{"id":6590,"date":"2023-04-04T10:38:03","date_gmt":"2023-04-04T09:38:03","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=6590"},"modified":"2023-04-04T10:39:34","modified_gmt":"2023-04-04T09:39:34","slug":"lunione-ha-una-nuova-dottrina-sulla-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/04\/lunione-ha-una-nuova-dottrina-sulla-cina\/","title":{"rendered":"L\u2019Unione ha una nuova dottrina sulla Cina"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"intro\">Questo discorso della Presidente della Commissione, pronunciato il 30 marzo 2023 al Mercator Institute of China Studies (MERICS) e allo European Policy Centre, si inserisce in un\u2019intensa sequenza diplomatica sino-europea, cominciata a novembre scorso con la visita a Pechino del cancelliere Scholz e del presidente del Consiglio europeo Charles Michel, continuata con il tour delle capitali europee compiuto di Wang Yi , attualmente in corso con la visita del presidente del governo spagnolo Sanchez di queste ore e che terminer\u00e0 la settimana prossima con il viaggio in Cina del presidente Macron e della stessa Von der Leyen.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Porta uno sguardo preoccupato sulla Cina. Sul fronte interno, il presidente della Commissione rileva il rafforzamento del potere personale di Xi Jinping e il controllo esercitato dal partito-stato sull\u2019economia e sulla societ\u00e0. Sulla scena internazionale, il partenariato sino-russo, nel contesto della guerra in Ucraina, e la volont\u00e0 revisionista della Cina. La Cina rimane quindi, come si legge nella prospettiva strategica dell\u2019Unione europea per il 2019, un \u00abrivale strategico\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Ma questa rivalit\u00e0 deve coesistere con i partenariati. La Cina \u00e8 diventata centrale negli affari internazionali. Innanzitutto pu\u00f2 contribuire alla pacificazione delle relazioni internazionali, usando la sua influenza per avvicinare l\u2019Iran e l\u2019Arabia Saudita e, forse, o almeno cos\u00ec sperano i leader europei, per porre fine al conflitto in Ucraina. Ma anche per rispondere alle sfide globali, prima fra tutte il riscaldamento globale e la conservazione della biodiversit\u00e0. Soprattutto, la Cina \u00e8 un gigante industriale e commerciale, con cui sono stati stretti molti legami economici.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Prendendo atto dell&#8217;interdipendenza, la Presidente Von der Leyen illustra gli sforzi dell\u2019Unione europea per aumentare la propria resilienza e proteggersi quando la Cina, o altri, si rifiutano di giocare secondo le regole comuni dell\u2019economia di mercato. Di fronte ai capitalismi politici, costruire la capacit\u00e0 di reagire alle pratiche distorsive e all\u2019armamento delle interdipendenze.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un vero piacere essere presenti a questo evento speciale organizzato congiuntamente da due dei think tank pi\u00f9 informati e indipendenti d\u2019Europa. In un momento in cui la situazione globale diventa sempre pi\u00f9 difficile da decifrare e in cui i fatti vengono regolarmente messi in discussione, il lavoro che svolgete non \u00e8 mai stato cos\u00ec importante per l\u2019Europa. Solo avendo una migliore comprensione del mondo cos\u00ec com\u2019\u00e8 realmente &#8211; e non come vorremmo che fosse &#8211; possiamo elaborare politiche pi\u00f9 informate. Ecco perch\u00e9 ritengo che i think tank svolgano un ruolo fondamentale nella nostra democrazia. In soli dieci anni, il MERICS ha sviluppato un\u2019esperienza unica nell\u2019analisi delle tendenze politiche, economiche e sociali in Cina e del loro impatto sull&#8217;Europa e sul mondo. E dobbiamo preservare e difendere il vostro diritto \u2013 e quello di tutti i think tank \u2013 di essere analitici e critici. Vorrei quindi esprimere la mia solidariet\u00e0 a voi e a tutte le altre persone e istituzioni che sono state ingiustamente sanzionate dal governo cinese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Creato nel 2013 dalla Fondazione Mercator, MERICS \u00e8 un centro di ricerca sulla Cina contemporanea che si occupa degli sviluppi politici in Cina, delle relazioni UE-Cina e della sicurezza economica. Nel 2021, il MERICS \u00e8 stato incluso nella (breve) lista di entit\u00e0 sanzionate dalla Cina in reazione all\u2019adozione da parte dell\u2019Unione Europea di sanzioni contro alcuni dei responsabili delle violazioni dei diritti umani nella regione dello Xinjiang.<\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei anche congratularmi con lo European Policy Centre per il suo venticinquesimo anniversario. Sin dal primo giorno, siete stati una voce veramente europea nel mondo politico e accademico. Questo spirito \u00e8 molto vicino a quello di uno dei vostri fondatori, nonch\u00e9 uno dei padri dell\u2019Europa pi\u00f9 sconosciuti: Max Kohnstamm. Max Kohnstamm ha vissuto un trauma personale e una tragedia durante la Seconda guerra mondiale. Ci\u00f2 che ha vissuto lo ha ispirato a dedicare la sua vita alla costruzione di un\u2019Europa unita. Una domanda ha sempre guidato il suo lavoro: \u00abPensiamo che gli Stati siano condannati [&#8230;] a non fidarsi mai di un altro Stato? Oppure crediamo nella possibilit\u00e0 di cambiare, di evolvere gradualmente la mentalit\u00e0 e il comportamento delle persone?\u00bb. Questo impegno a costruire una migliore comprensione reciproca perdura all\u2019interno della comunit\u00e0 dei think tank in Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 proprio la necessit\u00e0 di approfondire la conoscenza di un mondo in rapida evoluzione che ci porta qui a discutere della politica europea nei confronti della Cina. Il nostro rapporto con la Cina \u00e8 uno dei pi\u00f9 complessi e importanti al mondo. Il modo in cui lo gestiamo sar\u00e0 un fattore determinante per la nostra futura prosperit\u00e0 economica e sicurezza nazionale. La Cina \u00e8 una nazione con una storia unica che risale alle origini della civilt\u00e0 e all\u2019ascesa e alla caduta delle dinastie. I suoi filosofi hanno plasmato la cultura e la societ\u00e0 di gran parte del mondo di oggi, dagli insegnamenti di Lao Tzu sul vivere in armonia con la natura ai valori etici di Confucio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le quattro grandi invenzioni dell\u2019antica Cina \u2013 la bussola, la polvere da sparo, la fabbricazione della carta e la stampa \u2013 hanno rivoluzionato la civilt\u00e0 mondiale. Ma l&#8217;epoca attuale \u00e8, per molti versi, uno dei capitoli pi\u00f9 notevoli di questa lunga, complessa e spesso turbolenta storia. In meno di 50 anni, la Cina \u00e8 passata dalla povert\u00e0 diffusa e l\u2019isolamento economico all\u2019essere la seconda economia mondiale e leader in molte tecnologie avanzate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei anche congratularmi con lo European Policy Centre per il suo venticinquesimo anniversario. Sin dal primo giorno, siete stati una voce veramente europea nel mondo politico e accademico. Questo spirito \u00e8 molto vicino a quello di uno dei vostri fondatori, nonch\u00e9 uno dei padri dell\u2019Europa pi\u00f9 sconosciuti: Max Kohnstamm. Max Kohnstamm ha vissuto un trauma personale e una tragedia durante la Seconda guerra mondiale. Ci\u00f2 che ha vissuto lo ha ispirato a dedicare la sua vita alla costruzione di un\u2019Europa unita. Una domanda ha sempre guidato il suo lavoro: \u00abPensiamo che gli Stati siano condannati [&#8230;] a non fidarsi mai di un altro Stato? Oppure crediamo nella possibilit\u00e0 di cambiare, di evolvere gradualmente la mentalit\u00e0 e il comportamento delle persone?\u00bb. Questo impegno a costruire una migliore comprensione reciproca perdura all\u2019interno della comunit\u00e0 dei think tank in Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 proprio la necessit\u00e0 di approfondire la conoscenza di un mondo in rapida evoluzione che ci porta qui a discutere della politica europea nei confronti della Cina. Il nostro rapporto con la Cina \u00e8 uno dei pi\u00f9 complessi e importanti al mondo. Il modo in cui lo gestiamo sar\u00e0 un fattore determinante per la nostra futura prosperit\u00e0 economica e sicurezza nazionale. La Cina \u00e8 una nazione con una storia unica che risale alle origini della civilt\u00e0 e all\u2019ascesa e alla caduta delle dinastie. I suoi filosofi hanno plasmato la cultura e la societ\u00e0 di gran parte del mondo di oggi, dagli insegnamenti di Lao Tzu sul vivere in armonia con la natura ai valori etici di Confucio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Le quattro grandi invenzioni dell\u2019antica Cina \u2013 la bussola, la polvere da sparo, la fabbricazione della carta e la stampa \u2013 hanno rivoluzionato la civilt\u00e0 mondiale. Ma l&#8217;epoca attuale \u00e8, per molti versi, uno dei capitoli pi\u00f9 notevoli di questa lunga, complessa e spesso turbolenta storia. In meno di 50 anni, la Cina \u00e8 passata dalla povert\u00e0 diffusa e l\u2019isolamento economico all\u2019essere la seconda economia mondiale e leader in molte tecnologie avanzate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 1978, la crescita \u00e8 stata in media di oltre il 9% all\u2019anno e oltre 800 milioni di persone sono state sottratte alla povert\u00e0. Si tratta di una delle pi\u00f9 grandi realizzazioni dell\u2019ultimo secolo. Il raggio d\u2019azione della Cina si estende su tutti i continenti e in tutte istituzioni globali, e le sue ambizioni sono ancora pi\u00f9 ampie. Attraverso l\u2019iniziativa \u201cUna cintura, una strada\u201d, Pechino \u00e8 il pi\u00f9 grande finanziatore dei Paesi in via di sviluppo. La sua potenza economica, industriale e militare contraddice l\u2019idea che vede la Cina stessa come un Paese in via di sviluppo. Lo abbiamo visto quando, lo scorso ottobre, il Presidente Xi ha dichiarato al Congresso del Partito Comunista di volere che la Cina diventi leader mondiale sul piano della \u00abforza nazionale composita e dell\u2019influenza internazionale\u00bb entro il 2049. O, per dirla pi\u00f9 semplicemente, vuole che la Cina diventi la nazione pi\u00f9 potente del mondo. Date le sue dimensioni e la sua influenza globale, la riapertura dell\u2019economia cinese dopo il Covid-19 \u00e8 positiva. Ed \u00e8 positivo che i nostri cittadini, le nostre imprese e i nostri diplomatici siano di nuovo in grado di commerciare con Pechino.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 la comprensione reciproca inizia con la discussione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, siamo preoccupati per le ragioni di questo ritorno sulla scena mondiale. La definizione di una strategia europea nei confronti della Cina &#8211; o di una strategia efficace &#8211; deve partire da una valutazione obiettiva delle nostre attuali relazioni e delle intenzioni strategiche della Cina. Le&nbsp; nostre relazioni con la Cina sono troppo importanti per essere messe a rischio senza una chiara definizione dei termini di un sano dialogo. \u00c8 chiaro che negli ultimi anni le nostre relazioni sono diventate pi\u00f9 distanti e difficili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">L\u2019approccio dell\u2019Unione europea nei confronti della Cina, come indicato nelle Prospettive strategiche della Commissione europea del 12 marzo 2019&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-6590' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/04\/lunione-ha-una-nuova-dottrina-sulla-cina\/#easy-footnote-bottom-1-6590' title='&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/EN\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:52019JC0005&quot;&gt;https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/EN\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:52019JC0005&lt;\/a&gt;'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>, si riassume nella seguente definizione: \u00abla Cina \u00e8 un partner di cooperazione, un concorrente economico e un rivale sistemico\u00bb. Si distingue quindi tra ambiti in cui Europa e Cina hanno interessi convergenti, come il clima o l\u2019ambito economico, che genera grandi benefici ma anche rischi perch\u00e9 la Cina non gioca con le stesse regole, e l\u2019ambito politico-strategico, in cui la Cina cerca di promuovere il suo modello autoritario e la sua visione dell&#8217;ordine internazionale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">La Bussola strategica 2022 ribadisce questa postura nei confronti di Pechino. Nel testo, Bruxelles dimostra di essere ben consapevole della sfida storica che deve affrontare: \u00abLo sviluppo e l\u2019integrazione della Cina nella sua regione e nel mondo intero segneranno il resto di questo secolo. Dobbiamo assicurarci che ci\u00f2 avvenga in modo da contribuire al mantenimento della sicurezza globale e che non sia in contrasto con l\u2019ordine internazionale basato sulle regole e con i nostri interessi e valori\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-6590' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/04\/lunione-ha-una-nuova-dottrina-sulla-cina\/#easy-footnote-bottom-2-6590' title='https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/data.consilium.europa.eu\/doc\/document\/ST-7371-2022-COR-1\/fr\/pdf&amp;amp;sa=D&amp;amp;source=docs&amp;amp;ust=1680199514995106&amp;amp;usg=AOvVaw0PLVmfIcbwKwFxsXHyTOD-'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Da qualche tempo assistiamo a un indurimento deliberato della posizione strategica complessiva della Cina. Ora \u00e8 accompagnato da un\u2019ondata di azioni sempre pi\u00f9 assertive. Ne abbiamo avuto un vivido ricordo la scorsa settimana a Mosca, durante la visita di Stato del Presidente Xi. Lungi dall\u2019essere scoraggiato dall\u2019atroce e illegale invasione dell\u2019Ucraina, il Presidente Xi mantiene la sua amicizia \u201cillimitata\u201d con la Russia di Putin. Ma c\u2019\u00e8 stato un cambiamento nelle dinamiche delle relazioni tra Cina e Russia. Dalla visita \u00e8 emerso chiaramente che la Cina vede nella debolezza di Putin un modo per aumentare la propria influenza sulla Russia. Ed \u00e8 chiaro che l\u2019equilibrio di potere in questa relazione \u2013 che per la maggior parte del secolo scorso \u00e8 stato a favore della Russia \u2013 si \u00e8 spostato. L\u2019elemento pi\u00f9 significativo \u00e8 stata la dichiarazione del Presidente Xi a Putin mentre lasciava il Cremlino: \u00abIn questo momento si stanno verificando cambiamenti che non si vedevano da 100 anni. E siamo noi che, insieme, stiamo guidando questi cambiamenti\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come membro permanente del Consiglio di Sicurezza, la Cina ha la responsabilit\u00e0 di sostenere i principi e i valori che sono alla base della Carta delle Nazioni Unite. E la Cina ha il dovere di svolgere un ruolo costruttivo nella promozione di una pace giusta. Ma questa pace pu\u00f2 essere giusta solo se si basa sul rispetto della sovranit\u00e0 e dell\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Ucraina. L\u2019Ucraina definir\u00e0 i termini di una pace giusta, che include il ritiro delle truppe che l\u2019hanno invasa. Qualsiasi piano di pace che sancisca le annessioni russe \u00e8 semplicemente non realizzabile. Dobbiamo essere franchi su questo punto. Il modo in cui la Cina continuer\u00e0 a rispondere alla guerra di Putin sar\u00e0 un fattore determinante per il futuro delle relazioni UE-Cina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">L\u2019influenza della Cina sulla Russia putinista \u00e8 ora al centro dei calcoli strategici delle \u00e9lite europee nei confronti di Pechino. \u00c8 in questa luce che va letta l\u2019attuale sequenza diplomatica. Il Presidente Macron ha recentemente dichiarato, in vista della sua visita a Pechino, di condividere una visione comune con il Cancelliere Scholz, che consiste nella necessit\u00e0 di \u00abinteragire con la Cina per fare pressione sulla Russia\u00bb. L\u2019Unione europea sta cercando di evitare che la Cina sposti la sua posizione verso un sostegno pi\u00f9 attivo sotto forma di fornitura di armi e munizioni.<\/p>\n\n\n\n<p>E, naturalmente, la Cina stessa ha adottato una linea pi\u00f9 dura con i suoi vicini. Le dimostrazioni di forza militare nel Mar Cinese Meridionale e Orientale, cos\u00ec come al confine con l\u2019India, hanno implicazioni dirette per i nostri partner e i loro legittimi interessi. Sottolineiamo inoltre l\u2019importanza della pace e della stabilit\u00e0 nello Stretto di Taiwan. Qualsiasi indebolimento della stabilit\u00e0 regionale in Asia, la regione a pi\u00f9 rapida crescita del mondo, \u00e8 dannoso per la sicurezza globale, il libero flusso del commercio e i nostri interessi nella regione. Anche le gravi violazioni dei diritti umani nello Xinjiang destano grande preoccupazione, come dimostra il recente rapporto dell\u2019Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. Il modo in cui la Cina rispetter\u00e0 i suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani sar\u00e0 un altro criterio per determinare come &#8211; e in che misura &#8211; potremo cooperare con lei.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">L\u2019ultimo vertice UE-Cina si \u00e8 tenuto nell\u2019aprile 2022, dopo una pausa nel 2021. Descritto dall\u2019Alto rappresentante Borrell come un dialogo tra sordi, questo vertice non ha portato all\u2019istituzione di un programma di cooperazione sino-europeo come quello esistente tra il 2013 e il 2020. Le due parti non sono nemmeno riuscite a concordare un comunicato congiunto. L\u2019unico risultato positivo del vertice \u00e8 stata la decisione di rilanciare il dialogo sui diritti umani.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec come ha rafforzato la sua posizione militare, la Cina ha anche intensificato le sue politiche di disinformazione e di coercizione economica e commerciale. Si tratta di una politica deliberata che mira a colpire altri Paesi per indurli a conformarsi ai desiderata cinesi. Lo abbiamo visto quando la Cina ha reagito all\u2019apertura di un ufficio taiwanese a Vilnius con una ritorsione contro la Lituania e altre aziende europee. Lo abbiamo visto con i boicottaggi contro i marchi di abbigliamento che hanno preso posizione sulla questione dei diritti umani, o con le sanzioni contro europarlamentari, funzionari e istituzioni accademiche a causa delle loro opinioni sulle politiche cinese. Abbiamo visto che gli Stati membri si confrontano sempre pi\u00f9 spesso con attivit\u00e0 cinesi nelle loro societ\u00e0 che non sono tollerabili. Lo abbiamo visto anche nelle zone geografiche prossime ai confini cinesi, per esempio, quando Pechino ha limitato severamente le esportazioni di orzo e vino australiani a causa delle domande del governo di Canberra sull\u2019origine del Covid-19. Tutto questo fa parte di un uso deliberato della dipendenza e della leva economica per garantire che la Cina ottenga ci\u00f2 che vuole dai Paesi pi\u00f9 piccoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Signore e signori,<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019escalation a cui stiamo assistendo indica che la Cina sta diventando pi\u00f9 repressiva all\u2019interno e pi\u00f9 dura all\u2019estero. Possiamo trarre tre conclusioni principali sul modo in cui la Cina si sta evolvendo, e tenerne conto nel riorientare le nostre politiche. La prima \u00e8 che la Cina ha voltato pagina rispetto all\u2019era della \u201criforma e dell\u2019apertura\u201d e sta entrando in una nuova era di sicurezza e controllo. Lo abbiamo visto all&#8217;inizio di questo mese, quando il Presidente Xi ha ribadito il suo impegno a fare dell\u2019esercito cinese una \u00abgrande muraglia d\u2019acciaio che protegga efficacemente la sovranit\u00e0, la sicurezza e gli interessi di sviluppo della Cina\u00bb. Lo vediamo con l\u2019iniziativa di Pechino per la sicurezza globale, che sta cercando di inserire nei documenti delle Nazioni Unite, e pi\u00f9 in generale nella sua retorica sulla politica internazionale. Possiamo quindi aspettarci una maggiore enfasi sulla sicurezza, sia essa militare, tecnologica o economica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">La trasformazione delle priorit\u00e0 politiche cinesi, con la sicurezza che diventa la nuova priorit\u00e0 a scapito dello sviluppo economico, corrisponde molto da vicino all\u2019ipotesi di capitalismo politico formulata da Alessandro Aresu e approfondita in <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/themes\/economie\/capitalismes-politiques-en-guerre\/\">una serie di pubblicazioni settimanali<\/a>. In Cina si assiste a una doppia dinamica di securizzazione dell\u2019economia &#8211; questa \u00e8 la logica della fusione civile-militare &#8211; e della sua trasformazione in arma offensiva, cio\u00e8 dello sfruttamento delle interdipendenze per far avanzare gli interessi cinesi, come dimostrano in particolare le azioni di coercizione economica nei confronti della Lituania o dell&#8217;Australia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">L\u2019apertura di un ufficio di rappresentanza taiwanese a Vilnius alla fine del 2021 ha provocato misure di ritorsione da parte della Cina. Oltre al declassamento delle relazioni bilaterali al livello di un incaricato d\u2019affari, la Cina ha moltiplicato le misure di coercizione economica (blocco della circolazione dei treni merci, prodotti bloccati alla dogana cinese, ecc.) Questa politica, vista come un attacco al funzionamento del mercato unico dai decisori europei, ha motivato un progetto di strumento anti-coercizione, che \u00e8 appena stato oggetto di un accordo politico tra il Consiglio e il Parlamento europeo&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-6590' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/04\/lunione-ha-una-nuova-dottrina-sulla-cina\/#easy-footnote-bottom-3-6590' title='&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https:\/\/www.consilium.europa.eu\/fr\/press\/press-releases\/2023\/03\/28\/trade-political-agreement-on-the-anti-coercion-instrument\/&quot;&gt;Commerce: accord politique sur l&amp;#8217;instrument de lutte contre la coercition &amp;#8211; Consilium (europa.eu)&lt;\/a&gt;'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte le aziende cinesi, ad esempio, sono gi\u00e0 tenute per legge a contribuire alle operazioni di raccolta di informazioni di Stato e a mantenerle segrete.<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo aspettarci controlli economici ancora pi\u00f9 severi, dal momento che il Partito Comunista Cinese, attraverso le sue istituzioni e la sua leadership, ha assunto un ruolo pi\u00f9 rilevante nella guida dell\u2019economia. E possiamo aspettarci pressioni evidenti affinch\u00e9 la Cina diventi meno dipendente dal resto del mondo, ma il resto del mondo pi\u00f9 dipendente dalla Cina. O, come ha detto in modo franco il presidente Xi qualche anno fa: \u00abla Cina deve rafforzare la dipendenza delle catene produttive internazionali dal suo mercato per costruire una potente capacit\u00e0 di risposta e di deterrenza\u00bb. Questo \u00e8 particolarmente vero per le materie prime critiche come il litio o il cobalto, per settori come l\u2019alta velocit\u00e0 ferroviaria e la tecnologia delle energie rinnovabili, o per le tecnologie emergenti che sono vitali per la futura sicurezza economica e nazionale, come l\u2019informatica quantistica, la robotica o l\u2019intelligenza artificiale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda conclusione che possiamo trarre \u00e8 che l\u2019imperativo della sicurezza e del controllo \u00e8 ormai superiore alla logica del libero mercato e del commercio aperto. Nella sua relazione al recente Congresso del Partito, il Presidente Xi ha invitato il popolo cinese a prepararsi alla lotta. Non \u00e8 un caso che nel suo discorso di apertura abbia usato ripetutamente le parole \u00abDouzheng\u00bb e \u00abendou\u00bb, entrambe traducibili con \u201clotta\u201d, il segno di una certa visione del mondo plasmata da una per la nazione cinese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo mi porta alla terza conclusione. Vale a dire che il chiaro obiettivo del PCC \u00e8 un cambiamento sistemico dell\u2019ordine internazionale, che dovr\u00e0 diventare incentrato sulla Cina. Questo \u00e8 evidente dalle sue posizioni nei forum multilaterali, che mostrano la determinazione a promuovere una visione alternativa dell\u2019ordine mondiale. Una visione in cui i diritti individuali sono subordinati alla sovranit\u00e0 nazionale. In cui la sicurezza e l\u2019economia hanno la precedenza sui diritti civili e politici. Lo abbiamo visto con l\u2019iniziativa \u201cUna cintura, una strada\u201d, con le nuove banche internazionali o altre istituzioni guidate dalla Cina create per competere con l\u2019attuale sistema internazionale. Lo abbiamo visto nell\u2019insieme di iniziative globali che la Cina ha intrapreso e nel modo in cui si sta ponendo come potenza e mediatore per la pace, ad esempio nel contesto del recente accordo tra Arabia Saudita e Iran. E abbiamo assistito alla dimostrazione di amicizia a Mosca, che la dice lunga su questa nuova visione dell&#8217;ordine internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Durante la sua visita a Mosca, <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/03\/22\/les-mots-de-xi-a-moscou\/\">preparata in anticipo<\/a> da un articolo pubblicato dalla stampa russa, Xi Jinping \u00e8 tornato sul \u00abpartenariato illimitato\u00bb dei due Paesi, i cui leader si sono incontrati di persona non meno di quaranta volte dal 2012. In superficie, Pechino e Mosca mostrano un\u2019amicizia che sarebbe coerente con la costruzione di un nuovo ordine mondiale basato sulla prosperit\u00e0 del loro blocco inalienabile. In realt\u00e0, la Russia, impegnata in una guerra di logoramento in Ucraina e sottoposta a sanzioni economiche, non ha altra scelta che riorientare la propria economia, trovandosi sempre pi\u00f9 dipendente dal vicino cinese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Per quanto riguarda il riferimento di Ursula von der Leyen alle Vie della Seta e altri tentativi cinesi di influenzare la governance globale &#8211; che possono essere visti in settori diversi come la <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2020\/04\/02\/chine-oms-coronavirus\/\">sanit\u00e0<\/a> e la <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2020\/03\/12\/coronavirus-chine-surveillance\/\">tecnologia digitale<\/a> &#8211; si pu\u00f2 fare riferimento, oltre che agli episodi della serie settimanale <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/themes\/doctrines-de-xi\/\">\u201cLe dottrine cinesi di Xi\u201d<\/a>, ai testi di <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2021\/03\/17\/les-nouvelles-routes-de-la-soie-un-nouveau-paysage-pour-cartographier-levolution-de-la-gouvernance-mondiale\/\">Li Bin<\/a> o <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2020\/06\/01\/he\/\">He Yafei<\/a> pubblicati nelle nostre pagine.<\/p>\n\n\n\n<p>Signore e signori,<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, la nostra risposta deve essere innanzitutto quella di lavorare per rafforzare il sistema internazionale stesso. Vogliamo lavorare con i nostri partner su questioni globali come il commercio, la finanza, il clima, lo sviluppo sostenibile o la salute. Per farlo, dobbiamo rafforzare le istituzioni e i sistemi in cui i Paesi possono competere e cooperare, e da cui traggono beneficio. Per questo \u00e8 fondamentale garantire la stabilit\u00e0 diplomatica e linee di comunicazione aperte con la Cina. Non credo sia fattibile prendere le distanze dalla Cina n\u00e9 ritengo sia nell\u2019interesse dell\u2019Europa. La nostra relazione non \u00e8 n\u00e9 bianca n\u00e9 nera, n\u00e9 pu\u00f2 esserlo la nostra risposta. Per questo motivo dobbiamo concentrarci sulla riduzione del rischio, non sulla presa di distanza. Questo \u00e8 uno dei motivi per cui presto mi recher\u00f2 a Pechino con il Presidente Macron. La gestione di questo rapporto e uno scambio aperto e franco con le nostre controparti cinesi sono elementi essenziali di quella che definirei la riduzione del rischio attraverso la diplomazia nelle nostre relazioni con la Cina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">In linea con la prospettiva strategica dell\u2019UE, dopo aver delineato le cause e le manifestazioni della rivalit\u00e0 sistemica con la Cina, la Presidente Von Der Leyen passa alla cooperazione e alla concorrenza economica.<\/p>\n\n\n\n<p>Non esiteremo mai a sollevare le questioni profondamente preoccupanti che ho gi\u00e0 menzionato. Ma credo che dobbiamo lasciare spazio a un dibattito su un partenariato pi\u00f9 ambizioso e su come rendere la concorrenza pi\u00f9 equa e disciplinata. E, pi\u00f9 in generale, dobbiamo pensare a come collaborare in modo produttivo nel sistema globale e a quali sfide affrontare in futuro. Ci sono settori che ci offrono opportunit\u00e0 su cui costruire. Prendiamo come esempio il cambiamento climatico e la conservazione della natura. Accolgo con grande favore la leadership della Cina nel garantire lo storico accordo globale di Kunming-Montreal sulla biodiversit\u00e0. Solo poche settimane fa, la Cina ha svolto un ruolo attivo anche nell\u2019accordo globale per la protezione della biodiversit\u00e0 nelle acque internazionali. In un periodo di conflitti e tensioni a livello mondiale, si tratta di risultati diplomatici significativi, per i quali la Cina e l\u2019Unione hanno lavorato insieme. Siamo ansiosi di lavorare insieme con lo stesso spirito nel corso di quest\u2019anno, in vista della COP28. Tutto ci\u00f2 dimostra cosa si pu\u00f2 fare quando gli interessi convergono. E dimostra anche che la diplomazia pu\u00f2 ancora funzionare, che si tratti di prepararsi alle pandemie, di combattere la proliferazione nucleare o di lavorare per la stabilit\u00e0 finanziaria globale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto \u00e8 che non vogliamo rompere i legami economici, sociali, politici e scientifici. La Cina \u00e8 un partner commerciale fondamentale: rappresenta il 9% delle nostre esportazioni di beni e oltre il 20% delle nostre importazioni di beni. Sebbene gli squilibri siano in aumento, la maggior parte dei nostri scambi di beni e servizi rimane reciprocamente vantaggiosa e priva di rischi. Tuttavia, le nostre relazioni sono squilibrate e risentono sempre pi\u00f9 delle distorsioni create dal capitalismo di Stato cinese. Dobbiamo quindi riequilibrare questa relazione sulla base di trasparenza, prevedibilit\u00e0 e reciprocit\u00e0. Dobbiamo garantire che le nostre relazioni commerciali e di investimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo garantire che le nostre relazioni commerciali e di investimento promuovano la prosperit\u00e0 in Cina e nell\u2019Unione europea. L\u2019Accordo globale sugli investimenti \u2013 i cui negoziati si sono conclusi nel 2020 &#8211; mira a questo riequilibrio. Tuttavia, dobbiamo riconoscere che il mondo e la Cina sono cambiati negli ultimi tre anni e dobbiamo rivalutare l\u2019AGI alla luce della nostra strategia complessiva nei confronti della Cina. Sappiamo che ci sono aree in cui il commercio e gli investimenti rappresentano un rischio per la nostra sicurezza economica o nazionale, soprattutto perch\u00e9 la Cina fonde esplicitamente i suoi settori militari e commerciali. \u00c8 il caso di alcune tecnologie sensibili, di beni a doppio utilizzo o anche di investimenti accompagnati da trasferimenti forzati di tecnologia o know-how. Per questo motivo, dopo la riduzione del rischio attraverso la diplomazia, la seconda componente della nostra strategia futura nei confronti della Cina deve essere la riduzione del rischio attraverso l\u2019economia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Negli ultimi anni, la visione dell\u2019apertura economica e finanziaria da parte di Bruxelles \u00e8 cambiata. Sebbene il commercio sia ancora considerato reciprocamente vantaggioso, \u00e8 emersa una duplice constatazione: alcuni Paesi non rispettano le regole del gioco e alcune aziende possono comportarsi in modo predatorio. L\u2019UE ha quindi sviluppato una serie di strumenti di difesa commerciale e di sicurezza economica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Per ripristinare una concorrenza leale nei confronti di alcuni Stati, come la Cina, che mobilitano fondi pubblici a favore di alcuni settori ritenuti strategici, l\u2019Europa ha adottato un regolamento sui sussidi esteri. Questo consente di imporre misure correttive e di controllare determinate concentrazioni di imprese. \u00c8 stato inoltre creato un meccanismo di controllo degli investimenti esteri in Europa, che prevede la notifica alla Commissione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">La Commissione europea ha inoltre proposto uno strumento anti-coercizione. Questo strumento consente di adottare misure di ritorsione nel caso in cui uno Stato ricorra alla coercizione economica contro uno Stato membro. L\u2019UE potrebbe reagire aumentando i dazi doganali, le licenze di importazione o di esportazione o le restrizioni sui servizi o sugli appalti pubblici.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto di partenza di questo approccio \u00e8 una chiara visione dei rischi. Ci\u00f2 richiede il riconoscimento dell\u2019evoluzione delle ambizioni economiche e di sicurezza della Cina. Ma significa anche esaminare criticamente la nostra resilienza e le nostre dipendenze, in particolare all\u2019interno della nostra base industriale e di difesa. A tal fine, \u00e8 essenziale testare le nostre relazioni per capire dove si trovano le maggiori minacce alla nostra resilienza, alla prosperit\u00e0 a lungo termine e alla sicurezza. Questo ci permetter\u00e0 di sviluppare la nostra strategia di riduzione del rischio attraverso l\u2019economia in quattro aree. La prima \u00e8 quella di rendere la nostra economia e la nostra industria pi\u00f9 competitive e resilienti. Questo vale soprattutto per i settori della salute, del digitale e delle tecnologie pulite. Il mercato globale delle tecnologie net zero, ad esempio, dovrebbe triplicare entro il 2030. La nostra capacit\u00e0 di essere all\u2019avanguardia in questo settore dar\u00e0 forma alla nostra economia per i decenni a venire. Ecco perch\u00e9 la scorsa settimana abbiamo introdotto il regolamento sull\u2019industria net zero, una parte fondamentale del nostro piano industriale Green Deal.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 essere in grado di produrre almeno il 40% delle tecnologie pulite di cui abbiamo bisogno per la transizione verde, come l\u2019energia solare, l\u2019eolico terrestre e le energie rinnovabili in alto mare, le batterie e lo stoccaggio, le pompe di calore e le tecnologie di rete. Ma per raggiungere questo obiettivo, avremo bisogno anche di una maggiore indipendenza e diversit\u00e0 nei fattori di produzione chiave necessari per la nostra competitivit\u00e0. Sappiamo di dipendere da un unico fornitore, la Cina, per il 98% delle nostre forniture di terre rare, per il 93% del magnesio e per il 97% del litio. Siamo consapevoli di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto con le importazioni giapponesi di terre rare dalla Cina dieci anni fa, quando le tensioni di politica estera si sono intensificate tra i due Paesi nel Mar Cinese Orientale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra domanda di questi materiali esploder\u00e0 con l\u2019accelerazione della transizione digitale ed ecologica. Si prevede che le batterie che alimentano i nostri veicoli elettrici aumenteranno la domanda di litio di 17 volte entro il 2050. Per questo motivo abbiamo proposto un regolamento sulle materie prime critiche, che dovr\u00e0 contribuire alla diversificazione e alla sicurezza dell\u2019approvvigionamento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Mentre l\u2019adozione dell\u2019Inflation Reduction Act ha suscitato scalpore nell\u2019Unione Europea, con gli Stati Uniti accusati di protezionismo &#8211; con alcuni sussidi soggetti a criteri di origine mineraria o di localizzazione della produzione &#8211; la Presidente Von Der Leyen ha riorientato il dibattito evidenziando la natura massiccia dei sussidi cinesi alle industrie verdi, in vigore da oltre un decennio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">L\u2019attuale politica industriale verde dell\u2019UE, la legge sull\u2019industria a zero emissioni e la legge sulle materie prime critiche, nata come risposta agli Stati Uniti, ha trovato un nuovo concorrente, mentre i partenariati transatlantici fanno passi in avanti&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-6590' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/04\/04\/lunione-ha-una-nuova-dottrina-sulla-cina\/#easy-footnote-bottom-4-6590' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.reuters.com\/business\/us-lays-out-possible-critical-raw-materials-agreement-with-eu-handelsblatt-2023-03-23\/&quot;&gt;U.S. lays out possible critical raw materials agreement with EU -Handelsblatt | Reuters&lt;\/a&gt;'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo anche riflettere su questo tema in tutto il nostro mercato unico, per rafforzare la nostra resilienza nei settori del cyberspazio e del trasporto marittimo, dello spazio e del digitale, della difesa e dell\u2019innovazione. La seconda parte della strategia di riduzione del rischio consiste nell\u2019utilizzare meglio la gamma di strumenti commerciali a nostra disposizione. Negli ultimi anni abbiamo messo in atto misure per affrontare i problemi di sicurezza, sia che riguardino il 5G, gli investimenti diretti esteri o i controlli sulle esportazioni. Ci siamo dotati di strumenti per affrontare le distorsioni economiche, tra cui il regolamento sulle sovvenzioni estere, e di un nuovo strumento per scoraggiare la coercizione economica. Ora dobbiamo essere uniti a livello europeo per utilizzare questi strumenti in modo pi\u00f9 audace e rapido quando sono necessari, e dobbiamo far rispettare la legge con maggiore fermezza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In terzo luogo, l\u2019evoluzione delle politiche cinesi potrebbe richiedere lo sviluppo di nuovi strumenti di difesa per alcuni settori critici. L\u2019Unione europea deve definire il suo futuro rapporto con la Cina e con altri Paesi in aree sensibili ad alta tecnologia come la microelettronica, l\u2019informatica quantistica, la robotica, l\u2019intelligenza artificiale, la biotecnologia e altre.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando i beni possono essere a doppio uso o quando sono in gioco i diritti umani, deve essere chiaro se gli investimenti o le esportazioni sono effettivamente al servizio della nostra sicurezza. Dobbiamo assicurarci che i capitali, le competenze e il know-how delle nostre aziende non vengano utilizzati per rafforzare le capacit\u00e0 militari e di intelligence di coloro che sono anche i nostri rivali sistemici. Dobbiamo quindi cercare i cavilli che permettono alle tecnologie emergenti o sensibili di trapelare attraverso gli investimenti in altri Paesi. Per questo motivo stiamo riflettendo se e come l\u2019Europa debba sviluppare uno strumento mirato sugli investimenti esteri. Questo strumento coprirebbe un numero limitato di tecnologie sensibili in cui gli investimenti possono portare allo sviluppo di capacit\u00e0 militari che rappresentano un rischio per la sicurezza nazionale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso dell\u2019anno, la Commissione presenter\u00e0 alcune idee nel contesto di una nuova strategia di sicurezza economica, che individuer\u00e0 dove dobbiamo rafforzare la nostra sicurezza economica e come possiamo utilizzare meglio i nostri strumenti di sicurezza commerciale e tecnologica.<\/p>\n\n\n\n<p>La quarta parte della nostra strategia di riduzione del rischio economico \u00e8 l\u2019allineamento con gli altri partner. Sui temi che riguardano la nostra sicurezza economica, abbiamo molto in comune con i nostri partner in tutto il mondo. Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente vero per i nostri partner del G7 e del G20, e per i vicini della Cina, che spesso hanno un rapporto pi\u00f9 integrato con essa e sono pi\u00f9 avanti nella loro capacit\u00e0 di riduzione del rischio. In questo quadro, ci concentreremo sugli accordi di libero scambio laddove non ne abbiamo ancora &#8211; come con la Nuova Zelanda, l\u2019Australia, l\u2019India e i nostri partner dell\u2019ASEAN e del Mercosur &#8211; sull\u2019ammodernamento di alcuni accordi &#8211; come quelli con il Messico e il Cile &#8211; e su un migliore utilizzo di altri accordi gi\u00e0 esistenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Rafforzeremo la cooperazione in settori come il digitale e le tecnologie pulite, attraverso il Consiglio per il commercio e la tecnologia con l\u2019India o l\u2019Alleanza verde UE-Giappone. Inoltre, investiremo nelle infrastrutture della regione e non solo, attraverso la Global Gateway Strategy.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Global Gateway \u00e8 la risposta dell\u2019Europa alla strategia cinese \u201cUna cintura una strada\u201d. Per soddisfare le esigenze di connettivit\u00e0 e di infrastrutture dei Paesi del Sud, l\u2019Europa vuole mobilitare 300 miliardi di euro nel periodo 2021-2027, di cui 18 miliardi di euro dal bilancio europeo, 135 miliardi di euro in garanzie fornite dal Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile e 145 miliardi di euro in finanziamenti forniti dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e dalla Banca europea per gli investimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Stiamo offrendo ai Paesi in via di sviluppo una scelta reale nel finanziamento delle infrastrutture. Tutto questo contribuir\u00e0 a costruire la resilienza della nostra catena di approvvigionamento e a diversificare il nostro commercio, che deve essere una parte centrale della nostra strategia di riduzione del rischio attraverso l\u2019economia.<\/p>\n\n\n\n<p>Signore e signori,<\/p>\n\n\n\n<p>La prospettiva che abbiamo di fronte \u00e8 quella di una rifocalizzazione sulle questioni pi\u00f9 importanti. Questo riflette anche la necessit\u00e0 di adattare la nostra strategia per rispondere al modo in cui la controparte centrale sembra evolversi. Ma se vogliamo gestire questo rapporto in modo da prepararci al futuro, dobbiamo farlo insieme. In questo momento decisivo per il mondo, abbiamo bisogno di una volont\u00e0 collettiva per rispondere insieme. Una politica europea forte nei confronti della Cina deve basarsi su uno stretto coordinamento tra gli Stati membri e le istituzioni europee sulla volont\u00e0 di contrastare le tattiche che cercano di dividere e governare. Tuttavia, voglio anche dire che in geopolitica nulla \u00e8 inevitabile. La Cina \u00e8 un mix affascinante e complesso di storia, progresso e sfide. E definir\u00e0 questo secolo. Ma la storia del nostro rapporto con la Cina non \u00e8 ancora del tutto scritta, e non deve essere necessariamente difensiva. Dobbiamo dimostrare collettivamente che il nostro sistema democratico, i nostri valori e la nostra economia aperta possono portare prosperit\u00e0 e sicurezza alla popolazione. Allo stesso tempo, dobbiamo essere sempre pronti a dialogare e a lavorare con chi vede il mondo in modo diverso. Questo mi riporta al punto di partenza e a ci\u00f2 che Max Kohnstamm ha detto sulla graduale evoluzione degli atteggiamenti e delle azioni. \u00c8 su questo che si lavora ogni giorno. E questo \u00e8 ci\u00f2 in cui l\u2019Europa creder\u00e0 sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Lunga vita all\u2019Europa e grazie per la vostra attenzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abL\u2019obiettivo esplicito del Partito comunista cinese \u00e8 un cambiamento sistemico dell\u2019ordine internazionale\u00bb. Ventidue anni dopo l\u2019ingresso della Cina nell\u2019OMC, l\u2019UE ha finalmente preso atto della sua nuova posizione nel panorama globale. 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