a partire da 8 euro al mese<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\nI democratici hanno vinto le elezioni di medio termine, superando addirittura le previsioni dei sondaggi. Gli americani hanno votato in base a criteri economici o hanno respinto il progetto MAGA nel suo complesso?<\/h3>\n\n\n\n All\u2019uscita dalle urne, agli elettori \u00e8 stato chiesto di indicare i temi che erano stati pi\u00f9 determinanti e, secondo le diverse indagini, la risposta schiacciante \u00e8 stata \u00abl\u2019economia\u00bb. La seconda risposta pi\u00f9 frequente \u00e8 stata \u00abla democrazia\u00bb. Queste due questioni sono collegate: una democrazia indebolita porta spesso a un\u2019economia indebolita. Si tratta dei temi dominanti degli ultimi due anni, quindi questo risultato non \u00e8 del tutto inaspettato. C\u2019\u00e8 un\u2019enorme sfiducia nei confronti del Partito Repubblicano su queste due questioni, in particolare nei confronti del presidente Trump.<\/p>\n\n\n\n
I democratici possono interpretarlo come un\u2019adesione al loro programma, o si tratta semplicemente di un voto di protesta contro Donald Trump?<\/h3>\n\n\n\n Il fatto che si sia verificata una svolta a favore dei democratici di portata simile in numerose circoscrizioni diverse, su scala nazionale, dimostra chiaramente che non si tratta di un malcontento espresso nei confronti di singoli candidati, in Stati specifici. \u00c8 proprio la situazione generale a costituire un problema. \u00c8 chiaro che gli elettori esprimono il loro disaccordo con il progetto proposto dall\u2019amministrazione Trump. D\u2019altra parte, \u00e8 molto pi\u00f9 difficile determinare quali siano gli aspetti specifici che essi rifiutano.<\/p>\n\n\n\n
Non c\u2019\u00e8 forse anche un rifiuto della corruzione e delle disuguaglianze? Queste non distorcono forse il funzionamento dell\u2019economia e della politica?<\/h3>\n\n\n\n S\u00ec, senza ombra di dubbio. Durante le elezioni di medio termine, Elon Musk ha speso 474 milioni di dollari. Questo distorce la nostra vita politica. Ogni candidato deve ora chiedersi, anche solo per un istante, non cosa sia nell\u2019interesse del popolo americano, ma cosa possa piacere o meno a Elon Musk.<\/p>\n\n\n\n
La nostra democrazia non \u00e8 concepita per questo tipo di enorme disparit\u00e0 di risorse. Si pu\u00f2 rimanere sbalorditi dal fatto che un solo uomo investa 474 milioni di dollari nelle elezioni. Ma, se si fa il calcolo, ci\u00f2 che stupisce \u00e8 che non ne investa di pi\u00f9. Non dimenticate che dispone di un trilione di dollari. Potrebbe spendere 2.000 volte di pi\u00f9. \u00c8 sbalorditivo.<\/p>\n\n\n\n
Il voto \u00e8 dovuto innanzitutto al potere d’acquisto o a qualcosa di pi\u00f9 profondo?<\/h3>\n\n\n\n Il potere d\u2019acquisto \u00e8 infatti una delle principali preoccupazioni degli elettori. Ma quando le persone parlano delle loro paure economiche, ci\u00f2 \u00e8 in parte dovuto alla difficolt\u00e0 di arrivare a fine mese e in parte all\u2019ansia che provano riguardo al proprio futuro economico. La percentuale di persone che giudicano negativa la situazione economica del Paese non \u00e8 mai stata cos\u00ec alta, e di gran lunga.<\/p>\n\n\n\n
Cosa distingue questa situazione da quelle delle crisi economiche del passato?<\/h3>\n\n\n\n Ci troviamo in una situazione in cui la maggior parte delle nostre sfide economiche \u00e8 il risultato delle nostre stesse azioni. \u00c8 una situazione insolita. Ci\u00f2 solleva una domanda: se dovesse verificarsi qualcosa di grave, ci sarebbero le persone giuste al comando per proteggerci? L\u2019angoscia va oltre la questione del potere d\u2019acquisto per toccare un sentimento pi\u00f9 profondo: quello di non riuscire a squarciare la nebbia e a capire cosa ci riserva il futuro. Le cose che un tempo davamo per scontate sono ora minacciate.<\/p>\n\n\n\n
Molte delle difficolt\u00e0 che le persone devono affrontare sono ben reali, ma derivano direttamente dalle decisioni politiche dell\u2019amministrazione: nulla rendeva necessari i dazi doganali, l\u2019esplosione del deficit di bilancio, misure anti-immigrazione immediate e di grande severit\u00e0, una nuova guerra in Medio Oriente o un bilancio che rappresenta la pi\u00f9 grande ridistribuzione dalla base verso l\u2019alto mai realizzata in un unico testo di legge nella storia degli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n
Si tratta di un insieme di politiche economiche assolutamente devastanti, che riflettono un livello di incoerenza, corruzione e incompetenza superiore a qualsiasi cosa io abbia mai visto in vita mia.<\/p>\n\n\n\n
La politica in materia di immigrazione figura tra queste decisioni. Ciononostante, continua a godere del sostegno di gran parte dell\u2019elettorato repubblicano. <\/h3>\n\n\n\n Occorre distinguere due serie di questioni: una riguarda l\u2019immigrazione in quanto politica economica e le sue conseguenze, l\u2019altra il discorso.<\/p>\n\n\n\n
Vi parlo dallo Stato del Michigan, dove Abdul El-Sayed sta per diventare il primo senatore musulmano. Abbiamo vissuto un\u2019esperienza che, spero, nessun altro dovr\u00e0 mai subire: ogni volta che accendevo la televisione, mi trovavo di fronte a una vera e propria valanga di odio islamofobo. Esiste, o almeno esisteva, un consenso tra tutte le economie avanzate e tutti i paesi seri secondo cui l\u2019odio basato sulla razza, il colore della pelle, il genere, l\u2019orientamento sessuale o la religione non porta mai a nulla di buono. Non \u00e8 solo immorale in senso stretto: quando si alimenta l\u2019odio in questo modo, si creano divisioni sociali che possono portare al massacro di milioni di persone, come ha dimostrato la Seconda guerra mondiale.<\/p>\n\n\n\n
Ecco perch\u00e9 eravamo giunti a un accordo implicito secondo cui questa forma di odio non era mai ben accolta nella sfera pubblica e chiunque ne facesse commercio ne sarebbe stato escluso. Questo vale ancora in molti paesi. Eppure uno dei due principali partiti politici degli Stati Uniti accoglie a braccia aperte le posizioni pi\u00f9 estremiste, e abbiamo un presidente che ha definito El-Sayed un terrorista.<\/p>\n\n\n\n
Queste barriere, che consideravamo baluardi di decenza, sono crollate, e non so come si possa rimettere il genio nella bottiglia. In diverse occasioni, il mondo ha preso coscienza della futilit\u00e0 e del costo di un simile modo di pensare. \u00c8 anche vero che i leader politici hanno compreso quanto potesse essere vantaggioso dal punto di vista elettorale. Eravamo riusciti a frenare quest\u2019ultima tendenza ricordandoci quanto fosse costosa. Questo freno di sicurezza \u00e8 saltato, e nessuno di noi potr\u00e0 mai dimenticarlo. Questo per quanto riguarda il primo aspetto: il razzismo e l\u2019odio contro gli immigrati.<\/p>\n\n\n\n
E dal punto di vista economico? <\/h3>\n\n\n\n L\u2019amministrazione ha frenato ogni forma di immigrazione, ed \u00e8 proprio questo il problema. Le norme attualmente in vigore non vanno semplicemente a vantaggio n\u00e9 degli Stati Uniti n\u00e9 degli immigrati. Se dite a uno studente che desidera iscriversi all\u2019Universit\u00e0 del Michigan: \u00abPosso garantirti che otterrai un visto per il primo anno, ma non posso garantirti che, quando tornerai a casa per Natale, potrai tornare e terminare il tuo percorso di studi\u00bb, vorr\u00e0 studiare nel Michigan o a Cambridge, dove gli sar\u00e0 permesso di portare a termine i suoi studi? Il sistema si \u00e8 sempre basato su promesse implicite: se ti comporti bene, sarai il benvenuto. Questo vale per gli studenti, per gli imprenditori, per gli immigrati in generale. Se siamo un Paese incapace di mantenere queste promesse, tutti ne terranno conto quando si troveranno all\u2019aeroporto, nel momento in cui dovranno decidere verso quale Paese dirigersi. Gli Stati Uniti sono quindi diventati decisamente meno accoglienti per gli immigrati.<\/p>\n\n\n\n
Si tratta di una questione economica per molte ragioni, ma vorrei sottolinearne una in particolare. Gli immigrati sono diversi dagli altri \u2013 e lo dico in quanto immigrato anch\u2019io. Abbiamo lasciato tutto per partire dall\u2019altra parte del mondo alla ricerca di opportunit\u00e0. Questo va di pari passo con lo spirito imprenditoriale, l\u2019immaginazione e il senso dell\u2019innovazione. Portiamo con noi anche le culture, le usanze e i modi di pensare e di agire dei nostri paesi d\u2019origine, il che arricchisce il modo di pensare di questo paese.<\/p>\n\n\n\n
Studi molto autorevoli dimostrano il ruolo centrale che gli immigrati svolgono nella ricerca e nello sviluppo. Se si osservano le grandi aziende tecnologiche americane, si noter\u00e0 che quasi tutte hanno al centro della loro storia una figura di spicco proveniente dall\u2019immigrazione. Se il padre siriano di Steve Jobs si fosse sentito cos\u00ec poco ben accolto da decidere di trasferirsi in un altro paese, Apple non sarebbe un\u2019azienda americana. Fortunatamente, ci\u00f2 non \u00e8 accaduto. Ma non sappiamo chi sia la madre del prossimo Steve Jobs. Forse in questo preciso momento \u00e8 seduta all\u2019ufficio immigrazione, trattata in modo indegno, chiedendosi se non esista un posto migliore per lei.<\/p>\n\n\n\n
Cosa pu\u00f2 fare concretamente la nuova maggioranza democratica per correggere la rotta?<\/h3>\n\n\n\n Innanzitutto, in materia economica, la Costituzione attribuisce esplicitamente al Congresso il potere in materia di dazi doganali. Il presidente se lo \u00e8 o rubato, o appropriato, o preso in prestito. Il Congresso pu\u00f2 riprenderselo. Le misure doganali sono state estremamente impopolari; il presidente non sarebbe riuscito a farle approvare, nemmeno da un Congresso repubblicano, se ci avesse provato.<\/p>\n\n\n\n
Si pu\u00f2 anche sostenere che il potere in materia di politica estera spetti al presidente, ma che quello di dichiarare guerra spetti al Congresso. Gli Stati Uniti sono entrati in guerra senza una risoluzione del Congresso. \u00c8 ora che il Congresso decida se vuole entrare in guerra con l\u2019Iran.<\/p>\n\n\n\n
Riprendere il controllo sui dazi doganali e sulla guerra basterebbe a risolvere la crisi?<\/h3>\n\n\n\n No, si pongono altre questioni. L\u2019attuale deficit di bilancio \u00e8 il pi\u00f9 elevato della storia degli Stati Uniti, se si escludono i periodi di guerra o di recessione. Tuttavia, il bilancio deve essere approvato dal Congresso.<\/p>\n\n\n\n
L\u2019ultima volta \u00e8 stato approvato il \u201cOne Big Beautiful Bill\u201d. Sia la Camera che il Senato erano a maggioranza repubblicana. I repubblicani dei \u00abcountry club\u00bb hanno ottenuto ci\u00f2 che volevano e, in cambio, il presidente ha ottenuto ci\u00f2 che volevano i repubblicani del movimento MAGA. Hanno raggiunto un accordo. Ora ci troviamo in un mondo diverso, che, spero, ci consentir\u00e0 di arrivare a una politica di bilancio pi\u00f9 coerente.<\/p>\n\n\n\n
Per ridurre il deficit occorre aumentare le tasse o tagliare la spesa. I democratici sono pronti ad affrontare queste scelte impopolari?<\/h3>\n\n\n\n Il popolo americano deve affrontare un dibattito franco sui dati di bilancio. Se una situazione non pu\u00f2 durare \u2013 e ritengo che il nostro attuale deficit sia insostenibile \u2013, alla fine giunger\u00e0 al termine. Avverr\u00e0 in modo graduale o doloroso? Si tratta di compromessi difficili. Non voglio dettare a nessuno cosa pensare, ma chiudere gli occhi davanti alla realt\u00e0 non \u00e8 una soluzione.<\/p>\n\n\n\n
Con margini di bilancio cos\u00ec ridotti, su quali leve pu\u00f2 agire il Congresso per sostenere il potere d\u2019acquisto?<\/h3>\n\n\n\n L\u2019assicurazione sanitaria ne \u00e8 un esempio. Sono convinto che, prima di attaccare un\u2019idea, occorra immaginarne un\u2019altra, da contrapporre alla prima. Per quanto riguarda l\u2019Obamacare, i repubblicani non hanno fatto altro che attaccarlo e minarlo, tanto che oggi non solo il numero di persone che beneficiano di una copertura sanitaria \u00e8 diminuito, ma queste pagano anche di pi\u00f9. Ci\u00f2 ha un effetto immediato sul costo della vita: \u00e8 un aspetto della crisi di cui il Congresso potrebbe occuparsi.<\/p>\n\n\n\n
Baster\u00e0 ripristinare l\u2019Obamacare, o occorre riformare il sistema sanitario?<\/h3>\n\n\n\n Riformare il sistema sanitario \u00e8, a un certo livello, davvero semplice. Basta guardare cosa succede in altri paesi e constatare che alcuni di essi hanno trovato la formula giusta; se non l\u2019hanno trovata, in ogni caso sbagliano meno di noi. Vengo da un paese, l\u2019Australia, dove il sistema sanitario \u00e8 molto meno costoso, pi\u00f9 efficiente, pi\u00f9 umano, pi\u00f9 apprezzato e pi\u00f9 equo, e che produce risultati almeno altrettanto buoni. Non mi interessa quindi come chiamerete la vostra prossima serie di riforme sanitarie, ma se ci\u00f2 avvicina l\u2019America all\u2019Australia, allora pu\u00f2 funzionare: gli australiani e gli americani non sono poi cos\u00ec diversi. Da un punto di vista economico, la risposta \u00e8 la seguente: s\u00ec, esistono altri modelli, e s\u00ec, possono funzionare. L\u2019unica difficolt\u00e0 \u00e8 la politica. Ma \u00e8 proprio questo il punto.<\/p>\n\n\n\n
Aggiungerei solo che, in un settore come quello sanitario, occorre un\u2019idea per sconfiggerne un\u2019altra. Se volete sbarazzarvi del sistema attuale a favore di un sistema sanitario universale, difendete questa idea. Da parte mia, mi schiererei a favore del modello australiano [un’assicurazione sanitaria universale alla quale \u00e8 possibile aggiungere una privata per completare il rimborso delle spese mediche, ndt<\/em>]. L\u2019unica cosa che non funziona \u00e8 dire \u00abNon mi piace il sistema attuale\u00bb e poi minarlo in un modo che fa aumentare il costo dell\u2019assistenza sanitaria per milioni di persone ed esclude molti a causa dei prezzi, che \u00e8 esattamente ci\u00f2 che \u00e8 successo negli ultimi due anni. Quasi qualsiasi riforma sarebbe migliore di ci\u00f2 che stiamo facendo attualmente.<\/p>\n\n\n\nDi fronte a un presidente che mantiene il diritto di veto, il Congresso ha davvero i mezzi per agire?<\/h3>\n\n\n\n Il Congresso dovr\u00e0 ovviamente trovare un accordo con il presidente, e la questione rimane aperta. La maggioranza democratica \u00e8 abbastanza ampia da consentire un governo coerente, ma \u00e8 comunque necessario che il presidente firmi i suoi disegni di legge. Finora il presidente non ha mostrato alcun interesse per la collaborazione, nemmeno con un Congresso repubblicano, che ha praticamente ignorato. Cosa far\u00e0 allora con un Congresso democratico?<\/p>\n\n\n\n
Il presidente mantiene il controllo sull’esecutivo. I democratici non rischiano forse di limitarsi a fare ostruzionismo?<\/h3>\n\n\n\n La strada migliore da seguire per i democratici \u00e8 quella di trarre insegnamento da uno dei principali fallimenti di Trump: \u00e8 vero che \u00e8 riuscito a far approvare molte cose, ma non \u00e8 mai riuscito a convincere il popolo americano. Prendiamo l\u2019esempio dei dazi. Non ha mai cercato di convincerci della loro utilit\u00e0. Non si \u00e8 mai presentato davanti a noi, guardandoci negli occhi, per dire: \u00abEcco perch\u00e9 penso che i dazi siano una buona idea\u00bb. Non si \u00e8 mai preso il tempo di rispondere alle obiezioni che gli venivano mosse. Si limitava a dire: \u00abSono l\u2019uomo dei dazi, li applico e basta\u00bb. Normalmente, un presidente cerca di convincere il popolo della fondatezza delle proprie azioni. Penso che uno dei motivi per cui il contraccolpo \u00e8 stato cos\u00ec violento sia che il presidente ha adottato tutte queste misure senza mai convincere il popolo americano a sostenere la sua causa.<\/p>\n\n\n\n
Prendiamo ad esempio la guerra in Iran e confrontiamola con il momento in cui il presidente Bush entr\u00f2 in guerra in Iraq: trascorse mesi a preparare il suo dossier, a coinvolgerci tutti nelle sue discussioni e nelle sue riflessioni. Trump non ha fatto nulla di tutto ci\u00f2, e questo gli si \u00e8 ritorto contro. Quindi, se dovessi dare un consiglio, sarebbe questo: conducete i dibattiti ad alta voce, in pubblico, e conquistate il sostegno della popolazione alla vostra causa, perch\u00e9 \u00e8 da l\u00ec che alla fine arriver\u00e0 il sostegno politico.<\/p>\n\n\n\n
Al di l\u00e0 di questi scontri istituzionali, quali dovrebbero essere le priorit\u00e0 economiche dei prossimi due anni? <\/h3>\n\n\n\n \u00c8 fondamentale ripristinare il ruolo degli Stati Uniti nel mondo, il che solleva immediatamente la questione della guerra commerciale. La guerra commerciale non ha portato alcun beneficio agli Stati Uniti. Ha danneggiato noi, i nostri partner commerciali e il futuro degli Stati Uniti, poich\u00e9 rende pi\u00f9 difficile per il nostro Paese essere un partner commerciale, un amico o un alleato affidabile per un\u2019intera generazione. Si tratta di una serie di errori estremamente costosi, e ripristinare il nostro ruolo nel mondo implica probabilmente ripensare \u2013 ovvero porre fine alla \u2013 guerra commerciale.<\/p>\n\n\n\n
Lo stesso vale per l\u2019Iran. Non sono un esperto di politica estera, ma l\u2019unica cosa che mi sembra emergere dalla situazione con l\u2019Iran sono le difficolt\u00e0 economiche e una perdita di influenza per gli Stati Uniti. L\u2019Iran ha improvvisamente scoperto di poter tenere in ostaggio l\u2019economia mondiale attraverso lo stretto di Ormuz. Si tratta di un potere immenso che abbiamo accidentalmente rivelato loro, che in un certo senso abbiamo offerto loro, e che ha compromesso la nostra sicurezza. Dobbiamo quindi capire cosa stiamo cercando di fare esattamente. Se la risposta \u00e8 che ci rifiutiamo di ammettere la sconfitta perch\u00e9 \u00e8 in gioco l\u2019orgoglio di un vecchio, questo danneggia noi e danneggia le popolazioni della regione. \u00c8 meglio ferire i sentimenti di quel vecchio piuttosto che rovinare la vita di milioni di persone.<\/p>\n\n\n\n
Per quanto riguarda la tecnologia e l\u2019intelligenza artificiale, l\u2019amministrazione Trump ha optato per la deregolamentazione in nome dell\u2019innovazione. Quale dovrebbe essere il programma dei democratici? <\/h3>\n\n\n\n Ci sono due argomenti distinti: quelli che solo tre anni fa chiamavamo i \u201cgiganti della tecnologia\u201d e l\u2019intelligenza artificiale, che potrebbe benissimo essere la tecnologia pi\u00f9 rivoluzionaria della nostra vita.<\/p>\n\n\n\n
Il presidente oscilla tra due approcci nei confronti dell\u2019IA: o la ignora, oppure promette di non regolamentarla. Eppure, quando una tecnologia sta per trasformare le carriere, le comunit\u00e0, le reti di sicurezza sociale e l\u2019intera economia, limitarsi a dire che l\u2019unica cosa da fare \u00e8 non regolamentarla significa perdere un\u2019occasione. E ho la sensazione che l\u2019ansia che ognuno di noi prova di fronte al futuro spieghi in parte ci\u00f2 che abbiamo osservato durante le elezioni.<\/p>\n\n\n\n
\u00c8 difficile per i democratici fare di peggio che dire: \u00abLo ignorer\u00f2 e non far\u00f2 nulla, e poich\u00e9 non far\u00f2 nulla, impedir\u00f2 a chiunque, non solo al governo federale ma anche ai governi degli Stati, di agire in merito. \u00bb Questo significa non essere all\u2019altezza delle circostanze. I democratici si mobiliteranno e dimostreranno, a loro volta, di essere all\u2019altezza? In ogni caso, non faranno di peggio.<\/p>\n\n\n\n
Cosa devono fare per essere all’altezza?<\/h3>\n\n\n\n Ogni governo deve avere una visione coerente dell\u2019IA. Osservare il mondo che cambia e restare con le mani in mano, invece di cercare di plasmare uno strumento potente affinch\u00e9 ci sia pi\u00f9 utile, non solo \u00e8 assurdo, ma quasi certamente dannoso. Non vi dir\u00f2 nemmeno quale dovrebbe essere questa visione, ma non lasciate che questa rivoluzione tecnologica venga regolamentata da un vecchio che non l\u2019ha mai utilizzata. Abbiamo bisogno di una riflessione seria e coerente su come l\u2019IA stia ridefinendo le carriere, su come stia modificando le nostre esigenze in materia di rete di sicurezza sociale, su cosa significhi il contratto sociale nell\u2019era dell\u2019IA, sui rischi che si corrono, su come ridurli al minimo e su come massimizzarne i benefici. \u00c8 un dibattito di fondamentale importanza. Se non dedichiamo la maggior parte del nostro tempo a discuterne, significa che stiamo sbagliando strada su molti punti.<\/p>\n\n\n\n
L’intelligenza artificiale solleva tutta una serie di questioni molto complesse. Potrebbe realizzare cose straordinarie, alle quali non vorremmo certo ostacolare. Ad esempio, se esistesse un’intelligenza artificiale in grado di mettere a punto una cura per la malattia di cui soffre attualmente vostra nonna, chi vorrebbe impedirlo?<\/p>\n\n\n\n
Ma l\u2019intelligenza artificiale trasformer\u00e0 anche il mercato del lavoro in cui i nostri figli entreranno dopo aver conseguito il diploma, in un modo che appare molto spiacevole e molto incerto. Tali trasformazioni potrebbero minacciare il benessere di un\u2019intera generazione. Chi lo vorrebbe?<\/p>\n\n\n\n
Gran parte della crescita statunitense si basa sull\u2019intelligenza artificiale. Siamo in una bolla speculativa?<\/h3>\n\n\n\n Se avessi saputo che si trattava di una bolla, avrei venduto allo scoperto tutte le azioni e sarei l\u2019uomo pi\u00f9 ricco che abbiate mai incontrato. Attualmente ci sono tante persone che acquistano azioni legate all\u2019IA quante ne vendono; quindi ci sono tante persone che credono nel futuro dell\u2019IA quante ne pensano che sia in qualche modo compromesso.<\/p>\n\n\n\n
Mi sembra possibile che l\u2019IA meriti di essere valorizzata come lo \u00e8 oggi? S\u00ec. Mi sembra possibile che sia oggetto di una sopravvalutazione? S\u00ec. Dire di pi\u00f9 di cos\u00ec \u00e8 quasi impossibile. Non credo quindi che qualcuno sappia se ci troviamo o meno in una bolla.<\/p>\n\n\n\n
Bisogna comunque prendere sul serio questo rischio?<\/h3>\n\n\n\n S\u00ec. Ogni volta che si osserva un\u2019estrema concentrazione degli investimenti, la scoperta di un semplice fatto \u2013 ad esempio, che questi modelli non sono cos\u00ec efficaci come si pensava \u2013 potrebbe far crollare un immenso castello di carte. Se si trattasse di un castello di carte piccolissimo, chi se ne preoccuperebbe? Ma quando c\u2019\u00e8 una fonte concentrata di crescita economica, bisogna temere un crollo, ed \u00e8 proprio questo che dovrebbe preoccuparci.<\/p>\n\n\n\n
Come prepararsi a questa eventualit\u00e0?<\/h3>\n\n\n\n Bisogna assicurarsi che chi scommette sulle aziende che operano nel settore dell\u2019IA sia anche chi si assumer\u00e0 la perdita in caso di fallimento. Se scommetto 100 dollari sui Red Sox e loro perdono, il governo non viene in mio soccorso. Bisogna essere chiari: se scommettete 100 dollari su OpenAI e il prezzo delle azioni crolla, lo Stato non interverr\u00e0 per salvarvi.<\/p>\n\n\n\n
Occorre inoltre assicurarsi che il resto del sistema finanziario sia sufficientemente solido affinch\u00e9, in caso di fallimento delle aziende del settore dell\u2019IA, le numerose persone che perderanno il lavoro non trascinino il resto dell\u2019economia nella loro caduta. Personalmente, spero e credo che il sistema sia sufficientemente solido.<\/p>\n\n\n\n
Ci\u00f2 che bisogna evitare \u00e8 quel tipo di contagio finanziario che abbiamo vissuto durante l\u2019ultima crisi finanziaria. La buona notizia \u00e8 che abbiamo superato quella crisi ormai quasi 18 anni fa; spero quindi che ne abbiamo tratto alcuni insegnamenti e che l\u2019ingegneria finanziaria, gli sviluppi normativi e le istituzioni istituite per ridurre le interconnessioni all\u2019origine del contagio funzionino.<\/p>\n\n\n\n
Quindi s\u00ec, dovremmo preoccuparci, ma non so se chi dovrebbe preoccuparsi lo stia facendo.<\/p>\n\n\n\n
E per quanto riguarda la questione della sicurezza?<\/h3>\n\n\n\n Dobbiamo preoccuparci seriamente delle potenziali conseguenze dell\u2019IA in termini di sicurezza: porter\u00e0 al crollo delle grandi aziende, dei governi, ecc.? Dobbiamo preoccuparci del fatto che gli attori malintenzionati dispongano ormai di alcuni degli strumenti pi\u00f9 potenti che l\u2019umanit\u00e0 abbia mai conosciuto. \u00c8 quindi necessario garantire che tali strumenti siano soggetti a limitazioni o che non finiscano nelle mani sbagliate.<\/p>\n\n\n\n
Anche il mantenimento della concorrenza solleva questioni importanti in questo ambito. Se ci ritrovassimo in un mondo con un unico fornitore di IA, questi farebbe improvvisamente lievitare i prezzi in modo vertiginoso: voi e io ne usciremmo perdenti, mentre lui intascerebbe tutti i profitti.<\/p>\n\n\n\n
Dovremmo abbandonare l\u2019ortodossia economica e inventare forme di remunerazione collettiva, una sorta di \u00abdividendo dell\u2019IA\u00bb?<\/h3>\n\n\n\n Abbiamo bisogno di programmi che tengano conto del fatto che questa IA \u00e8 stata addestrata grazie al nostro lavoro e a quello delle generazioni che ci hanno preceduto. Questo lavoro, al momento, non viene n\u00e9 riconosciuto n\u00e9 retribuito. Ci\u00f2 ci offre l\u2019opportunit\u00e0 di mettere in atto alcune delle forme di ridistribuzione di cui potremmo aver bisogno.<\/p>\n\n\n\n
Ha qualche esempio?<\/h3>\n\n\n\n Dobbiamo capire che cos\u2019\u00e8 il lavoro. I primi livelli della carriera saranno probabilmente i primi a essere eliminati: i computer possono sostanzialmente fare ci\u00f2 che \u00e8 in grado di fare un neolaureato, ma non possono fare ci\u00f2 che \u00e8 in grado di fare un socio senior. Come ricostruire e ripensare i percorsi professionali? \u00c8 una questione che riguarda il mondo degli affari. La sfida per il governo \u00e8 capire come ricostruire una rete di sicurezza sociale e un sistema educativo adeguati a questo nuovo mondo. E questo \u00e8 solo l\u2019inizio. Se si considera che l\u2019intelligenza artificiale potrebbe trasformare l\u2019economia come forse ha fatto la Rivoluzione industriale, si comprende la portata del lavoro che ci attende tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"
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L'economia dell'ondata democratica negli Stati Uniti - Il Grand Continent<\/title>\n \n \n \n \n \n \n \n \n \n \n\t \n\t \n\t \n \n \n \n \n\t \n\t \n\t \n