{"id":54386,"date":"2026-10-27T11:45:22","date_gmt":"2026-10-27T10:45:22","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=54386"},"modified":"2026-10-27T11:45:27","modified_gmt":"2026-10-27T10:45:27","slug":"il-piano-degli-studenti-serbi-che-hanno-rovesciato-vucic-testo-integrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/27\/il-piano-degli-studenti-serbi-che-hanno-rovesciato-vucic-testo-integrale\/","title":{"rendered":"Il piano degli studenti serbi che hanno rovesciato Vu\u010di\u0107 (testo integrale)"},"content":{"rendered":"\n
Chi sono questi studenti serbi che sono riusciti a trasformare una rivolta contro la corruzione in un movimento politico in grado di sfidare il potere di Aleksandar Vu\u010di\u0107? E, soprattutto, cosa intendono fare ora che hanno ottenuto la maggioranza in parlamento<\/a>? Per comprendere le ambizioni di questa singolare esperienza politica, occorre leggere il loro programma in undici punti.<\/p>\n\n\n\n Pubblicato nel settembre 2026, alla vigilia delle elezioni legislative anticipate che avrebbero posto fine a quattordici anni di dominio del campo di Vu\u010di\u0107, questo programma \u00e8 nato da un movimento innescato dal crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad, il 1\u00b0 novembre 2024, che \u00e8 costato la vita a sedici persone. In meno di due anni, la richiesta di verit\u00e0 su questa catastrofe, sostenuta da centinaia di manifestazioni in tutto il Paese<\/a>, occupazioni universitarie e assemblee cittadine organizzate anche nelle citt\u00e0 e nei villaggi, si \u00e8 trasformata in un progetto di rifondazione democratica.<\/p>\n\n\n\n La loro dottrina si riassume in una frase: \u00abNon si tratta semplicemente di sostituire chi \u00e8 al potere, ma di cambiare le regole che consentono la monopolizzazione del potere politico e il controllo da parte dei dirigenti sulle istituzioni dello Stato e sulla vita dei cittadini\u00bb.<\/p>\n\n\n\n Questa ambizione di trasformare una democrazia rappresentativa, progressivamente svuotata della sua sostanza dal clientelismo e dalla concentrazione del potere, in un sistema aperto alla partecipazione diretta dei cittadini si \u00e8 concretizzata innanzitutto nel modo in cui gli studenti hanno scelto i propri candidati al Parlamento e elaborato il loro programma.<\/p>\n\n\n\n Come ha sottolineato la giornalista turca I\u015f\u0131n Eli\u00e7in, anzich\u00e9 dotarsi di un\u2019organizzazione verticale incentrata su pochi leader, gli studenti hanno costituito delle assemblee generali (plenum<\/em>) in cui chiunque poteva prendere la parola e dove le decisioni venivano, per quanto possibile, prese per consenso. Questo metodo si \u00e8 poi diffuso al di fuori delle universit\u00e0, con la formazione di assemblee cittadine (zborovi<\/em>) nei quartieri, nelle citt\u00e0 e nei villaggi, consentendo agli abitanti di discutere dei propri problemi e di elaborare collettivamente delle soluzioni.<\/p>\n\n\n\n La selezione dei 250 candidati alle elezioni legislative sembra aver seguito la stessa logica. I posti sono stati innanzitutto ripartiti tra le sei citt\u00e0 universitarie, poi tra le facolt\u00e0, al fine di evitare un predominio di Belgrado. In oltre 80 facolt\u00e0, le assemblee studentesche hanno proposto, discusso e selezionato i candidati, prima di sottoporre le liste a un veto incrociato. Tutte le figure gi\u00e0 al potere e quelle dell\u2019opposizione tradizionale sono state escluse da questo processo, che ha portato alla formazione di una lista composta da accademici, medici, scienziati, ma anche operai, artisti e attivisti. Soprattutto, tra i candidati non figurava alcuno studente. Per Du\u0161an Pavlovi\u0107, professore di scienze politiche a Belgrado, questa rinuncia volontaria ha costituito la forza del movimento, rendendo credibile la promessa di cambiare il sistema piuttosto che limitarsi a sostituire coloro che ne traevano beneficio.<\/p>\n\n\n\n