{"id":54257,"date":"2026-10-26T11:34:55","date_gmt":"2026-10-26T10:34:55","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=54257"},"modified":"2026-10-26T11:51:28","modified_gmt":"2026-10-26T10:51:28","slug":"il-nuovo-ordine-energetico-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/26\/il-nuovo-ordine-energetico-mondiale\/","title":{"rendered":"Il nuovo ordine energetico mondiale"},"content":{"rendered":"\n
Avevo detto che si trattava della pi\u00f9 grande minaccia alla sicurezza energetica della storia. Quanto \u00e8 accaduto negli ultimi otto mesi, insieme alle ripercussioni che continuiamo a osservare, lo confermano. Me ne rammarico, perch\u00e9 non \u00e8 affatto una buona notizia, n\u00e9 per la nostra sicurezza energetica, n\u00e9 per le economie, n\u00e9 per la vita di diversi milioni di persone. Si tratta di uno shock considerevole, il cui impatto non pu\u00f2 essere misurato solo in base al prezzo del greggio. Sarebbe una visione troppo ristretta.<\/p>\n\n\n\n
Per quanto riguarda in particolare il trasporto aereo, la crisi ha profondamente sconvolto il settore e ha avuto ripercussioni sui passeggeri. Le ragioni sono da ricercarsi nella chiusura degli spazi aerei in Medio Oriente, nell\u2019aumento del prezzo del cherosene e nella carenza di carburante, in particolare in alcune regioni dell\u2019Asia.<\/p>\n\n\n\n
Sta trasformando le dinamiche del mercato energetico mondiale. Il prezzo internazionale del petrolio si attesta a 117 dollari. Si tratta del prezzo del greggio, ma n\u00e9 voi n\u00e9 io utilizziamo il greggio. Noi utilizziamo benzina, gasolio o gas di petrolio liquefatto. Tuttavia, il prezzo del gasolio \u00e8 oggi doppio rispetto a prima dell\u2019inizio della guerra.<\/p>\n\n\n\n
Questo shock ha spinto molti paesi, in particolare quelli del Medio Oriente, a ripensare le proprie strategie energetiche, le alleanze e le rotte commerciali. La situazione \u00e8 semplice: la maggior parte delle loro esportazioni di petrolio e gas transitava dallo stretto di Ormuz. Oggi, molti di essi, in particolare i pi\u00f9 importanti, come l\u2019Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, si stanno affrettando a costruire o ampliare oleodotti e gasdotti per aggirare lo stretto. \u00c8 la prima volta che un cambiamento di tale portata avviene cos\u00ec rapidamente. Anche al di fuori del Medio Oriente, alcuni paesi hanno rivisto le proprie strategie in materia di rotte commerciali. Il Canada, grande produttore di petrolio e gas, sta abbandonando le rotte incentrate sul suo vicino meridionale per orientarsi sempre pi\u00f9 verso l\u2019Asia e l\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n
In secondo luogo, anche le dinamiche del commercio energetico mondiale stanno cambiando, e questa \u00e8 una novit\u00e0. Di solito, se voglio acquistare del GNL e un venditore me lo propone a 3 dollari mentre un altro a 4, compro quello pi\u00f9 economico. D\u2019ora in poi, se ritengo che il venditore pi\u00f9 costoso sia di gran lunga pi\u00f9 affidabile, sceglier\u00f2 lui. Si tratta di un premio alla sicurezza energetica, basato sulla fiducia.<\/p>\n\n\n\n
In terzo luogo, e questo \u00e8 l\u2019aspetto pi\u00f9 importante, questa crisi ha dato un notevole impulso alle energie rinnovabili e alle auto elettriche. Escludendo la Cina, le vendite di auto elettriche sono aumentate del 60% nel corso degli otto mesi di guerra, il che rappresenta un incremento senza precedenti rispetto agli anni precedenti. In molti paesi, sono addirittura pi\u00f9 che raddoppiate su base annua. Anche l\u2019interesse per il nucleare \u00e8 aumentato notevolmente in molti paesi. Alcuni stanno costruendo nuove centrali. Altri, che prevedevano di chiudere le proprie, come la Spagna, hanno cambiato idea. Attualmente sono in costruzione circa 90 gigawatt di capacit\u00e0 nucleare, un livello senza precedenti da quasi quarant\u2019anni.<\/p>\n\n\n\n
La risposta alla crisi in Medio Oriente e gli sforzi volti a garantire la sicurezza dell\u2019approvvigionamento energetico contribuiscono ad accelerare la transizione verso le energie pulite. Per la prima volta, gli obiettivi di sicurezza energetica e di lotta ai cambiamenti climatici convergono. Si tratta di una svolta fondamentale. La Turchia e l\u2019Australia, i due paesi che quest\u2019anno presiedono la COP31 e i relativi negoziati, ne sono pienamente consapevoli. Ne fanno un tema centrale della conferenza, che si terr\u00e0 il mese prossimo ad Antalya. Su iniziativa dell\u2019AIE, uno dei temi principali sar\u00e0 il ruolo dell\u2019elettrificazione, argomento al quale abbiamo dedicato un rapporto speciale a settembre.<\/p>\n\n\n\n L’era dell’elettricit\u00e0 \u00e8 arrivata. <\/p>Fatih Birol<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Pi\u00f9 in generale, \u00e8 evidente che gli eventi degli ultimi anni, in particolare quelli del 2022 e del 2026, hanno ridisegnato la mappa energetica mondiale. Quattro anni fa, due grandi rotte di approvvigionamento dominavano questa mappa: una collegava la Siberia occidentale all\u2019Europa attraverso la Russia, mentre l\u2019altra si estendeva dallo Stretto di Ormuz verso l\u2019Asia e oltre. Oggi entrambe queste rotte sono interrotte. Si stanno stringendo nuove alleanze, mentre quelle precedenti vengono abbandonate.<\/p>\n\n\n\n Ecco un dato sorprendente: in Europa, l\u2019elettricit\u00e0 rappresenta oggi solo il 24% del consumo totale di energia. In altri paesi importatori di energia, come la Cina, il Giappone o la Corea del Sud, questa quota raggiunge il 33-34%. Nei paesi esportatori di energie fossili, come gli Stati Uniti, il Canada e l\u2019Australia, si attesta tra il 23 e il 24%. Il tasso di elettrificazione dell\u2019Europa \u00e8 quindi paragonabile a quello dei paesi esportatori di idrocarburi.<\/p>\n\n\n\n Il futuro energetico dell\u2019Europa passa attraverso l\u2019elettrificazione. Anche tralasciando la questione climatica, se vogliamo un\u2019Europa sovrana, dobbiamo puntare sull\u2019elettrificazione. Possiamo produrre la nostra energia elettrica sfruttando l\u2019energia solare, eolica o nucleare, riducendo cos\u00ec la nostra dipendenza da paesi situati ai quattro angoli del mondo.<\/p>\n\n\n\n Formulare la diagnosi giusta \u00e8 importante, ma trovare la cura giusta lo \u00e8 altrettanto. Prendiamo un esempio di ci\u00f2 che l\u2019Europa ha sbagliato. Nel 1973 e nel 1979 si verificarono due grandi crisi petrolifere. Molti paesi hanno reagito; l\u2019industria nucleare \u00e8 nata proprio in risposta a queste crisi. Gli europei hanno allora compreso che era imprudente dipendere cos\u00ec tanto dal Medio Oriente. La diagnosi era corretta, ma la cura era sbagliata: si sono rivolti in massa alla Russia. Se richiamo questo episodio, \u00e8 perch\u00e9 spero che, questa volta, l\u2019Europa sappia dare la risposta giusta alla crisi provocata dall\u2019invasione dell\u2019Ucraina da parte della Russia, cos\u00ec come alla situazione attuale con l\u2019Iran. Sono convinto che la sovranit\u00e0 europea dipenda dalla nostra capacit\u00e0 di elettrificare le nostre economie. \u00c8 una questione di sovranit\u00e0, di energia e di competitivit\u00e0 economica. \u00c8 anche, in definitiva, la condizione per raggiungere gli obiettivi climatici.<\/p>\n\n\n\n Va sottolineato che l\u2019Europa ha compiuto progressi dopo la crisi del 2022, accelerando la diffusione delle energie rinnovabili. Grazie a questi notevoli sforzi, quest\u2019anno i sistemi elettrici europei sono stati meno esposti alle interruzioni nell\u2019approvvigionamento di gas di quanto lo sarebbero stati altrimenti. Ma c\u2019\u00e8 ancora molto da fare.<\/p>\n\n\n\n Man mano che sempre pi\u00f9 paesi producono la propria energia e cercano di ridurre la loro dipendenza dagli altri, l\u2019elettrificazione assume un\u2019importanza sempre maggiore.<\/p>\n\n\n\n Due anni fa sostenevo che il mondo stesse entrando nell\u2019era dell\u2019elettricit\u00e0. Dall\u2019inizio dell\u2019era moderna, ogni epoca \u00e8 stata caratterizzata da un combustibile specifico. Prima c\u2019\u00e8 stata l\u2019era del carbone, con la rivoluzione industriale, poi quella del petrolio e del gas. Oggi, come annunciato dall\u2019AIE, l\u2019era dell\u2019elettricit\u00e0 \u00e8 ormai una realt\u00e0. Le esportazioni di petrolio e gas da regioni come il Medio Oriente e le Americhe rimarranno significative. Ma nell\u2019era dell\u2019elettricit\u00e0, i paesi importatori di combustibili riprenderanno sempre pi\u00f9 il controllo del proprio destino.<\/p>\n\n\n\n Anche tralasciando la questione climatica, se vogliamo un\u2019Europa sovrana, dobbiamo passare all\u2019elettrificazione. <\/p>Fatih Birol<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Detto questo, un Paese in particolare potrebbe trarne vantaggio: la Cina, che \u00e8 riuscita ad affermarsi come leader nell\u2019elettrificazione. \u00c8 necessario riflettere sulle implicazioni di un ruolo pi\u00f9 dominante della Cina in futuro.<\/p>\n\n\n\n Per quanto riguarda la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e nucleari, l\u2019Europa dispone del know-how necessario e numerose aziende europee sono in grado di dare il proprio contributo. La Francia \u00e8 un buon esempio nel settore del nucleare. La Danimarca e la Germania lo sono per l\u2019energia eolica, e anche i paesi nordici sono attori chiave. Il settore dell\u2019energia solare dipende fortemente dalla Cina, ma esistono soluzioni per ovviare a questa situazione.<\/p>\n\n\n\n Il mondo deve mostrarsi particolarmente vigile per quanto riguarda i minerali critici, sia per quanto riguarda la loro estrazione che la loro raffinazione. La sfida riguarda proprio quest\u2019ultimo aspetto: oggi, il 75% della raffinazione avviene in Cina. Un solo Paese concentra il 75% di questa capacit\u00e0, mentre tutti gli altri messi insieme ne concentrano solo il 25%. Il dominio cinese in questo settore \u00e8 schiacciante. \u00c8 quindi essenziale che gli altri Paesi, in Europa, in Asia o altrove, diversifichino il pi\u00f9 possibile le loro capacit\u00e0 di raffinazione.<\/p>\n\n\n\n Dopo aver affrontato numerose crisi di sicurezza energetica, ne ho tratto una lezione fondamentale: la diversificazione \u00e8 la regola d\u2019oro numero uno della sicurezza energetica. Bisogna diversificare il pi\u00f9 possibile. Non bisogna dipendere eccessivamente da un unico Paese o da un\u2019unica rotta commerciale. \u00c8 ingenuo pensare che un\u2019economia mondiale da 110.000 miliardi di dollari possa dipendere da uno stretto di 40 chilometri e che ne risulterebbe paralizzata se questo venisse bloccato.<\/p>\n\n\n\n L\u2019AIE \u00e8 pienamente impegnata ad affrontare le attuali sfide in materia di sicurezza energetica, ma anche quelle emergenti, prima fra tutte la concentrazione delle catene di approvvigionamento dei minerali critici. Negli ultimi anni abbiamo notevolmente ampliato il nostro lavoro in questo settore, creando una divisione dedicata specificatamente a questo tema. Riuniamo regolarmente rappresentanti dei governi e delle imprese, in particolare per esercitazioni di gestione delle crisi. Queste esercitazioni mirano a prepararci meglio a eventuali interruzioni dell\u2019approvvigionamento.<\/p>\n\n\n\n Infatti, la Cina ha svolto un ruolo importante riducendo le importazioni di petrolio.<\/p>\n\n\n\n Per la prima volta, ha dimostrato il proprio peso sul mercato in qualit\u00e0 di grande importatore di energia. Per dare un\u2019idea dell\u2019ordine di grandezza, le scorte petrolifere pubbliche degli Stati Uniti, del Giappone e di tutti i paesi europei messi insieme sono leggermente inferiori a quelle della Cina. Pechino ha dimostrato di poter utilizzare la gestione delle proprie scorte per influenzare i mercati, cosa che non \u00e8 passata inosservata.<\/p>\n\n\n\n La Cina, tuttavia, non \u00e8 stata l\u2019unico fattore di stabilizzazione. Anche il multilateralismo, attraverso l\u2019AIE, ha svolto un ruolo fondamentale. All\u2019inizio di marzo, i nostri 32 paesi membri si sono mobilitati rapidamente per annunciare un rilascio senza precedenti sul mercato di 400 milioni di barili di riserve petrolifere di emergenza. Questo rilascio, tuttora in corso, \u00e8 stato determinante per evitare conseguenze pi\u00f9 gravi sulle nostre economie. E possiamo ripeterla se necessario. Rappresenta infatti solo circa il 20% delle nostre riserve, il che significa che ne restano l\u201980%. Se necessario, possiamo immetterne altre sul mercato.<\/p>\n\n\n\n Pu\u00f2 influire in entrambi i sensi. Pu\u00f2 ridurre le importazioni, ma se decidesse di aumentarle, i prezzi ne risentirebbero.<\/p>\n\n\n\n Non so di cosa si discuter\u00e0 n\u00e9 quale sar\u00e0 l’esito.<\/p>\n\n\n\n Ci\u00f2 che mi preoccupa \u00e8 che, in questo periodo difficile per il gas naturale, sento alcuni paesi e leader europei fare dichiarazioni che non vorrei sentire. Questo inverno si preannuncia delicato per l\u2019Europa, poich\u00e9 le forniture di gas dal Qatar e dagli Emirati Arabi Uniti sono state interrotte. Se l\u2019inverno dovesse rivelarsi particolarmente freddo, i prezzi potrebbero salire. Alcuni paesi suggeriscono quindi, in modo velato, di riaprire temporaneamente i rubinetti del gas russo. La mia risposta \u00e8 molto semplice. \u00c8 stato un errore diventare troppo dipendenti dalla Russia. Farlo una volta \u00e8 un errore. Ripeterlo non \u00e8 pi\u00f9 un errore.<\/p>\n\n\n\n La posta in gioco va ben oltre la transizione energetica. Ci\u00f2 costituirebbe un duro colpo alla sovranit\u00e0 e all\u2019indipendenza dell\u2019Europa. Dobbiamo riprendere in mano il nostro destino, e l\u2019energia svolge un ruolo centrale in questo senso. Dobbiamo produrre nel nostro territorio quanta pi\u00f9 elettricit\u00e0 possibile.<\/p>\n\n\n\n \u00c8 stato un errore diventare troppo dipendenti dalla Russia. Farlo una volta \u00e8 un errore. Ripeterlo non \u00e8 pi\u00f9 un errore. <\/p>Fatih Birol<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n L’attuale amministrazione statunitense non condivide la stessa visione di quella precedente. Tuttavia, se si considerano le energie rinnovabili, come il solare o i biocarburanti, si nota che stanno registrando una crescita molto forte. Gli Stati Uniti puntano anche sul nucleare.<\/p>\n\n\n\n La gente pensava, o le era stato fatto credere, che sarebbe finita in fretta. In turco abbiamo un proverbio: \u00abUn vaso rotto non si ricompone\u00bb. \u00bb Tutto \u00e8 cambiato e, realisticamente, non vedo come le cose possano tornare l\u2019anno prossimo a com\u2019erano prima della guerra. Ognuno penser\u00e0 che se lo stretto di Ormuz \u00e8 stato chiuso una volta, potr\u00e0 esserlo di nuovo. Questo cambier\u00e0 il mondo. Mi aspetto che ci\u00f2 influenzi, nel prossimo futuro, la dinamica e l\u2019andamento dei prezzi sui mercati petroliferi.<\/p>\n\n\n\n Il barile di petrolio costa 117 dollari, ma il prezzo del gasolio \u00e8 raddoppiato. Mi preoccupa vedere che la nostra attenzione si concentri esclusivamente sul petrolio e sul gas. C’\u00e8 per\u00f2 un altro settore molto colpito di cui si parla poco: i fertilizzanti. Eppure, in molte regioni del mondo, in particolare in Africa e in America Latina, la stagione della semina sta per iniziare. I fertilizzanti rappresentano un problema e anche il gasolio \u00e8 essenziale per i trattori e le altre macchine agricole. Questo mi preoccupa altrettanto. Per gli europei, 117 dollari potrebbero non sembrare cos\u00ec drammatici. Ma se andate in Africa a dire che i prezzi non sono molto alti, sentirete un\u2019altra versione dei fatti. A 117 dollari, ad esempio, non ci si pu\u00f2 pi\u00f9 permettere di comprare il GPL per cucinare.<\/p>\n\n\n\n All\u2019AIE monitoriamo quotidianamente oltre 550 tecnologie. Una delle questioni chiave \u00e8 quella della maturit\u00e0: quando queste nuove tecnologie potranno diffondersi su larga scala? Se dovessi scommettere su quale sar\u00e0 ampiamente disponibile e accessibile in futuro, citerei lo stoccaggio tramite batterie.<\/p>\n\n\n\n L’accumulo tramite batterie cambier\u00e0 molte cose. Le energie rinnovabili stanno registrando una forte crescita, ma presentano un difetto: la loro intermittenza. Le batterie possono porvi rimedio. Il loro costo sta diminuendo notevolmente. A mio avviso, si tratta senza dubbio della tecnologia pi\u00f9 promettente e pi\u00f9 importante per il futuro.<\/p>\n\n\n\n In turco c’\u00e8 un proverbio che dice: \u00abUn vaso rotto non si ricompone\u00bb<\/p>Fatih Birol<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n La Cina \u00e8 gi\u00e0 all\u2019avanguardia in questo settore, ma la buona notizia \u00e8 che anche l\u2019Europa, gli Stati Uniti, la Corea del Sud e il Giappone stanno compiendo notevoli progressi. A differenza della raffinazione dei minerali critici, il settore non \u00e8 cos\u00ec concentrato.<\/p>\n\n\n\n I data center hanno bisogno di elettricit\u00e0 in modo continuo e, a mio avviso, l\u2019intelligenza artificiale potrebbe essere l\u2019innovazione tecnologica pi\u00f9 importante della storia dell\u2019umanit\u00e0. Gli Stati Uniti e la Cina sono impegnati in una concorrenza serrata, e l\u2019Europa, l\u2019India e il Medio Oriente non sono da meno. Il vincitore della corsa all\u2019IA sar\u00e0 chi avr\u00e0 accesso a grandi quantit\u00e0 di energia elettrica a basso costo. Quando osservo il mondo di oggi, mi sembra che la Cina, a questo punto, sia qualche passo avanti rispetto agli altri. L\u2019accesso all\u2019energia elettrica \u00e8 quindi fondamentale.<\/p>\n\n\n\n In molti paesi, sia negli Stati Uniti che in Europa, i data center consumano molta elettricit\u00e0, il che crea tensioni tra le popolazioni locali e le aziende tecnologiche. La gente non vuole che i prezzi dell\u2019elettricit\u00e0 aumentino a causa dell\u2019IA. Si tratta di uno dei temi principali delle elezioni di medio termine americane e sta diventando una questione rilevante anche in molti paesi europei. I governi devono quindi incoraggiare le aziende tecnologiche a sostenere in modo pi\u00f9 generoso il settore e i mercati dell\u2019energia elettrica.<\/p>\n\n\n\n Esistono tre grandi tendenze, e l\u2019intelligenza artificiale e i data center svolgono un ruolo importante in questo contesto. Ma ci sono anche le auto elettriche. Appena cinque anni fa, solo il 5% delle auto vendute era elettrico. Quest\u2019anno, questa percentuale \u00e8 salita al 32% e, entro un anno, molto probabilmente parleremo di camion elettrici.<\/p>\n\n\n\n Il vincitore della corsa all\u2019intelligenza artificiale sar\u00e0 chi avr\u00e0 accesso a grandi quantit\u00e0 di energia elettrica a basso costo. <\/p>Fatih Birol<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Ma in realt\u00e0, il principale motore della domanda mondiale di elettricit\u00e0 oggi \u00e8 la climatizzazione. In alcuni paesi, come gli Stati Uniti o il Giappone, il 90% delle abitazioni \u00e8 dotato di climatizzazione. Eppure, quando mi sono recato in Nigeria alcune settimane fa, il presidente mi ha fatto notare che solo il 5% delle abitazioni ne \u00e8 dotato. Il Paese conta 240 milioni di abitanti e l\u00ec fa molto pi\u00f9 caldo che negli Stati Uniti o in Giappone. Con l\u2019aumento delle temperature dovuto al cambiamento climatico, una delle prime cose che le persone fanno non appena ne hanno i mezzi \u00e8 acquistare un condizionatore per rendere la propria vita pi\u00f9 confortevole.<\/p>\n\n\n\n L’AIE \u00e8 gi\u00e0 l’agenzia di riferimento per la transizione energetica: chiunque sia interessato all’argomento e cerchi una visione globale realistica si rivolge a essa.<\/p>\n\n\n\n Vedremmo un mondo molto pi\u00f9 moderno, efficiente, pulito e giusto. L\u2019Africa ci mostra cosa c\u2019\u00e8 in gioco. Oggi, nel continente, quattro famiglie su cinque cucinano con la legna. Questo compito, svolto principalmente dalle donne, provoca malattie respiratorie. Ogni anno, 800.000 persone muoiono prematuramente a causa di ci\u00f2. Si tratta, insieme alla malaria, di una delle due principali cause di mortalit\u00e0 prematura nel continente, e le donne ne sono le principali vittime. \u00c8 la pi\u00f9 grande ingiustizia dell\u2019attuale settore energetico. L\u2019elettrificazione potrebbe cambiare questa situazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" Secondo il direttore dell\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia, dopo l\u2019egemonia del petrolio, \u00abl\u2019era dell\u2019elettricit\u00e0 \u00e8 ormai una realt\u00e0\u00bb. <\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":54208,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-interviews.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":true,"_trash_the_other_posts":false,"_yoast_wpseo_estimated-reading-time-minutes":17,"_lgc_tts_voice":"","_lgc_tts_publish":false,"_lgc_tts_history_item_id":"","_lgc_tts_generated_at":"","_lgc_tts_status":"","_lgc_tts_error":"","footnotes":""},"categories":[1619],"tags":[],"staff":[2425,1624],"editorial_format":[2352],"serie":[],"audience":[],"geo":[2171],"class_list":["post-54257","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ambiente","staff-emmanuel-guerin","staff-ramona-bloj","editorial_format-interviste","geo-mondo"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":"default","_thumbnail_id":54208,"excerpt":"Secondo il direttore dell\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia, dopo l\u2019egemonia del petrolio, \u00abl\u2019era dell\u2019elettricit\u00e0 \u00e8 ormai una realt\u00e0\u00bb. 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Questa mancanza di progressi \u00e8 dovuta a una carenza di analisi?<\/h3>\n\n\n\n
Stiamo passando da un sistema geopolitico incentrato sui combustibili fossili a un sistema organizzato attorno alle catene del valore delle tecnologie pulite?<\/h3>\n\n\n\n
Come pu\u00f2 l\u2019Europa passare all\u2019elettricit\u00e0 senza sostituire una dipendenza con un\u2019altra, questa volta nei confronti della Cina?<\/h3>\n\n\n\n
La Cina ha svolto un ruolo importante nell’attenuare l’impatto della crisi petrolifera.<\/h3>\n\n\n\n
Cosa ci rivela questo riguardo al ruolo emergente della Cina sui mercati petroliferi mondiali?<\/h3>\n\n\n\n
Vladimir Putin, Xi Jinping e Donald Trump potrebbero incontrarsi in occasione di un vertice nelle prossime settimane. Questo potrebbe avere un impatto sui mercati energetici?<\/h3>\n\n\n\n
Un ritorno alle importazioni di idrocarburi russi segnerebbe la fine della transizione energetica europea?<\/h3>\n\n\n\n
Come valuta oggi il ruolo degli Stati Uniti nella transizione energetica?<\/h3>\n\n\n\n
Le quotazioni del petrolio sono aumentate nelle ultime settimane. Perch\u00e9 i mercati hanno tardato a reagire all\u2019inizio della guerra in Iran?<\/h3>\n\n\n\n
Ritiene che il prezzo attuale sia giusto, oppure i mercati continuano a sottovalutare il rischio?<\/h3>\n\n\n\n
Dove si colloca oggi l’innovazione pi\u00f9 importante nel settore energetico?<\/h3>\n\n\n\n
Si sostiene che la crescente domanda di energia elettrica legata all\u2019intelligenza artificiale metta sotto pressione le reti elettriche e i prezzi per i consumatori. Queste accuse sono fondate?<\/h3>\n\n\n\n
Nelle proiezioni dell\u2019AIE, l\u2019intelligenza artificiale rappresenta un fattore determinante per la domanda futura di energia elettrica?<\/h3>\n\n\n\n
L’AIE \u00e8 stata fondata in risposta alle crisi petrolifere degli anni ’70 e da allora ha subito profondi cambiamenti. Cosa occorrerebbe affinch\u00e9 diventasse l’agenzia internazionale alla guida della transizione verso le energie pulite?<\/h3>\n\n\n\n
Se l\u2019era dell\u2019elettricit\u00e0 dovesse davvero arrivare, come sarebbe il mondo?<\/h3>\n\n\n\n