{"id":6606,"date":"2023-04-04T14:30:13","date_gmt":"2023-04-04T13:30:13","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=6606"},"modified":"2023-04-04T14:32:13","modified_gmt":"2023-04-04T13:32:13","slug":"il-governo-meloni-e-in-grande-difficolta-sulla-questione-dei-migranti-una-conversazione-con-matteo-villa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/04\/il-governo-meloni-e-in-grande-difficolta-sulla-questione-dei-migranti-una-conversazione-con-matteo-villa\/","title":{"rendered":"\u00abIl governo Meloni \u00e8 in grande difficolt\u00e0 sulla questione dei migranti\u00bb, una conversazione con Matteo Villa"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019inizio del 2023 mostra un grande aumento degli sbarchi rispetto agli anni passati, e alcuni media italiani hanno rilanciato un rapporto dei servizi segreti che prevederebbe tra i 700mila e i 900mila sbarchi quest\u2019anno. \u00c8 un\u2019ipotesi credibile oppure i dati sono stati travisati?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Matteo Villa<\/strong><\/h4>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/matteo_villa_0.png\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1635\"\n        data-pswp-height=\"1595\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/matteo_villa_0-125x122.png\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/matteo_villa_0-330x322.png\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/matteo_villa_0-125x122.png\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Matteo Villa \u00e8 Senior Research Fellow all&#8217;ISPI e co-dirige l&#8217;ISPI Data Lab, che segue le tendenze geopolitiche e geoeconomiche (in particolare le tendenze migratorie e l&#8217;evoluzione della pandemia da Covid-19). \u00c8 stato copresidente della task force del T20 sulla sanit\u00e0 mondiale e la pandemia, e membro della task force T20 sulle migrazioni<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>L\u2019ipotesi di 700-900mila arrivi in Italia quest\u2019anno \u00e8 del tutto inverosimile. La stima dei \u201cquasi 700mila\u201d arriva dai servizi segreti italiani, che per\u00f2 si riferiscono al numero di stranieri presenti oggi in Libia, stimati dall\u2019Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM). Per fare un esempio, l\u2019anno scorso IOM stimava in circa 400.000 le persone straniere presenti in Libia: ovviamente non tutte hanno tentato di raggiungere l\u2019Italia (la Libia era e rimane uno dei Paesi pi\u00f9 ricchi dell\u2019Africa, e molti stranieri vi si dirigono per lavorare in pianta stabile). Sempre nel 2022, sono stati in 53.000 a raggiungere l\u2019Italia dalla Libia, e in 78.000 hanno tentato di raggiungerla (includendo le persone intercettate e riportate in LIbia).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/9Ld9c\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>D\u2019altra parte, per raggiungere l\u2019Italia non si parte solo dalla Libia, e cos\u00ec gli arrivi totali sono stati 105.000. Per arrivare a stime credibili bisogna dunque osservare i trend, intersecandoli con le crisi (come quella politica ed economica in Tunisia). A oggi, ISPI stima possibili circa 120.000-140.000 arrivi in Italia. Si tornerebbe ai livelli della \u201ccrisi\u201d del 2014-2016, comunque difficili da gestire, ma non sopra.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>A oggi, ISPI stima possibili circa 120.000-140.000 arrivi in Italia<\/p><cite>Matteo villa<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/9Ld9c\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il governo italiano ha accusato l\u2019agenzia Wagner di alimentare le partenze dalla Libia, come parte di una strategia di \u00abguerra ibrida\u00bb contro le posizioni atlantiste di Roma. I russi hanno un controllo cos\u00ec forte da poter influenzare la rotta Libia-Italia?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Ci sono pochissimi elementi per poterlo sostenere. Il traffico di migranti dalla Libia \u00e8 gestito in maniera \u201cdiffusa\u201d da una variet\u00e0 di attori, privati, pubblici e para-pubblici, che certamente possono prestarsi a influenze esterne. Nel 2017, per esempio, il crollo delle partenze dalla Libia fu ottenuto attraverso una pressione italiana ed europea che ebbe effetti molto coordinati sui gruppi che organizzavano il traffico di migranti verso l\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altra parte negli anni non abbiamo avuto quasi nessuna notizia di sistematici tentativi di ingerenze russe, da parte dell\u2019agenzia Wagner o qualsiasi altro attore, nel traffico di migranti dalla Libia. E negli ultimi mesi la cosa si fa ancora meno probabile, visto l\u2019enorme sforzo che Wagner sta rivolgendo all\u2019invasione dell\u2019Ucraina e in particolare alla conquista di Bakhmut, con il coinvolgimento (e la perdita) di migliaia di uomini.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_ap22746238_000111-1-scaled.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1707\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_ap22746238_000111-1-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_ap22746238_000111-1-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_ap22746238_000111-1-1340x893.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_ap22746238_000111-1-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 AP Photo\/Francisco Seco<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Giorgia Meloni ha avuto a lungo posizioni piuttosto lontane da quelle dei principali partiti europei, in particolare socialisti e popolari. Negli ultimi mesi di campagna elettorale e poi una volta arrivata al governo, tuttavia, ha rinnegato molte delle sue posizioni: \u00e8 accaduto anche sull\u2019immigrazione?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Di sicuro \u00e8 tramontata l\u2019ipotesi, troppo costosa e poco realistica, di attuare un blocco navale di tipo militare di fronte alle coste dei Paesi con il maggior numero di partenze. Si \u00e8 invece proseguito sulla linea di arginare l\u2019attivit\u00e0 di soccorso in mare delle Ong, tanto che nel periodo di governo (22 ottobre 2022 &#8211; 30 marzo 2023) le Ong sono state responsabili del 7% degli sbarchi in Italia, contro il 20% dello stesso periodo dell\u2019anno scorso.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La linea \u00e8 arginare l\u2019attivit\u00e0 di soccorso in mare delle Ong, tanto che nel periodo di governo (22 ottobre 2022 &#8211; 30 marzo 2023) le Ong sono state responsabili del 7% degli sbarchi in Italia, contro il 20% dello stesso periodo dell\u2019anno scorso.<\/p><cite>Matteo villa<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La cosa pi\u00f9 interessante \u00e8 che, dopo la prima crisi con la Francia di novembre dell\u2019anno scorso, Meloni in Europa si \u00e8 fatta portatrice di istanze nettamente pi\u00f9 moderate in Europa, cercando il dialogo anche con Parigi. La linea italiana sembra persino pi\u00f9 morbida rispetto ad alcuni Paesi dell\u2019Europa settentrionale, che nei position paper resi noti propongono di usare un approccio molto severo con quei Paesi terzi che non aumentino il tasso di rimpatrio dei propri connazionali. D\u2019altra parte, sul tema migrazioni il governo Meloni sa di giocarsi molto, e la maggioranza \u00e8 divisa anche a causa dell\u2019approccio \u201cmassimalista\u201d della Lega, che in questi giorni ha fatto notare che l\u2019unico periodo con sbarchi bassi e in diminuzione in Italia sia coinciso con quello in cui Matteo Salvini era a capo del Ministero dell\u2019Interno.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/tqLcE\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sul naufragio di Cutro, in Calabria, dove sono morte 93 persone dopo che le autorit\u00e0 italiane non sono riuscite a prestare soccorso al caicco arenato a pochi metri dalla costa,\u00a0si assiste a un rimpallo di responsabilit\u00e0 tra le molte istituzioni coinvolte, in particolare Frontex, la Guardia Costiera, la marina militare italiana. Al di l\u00e0 delle responsabilit\u00e0 sulla singola tragedia, \u00e8 possibile che quanto accaduto sottolinei un grave problema, oggi, di catena di comando sulla gestione dei salvataggi in mare?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il problema esiste dal 2018. Da quando, cio\u00e8, si \u00e8 deciso che un evento sia da dichiarare SAR, ovvero di ricerca e soccorso in mare, solo a fronte di una esplicita richiesta d\u2019aiuto di un\u2019imbarcazione che si trovi nella zona SAR italiana (o, talvolta, nei suoi pressi, come quella maltese o quella algerina).<\/p>\n\n\n\n<p>Prima del 2018, un\u2019unit\u00e0 della Guardia costiera (nel caso questa fosse stata disponibile) avrebbe certamente tentato di raggiungere l\u2019imbarcazione a seguito della segnalazione di Frontex, che in questo caso ha invece provocato l\u2019attivazione del dispositivo della Guardia di finanza per il contrasto dell\u2019immigrazione irregolare. E\u2019 prevedibile che un ritardo nei soccorsi aumenti il rischio che tragedie come quelle di Cutro si ripetano; tragedie che per\u00f2, bisogna dirlo, sono state molto rare tra il 2018 e oggi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dopo i fatti di Cutro, il governo ha risposto aumentando le pene per gli scafisti e introducendo nuovi reati. \u00c8 sintomatico dell\u2019approccio italiano alla questione, e pi\u00f9 in generale del \u00abpanpenalismo\u00bb degli esecutivi, convinti che l\u2019azione penale basti a risolvere problemi complessi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Assolutamente s\u00ec. Si pensi a un\u2019altra mossa del governo italiano, quella della nuova restrizione delle maglie della protezione internazionale in atto in questi giorni proprio con il \u201cdecreto Cutro\u201d. Fino al 2018, l\u2019Italia aveva utilizzato il terzo livello di protezione internazionale, la cosiddetta protezione umanitaria, anche come \u201cscappatoia\u201d per regolarizzare persone che non avremmo comunque mai rimpatriato. Poi con Salvini si \u00e8 abolita la protezione umanitaria e introdotta una protezione \u201cspeciale\u201d. Risultato: \u00e8 aumentato il numero dei dinieghi di protezione, e di conseguenza l\u2019irregolarit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Con Salvini si \u00e8 abolita la protezione umanitaria e introdotta una protezione \u201cspeciale\u201d. Risultato: \u00e8 aumentato il numero dei dinieghi di protezione, e di conseguenza l\u2019irregolarit\u00e0<\/p><cite>Matteo villa<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La speranza era che la minor protezione internazionale riducesse la voglia dei migranti di raggiungere irregolarmente l\u2019Italia. Con la ripresa degli sbarchi, Lamorgese aveva allargato nuovamente le maglie della protezione per evitare che il numero degli irregolari aumentasse troppo. Adesso il governo propone di stringere nuovamente, nella falsa convinzione che questo torni a dissuadere le partenze. Invece, come dimostrato gi\u00e0 nel 2018, minori tutele non fanno altro che ingrossare le fila di chi resta in Italia irregolarmente.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Esiste una differenza tra la linea di Giorgia Meloni e quella di Matteo Salvini? I giornali italiani hanno raccontato di profonde divergenze tra Palazzo Chigi e il Viminale, tuttavia queste presunte differenze non trovano riscontro nei decreti emanati in questi primi mesi di governo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La Lega sta giocando una partita di sponda con il governo, appoggiando Meloni ma di fatto facendole opposizione interna. E\u2019 anche naturale che sia cos\u00ec: sui migranti, come dicevamo, Salvini sente di avere l\u2019argomento migliore per sottrarre il consenso che Fratelli d\u2019Italia gli ha \u201crubato\u201d negli ultimi due anni.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altronde lo stesso esecutivo \u00e8 in enorme difficolt\u00e0 di fronte al tema migranti, dal momento che le promesse fatte in campagna elettorale erano di tenore opposto rispetto al trend degli sbarchi degli ultimi mesi. Sul tema non resta dunque a Meloni che adeguarsi alle richieste \u201cmassimaliste\u201d della Lega, per non perdere ulteriori consensi e dimostrarsi troppo morbido con i propri elettori, e al contempo sperare di riuscire a mostrarsi diplomatico a livello europeo e internazionale. In questo \u00e8 aiutato dalla netta svolta a destra in atto in tutta Europa sulle politiche migratorie: mentre nel 2018 sia Merkel, sia Macron appoggiavano le politiche di Salvini solo implicitamente (per esempio accettando di mettere fine alla missione Sophia nel Mediterraneo su richiesta del governo italiano), ma vi si opponevano nella forma, oggi i governi europei non fanno mistero di essere allineati sulle politiche italiane: contrastare il pi\u00f9 possibile le partenze irregolari, e convincere i Paesi terzi a rimpatriare chi arriva.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L\u2019esecutivo \u00e8 in enorme difficolt\u00e0 di fronte al tema migranti, dal momento che le promesse fatte in campagna elettorale erano di tenore opposto rispetto al trend degli sbarchi degli ultimi mesi<\/p><cite>Matteo villa<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il governo italiano ha da tempo smesso di pattugliare le acque meridionali per intercettare i barconi carichi di migranti, esiste dunque una continuit\u00e0 tra il governo attuale e i precedenti, anche quelli di centrosinistra, mi riferisco in particolare a quello guidato da Matteo Renzi tra il 2014 e il 2016 e quello di Paolo Gentiloni, tra il 2016 e il 2018? La continuit\u00e0 si pu\u00f2 ravvisare per esempio nel rapporto travagliato tra tutti i governi italiani e le navi ONG, che comincia probabilmente durante il mandato da ministro dell\u2019Interno di Marco Minniti, che eman\u00f2 il primo codice di comportamento. Anche il primo atto del governo Meloni sulla materia prova a regolare le attivit\u00e0 di queste organizzazioni: come mai attirano tutte queste attenzioni, pur non esistendo studi che dimostrino il loro ruolo di \u201cpull factor\u201d?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>S\u00ec, certo, esiste una continuit\u00e0, sia di forma, sia di sostanza. Nella forma, l\u2019attuale Ministro dell\u2019Interno Matteo Piantedosi era capo di gabinetto del Ministero sia sotto Matteo Salvini (giugno 2018 &#8211; agosto 2019), sia sotto Lamorgese (settembre 2019 &#8211; agosto 2020). La linea di contrasto alle navi Ong con la \u201cchiusura dei porti\u201d nel 2018, i decreti immigrazione e la linea Lamorgese sono tutte l\u2019esito di negoziati che passavano dalla sua persona.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/N7giv\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Nella sostanza, la prassi di inviare le Ong a porti italiani sempre pi\u00f9 lontani, anzich\u00e9 consentirgli di sbarcare i migranti in Sicilia o Lampedusa, \u00e8 cominciata negli ultimi mesi di ministero Lamorgese (da fine giugno 2022), dunque con il governo Draghi e a diversi mesi dall\u2019inizio del governo Meloni. La stessa pratica di continuare a cercare un capro espiatorio colpevolizzabile, come la presenza delle (poche) navi Ong nel Mediterraneo centrale, anzich\u00e9 tentare di prendere atto del fenomeno e cercare di darvi risposte strutturali, \u00e8 in netta continuit\u00e0 con un percorso cominciato dalla fine del 2016, quando i primi argomenti sul \u201cpull factor\u201d delle Ong hanno cominciato a farsi strada in Italia.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_ap22713119_000008-scaled.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1708\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_ap22713119_000008-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_ap22713119_000008-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_ap22713119_000008-1340x894.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/04\/SIPA_ap22713119_000008-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 AP Photo\/Jeremias Gonzalez<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come mai l\u2019argomento immigrazione resta politicamente cos\u00ec sensibile quando la maggior parte delle persone che arrivano sulle coste italiane non resta in Italia ma raggiunge le famiglie o cerca fortuna in altri paesi europei, in particolare in Francia, Germania, Regno Unito e paesi scandinavi? \u201cL\u2019invasione\u201d, come viene definita da parte dell\u2019opinione pubblica, non \u00e8 mai avvenuta: il numero di stranieri in Italia \u00e8 stabile attorno ai 5,5 milioni dal 2014.<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Per dirla facile: perch\u00e9 gli sbarchi sono visibili, li possiamo contare quotidianamente, e perch\u00e9 possono dare l\u2019idea di un fenomeno fuori controllo. Il paradosso \u00e8 proprio quello: l\u2019Italia continua a lamentarsi in Europa del fatto che sia lasciata sola a gestire il fenomeno migratorio, ma nella realt\u00e0 le frontiere nord sono porose, e almeno la met\u00e0 dei 900.000 migranti sbarcati in Italia dal 2013 sono finiti altrove in Europa.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/KXxzL\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>All\u2019opposto di quanto credano i governi italiani, il regolamento Dublino non ha bisogno di una riforma, nel senso che la redistribuzione di chi sbarca gi\u00e0 avviene in maniera informale. E lo stesso regolamento Dublino (art. 13) prevede che, dopo 12 mesi dall\u2019attraversamento irregolare di una frontiera tra Paesi europei (per es. dall\u2019Italia alla Francia), l\u2019esame della richiesta d\u2019asilo si sposta e diventa a carico del Paese in cui si trova lo straniero (in questo caso, della Francia). Certo, questo genera tensioni diplomatiche con i Paesi di destinazione dei \u201cmovimenti secondari\u201d in Europa, come Germania, Francia e Svezia, ma espone pienamente la contraddizione di un sistema che funziona proprio in quanto ci\u00f2 che \u00e8 previsto dalle norme gi\u00e0 oggi non penalizza in misura eccessiva i Paesi di primo ingresso (Italia inclusa).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tutti i governi italiani chiedono una riforma del regolamento di Dublino, e anche un aiuto nella redistribuzione degli arrivi: il cambiamento delle regole appare complicato, e gli altri Stati membri non sembrano cos\u00ec pronti ad aiutare Roma. Prevede un passo in avanti al prossimo consiglio europeo oppure \u00e8 difficile immaginare grandi cambiamenti?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>No, non prevedo alcun passo in avanti. Come sempre, in Europa, nelle misure politicamente delicate si pu\u00f2 agire solo l\u00e0 dove c\u2019\u00e8 unit\u00e0. Sul ricollocamento dei richiedenti asilo questa unit\u00e0 non c\u2019\u00e8 e probabilmente non c\u2019\u00e8 mai stata, ed \u00e8 dunque improbabile che si faccia qualcosa di concreto.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli unici passi in avanti che registriamo sono quelli sull\u2019inasprimento dei controlli e delle valutazioni preliminari della legittimit\u00e0 delle domande d\u2019asilo direttamente alla frontiera esterna. Procedure che non faranno altro che aumentare pi\u00f9 rapidamente il tasso di presenza irregolare, se non sono affiancate a (improbabili) rimpatri altrettanto rapidi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019Italia deve affrontare un enorme problema di declino demografico sul lungo termine e una grave mancanza di manodopera sul breve periodo. Il governo ha annunciato di essere pronto ad accogliere legalmente circa 500mila lavoratori extracomunitari nel prossimo biennio: come si tiene insieme questa necessit\u00e0 con la pi\u00f9 generale linea dura sull\u2019immigrazione?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 l\u2019annuncio dei 500mila posti regolari su due anni \u00e8 stato seguito da polemiche e poi subito smorzato dal ministro dell\u2019Agricoltura Francesco Lollobrigida. E questo proprio in ragione del fatto che, in presenza di alti sbarchi irregolari, il governo fa fatica a conciliare ci\u00f2 che accade con la sua linea dura, e dunque ha molto meno capitale politico da poter spendere per giustificare una linea aperturista sui canali legali di ingresso.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>In presenza di alti sbarchi irregolari, il governo fa fatica a conciliare ci\u00f2 che accade con la sua linea dura, e dunque ha molto meno capitale politico da poter spendere per giustificare una linea aperturista sui canali legali di ingresso.<\/p><cite>Matteo villa<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Basti pensare che quest\u2019anno abbiamo portato le quote di ingresso regolare previsto dal decreto flussi italiano da 69.700 persone nel 2021 a 82.705 persone nel 2022.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Assisteremo davvero a un aumento del numero di migranti che arrivano in Europa attraverso gli sbarchi in Italia?<\/p>\n<p>Mentre Giorgia Meloni cerca di smuovere l\u2019agenda di Bruxelles su questo tema, i governi europei non nascondono di essere allineati alle politiche italiane: contrastare il pi\u00f9 possibile le partenze irregolari e convincere i Paesi terzi a rimpatriare chi arriva. Facciamo il punto con il ricercatore Matteo Villa<\/p>\n","protected":false},"author":6720,"featured_media":6623,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-studies.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[1571],"tags":[],"staff":[],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[],"class_list":["post-6606","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u00abIl governo Meloni \u00e8 in grande difficolt\u00e0 sulla questione dei migranti\u00bb, una conversazione con Matteo Villa - Il Grand Continent<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Da gennaio 2023, gli sbarchi in Italia sono notevolmente aumentati, a causa di una congiuntura internazionale diversa\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/04\/il-governo-meloni-e-in-grande-difficolta-sulla-questione-dei-migranti-una-conversazione-con-matteo-villa\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"\u00abIl governo Meloni \u00e8 in grande difficolt\u00e0 sulla questione dei migranti\u00bb, una conversazione con Matteo Villa - 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