{"id":6314,"date":"2023-03-11T14:20:36","date_gmt":"2023-03-11T14:20:36","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=6314"},"modified":"2023-03-11T14:20:39","modified_gmt":"2023-03-11T14:20:39","slug":"la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/","title":{"rendered":"La struttura della politica economica nella Russia di Putin"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Questa profonda analisi storica, firmata Yakov Feygin, \u00e8 un nuovo episodio della nostra serie est un nouvel \u00e9pisode de notre s\u00e9rie \u00ab<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/themes\/economie\/capitalismes-politiques-en-guerre\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Capitalismi politici in guerra<\/a>\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La politica monetaria russa e la politica di guerra<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Nel dicembre 2022 il Financial Times ha pubblicato uno straordinario articolo firmato da Max Seddon e Polina Ivanova sui tecnocrati della Banca centrale russa. Questi, nonostante le loro tendenze liberali e l\u2019opposizione alla guerra genocida di Putin, avevano scelto non soltanto di rimanere al servizio del governo, ma anche di gestire abilmente l\u2019impatto delle sanzioni. Seddon e Ivanova descrivono una conversazione tra Konstantin Sonin, economista russo e figura dell\u2019opposizione che insegna all\u2019Universit\u00e0 di Chicago, e la sua amica Ksenia Yudayeva, vice direttrice della Banca Centrale russa responsabile della ricerca macroeconomica e delle politiche. Tramite l\u2019app di messaggistica crittografata Signal, Sonin cerca di convincere la sua vecchia amica a lasciare il proprio incarico, paragonandola al competente e creativo banchiere centrale di Hitler, Hjalmar Schacht. Yudayeva risponde che se persone come lei lasciassero il proprio posto, verrebbero sostituite da intransigenti come Sergey Glazyev che, favorevoli a politiche economiche molto pi\u00f9 dure, impoverirebbero le persone comuni non responsabili della guerra&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-1-6314' title='Max Seddon and Polina Ivanova, \u201cHow Putin\u2019s Technocrats Saved the Economy to Fight a War They Opposed,\u201d &lt;em&gt;Financial Times&lt;\/em&gt;, December 16, 2022'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi \u00e8 Glazyev e perch\u00e9 Yudaveya \u00e8 cos\u00ec spaventata da lui? Glazyev \u00e8 un noto economista della destra nazionalista russa. Membro dell\u2019Accademia delle Scienze russa e consulente del presidente della Federazione Russa fino al 2019, \u00e8 uno dei pi\u00f9 convinti sostenitori dell\u2019\u201cintegrazione economica eurasiatica\u201d. Per Glazyev, l\u2019integrazione eurasiatica non \u00e8 soltanto un concetto economico, ma anche politico. Nella sua visione, l\u2019Unione economica eurasiatica \u00e8 necessaria come contrappeso al sistema economico liberale costruito intorno agli Stati Uniti e alle altre \u00abpotenze atlantiche\u00bb.<br><br>L\u2019utilizzo di questi termini rivela una certa affinit\u00e0 con le idee conservatrici eurasianiste, secondo le quali la Russia sarebbe a capo delle potenze tradizionaliste della steppa asiatica con cui esistono radici comuni, in opposizione ai decadenti valori commerciali anglo-americani. L\u2019integrazione economica eurasiatica offre accesso a una vasta base economica e di risorse da mobilitare per strutturare un\u2019agenda nazionale di sviluppo e in questo modo ripristinare l\u2019industria russa strutturando il blocco eurasiatico come potenza mondiale. In pratica, Glazyev promuove un vago sviluppismo nazionale associato a politiche monetarie morbide per stimolare le industrie strategiche di quest\u2019area economica&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-2-6314' title='Sergey Y. Glazyev, \u201cNoonomy as the Core of the Formation of New Technological Mode and Global Economic Order,\u201d in &lt;em&gt;Noonomy as the Core of the Formation of New Technological Mode and Global Economic Order&lt;\/em&gt;, ed. S.D. Borodunov (London: Brill, 2022), 47\u201368; Anders \u00c5slund, \u201cSergey Glazyev and the Revival of Soviet Economics,\u201d &lt;em&gt;Post-Soviet Affairs&lt;\/em&gt; 29, no. 5 (September 1, 2013): 375\u201386.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Per Glazyev, l\u2019integrazione eurasiatica non \u00e8 soltanto un concetto economico, ma anche politico. Nella sua visione, l\u2019Unione economica eurasiatica \u00e8 necessaria come contrappeso al sistema economico liberale costruito intorno agli Stati Uniti e alle altre \u00abpotenze atlantiche\u00bb<\/p><cite>YAKOV FEYGIN<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Glazyev non \u00e8 solo un ideologo della destra estrema russa e della sua guerra genocida in Ucraina \u2013 \u00e8 uno degli istigatori della crisi attuale. L\u2019invasione del 24 febbraio 2022 \u00e8 solo l\u2019ultima fase di un lungo conflitto iniziato nel 2013 con le proteste di Maidan contro la cancellazione dell\u2019accordo commerciale UE-Ucraina decisa dal governo di Viktor Yanukovich. Glazyev, nato in Ucraina, ha passato quell\u2019anno a esercitare pressioni sul governo affinch\u00e9 cancellasse l\u2019accordo, da lui visto come una minaccia mortale all\u2019Unione economica eurasiatica proposta dalla Russia. Secondo registrazioni trapelate nel 2016, l\u2019economista era profondamente coinvolto nell\u2019organizzazione delle manifestazioni anti-governative ucraine e pro-russe a Zaporizhia e lavorava attivamente per orchestrare l\u2019annessione della Crimea&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-3-6314' title='&amp;nbsp;Andreas Umland, &lt;a href=&quot;https:\/\/ecfr.eu\/article\/commentary_the_glazyev_tapes_getting_to_the_root_of_the_conflict_in_7165\/&quot;&gt;The Glazyev Tapes: Getting to the Root of the Conflict in Ukraine&lt;\/a&gt;, European Council on Foreign Relations &lt;em&gt;ECFR&lt;\/em&gt; (blog), November 1, 2016'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sorprende che Glazyev sia il candidato della fazione pi\u00f9 intransigente per sostituire Elvira Nabiullina, la governatrice della banca centrale russa considerata relativamente liberale, economicamente ortodossa e iper-competente. Tuttavia, come ha fatto notare Konstantin Sonin alla sua collega, l\u2019attuale politica della Banca centrale russa non \u00e8 diversa da ci\u00f2 che avrebbe fatto Glazyev. Nabiullina ha introdotto controlli sui capitali e limiti al prelievo di valuta estera per far fronte all\u2019impatto delle sanzioni occidentali. Dando priorit\u00e0 alla difesa dei cittadini russi a scapito degli ucraini, la banca centrale si \u00e8 trasformata in un attore disonesto quanto lo sarebbe stata sotto il controllo di Glazyev, e ha adottato politiche che avrebbero fatto orrore agli economisti liberali russi solo poche settimane prima.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/2-garazhi_1-1340x1072-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1340\"\n        data-pswp-height=\"1072\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/2-garazhi_1-1340x1072-1-330x264.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/2-garazhi_1-1340x1072-1-690x552.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/2-garazhi_1-1340x1072-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/2-garazhi_1-1340x1072-1-125x100.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00abPer il progetto \u201cShoal\u201d, ho creato delle opere basate sulle rappresentazioni del tipico paesaggio post-sovietico per installarle sulle rive del Mar d\u2019Aral. Oggi, il paesaggio post-sovietico, che rappresenta uno spazio fantasma utopico, incarna la banalit\u00e0 quotidiana dei paesi dell\u2019ex Unione Sovietica. Ai nostri giorni, i fantasmi abitano uno spazio che continua a esistere, impregnato di una nuova vita. Il progetto Shoal rappresenta un tentativo di separare lo spazio fantasma dalla contemporaneit\u00e0, trasferendolo in una \u201czona senza tempo\u201d, ovvero sul fondo di un mare che si \u00e8 ristretto del 90%. Il Mar d\u2019Aral, che un tempo era il quarto mare pi\u00f9 grande del mondo, \u00e8 stato vittima del regime utopico ed \u00e8 scomparso insieme a esso, lasciando dietro di s\u00e9 uno spazio vuoto\u00bb. \u00a9 Danila Tkachenko\r\n<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>In realt\u00e0, Sonin potrebbe avere ragione anche pi\u00f9 di quanto pensi. L\u2019ortodossia economica della Banca centrale russa, peraltro elogiata dai commentatori neoliberisti, va inserita nel contesto della politica di Mosca, sempre pi\u00f9 illiberale. Le politiche fiscali e monetarie della Russia erano cos\u00ec rigide da far arrossire anche i pi\u00f9 solerti funzionari del Fondo monetario internazionale degli anni Novanta. In quanto esportatore di energia, la Russia poteva contare su una bilancia dei pagamenti positiva e dunque una forte base fiscale capace di generare surplus di bilancio. Il surplus era cos\u00ec alto anche perch\u00e9 gli investimenti in infrastrutture erano inferiori persino a quelli intrapresi agli anni 90, quando l\u2019economia russa se la passava piuttosto male, una situazione molto diversa da quella precedente all\u2019invasione dell\u2019Ucraina, che vedeva un\u2019economia pi\u00f9 ampia ed efficace. La banca centrale russa ha lavorato duramente per liberalizzare i movimenti di capitali e rendere il rublo una vera valuta fluttuante nel 2015.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p> Dando priorit\u00e0 alla difesa dei cittadini russi a scapito degli ucraini, la banca centrale si \u00e8 trasformata in un attore disonesto quanto lo sarebbe stata sotto il controllo di Glazyev<\/p><cite>YAKOV FEYGIN<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Queste azioni non sono state intraprese solo per una questione di ortodossia economica e buon governo. I funzionari russi hanno preso alla lettera il concetto di \u201cbilancio fortezza\u201d: l\u2019obiettivo degli enormi surplus di bilancio era quello di rendere la Russia pi\u00f9 indipendente dai mercati internazionali, dando al Cremlino maggiore spazio di manovra geopolitica e rendendo il paese pi\u00f9 resistente alle sanzioni e alle pressioni economiche estere. La diversificazione delle riserve della Banca centrale russa, che nel tempo si \u00e8 allontanata dal dollaro per aumentare la componente di euro, oro e RMB cinese, non \u00e8 stata solo un\u2019azione creativa ed efficace, ma una strategia geopolitica per preservare le riserve valutarie da confische e sanzioni. Infine, la decisione di lasciar fluttuare il rublo non \u00e8 stata esclusivamente presa per dei motivi di liberalizzazione: il trilemma di Mundell, uno dei concetti pi\u00f9 conosciuti e accettati dell\u2019economia internazionale, dimostra che una valuta fluttuante offre alla banca centrale maggiore spazio di manovra per gestire una politica monetaria sovrana e nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 24 febbraio \u00e8 stato uno shock non solo per i banchieri centrali russi, ma anche per il resto del mondo che non aveva creduto agli avvertimenti, rivelatisi corretti, delle intelligence americana e britannica. Alcune voci riportano che Nabiullina abbia cercato di dimettersi in segno di protesta, ma che le sue dimissioni siano state respinte. Altrettanto sorprendente \u00e8 stata la risposta unitaria dell\u2019Occidenta e le dure sanzioni approvate in poco tempo. La pianificazione della banca centrale russa non aveva mai ipotizzato un\u2019invasione su larga scala \u2013 chi avrebbe mai potuto crederci \u2013 e quindi non aveva previsto che europei, americani e persino alcune potenze asiatiche avrebbero formato un fronte cos\u00ec unito. In poche parole, la diversificazione delle riserve valutarie non \u00e8 stata sufficiente: diverse controparti della banca centrale russa hanno bloccato i suoi asset, e le grandi riserve d\u2019oro e di RMB si sono rivelate poco utili a superare il momento di difficolt\u00e0 a causa dei loro elevati costi di transazione. Insomma, il travestimento liberale della politica monetaria e fiscale russa \u00e8 rapidamente venuto meno: di fronte alla realt\u00e0 delle ambizioni imperialiste e revisioniste geopolitiche russe, i tecnocrati liberali russi hanno implementato controlli valutari e una tassazione confiscatoria. Queste azioni, unite alla lentezza delle sanzioni contro le esportazioni energetiche, hanno salvato l\u2019economia russa dalla crisi, almeno nel 2022&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-4-6314' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2022-03-23\/russia-central-banker-wanted-out-over-ukraine-but-putin-said-no.&quot;&gt;Russia Central Banker Wanted Out Over Ukraine, But Putin Said No&lt;\/a&gt;, &lt;em&gt;Bloomberg.Com&lt;\/em&gt;, March 23, 2022'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p> I funzionari russi hanno preso alla lettera il concetto di \u201cbilancio fortezza\u201d: l\u2019obiettivo degli enormi surplus di bilancio era quello di rendere la Russia pi\u00f9 indipendente dai mercati internazionali, dando al Cremlino maggiore spazio di manovra geopolitica e rendendo il paese pi\u00f9 resistente alle sanzioni e alle pressioni economiche estere<\/p><cite>YAKOV FEYGIN<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La politica della Banca centrale russa e dei suoi oppositori di estrema destra racchiudono due questioni interconnesse nello studio del paese. In primo luogo, il ruolo dei tecnocrati nella Russia contemporanea e l\u2019evoluzione del putinismo come sistema socio-economico e politico. A questo si lega la seconda questione, che \u00e8 pi\u00f9 profonda e persistente nella storia politica russa, ed \u00e8 rappresentata dal ruolo rilevante esercitato da tecnocrati ed economisti liberali in uno Stato per lo pi\u00f9 illiberale. Nabiullina e Glazyev sono rappresentativi di due tendenze nella politica economica russa. Nabiullina rappresenta la corrente di tecnocrati con inclinazioni liberali che spera di integrare una Russia illiberale in un mondo capitalistico. Queste figure sperano che l\u2019integrazione con il sistema economico globale possa ammorbidire il sistema autocratico in cui vivono, anche se nella pratica accade il contrario: le politiche improntate al laissez-faire permettono allo Stato illiberale di raggiungere i propri obiettivi (illiberali, appunto) attraverso mezzi liberali. Glazyev, invece, incarna un diverso rapporto con l\u2019economia globale: le figure pi\u00f9 reazionarie vedono l\u2019apertura al mercato globale come una minaccia non solo ai valori tradizionali ma anche agli obiettivi geopolitici e statalistici della Russia. Questa corrente propone dunque una politica di sviluppo interno che cerchi di garantire il controllo diretto del governo su quante pi\u00f9 risorse possibili e utilizzi la mobilitazione politica come mezzo per svilupparle.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/8-tipovye-zhilye-dom-serii-22kpoe-22-1340x1072-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1340\"\n        data-pswp-height=\"1072\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/8-tipovye-zhilye-dom-serii-22kpoe-22-1340x1072-1-330x264.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/8-tipovye-zhilye-dom-serii-22kpoe-22-1340x1072-1-690x552.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/8-tipovye-zhilye-dom-serii-22kpoe-22-1340x1072-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/8-tipovye-zhilye-dom-serii-22kpoe-22-1340x1072-1-125x100.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 Danila Tkachenko<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Questo problema non \u00e8 una novit\u00e0 nella storia politica ed economica della Russia. Dalla met\u00e0 del XIX secolo, la questione di come gestire l\u2019economia \u00e8 stata dominata da due approcci. Secondo il primo approccio, le idee e politiche economiche liberali sono necessarie per costruire un\u2019economia forte. Tuttavia, questo impianto non \u00e8, per definizione, politicamente liberale: in pratica e spesso anche nell\u2019ambizione, un tale approccio serve a creare una nuova base sociale e politica per la stabilit\u00e0 di un ordine politico illiberale. \u00c8 l\u2019equivalente economico del termine legale tedesco <em>rechtsstaat<\/em>, che definisce uno Stato il cui sovrano governa attraverso i procedimenti di un sistema legale liberale con tribunali e regolamentazioni da cui \u00e8 tuttavia slegato. I sostenitori di questa tradizione sono di solito tecnocrati che lavorano per il governo o accademici, formati secondo le idee scientifiche, legali ed economiche considerate all\u2019avanguardia nella loro epoca. Dal punto di vista di questa corrente di pensiero, la politica economica russa non deve temere l\u2019economia globale, ma utilizzarla, se necessario, per costruire la propria base industriale ed economica. Ci\u00f2 non significa essere fanatici del libero scambio, ma ritenere che il commercio e gli investimenti esteri non siano minacce alla costruzione dello Stato russo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo approccio \u00e8 quello della mobilitazione. Questa tradizione vede sia le istituzioni liberali che i mercati globalizzati come una minaccia per la sicurezza politica, sociale ed economica della Russia. Non \u00e8 giusto definire queste persone anti-moderniste, perch\u00e9 il loro obiettivo \u00e8 modernizzare l\u2019economia russa e renderla una potenza economica globale. Tuttavia, essi sostengono una politica di utilizzo delle risorse interne e della manodopera russa per conservare la piena capacit\u00e0 di manovra di chi detiene il potere. Nella loro concezione, la Russia non \u00e8 uno Stato come gli altri, ma uno spazio imperiale eurasiatico. Anche il popolo russo \u00e8 considerato eccezionale e in grado di mobilitarsi pi\u00f9 per un ideale o un per una questione spirituale che grazie a incentivi materiali. Le figure che portano avanti questo approccio non sono i burocrati, ma sono spesso legate all\u2019\u00e9lite militare, agli apparati di sicurezza russa o ai tradizionali gruppi di mercanti e aristocratici.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Mentre i liberali russi considerano l\u2019economia globale come uno strumento per modernizzare la Russia, le figure pi\u00f9 reazionarie vedono in essa una minaccia non solo per i valori tradizionali, ma anche per gli obiettivi geopolitici e statalisti della Russia.<\/p><cite>YAKOV FEYGIN<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il putinismo contemporaneo \u00e8 l\u2019erede di questa tradizione. Il suo contratto sociale \u00e8 stato costruito attorno a un sistema politico illiberale con una gestione economica liberale. Nella sua forma pi\u00f9 riuscita, prevede una classe media prospera ma apolitica perch\u00e9 l\u2019agenda legislativa \u00e8 gestita da tecnocrati mentre la politica \u00e8 dominata da una piccola \u00e9lite oligarchica legata alle strutture di sicurezza&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-5-6314' title='&amp;nbsp;Neil Robinson, \u201cEconomic and Political Hybridity: Patrimonial Capitalism in the Post-Soviet Sphere,\u201d &lt;em&gt;Journal of Eurasian Studies&lt;\/em&gt; 4, no. 2 (July 2013): 136\u201345.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Questo consenso piuttosto stabile, che secondo la mia opinione era il sogno di molti riformatori e leader dell\u2019ultima fase dell\u2019Unione Sovietica, ha cominciato a sgretolarsi intorno al 2012 e adesso sta iniziando a disfarsi. Con l\u2019invasione dell\u2019Ucraina e l\u2019inaspettata trasformazione di un attacco che si voleva rapido ed efficace in una lunga e brutale guerra convenzionale, le voci per la mobilitazione si fanno sempre pi\u00f9 forti. Nel momento in cui scrivo, Putin rimane coerente con se stesso: un politico relativamente avverso al rischio. I tecnocrati sono ancora in gran parte responsabili della politica interna, tuttavia ci troviamo in un periodo di grande incertezza e il contesto storico della politica economica della Russia e la sua profonda relazione con le questioni di Stato, sicurezza ed identit\u00e0 sono difficili da navigare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Trasformare un impero in un\u2019economia<\/h2>\n\n\n\n<p>La persistenza nella storia politica russa della tensione tra il modello illiberale-liberale e quello basato sulla mobilitazione \u00e8 il risultato della posizione ambivalente dello Stato russo come Stato-nazione. Nel suo saggio sui fattori persistenti della politica estera russa \u2013 da cui il presente articolo trae ispirazione \u2013 Alfred Reiber ha sottolineato che lo Stato russo ha sempre avuto un rapporto difficile con il sistema statale europeo. Da un lato, la Russia competeva con le altre grandi nazioni nel concerto delle grandi potenze continentali, d\u2019altra parte, era un impero terrestre con una lunga storia di politica fluida e coloniale nei confronti delle confederazioni nomadi delle steppe orientali&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-6-6314' title='&amp;nbsp;Alfred J. Rieber, \u201c4. How Persistent Are Persistent Factors?,\u201d in &lt;em&gt;Russian Foreign Policy in the Twenty-First Century: Shadows of the Past&lt;\/em&gt;, ed. Robert Legvold (Columbia University Press, 2007), 205\u201378.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span>. A differenza di altre potenze imperiali europee, la Russia non poteva tracciare una distinzione netta tra metropoli e colonia, laddove la stessa categoria etnica di russo era ambivalente. Anche dopo la fine della servit\u00f9 della gleba, nel 1861, i contadini russi rimasero una classe sociale separata dal resto della popolazione, con leggi specifiche che regolavano il diritto di propriet\u00e0 e il suo trasferimento. Nel privato, l\u2019\u00e9lite imperiale era pi\u00f9 propensa a parlare tedesco e francese che russo. Ci\u00f2 che teneva insieme la Russia era la sottomissione della sua popolazione al potere autocratico, e per mantenere questo equilibrio il potere era costretto a lavorare su due piani: colonizzare le aree interne e impostare una politica estera basata sull\u2019espansionismo territoriale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p> persistenza nella storia politica russa della tensione tra il modello illiberale-liberale e quello basato sulla mobilitazione \u00e8 il risultato della posizione ambivalente dello Stato russo come Stato-nazione <\/p><cite>YAKOV FEYGIN<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>In ogni modo, la Russia imperiale non era un\u2019entit\u00e0 insolita. Il mondo moderno era composto da imperi, che non ricercavano la creazione di una popolazione omogenea, ma piuttosto ci\u00f2 che Jane Burbank e Fred Cooper hanno definito \u00abgestione delle differenze\u00bb. Gli imperi presentavano popolazioni eterogenee con \u00e9lite che riflettevano questa diversit\u00e0 di lingue e culture, ma allo stesso tempo aderivano al progetto imperiale grazie alla lealt\u00e0 personale nei confronti del sovrano. In questo senso, l\u2019aumento del peso politico della Moscovia all\u2019interno dell\u2019impero non era atipico, anche perch\u00e9 le steppe e la grande popolazione contadina regalavano grandi vantaggi militari all\u2019\u00e9lite moscovita che in quel periodo stava entrando nel sistema imperiale europeo&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-7-6314' title='&amp;nbsp;Jane Burbank and Frederick Cooper, &lt;em&gt;Empires in World History: Power and the Politics of Difference&lt;\/em&gt;, unknown edition (Princeton: Princeton University Press, 2011); Richard Hellie, &lt;em&gt;Enserfment and Military Change in Muscovy&lt;\/em&gt; (University of Chicago Press, 1971).'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcosa cambi\u00f2 a met\u00e0 del XIX secolo. La rivoluzione industriale produsse tecnologie che diminuirono i tempi di trasporto, facilitando l\u2019urbanizzazione e l\u2019integrazione delle unit\u00e0 geografiche. I contadini che entravano nei centri urbani si accorgevano di avere qualcosa in comune con coloro che provenivano dal villaggio vicino. Per la prima volta, gli individui potevano comprendere se stessi in un contesto globale, che divenne il definitivo paradigma grazie al progredire della rivoluzione industriale. In questo mutato contesto, fu lo Stato-nazione \u2013 un\u2019entit\u00e0 delimitata nello spazio e concentrata sull\u2019omogeneizzazione della propria popolazione \u2013 a diventare l\u2019unit\u00e0 politica pi\u00f9 efficace per gestire la modernit\u00e0 industriale&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-8-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-8-6314' title='&amp;nbsp;C. A. Bayly, &lt;em&gt;The Birth of the Modern World: 1780-1914&lt;\/em&gt; (Wiley-Blackwell, 2003); Charles S. Maier, \u201cConsigning the Twentieth Century to History: Alternative Narratives for the Modern Era,\u201d &lt;em&gt;The American Historical Review&lt;\/em&gt; 105, no. 3 (June 1, 2000): 807\u201331.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>La presa di coscienza del \u00abritardo economico\u00bb ha accompagnato l\u2019ascesa dello Stato-nazione russo, o almeno di una metropoli imperiale politicamente distinta dalle sue colonie, e sostenuto il suo ingresso nella modernit\u00e0 industriale. La combinazione dei progressi tecnologici e della crescente consapevolezza dell\u2019identit\u00e0 politica come un fatto ancorato in uno spazio nazionale in opposizione al sistema mondiale, rese pi\u00f9 consapevole l\u2019\u00e9lite russa in ascesa di essere in ritardo rispetto agli altri sul piano economico. All\u2019epoca imperiale, in un contesto pi\u00f9 eterogeneo, questo concetto era pi\u00f9 difficile da comprendere; con l\u2019ascesa del mondo delle nazioni, la costruzione dello Stato da parte delle \u00e9lite si \u00e8 accompagnata alla ricerca di innovazioni tecnologiche. Era nata la politica economica, e in particolare quella dello sviluppo. Contemporaneamente alla progressione della rivoluzione industriale, le politiche di laissez-faire e del libero scambio sostenute dagli \u00abeconomisti politici classici\u00bb vennero rimesse in questione in favore di esplicite politiche di sviluppo nazionale&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-9-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-9-6314' title='&amp;nbsp;Alexander Gerschenkron, &lt;em&gt;Economic Backwardness in Historical Perspective&lt;\/em&gt;, Belknap Press, Cambridge et Mass, 1962.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La presa di coscienza del \u00abritardo economico\u00bb ha accompagnato l\u2019ascesa dello Stato-nazione russo, o almeno di una metropoli imperiale politicamente distinta dalle sue colonie, e sostenuto il suo ingresso nella modernit\u00e0 industriale <\/p><cite>YAKOV FEYGIN<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Per l\u2019impero russo, la costruzione dello Stato fu un processo difficile e incompleto. La Russia era un paese di contadini non liberi e non poteva contare su una borghesia nazionale. Questo sistema sociale era una risposta alle sue sfide uniche, stretta tra le steppe e le potenze imperiali europee. Il sistema di servit\u00f9 della gleba instaurato prima in Europa occidentale e solo successivamente in Russia, era stato da quest\u2019ultima preservato molto pi\u00f9 a lungo, perch\u00e9 aveva favorito l\u2019ascesa di una \u00e9lite militare e di servizio e aveva creato un sistema unico di reclutamento di massa tra i contadini che permetteva l\u2019impiego di grandi eserciti professionali. L\u2019esercito imperiale russo dell\u2019inizio dei tempi moderni era unico, perch\u00e9 poteva percorrere distanze enormi senza subire defezioni visto che i soldati erano estirpati dalla vita sociale della comunit\u00e0 di nascita. I villaggi di origine dei servi della gleba consideravano i giovani uomini che lasciavano le loro terre come morti che mai sarebbero tornati. Per loro, dunque, non c\u2019era altro che l\u2019esercito&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-10-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-10-6314' title='&amp;nbsp;David Moon, &lt;em&gt;The Abolition of Serfdom in Russia: 1762-1907&lt;\/em&gt;, Routledge, Harlow et Munich, 2002 ; Alfred Reiber, \u00abRaison D\u2019\u00c9tat: Military\u00bb in &lt;em&gt;Emancipation of the Russian Serfs&lt;\/em&gt;, ed. Terence Emmonsn Holt, Rinehart and Winston, New York, 1970.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/7-fonarnye-stolby_1-1340x1072-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1340\"\n        data-pswp-height=\"1072\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/7-fonarnye-stolby_1-1340x1072-1-330x264.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/7-fonarnye-stolby_1-1340x1072-1-690x552.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/7-fonarnye-stolby_1-1340x1072-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/7-fonarnye-stolby_1-1340x1072-1-125x100.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 Danila Tkachenko<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>La liberazione dei servi della gleba era solo una parte di una riforma sociale ed amministrativa pi\u00f9 ampia avviata dai primi tecnocrati russi. Nonostante la sua reputazione di reazionario, Nicola I contribu\u00ec a creare un\u2019\u00e9lite di funzionari con una moderna istruzione al servizio della sua \u201cpolitica di cittadinanza ufficiale\u201d imperiale e autocratica. \u00c8 stato il reazionario Nicola I e non il liberale Alessandro II a essere stato il primo ingegnere dello Stato russo, certo conservatore, ma sicuramente pi\u00f9 moderno dei suoi predecessori. Sotto Alessandro, questi nuovi funzionari progressisti cercarono di trasformare l\u2019impero russo in uno Stato di diritto &#8211; un paese governato dalla legge e dotato di una moderna amministrazione. Va chiarito che non si trattava di creare uno Stato liberale come lo conosciamo oggi, ma un sistema in cui la procedura giuridica liberale sarebbe stata utilizzata per eseguire i diktat di uno Stato illiberale e antidemocratico&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-11-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-11-6314' title='&amp;nbsp;W. Bruce Lincoln, &lt;em&gt;In the Vanguard of Reform: Russia\u2019s Enlightened Bureaucrats, 1825-1861&lt;\/em&gt;, Northern Illinois University Press, 1986.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Per l\u2019impero russo, la costruzione dello Stato fu un processo difficile e incompleto. La Russia era un paese di contadini non liberi e non poteva contare su una borghesia nazionale. Questo sistema sociale era una risposta alle sue sfide uniche, stretta tra le steppe e le potenze imperiali europee. <\/p><cite>YAKOV FEYGIN<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il tentativo di questi modernizzatori di limitare i capricci dell\u2019amministrazione imperiale fu contrastato dai sostenitori della linea dura, i quali desideravano conservare la capacit\u00e0 dell\u2019autocrate di mobilitare la popolazione attraverso mezzi diretti e militaristi. \u00c8 importante sottolineare che gli interpreti della linea dura non erano affatto individui arretrati e pre-moderni, ma persone convinte della necessit\u00e0 di costruire lo Stato moderno salvando le pratiche imperiali attraverso politiche giuridiche e amministrative di natura poliziesca e militarista. Dopo l\u2019assassinio di Alessandro II da parte dei radicali e le rivolte polacco-ruteniane del 1861-1863, \u00e8 questa corrente di pensiero a prendere il controllo degli affari sotto il regno di Alessandro III&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-12-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-12-6314' title='&amp;nbsp;George Yaney, &lt;em&gt;The Urge to Mobilize&lt;\/em&gt;, University of Illinois Press, Champaign-Urbana, 1983.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Se le riforme giuridiche e amministrative e le tensioni da esse generate sono ben note, la politica economica e la sua relazione con la costruzione dello Stato russo sono meno documentate. Ci\u00f2 \u00e8 in parte spiegato dal fatto che la politica economica \u00e8 essa stessa un prodotto della modernit\u00e0. Nelle sue ultime conferenze, in particolare quelle economicamente libertarie sulla biopolitica, Michel Foucault osserva che l\u2019idea di un\u2019economia separata dal controllo del sovrano \u00e8 un\u2019invenzione del pensiero liberale moderno. In Russia, l\u2019ambiguit\u00e0 del progetto nazionale e dei suoi confini ha reso molto difficile alla politica economica diventare disciplina autonoma&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-13-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-13-6314' title='&amp;nbsp;Michel Foucault, &lt;em&gt;The Birth of Biopolitics: Lectures at the College de France, 1978-1979&lt;\/em&gt;, Palgrave Macmillan, 2008.'><sup>13<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>In Russia, l\u2019ambiguit\u00e0 del progetto nazionale e dei suoi confini ha reso molto difficile alla politica economica diventare disciplina autonoma<\/p><cite>YAKOV FEYGIN<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il Ministro delle finanze Nikolai Bunge fu uno dei primi responsabili della politica economica russa che possiamo riconoscere come moderna. La modernit\u00e0 di Bunge risiedeva nella sua formazione civile e nel suo pensiero economico liberale temperato tuttavia dalla consapevolezza del ritardo economico della Russia. Di origine tedesca, Bunge inizi\u00f2 la sua carriera come accademico all\u2019Universit\u00e0 di Kiev, circostanza che gli permise di osservare la rapida modernizzazione della Polonia e del confine ucraino della Russia grazie alle politiche pi\u00f9 liberali adottate nella regione. Come ministro delle Finanze, attu\u00f2 una politica di espansione del credito ai servi della gleba appena liberati, di protezionismo industriale moderato e, soprattutto, di equilibrio di bilancio, necessario per consentire alla Russia di passare allo standard aureo. Questo passaggio avrebbe dovuto consentire al paese di beneficiare di maggiori capitali stranieri per industrializzarsi&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-14-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-14-6314' title='Alla Sheptun, \u00abRussian Monetary Reformers: Speransky, Mordvinov and Bunge\u00bb &lt;em&gt;in&lt;\/em&gt; &lt;em&gt;Economics in Russia&lt;\/em&gt;, Routledge, 2008 ; V. L. Stepanov, \u00abNikolai Khristianovich Bunge\u00bb &lt;em&gt;in Russian Studies in History&lt;\/em&gt; 35, no. 2, 1er octobre 1996, pp. 42 \u2013 72.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/6-tipovye-zhilye-doma-serii-22kpoe-22-1340x1072-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1340\"\n        data-pswp-height=\"1072\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/6-tipovye-zhilye-doma-serii-22kpoe-22-1340x1072-1-330x264.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/6-tipovye-zhilye-doma-serii-22kpoe-22-1340x1072-1-690x552.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/6-tipovye-zhilye-doma-serii-22kpoe-22-1340x1072-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/6-tipovye-zhilye-doma-serii-22kpoe-22-1340x1072-1-125x100.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 Danila Tkachenko<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>La politica economica di Bunge suscit\u00f2 l\u2019ira dei potenti nobili conservatori che contavano sul sistema tradizionale di carta moneta della Russia per finanziare i loro debiti ed erano grandi importatori di beni stranieri e, dopo una campagna denigratoria condotta dai commercianti conservatori di Mosca e dai giornali slavofili, fu rimosso dal suo incarico nel 1886. I suoi oppositori lo accusavano di importare idee economiche e concorrenza straniera, danneggiando cos\u00ec gli interessi nazionali della Russia. Il suo sostituto, Ivan Vy\u0161negradskij, era un ingegnere con interessi nel campo dell\u2019industria, di cui era uno dei pionieri. <\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 astuto di Bunge dal punto di vista politico, cerc\u00f2 di proseguire la sua politica per adottare lo standard aureo e integrare la Russia nei mercati finanziari europei. Tuttavia, per placare le preoccupazioni dei conservatori, attu\u00f2 una politica regressiva, riuscendo a ottenere l\u2019equilibrio di bilancio grazie a pesanti tasse sui contadini. Per pagare le tasse, i contadini dovevano vendere i loro cereali a ogni costo e la Russia accumul\u00f2 un importante surplus commerciale di questa materia prima persino durante la carestia del 1891-1892, che caus\u00f2 fino a 400mila morti. Alla fine per\u00f2, la pressione dell\u2019opinione pubblica e il timore di una insurrezione portarono alla sua destituzione&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-15-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-15-6314' title='&amp;nbsp;V. L. Stepanov, \u00abLaying the Groundwork for Sergei Witte\u2019s Monetary Reform: The Policy of Finance Minister I.A. Vyshnegradskii (1887-1892)\u00bb, &lt;em&gt;in &lt;\/em&gt;&amp;nbsp;&lt;em&gt;Russian Studies in History&lt;\/em&gt; 47, no. 3, 1er d\u00e9cembre 2001, pp. 38 \u2013 70.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sostituto di Vy\u0161negradskij rimane uno dei pi\u00f9 influenti decisori nella storia della Russia e, fino a quel periodo, probabilmente il pi\u00f9 moderno. Per Sergej Witte, la politica economica non era solo una questione di industrializzazione, ma anche di costruzione di una nazione. Nato in una delle famiglie aristocratiche pi\u00f9 elitiste, Witte era sia un uomo del sistema che una figura periferica unica. Trascorse i suoi primi anni a Tbilisi, in Georgia, dove suo nonno era consigliere privato del Caucaso appena conquistato. Continu\u00f2 la sua formazione a Odessa, una delle citt\u00e0 pi\u00f9 cosmopolite dell\u2019impero, e poi a Kiev sotto la guida di Bunge. In modo insolito per un aristocratico, Witte si lanci\u00f2 negli affari lavorando nelle ferrovie ucraine, dove acquis\u00ec la reputazione di essere tollerante e persino vicino alle minoranze ebraiche e polacche che lavoravano nell\u2019ingegneria e nell\u2019amministrazione dell\u2019infrastruttura&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-16-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-16-6314' title='&amp;nbsp;Theodore Von Laue, &lt;em&gt;Sergei Witte and the Industrialization of Russia&lt;\/em&gt;, Columbia University Press, New York, 1963 ; Francis W. Wcislo, &lt;em&gt;Tales of Imperial Russia: The Life and Times of Sergei Witte, 1849-1915&lt;\/em&gt;, Oxford University Press, Oxford, 2011.'><sup>16<\/sup><\/a><\/span><\/span>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>ll sostituto di Vy\u0161negradskij rimane uno dei pi\u00f9 influenti decisori nella storia della Russia e, fino a quel periodo, probabilmente il pi\u00f9 moderno. Per Sergej Witte, la politica economica non era solo una questione di industrializzazione, ma anche di costruzione di una nazione<\/p><cite>YAKOV FEYGIN<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Witte aveva idee ben definite su ci\u00f2 che l\u2019impero russo dovesse diventare. Durante il suo soggiorno a Kiev, scrisse un saggio sulle idee dell\u2019economista e pubblicista tedesco Friedrich List. Ispirato da Alexander Hamilton e dal sistema americano, List sosteneva che la costruzione di una nazione moderna fosse parte integrante dell\u2019industrializzazione e che questa non potesse essere realizzata attraverso politiche di laissez-faire simili a quelle dei primi paesi industrializzati come il Regno Unito. Al contrario, una nazione deve essere costruita come area economica omogenea e l\u2019industria nazionale deve essere protetta. Per List, lo Stato non doveva limitarsi a proteggere il processo di industrializzazione, ma renderlo possibile attraverso investimenti diretti nelle infrastrutture. Ci\u00f2 non significa che l\u2019economista tedesco fosse un nazionalista reazionario: era aperto al commercio quando necessario e incoraggiava gli investimenti diretti stranieri.<\/p>\n\n\n\n<p>In quanto uomo del settore ferroviario con un passato cosmopolita, il russo Witte fu immediatamente attratto dal pensiero del tedesco List. Da ministro delle Finanze, segu\u00ec un programma risolutamente listiano, implement\u00f2 una politica fiscale pi\u00f9 progressista rispetto all\u2019approccio di Bunge per tenere in equilibrio il bilancio e alla fine riusc\u00ec ad allineare la Russia allo standard aureo. Ci\u00f2 permise a Mosca di emettere il proprio debito sui mercati internazionali e di attirare investimenti stranieri. Witte impost\u00f2 una politica protezionista, disinteressandosi dello sviluppo agricolo e puntando sul sostegno statale all\u2019industria; a differenza dei suoi predecessori, incoraggi\u00f2 gli investimenti statali nelle ferrovie per collegare l\u2019immenso territorio russo, un progetto culminato nella ferrovia transiberiana, destinata a proiettare la potenza russa nel Pacifico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/5-pamyatniki-a-s-pushkina_1-1340x1072-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1340\"\n        data-pswp-height=\"1072\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/5-pamyatniki-a-s-pushkina_1-1340x1072-1-330x264.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/5-pamyatniki-a-s-pushkina_1-1340x1072-1-690x552.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/5-pamyatniki-a-s-pushkina_1-1340x1072-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/5-pamyatniki-a-s-pushkina_1-1340x1072-1-125x100.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 Danila Tkachenko<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>La politica diede i suoi frutti e la Russia si industrializz\u00f2 rapidamente. Tuttavia, come i suoi predecessori, il ministr\u00f2 si inimic\u00f2 rapidamente le \u00e9lite conservatrici. Il suo cosmopolitismo, la sua amicizia con gli ebrei assimilati e la sua apertura ai capitali stranieri gli valsero l\u2019accusa di essere un agente segreto alleato di cospirazioni anti-russe. Una critica pi\u00f9 seria si concentr\u00f2 sul suo abbandono della politica agraria, e sulla sua assenza di riforme nel settore. L\u2019editore slavofilo conservatore I.S. Aksakov pubblic\u00f2 diversi studi, dimostrando che durante il mandato di Witte la produzione agricola era diminuita a causa della priorit\u00e0 data all\u2019industrializzazione e all\u2019adozione dello standard aureo, che gener\u00f2 una contrazione del credito rurale&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-17-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-17-6314' title='&amp;nbsp;Thomas C. Owen, &lt;em&gt;Capitalism and Politics in Russia: A Social History of the Moscow Merchants, 1855\u20131905&lt;\/em&gt;, Cambridge University Press, Cambridge, 2008.'><sup>17<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno degli autori di questi studi, Sergei Sharapov, descrisse i contorni della modernizzazione anti-liberale e conservatrice nel tardo impero russo. Sharapov non era contrario al protezionismo di Witte, alla politica di investimenti pubblici o all\u2019industrializzazione. Si opponeva per\u00f2 alla promozione degli investimenti esteri \u2013 in particolare la propriet\u00e0 straniera \u2013 e alla politica restrittiva del credito che la accompagnava. Invece, Sharapov proponeva politiche monetarie flessibili e l\u2019uso della carta moneta, che avrebbe dovuto essere utilizzata per orientare il credito verso le campagne e pagare la manodopera necessaria alla costruzione di nuove infrastrutture industriali. Un elemento centrale del suo pensiero era che il contadino russo fosse fondamentalmente diverso dai lavoratori occidentali e poteva dunque essere motivato a lavorare per la modernizzazione economica attraverso valori spirituali, accettando dunque la carta moneta. Secondo Sharapov, il contadino russo poteva diventare il centro di una politica economica fondata sulla mobilitazione delle masse grazie alla quale Russia avrebbe potuto sviluppare un\u2019infrastruttura economica moderna senza dipendere da un Occidente capitalista moralmente corrotto e pericoloso&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-18-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-18-6314' title='&amp;nbsp;Theodore H. Von Von Laue, \u00abThe High Cost and the Gamble of the Witte System: A Chapter in the Industrialization of Russia\u00bb &lt;em&gt;in&lt;\/em&gt; &lt;em&gt;The Journal of Economic History&lt;\/em&gt; 13, no. 4, 1953, pp. 425 \u2013 48 ; Mikhail Suslov, \u00abThe Lost Chance of Conservative Modernization: S. F. Sharapov in the Economic Debates of the Late Nineteenth to the Early Twentieth Century\u00bb &lt;em&gt;in&lt;\/em&gt; &lt;em&gt;Acta Slavica Iaponica&lt;\/em&gt;, no. 31, 2012, pp. 31 \u2013 54.'><sup>18<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Un elemento centrale del suo pensiero era che il contadino russo fosse fondamentalmente diverso dai lavoratori occidentali e poteva dunque essere motivato a lavorare per la modernizzazione economica attraverso valori spirituali<\/p><cite>YAKOV FEYGIN<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il confronto tra Witte e Sharapov non deve indurre a immaginare una distinzione eccessiva tra il liberale e il reazionario. Entrambi gli uomini erano slavofili e patrioti dell\u2019impero russo. Witte era un modernizzatore, ma voleva modernizzare per preservare il sistema invece che per ribaltarlo, e per riuscirci era disposto a utilizzare mezzi liberali per trasformare l\u2019autocrazia russa in qualcosa che assomigliasse a uno Stato industriale. Il suo obiettivo non era quello di costruire un sistema esplicitamente liberale. Sharapov, invece, lavor\u00f2 per introdurre in Russia un\u2019industria moderna e renderla cos\u00ec uno Stato tecnologicamente pi\u00f9 avanzato. Ci\u00f2 che temeva, tuttavia, era l\u2019integrazione nel capitalismo globale e le perturbazioni sociali che essa poteva causare, soprattutto per le ricadute sulla base sociale idealizzata dell\u2019autocrazia russa e della tradizione conservatrice: la classe contadina. Pertanto, Sharapov cerc\u00f2 una via verso la modernit\u00e0 che non si basasse tanto sui mercati capitalistici quanto su una nuova \u00e9lite nazionale e spirituale e su una classe contadina da mobilitare per sfruttare le vaste risorse dell\u2019impero e renderlo relativamente autarchico.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La politica economica sovietica e il problema della mobilitazione<\/h2>\n\n\n\n<p>Vladimir Vernadskij \u00e8 una delle figure pi\u00f9 influenti della storia intellettuale russa e forse una delle pi\u00f9 sottovalutate nello sviluppo delle scienze mondiali. Nato in una famiglia della nobilt\u00e0 ucraina, suo padre era un economista dell\u2019Universit\u00e0 di San Pietroburgo e sua madre un\u2019insegnante di musica. Vernadskij, che sarebbe diventato uno dei padri della moderna geochimica e radiogeologia, fu uno dei divulgatori del termine \u201cbiosfera\u201d \u2013 la sfera di interazione tra la vita biologica e il non vivente \u2013 e successivamente della \u201cnoosfera\u201d \u2013 la sfera di interazione tra la ragione umana e l\u2019ambiente biologico. Vernadskij era politicamente liberale, membro del Partito costituzionale democratico (Kd) e sostenitore moderato della cultura e dell\u2019autonomia ucraina, come dimostra il suo ruolo nella fondazione dell\u2019Accademia ucraina delle scienze.<\/p>\n\n\n\n<p>Con queste premesse, stupisce che Vernadskij sia sopravvissuto allo stalinismo senza essere costretto all\u2019esilio. Lo studioso invece mor\u00ec di vecchiaia a Mosca nel 1945, due anni dopo aver ricevuto il premio Stalin per il suo contributo alla scienza russa e sovietica. La strana sopravvivenza di Vernadskij pu\u00f2 essere attribuita, almeno in parte, al fatto che il suo pensiero sullo sviluppo fosse molto vicino, se non addirittura identico, a quella che sarebbe diventata l\u2019ortodossia staliniana. Nel 1915, mentre la Russia era coinvolta nella guerra, Vernadskij fond\u00f2 il Comitato per lo studio delle forze produttive naturali (in russo KEPS) presso l\u2019Accademia imperiale delle scienze, al fine di mappare e catalogare le risorse potenziali dell\u2019ampio territorio nazionale. Dopo la rivoluzione, il KEPS fu rinominato Comitato per lo studio delle forze produttive (SOPS in russo), ma mantenne la stessa missione e lo stesso personale. Il SOPS \u00e8 sopravvissuto al periodo sovietico, passando infine dall\u2019Accademia delle scienze al Gosplan. Il suo erede continua ad esistere all\u2019interno del ministero&nbsp;dell\u2019Economia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>per i bolscevichi del 1917, la rivoluzione era una scommessa che contava su una pi\u00f9 ampia deflagrazione del capitalismo: la lotta al sistema economico dominante avrebbe utilizzato la Russia come anello debole per distruggere l\u2019intera catena<\/p><cite>YAKOV FEYGIN<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il SOPS \u00e8 stata la prima agenzia nella storia della Russia a impostare il problema dello sviluppo economico come una questione di pianificazione dell\u2019uso delle risorse attraverso un metodo scientifico. Non sorprende che Vernadskij abbia goduto del sostegno dei leader sovietici: se si esamina pi\u00f9 da vicino la questione, si scopre che il progetto del SOPS riguardava la pianificazione delle risorse interne. Questo aveva un significato molto specifico nei primi anni dell\u2019Unione sovietica.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando i bolscevichi presero il potere nel 1917, si ritrovarono a capo di un piccolo governo sostenuto da operai militanti e soldati ancora pi\u00f9 militanti in un impero politicamente mal definito e demograficamente dominato da una popolazione contadina diffidente. Come sottolinearono i menscevichi, non era affatto ci\u00f2 che Marx aveva previsto. Tuttavia, per i bolscevichi del 1917, la rivoluzione era una scommessa che contava su una pi\u00f9 ampia deflagrazione del capitalismo: la lotta al sistema economico dominante avrebbe utilizzato la Russia come anello debole per distruggere l\u2019intera catena. Ecco perch\u00e9 lo sguardo dei bolscevichi era rivolto alla Germania, ai suoi lavoratori militanti e alla sua economia industriale avanzata. Il sogno di coinvolgere Berlino, per\u00f2, si spense nel 1921, a causa dello scoppio della guerra polacco-sovietica.<\/p>\n\n\n\n<p>Svanita la prospettiva di una rivoluzione mondiale, i bolscevichi si trovarono a dover governare la Russia da soli, una sfida non da poco. Il paese non era soltanto devastato dalla guerra, ma non poteva contare su un\u2019economia capitalista di primo piano. La classe operaia era ampiamente superata dalla popolazione contadina che non si fidava della nuova autorit\u00e0 e la tollerava soltanto in virt\u00f9 dell\u2019avversione ancora maggiore che provava nei confronti dei Bianchi. Con la fuga delle armate bianche, i contadini cominciarono a ribellarsi contro le severe politiche di requisizione del nuovo Stato sovietico, costringendo i bolscevichi ad abbandonare il \u201ccomunismo di guerra\u201d per adottare la nuova politica economica (NEP). La NEP prevedeva la reintroduzione del mercato per il cibo e i beni di consumo, lasciando solo i settori chiave dell\u2019industria pesante sotto il controllo dello Stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel contesto della Nuova politica economica, il governo sovietico si trov\u00f2 di fronte a un problema. In primo luogo, assistette al ritorno degli imprenditori capitalisti e dei contadini, nonch\u00e9 di ex \u201cesperti borghesi\u201d che furono integrati nell\u2019apparato governativo. Questa situazione non piacque a numerosi rivoluzionari e ai giovani veterani dell\u2019Armata Rossa, i quali si aspettavano di fare rapidamente carriera nel nuovo Stato operaio. In modo altrettanto preoccupante, l\u2019economia controllata dallo Stato, che doveva concorrere e alla fine sostituire pacificamente il mercato, vedeva in realt\u00e0 i suoi valori di scambio deteriorarsi. Insomma, non soltanto la rivoluzione era rimasta confinata in un paese circondato da Stati capitalisti ostili, ma l\u2019Unione sovietica non sembrava marciare rapidamente verso un brillante futuro industriale.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/4-zabor-serii-22po-2-22_1-1340x1072-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1340\"\n        data-pswp-height=\"1072\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/4-zabor-serii-22po-2-22_1-1340x1072-1-330x264.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/4-zabor-serii-22po-2-22_1-1340x1072-1-690x552.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/4-zabor-serii-22po-2-22_1-1340x1072-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/4-zabor-serii-22po-2-22_1-1340x1072-1-125x100.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 Danila Tkachenko<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Questa congiuntura divise il Partito Comunista. La cosiddetta \u201copposizione di sinistra\u201d guidata da Leon Trotsky sostenne la necessit\u00e0 di procedere a una forte industrializzazione finanziata dalle tasse sui contadini. Tuttavia, i trotzkisti partivano dal presupposto che l\u2019Unione sovietica non potesse costruire effettivamente un\u2019economia interamente socialista senza la rivoluzione mondiale. L\u2019industrializzazione era importante per mantenere il paese vivo in un mondo ostile, ma non un obiettivo rivoluzionario in s\u00e9. Nikolaj Bukharin e ci\u00f2 che sarebbe stata chiamata in seguito \u201copposizione di destra\u201d, era convinto invece che si dovesse insistere con la Nuova politica economica, lavorando a un\u2019industrializzazione graduale con politiche pi\u00f9 attente allo sviluppo delle campagne.<\/p>\n\n\n\n<p>Stalin raggiunse il potere risolvendo queste tensioni. Spesso raffigurato come un abile manovratore che sosteneva la destra contro la sinistra, per poi adattare la politica economica della sinistra ed eliminare la destra, Stalin rimase tuttavia coerente. A partire dal suo \u201cSocialismo in un solo paese\u201d del 1924, il segretario generale stabil\u00ec una dottrina di sintesi tra la rivoluzione limitata a un solo paese e l\u2019industrializzazione. Il socialismo in un solo paese non significava l\u2019abbandono del progetto rivoluzionario mondiale, al contrario: Stalin utilizz\u00f2 la teoria di Lenin, secondo il quale l\u2019imperialismo \u00e8 lo stadio pi\u00f9 elevato del capitalismo, per creare una dottrina geopolitica della rivoluzione socialista. La rivoluzione russa aveva avuto successo proprio grazie alla concorrenza economica tra gli Stati imperialisti, che aveva portato allo scoppio della prima guerra mondiale dando un\u2019opportunit\u00e0 ai rivoluzionari russi. Anche se il capitalismo era riuscito a contenere la rivoluzione all\u2019interno dei confini dell\u2019Unione sovietica, ci\u00f2 non significava che fosse un sistema stabile, anzi. Esso sarebbe nuovamente entrato in crisi a causa della sua dinamica interna o delle rivalit\u00e0 imperialiste, aprendo la porta all\u2019espansione della rivoluzione. Nel frattempo, l\u2019Unione sovietica doveva sopravvivere in un mondo ostile ed essere pronta per la prossima deflagrazione&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-19-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-19-6314' title='&amp;nbsp;Richard B. Day, &lt;em&gt;Leon Trotsky and the Politics of Economic Isolation&lt;\/em&gt;, &lt;em&gt;in&lt;\/em&gt; &lt;em&gt;Cambridge Russian, Soviet and Post-Soviet Studies&lt;\/em&gt;, Cambridge University Press, 1973 ; Stephen Kotkin, &lt;em&gt;Stalin: Paradoxes of Power, 1878-1928&lt;\/em&gt;, Penguin Books, 2015 ; Vladimir Kontorovich, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/papers.ssrn.com\/sol3\/papers.cfm?abstract_id=2200184&quot;&gt;The Preobrazhenskii-Feldman Myth and the Soviet Industrialization&lt;\/a&gt;\u00bb, Social Science Research Network, 13 janvier 2013.'><sup>19<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019implicazione della costruzione del socialismo in un solo paese era che l\u2019Unione sovietica dovesse industrializzarsi e costruire una base economica per stabilire il potere socialista all\u2019interno dei suoi confini. Ci\u00f2 significava da un lato rifiutare gli argomenti dell\u2019opposizione di sinistra sulle limitazioni dello sviluppo socialista in Russia senza una rivoluzione mondiale, e dall\u2019altro rifiutare gli argomenti della destra sulla crescita lenta e sull\u2019economia mista. Secondo Stalin, invece, i socialisti dovevano utilizzare la pianificazione per mobilitare le risorse interne e&nbsp;arrivare cos\u00ec all\u2019industrializzazione. Il sistema stalinista non implicava una totale autarchia e anzi accoglieva favorevolmente l\u2019importazione di tecnologie occidentali. Tuttavia, queste erano utili solo nella misura in cui consentivano di sviluppare l\u2019industria statale. Stalin spieg\u00f2 molto chiaramente la logica della pianificazione economica sovietica a un gruppo di economisti nel 1941:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abL\u2019economia pianificata non \u00e8 il nostro desiderio; \u00e8 inevitabile, altrimenti tutto croller\u00e0. Abbiamo distrutto barometri borghesi come il mercato e il commercio, che aiutano la borghesia a correggere le disuguaglianze. Abbiamo preso tutto su di noi. \u2018&#8217;l\u2019economia pianificata \u00e8 per noi inevitabile come il consumo di pane. Non perch\u00e9 siamo \u201cbuoni\u201d e capaci di fare tutto e loro [i capitalisti] no, ma perch\u00e9 per noi tutte le aziende hanno pari importanza&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Qual \u00e8 il compito principale della pianificazione? Il compito principale della pianificazione \u00e8 garantire l\u2019indipendenza dell\u2019economia socialista dall\u2019accerchiamento capitalista. \u00c8 assolutamente il compito pi\u00f9 importante. \u00c8 una sorta di battaglia contro il capitalismo mondiale. Il fondamento della pianificazione consiste nel raggiungere il punto in cui il metallo e le macchine saranno nelle nostre mani, e dove non saremo dipendenti dall&#8217;economia capitalista\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel contesto pi\u00f9 ampio dei dibattiti sulla politica economica del tardo impero russo, Stalin ha conseguito un risultato notevole: ha accettato la necessit\u00e0 di un\u2019economia di mobilitazione militare come metodo per realizzare la mobilitazione delle risorse interne. Utilizzando questo metodo contro i contadini e il settore agricolo, la costruzione dello Stato stalinista ha risolto temporaneamente, attraverso fiumi di sangue, le tensioni esistenti nell\u2019impero russo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Secondo Stalin, i socialisti dovevano utilizzare la pianificazione per mobilitare le risorse interne e&nbsp;arrivare cos\u00ec all\u2019industrializzazione. Il sistema stalinista non implicava una totale autarchia e anzi accoglieva favorevolmente l\u2019importazione di tecnologie occidentali<\/p><cite>YAKOV FEYGIN<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il sistema di pianificazione stalinista \u00e8 stato, in alcuni aspetti, notevolmente duraturo. Sotto i suoi successori, aspetti essenziali della pianificazione economica sovietica, come la durata quinquennale del piano, l\u2019importanza del piano annuale rispetto all\u2019obiettivo a lungo termine e, soprattutto, l\u2019inclinazione verso l\u2019autarchia e la priorit\u00e0 data ai \u201cmezzi di produzione\u201d \u2013 in pratica, l\u2019industria pesante \u2013 sono rimasti i principi guida della politica economica sovietica. L\u2019Unione Sovietica ha sviluppato un \u00abmodello di crescita basato sull\u2019investimento\u00bb in cui il consumo pubblico veniva represso a favore dell\u2019investimento nel capitale fisso. Questo sistema non \u00e8 insolito per un\u2019economia che deve crescere per recuperare il ritardo rispetto ai suoi concorrenti. Le cosiddette \u201ctigri\u201d dell\u2019Asia orientale e la Cina hanno adottato lo stesso modello, che tuttavia genera rendimenti decrescenti: i guadagni nominali di questo tipo di crescita&nbsp; finiscono per essere inghiottiti dai costi reali dell\u2019inflazione e della sovracapacit\u00e0 di produzione. In Unione Sovietica, questo problema \u00e8 stato aggravato dal fatto che l\u2019economia era relativamente chiusa e non esportava beni ad alto valore aggiunto&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-20-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-20-6314' title='&amp;nbsp;Michael Pettis, &lt;em&gt;The Great Rebalancing: Trade, Conflict, and the Perilous Road Ahead for the World Economy&lt;\/em&gt;, Princeton University Press, 2013 ; Barry Eichengreen, Donghyun Park, et&amp;nbsp; Kwanho Shin, \u00abGrowth Slowdowns Redux: New Evidence on the Middle-Income Trap\u00bb, National Bureau of Economic Research, January 2013 ; Peter Kriesler et&amp;nbsp; G.G. Harcourt, \u00abThe Failure of Economic Planning: The Role of the Fel\u2019dman Model and Kalecki\u2019s Critique\u00bb&lt;em&gt; in&lt;\/em&gt; &lt;em&gt;Micha\u0142 Kalecki in the 21st Century&lt;\/em&gt;, ed. Jan Toporowski et \u0141ukasz Macima, Palgrave Macmillan, Londres, 2015, pp.&amp;nbsp; 9\u201328.'><sup>20<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>La routinizzazione del lavoro e dei processi sociali rappresent\u00f2 un cambiamento significativo nella politica economica sovietica. A partire da Chru\u0161\u010d\u00ebv, la mobilitazione che caratterizzava i processi produttivi staliniani cominci\u00f2 a diminuire a favore di una forma pi\u00f9 popolare di mobilitazione. Sotto Bre\u017enev, questo processo continu\u00f2, e la mobilitazione politica diminu\u00ec ancora di pi\u00f9. Il periodo tardo sovietico \u00e8 caratterizzato da ci\u00f2 che lo sociologo James Millar definisce \u00abil piccolo compromesso\u00bb. I cittadini sovietici potevano condurre la loro vita quotidiana in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 consumistica dove la corruzione e il lavoro nero erano tollerati. Al regime era sufficiente la relativa adesione alle norme politiche: un modello conservatore costruito per garantire la stabilit\u00e0&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-21-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-21-6314' title='&amp;nbsp;Oleg Kharkhordin, &lt;em&gt;The Collective and the Individual in Russia: A Study of Practices&lt;\/em&gt;, University of California Press, Berkeley, 1999 ; James R. Millar, \u00abThe Little Deal: Brezhnev\u2019s Contribution to Acquisitive Socialism\u00bb &lt;em&gt;in&lt;\/em&gt; &lt;em&gt;Slavic Review&lt;\/em&gt; 44, no. 4, 1er d\u00e9cembre 1985, pp.&amp;nbsp; 694 \u2013 706; Natalya Chernyshova, &lt;em&gt;Soviet Consumer Culture in the Brezhnev Era&lt;\/em&gt;, Routledge, New York, 2013.'><sup>21<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 portava con s\u00e9 una grande contraddizione. Il modello di crescita economica sovietico non fu mai progettato per creare l\u2019abbondanza a beneficio dei consumatori, ma come un modello di mobilitazione. La disconnessione tra le funzioni delle istituzioni sovietiche e i loro obiettivi divent\u00f2 nel tempo una questione sempre pi\u00f9 esistenziale. A partire dalla met\u00e0 degli anni Cinquanta, la guerra fredda, che era stata fino a quel momento una competizione militare e industriale, si trasform\u00f2 in una competizione socio-economica. Per le superpotenze, il segno del successo divent\u00f2 lo sviluppo economico, anche perch\u00e9 l\u2019ascesa degli Stati Uniti come potenza capitalista aveva sostituito l\u2019antico ordine imperiale europeo in cui era nato lo stalinismo con un impero pi\u00f9 liberista. Lo sviluppo venne ridefinito come capacit\u00e0 di far crescere il consumo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p> Il periodo tardo sovietico \u00e8 caratterizzato da ci\u00f2 che lo sociologo James Millar definisce \u00abil piccolo compromesso\u00bb. I cittadini sovietici potevano condurre la loro vita quotidiana in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 consumistica dove la corruzione e il lavoro nero erano tollerati. Al regime era sufficiente la relativa adesione alle norme politiche<\/p><cite>YAKOV FEYGIN<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La disconnessione tra gli obiettivi dei consumatori e i metodi staliniani permise l\u2019ascesa di una nuova generazione di tecnocrati sovietici. Formate in istituzioni accademiche e agenzie governative, queste figure si impegnarono nelle ultime tendenze delle scienze sociali mondiali e vi contribuirono. Tuttavia, i nuovi tecnocrati non vanno tanto identificati come liberali nascosti, quanto come funzionari che non volevano, e non potevano, mettere in discussione la politica illiberale sovietica. Il loro obiettivo era semplicemente cambiare le priorit\u00e0 dell\u2019economia.<\/p>\n\n\n\n<p>Le riforme furono introdotte inizialmente da Kosygin tra il 1965 e il 1969, ma il loro ritmo si interruppe a causa dell\u2019instabilit\u00e0 che poteva derivare dalla riorientazione degli investimenti statali verso la redditivit\u00e0 e la domanda di beni di consumo. Anche le riforme di Gorba\u010d\u00ebv, inizialmente, non si configurarono come tentativi di mettere in discussione il modello di crescita sovietico, ma per accelerarlo (<em>uskarenija<\/em>) al fine di adottare pi\u00f9 rapidamente le tecnologie necessarie al risparmio di manodopera e alla crescita, senza redistribuire la maggiore ricchezza alle famiglie. Questo modello di crescita era troppo importante, sia per i potenti interessi che muoveva sia per l\u2019ideologia intrinseca dell\u2019Unione Sovietica: il sistema economico era ormai diventato sinonimo di sviluppo socialista. Accettare che questo modello non desse pi\u00f9 risultati significava sollevare questioni scomode, in particolare quella di sapere se il sistema economico in vigore non fosse semplicemente un altro modo di sfruttare i lavoratori.<\/p>\n\n\n\n<p>Per colmare il divario tra le priorit\u00e0 del modello sovietico e la cultura del consumismo, l\u2019Unione Sovietica dipendeva dalle esportazioni di materie prime energetiche che consentivano di finanziare le importazioni ad alto valore aggiunto e i prodotti alimentari. Ci\u00f2 sottrasse ulteriori risorse ai settori a maggiore valore aggiunto, risorse che invece sarebbero state necessarie per riequilibrare il modello di crescita verso una strada pi\u00f9 sostenibile. Alla fine degli anni Settanta, le capacit\u00e0 industriali sovietiche erano diventate cos\u00ec ridondanti che i nuovi investimenti non producevano&nbsp;pi\u00f9 alcun guadagno, e l\u2019economia rallent\u00f2 &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-22-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-22-6314' title='&amp;nbsp;Yakov Feygin, \u00abReforming the Cold War State: Economic Thought, Internationalization, and the Politics of Soviet Reform, 1955-1985\u00bb, dissertation de doctorat, University of Pennsylvania, 2017.'><sup>22<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-medium\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/2-garazhi_1-1340x1072-2.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1340\"\n        data-pswp-height=\"1072\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/2-garazhi_1-1340x1072-2-330x264.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/2-garazhi_1-1340x1072-2-690x552.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/2-garazhi_1-1340x1072-2-990x792.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1319px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/2-garazhi_1-1340x1072-2-690x552.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1599px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/2-garazhi_1-1340x1072-2-990x792.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 1600px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/2-garazhi_1-1340x1072-2-125x100.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 Danila Tkachenko<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Nel suo racconto del crollo del comunismo nell&#8217;Europa dell&#8217;Est, il sociologo Daniel Chirot riassume cos\u00ec il problema: \u00abl\u2019Unione Sovietica ha costruito l\u2019economia del XIX secolo pi\u00f9 avanzata del mondo, ma anche la pi\u00f9 vasta e inflessibile cintura arrugginita\u00bb. Il modello di mobilitazione stalinista e la crescita trainata dagli investimenti avevano permesso di riprodurre il mondo in cui i padri fondatori dell\u2019Unione Sovietica erano cresciuti e attraverso il quale definivano la modernit\u00e0. Per un lungo periodo il sistema fu un modo efficace ma brutale per risolvere i problemi incontrati dalla Russia imperiale, ma cre\u00f2 anche strutture politiche che non potevano assumersi il compito di riformare il modello&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-23-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-23-6314' title='&amp;nbsp;Daniel Chirot, \u00abWhat Happened in Eastern Europe in 1989?\u00bb &lt;em&gt;PRAXIS International&lt;\/em&gt; 11, no. 3 et 4, 1991, pp. 278\u2013305.'><sup>23<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Russia post sovietica e il piccolo compromesso di Putin<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019implosione dell\u2019Unione Sovietica fu un processo politico e sociale profondamente complesso. Tuttavia, \u00e8 impossibile attribuire questo crollo ai soli fattori economici. Al contrario, il collasso economico deve essere compreso come parte integrante della lenta erosione, poi acceleratasi, delle istituzioni formali. Il periodo tra il 1988 e il 1992 \u00e8 stato ben descritto da Steven Solnik come \u00abuna corsa al risparmio\u00bb causata dalla riforma di Gorba\u010d\u00ebv, che aveva aperto opportunit\u00e0 di accaparramento di risorse reali da parte dei manager e delle \u00e9lite costringendo gli altri a garantire rapidamente la loro partecipazione&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-24-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-24-6314' title='&amp;nbsp;Steven L. Solnick, &lt;em&gt;Stealing the State: Control and Collapse in Soviet Institutions&lt;\/em&gt;, Harvard University Press, 1998 ; Vladimir Kontorovich, \u00abThe Economic Fallacy\u00bb, &lt;em&gt;The National Interest&lt;\/em&gt;, no. 31, 1993, pp. 35 \u2013 45.'><sup>24<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<br><br>La corsa agli sportelli costituisce una base inestimabile per comprendere l\u2019economia politica degli anni Novanta in Russia. Molti resoconti popolari e universitari raccontano che la \u00abterapia d\u2019urto\u00bb \u2013 le rapide riforme dei prezzi e le privatizzazioni \u2013 fu imposta da istituzioni neoliberiste straniere come il fondo monetario internazionale e da economisti liberali russi fanatici di Hayek. La verit\u00e0, tuttavia, \u00e8 che le riforme di Yegor Gaidar erano un ulteriore tentativo di utilizzare mezzi tecnocratici liberali a fini illiberali. Questo capitolo dell\u2019economia politica russa \u00e8 difficile da scrivere perch\u00e9 Gaidar e altri riformatori russi erano e sono ancora ideologicamente liberali. Tuttavia, per costruire un\u2019economia liberale, i riformatori di quel periodo capirono rapidamente che dovevano accettare un compromesso, e far funzionare una politica illiberale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il collasso economico dell\u2019Unione Sovieticadeve essere compreso come parte integrante della lenta erosione, poi acceleratasi, delle istituzioni formali<\/p><cite>YAKOV FEYGIN<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La prima generazione di riformatori post-sovietici proveniva dallo stesso ambiente di chi aveva provato a riformare l\u2019Unione sovietica, ma poteva contare su un vantaggio non da poco: aveva assistito ai numerosi tentativi falliti di riforma del sistema, e aveva sviluppato una teoria molto politica sul funzionamento dell\u2019economia sovietica. Il gruppo di teorici economici riuniti attorno a Gaidar e al suo collega di Leningrado, Anatoly Chubais, aveva identificato l\u2019Unione Sovietica come \u00abeconomia di mercato amministrata\u00bb, descrivendola non come un sistema a economia pianificata dove i prezzi non esistono, ma come un mercato oligarchico in cui le imprese di Stato si comportano da monopoliste e lavorano attivamente per distorcere il mercato. L\u2019unico modo per uscire da questa situazione non \u00e8 dunque costruire il mercato da zero, ma spezzare la capacit\u00e0 del monopolio di falsare ci\u00f2 che gi\u00e0 costituisce un\u2019economia di mercato. Da questo punto di vista, la terapia d\u2019urto non consisteva nel \u00abripristinare i prezzi\u00bb, ma nella riforma della struttura sociale del mercato&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-25-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-25-6314' title='&amp;nbsp;Adam E. Leeds, \u00abSpectral Liberalism: On Subjects of Political Economy in Moscow\u00bb University of Pennsylvania, 2016.'><sup>25<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la classe politica russa dei primi anni Novanta, i programmi neoliberisti promossi dai tecnocrati non dovevano portare a una \u201ctransizione\u201d verso un capitalismo liberale di stampo occidentale, ma dovevano costituire il mezzo per ricostruire un nuovo Stato russo e il patto sociale che lo sosteneva. Una popolare interpretazione della crisi costituzionale russa del 1993 legge questa fase come un conflitto sulla terapia d\u2019urto. Secondo questa lettura, il Congresso dei deputati del popolo, il parlamento russo dell\u2019epoca creato alla fine dell\u2019Unione Sovietica, si oppose alla continuazione del \u201cprogramma Gaida\u201d di liberalizzazione rapida per proporre invece una transizione pi\u00f9 graduale. Eltsin e i suoi alleati vengono presentati come avversari del Parlamento democraticamente eletto, tanto da aver creato una costituzione super-presidenzialista proprio per bloccare l\u2019opposizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Una pi\u00f9 attenta analisi del processo rivela una storia pi\u00f9 sottile. Il conflitto tra Eltsin e il Congresso dei deputati del popolo, e la nuova costituzione che ne \u00e8 seguita, vanno letti come un processo parallelo alla terapia d\u2019urto, entrambi concepiti per creare una nuova \u00e9lite e una nuova politica. Questo nuovo corpo dominante viene costruito attorno alla presidenza, istituzione che rappresenta l\u2019unit\u00e0 della nazione e grazie alla sua dimensione quasi-monarchica \u00e8 in grado di mantenere la coesione del paese. Nel contesto dei primi anni Novanta, quando l\u2019unit\u00e0 geografica della nascente Federazione russa \u00e8 messa in discussione, la creazione di una nuova \u00e9lite attraverso riforme liberali \u00e8 considerata un modo per costruire un regime coerente e sostenibile. La politica della terapia d\u2019urto, della privatizzazione e della creazione di una presidenza altamente centralizzata e onnipotente si basa, ancora una volta, sulla costruzione dello Stato russo con idee liberali sulle riforme economiche e costituzionali ma illiberali sul terreno della tradizione politica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La politica della terapia d\u2019urto, della privatizzazione e della creazione di una presidenza altamente centralizzata e onnipotente si basa, ancora una volta, sulla costruzione dello Stato russo con idee liberali sulle riforme economiche e costituzionali ma illiberali sul terreno della tradizione politica<\/p><cite>YAKOV FEYGIN<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La crisi costituzionale del 1993 segna anche l\u2019inizio di un\u2019alleanza crescente tra Eltsin e i servizi di sicurezza. Tra il 1992 e 1993, il nuovo presidente adotta gradualmente una postura pi\u00f9 aggressiva nei confronti del sistema di alleanza occidentale per guadagnare il sostegno dei militari contro il Congresso dei deputati del popolo. Alla fine, riesce nel suo intento e l\u2019impasse politica \u00e8 risolta dall\u2019intervento dei militari a suo favore. Questa alleanza si rafforza durante le elezioni presidenziali del 1996, quando l\u2019impopolare Eltsin deve affrontare un Partito comunista rivitalizzato ma sempre pi\u00f9 nazionalista. Quella tornata elettorale permette di realizzare il matrimonio tra gli oligarchi, che concedono prestiti per la campagna elettorale in cambio di azioni di imprese statali, e l\u2019apparato di sicurezza dello Stato, ricostituito e diffidente&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-26-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-26-6314' title='&amp;nbsp;Andrei Soldatov et Irina Borogan, &lt;em&gt;The New Nobility: The Restoration of Russia\u2019s Security State and the Enduring Legacy of the KGB&lt;\/em&gt;, PublicAffairs, 2010 ; Catherine Belton, &lt;em&gt;Putin\u2019s People: How the KGB Took Back Russia and Then Took On the West&lt;\/em&gt;, Farrar, Straus and Giroux, 2020 ; Allison K. Stanger, \u00abCourting the Generals: The Impact of Russia\u2019s Constitutional Crisis on Yeltsin\u2019s Foreign Policy\u00bb &lt;em&gt;in&lt;\/em&gt; &lt;em&gt;Russia And Eastern Europe After Communism&lt;\/em&gt;, Routledge, 1996.'><sup>26<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<br><br>Per molti versi, Vladimir Putin \u00e8 il pieno successore del sistema messo in piedi da Eltsin. Durante i suoi primi due mandati, il presidente ha portato a termine il progetto di stabilizzazione dell\u2019economia politica russa. La crisi finanziaria del 1998 ha permesso al rublo di svalutarsi mentre i prezzi del petrolio e del gas raggiungevano contemporaneamente i massimi storici. La combinazione di una valuta pi\u00f9 economica e di entrate da importazioni pi\u00f9 elevate ha permesso di fortificare sia il bilancio pubblico che l\u2019economia. Il principale obiettivo raggiunto da Putin \u00e8 stato l\u2019istituzione di un sistema di tasse sulle importazioni di energia che ha consentito allo Stato di ottenere maggiori entrate.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se in modo meno formale, gli anni di Putin sono stati caratterizzati da un nuovo patto con l\u2019\u00e9lite russa. Finch\u00e9 le imprese pubbliche e le connessioni personali di Putin hanno controllato una parte sempre maggiore dell\u2019economia, e gli oligarchi si sono disinteressati della politica, questi ultimi erano autorizzati a fare ci\u00f2 che volevano. Cos\u00ec, la corruzione \u00e8 diventata lo strumento di funzionamento del regime, e persino della costruzione dello Stato: l\u2019architettura messa in piedi da Putin ha permesso la stabilizzazione dei conflitti interni alle \u00e9lite permettendo al Cremlino di diventare l\u2019arbitro finale delle contese. La classe media russa si \u00e8 sviluppata, e ha stretto con il sistema di potere putinista un tacito accordo simile a quello degli oligarchi: i suoi membri hanno potuto godere di una maggiore sicurezza economica e personale, rinunciando in cambio a occuparsi di politica&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-27-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-27-6314' title='&amp;nbsp;Ben Judah, &lt;em&gt;Fragile Empire: How Russia Fell In and Out of Love with Vladimir Putin&lt;\/em&gt;, Yale University Press, Londres et New Haven, 2014.'><sup>27<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<br><br>Il \u00abperiodo sushi\u00bb, cos\u00ec chiamato per l\u2019onnipresenza dei ristoranti di sushi destinati alla classe media urbana, corre approssimativamente dal 2001 al 2012. Per certi aspetti, il putinismo \u00e8 la realizzazione di ci\u00f2 che i dirigenti tardosovietici e persino i riformatori economici avevano sperato: il mercato ha permesso la distribuzione efficiente di beni di consumo a una classe media urbana in rapida espansione che in cambio ha accettato di non occuparsi di politica. Allo stesso tempo, i settori chiave dell\u2019economia, sebbene spesso nominalmente privati, sono in mano a personalit\u00e0 di fiducia del Cremlino. Questo capitalismo politico ha utilizzato le caratteristiche dell\u2019economia neoliberale, come l\u2019imposta forfettaria, una politica monetaria rigorosa e ortodossa, grandi investimenti esteri e un bilancio ben equilibrato, per scopi poco liberali. La stabilit\u00e0 economica ha permesso di consolidare le \u00e9lite politiche. Putin ha, per un certo periodo di tempo, realizzato pienamente il \u00abpiccolo compromesso di Breznev\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il dilemma del putinismo&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il 26 aprile 2022, Nikolai Patrushev, segretario del Consiglio di sicurezza russo e consigliere de facto di Putin per la sicurezza nazionale, \u00e8 intervistato dal giornale ufficiale del governo, Rossiyskaya Gazeta. In quest\u2019intervista, Patrushev dichiara che l\u2019Occidente ha mosso una guerra totale alla Russia al fine di sopprimere la sua cultura e i suoi interessi nazionali per impadronirsi delle sue risorse naturali. In risposta a questo attacco definito multifattoriale perch\u00e9 culturale, economico e militare, la Russia dovrebbe abbandonare \u00abi soli meccanismi di mercato\u00bb e utilizzare maggiormente \u00able risorse interne del nostro paese\u00bb attraverso una \u00abmaggiore disciplina [imposta dal governo]\u00bb nelle industrie chiave per \u00abla sicurezza della Russia\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-28-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-28-6314' title='&amp;nbsp;&amp;nbsp;Ivan Egorov, \u00abPatrushev: Zapad Sozdal Imperio Lizh, Predpolagaiushiio Unichtozhenie Rossii\u00bb &lt;em&gt;Rossiskaya Gazetta&lt;\/em&gt;, 26 avril, 2022 ; Mark Galeotti, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.themoscowtimes.com\/2022\/04\/29\/russias-hardliners-present-their-manifesto-a77537&quot;&gt;Russia\u2019s Hardliners Present Their Manifesto&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;The Moscow Times&lt;\/em&gt;, 29 avril 2022.'><sup>28<\/sup><\/a><\/span><\/span>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Patrushev \u00e8 una delle figure pi\u00f9 bellicose nell\u2019orbita di Putin, e lo ha sostituito come direttore del FSB dopo la sua nomina a primo ministro nel 1999. L\u2019attuale posizione non gli conferisce alcun potere istituzionale diretto, ma supervisiona i briefing di Putin, circostanza che gli garantisce accesso diretto al dittatore. Patrushev ha iniziato la sua carriera nel KGB come ufficiale del controspionaggio, prima di guidare le operazioni contro il contrabbando nella regione di Leningrado. Gli ufficiali del KGB coinvolti nel controspionaggio interno, e gli ufficiali di controspionaggio in generale, hanno una cultura molto particolare. Questi ambienti sono dominati dall\u2019adesione a varie teorie del complotto utilizzate per spiegare il collasso dell\u2019Unione sovietica attraverso varie \u00ableggendarie coltellate alla schiena\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle pi\u00f9 popolari \u00e8 il \u201cPiano Dulles\u201d, un fantomatico documento del 1948 redatto da Allen Dulles (che tuttavia ha ricoperto posizioni decisionali a Washington molti anni dopo) con la strategia ufficiale degli Stati Uniti per distruggere l\u2019Unione Sovietica avvelenando la cultura russa. Non esiste alcuna prova dell\u2019esistenza di un tale documento e la teoria \u00e8 apparsa per la prima volta in un romanzo storico di inizio anni Novanta. Patrushev \u00e8 noto per credere a idee ancora pi\u00f9 assurde. Nel 2015, ha dichiarato che l\u2019ex segretaria di Stato americana Madeleine Albright aveva elaborato piani per distruggere la Russia e impadronirsi delle sue risorse naturali. La fonte di questa affermazione \u00e8 una dichiarazione di un medium del programma psichico dell\u2019ex KGB che sostiene di aver letto nella mente di Albright durante una riunione ufficiale alla fine degli anni Novanta&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-29-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-29-6314' title='Oleg Kashin, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2015\/jul\/15\/russia-kgb-psychic-oleg-kashin&quot;&gt;How the Hallucinations of an Eccentric KGB Psychic Influence Russia Today&lt;\/a&gt;\u00bb &lt;em&gt;The Guardian&lt;\/em&gt;, 15 juillet 2015 ; Maria Snegovaya, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.brookings.edu\/blog\/order-from-chaos\/2016\/02\/23\/what-explains-the-sometimes-obsessive-anti-americanism-of-russian-elites\/&quot;&gt;What Explains the Sometimes Obsessive Anti-Americanism of Russian Elites?&lt;\/a&gt;\u00bb &lt;em&gt;Brookings&lt;\/em&gt;, November 30, 2016.'><sup>29<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Gli ufficiali del KGB coinvolti nel controspionaggio interno, e gli ufficiali di controspionaggio in generale, hanno una cultura molto particolare. Questi ambienti sono dominati dall\u2019adesione a varie teorie del complotto utilizzate per spiegare il collasso dell\u2019Unione sovietica attraverso varie \u00ableggendarie coltellate alla schiena\u00bb<\/p><cite>YAKOV FEYGIN<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p><br>La posizione di Patrushev pu\u00f2 dunque essere interpretata come molto tradizionale e favorevole a un\u2019economia di mobilitazione, al massimo utilizzo possibile delle risorse interne, all\u2019organizzazione del lavoro pi\u00f9 disciplinata e alla preminenza del complesso militare-industriale. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di proteggersi da un sistema economico globale che, anche senza la minaccia di sanzioni, viene manipolato dagli Stati Uniti e dai loro alleati per compromettere la sovranit\u00e0 russa.<\/p>\n\n\n\n<p>Patrushev ha sicuramente l\u2019ascolto su Putin, ma la portata della sua influenza \u00e8 oggetto di dibattito e sar\u00e0 meglio compresa in futuro, quando saremo in grado di tracciare un bilancio completo degli ultimi anni&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-31-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-31-6314' title='&amp;nbsp;Un article r\u00e9cent du &lt;em&gt;Financial Times&lt;\/em&gt; indique que m\u00eame Patrushev pensait que l&amp;#8217;invasion de l&amp;#8217;Ukraine en 2022 \u00e9tait une mauvaise id\u00e9e : Max Seddon, Christopher Miller et Felicia Schwartz, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.ft.com\/content\/80002564-33e8-48fb-b734-44810afb7a49&quot;&gt;How Putin Blundered into Ukraine \u2014 Then Doubled Down&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;Financial Times&lt;\/em&gt;, 23 f\u00e9vrier 2023.&amp;nbsp;&lt;span class=&#039;whitespace-nowrap&#039;&gt;&lt;span id=&#039;easy-footnote-30-6314&#039; class=&#039;easy-footnote-margin-adjust&#039;&gt;&lt;\/span&gt;&lt;span class=&#039;easy-footnote&#039;&gt;&lt;a href=&#039;https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-30-6314&#039; title=&#039;&#039;&gt;&lt;sup&gt;30&lt;\/sup&gt;&lt;\/a&gt;&lt;\/span&gt;&lt;\/span&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Dara Massicot, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.foreignaffairs.com\/ukraine\/what-russia-got-wrong-moscow-failures-in-ukraine-dara-massicot&quot;&gt;What Russia Got Wrong&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;Foreign Affairs&lt;\/em&gt;, 8 f\u00e9vrier 2023 ; Pavel Luzin, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/cepa.org\/article\/doomed-to-failure-russias-efforts-to-restore-its-military-muscle\/&quot;&gt;Doomed to Failure \u2014 Russia\u2019s Efforts to Restore Its Military Muscle&lt;\/a&gt;\u00bb, CEPA, 15 novembre 2022'><sup>31<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Alcuni elementi indicano per\u00f2 che lo Stato russo si sta effettivamente preparando a un\u2019economia pi\u00f9 militarizzata. I centri di reclutamento militare hanno aggiornato le loro banche dati per evitare il caos osservato in autunno, sono state emanate alcune leggi per sequestrare beni personali nell\u2019interesse della sicurezza nazionale, e gli annunci sull\u2019aumento degli effettivi dell\u2019esercito, che sar\u00e0 progettato per condurre lunghe guerre, implicano un complesso militare-industriale molto pi\u00f9 ampio&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-32-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-32-6314' title='Dara Massicot, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.foreignaffairs.com\/ukraine\/what-russia-got-wrong-moscow-failures-in-ukraine-dara-massicot&quot;&gt;What Russia Got Wrong&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;Foreign Affairs&lt;\/em&gt;, 8 f\u00e9vrier 2023 ; Pavel Luzin, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/cepa.org\/article\/doomed-to-failure-russias-efforts-to-restore-its-military-muscle\/&quot;&gt;Doomed to Failure \u2014 Russia\u2019s Efforts to Restore Its Military Muscle&lt;\/a&gt;\u00bb, CEPA, 15 novembre 2022.'><sup>32<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, almeno fino al suo discorso del 21 febbraio 2023, Putin non ha fatto alcun annuncio verso una sostituzione dei tecnocrati che compongono l\u2019attuale alta amministrazione russa con persone come Glazyev. Inoltre il presidente non ha preso decisioni concrete sulla mobilitazione o su nuove leggi economiche. Al contrario, le ultime sue dichiarazioni appaiono piuttosto standardizzate e persino, nella loro noia, brezneviane. Alla maniera della tarda Unione Sovietica, Putin ha anche elogiato il raccolto dandole un risalto simile a quello riservato alla grande guerra industriale che ha scatenato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il conservatorismo di Putin contraddice la sua reputazione di persona con un\u2019alta propensione al rischio: \u00e8 in verit\u00e0 abituato ad attendere l\u2019ultimo momento per prendere decisioni difficili, e in generale cerca di evitarle il pi\u00f9 possibile. Il 24 febbraio rappresenta un\u2019eccezione basata sulla convinzione, poi rivelatasi errata, che l\u2019invasione sarebbe durata 72 ore. Tuttavia, il conservatorismo di Putin e la sua esitazione tra l\u2019illiberalismo liberale e la mobilitazione rappresentano un problema fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il conservatorismo di Putin contraddice la sua reputazione di persona con un\u2019alta propensione al rischio: \u00e8 in verit\u00e0 abituato ad attendere l\u2019ultimo momento per prendere decisioni difficili, e in generale cerca di evitarle il pi\u00f9 possibile. La sua esitazione tra l\u2019illiberalismo liberale e la mobilitazione rappresentano un problema fondamentale<\/p><cite>YAKOV FEYGIN<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Dalla sua rielezione nel 2012, il presidente non \u00e8 riuscito a ripristinare il contratto sociale dei primi anni Duemila. Il suo terzo mandato \u00e8 arrivato subito dopo quello di Dimitri Medvedev, che sconta giustamente una reputazione di poca autonomia e capacit\u00e0 decisionale, anche se ci\u00f2 non significa che non avesse alcun potere, come mostra il suo assenso alla missione Nato in Libia, avversata invece da Putin. Medvedev aveva forse pochi poteri, ma rappresentava in ogni modo una corrente di pensiero relativamente influente, cio\u00e8 l\u2019ala liberale e tecnocratica della coalizione putinista. Nel suo periodo al potere, ha implementato politiche per rendere la Russia pi\u00f9 aperta alle nuove imprese e, cosa ancora pi\u00f9 importante, ha visto la societ\u00e0 cambiare. La fine della sua presidenza \u00e8 stata infatti segnata dalle \u201cproteste di Bolotnaya\u201d contro le elezioni ingiuste della Duma a Mosca e in altre citt\u00e0 russe: sotto il suo mandato la classe media russa \u00e8 diventata una forza politica e il contratto sociale degli \u201canni sushi\u201d si \u00e8 fratturato.<\/p>\n\n\n\n<p>La situazione attuale si inserisce in un contesto economico difficile. Come il resto del mondo, la Russia \u00e8 stata duramente colpita dalla crisi finanziaria del 2008. Tuttavia, \u00e8 uscita in tempi relativamente rapidi dalla recessione grazie alla ripresa dei prezzi dell\u2019energia, per quanto la sua crescita non sia tornata ai livelli precedenti. Gli investimenti in capitale fisso non si sono mai ripresi e il paese non ha mai attuato misure di stimolo su larga scala. Di conseguenza, l\u2019energia \u00e8 diventata ancora pi\u00f9 importante, e ci\u00f2 ha portato a una progressiva rinazionalizzazione dell&#8217;economia, con il settore energetico dominato da aziende statali o semistatali. In pi\u00f9, circostanza piuttosto rilevante per il \u00abpiccolo compromesso\u00bb, il contributo alla crescita determinato dall\u2019acquisto di beni di consumo ha raggiunto il picco post-crisi nel 2012. La verit\u00e0 \u00e8 che molto prima ancora delle sanzioni contro la Russia annunciate in seguito all\u2019intervento in Ucraina nel 2014, l\u2019economia stava gi\u00e0 andando verso la recessione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il putinismo del terzo mandato manifestava un viso pi\u00f9 duro rispetto ai precedenti mandati anche prima del 2014, per quanto in questi anni il governo abbia lanciato programmi per cercare di integrare nella politica russa giovani funzionari non appartenenti alla classe media cosmopolita, formando cos\u00ec nuovi amministratori. La retorica dello Stato russo \u00e8 diventata pi\u00f9 militante e paranoica, mentre l\u2019agenda economica non \u00e8 cambiata granch\u00e9, anche in seguito all\u2019annessione della Crimea. Nonostante gli appelli alla \u00absostituzione delle importazioni\u00bb, la politica economica della Russia e il contratto implicito con l\u2019elite non sono cambiati. In realt\u00e0, Mosca \u00e8 diventata un terreno di gioco ancora pi\u00f9 grande per la classe media urbana&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-33-6314' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/03\/11\/la-struttura-della-politica-economica-nella-russia-di-putin\/#easy-footnote-bottom-33-6314' title='&amp;nbsp;Alexander Baunov, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/carnegiemoscow.org\/commentary\/60401&quot;&gt;Ever So Great: The Dangers of Russia\u2019s New Social Contract&lt;\/a&gt;\u00bb &lt;em&gt;Carnegie Endowment for International Peace&lt;\/em&gt;, 15 juillet 2015 ; Peter Sattler, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.atlanticcouncil.org\/blogs\/new-atlanticist\/putin-defaulting-on-the-social-contract\/&quot;&gt;Putin Defaulting on the Social Contract&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;Atlantic Council&lt;\/em&gt;, 24 juin 2015 ; Justin Burke, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/eurasianet.org\/perspectives-russias-social-contract-is-fraying-what-are-the-implications&quot;&gt;Perspectives | Russia\u2019s Social Contract Is Fraying. What Are the Implications?&lt;\/a&gt;\u00bb &lt;em&gt;eurasianet&lt;\/em&gt;, 27 mai 2020.'><sup>33<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/1-tipovoj-zhiloj-dom-serii-k-7-1340x1072-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1340\"\n        data-pswp-height=\"1072\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/1-tipovoj-zhiloj-dom-serii-k-7-1340x1072-1-330x264.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/1-tipovoj-zhiloj-dom-serii-k-7-1340x1072-1-690x552.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/1-tipovoj-zhiloj-dom-serii-k-7-1340x1072-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/03\/1-tipovoj-zhiloj-dom-serii-k-7-1340x1072-1-125x100.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 Danila Tkachenko<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Putin non ha scelto di passare dal sistema di economia liberale-illiberale a quello della mobilitazione. Dopotutto, perch\u00e9 avrebbe dovuto? Crisi dopo crisi, i tecnocrati russi sono rimasti fedeli al regime, gestendo peraltro efficacemente i momenti di difficolt\u00e0. Utilizzando metodi molto ortodossi, la Russia \u00e8 riuscita a superare la tempesta del 2014, e dopo un\u2019impennata di inflazione e panico, il rublo si \u00e8 stabilizzato. La diminuzione del tasso di cambio si \u00e8 rivelata vantaggiosa: il calo dei costi nominali implica che i pagamenti petroliferi denominati in valuta estera valgano di pi\u00f9 per il bilancio russo. Nel 2022, i tecnocrati russi hanno adottato mezzi meno convenzionali ma sempre efficaci per stabilizzare l\u2019economia di fronte alle sanzioni. In una certa misura, il contratto sociale persiste anche durante la guerra: Mosca non \u00e8 pi\u00f9 quella di una volta, ma \u00e8 ancora possibile condurre una vita apolitica e materialistica. La mobilitazione ha in parte rotto questo guscio, causando la fuga di gran parte della classe media urbana, ma il suo impatto resta in limitato ai membri pi\u00f9 poveri delle citt\u00e0 e delle province, insistendo in particolare su coloro con un\u2019esperienza militare precedente. Insomma, il presidente teme a giusto titolo gli effetti di una mobilitazione pi\u00f9 ampia.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, il futuro \u00e8 molto incerto. Certo, l\u2019economia russa \u00e8 sopravvissuta anche grazie alla capacit\u00e0 dell\u2019establishment tecnocratico. Tuttavia, la vera ragione di questa capacit\u00e0 di resistenza sono le esportazioni energetiche, che sono rimaste forti e hanno garantito alle aziende di Stato di generare entrate fiscali costanti per alimentare le casse del bilancio pubblico. Questa situazione potrebbe tuttavia non durare: il 2023 potrebbe essere molto pi\u00f9 duro del 2022 perch\u00e9 le sanzioni contro il settore energetico stanno iniziando a entrare in vigore e a produrre i loro effetti. In queste circostanze, gli strumenti liberali che hanno finora garantito la stabilit\u00e0 potrebbero non bastare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista militare, \u00e8 difficile guardare in avanti con ottimismo. Al momento della stesura di questo articolo, la nuova offensiva russa in Ucraina non ha ottenuto grandi risultati. Teoricamente, l\u2019esercito dispone ancora di molte truppe mobilitate, ma la loro qualit\u00e0 \u00e8 sconosciuta; le scorte di equipaggiamenti militari russi rimangono elevate, ma iniziano anche a mostrare alcuni segni di tensione. Riuscire a sostenere un esercito impegnato in una guerra prolungata, forse persino permanente, \u00e8 una sfida molto grande per l\u2019industria russa. Tenuto conto di queste circostanze, la tentazione di adottare una politica economica mobilizzatrice aumenter\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La domanda che dobbiamo porci \u00e8 se questo tipo di politica economica sia realizzabile. Anche l\u2019industrializzazione shock dell\u2019epoca stalinista richiedeva sia tecnologia straniera che un quadro di specialisti e ingegneri appena formati e ambiziosi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Indipendentemente dalla risposta, penso che dovremo convivere con la Russia per un po\u2019 di tempo. Ci\u00f2 significa che noi occidentali dobbiamo pensare a come rompere il circolo vizioso dei fattori persistenti della politica economica russa. Se vogliamo un giorno vedere una Russia che non rappresenti una minaccia per i suoi vicini e per l\u2019ordine mondiale, questa deve essere integrata nell\u2019economia globale in modo pi\u00f9 profondo, evitando una situazione come quella degli ultimi decenni, in cui il paese era semplicemente un esportatore di risorse e un consumatore di beni. Ci\u00f2 richiede molte cose che vanno oltre il quadro di questo articolo, tra cui un vero movimento operaio che formuli richieste politiche specifiche per avere una politica che non sia solo incentrata sulle questioni irrisolte dello Stato russo, indipendentemente da ci\u00f2 che accade nel suo ex impero. La costruzione dello Stato russo deve prevedere istituzioni che funzionino bene e che promuovano una tenore di vita migliore e un\u2019economia in crescita e diversificata, non un sistema che garantisca la sicurezza di un\u2019\u00e9lite al potere e dei confini della Russia. L\u2019errore da evitare \u00e8 pensare che se una Russia post-Putin e post-guerra seguir\u00e0 una politica economica liberale, allora automaticamente questa eviter\u00e0 di sostenere scopi illiberali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per comprendere l\u2019economia russa, \u00e8 necessaria un\u2019indagine storica di lungo periodo. 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