{"id":5802,"date":"2022-11-21T06:15:00","date_gmt":"2022-11-21T06:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=5802"},"modified":"2022-11-21T10:00:28","modified_gmt":"2022-11-21T10:00:28","slug":"leuropa-come-spazio-di-potenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/11\/21\/leuropa-come-spazio-di-potenza\/","title":{"rendered":"L’Europa come spazio di potenza"},"content":{"rendered":"\n
Negli ultimi anni nel dibattito europeo si discute sempre pi\u00f9 della “sovranit\u00e0 europea”. Questa nozione rimane sede di alcuni fraintendimenti e la stessa diagnosi a cui si riferisce \u00e8 spesso controversa. Tuttavia, scossi da due decenni di crisi esogene – dalla crisi finanziaria del 2008, passando per la crisi migratoria del 2015, fino alla crisi del Covid-19 del 2020 e all’attuale guerra in Ucraina – gli europei si chiedono come aumentare la propria indipendenza dal mondo esterno, nonostante il loro modello di sviluppo si sia basato sull’apertura degli scambi tra loro e con il resto del mondo. Il mondo del XXI secolo non \u00e8 pi\u00f9 quello dell’et\u00e0 dell’oro della globalizzazione e della pace: il deterioramento della sicurezza alle porte dell’Unione europea, l’accelerazione della rivalit\u00e0 sino-americana, l\u2019aggressivit\u00e0 di alcune potenze regionali, la vulnerabilit\u00e0 dell’interdipendenza durante la crisi sanitaria e ora la guerra condotta dalla Russia contro l’Ucraina richiedono un ripensamento del ruolo che l’Unione europea deve svolgere per rispondere alle nuove sfide del mondo. <\/p>\n\n\n\n
Questa nozione di sovranit\u00e0 europea si distingue in parte dalla nozione classica di sovranit\u00e0 che viene solitamente applicata a uno Stato. La sovranit\u00e0 pu\u00f2 essere definita come la capacit\u00e0 di uno Stato di produrre leggi riconosciute dai suoi cittadini e di farle rispettare all’interno del suo territorio, nonch\u00e9 di dichiarare guerra e fare la pace. L’Unione Europea non \u00e8 uno Stato, ma una costruzione originale basata sul potere normativo. La sua sovranit\u00e0 deriva dalla capacit\u00e0 di produrre norme che si applicano ai cittadini dei vari Stati membri e alle imprese che operano in Europa. La sua legittimit\u00e0 si basa sui trattati, di cui la Commissione \u00e8 garante. Lo sviluppo della sovranit\u00e0 europea implica che l’Europa diventi una “potenza” al pari delle altre potenze nazionali e che a tal fine le vengano riconosciuti i diversi attributi della sovranit\u00e0: potere economico, influenza geopolitica, potere normativo, capacit\u00e0 di difesa e di sicurezza comune, sviluppo di un’identit\u00e0 europea, ossia un sentimento di appartenenza a una storia comune e la proiezione di un destino condiviso, attraverso la produzione di una narrazione che unisca gli europei al di l\u00e0 dell’eterogeneit\u00e0 delle identit\u00e0 nazionali. <\/span>1<\/sup><\/a><\/span><\/span> Si tratta di rafforzare la sovranit\u00e0 di ogni Paese rafforzando la sovranit\u00e0 europea, perch\u00e9 ogni Paese isolato sar\u00e0 meno forte di ogni Paese dell’Unione.<\/p>\n\n\n\n l mondo del XXI secolo non \u00e8 pi\u00f9 quello dell’et\u00e0 dell’oro della globalizzazione e della pace.<\/p>Laurence boone<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Negli ultimi cinque anni, i leader europei hanno gradualmente fatto proprio questo paradigma della sovranit\u00e0, stabilendo un’agenda al vertice di Versailles dello scorso marzo. L’ambizione \u00e8 di porre l’Unione europea in una posizione migliore per affrontare la sfida di un mondo di rivalit\u00e0 geopolitiche, non solo in termini di resilienza, ma anche di proiezione e di capacit\u00e0. Tuttavia, dobbiamo riconoscere che, nonostante i suoi oggettivi asset di potere economico, umanitario e normativo, l’Unione non \u00e8 percepita come tale n\u00e9 all’esterno n\u00e9 all’interno, soprattutto a causa della persistenza di una retorica antieuropea o addirittura nazionalista, che porta incertezze per il progetto europeo. Nel periodo a venire, dobbiamo portare avanti l’agenda della sovranit\u00e0 europea con determinazione e compostezza, fissando una priorit\u00e0 chiare per superare collettivamente questo periodo di crisi e continuare a forgiare un’Unione europea all’altezza delle numerose sfide che ci attendono. \u00c8 cos\u00ec che preserveremo l’unit\u00e0 europea di fronte alle conseguenze della guerra in Ucraina e della guerra ibrida che la Russia sta conducendo contro l’Europa.<\/p>\n\n\n\n *<\/p>\n\n\n\n La costruzione di un’Europe-puissance<\/em> implica la concentrazione dei nostri sforzi in quattro aree prioritarie. In primo luogo, dobbiamo consolidare il potere economico dell’Unione europea. Ci\u00f2 significa completare il mercato interno in termini di energia, rafforzare la resilienza delle catene del valore e garantire la nostra indipendenza tecnologica e spaziale. L’indipendenza energetica dell’UE \u00e8 chiaramente la sfida pi\u00f9 urgente e immediata. Se da un lato ci stiamo gi\u00e0 allontanando dalla nostra dipendenza collettiva dal petrolio e dal gas russo, dall’altro dobbiamo accelerare lo sviluppo delle interconnessioni per unificare il mercato dell’energia in tutta l’UE e promuoverne cos\u00ec la sicurezza dell’approvvigionamento. Allo stesso tempo, la nostra dipendenza dai combustibili fossili deve essere rapidamente e drasticamente ridotta. La “crisi” energetica rappresenta una doppia “opportunit\u00e0”: affrontare il cambiamento climatico e garantire la nostra sicurezza energetica. I negoziati in corso tra il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea sul pacchetto “Fit for 55%” saranno essenziali per accelerare lo sviluppo di nuove capacit\u00e0 di produzione energetica decarbonizzata. Ci\u00f2 richieder\u00e0 investimenti su larga scala sia nelle infrastrutture energetiche che nelle interconnessioni. Pianificato prima dell’aggressione russa all’Ucraina, i rapidi cambiamenti provocati dalle conseguenze energetiche della guerra – in particolare con lo sviluppo dei terminali GNL e delle energie rinnovabili – richiedono una revisione di questo piano, consolidandolo sulla scala dell’Unione. Dobbiamo anche dirci chiaramente che tali investimenti richiederanno sicuramente dei cambiamenti nella governance economica europea. <\/p>\n\n\n\n\n\n Pi\u00f9 in generale, l’Unione Europea deve affermare la propria sovranit\u00e0 industriale in tutti i settori strategici. Grazie soprattutto al Next Generation EU, i programmi europei stanno gi\u00e0 rafforzando la nostra indipendenza strategica nei settori della tecnologia digitale, della salute, dell’energia in generale e dell’idrogeno in particolare, e dei semiconduttori. Con le proposte della Commissione europea sulle materie prime critiche e lo strumento del mercato unico per le emergenze, l’UE sta rafforzando la resilienza della sua catena di approvvigionamento. L’European Chip Act rafforzer\u00e0 anche il nostro ecosistema di semiconduttori. Ma dobbiamo fare di pi\u00f9 per recuperare il ritardo rispetto alle altre potenze tecnologiche. Dobbiamo accelerare per incoraggiare l’innovazione dirompente, che richiede investimenti massicci e diversificati. Le industrie e le organizzazioni di ricerca europee sono pronte a lanciarsi nel prossimo “moonshot” e gli Stati membri dell’UE devono fornire sia le risorse finanziarie che il sostegno politico. <\/p>\n\n\n\n *<\/p>\n\n\n\n Il passaggio da un’area economica a uno spazio di potenza implica fondamentalmente l’aggiunta all’economia di una capacit\u00e0 di influenza. L’influenza dell’Unione Europea deriva in gran parte dal suo mercato interno di quasi 500 milioni di consumatori che, grazie al suo potere normativo, le d\u00e0 i mezzi per influire in modo decisivo sull’organizzazione del commercio internazionale. Nei prossimi anni, la migliore espressione di questa capacit\u00e0 di influenza si trover\u00e0 nel suo modello di sostenibilit\u00e0 ambientale. Dobbiamo continuare a promuoverla, contribuendo cos\u00ec a garantire il rispetto dell’obiettivo che ci siamo prefissati collettivamente di mantenere l’aumento della temperatura ben al di sotto dei 2\u00b0C. Promuovere il verde della prima potenza climatica del mondo in modo forte e chiaro richieder\u00e0 fermezza e capacit\u00e0 di comunicazione. Inoltre, richieder\u00e0 i necessari sforzi finanziari e tecnologici a favore dei Paesi emergenti e in via di sviluppo. L’Unione Europea pu\u00f2 e deve essere leader nella riduzione delle emissioni, ma pu\u00f2 farlo solo trascinando con s\u00e9 il resto del mondo. Grazie alle sue dimensioni di mercato e alla capacit\u00e0 di esportare i suoi standard, l’UE pu\u00f2 realizzare queste ambizioni. Il pacchetto “fit for 55%”, e in particolare la tassa sul carbonio alle frontiere, o il regolamento sulla lotta alla deforestazione importata, nonch\u00e9 le clausole speculari, consentiranno, negli anni e nei decenni a venire, di ridurre l’impronta climatica dell’Unione, incoraggiando al contempo i Paesi terzi ad agire contro il riscaldamento globale.<\/p>\n\n\n\n Dall’Ucraina, alla Moldavia, ai Balcani occidentali, al Regno Unito e alla Norvegia, costruiremo un “grande continente” pi\u00f9 unito, coordinato, forte ed economicamente integrato.<\/p>laurence boone<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Allo stesso tempo, l’Unione europea pu\u00f2 e deve diffondere il modello europeo in tutto il continente. Infatti, se la pace, lo Stato di diritto, le libert\u00e0 fondamentali e la democrazia devono essere sostenibili nel nostro continente, l’Unione deve difendere i suoi valori offrendo la sua capacit\u00e0 di sicurezza e il suo potere economico su scala continentale. Questo \u00e8 il significato della Comunit\u00e0 politica europea (CPE) lanciata a Praga il 6 ottobre, che ci consentir\u00e0 di unire politicamente il grande continente europeo, sulla base di una cooperazione concreta in una serie di settori in cui condividiamo gli stessi interessi (infrastrutture critiche, sicurezza informatica, energia, mari regionali, giovani, migrazioni, ecc.) Con la comunit\u00e0 politica europea, l’unit\u00e0 di tutta l’Europa sar\u00e0 rafforzata. Dall’Ucraina, alla Moldavia, ai Balcani occidentali, al Regno Unito e alla Norvegia, costruiremo un “grande continente” pi\u00f9 unito, coordinato, forte ed economicamente integrato. La CPE \u00e8 quindi uno strumento prezioso per sviluppare l’influenza geopolitica dell’Europa. Perch\u00e9 sullo sfondo c’\u00e8 la stessa sfida: fare del continente europeo il continente dei valori della libert\u00e0 e dell’emancipazione, dell’apertura alla diversit\u00e0 e alla ricchezza culturale, dello Stato di diritto e della democrazia, di una certa ambizione di uguaglianza e rispetto.<\/p>\n\n\n\n *<\/p>\n\n\n\n Un’Europe-puissance<\/em> non pu\u00f2 costituirsi senza un sentimento di appartenenza alla stessa storia, unito alla proiezione di un destino condiviso, in altre parole, un’identit\u00e0 europea. \u00c8 perch\u00e9 ha ignorato questa verit\u00e0 per troppo tempo che la costruzione dell’Europa \u00e8 rimasta un oggetto spesso freddo e tecnocratico agli occhi di molti dei nostri concittadini. Non \u00e8 solo parlando dei vantaggi del mercato interno che convinceremo gli europei dei vantaggi dell’Unione europea. L’Unione europea \u00e8 innanzitutto uno strumento di pace, cooperazione e solidariet\u00e0 tra i popoli europei. Attraverso la cooperazione quotidiana che instaura, attraverso gli spazi di socialit\u00e0 e di dialogo che promuove, l’Unione europea rende possibili relazioni pacifiche e costruttive tra i popoli europei. In un contesto di risorgente nazionalismo e di crescente sfiducia nelle istituzioni, \u00e8 essenziale spiegare concretamente che cosa, al di l\u00e0 delle nostre differenze, ci unisce come europei. <\/p>\n\n\n\n La sfida per la nostra Unione \u00e8 quella di sviluppare una narrazione unificante, senza scadere in un discorso di civilt\u00e0. Caratterizzata da una forte diversit\u00e0 culturale, non si tratta di produrre una meta-narrazione che celebri la sua singolarit\u00e0 culturale, come risposta alle narrazioni culturaliste russe e cinesi. Piuttosto, \u00e8 l’accettazione della sua diversit\u00e0 che rende ricca l’Europa, questa “massima diversit\u00e0 in un minimo spazio” <\/span>2<\/sup><\/a><\/span><\/span> che pu\u00f2 far crescere la sovranit\u00e0 del continente. <\/p>\n\n\n\n\n\n L’Europa \u00e8 anche un patto di unione attorno a principi fondamentali: democrazia, stato di diritto e libert\u00e0. Questi valori, questi principi su cui \u00e8 stata fondata l’Unione europea, sono la nostra forza e – sempre pi\u00f9 – la nostra unicit\u00e0: l’indipendenza e l’imparzialit\u00e0 della giustizia, la pluralit\u00e0 e la libert\u00e0 di stampa, la lotta alla corruzione e la tutela della vita democratica. <\/p>\n\n\n\n La sfida per la nostra Unione \u00e8 quella di sviluppare una narrazione unificante, senza scadere in un discorso di civilt\u00e0. <\/p>laurence boone<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Infine, l’Unione Europea \u00e8 la difesa di un certo modello di societ\u00e0: economia sociale di mercato, parit\u00e0 di diritti, emancipazione e protezione dei cittadini, innovazione e ambizione in termini di transizione ecologica e digitale.<\/p>\n\n\n
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