di rendere difficile l\u2019azione di una stessa Meloni premier. Domanda vera: finora \u00e8 stato esplosivo oppure in realt\u00e0 il governo \u00e8 pi\u00f9 solido di quello che pensavamo? E soprattutto: quanto contano le elezioni europee dell\u2019anno prossimo sugli equilibri interni?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Contano moltissimo le elezioni europei. Saranno l&#8217;occasione, per Meloni, di provare a dar vita a un suo nuovo partito, un partito dei conservatori europeo, e saranno l&#8217;occasione giusta per capire se la Lega di Matteo Salvini avr\u00e0 intenzione, come chiede da tempo di fare Giancarlo Giorgetti, ministro dell&#8217;Economia, e come chiedono da tempo i governatori della Lega, da Massimiliano Fedriga ad Attilio Fontana fino&nbsp; Luca Zaia, di fare un passo pi\u00f9 lontano dalla stagione dell&#8217;abbraccio con l&#8217;Afd tedesca e provare cos\u00ec a fare un passo verso il Partito popolare europeo. Per farlo, per\u00f2, occorrer\u00e0 non solo la tattica, ma anche la strategia, e una spinta alla moderazione da parte della Lega potrebbe essere inevitabile anche per provare ad avere, nel prossimo Parlamento europeo, un ruolo chiave e non vivere pi\u00f9 in uno splendido e inutile isolamento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il Grand Continent In merito invece all\u2019elezione di Elly Schlein a segretaria del PD, secondo lei come cambia il panorama politico, chi potrebbe giovarne, ci sar\u00e0 una svolta pi\u00f9 massimalista nel centrosinistra o invece ci potrebbe essere un impatto positivo rispetto all\u2019astensionismo?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Penso che da un lato ci sar\u00e0 una disaffezione di una parte dell\u2019elettorato che non si sentir\u00e0 pi\u00f9 rappresentato dalle battaglie del Partito democratico e magari quell\u2019elettorato andr\u00e0 verso il centro o addirittura verso destra o verso l\u2019astensionismo. Viceversa c\u2019\u00e8 un evidente tentativo del Pd di prendersi voti del Movimento 5 stelle o anche di pezzi della sinistra che non erano pi\u00f9 rappresentati e questo potrebbe portare a un miglioramento nei sondaggi e a un aumento delle performance elettorali del Pd. E avere un Pd che toglie voti al M5s, che regala alcuni voti al centro e che lavora per avere un&#8217;opposizione larga non \u00e8 una cattiva notizia per il paese. Il problema, anche qui, \u00e8 che oltre un tema di tattica esiste anche un tema di strategia e quello che vedo \u00e8 che la capacit\u00e0 vorace con cui la destra di governo \u00e8 riuscita in pochi mesi a impossessarsi di grandi temi che la sinistra ha scelto incredibilmente di dismettere ha costretto gli osservatori a ragionare attorno a un tema importante: ma a forza di considerare di destra estrema tutto quello che fa il governo, quante battaglie di sinistra la sinistra sta regalando alla destra? Penso al garantismo, naturalmente, che \u00e8 un tema che il Pd ha scelto di archiviare. Penso al tema della difesa dell&#8217;Ucraina, che per il Pd \u00e8 divenuto negoziabile avendo aperto il suo partito a parlamentari provenienti da un altro partito, Articolo 1, che sono contrari all\u2019invio delle armi in Ucraina. E penso per esempio alle questioni fiscali, considerando che la riforma fiscale targata Meloni coincide perfettamente con la riforma fiscale targata Draghi, in almeno quattro punti diversi. E lo stesso si potrebbe dire per le politiche di indipendenza energetica, dove la continuit\u00e0 con l&#8217;agenda Draghi sembra essere un tema che interessa pi\u00f9 la maggioranza che con Draghi ha avuto problemi che il Pd che con Draghi \u00e8 andato a nozze.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Non potrebbe giovarne il terzo polo?<\/h2>\n\n\n\n<p>Certo, in qualche misura s\u00ec. Probabilmente alle europee qualcosa accadr\u00e0, e il Terzo Polo potrebbe ottenere risultati pi\u00f9 lusinghieri di quelli registrati alle ultime elezioni locali, regionali e comunali. Ma il problema del Terzo Polo, e di Carlo Calenda, \u00e8 che in Italia sono le novit\u00e0 che polarizzano il dibattito pubblico. E in questo momento le novit\u00e0 pi\u00f9 interessanti della politica sono Giorgia Meloni ed Elly Schlein.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le proponiamo questa provocazione, partendo da una frase pronunciata da Nixon in un incontro con Kruscev: \u00abSe la gente \u00e8 convinta che ci sia un fiume immaginario da qualche parte, non serve a niente dire che non c\u2019\u00e8 nessun fiume, si deve costruire un ponte immaginario sul fiume immaginario\u00bb. \u00c8 una provocazione interessante perch\u00e9 nel suo libro si nota quasi un appello alla razionalit\u00e0, al dubbio, alla trasformazione del nostro rapporto rispetto alla complessit\u00e0 del mondo contemporaneo. Fino a che punto \u00e8 una strada&nbsp; politicamente percorribile?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>In modo pigro, molti osservatori, nei mesi pi\u00f9 duri della pandemia, di fronte alle manifestazioni dei no vax, quelle pi\u00f9 dure, quelle pi\u00f9 violente, hanno spesso utilizzato un\u2019equazione facile e superficiale: estremista uguale fascista. La verit\u00e0 per\u00f2 \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 complessa. E per provare a ragionare sulla natura dell\u2019estremismo politico che caratterizza la stagione in cui viviamo, un estremismo con cui la destra in passato ha dimostrato di saper andare a braccetto, pi\u00f9 che immergerci nella dicotomia tra fascismo e antifascismo \u00e8 utile immergerci in una dicotomia pi\u00f9 interessante e pi\u00f9 globale: complottismo e anticomplottismo. Il pensiero unico complottista, in verit\u00e0, non \u00e8 una prerogativa di un singolo schieramento politico, e in nome della sfida al sistema, in nome della sfida alla casta, in nome della sfida ai potenti, in nome della sfida ai poteri forti, tende a diffondersi con disinvoltura lungo tutti gli estremi. In Italia, per\u00f2, negli ultimi anni, gli estremi che hanno scelto di non ripudiare il proprio estremismo complottista si sono trovati pi\u00f9 spesso a destra che a sinistra. E il meccanismo del perfetto complottista \u00e8 questo: per potersi ergere a grandi difensori della libert\u00e0, si deve creare un nemico immaginario contro cui combattere. Questi nemici, in passato, sono stati questi: la dittatura europea, la dittatura dell\u2019establishment, la dittatura dei poteri forti, la dittatura sanitaria, la dittatura di big pharma, la dittatura della finanza, e quindi poi Soros, i burocrati europei, i virologi. Oggi le cose sono cambiate, necessariamente, e l&#8217;immagine da fissare oggi, per capire l&#8217;Italia del futuro, \u00e8 quella del vulcano con il magma al suo interno. Il populista, quando arriva al governo, pu\u00f2 scegliere di tappare un cratere, pu\u00f2 scegliere di tapparne un altro, pu\u00f2 scegliere di tapparne un altro ancora ma alla fine dei conti da qualche parte quel magma dovr\u00e0 uscire e sar\u00e0 interessante capire se nei prossimi mesi le forze della destra italiana saranno in grado di scaricare quel magma che hanno in corpo solo sulle bandierine ideologiche.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La necessit\u00e0 di trovare un nemico esterno \u00e8 il sostrato fondamentale di questa deriva?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>S\u00ec. Gli estremisti hanno spesso creato, in maniera scientifica, un enorme pericolo immaginario contro il quale combattere. Prendi un fenomeno complesso. Spiega quel fenomeno individuando chi ne pu\u00f2 trarre giovamento. Trasforma nel motore vero di quel fenomeno chi pu\u00f2 aver tratto giovamento da quel fenomeno. Costruisci delle teorie alternative alle verit\u00e0 consolidate. Trasforma i difensori delle verit\u00e0 consolidate in nemici della libert\u00e0 d\u2019espressione. Fai della tua versione complottista un manifesto della libert\u00e0. E trasforma chiunque non sia d\u2019accordo con la tua versione dei fatti in un pericoloso nemico della libert\u00e0, e dunque del popolo. Una volta individuato lo schema, l\u2019azione di gioco, il meccanismo pu\u00f2 essere usato per spiegare tutto e per individuare di volta in volta dei nemici del popolo intenzionati a difendere la verit\u00e0 costituita per trasformare tutti noi in sudditi destinati a perdere la nostra libert\u00e0. Creare un pericolo immaginario \u2013 pensate alla dittatura sanitaria \u2013 ha permesso loro di spacciarsi come difensori della libert\u00e0, di libert\u00e0 in realt\u00e0 non violate, gli ha permesso spesso di fuggire dalla realt\u00e0 e gli ha consentito di trasformare la loro difesa farlocca della verit\u00e0 in una difesa di un&#8217;altra libert\u00e0: quella di essere estremisti. Il problema \u00e8 che dovendosi occupare poi di cose reali, hanno mostrato tutti i loro limiti: perch\u00e9 di fronte alla pandemia, al covid, alla guerra, al gas, al caro energia, le loro idee del passato hanno mostrato di essere parte dei problemi e non parte delle soluzioni. Pensate alle battaglie sul price cap: quante volte la destra italiana in Europa ha chiesto ai suoi partner europei di non essere egoisti? Pensate alle battaglie sugli aiuti di stato: quante volte la destra italiana in Europa ha chiesto ai suoi partner europei di non essere egoisti? Pensate alle battaglie sull&#8217;immigrazione: quante volte la destra italiana in Europa ha chiesto ai suoi partner europei di non essere egoisti?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Nel suo approccio c\u2019\u00e8 un\u2019insistenza sulla realizzazione discorsiva, dal punto di vista della sociologia potremmo dire che lei lavora molto sul simbolico e sull\u2019immaginario. Cosa pensa dell\u2019aspetto pi\u00f9 infrastrutturale del problema complottismo? Come dice Julia Cag\u00e9, \u00abla gente non \u00e8 diventata stupida ma abbiamo semplicemente smesso di spendere soldi per istruirla\u00bb. Si pu\u00f2 immaginare un\u2019agenda pubblica di investimenti proprio per combattere il complottismo attraverso la riduzione delle disuguaglianze, oppure secondo lei sono due elementi da mantenere separati?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Secondo me c\u2019entra molto la capacit\u00e0, soprattutto di noi che ci occupiamo di fare informazione, di essere in grado di non essere neutrali quando c\u2019\u00e8 una balla. Perch\u00e9 si possono avere idee diverse sul mondo ma lasciar passare il messaggio che una stupidaggine valga come una verit\u00e0, che possa essere certificata in qualche modo dai fatti, dai numeri e dalla scienza, ha permesso di alimentare una forma di complottismo anche nelle persone. Io non penso che chi vota i partiti populisti sia un <em>minus habens<\/em>, una persona che non sa ragionare e che non \u00e8 istruita. Penso solo che sia deleteria, da parte del mondo giornalistico e mediatico ma anche da parte di un paese, l\u2019incapacit\u00e0 di schierarsi, denunciare e smascherare tutto ci\u00f2 che corrisponde al falso o ci\u00f2 che \u00e8 pericoloso. Questo in Italia \u00e8 diventato ancora pi\u00f9 evidente negli ultimi anni: c\u2019\u00e8 stata per troppo tempo una classe dirigente che io amo chiamare \u201cclasse digerente\u201d, che invece di dirigere, digeriva tutto quello che capitava e poi lo giustificava. Qui sta la differenza tra esercitare una leadership ed esercitare una followership: da una parte c\u2019\u00e8 un tentativo di guidare i follower, dall\u2019altra parte c\u2019\u00e8 solo il tentativo di rappresentare ci\u00f2 che si pensa e ci\u00f2 che si dice. Questo \u00e8 il vero tema e credo che ci sia anche da parte degli elettori una disillusione a volte dal mondo della politica perch\u00e9 si fa fatica ad avere una leadership popolare che sappia spiegarti anche delle cose non sempre popolari da fare, spiegarti ci\u00f2 che un paese deve fare. Quindi il complottismo nasce anche perch\u00e9 si \u00e8 insinuata in tanti elementi della nostra vita una cultura del sospetto, una cultura del dubbio non liberale, ma una cultura del dubbio a prescindere su qualsiasi cosa, come si direbbe in Italia una cultura dell\u2019\u201duno vale uno\u201d. E quando una classe dirigente o una classe giornalistica sceglie, di fronte a una forma di populismo estremo, di non schierarsi, in realt\u00e0 ha gi\u00e0 scelto da che parte stare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A partire dal suo libro Le Catene della destra, il direttore del Foglio analizza i primi passi del governo di centrodestra, e alcune scelte meno estremiste delle aspettative avvenute in questi mesi \u00abcome tutti i cambiamenti improvvisi, anche questo lascia qualcosa di irrisolto\u00bb. <\/p>\n<p>Poi si sofferma sulle sfide pi\u00f9 generali che quasi tre anni di pandemia hanno lanciato alla societ\u00e0 occidentale, con una critica molto dura all\u2019\u00e9lite del suo paese: \u00abC\u2019\u00e8 stata per troppo tempo una classe dirigente che io amo chiamare \u201cclasse digerente\u201d, che invece di dirigere, digeriva tutto quello che capitava e poi lo 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