{"id":587,"date":"2020-12-18T20:04:56","date_gmt":"2020-12-18T20:04:56","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=587"},"modified":"2020-12-18T21:46:54","modified_gmt":"2020-12-18T21:46:54","slug":"di-fronte-alla-crisi-costruire-uneuropa-oltre-il-consenso-di-maastricht","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/18\/di-fronte-alla-crisi-costruire-uneuropa-oltre-il-consenso-di-maastricht\/","title":{"rendered":"Di fronte alla crisi, costruire un\u2019Europa oltre il \u201cconsenso di Maastricht\u201d"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1<\/h2>\n\n\n\n<p>In un&#8217;Unione Europea in cui \u00e8 noto che le opportunit\u00e0 di ridefinire le regole del gioco sono estremamente ridotte, l&#8217;attuale crisi sanitaria, economica e sociale \u00e8 un&#8217;occasione unica per rimescolare le carte dell&#8217;ortodossia economica e finanziaria nata quasi trent&#8217;anni fa a Maastricht. L&#8217;opportunit\u00e0 che abbiamo oggi di cambiare il paradigma e riorientare la politica europea in modo sostenibile rischia per\u00f2 di esaurirsi molto rapidamente, come \u00e8 avvenuto durante la precedente crisi &#8211; tanto pi\u00f9 se non si avvier\u00e0 al pi\u00f9 presto un lavoro sulle proposte.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2<\/h2>\n\n\n\n<p>Per la prima volta dall&#8217;entrata in vigore del Trattato di Maastricht, i principali vincoli della <em>governance<\/em> economica europea sono stati sospesi <em>sine die<\/em>: \u00e8 il caso del Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita, l&#8217;istituzione chiave delle politiche di austerit\u00e0 di bilancio, che ha svolto un ruolo determinante nell&#8217;aggravamento della crisi del 2008; \u00e8 anche il caso delle regole sugli &#8220;aiuti di Stato&#8221;, uno strumento per limitare drasticamente le politiche industriali degli Stati, al centro della potente politica europea della concorrenza. A questi elementi, si aggiungono nuove leve di intervento per garantire l&#8217;occupazione, finanziare il lavoro a orario ridotto, finanziare l&#8217;assistenza sanitaria, ecc. Come sappiamo, contrariamente a quanto accaduto al tempo della crisi del 2008, un Piano di ripresa (<em>Next Generation EU<\/em>) \u00e8 stato costruito attorno a un debito comune europeo e a investimenti pubblici in parte diretti &#8211; e non pi\u00f9 semplici crediti o garanzie sui prestiti &#8211; che hanno permesso agli Stati di avere un certo margine di manovra. In questo modo \u00e8 stato riscoperto il ruolo dei bilanci nazionali ed europei come strumento per la crescita e l&#8217;occupazione.&nbsp;Insomma, \u00e8 emersa l&#8217;opportunit\u00e0 per l&#8217;Unione Europea di dimostrare che pu\u00f2 essere qualcosa di diverso da una leva per sostenere la svolta neoliberista dei governi europei.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>I grandi patrimoni e le grandi fortune non sono stati chiamati a partecipare a una solidariet\u00e0 che \u00e8 essenzialmente pensata in termini di trasferimenti <em>tra gli Stati<\/em> &#8211; e non tra le classi sociali.<\/p><cite>Thomas Piketty, Anne-Laure Delatte, Lucas Chancel, St\u00e9phanie Hennette-Vauchez, Guillaume Sacriste, Antoine Vauchez, Manon Bouju<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">3<\/h2>\n\n\n\n<p>Non bisogna naturalmente sottovalutare l&#8217;inerzia dell&#8217;Unione e vedere la situazione attuale come qualcosa di diverso da una fase di disgelo ancora molto incerta &#8211; tanto pi\u00f9 che i rapporti di forza e gli equilibri politici in Europa non sono fondamentalmente cambiati dopo la crisi del Covid. Le scelte fatte nell&#8217;urgenza senza precedenti della primavera scorsa non costituiscono di per s\u00e9 un cambiamento di paradigma o un cambio di rotta. E non si pu\u00f2 tornare indietro in un colpo solo sulla totalit\u00e0 delle scelte sedimentate dalla creazione dell&#8217;euro. Non solo le somme destinate agli investimenti pubblici diretti rimangono in definitiva limitate&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-587' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/18\/di-fronte-alla-crisi-costruire-uneuropa-oltre-il-consenso-di-maastricht\/#easy-footnote-bottom-1-587' title='Distribuiti su 4 o 5 anni, i 390 miliardi di prestiti comuni dell&amp;#8217;UE che andranno ad alimentare direttamente i bilanci nazionali corrispondono allo 0,5% del PIL della spesa pubblica aggiuntiva: &lt;a href=&quot;https:\/\/voxeurop.eu\/fr\/thomas-piketty-ue-cest-le-moment-davancer-avec-un-petit-nombre-de-pays-plus-fort-et-plus-loin\/&quot;&gt;https:\/\/voxeurop.eu\/fr\/thomas-piketty-ue-cest-le-moment-davancer-avec-un-petit-nombre-de-pays-plus-fort-et-plus-loin\/&lt;\/a&gt;'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>, ma il <em>Recovery Plan<\/em> \u00e8 stato posto sotto la tutela della cabina di pilotaggio finanziario dell&#8217;Unione: il &#8220;semestre europeo&#8221;, il potente sistema europeo di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio degli Stati creato nel 2011 e che rimane caratterizzato dalle sue originali ossessioni per il risanamento dei bilanci, la stabilit\u00e0 finanziaria e le riforme strutturali. D\u2019altronde gli orientamenti politici ed economici intrapresi non hanno subito modifiche sostanziali. I grandi patrimoni e le grandi fortune non sono stati chiamati a partecipare a una solidariet\u00e0 che \u00e8 essenzialmente pensata in termini di trasferimenti <em>tra gli Stati<\/em> &#8211; e non tra le classi sociali. Il <em>Recovery Plan<\/em> (dalla sua concezione europea alla sua attuazione nazionale), nonostante sia stato presentato come un nuovo Piano Marshall, aggrava ulteriormente la tendenza tecnocratica del governo europeo attraverso il rafforzamento dei dirigenti (nazionali ed europei) di fronte ai Parlamenti (e alle parti sociali) che sono invitati solo alla fine della gara per convalidare le scelte redistributive fatte senza di loro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u00c8 stato riscoperto il ruolo dei bilanci nazionali ed europei come strumento per la crescita e l&#8217;occupazione. Insomma, \u00e8 emersa l&#8217;opportunit\u00e0 per l&#8217;Unione Europea di dimostrare che pu\u00f2 essere qualcosa di diverso da una leva per sostenere la svolta neoliberista dei governi europei.<\/p><cite>Thomas Piketty, Anne-Laure Delatte, Lucas Chancel, St\u00e9phanie Hennette-Vauchez, Guillaume Sacriste, Antoine Vauchez, Manon Bouju<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">4<\/h2>\n\n\n\n<p>Rimane il fatto che, per quanto limitati, questi margini di manovra e questa sospensione parziale del governo neoliberista rischiano di chiudersi molto velocemente. Presto o tardi (e probabilmente pi\u00f9 presto che tardi, a giudicare dalle ultime dichiarazioni dell\u2019Eurogruppo), le condizioni del rallentamento delle economie europee e di un \u201critorno alla normalit\u00e0\u201d saranno discusse. Con due domande particolarmente impellenti:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Chi pagher\u00e0 il prezzo della crisi? <\/strong>Se il ricorso massiccio alla politica monetaria ha per il momento reso le cose particolarmente indolori, i deficit e i debiti si accumulano, e porranno senza dubbio la questione della loro gestione tramite piani di rimborso o di rifinanziamento: i conflitti di distribuzione non tarderanno a riemergere per rimborsare il nuovo debito (nazionale ed europeo) emesso dagli stati membri. L\u2019ipotesi aperta da Bruno Le Maire di un accantonamento (nazionale) del debito promette un futuro infausto, tra mega-piani di austerit\u00e0 e aumento delle imposte per le classi medie e i pi\u00f9 poveri.&nbsp;<\/li><li><strong>Quale governo economico dell&#8217;Unione per il post-Covid?<\/strong>&nbsp; Le scelte prese durante la crisi del Covid, che hanno posto le preoccupazioni per la crescita e l&#8217;occupazione al di sopra di quelle per la stabilit\u00e0 finanziaria e il consolidamento fiscale, possono essere la matrice per nuove politiche socialmente e ecologicamente sostenibili? Come possono gli strumenti di <em>governance<\/em> europei, nati principalmente per assicurare una disciplina di bilancio, come il Meccanismo europeo di stabilit\u00e0 o il Patto di stabilit\u00e0 e crescita, diventare il luogo di un nuovo modello di sviluppo economico, ecologico e sociale? O ancora: quale sostenibilit\u00e0 pu\u00f2 essere data alla nuova capacit\u00e0 di intervento di bilancio?<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">5<\/h2>\n\n\n\n<p>Insomma, l\u2019uscita dalla crisi rimane da costruire. Captando senza dubbio queste incertezze, il campo \u201cconservatore\u201d si \u00e9 gi\u00e0 organizzato attivamente per richiudere al pi\u00f9 presto quella che viene presentata come una semplice parentesi, insistendo sul carattere unico e non riproducibile di tali misure eccezionali, cos\u00ec come la crisi sanitaria &#8211; presentata, secondo categorie economiche alla fine poco convincenti, come uno <em>shock<\/em> \u201cesterno\u201d e \u201csimmetrico\u201d. La questione chiave \u00e8 accelerare il \u201critorno alla normalit\u00e0\u201d e restringere al massimo il campo delle possibili soluzioni di cui avr\u00e0 necessariamente bisogno il rallentamento economico post-Covid&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-587' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/18\/di-fronte-alla-crisi-costruire-uneuropa-oltre-il-consenso-di-maastricht\/#easy-footnote-bottom-2-587' title='German Council of the Economic Experts, &lt;em&gt;Overcoming the Coronavirus crisis together. Strengthening resilience and growth&lt;\/em&gt;, Annual Report 2020\/21.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Ci\u00f2 fa pensare alla chiusura rapida (a partire dal 2012) dei dibattiti aperti con l\u2019esplosione della crisi nel 2008 &#8211; a beneficio di una chiara preferenza per le politiche di consolidamento di bilancio, che hanno imposto a stati come l&#8217;Italia e il Portogallo dei saldi strutturali positivi ottenuti al prezzo di importanti sacrifici in termini di attivit\u00e0, di impiego e di investimenti pubblici, e che\u2026 hanno finito per inasprire una marcata ricaduta delle economie della zona euro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Captando senza dubbio queste incertezze, il campo \u201cconservatore\u201d si \u00e9 gi\u00e0 organizzato attivamente per richiudere al pi\u00f9 presto quella che viene presentata come una semplice parentesi, insistendo sul carattere unico e non riproducibile di tali misure eccezionali, cos\u00ec come la crisi sanitaria &#8211; presentata, secondo categorie economiche alla fine poco convincenti, come uno <em>shock<\/em> \u201cesterno\u201d e \u201csimmetrico\u201d.<\/p><cite>Thomas Piketty, Anne-Laure Delatte, Lucas Chancel, St\u00e9phanie Hennette-Vauchez, Guillaume Sacriste, Antoine Vauchez, Manon Bouju<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Mentre si combatte, per la prima volta in tre decenni, una battaglia politica sull&#8217;orientamento della <em>governance<\/em> economica dell\u2019Unione, non \u00e8 il momento di riaccendere in Francia il vecchio dibattito sul vincolo europeo, che non ha mai smesso di essere rimesso sul tavolo dopo il referendum del 2005. Niente sarebbe peggio che restare fermi, come cinque anni fa, alle leve dell&#8217;unilateralismo e dei rapporti di forza <em>esterni<\/em> (Francia contro UE, sotto forma di disobbedienza e di ritiro dai trattati, eccetera) quando \u00e8 <em>all&#8217;interno<\/em> dell&#8217;UE che si giocano oggi i<em> futuri <\/em>margini di manovra politica nazionale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">6<\/h2>\n\n\n\n<p>Rimangono da elaborare le linee guida per un nuovo paradigma capace di andare oltre il &#8220;consenso di Maastricht&#8221;. Con alcuni obiettivi specifici:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Rivedere il Patto di stabilit\u00e0 per stimolare gli investimenti pubblici. A seguito della crisi, gli Stati hanno visto aumentare considerevolmente il proprio debito. Nel 2021, secondo le previsioni del Fmi, il rapporto debito\/Pil sar\u00e0 il doppio (Belgio, Francia, Spagna, Portogallo) o il triplo (Italia, Grecia) del tetto del 60% fissato dal Trattato di Maastricht. Tuttavia, il consolidamento del bilancio, che questi tassi implicano in base alle regole del <em>six pack<\/em>, avr\u00e0 un&#8217;influenza negativa diretta sugli investimenti pubblici. Mentre nel Patto di stabilit\u00e0 esiste una &#8220;clausola di investimento&#8221; per alcuni tipi di investimenti pubblici, essa rimane soggetta a pesanti condizioni che la rendono inefficace&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-587' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/18\/di-fronte-alla-crisi-costruire-uneuropa-oltre-il-consenso-di-maastricht\/#easy-footnote-bottom-3-587' title='Comunicazione della Commissione, Tirer le meilleur parti de la flexibilit\u00e9 offerte par le pacte de stabilit\u00e9 (2015).&amp;nbsp; &lt;a href=&quot;https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/fr\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:52015DC0012&amp;amp;from=ES&quot;&gt;https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/fr\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:52015DC0012&amp;amp;from=ES&lt;\/a&gt;'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Infatti, dal 2012 gli investimenti pubblici netti nell&#8217;area dell&#8217;euro sono stati vicini o addirittura inferiori allo zero. Il ripristino del Patto di stabilit\u00e0 e delle relative regole del <em>six pack<\/em> dopo la crisi renderebbe impossibile effettuare gli investimenti necessari per affrontare le sfide del cambiamento climatico, le conseguenze della pandemia e\/o la trasformazione digitale&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-587' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/18\/di-fronte-alla-crisi-costruire-uneuropa-oltre-il-consenso-di-maastricht\/#easy-footnote-bottom-4-587' title='P. Bofinger, \u00ab&amp;nbsp;Easing the EU fiscal straitjacket&amp;nbsp;\u00bb, &lt;em&gt;Social Europe&lt;\/em&gt;, 14 d\u00e9cembre 2020'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Da un lato, si dovrebbero quindi riformare le modalit\u00e0 di rimborso del debito&nbsp; previste dal<em> six pack<\/em>; dall&#8217;altro, si dovrebbe stabilire un nuovo tipo di &#8220;regola d&#8217;oro&#8221; che escluda gli investimenti pubblici dai criteri del deficit. Questa regola permetterebbe di ridurre il debito pubblico mantenendo gli investimenti pubblici&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-587' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/18\/di-fronte-alla-crisi-costruire-uneuropa-oltre-il-consenso-di-maastricht\/#easy-footnote-bottom-5-587' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.ofce.sciences-po.fr\/pdf-articles\/actu\/Rapport-FNTP-05-12.pdf&quot;&gt;https:\/\/www.ofce.sciences-po.fr\/pdf-articles\/actu\/Rapport-FNTP-05-12.pdf&lt;\/a&gt;'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Tale regola &#8211; l&#8217;idea che il prestito pubblico debba finanziare non solo le spese correnti ma anche gli investimenti &#8211; ha il vantaggio di essere ampiamente accettata dalla comunit\u00e0 degli economisti&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-587' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/18\/di-fronte-alla-crisi-costruire-uneuropa-oltre-il-consenso-di-maastricht\/#easy-footnote-bottom-6-587' title='Anche il &lt;em&gt;Consiglio tedesco degli esperti economici&lt;\/em&gt;, di orientamento conservatore, l\u2019ha esplicitamente incluso nell\u2019elaborazione del famoso &lt;em&gt;Schuldenbremse&lt;\/em&gt;, il freno al debito, nel 2007.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span>. A condizione che questo investimento pubblico sia ben definito come <em>netto<\/em> e comprenda la spesa per l&#8217;istruzione, gli investimenti sociali, il miglioramento dei sistemi sanitari e la lotta al cambiamento climatico.&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Ampliare e sostenere il Piano di ripresa trasformato in un Fondo europeo per gli investimenti pubblici, attribuendogli obiettivi commisurati alla crisi (che \u00e8 solo all&#8217;inizio) e in grado di affrontare le disuguaglianze strutturali dell&#8217;Unione: \u00e8 sempre pi\u00f9 dimostrato che la crescita delle disuguaglianze sociali potrebbe essere alla base di parte della crisi economica che stiamo attraversando. Uno dei problemi macroeconomici che caratterizza questa situazione \u00e8 infatti il livello strutturalmente troppo basso dei tassi di interesse reali a lungo termine. Ne derivano minacce ricorrenti di deflazione, che la politica monetaria ha difficolt\u00e0 a combattere. Una delle spiegazioni di questo fenomeno risiede nell&#8217;accumulo di risparmi da parte delle famiglie e delle imprese pi\u00f9 ricche&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-587' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/18\/di-fronte-alla-crisi-costruire-uneuropa-oltre-il-consenso-di-maastricht\/#easy-footnote-bottom-7-587' title='Mian, A. R., Straub, L., &amp;amp; Sufi, A. (2020). &lt;em&gt;Indebted demand&lt;\/em&gt; (No. w26940). National Bureau of Economic Research. Voir aussi&amp;nbsp;: J. Pisani-Ferry, \u00ab&amp;nbsp;les in\u00e9galit\u00e9s sont au plus haut et les taux d\u2019int\u00e9r\u00eat au plus bas&amp;nbsp;\u00bb,&lt;em&gt; Le Monde&lt;\/em&gt;, 22 novembre 2020.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Una soluzione a questo squilibrio dovrebbe essere un sistema fiscale pi\u00f9 equilibrato: una tassa europea sui patrimoni pi\u00f9 elevati e sui redditi pi\u00f9 alti, cos\u00ed come una tassa comune sugli utili delle imprese europee ad un&#8217;aliquota aggiuntiva del 15%, come abbiamo proposto nel <em>Manifesto per la democratizzazione dell&#8217;Europa<\/em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-8-587' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/18\/di-fronte-alla-crisi-costruire-uneuropa-oltre-il-consenso-di-maastricht\/#easy-footnote-bottom-8-587' title='Si veda il sito&amp;nbsp;: www.tdem.eu e &lt;em&gt;Changer l\u2019Europe, c\u2019est possible&amp;nbsp;!,&lt;\/em&gt; Points, 2019.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Il gettito di queste imposte costituirebbe una nuova risorsa propria per l&#8217;Unione, al fine di finanziare il nuovo Fondo europeo per gli investimenti pubblici. Rafforzerebbero la nuova risorsa propria gi\u00e0 all&#8217;ordine del giorno dell&#8217;Unione costituita dalle &#8220;misure di adeguamento carbonio alle frontiere&#8221;. D\u2019altronde, in Germania, su iniziativa di Die Linke&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-9-587' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/18\/di-fronte-alla-crisi-costruire-uneuropa-oltre-il-consenso-di-maastricht\/#easy-footnote-bottom-9-587' title='Proposta preparata da Stefan Bach su richiesta di Die Linke e della Fondazione Rosa Luxemburg&amp;nbsp;: https:\/\/www.diw.de\/documents\/publikationen\/73\/diw_01.c.801975.de\/diwkompakt_2020-157.pdf'><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/span> e della Fondazione Rosa Luxemburg, \u00e8 stata appena formulata una proposta approfondita per una tassa sulle grandi fortune. Potrebbe essere messa all&#8217;ordine del giorno dell&#8217;Assemblea parlamentare franco-tedesca prima di venire generalizzata alla zona euro.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br><br>Le spese di questo Fondo europeo per gli investimenti pubblici dovrebbero essere destinate alla riduzione delle disuguaglianze sociali strutturali all&#8217;interno dell&#8217;Unione. Esse non dovrebbero tener conto solo della redditivit\u00e0 a breve termine degli investimenti che finanzia, ma dovrebbero basarsi su nuovi indicatori di progresso in linea con i lavori del Fair (Forum per altri indicatori di ricchezza). Queste spese dovrebbero essere ripartite secondo due assi, che prendano in considerazione la dimensione transnazionale dell&#8217;europeizzazione e la dimensione nazionale della coesione. Le prestazioni sociali per i pi\u00f9 poveri ma anche per le classi medie, un\u2019assicurazione contro la disoccupazione europea, l&#8217;istruzione, la ricerca e l&#8217;innovazione, la sanit\u00e0 pubblica, lo sviluppo di un&#8217;economia sostenibile, le energie rinnovabili, il finanziamento delle infrastrutture ferroviarie, il rinnovamento termico degli edifici, ecc. dovrebbero essere priorit\u00e0 nazionali e transnazionali di questo fondo.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Rimangono da elaborare le linee guida per un nuovo paradigma capace di andare oltre il &#8220;consenso di Maastricht&#8221;.<\/p><cite>Thomas Piketty, Anne-Laure Delatte, Lucas Chancel, St\u00e9phanie Hennette-Vauchez, Guillaume Sacriste, Antoine Vauchez, Manon Bouju<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Strappare la gestione del &#8220;semestre europeo&#8221;, il centro di gravit\u00e0 della <em>governance <\/em>dell&#8217;UE, dalla mano esclusiva del Tesoro e delle Banche Centrali &#8211; riuniti nel recinto centrale dell&#8217;Eurogruppo. Al culmine della crisi, il suo presidente aveva insistito per avere voce in capitolo in materia di investimenti per via della sua specifica competenza finanziaria. Ci\u00f2 implica che gli investimenti europei sono in gran parte racchiusi in logiche finanziarie e nella redditivit\u00e0 a breve termine del mercato. Tuttavia, questa redditivit\u00e0 a breve termine, l&#8217;allungamento e l&#8217;indebolimento delle catene del valore, l&#8217;incuria delle infrastrutture sanitarie pubbliche, l&#8217;indebolimento del settore dell&#8217;istruzione e dei suoi attori, dei servizi alla persona e la distruzione dell&#8217;ambiente e delle risorse naturali non sono pi\u00f9 tollerabili nel mondo incerto in cui il Covid ci ha fatti entrare: le pandemie future e i disastri naturali legati al cambiamento climatico e al riscaldamento globale impongono a ogni sistema di sviluppo economico di modificare il modo in cui misurano il progresso del capitalismo moderno per sostituirle con altre pi\u00f9 inclusive e protettive.&nbsp;All&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea, il braccio finanziario dei tesorieri e delle banche centrali europee e nazionali \u00e8 arrivato a &#8220;catturare&#8221; il governo economico dell&#8217;Unione Europea. L&#8217;attuale piano di rilancio europeo, che \u00e0ncora i fondi europei nel semestre europeo, orchestrato dall&#8217;Eurogruppo, testimonia questa preminenza esclusiva. La <em>governance <\/em>dell&#8217;allocazione dei fondi di investimento europei dovrebbe quindi essere modificata al fine di cambiare il paradigma; i piani di investimento nazionali dovrebbero essere costituiti da filoni tematici: investimenti sociali, investimenti verdi, investimenti per la salute pubblica, ecc. che saranno discussi dalle diverse formazioni tematiche del Consiglio sulla base dei pareri delle Direzioni Generali dedicate della Commissione europea. L&#8217;adozione di questi piani sar\u00e0 discussa, modificata e votata da un&#8217;Assemblea transnazionale di parlamentari nazionali.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Costruire l&#8217;Assemblea parlamentare transnazionale in modo tale che sia in grado di guidare \/ controllare queste politiche e dare uno sbocco politico ai conflitti di ridistribuzione tra le classi sociali europee. Attualmente, le logiche burocratiche costituiscono la logica quasi esclusiva del funzionamento dell&#8217;Unione Europea. Le Direzioni generali della Commissione, il Consiglio dell&#8217;Unione e soprattutto l&#8217;ECOFIN, la riunione dei ministri delle finanze dell&#8217;Unione, e l&#8217;Eurogruppo, per la zona euro, decidono a porte chiuse l&#8217;orientamento delle politiche economiche e di bilancio che devono essere favorite dagli Stati, con conseguenze dirette, legate in particolare alla reattivit\u00e0 dei mercati finanziari in caso di critiche da parte di queste grandi istituzioni finanziarie europee nei confronti delle misure adottate dai governi nazionali. \u00c8 peraltro ironico vedere i membri di questa struttura lamentarsi del poco seguito ricevuto dalle loro raccomandazioni, quando in realt\u00e0 impediscono lo sviluppo di politiche alternative. Tuttavia, l\u2019influenza si misura anche sulla base della capacit\u00e0 di anestetizzare e ostacolare, pi\u00f9 che di promuovere.. Da un lato, questa struttura burocratica densa e opaca allontana di fatto le decisioni prese al suo interno da qualsiasi controllo parlamentare tradizionale e, dall&#8217;altro, rende i suoi membri sordi a tutta una serie di attori e partiti politici, autorit\u00e0 locali e regionali, sindacati nazionali e transnazionali, Ong, associazioni e attori della societ\u00e0 civile, che rappresentano una grande variet\u00e0 di forme di vita, e che sono di conseguenza esclusi dal dibattito pubblico, dal confronto, dalla formazione dell&#8217;immaginario collettivo e della creativit\u00e0 politica, elementi fondanti della democrazia.<br><br>L&#8217;Assemblea transnazionale composta da parlamentari nazionali degli Stati membri deve fornire una cassa di risonanza istituzionale a tutte queste voci dimenticate all&#8217;interno dell&#8217;Unione e in qualche modo bloccate nei sistemi politici nazionali, nel sistema di <em>governance<\/em> multilivello che \u00e8 l&#8217;Unione. Questa arena parlamentare transnazionale parteciper\u00e0 allo sviluppo di compromessi transnazionali al di l\u00e0 delle sole amministrazioni finanziarie. Solo essa potr\u00e0 votare le nuove risorse proprie di cui sopra per finanziare il bilancio europeo e il Fondo europeo per gli investimenti pubblici, cos\u00ec come potr\u00e0 partecipare alla definizione dei piani nazionali e del bilancio europeo assicurando che siano in grado di garantire la solidariet\u00e0 e la coesione intraeuropea tra Stati e classi sociali europee.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">7<\/h2>\n\n\n\n<p>A questo punto, tutto resta ancora da fare. \u00c8 interessante per\u00f2 notare che i sindacati sono i pi\u00f9 impegnati nella costruzione di un&#8217;alternativa europea: basti pensare ai recenti testi dei sindacati tedeschi e francesi&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-10-587' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/18\/di-fronte-alla-crisi-costruire-uneuropa-oltre-il-consenso-di-maastricht\/#easy-footnote-bottom-10-587' title='E il testo comune delle organizzazioni sindacali francesi e tedesche (DGB, CGT, CFDT, FO) del giugno 2020&amp;nbsp;: \u201cSolo una risposta europea ambiziosa potr\u00e1 evitarci degli anni di crescita debole o persino di recessione\u201d: &lt;a href=&quot;http:\/\/syndicollectif.fr\/europe-tribune-commune-dgb-cfdt-cgt-fo-cftc-unsa\/&quot;&gt;http:\/\/syndicollectif.fr\/europe-tribune-commune-dgb-cfdt-cgt-fo-cftc-unsa\/&lt;\/a&gt;'><sup>10<\/sup><\/a><\/span><\/span>, della Cgil in Italia&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-11-587' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/18\/di-fronte-alla-crisi-costruire-uneuropa-oltre-il-consenso-di-maastricht\/#easy-footnote-bottom-11-587' title='&lt;a href=&quot;http:\/\/www.cgil.it\/next-generation-eu\/&quot;&gt;http:\/\/www.cgil.it\/next-generation-eu\/&lt;\/a&gt;'><sup>11<\/sup><\/a><\/span><\/span>, di Ig Metall in Germania&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-12-587' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/18\/di-fronte-alla-crisi-costruire-uneuropa-oltre-il-consenso-di-maastricht\/#easy-footnote-bottom-12-587' title='Cf. Hans-Jurgen Urban (Directeur g\u00e9n\u00e9ral d\u2019IG Metall) \u00ab&amp;nbsp;Warum die EU jetzt vor einer ungewissen Zukunft steht&amp;nbsp;\u00bb, 21 octobre 2020.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span><\/span>, o di&nbsp; Cc-Oo in Spagna&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-13-587' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/18\/di-fronte-alla-crisi-costruire-uneuropa-oltre-il-consenso-di-maastricht\/#easy-footnote-bottom-13-587' title='Javier Droz, \u00ab&amp;nbsp;\u00bfExiste una oportunidad para un cambio de modelo en la salida de la crisis de la pandemia?&amp;nbsp;\u00bb'><sup>13<\/sup><\/a><\/span><\/span>, che percepiscono l&#8217;urgenza di non permettere che la porta aperta nella risposta alla crisi Covid si chiuda. \u00c8 qui che \u00e8 iniziato il lavoro transnazionale di inquadramento della crisi europea e di costruzione di alleanze sociali che ci permetteranno di uscire dalla trappola del confronto tra gli Stati del Nord e gli Stati del Sud, o tra creditori e debitori, che si sta cristallizzando e continua a crescere sempre di pi\u00f9 nelle istanze istituzionali del Consiglio europeo e dell&#8217;Eurogruppo. Su questo, i partiti sono in ritardo: come se si fossero impigliati nella <em>routine<\/em> del pensiero europeo, quando non limitano del tutto il loro orizzonte al livello nazionale, sembrano ancora incapaci di formulare una diagnosi europea e di prendere le misure del momento che si \u00e8 aperto su scala transnazionale. In questo momento di pre-campagna in cui si affilano le idee e i programmi, \u00e8 tempo che i partiti politici della sinistra europea abbandonino gli indugi e colgano questa opportunit\u00e0 storica per andare oltre il &#8220;consenso di Maastricht&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ultimo testo di Thomas Piketty<\/p>\n","protected":false},"author":1195,"featured_media":611,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-editorials.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[1570],"tags":[],"staff":[1580,1583,1582,1585,1586,1581,1574],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[],"class_list":["post-587","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-economia","staff-anne-laure-delatte","staff-antoine-vauchez","staff-guillaume-sacriste","staff-lucas-chancel","staff-manon-bouju","staff-stephanie-hennette-vauchez","staff-thomas-piketty"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - 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