{"id":6535,"date":"2023-03-27T15:02:48","date_gmt":"2023-03-27T14:02:48","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=6535"},"modified":"2023-03-27T15:03:47","modified_gmt":"2023-03-27T14:03:47","slug":"la-dottrina-morawiecki-il-piano-della-destra-radicale-polacca-per-riorganizzare-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/27\/la-dottrina-morawiecki-il-piano-della-destra-radicale-polacca-per-riorganizzare-leuropa\/","title":{"rendered":"La dottrina Morawiecki: il piano della destra radicale polacca per riorganizzare l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"\n
Il 20 marzo 2023, il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki ha tenuto un discorso sull\u2019Europa e sui valori europei a Heidelberg. La conferenza del capo di governo polacco \u00e8 in linea con i discorsi sul futuro dell\u2019Unione europea tenuti dal presidente francese Emmanuel Macron (La Sorbona, settembre 2017) e dal cancelliere tedesco Olaf Scholz<\/a> (Praga, agosto 2022). Questo importante documento offre la prospettiva di un leader dell\u2019Europa centrale, il cui ruolo politico nell\u2019Unione europea si \u00e8 rafforzato dopo la guerra in Ucraina, qui descritta come una \u00absvolta storica\u00bb. Morawiecki espone una visione delle sfide che l\u2019Unione deve affrontare e dei modi per affrontarle, in netto contrasto con quelle proposte dai suoi omologhi francese e tedesco.<\/p>\n\n\n\n Sua Magnificenza, Professor Eitel,\u00a0<\/p>\n\n\n\n Signor Primo Ministro Kretschmann, <\/p>\n\n\n\n Signore e Signori, <\/p>\n\n\n\n Cari studenti<\/p>\n\n\n\n Vi ringrazio molto per l\u2019invito a Heidelberg. \u00c8 per me un grande onore parlare qui, in una delle pi\u00f9 antiche universit\u00e0 del continente. \u00c8 un luogo che ha formato decine di generazioni di europei eccellenti. Molti grandi tedeschi, naturalmente, ma anche molti polacchi. Uno di loro \u00e8 stato addirittura rettore.<\/p>\n\n\n\n Heidelberg \u00e8 una citt\u00e0 bellissima, costruita e coltivata per generazioni. Eppure questa meravigliosa citt\u00e0, che per molti versi \u00e8 un microcosmo dell\u2019Europa, \u00e8 stata testimone di molto male, violenza, guerra e atrocit\u00e0. Oggi, purtroppo, esse tornano nel nostro continente.<\/p>\n\n\n\n L\u2019Europa si trova di fronte a una svolta storica, pi\u00f9 importante di quella affrontata durante la caduta del comunismo, perch\u00e9 per la maggior parte della popolazione del continente quei cambiamenti furono pacifici, mentre oggi, quando il mondo intero \u00e8 minacciato da una guerra di aggressione russa, vengono in mente i tempi di 70 e 80 anni fa.<\/p>\n\n\n\n Oggi voglio parlarvi di quattro questioni fondamentali per il futuro dell\u2019Europa. Divider\u00f2 quindi il mio discorso in quattro sezioni, e in ognuna di queste sezioni far\u00f2 riferimento a quella che considero una questione fondamentale: il ruolo degli Stati nazionali.<\/p>\n\n\n\n Comincer\u00f2 con il primo grande tema: <\/p>\n\n\n\n 1. Cosa ci insegna oggi la storia dell\u2019Europa<\/em><\/p>\n\n\n\n Poi, passer\u00f2 a:<\/p>\n\n\n\n 2. L\u2019importanza della lotta dell’Ucraina contro la Russia e quali conclusioni possiamo trarre per l\u2019Europa dalla guerra in Ucraina.<\/em><\/p>\n\n\n\n Pi\u00f9 avanti affronter\u00f2 un terzo tema: <\/p>\n\n\n\n 3. Che cosa sono i valori europei e che cosa li minaccia attualmente<\/em><\/p>\n\n\n\n Infine, discuter\u00f2 il quarto punto<\/p>\n\n\n\n 4. Come l\u2019Europa pu\u00f2 assumere il ruolo di leader globale<\/em><\/p>\n\n\n\n Se ci chiediamo cosa pu\u00f2 insegnarci la storia dell\u2019Europa, vorrei iniziare dalle nostre relazioni, quelle tra polacchi e tedeschi. Siamo stati vicini per oltre undici secoli, abbiamo vissuto, lavorato, ci siamo preoccupati e abbiamo risolto i nostri problemi fianco a fianco e spesso insieme. Abbiamo fondato le nostre prime universit\u00e0 nello stesso periodo: a Cracovia nel 1364, a Heidelberg nel 1386. Nel corso dei secoli ci sono stati molti polacchi di origine tedesca o tedeschi di origine polacca e slava. Oggi, polacchi e tedeschi lavorano a stretto contatto dal punto di vista economico, il che crea interdipendenza. Siamo il quinto partner commerciale della Germania, dopo Cina, Stati Uniti, Paesi Bassi e Francia. Presto passeremo al quarto posto, superando la Francia. E poi addirittura al terzo. Molti non se ne rendono conto, ma la Russia \u00e8 al 16\u00b0 posto. <\/p>\n\n\n\n E la Polonia, insieme ad altri Paesi del Gruppo di Visegrad, \u00e8 oggi un partner molto pi\u00f9 importante della Cina o degli Stati Uniti. Vale la pena sottolineare l\u2019importanza che Germania e Polonia rivestono l\u2019una per l\u2019altra. E sebbene abbiamo prospettive diverse su alcune questioni, condividiamo anche molti problemi comuni che devono essere superati insieme. <\/p>\n\n\n\n Morawiecki esordisce ricordando l\u2019importanza cruciale della Polonia, e pi\u00f9 in generale dei Paesi dell\u2019Europa centrale, come partner economico della Germania, in un contesto in cui \u00e8 soprattutto la dipendenza di questo Paese (e di altri in Europa) dal gas russo a essere al centro del dibattito dall\u2019inizio della guerra in Ucraina. <\/p>\n\n\n\n L\u2019obiettivo del leader polacco \u00e8 relativizzare il carattere presumibilmente periferico – e quindi trascurabile, nel gioco geopolitico e negli scambi economici – dell\u2019Europa centrale rispetto all’Europa occidentale. Sull\u2019importanza degli scambi economici (diseguali) tra i Paesi di Visegrad e i loro vicini europei, si pu\u00f2 fare riferimento a Thomas Piketty, \u00ab2018, l\u2019anno dell\u2019Europa\u00bb<\/a> (16 gennaio 2018).<\/p>\n\n\n\n La Polonia lotta ancora oggi con la crudele eredit\u00e0 della Seconda Guerra Mondiale. Abbiamo perso l\u2019indipendenza, la libert\u00e0 e oltre 5 milioni di cittadini, molte citt\u00e0 polacche sono state lasciate in rovina e oltre mille villaggi sono stati brutalmente pacificati. <\/p>\n\n\n\n Mentre la Germania occidentale ha potuto svilupparsi liberamente, la Polonia ha perso 50 anni del suo futuro a causa della Seconda Guerra Mondiale. Non voglio soffermarmi su questo tema nel mio discorso, ma non posso trascurarlo… La Polonia non ha mai ricevuto dalla Germania un risarcimento per i crimini della Seconda Guerra Mondiale, per la distruzione, la sottrazione di beni e tesori della cultura nazionale. <\/p>\n\n\n\n Dopotutto, la piena riconciliazione tra un colpevole e la sua vittima \u00e8 possibile solo quando c\u2019\u00e8 un risarcimento. In questo momento cruciale della storia europea, abbiamo bisogno di questa riconciliazione pi\u00f9 che mai, perch\u00e9 le sfide che abbiamo di fronte sono gravi. La storia dell\u2019Europa – con la sua ferita pi\u00f9 grande, la Seconda guerra mondiale – ha spinto il mio Paese, insieme a molti altri, dietro la \u201ccortina di ferro\u201d per quasi mezzo secolo. <\/p>\n\n\n\n Insieme ai miei coetanei, siamo cresciuti, siamo andati a scuola, abbiamo intrapreso un lavoro o degli studi all\u2019ombra dei crimini comunisti. Milioni di giovani europei che vivevano dietro la cortina di ferro sapevano che da una parte c\u2019era la libert\u00e0 e dall\u2019altra il colonialismo russo; sovranit\u00e0 per alcuni, dominazione imperiale per altri; da un lato, la tanto desiderata Europa libera, dall\u2019altra, un totalitarismo barbaro: la vita sotto il tallone della Russia sovietica.<\/p>\n\n\n\n Se qualcuno ci avesse detto che avremmo vissuto per vedere la fine del comunismo, non gli avremmo creduto. Come la maggior parte degli esperti occidentali di Russia sovietica. Eppure \u00e8 successo! La Solidariet\u00e0 polacca \u2013 \u201cSolidarno\u015b\u0107\u201d \u2013 la guerra in Afghanistan, Papa Giovanni Paolo II e la dura posizione degli Stati Uniti durante l\u2019era Reagan hanno portato alla caduta del comunismo criminale. <\/p>\n\n\n\n Era arrivato il tempo della democrazia. <\/p>\n\n\n\n Oggi vorrei sottolineare il ruolo della sovranit\u00e0 dello Stato nazionale nel mantenere la libert\u00e0 delle nazioni.<\/p>\n\n\n\n La lotta delle nazioni schiavizzate dell\u2019Europa centrale era, fondamentalmente, una lotta per la sovranit\u00e0 nazionale. Questa questione ha unito i patrioti in tutto lo spettro politico, perch\u00e9 credevamo che i nostri diritti e le nostre libert\u00e0 potessero essere salvaguardati solo nel contesto di Stati sovrani riconquistati.<\/p>\n\n\n\n Con questo richiamo storico, Morawiecki si inserisce in continuit\u00e0 con la \u201cpolitica storica\u201d sostenuta dal PiS, che consiste nel difendere il \u00abpunto di vista polacco\u00bb sulla storia per rivendicare la propria grandezza morale in contrapposizione ai suoi vicini, in particolare alla Germania. Il risvolto concreto di questa posizione si pu\u00f2 ravvisare nelle richieste, avanzate dal governo polacco alla Germania, di riparazioni di guerra per le immense perdite umane e materiali causate dal Terzo Reich alla Polonia durante la Seconda guerra mondiale. Su questa spinosa questione, che il governo tedesco ha liquidato come giuridicamente chiusa, si veda Mateusz Pi\u0105tkowski, \u00abThe legal questions behind Poland\u2019s claim for war reparations from Germany\u00bb<\/a> (Note dalla Polonia, 9 settembre 2022).<\/p>\n\n\n\n Inoltre Morawiecki presenta l\u2019esperienza comunista in Polonia come una semplice occupazione sovietica, contro la quale la societ\u00e0 polacca nel suo complesso si sarebbe sollevata prima di liberarsi grazie alle sue mobilitazioni (Solidarno\u015b\u0107, Giovanni Paolo II) e al sostegno americano (Reagan). La sua descrizione \u00e8 in linea le interpretazioni preferite dal suo schieramento politico, ossia la destra nazionalista e anticomunista, ma questa visione semplicistica di una storia pi\u00f9 complessa affonda le sue radici anche in una storia personale: il padre di Mateusz, Kornel Morawiecki (1941-2019), \u00e8 stato una figura importante dell\u2019opposizione anticomunista, fondatore dell\u2019’organizzazione clandestina Solidarno\u015b\u0107 Walcz\u0105ca (Solidariet\u00e0 Combattente) a Breslavia nel 1982, durante lo stato di guerra, dopo che il sindacato Solidarno\u015b\u0107 era stato messo al bando e i suoi leader arrestati.<\/p>\n\n\n\n \u00c8 in virt\u00f9 di questa eredit\u00e0 storica, quella di una nazione che ha lottato per tutta la sua storia per l\u2019indipendenza, in particolare contro il totalitarismo nazista e sovietico nel XX secolo, che Morawiecki presenta lo Stato-nazione non solo come caro ai polacchi, ma anche come il principale garante della democrazia di fronte alle tentazioni imperialiste, un argomento che svilupper\u00e0 in seguito in relazione all\u2019Unione europea.<\/p>\n\n\n\n Sulla politica storica in Polonia ci permettiamo di rinviare a Valentin Behr, \u00abGen\u00e8se et usages d\u2019une politique publique de l\u2019histoire. La \u2018politique historique\u2019 en Pologne<\/a>\u00bb, Revue d\u2019\u00e9tudes comparatives Est-Ouest, vol. 46, no. 3, 2015, e al dossier coordinato da Fr\u00e9d\u00e9ric Zalewski, \u00abLa \u201cpolitique historique\u201d en Pologne. La m\u00e9moire au service de l\u2019identit\u00e9 nationale<\/a>\u00bb, Revue d\u2019\u00e9tudes comparatives Est-Ouest, vol. 1, no. 1, 2020.<\/p>\n\n\n\n Avevamo ragione. Questo \u00e8 stato particolarmente evidente durante i periodi di crisi sociale ed economica. Anche durante la recente crisi del Covid, abbiamo visto che Stati nazionali efficienti sono fondamentali per proteggere la salute dei cittadini. In precedenza, durante la crisi del debito, abbiamo assistito a un chiaro conflitto tra i Paesi dell\u2019Europa meridionale \u2013 Grecia, Italia e Spagna \u2013 e le istituzioni sovranazionali che prendevano decisioni economiche per loro conto senza un mandato democratico.<\/p>\n\n\n\n In entrambi i casi, ci siamo trovati di fronte ai limiti della governance sovranazionale in Europa. In Europa niente potr\u00e0 salvaguardare la libert\u00e0 delle nazioni, la loro cultura, la loro sicurezza sociale, economica, politica e militare meglio degli Stati nazionali. Altri sistemi sono illusori o utopici. Possono essere rafforzati da organizzazioni intergovernative e anche parzialmente sovranazionali, come l\u2019Unione Europea, ma gli Stati nazionali in Europa non possono essere sostituiti. <\/p>\n\n\n\n Citando la crisi del debito sovrano e quella del Covid-19 nella sua professione di fede a favore di un\u2019Europa delle nazioni, Mateusz Morawiecki sembra dimenticare di sfuggita gli importanti fondi comuni istituiti a livello europeo per far fronte alle conseguenze economiche della pandemia. L\u2019attribuzione di questi fondi alla Polonia \u00e8 stata oggetto di un braccio di ferro con la Commissione europea, che ha cercato di usarli come leva per indurre il governo polacco a revocare alcune riforme del sistema giudiziario, accusate di minare lo Stato di diritto. La denuncia di Morawiecki contro \u00abistituzioni sovranazionali\u00bb che operano \u00absenza un mandato democratico\u00bb solleva l\u2019annosa e ricorrente questione del rispetto da parte degli Stati membri dei trattati che hanno firmato e ratificato \u2013 tra l\u2019altro con un referendum al momento dell\u2019adesione della Polonia all\u2019Unione europea nel 2004. Questa questione \u00e8 al centro del resto del discorso, quando si parla di valori europei e del futuro dell\u2019Unione.<\/p>\n\n\n\n L\u2019Europa \u00e8 nata molto prima della Repubblica americana, la cui unit\u00e0 \u00e8 stata forgiata anche attraverso la guerra civile. Ecco perch\u00e9 \u00e8 fuorviante fare riferimento a questa analogia storica.<\/p>\n\n\n\n Qualsiasi sistema politico che non rispetti la sovranit\u00e0 altrui, la democrazia o la volont\u00e0 elementare della nazione, prima o poi diventer\u00e0 utopia o porter\u00e0 alla tirannia. \u00c8 stata l\u2019Europa cristiana a dare vita a una civilt\u00e0 che rispetta la dignit\u00e0 umana pi\u00f9 di ogni altra. Questa civilt\u00e0 merita di essere protetta. Soprattutto di fronte a civilt\u00e0 dal cuore duro e sempre pi\u00f9 forti, per le quali i valori democratici e liberali non contano.<\/p>\n\n\n\n Vogliamo costruire un\u2019Europa forte per affrontare le sfide globali del XXI secolo. \u00c8 la dimensione dell\u2019Unione europea che la rende una forza significativa nel mondo, non il suo sistema decisionale sempre pi\u00f9 incomprensibile. Abbiamo bisogno di un\u2019Europa forte grazie ai suoi Stati nazionali, non di un\u2019Europa costruita sulle loro rovine. Un\u2019Europa del genere non avr\u00e0 mai forza, perch\u00e9 il potere politico, economico e culturale dell\u2019Europa deriva dall’energia vitale fornita dagli Stati nazionali.<\/p>\n\n\n\n Le alternative sono un\u2019utopia tecnocratica, che alcuni a Bruxelles sembrano immaginare, o un neo-imperialismo, gi\u00e0 screditato dalla storia moderna. La lotta delle nazioni europee per la libert\u00e0 non \u00e8 finita nel 1989. Lo si vede meglio al nostro confine orientale.<\/p>\n\n\n\n Discuter\u00f2 l\u2019importanza della lotta dell\u2019Ucraina dal punto di vista dei nostri valori comuni europei. Inoltre, esporr\u00f2 le conclusioni che dovremmo trarne.<\/p>\n\n\n\n Per cosa combattono davvero gli ucraini oggi? Per cosa sono disposti a rischiare la vita? Perch\u00e9 non si sono arresi immediatamente al secondo esercito pi\u00f9 forte del mondo? <\/p>\n\n\n\n La lotta degli ucraini per il diritto all\u2019autodeterminazione nazionale \u00e8 un\u2019altra manifestazione eroica della difesa dello Stato nazionale e della libert\u00e0. Ma per avere la volont\u00e0 di combattere, bisogna credere davvero in ci\u00f2 per cui si combatte.<\/p>\n\n\n\n Oggi gli ucraini non combattono solo per la propria libert\u00e0. Dal 24 febbraio 2022, combattono quotidianamente anche per la libert\u00e0 di tutta l\u2019Europa. Anche il nostro futuro dipende da come si svolger\u00e0 questa guerra: la sconfitta dell\u2019Ucraina sarebbe la sconfitta dell\u2019Occidente, anzi dell\u2019intero mondo libero. Una sconfitta pi\u00f9 grande del Vietnam. Dopo una tale sconfitta, la Russia tornerebbe a colpire impunemente e il mondo, cos\u00ec come lo conosciamo, cambierebbe radicalmente, perch\u00e9 una vittoria di Mosca sarebbe seguita da una lunga serie di pericolose incognite. La sconfitta del mondo libero probabilmente incoraggerebbe Putin, proprio come l\u2019acquiescenza degli anni Trenta incoraggi\u00f2 Hitler.<\/p>\n\n\n\n Morawiecki descrive la lotta degli ucraini contro gli invasori russi come una lotta civile e politica, con implicazioni che vanno oltre questo conflitto: Gli ucraini stanno combattendo \u00abper la nostra libert\u00e0 e per la vostra\u00bb, per citare uno slogan polacco (\u00abza wolno\u015b\u0107 nasz\u0105 i wasz\u0105\u00bb) formulato nel XIX secolo durante le insurrezioni anti zariste, poi ripreso dai combattenti polacchi durante la Seconda guerra mondiale, e che dal 24 febbraio 2022 \u00e8 tornato di attualit\u00e0, soprattutto nei discorsi ufficiali polacchi e ucraini. <\/p>\n\n\n\n Al di l\u00e0 del simbolismo, si riferisce anche a un immaginario collettivo diffuso nelle societ\u00e0 dell\u2019Europa centrale e orientale che temono di essere sacrificate dagli alleati occidentali a vantaggio della Russia: \u00e8 il mito di Yalta come \u00abtradimento degli alleati\u00bb, da cui le molteplici associazioni, nel discorso di Mateusz Morawiecki, tra Putin, Hitler e Stalin.<\/p>\n\n\n\n Anche Putin, come Hitler all\u2019epoca, gode di un enorme sostegno pubblico. Non \u00e8 esagerato dire che ci troviamo di fronte alla minaccia di una terza guerra mondiale. Il modo per evitare questo esito \u00e8 smettere di alimentare la bestia. La storia si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Quando i nostri figli leggeranno i libri di testo, si chiederanno se abbiamo fatto abbastanza per garantire loro un futuro di pace. Abbiamo pensato a loro e al bene a lungo termine dei nostri Paesi o solo alla comodit\u00e0 a breve termine e al rinvio di decisioni difficili per il futuro? <\/p>\n\n\n\n Abbiamo imparato dagli errori del passato o continueremo a ripeterli?<\/p>\n\n\n\n Ora, qualche ulteriore riflessione su questo punto 2.1 Perch\u00e9 questo \u00e8 un punto di svolta nella storia europea?<\/em><\/p>\n\n\n\n Fino a poco prima del 24 febbraio, avevo sentito dire che Putin non avrebbe attaccato l\u2019Ucraina. Molti politici europei hanno preferito credere a questa versione, sperando che fosse possibile continuare il \u201cWandel durch Handel\u201d [l\u2019espressione tedesca indica \u201ccambiamento attraverso il commercio\u201d, NDT] con la Russia a spese dell\u2019Europa centrale.<\/p>\n\n\n\n In questo contesto, torniamo alla domanda: per cosa combattono gli ucraini? Se fossero concentrati solo sui beni materiali e non fossero uniti dal loro senso di comunit\u00e0, si sarebbero arresi molto tempo fa. \u00c8 su questo che Putin contava. Credeva che gli ucraini avrebbero scelto la pace piuttosto che la libert\u00e0. Ma si sbagliava.<\/p>\n\n\n\n Perch\u00e9? Qual \u00e8 stato l\u2019errore del Cremlino? Putin non \u00e8 un pazzo, come molti di coloro che hanno fatto affari con lui per vent\u2019anni vorrebbero farci credere, ma \u00e8 accecato dalla sua visione del mondo. Non \u00e8 riuscito a capire che gli ucraini sono una nazione. E ora che finalmente hanno il loro Stato nazionale \u2013per quanto sia tutt\u2019altro che perfetto – sono disposti a sacrificare le loro vite per difenderlo.<\/p>\n\n\n\n La propaganda russa sostiene che non esista una nazione ucraina separata. Conosciamo tutti il detto: \u00abSe i fatti non corrispondono alla teoria, cambia i fatti\u00bb. Ecco perch\u00e9 la Russia sta cercando di spiegare agli ucraini, con la forza, che non hanno diritto a un\u2019identit\u00e0 nazionale. Eppure sono i nipoti dei soldati che oggi rischiano la vita per un\u2019Ucraina libera che un giorno diranno con orgoglio a scuola: mio nonno ha combattuto vicino a Kherson! E il mio ha respinto l\u2019assalto a Kiev! Mio nonno \u00e8 morto a Mariupol.<\/p>\n\n\n\n I soldati di oggi, questi futuri nonni, sanno che stanno combattendo anche perch\u00e9 i loro nipoti possano vivere in un Paese libero. Ricordiamo: una nazione \u00e8 una comunit\u00e0 di vivi, di morti e di coloro che devono ancora nascere. Oggi l\u2019Europa \u00e8 testimone di crimini commessi in nome di un\u2019ideologia antinazionale. Questo \u00e8 ci\u00f2 che motiva Putin: il desiderio di eliminare ogni differenza, distruggere tutte le identit\u00e0 nazionali e fonderle nel grande impero russo. Nel \u201cRusskij Mir\u201d.<\/p>\n\n\n\n La propaganda russa ha ripetutamente lanciato la falsa accusa di fascismo ucraino. Questo \u00e8 esattamente ci\u00f2 che disse Stalin: \u00abChiamate i vostri avversari fascisti o antisemiti. Basta ripetere questi epiteti abbastanza spesso\u00bb. Va detto chiaramente: un fascista \u00e8 qualcuno che vuole distruggere altre nazioni, qualcuno che viola i diritti umani e calpesta la dignit\u00e0 umana. I fascisti oggi sono Vladimir Putin e tutti i complici dell\u2019aggressione russa. Come europei, abbiamo il dovere di opporci al fascismo russo. \u00c8 questo il senso dell\u2019identit\u00e0 europea.<\/p>\n\n\n\n Ora\u2026 Gli ucraini oggi ci ricordano cosa dovrebbe essere l\u2019Europa. Ogni europeo ha il diritto alla libert\u00e0 personale e alla sicurezza. Ogni nazione ha il diritto di prendere decisioni fondamentali sul futuro del proprio territorio. La democrazia pu\u00f2 essere attuata a livello comunale, regionale o nazionale, ovunque vi siano legami basati su un\u2019identit\u00e0 comune. Pertanto, una votazione in cui 140 milioni di russi voterebbero \u201ca favore\u201d dell\u2019annessione dell\u2019Ucraina alla Russia e 40 milioni di ucraini \u201ccontro\u201d non sarebbe democratica, giusto?<\/p>\n\n\n\n Quali altre lezioni si possono trarre da oltre un anno di guerra in Ucraina? Una cosa \u00e8 chiara per me: la politica di \u201cconcludere accordi\u201d con la Russia ha fallito. Chi per decenni ha sostenuto la necessit\u00e0 di stringere un\u2019alleanza strategica con la Russia rendendo i Paesi europei dipendenti dalla sua energia ha commesso un terribile errore. Coloro che hanno messo in guardia dall\u2019imperialismo russo e hanno ripetutamente avvertito di non fidarsi della Russia avevano ragione.<\/p>\n\n\n\n Coloro che per molti anni hanno finanziato i preparativi bellici russi, disarmato l\u2019Europa e imposto una partnership con la Russia a chi era pi\u00f9 debole, sono corresponsabili politicamente della guerra in Ucraina e degli attuali problemi economici ed energetici di centinaia di milioni di europei.<\/p>\n\n\n\n Putin si \u00e8 comportato come uno spacciatore che d\u00e0 la prima dose gratis, sapendo che il tossicodipendente torner\u00e0 pi\u00f9 tardi e accetter\u00e0 qualsiasi prezzo. Putin \u00e8 astuto, ma non \u00e8 brillante. L\u2019Europa ha ceduto a lui cos\u00ec facilmente soprattutto a causa della propria debolezza. Questa debolezza si \u00e8 materializzata nel perseguimento dei propri interessi particolari a spese di altri Paesi. <\/p>\n\n\n\n Se le singole nazioni dell\u2019Unione Europea cercano di dominare gli altri, l\u2019Europa potrebbe cadere vittima degli stessi errori del passato. E tutte le decisioni per fermare l\u2019aggressore russo possono essere nuovamente annullate. Questo accadr\u00e0 se alcuni dei Paesi pi\u00f9 grandi decideranno che per le loro \u00e9lite \u00e8 pi\u00f9 redditizio fare affari con il Cremlino, anche a costo del sangue. Oggi \u00e8 il sangue ucraino. Domani potrebbe essere lituano, finlandese, ceco, polacco, ma anche tedesco o francese… Dobbiamo evitare che questo accada.<\/p>\n\n\n\n Morawiecki sviluppa qui il nucleo della sua argomentazione sul conflitto in Ucraina, presentando il punto di vista di un leader dell\u2019Europa centrale per il quale la guerra riflette e deriva dalla cecit\u00e0 dei principali leader europei nei confronti della Russia di Putin.<\/p>\n\n\n\n La politica denunciata precedentemente del Wandel durch Handel (o commercio dolce) che si basa sullo scambio economico per provocare un cambiamento politico nei regimi autoritari, trova in questo contesto i suoi limiti. Anche la Polonia e i paesi dell\u2019Europa centrale, come altre economie europee, sono dipendenti dal gas russo, ma i gasdotti del Mar Baltico che collegano la Germania direttamente alla Russia (NordStream) hanno dato l\u2019impressione di un sacrificio degli Stati dell’Europa centrale e orientale agli interessi economici tedeschi. Le previsioni e gli avvertimenti, in tempi non sospetti, di diversi leader politici della regione, compresi quelli del PiS, si sono tragicamente avverati.<\/p>\n\n\n\n 3. Queste lezioni dovrebbero farci porre una domanda fondamentale: quali sono i valori europei oggi e cosa li minaccia? <\/em>Adesso mi concentrer\u00f2 su questa terza \u201cquestione fondamentale\u201d. <\/p>\n\n\n\n In termini di prosperit\u00e0 materiale, stiamo vivendo i tempi migliori della storia dell\u2019umanit\u00e0. Ma questa prosperit\u00e0 ha ucciso il nostro spirito? Ci interessa ancora il motivo per cui viviamo? Saremmo pronti a difendere le nostre case, i nostri cari, la nostra nazione, se venissero attaccati?<\/p>\n\n\n\n Questa tensione tra il regno dello spirito e il materiale non \u00e8 nuova. Siamo, dopo tutto, nell\u2019universit\u00e0 in cui ha insegnato Hegel. In letteratura, pochi si sono occupati di questo problema come il grande Thomas Mann, \u201cla coscienza della Germania\u201d all\u2019epoca dei crimini nazisti tedeschi. Gli eroi di Mann desiderano un significato pi\u00f9 elevato della vita, non solo l\u2019accumulo di beni e il loro consumo.<\/p>\n\n\n\n Negli ultimi decenni, molti europei sono arrivati a credere che il consumo, cosparso di dichiarazioni sommarie sui \u201cvalori europei\u201d, sia la fase finale della storia. Noi siamo contrari a questo approccio. Colpire gli altri con la frusta dei \u201cvalori europei\u201d senza concordare sulla loro definizione o capire quali cambiamenti devono essere apportati dai singoli Paesi, \u00e8 \u2013 nel senso di Thomas Mann \u2013 autodistruttivo per l\u2019Unione Europea.<\/p>\n\n\n\n Un tempo il simbolo dell\u2019Europa era l\u2019antica agor\u00e0. Un luogo in cui ogni cittadino poteva parlare in condizioni di parit\u00e0. Oggi, troppo spesso l\u2019agor\u00e0 europea \u00e8 sostituita dagli uffici delle istituzioni di Bruxelles, dove le decisioni vengono prese a porte chiuse. Come disse una volta un politico europeo in merito al meccanismo delle istituzioni europee: \u00abNoi decretiamo qualcosa, se non ci sono proteste perch\u00e9 la maggior parte delle persone non capisce cosa \u00e8 stato attuato, continuiamo passo dopo passo, fino al punto di non ritorno\u00bb,<\/p>\n\n\n\n Questo \u00e8 un modo per trasformare rapidamente l\u2019Unione europea in un\u2019autocrazia burocratica.<\/p>\n\n\n\n Oltre alle nuove circostanze geopolitiche, si sta decidendo anche il destino dell\u2019Unione europea. Sar\u00e0 una comunit\u00e0 democratica o una macchina burocratica e una struttura centralista? <\/p>\n\n\n\n La politica \u00e8 sempre una questione di scelte. Ma questa scelta deve essere fatta alle urne, non nell\u2019intimit\u00e0 degli uffici dei burocrati. Vogliamo davvero un\u2019\u00e9lite cosmopolita paneuropea con un potere immenso ma senza mandato elettorale? <\/p>\n\n\n\n In questo passaggio il discorso si sposta verso il dibattito sui \u00abvalori europei\u00bb, che \u00e8 valso alle cosiddette democrazie \u201cilliberali\u201d di Polonia e Ungheria una procedura di infrazione contro lo Stato di diritto, avviata dall\u2019articolo 7 del Trattato sull\u2019Unione europea (TUE). Mateusz Morawiecki denuncia questa procedura, criticando al contempo un\u2019\u00e9lite \u00abcosmopolita\u00bb e burocratica, in un filone simile a quello di altri discorsi euroscettici. La sua argomentazione riecheggia quella del filosofo Ryszard Legutko<\/a>, europarlamentare del PiS, il cui libro \u00abThe Demon in Democracy. Totalitarian Temptations in Free Societies\u00bb (Encounter Books, 2016; tradotto in francese come \u00abLe diable dans la d\u00e9mocratie. Tentations totalitaires au c\u0153ur des soci\u00e9t\u00e9s libres\u00bb, \u00c9ditions de l’Artilleur, 2021) \u00e8 ampiamente diffuso nelle reti conservatrici internazionali in Europa e negli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n Metto in guardia tutti coloro che vogliono creare un super Stato governato da una ristretta \u00e9lite. Se ignoriamo le differenze culturali, il risultato sar\u00e0 l\u2019indebolimento dell\u2019Europa e una serie di rivolte, forse anche una nuova Primavera delle Nazioni come quella del 1848. All\u2019epoca, i tedeschi fecero uno sforzo enorme per costruire uno Stato unito e moderno. Dovettero aspettare vent\u2019anni per ottenere i risultati politici, ma ne uscirono vittoriosi. Oggi ci troviamo di fronte a un dilemma simile. Se i governanti europei, come gli aristocratici di Metternich dell\u2019epoca, preferiscono il potere delle \u00e9lite e l\u2019imposizione dall’alto dei loro valori, alla fine incontreranno una resistenza. Pu\u00f2 non arrivare subito, ma \u00e8 inevitabile.<\/p>\n\n\n\n Vale la pena di tornare alla prima domanda: quali sono i valori europei? <\/p>\n\n\n\n E soprattutto: cos\u2019\u00e8 l’Europa? La sua storia non \u00e8 iniziata qualche decennio fa. <\/p>\n\n\n\n L\u2019Europa ha pi\u00f9 di due millenni, nasce dall\u2019eredit\u00e0 degli antichi greci, dei romani e del cristianesimo. Queste sono le nostre radici, da cui siamo cresciuti e da cui non possiamo separarci.<\/p>\n\n\n\n Morawiecki promuove una visione dell\u2019Europa come civilt\u00e0, una base culturale comune con una storia secolare. Ci\u00f2 riecheggia la visione della storia ufficiale europea diffusa in Europa centrale, che viene criticata per aver presentato una storia che sopravvaluta l\u2019eredit\u00e0 dell\u2019Illuminismo e stigmatizza le nazioni a scapito dell\u2019eredit\u00e0 dell\u2019antichit\u00e0 greco-romana e del cristianesimo. In questo senso, si legga Platform of European Memory and Conscience, \u00abThe House of European History. Report on the Permanent Exhibition<\/a>\u00bb, 30 ottobre 2017.<\/p>\n\n\n\n Una visione simile dell\u2019Europa come identit\u00e0 e patrimonio culturale si ritrova nel corpus ideologico della destra conservatrice. Non \u00e8 una novit\u00e0, sono le fondamenta su cui il governo polacco cerca di costruire la propria visione di un\u2019Europa delle nazioni, in contrapposizione a un\u2019Europa federale. Si possono citare le riflessioni dello storico belga David Engels, professore all\u2019Instytut Zachodni di Poznan, tra cui il suo \u00abPreambolo di una Costituzione per una Confederazione di Nazioni Europe<\/a>e\u00bb; nonch\u00e9 il libro da lui diretto: Renovatio Europae. Plaidoyer pour un renouveau hesp\u00e9rialiste de l’Europe, \u00c9ditions du Cerf, 2019.<\/p>\n\n\n\n Non c\u2019\u00e8 Europa senza le altissime cattedrali gotiche o senza gli edifici delle universit\u00e0. L\u2019Europa ha sempre volato sulle ali della fede e della ragione, e il modello di istruzione universitaria creato qui si \u00e8 diffuso in tutto il mondo. Questo \u00e8 accaduto perch\u00e9 l\u2019universit\u00e0 europea era uno spazio di discussione e di scontro di idee opposte, l\u2019ambiente pi\u00f9 favorevole alla ricerca della verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n\n
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2.2 Quali lezioni possiamo imparare dalla guerra in Ucraina?<\/em><\/p>\n\n\n\n