{"id":5686,"date":"2022-10-31T06:00:00","date_gmt":"2022-10-31T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=5686"},"modified":"2022-10-31T06:36:38","modified_gmt":"2022-10-31T06:36:38","slug":"una-conversazione-con-josep-borrell","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/10\/31\/una-conversazione-con-josep-borrell\/","title":{"rendered":"\u00abLa dottrina Borrell\u00bb, una conversazione con l&#8217;Alto Rappresentante"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I suoi ultimi discorsi, quello davanti agli ambasciatori dell&#8217;Unione e poi a Bruges all\u2019inaugurazione dell\u2019Accademia diplomatica europea, hanno suscitato molte reazioni, in particolare per la metafora del &#8220;giardino e della giungla&#8221;. Che cosa voleva veramente dire ed esprimere attraverso questa metafora?<\/h3>\n\n\n\n<p>Penso che sia stato Milan Kundera a metterci in guardia contro l\u2019uso delle metafore\u2026 Non devono essere prese alla lettera ma neanche tolte dal loro contesto. Rispondo comunque alla sua domanda, perch\u00e9 se le mie parole hanno dato adito a fraintendimenti, voglio chiarire. Il dibattito pubblico \u00e8 parte integrante dell&#8217;azione politica. Lo far\u00f2 rifiutando fin dall&#8217;inizio qualsiasi vicinanza ai neoconservatori, con i quali non ho assolutamente nulla a che fare. Mi spiego\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Cominciamo dalla sostanza. I vostri lettori, ben informati, sanno che alla base delle odierne interpretazioni del mondo c&#8217;\u00e8 una visione realistica secondo la quale l&#8217;ordine mondiale \u00e8 dominato dalla competizione tra gli Stati e che, in assenza di una regolamentazione globale, \u00e8 il pi\u00f9 forte a prevalere sul pi\u00f9 debole. Da qui la metafora della giungla.<\/p>\n\n\n\n<p>Esiste anche una visione cosiddetta liberale, che ritiene che le relazioni internazionali possano essere pacificate sulla base di principi comuni. Questa \u00e8 la metafora del giardino.<\/p>\n\n\n\n<p>A livello globale, con la creazione delle Nazioni Unite, si \u00e8 cercato di trovare un equilibrio tra la sovranit\u00e0 degli Stati e la cooperazione per evitare lo scontro tra di essi. Ovvero mitigare la forza con le norme.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Se ho usato questa metafora, che non ho inventato io, \u00e8 solo per esprimere l&#8217;idea che nel mondo di oggi la forza &#8211; la giungla &#8211; tende a prevalere sulla norma &#8211; il giardino.<\/p><cite>josep borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma il mondo sta cambiando, e non sempre in meglio. Se ho usato questa metafora, che non ho inventato io, \u00e8 solo per esprimere l&#8217;idea che nel mondo di oggi la forza &#8211; la giungla &#8211; tende a prevalere sulla norma &#8211; il giardino. Questa idea non rimanda a nessun particolare significato nazionale, regionale, etnico o religioso.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, sarebbe del tutto assurdo pensarlo, visto che oggi la legge della giungla prevale alle porte dell&#8217;Europa, nel contesto dell\u2019aggressione all\u2019Ucraina, dove una grande potenza approfitta della sua forza per schiacciare il suo vicino.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Per\u00f2 lei ha anche detto che la giungla potrebbe \u201cinvadere\u201d il giardino?<\/h3>\n\n\n\n<p>S\u00ec, in Europa abbiamo rimosso la guerra dal nostro orizzonte mentale, ma non siamo immuni dal disordine del mondo. La violenza e il disordine possono raggiungere anche noi.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ho detto molto chiaramente quando ho presentato la Bussola strategica: l&#8217;Europa \u00e8 in pericolo. Alcuni si sono sorpresi di una simile affermazione. Poi \u00e8 arrivata la guerra e ci si \u00e8 resi conto non solo che non stavo esagerando, ma forse addirittura sottovalutando la realt\u00e0\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ho anche detto &#8211; ma alcuni fanno finta di non averlo sentito &#8211; che la soluzione non era costruire muri intorno a noi, perch\u00e9 non ci saranno mai muri abbastanza alti per proteggerci. Ho sempre combattuto contro l&#8217;idea della fortezza Europa e la visione eurocentrica del mondo. Dobbiamo quindi vivere e confrontarci con il mondo cos\u00ec com&#8217;\u00e8, non come vorremmo che fosse. Anche l&#8217;impegno con il resto del mondo, e in particolare con i nostri vicini pi\u00f9 prossimi, deve far parte della seconda et\u00e0 di un&#8217;Unione europea nata per risolvere i problemi intraeuropei prima che iniziasse il processo di globalizzazione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p> L&#8217;impegno con il resto del mondo, e in particolare con i nostri vicini pi\u00f9 prossimi, deve far parte della seconda et\u00e0 di un&#8217;Unione europea nata per risolvere i problemi intraeuropei prima che iniziasse il processo di globalizzazione.<\/p><cite>josep borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Per lei quindi nel mondo, in fase di ristrutturazione, vige la \u201clegge della giungla\u201d?<\/h3>\n\n\n\n<p>Certamente. La fragilit\u00e0 del mondo \u00e8 dovuta a un consenso estremamente debole e limitato tra gli Stati. Il diritto di veto \u00e8 sempre pi\u00f9 utilizzato da chi lo possiede, cio\u00e8 i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza. L&#8217;aggressione russa all&#8217;Ucraina ha offuscato ulteriormente un panorama globale gi\u00e0 molto torbido. In questo caso, un membro permanente del Consiglio di Sicurezza ha preso la decisione di invadere il proprio vicino senza alcuna giustificazione accettabile ai sensi del diritto internazionale. Lo ha fatto perch\u00e9 riteneva di essere in una posizione di forza. <em>Questa \u00e8 la legge della giungla<\/em>. Ed \u00e8 questo che volevo chiaramente denunciare. Il Segretario generale delle Nazioni Unite ha immediatamente indicato che l&#8217;aggressione russa contro l&#8217;Ucraina \u00e8 una chiara violazione del diritto internazionale. E questo \u00e8 preoccupante. Come ho detto, il mondo si sta muovendo in una direzione che non \u00e8 quella preferita dall&#8217;Europa. Ma senza rinunciare alla sua eredit\u00e0, l\u2019Europa deve affrontare e guardare il mondo con molta pi\u00f9 lucidit\u00e0. Un mondo in cui l&#8217;erosione delle norme internazionali porta alla rinascita della forza. Questo era il senso del mio avvertimento. Tanto pi\u00f9 che questo ritorno della forza si sta diffondendo ovunque, anche nella sfera economica, dove la logica dell&#8217;interdipendenza \u00e8 prigioniera della logica del potere. Ci\u00f2 significa che anche noi dobbiamo proteggerci, ad esempio creando catene del valore pi\u00f9 sicure e meno vulnerabili. La pandemia ce lo ha insegnato. Ed \u00e8 solo l\u2019inizio.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 allora descrivere l\u2019Europa come un \u201cgiardino\u201d? Che cosa voleva dire?<\/h3>\n\n\n\n<p>Diciamo che questo non \u00e8 il mondo che preferiamo. Ma l&#8217;Europa ha le risorse per risollevarsi e adattarsi. A tal fine, deve agire in due direzioni. La prima \u00e8 quello di continuare a sviluppare il suo potere normativo in tutta una serie di settori in cui abbiamo bisogno di nuove regole. Penso, ad esempio, al digitale, dove i rischi di frammentazione sono notevoli, come il pericolo che sistemi Internet diversi coesistano senza interagire tra loro, il cosiddetto \u201cSpliternet\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 quindi essenziale continuare questo lavoro normativo che costituisce il vantaggio comparativo dell&#8217;Europa. Ma dobbiamo ammettere che questo potere normativo deve essere sostenuto da una logica di potere. Perch\u00e9 per avere influenza, bisogna essere rispettati. E per essere rispettati, bisogna avere degli assi nella manica. Perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga, nel quadro multilaterale in cui si discutono questi temi, dobbiamo sviluppare delle logiche di coalizione con coloro che sono dalla nostra parte. La nostra pratica del multilateralismo deve essere pi\u00f9 incisiva e, perch\u00e9 no, pi\u00f9 transazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>In un mondo globalizzato, la fluidit\u00e0 degli scambi porta a una maggiore fluidit\u00e0 delle alleanze. A tal fine, dobbiamo creare \u201ccoalizioni dei volenterosi\u201d per portare avanti le questioni che ci stanno a cuore e sulle quali abbiamo interessi da difendere. Dobbiamo essere allo stesso tempo fermi e pragmatici, determinati nei principi e flessibili nelle azioni. Come dico spesso, il mondo \u00e8 multipolare. Ma questa multipolarit\u00e0 porta, per forza di cose, a una moltiplicazione delle verit\u00e0 e dei punti di vista su tutti gli argomenti. Il paradosso del mondo di oggi \u00e8 che il multipolarismo sta portando a un declino del multilateralismo. Ognuno ha la sua verit\u00e0, ma le verit\u00e0 non riescono ad aggregarsi intorno a un corpus comune. Naturalmente, abbiamo il corpus della Carta delle Nazioni Unite. Ma \u00e8 chiaro che alcune potenze vogliono interpretarla a modo loro o cambiarla del tutto. Ci\u00f2 \u00e8 molto evidente nel settore dei diritti umani, dove alcuni Stati sostengono che la Dichiarazione universale dei diritti umani non sia poi cos\u00ec universale, perch\u00e9 i diritti economici e sociali dovrebbero avere la precedenza sui diritti politici. Non \u00e8 questo il nostro punto di vista&#8230;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La nostra pratica del multilateralismo deve essere pi\u00f9 incisiva e, perch\u00e9 no, pi\u00f9 transazionale.<\/p><cite>josep borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ha menzionato un rapporto dell\u2019Europa con la potenza, cosa non evidente. Che cosa \u00e8 cambiato secondo lei?<\/h3>\n\n\n\n<p>La guerra in Ucraina ha cambiato il modo in cui l&#8217;Europa guarda il mondo, cos\u00ec come ha cambiato il modo in cui il mondo guarda l&#8217;Europa. Un vero e proprio game changer. La Russia ha attaccato l&#8217;Ucraina perch\u00e9 riteneva che l&#8217;Europa fosse incapace di reagire. Naturalmente, l&#8217;Europa non ha inviato truppe a sostegno degli ucraini che stanno combattendo da soli. Ma abbiamo preso due iniziative nuove e del tutto inedite che non ci si aspettava da noi, e certamente non se lo aspettava la Russia. Ci stiamo liberando dalla dipendenza energetica dalla Russia, che la considerava un vincolo insormontabile per noi. Questa scelta \u00e8 quindi un&#8217;enorme vittoria su noi stessi. Perch\u00e9 la nostra dipendenza energetica ci ha portato a sottovalutare il rischio che la Russia rappresentava per noi. E neanche l&#8217;invasione della Crimea ci ha svegliato. \u00c8 stato un errore strategico e politico a cui stiamo ponendo rimedio. L&#8217;altra azione simbolicamente importante che abbiamo intrapreso \u00e8 stata quella di utilizzare un Fondo europeo intergovernativo, che non fa parte del bilancio europeo approvato dal Parlamento, ma che per la prima volta finanzia le spese militari di uno Stato in guerra. Abbiamo gi\u00e0 superato i tre miliardi di euro. Questi tre miliardi si aggiungono agli sforzi compiuti direttamente dagli Stati per sostenere militarmente l&#8217;Ucraina. Il nostro sostegno militare \u00e8 tutt&#8217;altro che trascurabile e si accompagna a un impegno economico e finanziario di quasi 9 miliardi di euro. A ci\u00f2 si aggiunge, naturalmente, l&#8217;impegno militare molto consistente degli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nel vostro discorso agli ambasciatori, li avete invitati a \u201cuscire dalla loro confort zone.\u201d Che cosa voleva dire? Pensa che queste parole abbiano prodotto l\u2019effetto desiderato sulla vostra diplomazia?<\/h3>\n\n\n\n<p>Volevo parlare del &#8220;perch\u00e9&#8221; e del &#8220;come&#8221; nella pratica della politica estera dell&#8217;Unione europea. \u00c8 un peccato che l&#8217;analisi del &#8220;perch\u00e9&#8221;, cio\u00e8 l&#8217;analisi dello stato del mondo in una multipolarit\u00e0 mal organizzata, non abbia ricevuto molta attenzione. Tuttavia, in un mondo che cambia e diventa pi\u00f9 caotico, pi\u00f9 imprevedibile, pi\u00f9 pericoloso, ma anche pi\u00f9 aperto, pi\u00f9 complesso e pi\u00f9 pluralistico, dobbiamo adattarci. Questo imperativo si impone a noi tutti, politici, cittadini, imprenditori o diplomatici.<\/p>\n\n\n\n<p>Come sa, disponiamo di una vasta rete diplomatica che copre il pianeta con oltre 140 delegazioni o ambasciate dell&#8217;UE. Non \u00e8 un&#8217;impresa da poco e la realizzazione di questa rete \u00e8 gi\u00e0 un grande successo per l&#8217;Europa. Il ruolo di questa rete non \u00e8 quello di duplicare le diplomazie nazionali, ma di agire come moltiplicatore dell&#8217;influenza degli Stati membri al servizio di quella che viene definita la \u201cSquadra Europa\u201d: Stati e istituzioni europee, tutti insieme. E credetemi, non \u00e8 facile. I nostri ambasciatori devono affrontare gli stessi problemi di coordinamento e unit\u00e0 sul campo che riscontro in Consiglio. Come ho detto loro, sono i miei occhi e le mie orecchie in tutto il mondo. Senza di loro non potrei fare il mio lavoro. Perci\u00f2 sono molto preziosi per me.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nel concreto, questo cosa implica da parte loro?<\/h3>\n\n\n\n<p>Il mio messaggio \u00e8 semplice e diretto. Nel mondo di oggi, in cui i cittadini sono molto pi\u00f9 presenti nel dibattito pubblico, in cui i social network influenzano le percezioni e le rappresentazioni, in un mondo in cui la disinformazione regna sovrana, i diplomatici devono scendere ulteriormente nell&#8217;arena e fare uso di ci\u00f2 che oggi mi sembra essenziale: la pratica della diplomazia pubblica. Non solo parlando con le loro controparti o con le autorit\u00e0, ma anche con la societ\u00e0 civile, con i suoi rappresentanti, per ascoltare il loro punto di vista e far sentire il nostro. Lo fanno, ma dobbiamo fare di pi\u00f9. Anche in questo caso, non sottolineer\u00f2 mai abbastanza l&#8217;importanza dei social network che hanno cambiato radicalmente le cose. Tanto pi\u00f9 che alcuni Stati che non ci vogliono bene usano questi social network per combattere le nostre idee e i nostri valori o per screditare il pi\u00f9 possibile l&#8217;Europa. Dobbiamo quindi essere capaci di contrattaccare. Dobbiamo essere in grado di rispondere in modo chiaro ogni volta che qualcuno cerca di sfidarci . L&#8217;attivit\u00e0 diplomatica deve reinventarsi per partecipare a una battaglia di narrazioni in cui clamori e fake news sostituiscono il ragionamento e la semplice presentazione dei fatti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>I diplomatici devono scendere ulteriormente nell&#8217;arena e fare uso di ci\u00f2 che oggi mi sembra essenziale: la pratica della diplomazia pubblica.<\/p><cite>josep borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Lo abbiamo visto nel caso dei vaccini, dove si \u00e8 voluto incolpare l&#8217;Europa quando in realt\u00e0 siamo stati di gran lunga il maggior contributore del Covax, i maggiori esportatori e donatori di vaccini, molto pi\u00f9 di Cina e Russia messe insieme. Lo vediamo oggi in relazione alle tensioni sui prodotti alimentari, dove si vuole far credere che siano le sanzioni europee contro la Russia a causare le difficolt\u00e0 di approvvigionamento di cereali o fertilizzanti. Ho esortato i nostri diplomatici, anche se lo stanno gi\u00e0 facendo, ad essere molto pi\u00f9 attivi sul campo. Questo significa difendersi quando si viene attaccati. Significa anche ascoltare altre voci, altre visioni, altri modi di pensare rispetto ai nostri. Questo non significa che dobbiamo accettarli tutti. Certamente no. Significa che dobbiamo confrontarci con gli altri senza rinunciare a essere noi stessi. \u00c8 un gioco di equilibri.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Desiderando imboccare la \u201cstrada della potenza\u201d di cui parla, non ha l\u2019impressione di rischiare di deviare dal progetto europeo originario, fondato sull\u2019integrazione economica e il rispetto dello stato di diritto?<\/h3>\n\n\n\n<p>Il progetto europeo \u00e8 stato costruito contro l&#8217;idea di potenza perch\u00e9 mirava innanzitutto a pacificare le relazioni tra gli europei. \u00c8 un risultato importante che dobbiamo preservare e di cui possiamo essere orgogliosi. Ma ogni progetto deve evolversi. Non possiamo fare a meno della potenza. Deve essere alimentato da nuove realt\u00e0, deve vivere e non essere cristallizzato o scolpito nella pietra . Convertirsi al realismo non significa convertirsi al cinismo e alla brutalit\u00e0. A questo proposito, non capisco le osservazioni che mi \u00e8 sembrato di sentire in relazione al mio intervento su una presunta mutazione neoconservatrice in Europa. A meno che non si pensi che combattere l&#8217;imperialismo russo sia un atto neoconservatore. In realt\u00e0, siamo pi\u00f9 che mai impegnati a rispettare i principi della Carta delle Nazioni Unite. E non solo a parole. Se parlate con il Segretario Generale delle Nazioni Unite, se parlate con i leader di questa istituzione, tutti vi diranno senza eccezioni che il loro partner privilegiato \u00e8 l&#8217;Unione Europea. Nel Consiglio di Sicurezza, ad esempio, i membri permanenti europei non usano il loro diritto di veto da diversi decenni! Nei fatti, siamo straordinariamente impegnati in materia di sviluppo, finanziamento della transizione energetica e questioni relative ai diritti umani.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">C&#8217;\u00e8 per\u00f2 la critica alla pratica dei due pesi e due misure da parte dell&#8217;Occidente. Come vi si risponde?<\/h3>\n\n\n\n<p>Conosco questa critica e l&#8217;ho sentita molte volte, anche in relazione all&#8217;Ucraina. S\u00ec, anche il mondo occidentale ha talvolta contribuito all&#8217;uso improprio della forza. Ed \u00e8 vero che non \u00e8 in grado di risolvere alcuni problemi regionali, come quello israelo-palestinese. Ma non vedo come rifiutare di condannare la Russia o fingere di non prendere posizione possa far progredire su altre questioni! Nel complesso credo che come europei abbiamo dato un contributo positivo all&#8217;ordine internazionale. Ora dobbiamo chiederci come possiamo contribuire in modo pi\u00f9 efficace alla sicurezza alimentare e all&#8217;approvvigionamento energetico nei Paesi in via di sviluppo, promuovendo al contempo la transizione energetica e la lotta ai cambiamenti climatici. Queste sono le sfide di oggi e di domani.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Nei fatti, siamo straordinariamente impegnati in materia di sviluppo, finanziamento della transizione energetica e questioni relative ai diritti umani.<\/p><cite>josep borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Da qui la mia esortazione agli ambasciatori: siate attenti all&#8217;esasperazione che talvolta prova il Sud globale, che sente di dover pagare il prezzo di problemi di cui non \u00e8 storicamente responsabile, come il cambiamento climatico. Le crisi alimentare, energetica e finanziaria pongono problemi molto seri a molti Paesi. Ed \u00e8 normale che si preoccupino pi\u00f9 delle conseguenze della guerra che delle sue cause. \u00c8 necessario comprenderli e agire in modo positivo, senza far valere il principio &#8220;chi non \u00e8 con noi \u00e8 contro di noi&#8221;. Allo stesso tempo, l&#8217;aggressione \u00e8 aggressione ed essere indulgenti con la Russia con la Russia non porter\u00e0 al progresso della pace mondiale ma, al contrario, incoragger\u00e0 i grandi a divorare i piccoli.<br>Ancora una volta, come ho detto all&#8217;inizio di questa intervista, lo shock ucraino non rimarr\u00e0 senza conseguenze per il modo in cui l&#8217;Europa si porr\u00e0 nel mondo. Non possiamo continuare a preoccuparci astrattamente della pace senza vedere le logiche di potere e di forza che vengono messe in campo per minarla. Perch\u00e9 non dobbiamo mai perdere di vista il fatto che mentre per commerciare o fare la pace bisogna essere almeno in due, per scatenare una guerra basta essere uno solo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ma questa visione delle cose non presenta il rischio di farci cadere in una logica di scontro di civilt\u00e0?<\/h3>\n\n\n\n<p>No, francamente credo che siamo immuni da quello che lei chiama rischio di scontro di civilt\u00e0 . Anche se dobbiamo sempre essere vigili. Ci\u00f2 \u00e8 tanto pi\u00f9 vero in quanto la guerra in Ucraina ha rivelato l&#8217;assurdit\u00e0 del concetto di guerra di civilt\u00e0. Se ci sono due Paesi che hanno un forte legame di civilt\u00e0 sono la Russia e l&#8217;Ucraina. Se non fosse che da un lato c&#8217;\u00e8 uno Stato che vorrebbe convertire questa convergenza di civilt\u00e0 in asservimento politico. Ed \u00e8 questo che \u00e8 inaccettabile. La Russia di Putin \u00e8 fondamentalmente l&#8217;erede di un progetto imperialista che vorrebbe l&#8217;integrazione dell&#8217;Ucraina e della Bielorussia nella Russia. Come se nel frattempo non ci fosse stata la caduta dell&#8217;Unione Sovietica. Ecco perch\u00e9 penso che questo conflitto segni sostanzialmente la seconda morte dell&#8217;Unione Sovietica.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Questo lascia un qualche spazio alla Russia? Se s\u00ec, quale?<\/h3>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 naturalmente un posto per la Russia, che \u00e8 un grandissimo Paese che non scomparir\u00e0 e di cui nessuno vuole la scomparsa. Non abbiamo nulla contro il popolo russo. E loro lo sanno. Le persone che fuggono dal regime cercano di raggiungere l&#8217;Europa in gran numero. Ma la Russia di Putin deve capire che pu\u00f2 vivere in pace con i suoi vicini solo se abbandona il suo progetto imperialista e accetta di identificarsi con un progetto nazionale all&#8217;interno dei suoi confini. Certo, si dir\u00e0 che la perdita di un impero \u00e8 sempre dolorosa. S\u00ec, \u00e8 vero, e gli europei sono nella posizione ideale per saperlo. Ma credo che gli europei siano riusciti a liberarsi di questa nostalgia imperiale. L&#8217;Europa unita \u00e8 stata la risposta politica alla perdita degli imperi europei. Questo \u00e8 un punto che non viene sottolineato abbastanza. Perch\u00e9 se si inserisce la storia della costruzione europea nel suo contesto geopolitico globale, ci si accorge che il Trattato di Roma, firmato nel 1957, \u00e8 stato siglato un anno dopo la disfatta di Suez. Il Trattato di Roma fu quindi fondamentalmente una risposta pacifica e costruttiva all&#8217;abbandono da parte delle potenze europee delle loro eredit\u00e0 coloniali\u2026<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Con questi discorsi, sembra cercare di far sentire la propria voce e lasciare un\u2019eredit\u00e0. Come si definirebbe, personalmente, in politica estera? Come un realista?<\/h3>\n\n\n\n<p>Ho un&#8217;identit\u00e0 sedimentata, fatta di strati sovrapposti ma complementari: sono catalano, spagnolo ed europeo. E come tale sono legato all&#8217;eredit\u00e0 francese dell&#8217;Illuminismo, anche se il periodo trascorso nelle universit\u00e0 californiane ha lasciato un segno su di me. Sono fondamentalmente un kantiano, ma cerco di guardare il mondo com&#8217;\u00e8 dal mio punto di vista. Quindi sono un realista kantiano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Sono un realista kantiano.<\/p><cite>josep borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma lo ripeto sempre, l\u2019Europa deve svegliarsi perch\u00e9 le relazioni globali non assomigliano necessariamente a quelle che prevalgono tra gli Stati membri dell&#8217;Unione. Questo era il senso del mio messaggio a Bruges. Il mondo \u00e8 pi\u00f9 difficile e si basa su nuovi rapporti di forza che dobbiamo valutare e gestire bene. Non godiamo pi\u00f9 di una rendita di posizione, anche se disponiamo di un enorme capitale sociale grazie alle nostre istituzioni nazionali e soprattutto europee. Costruire istituzioni \u00e8 molto pi\u00f9 difficile che costruire infrastrutture fisiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho dei valori legati alla mia storia, perch\u00e9 si viene sempre da qualche parte. Ma allo stesso tempo non sono ingenuo e ho detto che l&#8217;Europa deve farsi rispettare, parlare la \u201clingua del potere\u201d. Questo \u00e8 ci\u00f2 che ho cercato di fare e di dire, e questo \u00e8 ci\u00f2 che continuer\u00f2 a dire e a fare senza rinunciare a spiegarmi e spiegare ci\u00f2 che sto facendo. La pedagogia dell&#8217;azione \u00e8 un elemento essenziale dell&#8217;azione pubblica. Sono stato a lungo professore di matematica all&#8217;Universit\u00e0 di Madrid e ho sempre visto la politica come una pedagogia. Vi ringrazio quindi per avermi dato l&#8217;opportunit\u00e0 di farlo attraverso le vostre colonne. In alcune occasioni, come ad esempio in alcuni dibattiti parlamentari, questo desiderio di spiegare si \u00e8 scontrato con una certa mancanza di comprensione. Spero che questa intervista sia utile per chiarire il mio pensiero e per definire la dottrina Borrell.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo le polemiche suscitate dai suoi ultimi interventi, l&#8217;Alto rappresentante dell&#8217;Unione europea per la politica estera ha scelto le colonne del Grand Continent per spiegarsi. 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