{"id":6474,"date":"2023-03-26T15:29:51","date_gmt":"2023-03-26T14:29:51","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=6474"},"modified":"2023-03-26T18:35:40","modified_gmt":"2023-03-26T17:35:40","slug":"proteste-francia-ispira-altri-paesi-conversazione-con-laurent-berger-e","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/26\/proteste-francia-ispira-altri-paesi-conversazione-con-laurent-berger-e\/","title":{"rendered":"\u00abCi\u00f2 che accade in Francia pu\u00f2 ispirare altri paesi\u00bb, una conversazione con Laurent Berger"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Negli ultimi due mesi la Francia \u00e8 stata coinvolta in un intenso movimento sociale. Lei \u00e8 presidente della Confederazione europea dei sindacati. Come spiega a tedeschi, spagnoli e italiani la forza del movimento, che si \u00e8 cristallizzato intorno alla questione dell\u2019et\u00e0 pensionabile e ai malintesi che potrebbe suscitare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In Francia, il tema delle pensioni \u00e8 sempre stato molto complicato perch\u00e9 <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/02\/07\/10-points-sur-les-systemes-de-retraites-en-europe\/\">non abbiamo mai avuto la maturit\u00e0 necessaria<\/a> per costruire un sistema semplice, abbiamo ancora una sovrapposizione di diversi sistemi. Ogni volta che abbiamo cercato di riformarlo, non siamo riusciti a renderlo pi\u00f9 efficiente ed equo. Come tutti i sistemi pensionistici a ripartizione, dipende dalla demografia e dalla forza economica. In Europa c\u2019\u00e8 il pregiudizio che i francesi non vorrebbero alcuna riforma, eppure, vent\u2019anni fa, alcuni lavoratori dipendenti contribuivano per 37 anni e mezzo, mentre presto lo faranno per 43 anni. Non possiamo dire di non aver fatto riforme pensionistiche. Sono stati fatti degli sforzi, ma il sistema non \u00e8 stato unificato.<\/p>\n\n\n\n<p>Le numerose riforme degli ultimi trent\u2019anni (1993, 2003, 2010, 2014) sono sempre state fatte secondo un modello parametrico. Hanno inciso sul livello della pensione, sull\u2019et\u00e0 o sull&#8217;anzianit\u00e0 contributiva. Il governo ha rivendicato ancora una volta una riforma parametrica, per rispondere soprattutto a un problema di deficit. Tuttavia, questo deficit non ha nulla a che vedere con la situazione in cui si trovavano i regimi pensionistici nel 2003 o nel 2014. Lo squilibrio annuale stimato \u00e8 di 10-12 miliardi di euro. Ogni anno vengono erogati 353 miliardi di euro in prestazioni. Si tratta del 3%, quindi non tale da mettere in serio pericolo il sistema pensionistico a ripartizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Presidente della Repubblica, invece di proporre una riforma qualitativa come aveva annunciato di voler fare nel 2017 e iniziato a fare nel 2019, ha deciso, durante la campagna presidenziale del 2022, di scegliere una riforma parametrica imponendo di lavorare fino a 65 anni. Questa scelta sta destando preoccupazione in tutti i sindacati. Nel 2019, quando si \u00e8 discusso della riforma sistemica, c\u2019\u00e8 stata resistenza ma solo da parte di alcuni sindacati, mentre altri erano piuttosto favorevoli alla riforma.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il Presidente della Repubblica propone una riforma puramente parametrica che mira al pareggio di bilancio, senza alcuna considerazione per la giustizia sociale. Ha dimenticato che sta proponendo questa riforma in un periodo post-pandemico<\/p><cite>Laurent berger<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Oggi il Presidente della Repubblica propone una riforma puramente parametrica che mira al pareggio di bilancio, senza alcuna considerazione per la giustizia sociale. Ha dimenticato che sta proponendo questa riforma in un periodo post-pandemico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In che senso?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In Francia, come in tutta Europa, lo spazio dato lavoro \u00e8 cambiato e le professioni poco riconosciute sono state rivalutate agli occhi di tutta la popolazione, perch\u00e9 ci siamo resi conto che i nostri sistemi si basano su di esse. Ora, la riforma, che riguarda solo l\u2019et\u00e0 legale di pensionamento, colpisce soprattutto queste professioni. Se avete studiato fino a 22 anni e avete versato contributi per 43 anni, non siete interessati da questa riforma perch\u00e9 lascerete comunque il lavoro a 65 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Stiamo assistendo alla rivolta di questa parte della popolazione. Una categoria che era molto presente durante il periodo della pandemia: i lavoratori del settore sanitario, assistenziale, sociale, della produzione alimentare, dei rifiuti, del commercio e delle pulizie si ribellano all\u2019idea di lavorare due anni in pi\u00f9. Tutte queste professioni sono state le prime a beneficiare di un sistema universale. In effetti, se l\u2019et\u00e0 pensionabile legale \u00e8 bassa, ci\u00f2 consente anche a chi ha iniziato a lavorare prima \u2013 spesso in lavori pi\u00f9 difficili \u2013 di andare in pensione prima. L\u2019aumento dell\u2019et\u00e0 pensionabile di due anni toglie questo vantaggio a queste professioni, mentre non riguarda le professioni intermedie e i dirigenti. In breve, in quattro o cinque anni siamo passati da un sistema universale che offriva qualche progresso ai lavoratori pi\u00f9 modesti a una riforma parametrica che li penalizza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>In quattro o cinque anni siamo passati da un sistema universale che offriva qualche progresso ai lavoratori pi\u00f9 modesti a una riforma parametrica che li penalizza<\/p><cite>Laurent berger<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Il conflitto sociale che sta coinvolgendo il Paese \u00e8 il prodotto di una rottura istituzionale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca del compromesso sociale, gi\u00e0 poco consolidata nel nostro Paese, \u00e8 completamente assente nella situazione attuale. Fin dall\u2019inizio, il Presidente della Repubblica e il governo hanno cercato un compromesso politico con la destra, con i repubblicani. Questo compromesso si basava su un approccio finanziario al sistema pensionistico con aggiustamenti che prevedevano alcune eccezioni in base alla gravosit\u00e0 del lavoro e alla durata della carriera, ma si trattava di eccezioni minime.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 stata quindi la ricerca di un compromesso sociale. Non c&#8217;\u00e8 stato alcuno negoziato sui 64 anni. In un mondo del lavoro scosso dal periodo post-pandemico, questo ha dato fuoco alle polveri. Il governo non credeva che ci\u00f2 sarebbe accaduto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ritiene che il governo non abbia saputo leggere il contesto politico interno?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il 3 gennaio, durante l\u2019ultimo incontro che ho avuto con la Prima Ministra, le ho detto che la riforma avrebbe provocato un vero e proprio rifiuto da parte dell\u2019opinione pubblica. Tuttavia, siamo al nono giorno di mobilitazione e abbiamo assistito a tre delle pi\u00f9 grandi manifestazioni dagli anni Ottanta. In un Paese abituato a manifestazioni di massa, \u00e8 la prova di un malcontento raro. Le mobilitazioni sono diffuse e soprattutto diverse per sociologia e geografia. In alcuni luoghi si sono registrati numeri di mobilitazione senza precedenti, anche nelle sottoprefetture. Il mondo del lavoro sta esprimendo il suo rifiuto della riforma.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Sui 64 anni non c\u2019\u00e8 stata alcuna trattativa. In un mondo del lavoro scosso dal periodo post-pandemico, questo ha dato fuoco alle polveri<\/p><cite>laurent berger<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 si spiega con l\u2019assenza di dialogo, con l\u2019ingiustizia del provvedimento e con l\u2019incomprensione della mobilitazione sociale di questi due mesi e mezzo. Lo dico ai compagni tedeschi, spagnoli e italiani: tra l\u2019annuncio della riforma del 10 gennaio e oggi, in due mesi, non c\u2019\u00e8 ancora stato un incontro intersindacale con la Prima Ministra o il ministro del Lavoro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La tensione \u00e8 quindi duplice: sul merito e sul metodo. Questa riforma iniqua, che colpisce i lavoratori pi\u00f9 modesti, \u00e8 stata imposta aggirando l\u2019iter parlamentare. Il veicolo legislativo scelto \u00e8 finanziario e il dibattito all\u2019Assemblea Nazionale non ha avuto luogo a causa dell\u2019utilizzo di una procedura accelerata e dell\u2019articolo 49 comma 3. Da gioved\u00ec scorso, oltre alla crisi sociale che era gi\u00e0 in fase avanzata, siamo entrati in una crisi democratica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p> Il 3 gennaio, durante l\u2019ultimo incontro che ho avuto con la Prima Ministra sulla consultazione sulle pensioni, le ho detto che si sarebbe scontrata con un vero e proprio rifiuto dell\u2019opinione pubblica. Mi ha risposto che l\u2019opinione pubblica sarebbe stata dalla sua parte&#8230;<\/p><cite>laurent berger<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019et\u00e0 pensionabile \u00e8, in Europa, spesso pi\u00f9 alta che in Francia: come mai? Vede l\u2019inizio di una presa di coscienza di un nuovo rapporto con il lavoro, in Francia ma anche in Europa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In altri sistemi pensionistici europei esiste una sola et\u00e0 pensionabile. In Francia ce ne sono due: l\u2019et\u00e0 legale di pensionamento e l\u2019et\u00e0 in cui le penalizzazioni per il pensionamento anticipato terminano, ovvero 67 anni. In media, in Francia l\u2019et\u00e0 effettiva di pensionamento \u00e8 di 63 anni e 4 mesi. Se osserviamo l\u2019et\u00e0 effettiva di pensionamento dei nostri vicini europei, notiamo che \u00e8 inferiore a quella prevista dalla riforma.<\/p>\n\n\n\n<p>In qualit\u00e0 di presidente della Confederazione europea dei sindacati (CES), i miei colleghi mi hanno posto la domanda proprio questa settimana, in occasione del vertice sociale tripartito di Bruxelles. <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/02\/14\/les-retraites-a-lechelle-pertinente-six-perspectives-sur-la-reforme\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Ognuno ha il proprio sistema.<\/a> Il sistema francese ha una demografia particolare, pi\u00f9 dinamica di quella spagnola. Se prendiamo l\u2019esempio delle donne che lavorano nelle professioni che ho gi\u00e0 citato, esse lasciano il lavoro gi\u00e0 all\u2019et\u00e0 di 64 anni. Capisco i confronti europei, ma il confronto non \u00e8 necessariamente una ragione. Per esempio, siamo uno dei Paesi in cui il tasso di occupazione degli anziani \u00e8 il pi\u00f9 basso. \u00c8 del 60% in Germania, del 70% in Svezia e del 35% circa qui. \u00c8 una situazione schizofrenica: dobbiamo far lavorare le persone pi\u00f9 a lungo, ma le facciamo uscire dal lavoro prima dell\u2019et\u00e0 pensionabile!<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto con il lavoro \u00e8 cambiato. Bisogna rendersi conto che il mondo del lavoro nel nostro Paese \u00e8 diviso in due: da una parte coloro che vogliono lavorare fino a tarda et\u00e0, le professioni intellettuali, e dall\u2019altra i settori \u2013 non solo le professioni manuali, ma a volte anche quelle intellettuali \u2013 che non ce la fanno pi\u00f9. Durante il lockdown, c\u2019\u00e8 stata una presa di coscienza del ruolo del lavoro nella vita. Fare in modo che la prima riforma sociale post-pandemia non riguardi il lavoro ma le pensioni crea un clima incandescente. Non dobbiamo stupirci se finisce per esplodere.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Durante il lockdown, c\u2019\u00e8 stata una presa di coscienza del ruolo del lavoro nella vita. Fare in modo che la prima riforma sociale post-pandemia non riguardi il lavoro ma le pensioni crea un clima incandescente. Non dobbiamo stupirci se finisce per esplodere<\/p><cite>laurent berger<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Il governo ripete spesso di non aver spiegato la necessit\u00e0 di questa riforma. Se seguiamo il suo ragionamento, l\u2019opposizione alla riforma non deriva dalla mancanza di spiegazioni, ma dalla mancanza di necessit\u00e0 di questa riforma.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In generale, c\u2019\u00e8 bisogno di una riforma delle pensioni che renda il sistema pi\u00f9 equo e che colmi lo squilibrio. Questo \u00e8 ci\u00f2 che avevamo iniziato a fare. La riforma, invece, non \u00e8 necessaria perch\u00e9 prende in considerazione solo l\u2019aspetto finanziario. Allo stato attuale, si risparmierebbero appena 10 miliardi di euro: \u00e8 assolutamente assurdo rischiare di far precipitare la Francia nel caos per cos\u00ec poco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come si spiega che il Presidente sia disposto a rischiare cos\u00ec tanto per cos\u00ec poco?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fin dall\u2019inizio, questa riforma \u00e8 stata un oggetto politico. Emmanuel Macron voleva competere con la destra alle elezioni presidenziali e per farlo ha raccolto la proposta principale di Val\u00e9rie P\u00e9cresse, mentre lui stesso, nel 2019, aveva detto che finch\u00e9 il tasso di occupazione degli anziani fosse stato cos\u00ec basso l\u2019et\u00e0 legale di pensionamento non sarebbe stata posticipata.<\/p>\n\n\n\n<p>Le elezioni legislative non gli hanno dato una maggioranza assoluta, quindi ha voluto costruire un compromesso politico. Ma questa non \u00e8 una questione politica: \u00e8 una questione sociale. Quando il Presidente della Repubblica \u00e8 intervenuto mercoled\u00ec, non ha parlato di lavoro. Ha parlato in modo prepotente e tecnocratico, non incarna nulla. Mi ha colpito il fatto che mercoled\u00ec scorso abbia detto che bisognava parlare di usura e di difficolt\u00e0 del lavoro, ma si sarebbe dovuto fare molto prima! In ottobre abbiamo proposto al governo di fare una grande legge sul lavoro, l\u2019occupazione e le pensioni, ma nessuno ne ha voluto sapere. Non si \u00e8 cercato un compromesso sociale ma, al contrario, si \u00e8 evitato l\u2019iter parlamentare. Il risultato \u00e8 una rabbia sociale che si \u00e8 trasformata in rabbia democratica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Quando il Presidente della Repubblica \u00e8 intervenuto mercoled\u00ec, non ha parlato di lavoro. Ha parlato in modo prepotente e tecnocratico, non incarna nulla<\/p><cite>laurent berger<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Ritiene che questa riforma abbia una dimensione europea? La Francia, nel suo piano di rilancio [il PNRR francese, ndt], si \u00e8 impegnata a riformare il suo sistema pensionistico?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un\u2019argomentazione che sento spesso. Ma bisogna leggere cosa dice specificamente la raccomandazione del Consiglio dell\u2019Unione Europea: \u00abLa semplificazione del sistema pensionistico, attraverso la standardizzazione dei diversi regimi, contribuirebbe a migliorarne la trasparenza e l\u2019equit\u00e0, avendo effetti positivi sulla mobilit\u00e0 del lavoro e sull\u2019efficienza della distribuzione del lavoro, e potrebbe migliorare la sostenibilit\u00e0 delle finanze pubbliche&#8230;\u00bb. Semplicemente, l\u2019aumento dell\u2019et\u00e0 pensionabile non \u00e8 una delle raccomandazioni. N\u00e9 questo punto specifico era di per s\u00e9 un impegno preso dalla Francia nel suo piano di rilancio.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sta suggerendo che si allude all\u2019Europa per approvare misure impopolari?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non sarebbe la prima volta. L\u2019approccio finanziario alla riforma viene imputato all\u2019Europa, che non ha alcuna responsabilit\u00e0. Per riformare il sistema pensionistico, il governo avrebbe potuto proporre un sistema pensionistico universale a partire dal 2020. Il nostro governo non intende prendere in considerazione altre fonti di risorse, in particolare attraverso la tassazione. Certo, esiste un problema reale di debito pubblico. \u00c8 un problema di spesa pubblica ma anche di debolezza delle risorse, di ingiustizia nell\u2019allocazione delle risorse. Abbassando le imposte sulla produzione per le aziende, questo governo si sta privando di risorse, quindi l\u2019unica leva che ha \u00e8 quella delle pensioni, e si sta scontrando con un muro sociale e un\u2019opposizione feroce.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per quanto tempo potr\u00e0 perdurare questo stato di cose?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Siamo in una situazione di stallo. Il Presidente pensava che il suo discorso avrebbe calmato la situazione ma, in realt\u00e0, ha motivato le truppe. Da gioved\u00ec sera il governo ha iniziato a capire che ci troviamo in una situazione difficile. Nella lettera intersindacale li avevamo avvertiti che la situazione era esplosiva.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Siamo in una situazione di stallo. Il Presidente pensava che il suo discorso avrebbe calmato le acque ma, in realt\u00e0, ha motivato le truppe<\/p><cite>laurent berger<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Lei ha citato le proposte che avete fatto per una legge sul lavoro e sulle pensioni. Il problema di questa riforma non \u00e8 anche legato al fatto che non riesce a inserirsi in una visione pi\u00f9 generale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il programma del candidato Macron alle elezioni presidenziali del 2022 non ha presentato un percorso o una visione legata alle trasformazioni che stiamo vivendo. Non c\u2019\u00e8 una riflessione sul modello economico che vogliamo costruire, che sia competitivo ma che integri il fattore principale dello sviluppo dell\u2019economia a basse emissioni di carbonio, che dovrebbe essere la prima priorit\u00e0, e il mantenimento di un sistema sociale protettivo.<\/p>\n\n\n\n<p>La crisi che stiamo attraversando contiene tre sfide: <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/03\/07\/ecologie-et-geopolitique-de-la-reforme-des-retraites\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">il riscaldamento globale<\/a>, la crescente disuguaglianza e un problema di democrazia. Siamo una societ\u00e0 stanca. Il giorno dopo le elezioni presidenziali, ho detto che il Presidente non poteva far finta che la questione sociale non esistesse. Il suo slogan era \u00abcon voi\u00bb, ma non \u00e8 successo nulla. In realt\u00e0, come abbiamo visto durante il suo ultimo discorso, \u00e8 \u00absenza di voi e lo rivendico\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro sistema istituzionale non contempla di dare potere ai diversi attori sociali del Paese. Nel campo del lavoro, dell\u2019ecologia e della democrazia abbiamo bisogno di elaborare prospettive, di avere una spina dorsale, cosa che oggi ci manca. Non possiamo fare tutto da soli. Non si pu\u00f2 essere di destra e di sinistra: quando si governa, non esiste \u00aballo stesso tempo\u00bb. Manca un quadro di riferimento e una riflessione sulla legittimit\u00e0 degli attori affinch\u00e9 possano trovare da soli le soluzioni. Non si agisce sul lavoro semplicemente facendo una legge.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Non si pu\u00f2 fare tutto da soli. Non si pu\u00f2 essere di destra e di sinistra: quando si governa, non esiste \u00aballo stesso tempo\u00bb<\/p><cite>laurent berger<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Nel movimento sta emergendo l\u2019impressione che l\u2019unico strumento di negoziat<strong>o<\/strong> sia la minaccia concreta di un&#8217;escalation. Qual \u00e8 la sua opinione sull\u2019instaurazione di un rapporto di forza costantemente sospeso al rischio di perdita di controllo e che, proprio per questo, finisce \u2013 come dimostra in parte la crisi dei Gilet gialli \u2013 per produrre effetti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 la mia principale preoccupazione per la democrazia. Qual \u00e8 la prospettiva democratica di un Paese che ha speso 13 miliardi di euro dopo i Gilets jaunes, un movimento con molta violenza e molto pi\u00f9 minoritario, e che invece non concede assolutamente nulla a un movimento intersindacale di portata storica? Inoltre, i 13 miliardi non sono stati capitalizzati da nessuno. Non c\u2019\u00e8 stato alcun guadagno democratico esplicito. Non c\u2019\u00e8 stata una forza organizzata per organizzare e portare avanti i miglioramenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intersindacale \u00e8 ora strutturata e responsabile \u2013 perch\u00e9 la violenza degli ultimi giorni non \u00e8 opera nostra. Ne siamo costernati, come tutti gli altri. Abbiamo raggiunto una impasse nella concezione del ruolo della democrazia sociale nel nostro Paese. Siamo in attesa: siamo in un vicolo cieco aspettando che la situazione si rompa definitivamente. \u00c8 ancora possibile&nbsp; fare marcia indietro e cercare di evitare un\u2019escalation.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa propone per evitare il rischio di un\u2019esplosione?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dovremmo sospendere la legge, prendendo tempo. Potremmo chiedere non di ritirare la legge, ma di sospenderla. Questo ci permetterebbe di cercare e trovare un compromesso sociale pi\u00f9 intelligente. Ma purtroppo non ci siamo ancora. Ci\u00f2 richiederebbe che il Presidente della Repubblica riconosca che la sua idea non \u00e8 pertinente, che non corrisponde al suo modo di agire, al suo stato d\u2019animo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Dovremmo sospendere la legge, prendendo tempo<\/p><cite>laurent berger<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Lei \u00e8 Segretario generale della CFDT dal 2013 e nell\u2019esecutivo nazionale dal 2003. In che misura ha assistito a un\u2019evoluzione verso una maggiore verticalit\u00e0 nell\u2019esercizio del potere? I suoi partner europei ne sono sorpresi?<\/p>\n\n\n\n<p>Sono molto sorpresi dal fatto che dall\u2019inizio del movimento non ci sia stata alcuna riunione. Le organizzazioni sindacali francesi in Europa hanno una doppia particolarit\u00e0. Da un lato, sono molto deboli in termini di iscritti, a differenza dei nostri vicini. l numero di aderenti \u00e8 superiore al nostro in quasi tutti i Paesi confinanti. D\u2019altro canto, ai nostri sindacati \u00e8 riconosciuta un\u2019enorme capacit\u00e0 di mobilitazione, a differenza dei nostri vicini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sono rimasti molto sorpresi dalla nostra combattivit\u00e0, dalla nostra mobilitazione e dall\u2019assenza di qualsiasi apertura di dialogo dal lancio del movimento, ormai pi\u00f9 di due mesi fa. Un tale accordo tra le diverse sigle non esisteva nel 2003. All\u2019epoca, la CFDT aveva firmato un compromesso, legato all\u2019et\u00e0, che tuttavia aveva portato nuovi diritti, in particolare per le carriere lunghe. Da quando \u00e8 stato creato il sistema, pi\u00f9 di un milione di lavoratori ne ha beneficiato. Il compromesso ha anche permesso di fare progressi sui lavori usuranti. Nel 2010 eravamo contrari all\u2019innalzamento dell\u2019et\u00e0 pensionabile. Abbiamo sempre pensato che l\u2019et\u00e0 fosse la cosa pi\u00f9 stupida nel nostro sistema pensionistico a ripartizione. All\u2019epoca ci recavamo regolarmente all\u2019Eliseo per cercare di trovare delle soluzioni. Nel 2014 abbiamo co-costruito la proposta di legge. Oggi ci troviamo nella stessa situazione del 2010, cio\u00e8 all\u2019opposizione, ma questa volta senza alcun interlocutore con cui discutere. Eravamo disponibili e li abbiamo chiamati per incontrarli pi\u00f9 di una volta. Quello che vediamo \u00e8 la quintessenza della verticalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che ruolo potrebbe avere una dinamica inversa, nel senso di una lotta sociale su scala europea che potrebbe essere alimentata dall\u2019esperienza di queste mobilitazioni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo movimento sociale dimostra che non si possono calpestare i lavoratori che durante il lockdown hanno mandato avanti l\u2019economia. Vedo questo movimento come uno spazio democratico. Nei cortei assistiamo alla creazione di uno spazio di dignit\u00e0. Questo potrebbe ispirare altri Paesi che forse sono meno abituati a questa cultura. Le manifestazioni sono uno spazio di socialit\u00e0. In citt\u00e0 di 10.000 abitanti ci sono stati cortei di 4.000 o 5.000 persone, la gente ha reimparato a essere attivista, a discutere insieme, incontrandosi dopo i lockdown. E anche se i Gilet Gialli non sono mai stati cos\u00ec numerosi come i manifestanti delle ultime settimane, noto che quel movimento ci ha permesso di guardare alla questione territoriale in modo diverso, dimostrando che ci si poteva mobilitare vicino casa, che era possibile impegnarsi su diverse scale. Tra l\u2019altro alcuni media non l\u2019hanno ancora capito e continuano a mostrare solo le manifestazioni di Parigi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Io vedo questo movimento come uno spazio democratico. Nei cortei assistiamo alla creazione di uno spazio di dignit\u00e0. Questo potrebbe ispirare altri Paesi che forse sono meno abituati a questa cultura<\/p><cite>laurent berger<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Pensa che il Rassemblement National possa uscire rafforzato da questa sequenza? A un anno dalle elezioni europee del maggio 2024, c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 che Giorgia Meloni produca un effetto domino?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019estrema destra si nutre di due pilastri fondamentali: la sfiducia nelle istituzioni e il risentimento sociale, che ha le sue radici nel disprezzo per il lavoro e nella sensazione di abbandono dei servizi pubblici. Oggi in Francia ci sono tutte le condizioni per una catastrofe. La fiducia nelle istituzioni \u00e8 molto bassa e il risentimento sociale \u00e8 intenso.<\/p>\n\n\n\n<p>La questione non \u00e8 se Marine Le Pen salir\u00e0 al potere. Il razzo \u00e8 gi\u00e0 partito, si tratta ora di deviarlo dalla sua orbita per evitare che arrivi a destinazione. Per farlo, dobbiamo tenere a mente gli obiettivi economici ed ecologici che ci siamo prefissati. Dobbiamo includere i lavoratori pi\u00f9 modesti nel modello sociale che stiamo costruendo per migliorare la distribuzione della ricchezza, compresi i redditi pi\u00f9 alti. Ci\u00f2 richiede la riapertura di spazi democratici.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Abbiamo ancora i mezzi per creare un effetto domino nella direzione opposta<\/p><cite>laurent berger<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>In Francia dimentichiamo sempre che la democrazia ha tre dimensioni. Innanzitutto la democrazia rappresentativa, che \u00e8 fondamentale. In secondo luogo, la democrazia sociale, con i corpi intermedi che servono a rappresentare gli interessi contraddittori che attraversano una societ\u00e0 e a metterli di fronte per creare i compromessi necessari a mantenere viva una democrazia. Infine, la terza dimensione \u00e8 la partecipazione e l\u2019ascolto della popolazione. Questa dimensione \u00e8 pi\u00f9 importante di prima perch\u00e9 l\u2019istruzione ha fatto il suo lavoro e siamo sempre pi\u00f9 connessi; questo \u00e8 ci\u00f2 che si esprime attraverso l\u2019aspetto territoriale della mobilitazione. Dobbiamo articolare le tre dimensioni e portare avanti questa visione del metodo democratico e del suo contenuto. Sembra che ci stiamo dirigendo verso il disastro. Ma abbiamo ancora i mezzi per creare un effetto domino nella direzione opposta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando il suo governo ha utilizzato l\u2019articolo 49 comma 3 per approvare la riforma delle pensioni, la Francia \u00e8 sprofondata in una crisi politica, sociale e democratica. 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