{"id":6224,"date":"2023-02-24T09:07:39","date_gmt":"2023-02-24T09:07:39","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=6224"},"modified":"2023-02-24T09:07:40","modified_gmt":"2023-02-24T09:07:40","slug":"ignorare-la-guerra-le-societa-civili-russe-e-lucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/02\/24\/ignorare-la-guerra-le-societa-civili-russe-e-lucraina\/","title":{"rendered":"\u00abIgnorare la guerra\u00bb: le societ\u00e0 civili russe e l\u2019Ucraina \u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Allo studente e al professore basta uno sguardo per capirsi. Gennaio 2022, \u00e8 un banale giorno di esami all\u2019istituto di linguistica di Mosca. Nel bel mezzo delle domande dell\u2019orale, nell\u2019anonimato di un\u2019aula, viene chiesto allo studente: \u00abdefinisca cos\u2019\u00e8 un eufemismo e fornisca degli esempi\u00bb. Domanda anodina, non necessariamente politica, quella del professore. Quanto alla risposta, non \u00e8 priva di malizia.&nbsp;\u00ab\u201cL\u2019operazione militare speciale\u201d \u00e8 un buon esempio attuale di formule attenuate che vengono utilizzate per evitare espressioni pi\u00f9 scioccanti e sgradevoli, ma pi\u00f9 crude e reali\u2026\u00bb, dice lo studente, con la risposta pronta. Il professore reagisce con un sorriso complice. \u00abTra oppositori all\u2019invasione russa in Ucraina, a questa guerra che non \u00e8 la nostra, ci siamo capiti!\u00bb, confider\u00e0 poi. Con prudenza per\u00f2, una precauzione necessaria nel bel mezzo di un\u2019ondata di repressioni&nbsp;che in Russia&nbsp;soffoca ogni voce critica nei confronti del governo. \u00c8 per proteggere le nostre fonti quindi che nel presente articolo resteremo vaghi in merito all\u2019identit\u00e0 dei nostri numerosi interlocutori.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 24 febbraio 2022, data dell\u2019inizio dell\u2019\u201coperazione militare speciale\u201d del Cremlino in Ucraina, secondo la litote ufficiale, la societ\u00e0 civile russa si \u00e8 abituata tanto alle espressioni semplicistiche quanto alle circonvoluzioni simboliche. Da una parte, la propaganda,&nbsp;in televisione ma anche grazie a molteplici intermediari nella societ\u00e0, ripete le formule di Vladimir Putin tese a giustificare una presunta operazione di \u201cliberazione\u201d dei territori russi. Dall\u2019altra, chi si oppone alle litoti ufficiali, che si esprime in modo indiretto, con immaginazione e inventiva, e rischia una pena fino a quindici anni di prigione, secondo le nuove norme sul \u201cdiscredito\u201d delle forze armate.&nbsp;Agli antipodi, queste reazioni opposte hanno spesso causato&nbsp;tensioni intergenerazionali all\u2019interno delle famiglie: i pi\u00f9 anziani guardano la televisione e si schierano dalla parte del Cremlino, i pi\u00f9 giovani s\u2019informano su Internet e osano opporsi al governo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I primi garantiscono che si tratta di un\u2019operazione salvifica di \u201cdemilitarizzazione\u201d e di \u201cdenazificazione\u201d del Paese vicino,&nbsp;inevitabile per contrastare la minaccia occidentale. I secondi confessano la loro vergogna e il loro disgusto, raccontano il coraggio e la paura davanti alle difficolt\u00e0 a cui si confronta ogni forma di contestazione pubblica. Gli uni si barricano davanti alle televisioni che trasmettono i canali pubblici \u2014&nbsp;riflesso tipico dei<strong>&nbsp;<\/strong>telespettatori-elettori fedeli al Cremlino. Gli altri s\u2019ingegnano, per esempio, per esprimere in modo simbolico il proprio dissenso: declamare una poesia contro la guerra in una cantina trasformata in modesto teatro, scrivere un semplice \u201cpace\u201d sulle banconote che passano di mano in mano, lasciare qualche fiore e una candela ai piedi di un memoriale improvvisato in omaggio alle vittime ucraine\u2026Gesti solidali, pi\u00f9 di disperazione che di ribellione.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_01103001_000002-1340x805-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1340\"\n        data-pswp-height=\"805\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_01103001_000002-1340x805-1-330x198.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_01103001_000002-1340x805-1-690x415.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_01103001_000002-1340x805-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_01103001_000002-1340x805-1-125x75.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 Vitaliy Belousov\/SPUTNIK\/Sipa USA<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>In realt\u00e0, oggi la maggioranza dei russi non appartiene a nessuno dei due gruppi. Alla fine, si \u00e8 preferito ignorare la guerra, smettendo di seguire le informazioni, tenendosi a distanza dalle fonti di propaganda come da ogni forma di opposizione, concentrandosi sulla vita privata, rimanendo cauti nelle discussioni (perfino in famiglia) e stando attenti alle possibili delazioni (al lavoro, all\u2019universit\u00e0). Una specie d\u2019\u201cimmigrazione interna\u201d gi\u00e0 ben nota all\u2019epoca sovietica. Alcuni si rifugiano nell\u2019alcol o negli antidepressivi, il cui consumo sarebbe aumentato nell\u2019ultimo anno. Altri cercano una scappatoia altrove: a Mosca, le sale dei teatri sono piene, e tra il pubblico dei cinema in cui si proiettano cartoni animati per bambini si scorgono a volte adulti venuti a cercare un po\u2019 di ossigeno. Sempre di pi\u00f9, il conflitto in Ucraina \u00e8 diventato un argomento da evitare durante le cene di famiglia. Una forma di passivit\u00e0. Riguarda le nonne sazie di propaganda, ma anche i giovani istruiti, con un buon impiego, che non credono n\u00e9 a Putin n\u00e9 alla propaganda ma la cui sola ambizione \u00e8 di restare in disparte e salvaguardare i propri interessi. La sofferenza degli ucraini ha creato un\u2019indifferenza diffusa. Nonostante i media indipendenti siano stati chiusi&nbsp;e numerosi siti Internet bloccati, informarsi \u00e8 ancora possibile. Ma la gran parte dei russi non lo fa, si affida al governo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Nel paese regna una forma di passivit\u00e0 che riguarda le nonne sazie di propaganda, ma anche i giovani istruiti, con un buon impiego, che non credono n\u00e9 a Putin n\u00e9 alla propaganda ma la cui sola ambizione \u00e8 di restare in disparte e salvaguardare i propri interessi<\/p><cite>BENJAMIN QU\u00c9NELLE<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Questa fiducia passiva spiega il forte tasso di sostegno dell\u2019\u201coperazione speciale\u201d, tra il 70 e l\u201980%, anche se i risultati dei sondaggi sono da prendere con le pinze come in ogni regime autoritario.&nbsp;In passato la popolarit\u00e0 di Vladimir Putin aveva raggiunto il suo picco al momento delle guerre (in Cecenia, in Georgia, per l\u2019annessione della Crimea, durante l\u2019operazione in Siria), e anche stavolta il Presidente e le sue decisioni non sono state rimesse in causa, n\u00e9 il conflitto in Ucraina pare aver suscitato una presa di coscienza in merito alla natura stessa del suo potere. Di fronte all\u2019offensiva in Ucraina, come da anni di fronte alla profonda degradazione delle libert\u00e0 e dello stato di diritto, la maggioranza dei russi si \u00e8 rintanata in un\u2019apatia, in un fatalismo che ha preso la forma di un\u2019incoscienza generalizzata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuella che lei chiama \u201capatia\u201d, e che io chiamo \u201cassenza, nelle situazioni, di qualsiasi istinto&nbsp;biologico di protezione\u201d, \u00e8 sempre esistita tra i russi: sono sovietici, \u00e8 un retaggio ancora forte.&nbsp;\u00c8 una questione di genetica, di psichiatria, di sociologia, di psicanalisi\u2026\u00bb, spiega ironica Valentina Melnikova in un\u2019intervista a <em>La Croix L\u2019hebdo<\/em>. A settantasette anni, questa veterana della difesa dei diritti umani \u00e8 un\u2019instancabile osservatrice delle contraddizioni della societ\u00e0 civile del suo Paese. Presidentessa del Comitato delle madri dei soldati, nel corso degli oltre vent\u2019anni di Vladimir Putin al Cremlino, dalle guerre in Cecenia fino all\u2019attuale \u201coperazione speciale\u201d, \u00e8 sempre stata al fianco delle donne, mogli e madri, combattute tra il desiderio di verit\u00e0 e le conseguenze dello scetticismo e del fatalismo post-sovietico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per Valentina Melnikova, come per molti esperti attivisti per i diritti umani in Russia, non c\u2019\u00e8 dubbio: in realt\u00e0 la \u201csociet\u00e0 russa\u201d, al singolare, intesa come una societ\u00e0 civile unica, non esiste. Sotto Vladimir Putin come sotto l\u2019Unione sovietica, \u00e8 soprattutto il regno dell\u2019ognuno fa per s\u00e9. Con la creazione del Comitato delle madri dei soldati e di altre organizzazioni come Memorial, una societ\u00e0 civile unita aveva cominciato a vedere la luce negli anni Novanta quando, parallelamente a questo tipo di attivit\u00e0 associative, sono apparsi alcuni partiti politici, comunisti e nazionalisti ma anche liberali e indipendenti. Tuttavia, a partire dalle elezioni legislative del 2003, solo i membri dei movimenti sotto il controllo dello Stato hanno il diritto di essere eletti nella Duma. La vita politica vera e propria \u00e8 allora terminata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSenza partiti rappresentativi non pu\u00f2 esistere una vera societ\u00e0\u00bb, avverte Valentina Melnikova. A differenza di Memorial, classificato come \u201cagente straniero\u201d e ormai bandito, il suo Comitato delle madri dei soldati \u00e8 stato mantenuto, cos\u00ec come altre organizzazioni che aiutano i migranti, gli orfani e i disabili. \u00abMa siamo solo uffici di assistenza: le persone vanno e vengono. Non si tratta di una partecipazione generale alla societ\u00e0\u00bb, si rammarica Valentina Melnikova, sorpresa e delusa, per esempio, che l\u2019ondata di rabbia che ha seguito la mobilitazione militare di settembre non abbia provocato sconvolgimenti politici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_sipausa30343094_000037-1340x893-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1340\"\n        data-pswp-height=\"893\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_sipausa30343094_000037-1340x893-1-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_sipausa30343094_000037-1340x893-1-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_sipausa30343094_000037-1340x893-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_sipausa30343094_000037-1340x893-1-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 Alexander Shcherbak\/TASS\/Sipa USA<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Improvvisamente, per\u00f2, la guerra era entrata nella vita quotidiana delle famiglie russe, colpendo direttamente le famiglie con uomini in et\u00e0 di leva. Il malcontento \u00e8 stato espresso pubblicamente ma, per via del fatalismo o di una vera adesione, soltanto per denunciare l\u2019organizzazione caotica e arbitraria della mobilitazione, l\u2019equipaggiamento scarso e la mancanza di un&nbsp;addestramento che avrebbe dovuto precedere l\u2019invio degli uomini al fronte. \u00abCi sono state certo delle reazioni: alcune famiglie ci hanno chiamato, gli uomini sono fuggiti dal Paese\u00bb, constata Valentina Melnikova. \u00abAncora una volta, tuttavia, le risposte sono rimaste individuali. I russi hanno reagito come uccelli che, avvertendo il pericolo, volano via all\u2019improvviso. Ognuno per s\u00e9\u00bb. Quanto alla propaganda, \u00e8 riuscita a diffamare \u201ci traditori\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tra lutto e rabbia,&nbsp;altrettanto numerose in Russia sono state&nbsp;le reazioni&nbsp;dopo l\u2019annuncio della morte di quasi 100 soldati, uccisi in un attacco ucraino durante la notte di Capodanno nella base di Maki\u00efvka, nel mezzo del Donbass \u2014 regione considerata sotto&nbsp;controllo russo. Il bilancio delle vittime \u00e8 probabilmente pi\u00f9 elevato, ma le autorit\u00e0 si sono saggiamente mantenute al di sotto dei 100 morti per evitare di dichiarare un lutto nazionale. In dieci mesi di \u201coperazione speciale\u201d, \u00e8 stata la prima volta che il governo ha ammesso una tale battuta d\u2019arresto e, soprattutto, un bilancio cos\u00ec pesante. Sui social network, e perfino in televisione, sono apparsi alcuni segnali di protesta. Tuttavia, il Cremlino ha continuato ad orchestrare una trasparenza tutta relativa.<strong> <\/strong>E la propaganda, ancora una volta, ha potuto manipolare le opinioni e&nbsp;preparare la popolazione. Ampiamente coperta dai media, la morte dei soldati ha permesso di alimentare il desiderio di vendetta e di alimentare la narrazione ufficiale in vista di una possibile intensificazione dell\u2019offensiva e di una nuova ondata di mobilitazioni militari. Sono, invece, passate inosservate le scomode rivelazioni sull\u2019incompetenza dell\u2019esercito, in particolare sul fatto che le munizioni sarebbero state immagazzinate nello stesso edificio in cui si trovavano i soldati, o che questi ultimi sarebbero stati autorizzati a telefonare con il cellulare permettendo, di fatto, la loro geolocalizzazione da parte dall\u2019artiglieria ucraina. Qualcosa \u00e8 stato rimesso in questione, nulla in causa.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per alcuni russi abituati da tempo a stare lontani dalla politica, l\u2019improvviso esilio per evitare la mobilitazione militare \u00e8 stato un momento di rivelazione. Paradossalmente, i giovani che hanno trovato rifugio in Georgia, a volte con le loro compagne, hanno scoperto che il loro Paese, quattordici anni prima dell\u2019invasione dell\u2019Ucraina, aveva gi\u00e0 preso possesso del 20 % del territorio di questa ex repubblica del Caucaso. A Tbilisi, confrontati spesso per la prima volta con le conseguenze delle politiche adottate dal loro Presidente, hanno percepito il risentimento dei loro ospiti nei confronti dei russi. E quindi anche contro di loro che, assentendo da pi\u00f9 di vent\u2019anni in modo pi\u00f9 o meno tacito, sostengono indirettamente il regime di Vladimir Putin rimanendo indifferenti alla sua politica.&nbsp;I georgiani non sono lontani dal condividere ci\u00f2 che la maggioranza degli ucraini afferma da un anno: il Cremlino di Vladimir Putin \u00e8 colpevole, ma tutti i russi sono responsabili. Improvvisamente messi di fronte a questa realt\u00e0, gli esuli hanno sperimentato un brusco risveglio alla coscienza politica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>. A Tbilisi, confrontati spesso per la prima volta con le conseguenze delle politiche adottate dal loro Presidente, hanno percepito il risentimento dei loro ospiti nei confronti dei russi. E quindi anche contro di loro che, assentendo da pi\u00f9 di vent\u2019anni in modo pi\u00f9 o meno tacito, sostengono indirettamente il regime di Vladimir Putin rimanendo indifferenti alla sua politica<\/p><cite>BENJAMIN QU\u00c9NELLE<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Questo cambiamento riguarda anche quelle poche centinaia di individui che, allontanatisi dall\u2019anonimato della loro sala da pranzo e dalla solitudine delle ore passate davanti allo schermo del computer \u2014 un\u2019\u201copposizione da divano\u201d, come ironizza uno di loro \u2014&nbsp;hanno osato riunirsi attorno ai memoriali improvvisati in tutta la Russia dopo il bombardamento della citt\u00e0 ucraina di Dnipro, in memoria dei 46 morti del 14 gennaio. Fonti anonime lo confermano. \u00c8 vero che un anno prima, subito dopo l\u2019inizio dell\u2019\u201coperazione speciale\u201d, alcuni si erano opposti all\u2019offensiva pubblicando messaggi di collera sui social network. Li avevano per\u00f2 presto cancellati per paura di subire ripercussioni, soprattutto al lavoro, o di farne subire ai figli a scuola. Da allora, la gran parte dei russi ha preso l\u2019abitudine di astenersi. E non \u00e8 mai uscita a manifestare, nemmeno in settembre quando \u00e8 stata lanciata la mobilitazione militare. A mezza voce, i russi oggi ammettono che questo comportamento non \u00e8 altro che una forma di \u201ccodardia\u201d. Ecco perch\u00e9, dopo la tragedia di Dnipro, andare a deporre un semplice mazzo di garofani ai piedi di questi memoriali improvvisati \u00e8 stato per loro un atto di liberazione e un gesto vitale di rispetto per s\u00e9 stessi. Non \u00e8 molto, ma resta un segnale discreto che ricorda come non tutti i russi sostengano il Cremlino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di una piccola minoranza. Ben prima del conflitto ucraino, sociologi e politici indipendenti stimavano, senza potersi basare su supporti statistici veramente affidabili, che il 15-20% dei russi in et\u00e0 di voto avrebbe potuto esprimere la propria opposizione al Cremlino di Vladimir Putin se il sistema politico e mediatico lo avesse permesso, se le elezioni fossero state libere. Oggi, una percentuale simile \u00e8 probabilmente contraria all\u2019offensiva in Ucraina. L\u2019espressione di questa opposizione, con un possibile effetto valanga tra la popolazione, \u00e8 tanto pi\u00f9 difficile dal momento in cui, dopo gli oltre 22.000 arresti nelle prime settimane del conflitto, ogni forma di manifestazione \u00e8 stata vietata. In pi\u00f9, le autorit\u00e0 hanno intensificato la repressione delle voci critiche a ridosso dell\u2019anniversario dell\u2019inizio del conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2022, la loro tattica consisteva nell\u2019alimentare la paura e nel costringere i ribelli, soprattutto i media critici, a rispettare regole molto rigide. Ad esempio, un\u2019organizzazione classificata come \u201cagente straniero\u201d \u2013&nbsp;stigma che oltretutto complica il lavoro \u2013&nbsp;veniva tollerata a condizione di rispettare vincoli pesanti e umilianti. Doveva per esempio tenere una contabilit\u00e0 dettagliata di ogni entrata e di ogni uscita e, per ogni pubblicazione, anche sui social network, aggiungere il messaggio: \u201cdiffuso da un\u2019organizzazione riconosciuta come agente straniero\u201d. Una strategia politica per marginalizzare ancora di pi\u00f9 le voci ribelli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2023, si \u00e8 ormai arrivati al divieto puro e semplice e alla messa al bando, come \u00e8 successo per <em>Meduza<\/em>, definita \u201forganizzazione indesiderabile\u201d il 25 gennaio.&nbsp;Qualsiasi partecipazione alle attivit\u00e0 dei media dichiarati \u201cindesiderabili\u201d pu\u00f2 generare pene fino a quattro anni di carcere per i giornalisti, e fino a sei anni per i suoi organizzatori. Il messaggio \u00e8 chiaro, tanto pi\u00f9 che perfino la condivisione sui social network degli articoli di <em>Meduza<\/em> da parte degli utenti pu\u00f2 potenzialmente essere considerata come una \u201cpartecipazione\u201d alle sue attivit\u00e0 e perci\u00f2 perseguita. Lo stesso 25 gennaio i tribunali hanno ordinato lo scioglimento della pi\u00f9 longeva ONG per i diritti umani, vietandone le attivit\u00e0 sul territorio russo:&nbsp;il Gruppo Helsinki di Mosca, diretto per decenni da Lyudmila Alexeeva. Entrambe le messe al bando sono state accolte nell\u2019indifferenza generale dell\u2019opinione pubblica. Questo arsenale di misure repressive, cos\u00ec come i continui procedimenti giudiziari per \u201cfake news\u201d in merito a&nbsp;questioni militari o per \u201cdiscredito\u201d dell\u2019esercito, hanno rafforzato la verticalit\u00e0 del potere, una \u201cverticalit\u00e0 della paura\u201d che da tempo preparava l\u2019offensiva in Ucraina sulla scena politica interna, eliminando tutte le sentinelle, anche tra le \u00e9lite.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_sipausa30343068_000011-1340x907-2.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1340\"\n        data-pswp-height=\"907\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_sipausa30343068_000011-1340x907-2-330x223.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_sipausa30343068_000011-1340x907-2-690x467.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_sipausa30343068_000011-1340x907-2.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_sipausa30343068_000011-1340x907-2-125x85.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 Mikhail Tereshchenko\/TASS\/Sipa USA<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p><br>Allergico al minimo cambiamento che rischi di turbare la sacrosanta \u201cstabilit\u00e0\u201d garantita dal Cremlino, Vladimir Putin ha inoltre nobilitato i suoi attacchi antioccidentali conferendo loro una dimensione morale. Una tale operazione, militare e politica, mira a convincere il popolo russo che il Presidente, impegnato nella lotta contro quella che chiama la \u201cquinta colonna\u201d, ha avuto la meglio anche nella lotta antiliberale che conduce in difesa dei valori tradizionali. Fin dalla sua rielezione nel 2018, da buon ideologo mascherato, Vladimir Putin assicura che, a fronte di un Occidente in pieno declino, Mosca sta costruendo il futuro, quello del Paese e del mondo. Nella sua retorica, l\u2019Occidente \u00e8 un nemico che cerca di umiliare e distruggere la Russia. Un messaggio come questo fa eco al risentimento di molti russi che ritengono di essere stati trattati ingiustamente dopo la fine della Guerra Fredda. Alcuni si sentono finalmente liberi dopo tre decenni di restrizioni, pronti a sfidare ogni apparenza democratica e liberale per riconquistare una forma di \u201cautenticit\u00e0\u201d russa che per essenza, ai loro occhi, \u00e8 definita precisamente da questa opposizione all\u2019Occidente. L\u2019inizio del conflitto, un anno fa, aveva assunto le sembianze di una vendetta. I pi\u00f9 radicali non nascondevano di voler \u201cdare una lezione all\u2019Occidente\u201d e oggi, nonostante le difficolt\u00e0 sul fronte militare, credono ancora fermamente all\u2019inevitabile vittoria russa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo discorso del 30 settembre 2022, che ufficializzava l\u2019annessione di quattro territori ucraini, Vladimir Putin ha comparato la \u201cpropaganda occidentale\u201d, con \u201cil suo oceano d\u2019illusioni e false notizie\u201d, alle bugie di Goebbels, a capo della propaganda nella Germania nazista. Ne ha dato una lunga dimostrazione: la sua \u201coperazione militare speciale\u201d va ben oltre il conflitto in Ucraina. Il Presidente ha ripetuto di essere andato a difendere la Russia dall\u2019Occidente, che accusa di tutti i mali, e ha in particolare criticato il \u201csatanismo\u201d che si celerebbe dietro alla presunta decadenza perfida e ipocrita degli europei. Il discorso ha finito per rassicurare e convincere alcuni, mentre ha ripugnato e preoccupato altri. Soprattutto, in verit\u00e0, \u00e8 stato accolto con indifferenza dalla maggioranza dell\u2019opinione pubblica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La vera vittoria di Vladimir Putin non \u00e8 quindi solo quella di aver annientato l\u2019opposizione e messo a tacere la societ\u00e0 civile, ma innanzitutto quella di aver orchestrato questa apatia generale. Per tenersi le mani libere, il Cremlino ha contribuito a creare una mentalit\u00e0 dell\u2019indifferenza e della passivit\u00e0. Altamente organizzata, la propaganda, capace di provocare effetti profondi \u2013 non solo in televisione, ma anche nelle chiese, nelle scuole, nelle universit\u00e0, negli ambienti culturali e sportivi&nbsp;\u2026 \u2013 non ha solo invaso i cervelli, li ha accecati.&nbsp;Spesso grossolana, ha diffuso, per esempio, l\u2019idea di una superiorit\u00e0 spirituale e culturale dei russi sugli occidentali. Sistematica e permanente, con effetti sottovalutati, ha per\u00f2 soprattutto imposto una forma di relativismo. \u00c8 riuscita a provocare scetticismo nell\u2019osservare i fatti e fatalismo nel considerare la&nbsp;verit\u00e0. Si spiega cos\u00ec il totale rifiuto delle accuse sulle atrocit\u00e0 commesse dai soldati russi in Ucraina. &nbsp;Agli occhi della maggioranza dei russi, tali atrocit\u00e0 sono inconcepibili per mano degli eredi dell\u2019esercito del \u201cPaese che ha sconfitto il fascismo\u201d \u2014&nbsp;presentati come soldati che, avendo compiti di protezione e di non-aggressione, non mirano mai obiettivi civili. Eppure, i video e le inchieste degli occidentali lo dimostrano. Altre fonti sotto il controllo di Mosca proverebbero, per\u00f2, il contrario. Tra i russi, la confusione \u00e8 grande: tutto viene messo sullo stesso piano e non c\u2019\u00e8 alcun senso critico. Nel paese si assiste a un permanente spettacolo di illusioni, una vera e propria messa in scena che da anni condiziona la societ\u00e0 civile. Le televisioni, per esempio, organizzano dibattiti per mantenere una&nbsp;parvenza di vita democratica, ma il messaggio \u00e8 chiaro. Ed \u00e8 pro-Cremlino.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p> La Russia di Putin non ha un\u2019ideologia, ma ha il suo 9 maggio, base dell\u2019intera strategia internazionale e nazionale del Presidente, e soprattutto punto di riferimento dell&#8217;identit\u00e0 nazionale attorno al quale unire il Paese. Vi contribuiscono anche gli scritti sull\u2019Ucraina o sul patto Ribbentrop-Molotov di Vladimir Putin, lo storico&nbsp;<\/p><cite>BENJAMIN QU\u00c9NELLE<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche le scuole sono servite da tramite. Le banali riunioni genitori-insegnanti all\u2019inizio del trimestre si sono trasformate nell\u2019ultimo anno in lezioni di storia. Il preside d\u00e0 la parola a un ufficiale che, salito in cattedra, alimenta la narrazione contro i \u201cnazisti\u201d di ieri e di oggi, poi ripete ci\u00f2 che le famiglie hanno gi\u00e0 sentito sui canali televisivi del Cremlino. Le lezioni di alzabandiera e quelle per imparare a cantare l\u2019inno nazionale, che sono organizzate nei cortili delle scuole ogni luned\u00ec mattina, seguite dalle \u201clezioni sulle cose importanti\u201d (tra cui il&nbsp;patriottismo), sono servite alla propaganda per raggiungere anche i pi\u00f9 giovani. In realt\u00e0 non \u00e8 altro che la continuazione di quanto iniziato anni fa, con le tradizionali mostre sulla \u201cGrande Guerra patriottica\u201d del 1941-1945, nei cortili delle scuole, che sono state il punto di partenza per tutto un insieme di insegnamenti patriottici unidirezionali. <\/p>\n\n\n\n<p>Tra passato e presente, per capire la societ\u00e0 civile russa, la sua tendenza a sostenere senza alcun senso critico l\u2019offensiva in Ucraina, una data s\u2019impone: il 9 maggio. \u00c8 una&nbsp;data chiave per i russi, una delle loro feste preferite, momento di raccoglimento e di celebrazione in memoria della \u201cGrande Guerra patriottica\u201d e dei soldati sovietici che sconfissero la Germania nazista. La parata militare sulla Piazza Rossa non \u00e8 che l\u2019evento pi\u00f9 visibile di quelli&nbsp;organizzati per celebrare l\u2019eroismo russo di fronte al nemico e alimentare il patriottismo per diverse settimane. All\u2019inizio dell&#8217;offensiva in Ucraina, tra febbraio e marzo 2022, ben prima che il conflitto si complicasse, erano molti i russi che, con aria di sfida, ripetevano in televisione un argomento ben collaudato: \u00abL\u2019Occidente avrebbe dovuto capirlo fin dalla nostra vittoria nel 1945: \u00e8 inutile fare pressione sulla Russia. Napoleone e Hitler hanno fallito. Non ci riuscirete nemmeno questa volta\u00bb.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La storia \u00e8 in effetti una delle basi su cui si fonda il regno di Vladimir Putin e la sua azione sulla societ\u00e0 civile. Ben prima dell\u2019offensiva in Ucraina \u2014\u201coperazione speciale\u201d per cacciare i fascisti da Kiev secondo la spiegazione ufficiale \u2014, per anni il Cremlino ha incentrato la sua narrazione politica sulla vittoria dell\u2019URSS contro la Germania nazista, vera e propria cornice ideologica creata grazie alla sacralizzazione della \u201cGrande Guerra patriottica\u201d. La Russia di Putin non ha un\u2019ideologia, ma ha il suo 9 maggio, base dell\u2019intera strategia internazionale e nazionale del Presidente, e soprattutto punto di riferimento dell&#8217;identit\u00e0 nazionale attorno al quale unire il Paese. Vi contribuiscono anche gli scritti sull\u2019Ucraina o sul patto Ribbentrop-Molotov di Vladimir Putin, lo storico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_sipausa30342597_000020-1340x907-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1340\"\n        data-pswp-height=\"907\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_sipausa30342597_000020-1340x907-1-330x223.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_sipausa30342597_000020-1340x907-1-690x467.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_sipausa30342597_000020-1340x907-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_sipausa30342597_000020-1340x907-1-125x85.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 Artyom Geodakyan\/TASS\/Sipa USA<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Questo clima politico influenza soprattutto i giovani, un pubblico prioritario a cui la propaganda del Cremlino si rivolge per condizionare la societ\u00e0 civile. Ogni anno, in occasione del 9 maggio, Memorial<em> <\/em>organizza un concorso di resoconti storici per i giovani tra i 14 e i 18 anni<strong>.<\/strong> Se si leggono gli elaborati pubblicati nel corso degli anni, ci si rende conto che l\u2019ONG lo aveva previsto: il passato sovietico \u00e8 idealizzato molto pi\u00f9 di quanto non lo fosse&nbsp;vent\u2019anni fa, con Stalin presentato prima di tutto come l\u2019eroe che ha vinto il nazismo. Il lavoro di Memorial, ormai vietato, operava contro il discorso ufficiale. A differenza della Germania post-nazista, nella Russia post-sovietica gli sforzi per produrre una riflessione critica sul passato nazionale sono stati rari, tanto pi\u00f9 che la caotica uscita dal comunismo ha creato nella societ\u00e0 una profonda nostalgia per la cosiddetta \u201cstabilit\u00e0\u201d della vita sotto l\u2019Unione sovietica. Una \u201cstabilit\u00e0\u201d che le conseguenze economiche causate dal conflitto in Ucraina mettono per\u00f2 ormai in discussione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche dal punto di vista delle \u00e9lite, questa \u201cstabilit\u00e0\u201d \u00e8 perturbata. Ma il mutismo del mondo degli affari e delle poche figure liberali un tempo influenti ha confermato che non ci sono crepe nel sostegno di questa parte della societ\u00e0 al regime di Putin. Dietro le quinte, certamente molti sono critici nei confronti dell\u2019offensiva in Ucraina. Tra frustrazione e irritazione, sono numerosi a mettere in questione il Cremlino \u2013 in questione, ma non per questo sotto accusa\u2026Vinti dalla stessa apatia generale e ansiosi di proteggere innanzitutto i loro interessi economici, la stragrande maggioranza degli uomini d\u2019affari non si \u00e8 espressa, n\u00e9 ha incoraggiato un ricambio del potere politico. Tra rabbia e preoccupazione, l\u2019\u00e9lite russa si lascia di fatto andare al tempo stesso al proprio malessere e all\u2019inazione. Molti desiderano la fine di Putin. Ma nessuno \u00e8 pronto a impegnarsi per provocarla. Il dubbio, tuttavia, riguarda gli obiettivi stessi del Cremlino: alcune tra le figure pi\u00f9 influenti&nbsp;del mondo degli affari che in passato gravitavano attorno al Cremlino non esitano pi\u00f9 a definirlo un \u00abenorme errore\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I membri della comunit\u00e0 imprenditoriale confessano, con giri di parole, di non capire, a un anno dall\u2019inizio del conflitto, quale sia l\u2019obiettivo del Cremlino contro l\u2019Ucraina e al di l\u00e0, contro l\u2019Occidente. Ma quasi tutti continuano a fare affari \u2014 in modo diverso, certo, a causa delle sanzioni occidentali. Per il momento, cercano di salvare ci\u00f2 che possono in Russia, avendo perso molto in Occidente a causa delle misure statunitensi ed europee. Per quanto riguarda l\u2019\u00e9lite politica liberale, che pi\u00f9 di tutte potrebbe<strong> <\/strong>incoraggiare il cambiamento, non \u00e8 mai stata tanto marginalizzata. Ad esempio, \u00e8 vero che l\u2019ex ministro delle Finanze Alexei Kudrin, oppostosi in privato all\u2019offensiva e alle sue conseguenze ma assente dai radar pubblici, \u00e8 tornato alla ribalta. Ma solo&nbsp;per accettare una nuova posizione in Yandex, il Google russo, che dovr\u00e0 ora aiutare a destreggiarsi tra la libert\u00e0 di Internet e l\u2019acquisizione da parte dello Stato. Anche tra i liberali, i pochi grandi nomi ancora attivi hanno accettato di continuare a ricoprire ruoli chiave nel sistema di Vladimir Putin. Ad esempio, German Gref, amministratore delegato di Sberbank, la pi\u00f9 grande banca del Paese, osa appena mettere discretamente in guardia in merito alle conseguenze negative dell&#8217;operazione militare sull\u2019economia. Insomma, non c\u2019\u00e8 una figura che sembri poter incarnare l\u2019autorit\u00e0 di un movimento di protesta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La maggior parte dei liberali un tempo influenti e degli imprenditori fondamentalmente contrari agli attuali&nbsp;avvenimenti a Mosca hanno lasciato il Paese. Se ne stanno con le mani in mano e aspettano che il peggio passi. L\u2019atmosfera \u00e8 molto diversa da quella che si respirava alla fine degli anni Novanta quando, al tramonto dell\u2019era Eltsin e all\u2019alba dell\u2019era Putin, il sistema era in frantumi. Le \u00e9lite non vi si riconoscevano pi\u00f9, e gli appetiti aumentavano: dietro le quinte, tutti si davano da fare, brigavano. Oggi, al contrario, moltissimi si sono rifugiati nella loro vita privata, silenziosi e in attesa, a Dubai o sulle spiagge del Venezuela. Si muoveranno solo quando i loro interessi lo richiederanno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Le sanzioni occidentali contro i russi dello scorso anno, che vietavano loro di volare, effettuare trasferimenti bancari e ottenere visti, hanno avuto in gran parte un effetto controproducente, perch\u00e9 hanno colpito soprattutto la classe media di Mosca e delle principali citt\u00e0. Paradossalmente, si tratta proprio di quella parte della popolazione che si oppone maggiormente al Cremlino<\/p><cite>BENJAMIN QU\u00c9NELLE<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Peraltro, le sanzioni occidentali contro i russi dello scorso anno, che vietavano loro di volare, effettuare trasferimenti bancari e ottenere visti, hanno avuto in gran parte un effetto controproducente, perch\u00e9 hanno colpito soprattutto la classe media di Mosca e delle principali citt\u00e0. Paradossalmente, si tratta proprio di quella parte della popolazione che si oppone maggiormente al Cremlino. La classe operaia cara a Vladimir Putin, i russi pi\u00f9 poveri, rimarr\u00e0 indigente e fedele. I pi\u00f9 ricchi, dipendenti dal regime, rimarranno benestanti e fedeli. Tra i due, la classe media rimane bloccata.<strong> <\/strong>Additata dall\u2019Ucraina, punita dall\u2019Europa, la classe media non \u00e8 incoraggiata nei suoi slanci anti-Cremlino. Al contrario: molti si trovano costretti a sostenere il regime quando potrebbero invece essere il motore del cambiamento a Mosca.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tre decenni dopo la fine dell\u2019Unione sovietica, che aveva suscitato speranze in un Paese senza tradizione democratica, questa ondata generalizzata di apatia nei confronti del conflitto in Ucraina contrasta con le manifestazioni anti-Cremlino del 2011-2012. Dieci anni prima dell&#8217;\u201coperazione militare speciale\u201d, fino a 100mila manifestanti gridavano \u00abUkhodi!\u00bb nelle strade di Mosca. Questo \u00abVattene!\u00bb era rivolto a Vladimir Putin. La dinamica classe media assetata di libert\u00e0 politiche che protestava all\u2019epoca si \u00e8 poi ammorbidita, assorbita nelle preoccupazioni quotidiane. I pi\u00f9 politicizzati hanno continuato, ma le centinaia di incarcerazioni e le crescenti minacce di procedimenti giudiziari sono riuscite a intimidirli. Tanto pi\u00f9 che un ribelle pu\u00f2 essere arrestato non solo il giorno stesso in cui compie la sua azione ma anche pi\u00f9 tardi, grazie al riconoscimento facciale e alle migliaia di telecamere installate ovunque. L\u2019estensione del campo di applicazione della lista degli \u201cagenti stranieri\u201d ha rafforzato questo clima di paura. Il campionato del radicalismo si sta intensificando. Una sorta di gara dell&#8217;assurdo in cui i falchi che volano attorno a Vladimir Putin sembrano voler dimostrare al leader che stanno combattendo i presunti nemici, i presunti membri di questa \u201cquinta colonna\u201d finanziata dall\u2019estero.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_sipausa30343093_000044-1340x893-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1340\"\n        data-pswp-height=\"893\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_sipausa30343093_000044-1340x893-1-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_sipausa30343093_000044-1340x893-1-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_sipausa30343093_000044-1340x893-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/02\/SIPA_sipausa30343093_000044-1340x893-1-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 Valery Sharifulin\/TASS\/Sipa USA<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Parallelamente, la propaganda ha finito per conquistare e convincere anche molte famiglie: alcuni degli oppositori del 2012 sono diventati nel 2022 sostenitori dell\u2019offensiva in Ucraina. Di fronte al sistema occidentale, considerato ormai in declino, il Cremlino mette in scena la propria visione della democrazia. \u00c8 un discorso che piace ad alcuni russi, anche tra gli ex contestatori. Ma in realt\u00e0 la stragrande maggioranza non \u00e8 n\u00e9 favorevole n\u00e9 contraria. I pi\u00f9 anziani ricordano il caos degli anni Novanta dopo l\u2019uscita dal comunismo, e associano la democrazia alla crisi economica, alla corruzione della<strong> <\/strong>politica e all\u2019ascesa degli oligarchi. I pi\u00f9 giovani hanno imparato a vivere la loro vita senza interessarsi alla politica. Per la Russia non si pu\u00f2 parlare di un\u2019opposizione \u2013 termine che si riferisce alla democrazia parlamentare. Ben prima delle conseguenze negative della mobilitazione militare dello scorso settembre, qualche malcontento aveva gi\u00e0 scosso la societ\u00e0 a causa del calo del potere d\u2019acquisto, dei danni ecologici, della corruzione e del record di mortalit\u00e0 dovuto al Covid-19. In realt\u00e0, sono numerose le questioni sociali (scuola, giustizia, elezioni locali, ecc.) al centro delle preoccupazioni quotidiane dei russi che rinviano indirettamente&nbsp;al problema della libert\u00e0. Ma, al di l\u00e0 di certo un microcosmo, chi non \u00e8 contento non protesta. E manca una visione generale che guidi il desiderio di cambiamento in un movimento pi\u00f9 ampio.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Confrontandosi a queste contraddizioni, troppo a lungo gli osservatori occidentali hanno scambiato i propri desideri per realt\u00e0, anticipando le ondate di protesta. La Russia e le sue \u201csociet\u00e0 civili\u201d, al plurale, sono spesso viste e giudicate con occhi e prismi europei: ci si limita cos\u00ec a Vladimir Putin, alle torri del Cremlino, alla mancanza di libert\u00e0 di espressione e alla semplicistica conclusione \u00abnon hanno che da fare la loro rivoluzione come gli ucraini hanno fatto la loro Maidan\u00bb. Questa interpretazione ignora la realt\u00e0 della societ\u00e0 civile russa per la quale la libert\u00e0 in quanto tale \u00e8 ben lungi dall&#8217;essere una priorit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vera vittoria di Vladimir Putin non \u00e8 stata aver neutralizzato l\u2019opposizione e messo a tacere l\u2019opinione pubblica. \u00c8 aver orchestrato un\u2019apatia generalizzata, una passivit\u00e0 mista a paura, alimentando il caos. <\/p>\n<p>Da un anno Benjamin Qu\u00e9nelle discute con i russi di quello che sta succedendo \u2013 ecco la sua testimonianza<\/p>\n","protected":false},"author":6720,"featured_media":6228,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-angles.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[1571],"tags":[2011,1857,1856,2008],"staff":[2116],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[],"class_list":["post-6224","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica","tag-guerra","tag-putin","tag-russia","tag-ucraina","staff-benjamin-quenelle"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u00abIgnorare la guerra\u00bb: le societ\u00e0 civili russe e l\u2019Ucraina \u00a0 - Il Grand Continent<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Cosa pensa l&#039;opinione pubblica russa della guerra in Ucraina? 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