{"id":54983,"date":"2026-11-03T10:28:14","date_gmt":"2026-11-03T09:28:14","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=54983"},"modified":"2026-11-03T12:49:16","modified_gmt":"2026-11-03T11:49:16","slug":"il-piano-dellestrema-destra-tedesca-per-mettere-leuropa-al-servizio-di-berlino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/11\/03\/il-piano-dellestrema-destra-tedesca-per-mettere-leuropa-al-servizio-di-berlino\/","title":{"rendered":"Il piano dell&#8217;estrema destra tedesca per mettere l&#8217;Europa al servizio di Berlino"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"intro\">Mercoled\u00ec 21 ottobre l\u2019AfD ha presentato un programma per lo smantellamento dell\u2019Unione europea nel caso in cui nel 2029 si formasse una maggioranza \u00abpatriottica e di destra\u00bb al Parlamento europeo. Il testo, lungo 14 pagine, \u00e8 stato elaborato dalla delegazione parlamentare dell\u2019AfD, che fa parte del gruppo ESN, i cui 27 deputati costituiscono il gruppo pi\u00f9 piccolo del Parlamento europeo. Il partito di estrema destra concepisce la propria strategia in funzione di due circostanze elettorali: la conquista del potere in Germania e un\u2019alleanza delle destre populiste e nazionaliste in Parlamento. L\u2019AfD auspica un\u2019Europa-fortezza, ma un\u2019Unione svuotata di ogni sostanza, che si dissolverebbe di fronte al principio sistematicamente ribadito della sovranit\u00e0 del popolo, che si esprime sempre e solo in ambito nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Sebbene il programma riprenda alcune delle misure sostenute dall\u2019estrema destra, include anche tematiche specificamente tedesche, dalla difesa degli interessi finanziari all\u2019insistenza sul diritto di utilizzare il contante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Il concetto di \u201cDexit\u201d, talvolta utilizzato dalla presidente dell\u2019AfD Alice Weidel sulla scena politica interna, non emerge immediatamente in questo programma, ma piuttosto come un\u2019ultima possibile risorsa. Se i negoziati dovessero fallire, l\u2019AfD afferma di voler restituire la decisione al popolo attraverso un referendum sull\u2019Unione europea, qualora dovesse perdere il braccio di ferro con i propri partner. Durante la conferenza stampa, la presidente del partito non ha confermato la strategia riguardo alla moneta unica espressa nel programma&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-54983' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/11\/03\/il-piano-dellestrema-destra-tedesca-per-mettere-leuropa-al-servizio-di-berlino\/#easy-footnote-bottom-1-54983' title='AfD: Weidel vuole privare Bruxelles del potere e presenta un piano radicale per una nuova UE, Die Welt, 21 ottobre 2026.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Il piano prevede un riorientamento istituzionale, finanziario e ideologico dell\u2019Europa: la fine dell\u2019elezione diretta del Parlamento europeo a suffragio universale, la centralit\u00e0 del Consiglio europeo e la riduzione del ruolo della Commissione a quello di semplice esecutore amministrativo delle decisioni di quest\u2019ultimo. Il partito prevede inoltre l\u2019abolizione o il \u00abridimensionamento\u00bb di gran parte delle direzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Il testo utilizza l\u2019espressione \u00abUnione europea\u00bb solo in senso negativo, e generalmente al passato, e menziona solo \u00abl\u2019Europa\u00bb e il \u00ablivello europeo\u00bb (<em>Europ\u00e4ische Ebene<\/em>) quando si parla della nuova forma da attribuirle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Il programma si presenta anche come una serie di rifiuti rivolti all\u2019Unione europea contro una presunta estensione illimitata dei suoi ambiti di competenza e propone una restrizione radicale degli ambiti condivisi: mercato comune, frontiere esterne, armamenti, ricerca e tecnologia e tutela del patrimonio culturale comune. Al di fuori di questi ambiti, l\u2019AfD prevede competenze condivise altrettanto limitate e respinge tutto il resto. Tuttavia, il programma si basa su presupposti in gran parte irrealistici che renderebbero la cooperazione europea del tutto inefficace, anche nei settori che l\u2019AfD intende mantenere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">L\u2019AfD propone un\u2019Europa delle nazioni priva di qualsiasi volont\u00e0 normativa in ambito culturale, sociale o ecologico. La minaccia del diritto di recesso, denominato nel testo \u00abOpt-Out\u00bb, funge da strategia di ricatto permanente.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\">La riorganizzazione della cooperazione europea: nazioni sovrane, Europa comune<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prefazione: Un\u2019Europa delle nazioni come obiettivo della politica tedesca<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel 2029 potrebbe verificarsi ci\u00f2 che finora abbiamo appena osato immaginare: una maggioranza patriottica e di destra al Parlamento europeo \u00e8 a portata di mano. Ci\u00f2 rende possibile un cambiamento di rotta fondamentale per l\u2019Europa. Dobbiamo cogliere questa opportunit\u00e0 storica. Non solo per apportare ritocchi superficiali, ma per una riorganizzazione radicale della cooperazione europea. Gli errori commessi nello sviluppo dell\u2019Unione europea e della moneta unica sono cos\u00ec profondi che alcune riforme non sarebbero sufficienti. Una maggioranza patriottica di destra deve quindi attuare cambiamenti sostanziali. Vogliamo rinegoziare i trattati europei!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Mentre la richiesta di una modifica dei trattati europei \u00e8 stata al centro del movimento filoeuropeo negli ultimi decenni, \u00e8 interessante notere che l\u2019AfD la riprende come base strumentale di un programma di riforma sovranista. In questo modo ribalta la narrativa filoeuropea a vantaggio della propria \u00abagenda patriottica\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Le competenze europee devono limitarsi ai settori in cui i vantaggi concreti sono evidenti. La loro missione consiste innanzitutto nella protezione effettiva delle frontiere esterne dell\u2019Europa, nel mercato comune, nella lotta transfrontaliera alla criminalit\u00e0, nonch\u00e9 nella cooperazione e nel coordinamento in materia di politica di sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa riorganizzazione avr\u00e0 inevitabilmente conseguenze finanziarie e istituzionali. Il bilancio a livello europeo subir\u00e0 una forte riduzione e l\u2019apparato amministrativo europeo verr\u00e0 drasticamente snellito. La Germania deve smetterla di ricoprire da decenni lo stesso ruolo, quello di tesoriere costretto a versare contributi eccessivi!<\/p>\n\n\n\n<p>Anche l\u2019architettura della moneta unica deve essere profondamente trasformata. \u00c8 necessario ripristinare i criteri di stabilit\u00e0 originari del Trattato di Maastricht come fondamento dell\u2019euro e il diritto di voto di un paese in seno al Consiglio della BCE deve essere proporzionale alle sue dimensioni. La Germania deve ricevere un diritto di voto commisurato al proprio peso finanziario ed economico. I saldi TARGET negoziati all\u2019interno dell\u2019area dell\u2019euro vengono aboliti e sostituiti da titoli patrimoniali regolari. Nell\u2019unione monetaria viene introdotto un regolamento in materia di insolvenza e la BCE torna alla sua neutralit\u00e0 in materia di politica monetaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e9 questo processo negoziale \u00e8 in corso, le possibilit\u00e0 di \u201copt-out\u201d \u2013 come quelle utilizzate da Danimarca, Svezia, Polonia e altri Stati membri \u2013 rappresentano lo strumento privilegiato per proteggere la Germania dai danni (sovranit\u00e0 cooperativa). Queste disposizioni di opt-out possono essere utilizzate affinch\u00e9 la Germania non sia costretta a partecipare a politiche di ampia portata e particolarmente dannose per il nostro Paese, come l\u2019assegnazione di immigrati privi del diritto di soggiorno in Germania ai sensi degli accordi di Dublino, o i prestiti dell\u2019Unione europea garantiti in solido.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">L\u2019idea di \u00absemplicemente\u00bb ritirarsi (Opt-Out) da alcune politiche dell\u2019Unione europea mostra come funziona la retorica dell\u2019AfD sull\u2019Europa: promettere che sia possibile mantenere solo le politiche ritenute conformi agli interessi tedeschi. A questo proposito, gli esempi di Danimarca, Svezia e Polonia sono fuorvianti, poich\u00e9 i rispettivi Opt-Out sono stati decisi prima dell\u2019integrazione di tali politiche (come nel settore della giustizia e degli affari interni e nell\u2019Eurosistema).<\/p>\n\n\n\n<p>Il 2029 potrebbe quindi rappresentare una svolta storica. Se dovesse risultare che, nonostante un governo tedesco con la partecipazione dell\u2019AfD e maggioranze favorevoli, la trasformazione sostanziale dell\u2019Unione europea sia impossibile, la decisione dovr\u00e0 spettare a chi, in democrazia, detiene il potere di ultima istanza: il popolo. A quel punto il popolo tedesco dovr\u00e0 scegliere autonomamente la via europea che la Germania intraprender\u00e0. Il 2029 \u00e8 un anno storico, che ci permette di trasformare un\u2019Europa ancora centralizzata in un\u2019Europa delle nazioni sovrane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Ci\u00f2 illustra l\u2019evoluzione pi\u00f9 generale dell\u2019approccio dell\u2019AfD nei confronti dell\u2019Unione europea: in occasione del congresso del 2025 a Riesa, il partito aveva sostenuto la posizione di un\u2019uscita dall\u2019Unione europea al fine di costruire una \u00abConfederazione delle nazioni europee\u00bb. Ci\u00f2 che si osserva oggi, con questo programma e la presentazione delle idee di Alice Weidel a Strasburgo, \u00e8 che l\u2019AfD sta cercando di trasformare l\u2019Unione dall\u2019interno.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Capitolo II: Ripartizione delle competenze, responsabilit\u00e0 europee e nazionali<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019insidiosa espansione delle competenze europee in ambiti che riguardano l\u2019autodeterminazione nazionale e la garanzia della loro esistenza \u00e8 alla base della perdita di fiducia nell\u2019Unione europea. Un\u2019Europa pronta per il futuro ha bisogno di due cose: un confine netto tra le vere missioni comuni e le competenze nazionali, e uno strumento efficace che imponga tale confine in caso di controversia. Lo strumento \u00e8 la \u00abnon partecipazione\u00bb, l\u2019\u00abopt-out\u00bb sovrano.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1. Il diritto di recesso (\u201cOpt-Out\u201d, N.d.T.) come correzione dell\u2019organizzazione delle competenze<\/h3>\n\n\n\n<p>Quando l\u2019Unione europea oltrepassa i propri compiti fondamentali e interviene senza giustificazione nelle competenze nazionali senza che ci\u00f2 produca un valore aggiunto comune identificabile, gli Stati membri hanno il diritto di non partecipare. La Danimarca, l\u2019Irlanda, la Polonia e, fino al 2020, il Regno Unito hanno dimostrato che i percorsi autonomi (<em>Sonderwege<\/em>) garantiti dai trattati non indeboliscono la cooperazione europea, ma al contrario la rafforzano. Essi costringono l\u2019Unione ad autolimitarsi su ci\u00f2 che richiede realmente una norma comune. La Germania utilizzer\u00e0 in futuro questo strumento con determinazione \u2013 non come una ritirata o una fuga, ma come una correzione al servizio di un\u2019Europa comune, che agisce solo quando ci\u00f2 va a diretto beneficio dei suoi popoli.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2. I compiti fondamentali di una vera cooperazione europea<\/h3>\n\n\n\n<p>Nei seguenti settori, l\u2019azione comune \u00e8 espressione della sussidiariet\u00e0 e non ne costituisce una violazione: si tratta infatti dei settori in cui la cooperazione europea apporta un comprovato valore aggiunto:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Il mercato interno come spazio di libert\u00e0 economica<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Siamo favorevoli al libero scambio di beni, servizi, capitali e persone, nella misura in cui ci\u00f2 vada a vantaggio dei nostri popoli. Il mercato interno deve essere liberato dalle catene che ne ostacolano lo sviluppo economico. Anzich\u00e9 ricorrere a un eccesso di regolamentazione burocratica come il Green Deal, il REACH o le direttive ESG, puntiamo a liberare il potenziale economico dei nostri imprenditori e dei nostri lavoratori e a preservare il nostro tessuto industriale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Contrariamente a quanto affermato in passato, l\u2019AfD potrebbe ricorrere pi\u00f9 spesso a una visione costruttiva dell\u2019Unione europea. Il testo menziona addirittura la libera circolazione dei lavoratori, che non figurava nei precedenti programmi del partito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">D\u2019altra parte, queste rivendicazioni non potranno andare a buon fine se il bilancio europeo verr\u00e0 drasticamente ridotto, come chiede l\u2019AfD.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Lo scudo del continente: una protezione efficace delle nostre frontiere esterne<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La sovranit\u00e0 \u00e8 impensabile senza l\u2019integrit\u00e0 fisica delle frontiere. La protezione senza compromessi delle frontiere esterne dell\u2019Unione europea non \u00e8 un\u2019opzione, ma un dovere esistenziale. Solo una difesa rafforzata delle frontiere pu\u00f2 garantire la sicurezza interna, lo Stato di diritto e l\u2019identit\u00e0 culturale del nostro continente. \u00c8 il fondamento su cui poggiano la fiducia e l\u2019ordine nel nostro continente.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>&nbsp;<strong>Tutela del patrimonio naturale europeo<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La tutela dell\u2019aria, dei corsi d\u2019acqua e della biodiversit\u00e0 \u00e8 la tutela della nostra patria (Heimat) naturale. Laddove gli spazi naturali non si fermano ai confini naturali \u2013 come nel caso della pulizia dei nostri grandi fiumi o della protezione dei banchi di pesci nei nostri mari \u2013 coordiniamo la nostra azione con determinazione. Garantiamo il patrimonio naturale europeo per le generazioni future.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Armamenti e tecnologia della difesa<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Una vera autonomia strategica richiede di rinunciare alle dipendenze energetiche, in particolare nei confronti delle potenze extraeuropee. Puntiamo sulla cooperazione tra le industrie della difesa degli Stati sovrani: attraverso lo sviluppo comune in settori chiave come i sistemi di droni o l\u2019intelligenza artificiale per la sicurezza e attraverso l\u2019acquisto prioritario reciproco, uniamo le nostre forze per creare un arsenale comune delle nazioni. La cooperazione serve in questo caso all\u2019affermazione tecnologica e al potenziamento industriale, mentre il comando dei soldati rimane necessariamente nelle mani degli Stati.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>&nbsp;<strong>Ricerca e tecnologia<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Per poter determinare autonomamente il proprio futuro, l\u2019Europa deve porre fine alla propria dipendenza tecnologica dalle potenze extraeuropee. Uniamo le nostre forze nella ricerca d\u2019avanguardia: dall\u2019esplorazione spaziale alle innovazioni mediche rivoluzionarie, dallo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale propri alle fonti energetiche del futuro. L\u2019Europa deve essere un centro di eccellenza, che affermi la propria libert\u00e0 attraverso progressi tecnologici.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Tutela del nostro patrimonio occidentale-cristiano<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019identit\u00e0 del nostro continente si manifesta in una diversit\u00e0 materiale e spirituale unica: essa trae vita dall\u2019unicit\u00e0 delle sue lingue, dalla profondit\u00e0 della sua filosofia e della sua cultura giuridica, dalla grandezza della sua musica, nonch\u00e9 dalle sue cattedrali e dai luoghi in cui la nostra storia \u00e8 stata scolpita nella pietra. La tutela del nostro patrimonio nel suo insieme \u00e8 un dovere nei confronti della nostra storia e dei nostri discendenti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3. Non partecipazione a livello nazionale: nei casi in cui la Germania si avvale del proprio diritto di recesso (\u201cOpt-Out\u201d, N.d.T.)<\/h3>\n\n\n\n<p>Nei seguenti ambiti, l\u2019Unione europea non dispone della legittimazione derivante dai trattati e dalla democrazia per un\u2019azione centralizzata: la Germania si impegna pertanto a favore di una rinegoziazione fondamentale dei trattati europei per riportare tali competenze in modo duraturo e ufficiale a livello nazionale, in conformit\u00e0 con il principio del diritto dell\u2019Unione dell\u2019autorizzazione caso per caso (Einzelerm\u00e4chtigung), secondo il quale ogni competenza non espressamente delegata rimane di competenza degli Stati membri. Finch\u00e9 tale riorganizzazione non sar\u00e0 stata completata mediante un trattato, nei settori in cui l\u2019Europa cerca di interferire nel cuore della sovranit\u00e0 nazionale, la Germania far\u00e0 risolutamente uso del proprio diritto di non partecipazione, il diritto di recesso (\u00abOpt-Out\u00bb, N.d.T.):<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>La politica fiscale e sociale<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019organizzazione dello Stato sociale e la riscossione delle imposte costituiscono il nucleo inalienabile dell\u2019autodeterminazione democratica. Rifiutiamo qualsiasi forma di armonizzazione sociale europea. Con noi non ci saranno n\u00e9 un salario minimo europeo, n\u00e9 un\u2019assicurazione contro la disoccupazione europea, n\u00e9 un fondo sociale sovranazionale. La garanzia dell\u2019autonomia delle parti sociali a livello nazionale e la tutela della nostra struttura economica hanno la priorit\u00e0 assoluta rispetto all\u2019egualitarismo e a uno Stato sociale imposto dall\u2019Unione europea.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Migrazione e asilo<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Decidere chi entra nel nostro territorio e chi vi rimane \u00e8 la caratteristica pi\u00f9 fondamentale della sovranit\u00e0 dello Stato. Sosteniamo espressamente una cooperazione volta a garantire una protezione senza lacune delle frontiere esterne, nonch\u00e9 soluzioni europee per il trasferimento delle procedure di asilo in Stati terzi. Ma ci\u00f2 che rifiutiamo categoricamente \u00e8 la gestione intraeuropea della migrazione a scapito della capacit\u00e0 di agire delle nazioni. La Germania non prender\u00e0 pi\u00f9 parte ad alcun meccanismo di ripartizione o di quote relative ai richiedenti asilo. Sulla base del modello della deroga concessa alla Danimarca, esigiamo un \u00abopt-out\u00bb che ci garantisca capacit\u00e0 illimitate di respingimento alle frontiere. La cooperazione europea \u00e8 necessaria alle frontiere, ma la decisione in ultima istanza alla frontiera tedesca deve rimanere sovrana.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>La politica di sicurezza e difesa<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La decisione in materia di guerra e pace costituisce l\u2019aspetto fondamentale della sovranit\u00e0 statale e non pu\u00f2 mai essere delegata a istituzioni sovranazionali; ci opponiamo fermamente a un esercito dell\u2019Unione europea con un comando centrale o alla messa in comune della politica di difesa. La riserva parlamentare costituzionale e il comando nazionale esercitato dal Parlamento sulle nostre forze armate (<em>Parlamentsheer<\/em>, NDT) sono intangibili. La Germania non parteciper\u00e0 ad alcuna struttura militare sovranazionale che eroda le catene di comando nazionali e sottoponga i soldati tedeschi a dottrine operative straniere.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>L&#8217;ingerenza nelle questioni sociali<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Il livello europeo non ha alcun mandato per modificare gli ordinamenti sociali ereditati dalla storia e dalla cultura dei suoi Stati membri. Rifiutiamo di partecipare a programmi che, con il pretesto dei \u00abvalori\u00bb o della \u00absociet\u00e0 civile\u00bb, impongono un controllo ideologico nelle politiche di genere, sul clima o sulla famiglia. Il finanziamento di reti politiche e ONG con fondi europei costituisce un abuso di fondi pubblici e non sar\u00e0 n\u00e9 sostenuto n\u00e9 tollerato dalla Germania.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>&nbsp;<strong>La ripartizione e i contributi permanenti<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La vera solidariet\u00e0 presuppone la responsabilit\u00e0 individuale. Rifiutiamo l\u2019insidiosa creazione di un\u2019unione dei trasferimenti in Europa. Non pu\u00f2 esistere una logica di coesione che mascheri l\u2019insufficiente competitivit\u00e0 con sovvenzioni permanenti. I trasferimenti finanziari senza una contropartita concreta e misurabile e senza riforme strutturali consolidano le dipendenze e saranno quindi bloccati da un veto tedesco. Queste riserve non sono un miscuglio di rivendicazioni individuali, ma l\u2019applicazione coerente di un principio politico: ogni competenza che non rientri nel nucleo delle vere missioni dell\u2019Europa spetta necessariamente alla nazione. Per garantire in modo duraturo questo principio di restituzione nel diritto primario, la rinegoziazione dei trattati europei ai sensi dell\u2019articolo 48 del TUE \u00e8 l\u2019obiettivo essenziale \u2013 che, se necessario, otterremo nel periodo di transizione attraverso un diritto di recesso (\u00abOpt-Out\u00bb, NDT) tedesco. Le modalit\u00e0 per sancire giuridicamente questo strumento e la sua applicazione nei diversi ambiti politici sono illustrate nella tabella di marcia del capitolo VII.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Ci\u00f2 non sar\u00e0 ben accolto dai \u00abpartner patrioti\u00bb dell\u2019AfD all\u2019interno del gruppo ESN, provenienti dalla Polonia, dalla Repubblica Ceca e da altri paesi.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/11\/SIPA_sipahub60233537_000001-scaled.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1707\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/11\/SIPA_sipahub60233537_000001-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/11\/SIPA_sipahub60233537_000001-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/11\/SIPA_sipahub60233537_000001-1340x893.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/11\/SIPA_sipahub60233537_000001-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Alice Weidel (al centro), copresidente dell&#8217;AfD, e i deputati europei dell&#8217;AfD Ren\u00e9 Aust (a destra) e Alexander Sell (a sinistra), a Strasburgo, il 21 ottobre 2026.<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Capitolo III: Architettura istituzionale: un parlamento delle nazioni<\/h2>\n\n\n\n<p>Un\u2019organizzazione delle competenze che esiste solo sulla carta, ma che non \u00e8 radicata nelle istituzioni e nella sovranit\u00e0 del popolo, rimane priva di effetto. L\u2019attuale struttura amministrativa dell\u2019Unione europea \u00e8 caratterizzata da una dispersione delle responsabilit\u00e0, da una Commissione fuori controllo, da una prassi legislativa che garantisce un accesso privilegiato alle lobby e da un Parlamento scarsamente collegato alle nazioni, ed \u00e8 quindi totalmente fuori controllo. Una riorganizzazione istituzionale dell\u2019Unione europea deve garantire che i limiti stabiliti nel Capitolo II tra le competenze nazionali ed europee siano applicabili anche in termini democratici.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1. Una legittimazione democratica da parte dei parlamenti nazionali<\/h3>\n\n\n\n<p>Vogliamo un\u2019Europa delle nazioni sovrane. Pertanto, il Parlamento europeo non deve pi\u00f9 essere eletto a suffragio diretto, ma essere composto da deputati inviati da ciascuna delle nazioni. Ogni rappresentanza nazionale elegge i propri delegati in base alle maggioranze presenti in ciascun paese e trasmette cos\u00ec direttamente la propria legittimazione democratica al lavoro in commissione (<em>Gremienarbeit<\/em>, NDT) a livello europeo. In questo modo il Parlamento rimane legato ai cittadini delle nazioni invece di sviluppare una propria logica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Il progetto dell\u2019AfD prevede un ritorno alla situazione precedente al 1979 per il Parlamento europeo, al quale viene negata ogni forma di legittimit\u00e0 democratica nonostante sia stato eletto a suffragio universale. Poich\u00e9, secondo la concezione del partito, ogni democrazia si fonda esclusivamente sulla nazione, la creazione di partiti e gruppi transnazionali tra i deputati a Strasburgo \u00e8 per sua natura antidemocratica.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2. Competenze ben definite: il Consiglio decide, la Commissione amministra<\/h3>\n\n\n\n<p>Il Consiglio europeo diventa l\u2019organo decisionale centrale: i capi di Stato e di governo negoziano e decidono direttamente. La Commissione \u00e8 limitata a un ruolo di coordinamento e di esecuzione e non agisce pi\u00f9 come un governo de facto. La maggior parte delle direzioni generali e delle agenzie viene drasticamente snellita, le strutture superflue vengono sciolte e le competenze sovrapposte vengono fuse. Un controllo regolare e una soppressione sistematica degli atti giuridici dell\u2019Unione europea garantiscono che gli Stati membri mantengano il loro potere decisionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Ci\u00f2 significa che il Consiglio europeo diventerebbe l\u2019organo esecutivo dell\u2019Unione europea: proporrebbe e adotterebbe la legislazione. La Commissione europea verrebbe privata del proprio potere esecutivo e ridotta a un organo di coordinamento posto sotto l\u2019autorit\u00e0 del Consiglio europeo. Ci\u00f2 andrebbe contro l\u2019essenza stessa dell\u2019integrazione europea cos\u00ec come la conosciamo, poich\u00e9 Jean Monnet aveva deliberatamente concepito l\u2019Alta Autorit\u00e0 come un\u2019istituzione indipendente, chiaramente orientata verso una prospettiva autenticamente europea, al di l\u00e0 degli interessi nazionali. Questo legame con un bene comune europeo pi\u00f9 ampio verrebbe meno con un simile assetto istituzionale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3. Prevalenza del diritto nazionale<\/h3>\n\n\n\n<p>Le costituzioni nazionali prevalgono sul diritto secondario europeo, purch\u00e9 quest\u2019ultimo non riguardi i veri compiti fondamentali dell\u2019Unione europea. Nell\u2019ambito dei compiti fondamentali \u2013 in particolare il mercato interno \u2013 il diritto europeo \u00e8 unico e vincolante per tutti gli Stati membri: solo cos\u00ec pu\u00f2 funzionare uno spazio economico comune. La priorit\u00e0 del diritto nazionale si applica quindi proprio laddove l\u2019Unione europea oltrepassi le competenze che le sono state conferite dai trattati e interferisca con il cuore della sovranit\u00e0 nazionale \u2013 non laddove gli Stati membri le abbiano consapevolmente affidato una competenza normativa. La Corte di giustizia dell\u2019Unione europea sar\u00e0 trasformata in un tribunale arbitrale europeo, che interverr\u00e0 esclusivamente come organo interstatale in questioni ben definite del diritto dei trattati europei nell\u2019ambito delle competenze trasferite, e non in materia di competenze nazionali o costituzionali. Gli articoli 4 e 5 del TUE saranno modificati di conseguenza, affinch\u00e9 la portata delle competenze e la sovranit\u00e0 interpretativa nazionale siano garantite giuridicamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Qui si ritrova la logica dell\u2019Europa \u00ab\u00e0 la carte\u00bb: mantenere un ordine giuridico europeo unificato laddove lo si ritenga necessario, come nel mercato unico (una dichiarazione tanto pi\u00f9 interessante in quanto l\u2019AfD voleva ancora uscirne appena due anni fa), stabilendo al contempo il primato del diritto nazionale nei settori in cui l\u2019Unione europea eccede le proprie competenze, cosa su cui si pronuncerebbe il futuro tribunale arbitrale europeo (al posto della Corte di giustizia dell\u2019Unione europea).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">4. Il quadro giuridico relativo al diritto di recesso (\u201cOpt-Out\u201d)<\/h3>\n\n\n\n<p>Affinch\u00e9 le riserve nazionali menzionate nel capitolo II non rimangano semplici dichiarazioni d\u2019intenti, \u00e8 necessario integrare protocolli vincolanti nei trattati dell\u2019Unione europea, sul modello dei regimi derogatori di cui beneficiano la Danimarca e l\u2019Irlanda. Un diritto di recesso (\u00abOpt-Out\u00bb) \u00e8 efficace solo se garantito dai trattati e non pu\u00f2 essere revocato a discrezione della Commissione. Questa riforma istituzionale conferisce cos\u00ec una base giuridica alle esigenze sostanziali in materia di ripartizione delle competenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie a questa struttura, mettiamo fine all\u2019era del centralismo di Bruxelles e poniamo le basi per un\u2019Europa che non sia sostenuta da normative, ma dalla libera volont\u00e0 dei suoi popoli. Stiamo costruendo un\u2019opera in cui libert\u00e0 e sovranit\u00e0 non si contrappongono, ma costituiscono al contrario le condizioni necessarie alla sua sostenibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Capitolo IV: Sovranit\u00e0 finanziaria: la responsabilit\u00e0 al posto dell\u2019unione dei trasferimenti<\/h2>\n\n\n\n<p>La sovranit\u00e0 finanziaria \u00e8 il fondamento di ogni autodeterminazione nazionale. Un popolo che non decide pi\u00f9 come utilizzare le risorse che ha generato perde la propria capacit\u00e0 di agire politicamente. L\u2019attuale sistema finanziario dell\u2019Unione europea si \u00e8 allontanato dai principi della responsabilit\u00e0 individuale e dell\u2019onest\u00e0 ed \u00e8 stato sostituito da un sistema di garanzia collettiva e di ripartizione. La nuova Europa richiede un ritorno alla verit\u00e0 fiscale: libert\u00e0 e responsabilit\u00e0 devono tornare ad essere inseparabili.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1. Abbandonare il ruolo di tesoriere: un bilancio limitato<\/h3>\n\n\n\n<p>La fine del ruolo della Germania come tesoriere dell\u2019Unione europea non \u00e8 una semplice esigenza fiscale, ma un atto di affermazione democratica. Chiediamo un tetto massimo strutturale e una riduzione del bilancio dell\u2019Unione europea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">La Germania \u00e8 stata e rimane la principale beneficiaria del mercato unico e contribuisce quindi in misura maggiore (circa il 23%) al bilancio dell\u2019Unione europea. Da questi versamenti ricava benefici considerevoli, misurabili sia in termini assoluti che relativi, grazie alla sua forza nelle esportazioni e nelle importazioni all\u2019interno del mercato unico.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>La sovranit\u00e0 contributiva<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La logica della ridistribuzione automatica giunge al termine. Chiediamo l\u2019abolizione dell\u2019IVA e dei fondi propri \u201cplastici\u201d, nonch\u00e9 una drastica riduzione del contributo netto tedesco. In futuro, la Germania erogher\u00e0 fondi solo per compiti che presentino un valore aggiunto europeo dimostrabile.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>L&#8217;efficienza amministrativa<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>L&#8217;amministrazione dell&#8217;Unione europea non deve essere fine a se stessa. Chiediamo un rigoroso congelamento dell&#8217;organico e lo scioglimento sistematico delle agenzie che non offrono vantaggi funzionali fondamentali.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2. Investire nella convergenza piuttosto che nel finanziamento di un\u2019ideologia<\/h3>\n\n\n\n<p>Le risorse pubbliche non devono essere utilizzate in modo improprio per la rieducazione ideologica. Il livello europeo non ha il mandato di intervenire nell\u2019ordine costituito dei popoli finanziando ONG politicizzate o programmi socio-politici.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Il principio del valore aggiunto<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>I programmi dell\u2019Unione europea volti a promuovere i \u00abvalori\u00bb o \u00abl\u2019educazione alla democrazia\u00bb, che in realt\u00e0 servono a esercitare un\u2019influenza politica unilaterale, devono essere aboliti senza essere sostituiti.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Una vera convergenza<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La politica di coesione sta passando da un sistema di trasferimenti permanenti a un modello basato su progressi misurabili. Aiutare le persone ad aiutarsi da sole invece di rafforzare la loro dipendenza: in futuro, i fondi saranno erogati solo in base a rigorosi indicatori di convergenza e con un maggiore contributo nazionale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3. Sovranit\u00e0 degli investimenti: capitali privati e alleanze strategiche al posto dei fondi di Bruxelles finanziati dal debito<\/h3>\n\n\n\n<p>La drammatica debolezza dell\u2019Europa nella concorrenza industriale e tecnologica mondiale deriva da una palese carenza di capitale di rischio e di capitale proprio privato. La creazione di fondi europei sempre nuovi, finanziati dal debito, non fa che oscurare le vere cause della fuga dei capitali europei. Una vera sovranit\u00e0 finanziaria richiede di allontanarsi da questa logica del debito pubblico e di orientarsi verso la liberazione della creativit\u00e0 privata.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>La deregolamentazione del mercato dei capitali<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>I capitali europei devono poter circolare nuovamente liberamente verso le innovazioni industriali e tecnologiche, invece di essere vincolati da direttive politiche a prodotti finanziari \u201cverdi\u201d improduttivi.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>La nuova Europa come coordinatrice degli investimenti strategici<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Anzich\u00e9 una ridistribuzione ideologica, chiediamo la creazione di un quadro di riferimento per i consorzi di investimento intergovernativi. L\u2019Unione europea funge da coordinatrice amministrativa di progetti industriali e tecnologici su larga scala, il cui finanziamento \u00e8 deciso in via sovrana dagli Stati membri. In questo modo, mettiamo in comune le risorse nazionali per realizzare economie di scala a livello continentale e facciamo dell\u2019Unione il coordinatore della nostra indipendenza strategica.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">4. Un sistema monetario stabile per cittadini liberi<\/h3>\n\n\n\n<p>La vera sovranit\u00e0 finanziaria comprende anche la protezione dei beni individuali dall\u2019accesso da parte del governo e dalla svalutazione inflazionistica. Il sistema dell\u2019euro necessita di una riforma radicale per ripristinare la solidit\u00e0 di bilancio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Non pi\u00f9 tardi che nel suo programma del 2025, l\u2019AfD sosteneva l\u2019uscita dall\u2019euro: \u00ab\u00c8 solo attraverso le valute nazionali che ogni Stato pu\u00f2 ritrovare la propria sovranit\u00e0 in materia di politica economica e monetaria\u00bb. Questo \u00e8 uno dei principi fondanti su cui il partito \u00e8 stato creato nel 2013, durante la crisi del debito pubblico. Il partito ora intende riformare l\u2019eurozona piuttosto che farne uscire la Germania; le sue richieste equivarrebbero tuttavia a un\u2019uscita de facto della Germania dall\u2019euro. Come ultima risorsa, viene ripresa l\u2019idea di un referendum sull\u2019adesione all\u2019euro.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Disciplina monetaria e neutralit\u00e0 della BCE<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Chiediamo la fine del finanziamento indiretto del governo da parte della BCE e un bilanciamento annuale dei saldi Target 2 con titoli di valore quali l\u2019oro o il Bitcoin. In futuro, i diritti di voto nel Consiglio della BCE dovranno basarsi sulla quota di capitale. La BCE deve limitarsi rigorosamente al suo mandato originario di stabilit\u00e0 dei prezzi; respingiamo l\u2019integrazione di obiettivi di politica climatica, sociale o economica nelle sue decisioni di politica monetaria in quanto violazione della sua neutralit\u00e0 e indipendenza sancite contrattualmente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Qui si intravede un riferimento alle origini ordoliberali dell\u2019AfD negli anni 2010, a seguito del piano di salvataggio della Grecia e dell\u2019eurozona messo in atto, in particolare, da Angela Merkel e Wolfgang Sch\u00e4uble.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Libert\u00e0 delle operazioni di pagamento<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Il diritto al contante deve essere sancito nei trattati europei come espressione della libert\u00e0 individuale. Ci opponiamo all\u2019introduzione delle valute digitali delle banche centrali (CBDC) poich\u00e9 queste potrebbero consentire di monitorare e controllare completamente i flussi dei pagamenti privati.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>&nbsp;<strong>Concorrenza monetaria<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Consideriamo le criptovalute decentralizzate come il Bitcoin un passo avanti verso un ordine finanziario libero. Anzich\u00e9 un eccesso di regolamentazione tecnologica (MiCA)&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-54983' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/11\/03\/il-piano-dellestrema-destra-tedesca-per-mettere-leuropa-al-servizio-di-berlino\/#easy-footnote-bottom-2-54983' title='MiCA: Regolamento (UE) 2023\/1114 sui mercati dei cripto-asset, nella versione attualmente in vigore.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>, ci affidiamo a un quadro normativo che favorisca l\u2019innovazione e garantisca la tutela della sovranit\u00e0 dei singoli asset in un mondo digitale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">5. La questione fondamentale dell\u2019unione monetaria: una riforma coerente piuttosto che una costruzione errata<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019euro, nella sua forma attuale, presenta un problema strutturale fondamentale: un\u2019unione monetaria di economie economicamente eterogenee, priva di comunitarizzazione di bilancio, ha di fatto portato, attraverso una scappatoia, a un\u2019unione del debito e delle passivit\u00e0. Le riforme menzionate in questo capitolo \u2013 fine del finanziamento indiretto dello Stato da parte della BCE, perequazione dei saldi TARGET, diritti di voto ponderati in base al capitale, regime di insolvenza credibile per gli Stati membri \u2013 rappresentano il modo in cui chiediamo di correggere questa costruzione errata e di porre l\u2019euro su una base sostenibile di responsabilit\u00e0 individuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Come indicato nella prefazione, la decisione sul futuro orientamento della politica europea e monetaria della Germania spetta, in caso di dubbio, al sovrano stesso.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">6. Il veto fiscale come strumento di protezione<\/h3>\n\n\n\n<p>Per noi, la ristrutturazione delle finanze europee non \u00e8 negoziabile. La Germania abbandoner\u00e0 il suo ruolo di garante finanziario a favore di una politica di ridistribuzione destinata al fallimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Se una riforma radicale del sistema di finanziamento dell\u2019Unione europea dovesse essere bloccata, la Germania opter\u00e0 per una strategia di ostruzionismo parlamentare in occasione delle future decisioni relative alle risorse proprie. Chiunque rispetti la libert\u00e0 dei popoli deve rispettare anche la loro sovranit\u00e0 finanziaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Le riforme presentate devono essere considerate nel contesto della revisione della politica monetaria europea, cos\u00ec come prevista nel programma elettorale per le elezioni del Bundestag del 2025. In tale contesto, il mantenimento dell\u2019euro \u2014 o di un\u2019unit\u00e0 di conto flessibile, paragonabile all\u2019ECU \u2014 rimane una possibilit\u00e0 come elemento parallelo. Tuttavia, anche in questo scenario, l\u2019euro dovrebbe essere adeguato di conseguenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Il gruppo al Parlamento europeo, contrariamente alle posizioni estremiste espresse in particolare da Alice Weidel, non affronta in modo diretto la questione dell\u2019uscita dall\u2019euro.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/11\/image-1.png\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2048\"\n        data-pswp-height=\"1365\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/11\/image-1-330x220.png\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/11\/image-1-690x460.png\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/11\/image-1-1340x893.png\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/11\/image-1-125x83.png\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">I rappresentanti dell&#8217;AfD intervengono durante una conferenza stampa sul tema \u00abA New Deal for Europe\u00bb al Parlamento europeo.<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Capitolo V: Sovranit\u00e0 in materia di produzione e approvvigionamento: economia, energia e agricoltura<\/h2>\n\n\n\n<p>Il fondamento materiale della nostra libert\u00e0 politica risiede in un\u2019economia efficiente e autonoma. Una nuova Europa deve ambire a tornare ad essere un polo mondiale di primo piano per l\u2019industria e l\u2019innovazione, piuttosto che limitarsi al ruolo di museo a cielo aperto ultra-regolamentato o di semplice mercato di sbocchi commerciali, privo di qualsiasi capacit\u00e0 creativa propria. Una vera sovranit\u00e0 richiede il controllo del proprio approvvigionamento energetico, la tutela della produzione nazionale e la garanzia della nostra sovranit\u00e0 alimentare.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1. Sostanza industriale e libert\u00e0 tecnologica<\/h3>\n\n\n\n<p>Sosteniamo un\u2019Europa che liberi le forze creative dei suoi imprenditori e dei suoi lavoratori qualificati, invece di paralizzarle con direttive dirigistiche.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Sburocratizzazione<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Chiediamo una moratoria su qualsiasi nuova normativa europea. I vincoli esistenti \u2013 come il regolamento REACH sulle sostanze chimiche o le normative burocratiche sulle catene di approvvigionamento \u2013 devono essere ridimensionati, se non addirittura aboliti.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Neutralit\u00e0 tecnologica<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019innovazione non deve essere ostacolata da divieti (come quello sui motori a combustione interna)&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-54983' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/11\/03\/il-piano-dellestrema-destra-tedesca-per-mettere-leuropa-al-servizio-di-berlino\/#easy-footnote-bottom-3-54983' title='\u00abDivieto sui motori a combustione interna\u00bb: Regolamento (UE) 2019\/631 che stabilisce norme relative alle emissioni di CO\u2082 per le autovetture nuove e i veicoli commerciali leggeri nuovi, modificato in particolare dal regolamento (UE) 2023\/851.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Come sottolineato al punto II, coordineremo i nostri sforzi di ricerca laddove questi rafforzino la nostra autonomia strategica \u2013 in particolare nei settori dell\u2019intelligenza artificiale, della robotica, dell\u2019aerospaziale e della ricerca nucleare moderna.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2. Sovranit\u00e0 energetica: il mix energetico nazionale come vantaggio competitivo<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019approvvigionamento energetico costituisce il sistema nervoso di ogni nazione industriale e deve assolutamente rimanere sotto la responsabilit\u00e0 degli Stati. Chiediamo pertanto la fine del \u201cPatto verde\u201d europeo (Green Deal)&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-54983' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/11\/03\/il-piano-dellestrema-destra-tedesca-per-mettere-leuropa-al-servizio-di-berlino\/#easy-footnote-bottom-4-54983' title='Legge europea sul clima: Regolamento (UE) 2021\/1119 che stabilisce il quadro necessario per raggiungere la neutralit\u00e0 climatica, nella versione attualmente in vigore.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>, il quale, con le sue direttive di pianificazione centralizzata, compromette la sicurezza del nostro approvvigionamento e fa lievitare i prezzi.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Libert\u00e0 nel mix energetico<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Ogni nazione decide in modo sovrano il proprio mix energetico. La Germania deve mantenere la libert\u00e0 di ricorrere all\u2019energia nucleare, al carbone, al gas e alle energie rinnovabili, in base alle esigenze del proprio tessuto economico. Un\u2019energia accessibile costituisce il fattore di produzione fondamentale da cui dipende la sopravvivenza della nostra base industriale.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Preservare la competitivit\u00e0 anzich\u00e9 imporre vincoli burocratici<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Un&#8217;energia a costi contenuti e una solida base industriale costituiscono il fondamento della nostra prosperit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Respingiamo ogni misura burocratica che minacci tali fondamenti, come l\u2019obbligo di acquistare quote di CO\u2082 o i meccanismi di adeguamento del carbonio alle frontiere (MACF)&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-54983' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/11\/03\/il-piano-dellestrema-destra-tedesca-per-mettere-leuropa-al-servizio-di-berlino\/#easy-footnote-bottom-5-54983' title='MACF (Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere): Regolamento (UE) 2023\/956 che istituisce un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, modificato in particolare dal regolamento (UE) 2025\/2083. (CBAM: Regolamento (UE) 2023\/956 che istituisce un sistema di adeguamento del carbonio alle frontiere, modificato in particolare dal regolamento (UE) 2025\/2083.)'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Piuttosto che un orientamento ideologico, chiediamo una politica energetica che rispetti la libert\u00e0 decisionale degli Stati membri, garantisca la sicurezza della produzione industriale e consenta il pieno dispiegamento delle nostre capacit\u00e0 economiche e industriali.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3. Agricoltura: finanziamenti stabili e sovranit\u00e0 alimentare strategica<\/h3>\n\n\n\n<p>I nostri agricoltori sono i garanti della nostra sovranit\u00e0 alimentare strategica e i custodi dei nostri paesaggi culturali. Consapevoli che l\u2019agricoltura \u2014 essenziale per la sopravvivenza della nostra nazione e del nostro continente \u2014 non pu\u00f2 essere ridotta a un semplice settore economico tra gli altri, intendiamo proteggere la nostra produzione alimentare nazionale di alta qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Garantire un finanziamento stabile agli agricoltori<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Chiediamo, nel breve termine, l\u2019abbandono di qualsiasi progetto di riduzione dei finanziamenti nell\u2019ambito della Politica agricola comune (PAC). La degressivit\u00e0 e il tetto massimo degli aiuti costituiscono una minaccia per le aziende agricole e mettono a rischio la sicurezza dell\u2019approvvigionamento in Germania. A lungo termine, raccomandiamo una rinazionalizzazione del sostegno all\u2019agricoltura.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Accordi commerciali<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Siamo favorevoli al commercio internazionale, motore e vettore della nostra prosperit\u00e0. La diversificazione delle relazioni commerciali crea nuovi sbocchi commerciali e rafforza la resilienza delle catene di approvvigionamento. Allo stesso tempo, la conclusione di accordi commerciali non deve avvenire a scapito dei cittadini e dei loro diritti democratici. Gli accordi commerciali devono essere conclusi solo se la qualit\u00e0 dei prodotti agricoli importati non lascia spazio a dubbi. Dobbiamo essere in grado di nutrirci con le nostre risorse se vogliamo evitare qualsiasi forma di ricatto. Per principio, riteniamo che sia democraticamente necessario che gli accordi commerciali siano sottoposti all\u2019approvazione dei parlamenti competenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">A differenza del RN in Francia, l\u2019AfD sostiene per principio gli accordi commerciali.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>&nbsp;<strong>Riduzione della burocrazia<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La volont\u00e0 di sviluppare il commercio internazionale \u00e8 ostacolata da un\u2019eccessiva burocrazia proveniente da Bruxelles, che lascia poco o nessun margine di manovra all\u2019agricoltura tedesca ed europea per prepararsi al mercato agricolo mondiale e affrontare la concorrenza internazionale su un piano di parit\u00e0. Per questo motivo l\u2019eccessiva burocrazia agricola europea deve essere smantellata e la sua politica agricola riformata. Solo a questa condizione l\u2019Unione europea potr\u00e0 creare le condizioni interne per la propria prosperit\u00e0. \u00c8 necessario limitarsi alla raccolta dei dati delle aziende agricole e adeguare maggiormente le direttive alle dimensioni delle aziende e alla situazione pratica. Le autorizzazioni devono essere concesse pi\u00f9 rapidamente e l\u2019eccessiva regolamentazione deve essere ridotta, affinch\u00e9 le aziende agricole possano investire pi\u00f9 facilmente e orientarsi verso i mercati. In questo modo i nostri eccellenti prodotti acquisiranno maggiore competitivit\u00e0 a livello internazionale. In questo modo saranno garantiti sia gli standard di qualit\u00e0 europei sia la sostenibilit\u00e0 dell\u2019agricoltura locale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Capitolo VI: La vita intellettuale e la sfera pubblica: istruzione, cultura e media<\/h2>\n\n\n\n<p>La nostra identit\u00e0 europea non \u00e8 il risultato di decreti emanati da Bruxelles, ma un\u2019eredit\u00e0 comune, che vive nella diversit\u00e0 dei nostri popoli, delle nostre lingue e delle nostre tradizioni. In quanto patria della libert\u00e0 di opinione e di pensiero, riteniamo che l\u2019Europa abbia il dovere particolare di opporsi al paternalismo, alla censura e alla sorveglianza. La difesa di questa eredit\u00e0 contro l\u2019egualitarismo tecnocratico e la repressione delle opinioni \u00e8 per noi pi\u00f9 di un tema educativo, mediatico e culturale, ma una missione centrale della nostra politica. Per proteggere l\u2019Europa nella sua diversit\u00e0 e nella sua unit\u00e0, \u00e8 indispensabile che le competenze intellettuali e identitarie siano chiaramente di competenza delle nazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa sezione \u00e8 al centro dei programmi dell\u2019AfD, sia a livello nazionale che regionale: il ripristino di una presunta libert\u00e0 di espressione e dei \u00abvalori nazionali\u00bb rientra nel suo approccio alla metapolitica (Metapolitik) e nella sua volont\u00e0 di allineare la cultura e l\u2019istruzione alle posizioni del partito. \u00c8 interessante notere che il partito affronti queste questioni anche a livello europeo, dove l\u2019Unione europea dispone solo di competenze limitate.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1. La politica culturale: uno spazio dedicato alla conservazione e alla creazione<\/h3>\n\n\n\n<p>La diversit\u00e0 culturale dell\u2019Europa non si nutre solo della conservazione del proprio patrimonio, ma poggia sulle spalle di personalit\u00e0 creative che comprendono il passato, il presente e il futuro e lo rendono visibile o udibile. Ci\u00f2 richiede tuttavia uno spazio di libera espressione, non istruzioni e regolamenti ideologici. Vogliamo creare uno spazio di libero scambio di questo tipo, che tuteli la creazione artistica, e rifiutiamo qualsiasi condizionalit\u00e0 politica per le sovvenzioni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2. L\u2019istruzione: la sovranit\u00e0 sul proprio intelletto<\/h3>\n\n\n\n<p>La salvaguardia dell\u2019istruzione, della lingua e della storia \u00e8 la condizione fondamentale per l\u2019identit\u00e0 civica e l\u2019autodeterminazione democratica. Rifiutiamo quindi qualsiasi tentativo di uniformare i programmi scolastici nazionali o le identit\u00e0 culturali attraverso direttive europee. La sovranit\u00e0 sulle istituzioni educative \u00e8 inviolabile. Ogni nazione decide autonomamente come proteggere e sviluppare il proprio patrimonio culturale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3. I media: la libert\u00e0 di dibattito come elisir di vita<\/h3>\n\n\n\n<p>Un\u2019Europa delle nazioni libere ha bisogno del confronto tra argomenti, non dell\u2019imposizione di narrazioni centralizzate. La diversit\u00e0 dei media e la libert\u00e0 di opinione sono l\u2019elisir di vita della partecipazione democratica. Rifiutiamo l\u2019estensione dei meccanismi sanzionatori europei ai giornalisti e qualsiasi strumentalizzazione del diritto contro posizioni politiche divergenti. Un ordine democratico si difende con la libert\u00e0 di parola, non con una censura politicamente corretta. Non si pu\u00f2 abusare del livello europeo per controllare l\u2019opinione pubblica o bandire i discorsi critici.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">4. La famiglia come fondamento della societ\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p>La famiglia, composta da un uomo, una donna e dei figli, \u00e8 il motore insostituibile di ogni societ\u00e0. Al suo interno si vive la responsabilit\u00e0, si crea la coesione intergenerazionale: essa \u00e8 la condizione di tutto ci\u00f2 che rende possibili l\u2019educazione, la cultura e la comunit\u00e0 in Europa. La tutela del matrimonio e della famiglia non \u00e8 quindi un aspetto secondario della politica sociale, ma un pilastro della nostra concezione della societ\u00e0. Sosteniamo la famiglia come istituzione naturale e tutelata dalla Costituzione e respingiamo ogni tentativo di relativizzarne l\u2019importanza rispetto a qualsiasi scelta di vita o di abolirne la funzione sociale determinante. Ci\u00f2 riguarda la tutela della vita, dal concepimento fino al suo termine naturale. Da questa funzione protettiva deriva anche il rifiuto di qualsiasi riorganizzazione ideologica: rifiutiamo l\u2019istituzionalizzazione del gender mainstreaming e di ogni propaganda LGBTQ, nonch\u00e9 la sessualizzazione precoce nelle istituzioni educative e nello spazio pubblico. \u00c8 necessario garantire ai bambini uno spazio protetto per il loro sviluppo naturale, indipendente da qualsiasi influenza ideologica. Il sostegno alle famiglie e ai bambini \u00e8 una responsabilit\u00e0 nazionale: il livello europeo non dispone in questo ambito di alcuna competenza n\u00e9 di alcun mandato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">In questa sezione si riscontrano parallelismi con il programma ideologico e culturale elaborato in vista delle elezioni in Sassonia-Anhalt.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Capitolo VII Futuro e attuazione: la riorganizzazione dell\u2019Europa<\/h2>\n\n\n\n<p>Con un governo federale che include l\u2019AfD, si apre per la Germania una fase di responsabilit\u00e0, durante la quale l\u2019orientamento e il futuro dell\u2019Unione europea saranno rinegoziati nell\u2019interesse delle nazioni europee e dei loro cittadini. L\u2019obiettivo centrale di questa riforma \u00e8 una rinegoziazione globale dei trattati europei, volta a sancire in modo duraturo nel diritto primario il modello \u2014 sviluppato nel presente documento \u2014 di una federazione di nazioni europee sovrane. Tale riforma si svolger\u00e0 in tre fasi successive, caratterizzate da orizzonti temporali sempre pi\u00f9 ampi e da una portata giuridica sempre pi\u00f9 approfondita.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1. Misure nell&#8217;ambito del quadro giuridico vigente<\/h3>\n\n\n\n<p>Non appena il governo entrer\u00e0 in carica, saranno adottate tutte le misure consentite dalla normativa vigente:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Eliminazione delle agenzie e delle direzioni generali superflue; riduzione della Commissione ai suoi portafogli essenziali.<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;Introduzione di un freno alla spesa nel quadro finanziario pluriennale.<\/li>\n\n\n\n<li>Istituzione di un diritto di veto nazionale in caso di violazione del principio di sussidiariet\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"comment\">La presentazione di un \u201cRegierungsprogramm\u201d (programma di governo) per il 2029 mira a dimostrare al proprio elettorato che l\u2019AfD intende prendere il potere. Tuttavia, nel sistema a pi\u00f9 livelli dell\u2019Unione europea, una presa di controllo totale da parte delle forze sovraniste, ovvero una maggioranza in seno al Consiglio e al Parlamento, rimane poco probabile, nonostante l\u2019avanzata di tali forze. Inoltre, l\u2019introduzione di un veto nazionale in materia di sussidiariet\u00e0 richiederebbe molto probabilmente una modifica dei trattati.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 richieder\u00e0 maggioranze qualificate in seno al Consiglio e maggioranze semplici in Parlamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Orizzonte temporale: da due a tre anni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2. Misure che richiedono una modifica dei trattati<\/h3>\n\n\n\n<p>Il fulcro di questa riforma richiede una rinegoziazione globale dei trattati europei, secondo la procedura prevista dall\u2019articolo 48 del Trattato sull\u2019Unione europea (TUE) \u2014 decisione all\u2019unanimit\u00e0 del Consiglio europeo e ratifica da parte di tutti gli Stati membri. Tale rinegoziazione persegue un duplice obiettivo: la riforma istituzionale (capitolo III) e l\u2019inserimento duraturo \u2014 e contrattualmente irrevocabile \u2014 delle riserve nazionali menzionate nel capitolo III sotto forma di protocolli vincolanti, sul modello dei regimi derogatori di cui beneficiano la Danimarca e l\u2019Irlanda. Pi\u00f9 precisamente:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Trasformazione del Parlamento europeo in una camera composta da delegazioni inviate dalle nazioni.<\/li>\n\n\n\n<li>Chiarimento degli articoli 4 e 5 del TUE (Trattato sull\u2019Unione europea) volto a sancire il primato del diritto nazionale al di fuori dei settori che rientrano nelle vere e proprie missioni fondamentali dell\u2019Unione, confermando al contempo il primato del diritto dell\u2019Unione europea nell\u2019ambito di tali compiti fondamentali \u2013 in particolare per quanto riguarda il mercato interno (capitolo V).<\/li>\n\n\n\n<li>Inserimento di un meccanismo di limitazione del debito e della spesa nel diritto primario.<\/li>\n\n\n\n<li>Inserimento di protocolli di recesso (\u201cOpt-Out\u201d) vincolanti per i settori di cui al capitolo II.3, che non possono essere lasciati alla sola discrezionalit\u00e0 della Commissione europea.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Orizzonte temporale: da cinque a sette anni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3. La sovranit\u00e0 di bilancio come leva<\/h3>\n\n\n\n<p>Poich\u00e9 qualsiasi modifica della decisione relativa alle risorse proprie dell\u2019Unione europea richiede la ratifica all\u2019unanimit\u00e0 \u2013 e quindi l\u2019approvazione del Bundestag e del Bundesrat \u2013, la Germania dispone di un diritto di veto effettivo. Se Bruxelles dovesse rifiutare la via della riforma, tale veto verr\u00e0 utilizzato per bloccare i futuri atti legislativi relativi al finanziamento dell\u2019Unione europea e per ridurre drasticamente i contributi finanziari tedeschi. La Germania non \u00e8 pi\u00f9 disposta a finanziare un sistema che si rifiuta di attuare qualsiasi riforma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Si tratta di uno scenario realistico (almeno nell\u2019ipotesi di una presidenza del RN in Francia).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">4. Il meccanismo di recesso (\u201copt-out\u201d): individuare le lacune e richiedere una revisione<\/h3>\n\n\n\n<p>Per noi, il ricorso a un \u00abopt-out\u00bb non \u00e8 fine a se stesso; costituisce la conseguenza di una lacuna chiaramente individuata nell\u2019attuale cooperazione, nonch\u00e9 uno strumento di transizione necessario fino a quando non sar\u00e0 completata la revisione dei trattati, descritta al punto 2.<\/p>\n\n\n\n<p>Laddove scegliamo di ritirarci, proponiamo al contempo ambiti in cui una vera cooperazione europea potrebbe subentrare \u2013 ispirandoci agli esempi di Danimarca, Irlanda e Polonia, che dimostrano come percorsi specifici e valore aggiunto europeo non si escludano a vicenda. Le seguenti misure illustrano come, grazie alla strategia dell\u2019\u00abopt-out\u00bb (clausola di non partecipazione), rendiamo possibile una riforma della cooperazione europea:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Politica finanziaria e di bilancio<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Problema: la condivisione delle responsabilit\u00e0 e l\u2019unione bancaria minano la responsabilit\u00e0 individuale e distorcono la concorrenza tra gli Stati membri.<\/p>\n\n\n\n<p>Riforma: Anzich\u00e9 una condivisione delle responsabilit\u00e0, raccomandiamo un meccanismo trasparente di convergenza e di allerta precoce, che metta in luce gli abusi senza per\u00f2 finanziarli con il denaro dei contribuenti stranieri.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Politica monetaria<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Problema: l\u2019euro digitale e l\u2019unione dei trasferimenti erodono la sovranit\u00e0 monetaria dei cittadini.<\/p>\n\n\n\n<p>Riformulazione: Chiediamo invece che il diritto all\u2019uso del contante (capitolo IV.4) sia sancito nel diritto europeo come diritto fondamentale per tutti gli europei; si tratta di una vera e propria cooperazione volta a tutelare la libert\u00e0 individuale, piuttosto che di un controllo centralizzato.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Migrazione, asilo e protezione delle frontiere<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Problema: la ripartizione comune dei richiedenti asilo si \u00e8 scontrata con la diversit\u00e0 delle realt\u00e0 nazionali e ha minato la fiducia nello spazio Schengen.<\/p>\n\n\n\n<p>Riorganizzazione: laddove la ripartizione fallisce, occorre rafforzare la cooperazione alle frontiere esterne: puntiamo sullo sviluppo di Frontex, su accordi comuni di rimpatrio e sul trasferimento delle procedure di asilo verso paesi terzi \u2014 una vera cooperazione europea laddove risulta efficace.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Politica climatica e agricola<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Problema: il \u00abGreen Deal\u00bb e le normative centralizzate indeboliscono le basi industriali e agricole dell\u2019Europa. Devono essere aboliti.<\/p>\n\n\n\n<p>Riorganizzazione: Anzich\u00e9 una gestione dirigista, sosteniamo una cooperazione che tuteli le forze produttive europee: puntiamo sulla protezione comune del mercato interno dalle importazioni con standard inferiori (sovranit\u00e0 alimentare) e sulla cooperazione tecnologica nei settori della ricerca nucleare ed energetica (capitolo V). Una vera cooperazione europea tutela la produzione invece di soffocarla sotto il peso della burocrazia.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Politica industriale e delle infrastrutture<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Constatazione: l\u2019attuale sostegno dell\u2019Unione europea si perde in una microgestione burocratica e in una logica di dispersione delle risorse, in cui i fondi vengono distribuiti secondo criteri di proporzionalit\u00e0 piuttosto che di efficacia strategica; ne deriva una crescente dipendenza tecnologica dalle potenze extraeuropee.<\/p>\n\n\n\n<p>Riorganizzazione: la Germania ricorre alla clausola di esclusione (<em>opt-out<\/em>) per consentire l\u2019assegnazione di fondi nazionali al modello dei \u00abconsorzi di investimento\u00bb definito nel capitolo IV. Immaginiamo qui un\u2019Unione europea riformata che agisca come piattaforma centrale e capofila: essa coordina, al di l\u00e0 dei confini nazionali, l\u2019implementazione su larga scala di progetti di grande portata \u2014 che spaziano dalle infrastrutture energetiche autonome e dai sistemi di navigazione satellitare alle capacit\u00e0 di produzione di semiconduttori. Uniamo cos\u00ec le nostre forze economiche e industriali nazionali in uno sforzo continentale, al servizio di un \u00abPiano per la potenza europea\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Catene di approvvigionamento e sicurezza delle materie prime<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Constatazione: La legislazione europea sulle catene di approvvigionamento indebolisce la nostra competitivit\u00e0, imponendo una burocrazia di controllo eccessiva e rischi di responsabilit\u00e0 basati su considerazioni di natura morale.<\/p>\n\n\n\n<p>Riorganizzazione: la Germania pone fine a questo onere normativo facendo valere il proprio diritto di recesso (\u201cOpt-Out\u201d, N.d.T.). Raccomandiamo la creazione di una \u00abAlleanza europea per la sicurezza degli approvvigionamenti\u00bb: anzich\u00e9 imporre restrizioni alle proprie imprese, l\u2019Unione europea deve mobilitare il proprio peso diplomatico ed economico per garantire l\u2019accesso alle materie prime critiche, direttamente presso i paesi partner. Una vera cooperazione europea significa in questo caso: garantire la sicurezza geopolitica dell\u2019approvvigionamento di materie prime, piuttosto che una sorveglianza burocratica delle nostre catene del valore.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste clausole di deroga devono essere attuate in collaborazione con partner che intendano impegnarsi sulla stessa strada: quella dell\u2019affermazione di s\u00e9 e di una riforma costruttiva. In questo modo, le singole decisioni di disimpegno si trasformano in un progetto europeo comune.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/11\/image-2.png\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2048\"\n        data-pswp-height=\"1365\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/11\/image-2-330x220.png\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/11\/image-2-690x460.png\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/11\/image-2-1340x893.png\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/11\/image-2-125x83.png\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Le immagini della conferenza vengono trasmesse sui canali di \u201cL\u2019Europa delle nazioni sovrane\u201d, il gruppo parlamentare europeo fondato dall\u2019AfD nel 2024.<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Capitolo VIII: Il modello: un\u2019associazione delle nazioni europee<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019Europa del futuro non \u00e8 uno Stato federale centralizzato, bens\u00ec un\u2019associazione di nazioni sovrane. In questo modello, ogni nazione \u00e8 portatrice e garante della propria sovranit\u00e0. La politica comune viene attuata esclusivamente laddove crea un valore aggiunto che lo Stato nazionale non pu\u00f2 creare da solo. A fondamento di questa cooperazione vi sono principi immutabili:<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1. La sussidiariet\u00e0 e la responsabilit\u00e0 al posto del centralismo<\/h3>\n\n\n\n<p>La sussidiariet\u00e0 non \u00e8 solo uno slogan amministrativo, ma un principio fondamentale dello Stato in Europa, secondo il quale il potere va sempre dal pi\u00f9 piccolo al pi\u00f9 grande. Le decisioni devono essere prese l\u00e0 dove producono i loro effetti: nelle famiglie, nei comuni, nelle regioni, nei L\u00e4nder o nelle nazioni. Restituendo il potere decisionale ai cittadini, difendiamo l\u2019ideale europeo di libert\u00e0 e responsabilit\u00e0 contro l\u2019attuale sviluppo di un\u2019amministrazione totalitaria. La sussidiariet\u00e0 \u00e8 il coraggio di decidere da s\u00e9: laddove le istituzioni dell\u2019Unione europea cercano di uniformare ogni ambito della vita, noi puntiamo su una crescita organica e sul giudizio dei nostri popoli. Non vogliamo un ritorno alla ristrettezza mentale nazionale, ma il riconoscimento che l\u2019Europa \u00e8 forte solo quando rispetta la libert\u00e0 delle sue parti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2. La responsabilit\u00e0 come principio della sovranit\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p>Il principio di responsabilit\u00e0 \u00e8 per noi indissolubilmente legato al concetto di sovranit\u00e0 dello Stato; una comunit\u00e0 di Stati sovrani si fonda sul principio secondo cui libert\u00e0 e responsabilit\u00e0 sono le due facce della stessa medaglia. Ogni Stato \u00e8 responsabile delle proprie azioni, delle proprie decisioni economiche e delle proprie finanze. La fine della garanzia comune dei debiti e della ripartizione forzata non \u00e8 quindi solo una necessit\u00e0 economica, ma una questione di onest\u00e0 politica. Agire senza responsabilit\u00e0 corrompe il carattere della comunit\u00e0 politica. La vera solidariet\u00e0 europea non si manifesta nei trasferimenti anonimi, ma nel rispetto reciproco della sovranit\u00e0 finanziaria e del contributo economico di ciascuno. Responsabilit\u00e0 significa mettere ordine in casa propria per essere un partner affidabile nel villaggio comune europeo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3. Il destino comune delle nazioni europee<\/h3>\n\n\n\n<p>Una nuova Europa sorger\u00e0 non grazie all\u2019imposizione dell\u2019uniformit\u00e0, ma attraverso una comunit\u00e0 di destino comune. Rifiutiamo ogni forma di sciovinismo nazionale che si erga al di sopra degli altri, cos\u00ec come rifiutiamo un universalismo senza radici, che dichiari inesistenti i popoli o miri a dissolverli.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro percorso consiste nel riconoscere la dignit\u00e0 di ogni popolo: solo chi \u00e8 saldamente radicato nella propria identit\u00e0 possiede la grandezza interiore necessaria per rispettare, a sua volta, l\u2019unicit\u00e0 del proprio vicino. La vera solidariet\u00e0 europea non trae origine da normative astratte, ma dall\u2019orgoglio delle nazioni sovrane, unite nella loro diversit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre il centralismo di Bruxelles percepisce la singolarit\u00e0 dei popoli europei come un ostacolo e cerca di eliminarla attraverso un\u2019\u00abarmonizzazione\u00bb uniformatrice, noi, dal canto nostro, vi vediamo la fonte della nostra forza culturale e spirituale. L\u2019unit\u00e0 europea non si fonda su regolamenti, ma sulla convinzione condivisa che la nostra identit\u00e0 etnico-culturale e la nostra cultura occidentale costituiscano i beni pi\u00f9 preziosi, che occorre preservare in un mondo internazionale sempre pi\u00f9 anarchico. Solo un\u2019unione che difenda le specificit\u00e0 nazionali, in quanto elementi costitutivi del patrimonio europeo comune, trover\u00e0 la forza di affermarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il modello a cui si mira \u00e8 quello di un\u2019associazione di Stati europei che conservino la propria indipendenza e libert\u00e0 decisionale. Ogni nazione conserva la piena sovranit\u00e0 sui propri affari interni e partecipa alle politiche comuni solo sulla base di una convergenza chiaramente definita dei propri interessi nazionali. La cooperazione si attua laddove \u00e8 necessaria e reciprocamente vantaggiosa: ad esempio in materia di sicurezza, commercio, ricerca e tutela delle condizioni di vita comuni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">4. Principi fondamentali della nuova Europa<\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>&nbsp;<strong>Sussidiariet\u00e0<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Il principio di sussidiariet\u00e0 implica che le decisioni politiche vengano prese il pi\u00f9 vicino possibile ai cittadini, a livello locale o nazionale. Solo quando un problema supera manifestamente le competenze di una nazione, esso viene affrontato a livello comunitario. Prendiamo l\u2019esempio della migrazione: il controllo dell\u2019immigrazione rimane una prerogativa nazionale; solo in presenza di sfide o minacce transfrontaliere si possono prendere in considerazione misure europee coordinate. Tuttavia, tali misure comuni non devono mai ledere la competenza sovrana degli Stati-nazione, n\u00e9 servire da pretesto per un trasferimento di oneri finanziari. Il principio di sussidiariet\u00e0 garantisce che si tenga conto delle reali esigenze dei cittadini e previene gli abusi che potrebbero derivare dall\u2019azione delle istituzioni sovranazionali.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Responsabilit\u00e0<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Il principio di responsabilit\u00e0 esige che ogni Stato si assuma pienamente la responsabilit\u00e0 delle proprie azioni e decisioni economiche. Non pu\u00f2 esserci alcuna responsabilit\u00e0 comune per i debiti, n\u00e9 una ridistribuzione forzata dei rischi: una cattiva gestione o errori politici commessi da alcune nazioni non devono gravare sui contribuenti di altri paesi. Infatti, agire senza assumersene le responsabilit\u00e0 porta inevitabilmente a comportamenti irresponsabili. In materia di politica finanziaria, ad esempio, \u00e8 escluso che i disavanzi nazionali vengano coperti con risorse comuni.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>L\u2019Europa come unione di nazioni sovrane<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019attuale assetto dell\u2019Unione europea \u00e8 caratterizzato da un eccesso di regolamentazione, da una mancanza di trasparenza e da un marcato centralismo. I vincoli burocratici e la pressione a favore di un\u2019integrazione sempre pi\u00f9 spinta hanno suscitato, in molti cittadini, un senso di alienazione e di perdita di controllo. Questo modello deve evolversi verso un\u2019associazione flessibile e cooperativa, che rispetti la diversit\u00e0 storica dell\u2019Europa, rafforzi le specificit\u00e0 di ciascuna nazione e limiti la cooperazione all\u2019essenziale: una collaborazione laddove sia pertinente, piuttosto che una subordinazione a un apparato centralizzatore.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>La diversit\u00e0 biologica come punto di forza dell\u2019Europa<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>In questa nuova Europa, la ricchezza culturale non costituisce una debolezza, ma piuttosto una fonte di dinamismo, innovazione e stabilit\u00e0. Sistemi politici diversi, culture radicate e interessi nazionali distinti coesistono, arricchendo cos\u00ec l\u2019intera Unione. Un\u2019Europa delle nazioni si fonda sul rispetto, sulla sussidiariet\u00e0 e sulla responsabilit\u00e0 individuale. \u00c8 l\u2019unica via per continuare a esistere insieme e affrontare le sfide, sia attuali che future. L\u2019autonomia culturale e la libert\u00e0 decisionale nazionale costituiscono le fondamenta di un\u2019Europa viva.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La nuova Europa: la nostra missione politica<\/h2>\n\n\n\n<p>Il progetto europeo, nella sua forma attuale, \u00e8 fallito. Anzich\u00e9 consentire al nostro continente di scegliere liberamente e con orgoglio il proprio futuro, il centralismo, la burocrazia, la tecnocrazia e la sfiducia nei confronti dei propri cittadini lo stanno portando a soffocare le nostre economie nazionali, le nostre culture e la nostra autonomia politica. Sappiamo che la Germania \u00e8 il cuore dell\u2019Europa, ed \u00e8 per questo che non vogliamo pi\u00f9 assistere passivamente al furto di ogni spirito, di ogni volont\u00e0 e di ogni futuro del nostro continente da parte della burocrazia di Bruxelles. La nostra Europa \u00e8 quella delle nazioni e dei popoli, della storia e del passato, che vuole affermare il proprio posto nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>I cinque pilastri seguenti costituiscono le basi della nostra politica europea:<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1. L\u2019identit\u00e0 come base di sussistenza<\/h3>\n\n\n\n<p>La salvaguardia dell\u2019identit\u00e0 culturale dei popoli europei \u00e8 il nostro obiettivo principale e costituisce il fondamento della nostra regione del mondo. L\u2019Europa non \u00e8 n\u00e9 un sito produttivo, n\u00e9 un crocevia di comunicazioni, n\u00e9 un mercato, ma una comunit\u00e0 di culture di popoli storicamente legati tra loro. La tutela del nostro patrimonio \u00e8 la nostra pi\u00f9 alta missione europea.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2. La mancata collaborazione per il bene di tutti<\/h3>\n\n\n\n<p>Le nazioni sovrane sono pronte a mettere in secondo piano i propri interessi particolari laddove il bene dell\u2019intero continente richieda un\u2019azione comune. Laddove l\u2019Unione europea antepone sistematicamente obiettivi ideologici alle reali esigenze comuni, il diritto di recesso (\u00abOpt-Out\u00bb, N.d.T.) tedesco diventa una correzione necessaria. Realizziamo la nostra sovranit\u00e0 attraverso una serie di diritti di recesso (\u00abOpt-Out\u00bb, NDT) globali, non per egoismo, ma come freno di emergenza contro gli errori di sviluppo che minacciano la stabilit\u00e0, la prosperit\u00e0 e la diversit\u00e0 del continente.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3. La sussidiariet\u00e0 al posto del centralismo<\/h3>\n\n\n\n<p>Le nazioni europee costituiscono la spina dorsale dell\u2019Europa e devono continuare a esistere. Il livello europeo interviene laddove i popoli devono unire le loro forze per continuare a esistere in un\u2019epoca di politica globale, in particolare per il mantenimento del mercato interno e delle frontiere esterne.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">4. La disciplina finanziaria e la sovranit\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p>La Germania non pu\u00f2 pi\u00f9 fungere da tesoriere dell\u2019Europa. Mettiamo fine alla ridistribuzione automatica e contribuiamo solo quando un interesse chiaro e comune giustifica l\u2019impiego dei fondi pubblici tedeschi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">5. La legittimit\u00e0 democratica<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019Europa non esiste fine a se stessa, ma trova le sue radici nelle nazioni che la compongono. L\u2019Unione europea deve tornare ad essere vicina ai cittadini e controllabile. Chiediamo che il Parlamento europeo torni ad essere una camera composta da delegazioni designate dalle nazioni e che venga rigorosamente rispettato il primato delle costituzioni nazionali sul diritto derivato dell\u2019Unione europea. Ecco la nostra guida per una trasformazione risoluta dell\u2019Europa \u2013 per il bene dei nostri popoli e per la salvaguardia della nostra libert\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019AfD non vuole pi\u00f9 semplicemente uscire dall\u2019Unione, ma vuole trasformarla 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