{"id":53866,"date":"2026-10-22T11:44:02","date_gmt":"2026-10-22T09:44:02","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=53866"},"modified":"2026-10-22T15:33:10","modified_gmt":"2026-10-22T13:33:10","slug":"manifestazioni-la-tentazione-dellingerenza-straniera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/22\/manifestazioni-la-tentazione-dellingerenza-straniera\/","title":{"rendered":"Trump e Putin hanno orchestrato le rivolte in Francia?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"non-subscribers-only\"><em>Scopri <\/em>\u201cIl Grand Continent<em>\u201d. Idee e analisi che non troverai da nessun\u2019altra parte. Ma che presto vedrai ovunque. Nella  tua casella di posta <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/offre-abonnement\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">a partire da 8 euro al mese<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Secondo <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/21\/le-front-digital-des-emeutes-en-france-2\/\">Thierry Breton<\/a>, le recenti manifestazioni, cos\u00ec come <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2026\/08\/04\/apres-la-crise-de-ceuta-leurope-doit-apprendre-a-securiser-ses-frontieres-numeriques\/\">la crisi di Ceuta<\/a> di quest\u2019estate, dimostrano che i paesi europei non hanno il controllo del proprio spazio informativo. \u00c8 d\u2019accordo?\u00a0<\/h3>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Kevin Limonier<\/span>: Sono emerse alcune interpretazioni secondo cui alcune potenze straniere avrebbero, se non istigato, almeno favorito le violenze.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre distinguere due questioni. La prima riguarda il controllo dello spazio informativo. Su questo punto, concordo pienamente con il parallelo tracciato con Ceuta: quest\u2019estate si \u00e8 verificata una disfunzione nella sorveglianza delle frontiere spagnole, e in questo caso nella proiezione virtuale di tali frontiere, con le autorit\u00e0 che non hanno previsto un evento che avrebbero dovuto anticipare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">E la seconda?&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 quella delle <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2026\/10\/16\/en-mer-noire-la-russie-escalade-aux-abords-de-lotan\/\">ingerenze in corso in diversi paesi europei<\/a>. Ma sostenere che le manifestazioni siano state fomentate da potenze straniere rappresenta un pericolo politico fondamentale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In primo luogo, perch\u00e9 ci\u00f2 permette a molti dirigenti di sottrarsi alle proprie responsabilit\u00e0. In secondo luogo, perch\u00e9 equivale a partecipare a campagne di auto-disinformazione. \u00c8 la stessa cosa che \u00e8 successa quando Gabriel Attal \u00e8 stato preso di mira da alcune operazioni quest\u2019estate. All\u2019epoca avevo detto che non bisognava assolutamente parlarne, perch\u00e9 gli attori russi non aspettavano altro. Fa parte del loro modello economico, che consiste nell\u2019occupare il centro della scena e nell\u2019essere percepiti come molto potenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte alle violenze a cui assistiamo <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2026\/10\/19\/au-dela-de-la-france-la-crise-du-cout-de-la-vie-embrase-leurope\/\">in Francia, in Italia e altrove<\/a>, \u00e8 pericoloso mettere queste operazioni di ingerenza al centro dell\u2019attenzione, perch\u00e9 ci\u00f2 equivale a eludere il fatto che abbiamo un vero e proprio problema di disuguaglianze. D\u2019altra parte, \u00e8 ovviamente vero che attori russi e iraniani, tra gli altri, alimentano, amplificano e manipolano questi eventi. Il contrario sarebbe davvero sorprendente.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">In che modo le operazioni russe si inseriscono in una guerra politica? In che cosa differiscono dalla strumentalizzazione politica dei fenomeni endogeni che si osservano?&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Marion Solletty<\/span>: C\u2019\u00e8 una vera e propria differenza di natura tra le operazioni montate ad arte da agenti al soldo della Russia, che poi trovano eco nei media \u2014 ed \u00e8 proprio questo successo a produrre un effetto destabilizzante \u2014 e le manifestazioni che si svolgono oggi in Francia, che hanno un\u2019origine del tutto spontanea. Queste ultime nascono dalle rivendicazioni degli studenti delle scuole superiori o di altre fasce della popolazione riguardo alle loro condizioni di vita, di lavoro o di studio, e vengono poi strumentalizzate da leader stranieri, poich\u00e9 ci\u00f2 va a vantaggio della loro ideologia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la mancata gestione dello spazio informativo, se il governo \u00e8 oggetto di critiche cos\u00ec aspre per la sua gestione, \u00e8 perch\u00e9 non ha saputo cogliere alcuni segnali evidenti, soprattutto online, riguardanti sia la portata che la natura del movimento, e in particolare il fatto che teppisti e saccheggiatori si stessero organizzando.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 difficile, in parte perch\u00e9 tutto avviene su piattaforme come Snapchat, che funzionano in tempo reale e dove i contenuti scompaiono. Resta il fatto che, gi\u00e0 da venerd\u00ec, diversi osservatori che monitorano i social media e la viralit\u00e0 di alcune parole chiave avevano intuito la portata della mobilitazione di sabato. Perch\u00e9 i servizi di intelligence territoriali, e di conseguenza il Ministero dell\u2019Interno, non sono riusciti a tenerne conto nel dispositivo poi messo in atto?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una delle conclusioni del suo libro riguarda il \u00abrischio 2027\u00bb: le divisioni interne delle societ\u00e0 occidentali, in particolare della societ\u00e0 francese, potrebbero essere strumentalizzate dalle operazioni russe, sia in modo molto concreto, prendendo di mira candidati o una lista precisa, sia attraverso operazioni volte ad esacerbare le tensioni esistenti. Cosa ci si pu\u00f2 aspettare? In che modo la Russia sfrutta una situazione di tensione come quella attuale?<\/h3>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Marion Solletty<\/span>: Si possono individuare due fenomeni. Da un lato, l\u2019amplificazione e la distorsione di fenomeni gi\u00e0 esistenti sono ben documentate e monitorate, in particolare da Viginum. Questo non rappresenta il rischio maggiore per i prossimi mesi. D\u2019altra parte, vi sono gli attacchi fisici e informatici che potrebbero intensificarsi. Nelle ultime settimane abbiamo parlato molto degli attacchi informatici rivolti alle infrastrutture critiche, ma questi possono colpire anche i supermercati, ad esempio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Affermare che le manifestazioni siano state fomentate da potenze straniere rappresenta un pericolo politico fondamentale.&nbsp;<\/p><cite>Kevin Limonier<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La mancanza di comprensione, da parte della popolazione, delle basi ideologiche di questi atti rappresenta un rischio grave. La Russia non cerca il caos fine a se stesso: cerca di minare le fondamenta della nostra democrazia per indebolire un avversario politico e geopolitico. Facciamo molta fatica a capirlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9?<\/h3>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 non proveniamo affatto dallo stesso contesto culturale, storico e politico. I nostri ricordi della Guerra Fredda sono troppo lontani, a differenza di altri paesi che l\u2019hanno vissuta in modo pi\u00f9 diretto. I cittadini sono male informati su ci\u00f2 che sta accadendo, e noi non ce ne rendiamo conto perch\u00e9 abbiamo l\u2019impressione che certe cose siano ormai note a tutti. L\u2019intera dottrina della destabilizzazione dell\u2019Occidente, percepito come il nemico da abbattere in un conflitto pi\u00f9 ampio, \u00e8 molto mal compresa.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Si pu\u00f2 ritenere che gli Stati Uniti perseguano un obiettivo simile, ovvero minare le fondamenta e i valori della democrazia liberale?<\/h3>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Maud Quessard<\/span>: Non userei i termini \u201csape\u201d o \u201csovversione\u201d, perch\u00e9 implicano che ci troviamo in una zona grigia. In realt\u00e0, l\u2019ingerenza degli Stati Uniti non \u00e8 sottile, ma palese. Non siamo in una zona grigia, ma in una situazione di bianco o nero. Ci\u00f2 che differenzia la nostra epoca dalla Guerra Fredda \u00e8 che la strategia americana di George Kennan del 1948 era riservata, mentre la <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2025\/12\/06\/strategie-de-securite-nationale-americaine-le-plan-de-la-maison-blanche-contre-leurope-texte-integral\/\">Strategia di sicurezza nazionale<\/a> pubblicata nel dicembre 2025 non \u00e8 un documento dottrinale destinato agli operatori della politica estera. Si tratta di un documento di propaganda che sancisce la volont\u00e0 degli Stati Uniti di vedere realizzarsi uno scisma ideologico all\u2019interno dell\u2019Occidente.<\/p>\n\n\n\n<p>A mio avviso, questo sconvolge molto di pi\u00f9 le nostre percezioni come europei rispetto alla volont\u00e0 russa di minare le nostre istituzioni. Facciamo fatica a capire che possano esserci dei nemici all\u2019interno dell\u2019alleanza atlantica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La narrativa americana sull\u2019islamo-sinistrismo in Francia e sul \u201cgrande rimpiazzo\u201d non \u00e8 una fissazione trumpista. \u00c8 sostenuto dall\u2019estrema destra americana sin dagli anni 2010, con un fronte ultraconservatore che si \u00e8 lanciato in una crociata per spiegare quanto l\u2019Europa, e la Francia in particolare, siano corrotte dall\u2019immigrazione. Oggi questa narrativa ha un obiettivo molto chiaro e pragmatico: il 3 novembre si terranno le elezioni di medio termine. Il discorso del vicepresidente e del presidente americano non potrebbe essere pi\u00f9 limpido.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Del resto, prende di mira esplicitamente la Francia, mentre le manifestazioni si svolgono anche altrove.<\/h3>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Maud Quessard<\/span>: Assolutamente s\u00ec, riguarda ci\u00f2 che sta accadendo in Francia, e non in Europa o in altri paesi dove esistono anch\u2019essi movimenti giovanili. Se guardiamo altrove nel mondo, si osservano manifestazioni di massa in India, nonch\u00e9 una mobilitazione sociale molto forte sui social network, spesso con un\u2019intensit\u00e0 molto maggiore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Si deve parlare di guerra ibrida o di <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2026\/10\/06\/lere-de-la-guerre-politique\/\">guerra politica<\/a>?<\/h3>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Maud Quessard<\/span> Il termine \u00abguerra politica\u00bb (political warfare) \u00e8 molto pertinente, poich\u00e9 gli americani non se ne sono mai veramente discostati. Lavorando con esperti nordamericani di guerre informative, ci si rende conto che insistono sempre sullo stesso punto: bisogna semplificare i concetti e smettere di parlare di disinformazione, manipolazione o sovversione. Ci\u00f2 che conta \u00e8 la guerra politica. Non \u00e8 il mezzo o lo strumento tecnologico. Ci\u00f2 che ha potere \u00e8 il messaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, oggi, gli Stati Uniti di Donald Trump trasmettono un messaggio chiaro: il declino intra-occidentale. Propongono un nuovo modello, che non \u00e8 quello che promuovevano durante la guerra fredda. Si tratta ormai di un modello tecno-libertario che \u00e8 innanzitutto conservatore e religioso. Ed \u00e8 proprio questa dimensione che spinge a commentare in primo luogo ci\u00f2 che sta accadendo in Francia.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Questa guerra politica sopravviver\u00e0 a Donald Trump?&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Maud Quessard<\/span>: Questa guerra politica conta centinaia di migliaia di battaglioni e divisioni. \u00c8 organizzata attorno a fondazioni, think tank e universit\u00e0 che consentono di sostenere un progetto di civilt\u00e0 portato avanti pi\u00f9 da J.D. Vance che da Marco Rubio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Sar\u00e0 lui a portare avanti questo progetto dopo Donald Trump?<\/h3>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Maud Quessard<\/span>: Il periodo post-Trump vedr\u00e0 un forte schieramento MAGA, guidato da J.D. Vance e sostenuto da due componenti: i conservatori religiosi e i tecnolibertari, questi ultimi pi\u00f9 coinvolti nella dimensione finanziaria che in quella ideologica. Sar\u00e0 il progetto teologico-politico di Vance a prevalere, un progetto che va ben oltre il semplice discorso populista che invoca il rovesciamento delle istituzioni democratiche. Si tratta di un progetto di civilt\u00e0 che ha un unico motore in grado di unire tutti i sostenitori del MAGA che rimarranno: la paura del declino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La Russia non cerca il caos fine a se stesso: cerca di minare le fondamenta della nostra democrazia per indebolire un avversario politico e geopolitico. <\/p><cite>Marion Solletty<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 una novit\u00e0 del XXI secolo; questo timore attraversa tutta la storia politica americana. \u00c8 stato teorizzato alla fine degli anni \u201980 da Paul Kennedy e non ha fatto altro che amplificarsi in varie forme. Il vicepresidente degli Stati Uniti ha scoperto questa grande crociata e si \u00e8 convertito al cattolicesimo nel 2019, proprio nel tentativo di dare un senso alla propria storia e di portare avanti questo progetto. Non \u00e8 solo: l\u2019idea ha pervaso gli apparati statali negli Stati Uniti, ma anche in Europa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La Francia \u00e8 il secondo Paese pi\u00f9 preso di mira dalle ingerenze russe dopo l\u2019Ucraina. Come si spiega questa centralit\u00e0?&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Marion Solletty<\/span>: L\u2019azione della Russia \u00e8 pi\u00f9 comprensibile di quella degli Stati Uniti, poich\u00e9 i suoi obiettivi bellici sono noti. La Francia \u00e8 presa di mira principalmente per un motivo: la sua potenza militare e la sua capacit\u00e0 di mobilitazione politica. Pur non essendo il principale contributore finanziario degli aiuti all\u2019Ucraina, ha comunque permesso di mobilitare le energie politiche attorno alla coalizione di volontari guidata da Emmanuel Macron. \u00c8 bersaglio di operazioni politiche perch\u00e9 presenta anche una grande debolezza: le sue attuali divisioni, una polarizzazione molto forte e una permeabilit\u00e0 storicamente significativa al discorso russo.<\/p>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Kevin Limonier<\/span>: Dal punto di vista russo, vedo tre ragioni per cui la Francia \u00e8 nel mirino: una ragione congiunturale, una strutturale e una interna alla stessa Russia. La prima \u00e8 l\u2019avvicinarsi delle elezioni, che rischiano di ribaltare i rapporti di forza, il che rappresenta una questione fondamentale per la Russia. Il regime e i suoi leader si giocano la sopravvivenza in Ucraina: non possono perdere questa guerra. In Russia circolano narrazioni molto influenti secondo cui perdere una guerra percepita come separatista \u2014 come nel caso della guerra in Ucraina oggi, ma come \u00e8 avvenuto anche nelle guerre in Cecenia \u2014 provocherebbe la frammentazione della Federazione Russa. Garry Kasparov ha del resto dichiarato: \u00abLa guerra in Ucraina \u00e8 per la Russia ci\u00f2 che la guerra d\u2019Algeria \u00e8 stata per la Francia, ovvero la guerra che questo Paese deve perdere per porre fine alla sua sindrome imperiale. \u00bb Resta da vedere se la Russia potr\u00e0 sopravvivere alla sua sindrome imperiale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In passato abbiamo assistito a dichiarazioni ideologiche a sostegno del Rassemblement National. Credo che oggi Mosca non sia pi\u00f9 coinvolta in tutto questo. Le \u00e9lite russe hanno un bisogno cos\u00ec urgente di sopravvivenza che tutto ci\u00f2 che potr\u00e0 essere mobilitato per sovvertire il nostro sistema politico, sia a destra che a sinistra, verr\u00e0 utilizzato, indipendentemente dalla coerenza ideologica. Quest\u2019ultima non ha pi\u00f9 alcuna importanza per i decisori russi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Qual \u00e8 la terza ragione?&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Kevin Limonier<\/span>: \u00c8 una questione interna alla Russia, un Paese strutturalmente francofilo che ha sempre guardato alla Francia con sentimenti contrastanti, ma spesso positivi. Non bisogna dimenticare il ruolo che la cultura francese ha svolto durante l\u2019era sovietica. Nel 2012 mi trovavo a Mosca al momento dell\u2019elezione di Fran\u00e7ois Hollande. Putin era tornato al potere a marzo, dopo importanti manifestazioni a Mosca che hanno segnato una vera e propria svolta storica. Sui social network russi dell\u2019epoca, un post ha fatto scalpore. Si trattava di due immagini: Fran\u00e7ois Hollande che percorreva gli Champs-\u00c9lys\u00e9es in mezzo alla folla e Putin che si recava al Cremlino per il suo insediamento, in una Mosca deserta, con la didascalia: \u00abEcco cos\u2019\u00e8 una democrazia\u00bb. Questo tipo di immagini sembra provenire da un altro mondo, ma rimane radicato nell\u2019immaginario collettivo russo. Semplicemente, si tratta di un Paese che oggi subisce un\u2019oppressione senza precedenti dai tempi di Stalin, tanto che tutto ci\u00f2 \u00e8 profondamente sepolto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Questo concetto di immaginario collettivo \u00e8 applicabile al caso americano?&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Maud Quessard<\/span>: Il concetto di immaginario collettivo \u00e8 molto pertinente perch\u00e9, in effetti, non tutto \u00e8 plasmato dai social network. Esiste davvero un rapporto speciale tra la Francia e gli Stati Uniti, quello delle \u201crepubbliche sorelle\u201d, che deriva dal modello di una Repubblica contrapposta a un impero. Questa interpretazione \u00e8 fondamentale per comprendere il rapporto della Francia con gli Stati Uniti: abbiamo sempre la volont\u00e0 di rimanere una Repubblica e una democrazia sociale. \u00c8 ci\u00f2 che si sta esprimendo nelle ultime settimane nelle piazze, di fronte al nuovo Impero, senza dubbio quello di Trump.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gli Stati Uniti e la Russia utilizzano gli stessi metodi in Europa?&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Marion Solletty<\/span>: Siamo tutti d\u2019accordo sul fatto che esista un allineamento ideologico tra la Russia e una parte significativa del movimento MAGA sull\u2019idea che l\u2019Europa sia in pieno declino civile. D&#8217;altra parte, i mezzi messi in campo sono piuttosto diversi. Ci\u00f2 non significa che non vi siano punti in comune, ma nel caso degli Stati Uniti, la volont\u00e0 di influire sul dibattito politico europeo e il sostegno <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2025\/12\/06\/strategie-de-securite-nationale-americaine-le-plan-de-la-maison-blanche-contre-leurope-texte-integral\/\">ai partiti che definiscono \u00abpatriottici\u00bb<\/a> vengono presentati in modo molto ufficiale, mentre Vladimir Putin non ha mai rivendicato pubblicamente le operazioni condotte in Europa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 in generale, la politica estera statunitense si basa oggi su diversi pilastri: una corrente ideologica, ma anche una corrente molto pragmatica e opportunista, come si pu\u00f2 vedere nell\u2019operato di Donald Trump e nelle operazioni che sceglie di condurre, oltre che su interessi finanziari ed economici. Del resto, si assiste a cambiamenti delle sue posizioni da un giorno all\u2019altro. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che abbiamo vissuto di recente un nuovo momento di stordimento vedendo Trump allinearsi improvvisamente alle posizioni provenienti dalla Russia, in particolare riguardo all\u2019Ucraina. Era gi\u00e0 successo all\u2019inizio del 2025, con la scena nello Studio Ovale e il discorso di Monaco. Stiamo rivivendo la stessa situazione, ma l\u2019ago della bilancia oscilla avanti e indietro. \u00c8 molto destabilizzante per l\u2019Europa, poich\u00e9 proviene da un paese ufficialmente alleato con il quale si cerca di preservare ci\u00f2 che \u00e8 possibile preservare nel rapporto, in particolare la cooperazione in materia di sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Kevin Limonier<\/span>: Tra gli Stati Uniti e la Russia esiste innanzitutto una convergenza ideologica e, molto probabilmente, strategica che consiste, per Washington, nel voler ottenere, secondo l\u2019espressione di Sofi Oksanen, la \u00abfinlandizzazione\u00bb dell\u2019Europa. Vale a dire trasformare l\u2019Europa in ci\u00f2 che era la Finlandia durante la guerra fredda: una potenza cuscinetto, un terreno di intesa neutrale tra due poli di potere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da parte russa, c&#8217;\u00e8 questa ossessione secondo cui la Francia e l&#8217;Europa minaccerebbero l&#8217;integrit\u00e0 stessa della struttura imperiale della Russia. Va ricordato che la guerra in Ucraina \u00e8 iniziata quando, alla fine del 2013, il presidente ucraino si \u00e8 rifiutato di firmare l\u2019accordo di associazione con l\u2019Unione europea, provocando manifestazioni popolari. \u00c8 l\u2019inizio di tutto ci\u00f2 che stiamo vivendo oggi, e i russi ne sono ben consapevoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da parte americana, oggi si sta cercando di ridefinire la strategia, ovvero si auspica un riallineamento degli europei alle proprie priorit\u00e0 del momento e a una certa visione del mondo. Ci\u00f2 comporta un indebolimento delle strutture europee, poich\u00e9, per diverse ragioni, vi \u00e8 una forte intolleranza verso qualsiasi forma di autonomia strategica e di volont\u00e0 di potere europeo. Questo mi sembra assolutamente fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Si pu\u00f2 quindi parlare di complementarit\u00e0 piuttosto che di convergenza?<\/h3>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Kevin Limonier<\/span>: S\u00ec, quello che vediamo oggi \u00e8 che, sia da parte americana che da parte russa, si assiste a una strumentalizzazione e a una \u201cmilitarizzazione\u201d delle dipendenze strategiche dell\u2019Europa. Da parte americana, assistiamo a un assalto dall\u2019alto, ovvero da parte delle grandi piattaforme e attraverso tutte le nostre dipendenze digitali. I russi, dal canto loro, si lanciano piuttosto in una sorta di guerriglia cibernetica che sfrutta il panorama cibernetico, ovvero la dipendenza dagli algoritmi progettati dalle piattaforme americane.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un po\u2019 come negli oceani: le balene sono accompagnate da piccoli pesci che vivono sulla loro scia. La Russia, potenza regionale che punta pi\u00f9 in alto delle proprie possibilit\u00e0 e cerca di rimanere una potenza mondiale, versa in una tale debolezza strutturale da aver bisogno degli algoritmi americani per raggiungere gli europei.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Maud Quessard<\/span>: Esistono punti di convergenza riguardo al cambiamento civile e ideologico, sostenuto anche da convergenze religiose, e molti flussi che non vanno solo dalla Russia verso gli Stati Uniti, ma anche dagli Stati Uniti verso la Russia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 poi questo paradosso: il colosso americano \u00e8 pi\u00f9 aggressivo, ma fatica a ricorrere fino in fondo agli strumenti coercitivi. Si potrebbe rimanere sorpresi da questa riflessione quando si considerano i dazi doganali, l\u2019interruzione dei servizi di intelligence, ecc. Ma in realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 da stupirsi, perch\u00e9, se si osservano gli obiettivi che ci interessano, ovvero persuadere e far aderire al modello, non c\u2019\u00e8 adesione. Ci\u00f2 che oggi infastidisce gli americani \u00e8 che non si aderisce pi\u00f9 a ci\u00f2 che propongono. Gli Stati Uniti hanno oggi questa difficolt\u00e0 ad assumersi fino in fondo questa svolta civilizzativa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Lei concorda sul fatto che in Europa vi sia una volont\u00e0 di cambiamento civile, condivisa dalla Russia e dagli Stati Uniti, e che le loro azioni siano complementari. Entro la fine del 2027 si terranno diverse elezioni decisive in Europa: come uscire da questa morsa?&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Marion Solletty<\/span>: In qualit\u00e0 di media, abbiamo la responsabilit\u00e0 di contestualizzare le cose e di non parlarne con leggerezza. Sono pienamente d\u2019accordo con Kevin Limonier su quanto \u00e8 accaduto durante l\u2019estate: si \u00e8 trattato di operazioni a bassa intensit\u00e0, con un impatto molto limitato. Sono stati Rapha\u00ebl Glucksmann e Gabriel Attal a parlarne, ed \u00e8 questo che li ha resi famosi. Come media, anche noi veniamo informati di queste operazioni, ma spesso scegliamo di non parlarne perch\u00e9 riteniamo che non si tratti di una notizia di interesse pubblico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Facciamo fatica a capire come possano esserci dei nemici all\u2019interno dell\u2019Alleanza Atlantica.&nbsp;<\/p><cite>Maud Quessard<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Ci sono quindi due aspetti. Uno rientra nelle nostre competenze: informare adeguatamente il pubblico e sensibilizzarlo maggiormente su questi temi. L\u2019altro \u00e8 di natura politica: si tratta di ridurre le dipendenze da una serie di potenze. Se vogliamo essere pi\u00f9 autonomi e indipendenti, dovremo porre fine a una serie di dipendenze strutturali. Si tratta di una scelta politica forte, ma in qualit\u00e0 di giornalista, il mio ruolo \u00e8 piuttosto quello di raccontare ci\u00f2 che accade, non di prendere parte a questo dibattito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Kevin Limonier<\/span>: I giornalisti sono senza dubbio una delle professioni che hanno maggiore influenza su queste questioni. Il nostro ruolo di ricercatori \u00e8 diverso. \u00c8 necessaria una risposta politica in merito alla dipendenza strategica. Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra questione politica fondamentale. Numerose ricerche accademiche dimostrano che le operazioni di ingerenza trovano terreno fertile in contesti politici e sociali estremamente degradati.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi studi dimostrano che la Russia ha fatto della strumentalizzazione delle fasce sociali emarginate una delle sue principali leve di influenza. Era gi\u00e0 cos\u00ec con i Gilet Gialli, ed \u00e8 ci\u00f2 che sta accadendo in molti paesi. Si pu\u00f2 riprendere l\u2019espressione di Ronald Ramos, che parla di \u00abgeografia della rabbia\u00bb, per spiegare le crisi politiche nel Sahel, in particolare in Burkina Faso. Il meccanismo \u00e8 lo stesso: queste operazioni hanno, o possono avere, efficacia perch\u00e9 si basano su qualcosa. Si fondano sulle frustrazioni, su un senso di esclusione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e9 non ci impegneremo collettivamente a comprendere che la lotta contro le ingerenze \u00e8 una questione di politica pubblica nel senso pi\u00f9 ampio del termine \u2014 non solo di competenza sovrana, ma che coinvolge l\u2019intero Stato, dai ministeri della Giovent\u00f9 e dello Sport alla DGSE \u2014, non faremo progressi. Ma affinch\u00e9 ci\u00f2 avvenga, \u00e8 necessario in particolare che gli attuali dirigenti facciano una sorta di autocritica, alla quale, come dimostrano gli avvenimenti attuali, non sono ancora del tutto pronti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le interferenze mettono quindi in luce i punti deboli su cui occorre lavorare.<\/h3>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Kevin Limonier<\/span>: Esatto. Mi dispiace, del resto, che gli ambienti progressisti non si occupino maggiormente di questa questione e che non siano pi\u00f9 consapevoli del fatto che anche le disuguaglianze sociali costituiscono delle vulnerabilit\u00e0 strategiche.<\/p>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Maud Quessard<\/span>: Non posso che concordare pienamente. C&#8217;\u00e8 una grave vulnerabilit\u00e0 su cui non abbiamo lavorato abbastanza e che \u00e8 presente negli ultimi sviluppi, ma che non risale n\u00e9 alle ultime settimane n\u00e9 al 17 ottobre: il divario generazionale e la questione della politicizzazione, o della non politicizzazione, dei giovani. \u00c8 una constatazione che anche altre democrazie occidentali hanno fatto: non abbiamo preparato la prossima generazione politica. \u00c8 qui che c\u2019\u00e8 del lavoro da fare, forse soprattutto per i docenti-ricercatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa frattura si riscontra anche nel rapporto con la politica e nella capacit\u00e0 di impegnarsi. Oggi, se le nostre istituzioni sono criticate, se non funzionano, se i nostri servizi pubblici sono carenti \u2013 \u00e8 ci\u00f2 che emerge dalle rivendicazioni attuali \u2013 e se questa narrativa endogena, fondata su un\u2019esperienza comprovata e che non necessita di attori esterni, viene amplificata dall\u2019idea che le nostre istituzioni debbano essere completamente riorganizzate, allora significa che forse non \u00e8 stato svolto un lavoro di sensibilizzazione: sul funzionamento delle istituzioni, sul concetto di impegno e sul modo di rimodellarle dall\u2019interno. Non abbiamo lavorato abbastanza sulla prossima generazione di decisori politici illuminati \u2013 forse il termine \u00e8 un po\u2019 forte. \u00c8 anche ci\u00f2 che emerge dalla nostra iperpolarizzazione politica.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come si pu\u00f2 ridare un tocco di magia a tutto questo?<\/h3>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Maud Quessard<\/span>: Tutto circola, c\u2019\u00e8 una forte amplificazione e gli spazi informativi sono per loro natura completamente interconnessi. Allora perch\u00e9 restiamo rinchiusi nelle nostre bolle intraeuropee a lamentarci del nostro declino, senza riuscire a vedere che altrove esistono delle soluzioni? Perch\u00e9 in Francia non siamo abbastanza bravi a spiegare che l\u2019Europa della difesa non \u00e8 solo un concetto? Perch\u00e9 dubitiamo del fatto che i nostri partner canadesi abbiano proposte concrete di cooperazione militare gi\u00e0 operative e non solo prospettiche? Bisogna raccontarlo alla gente, e ai giovani in particolare, perch\u00e9 si tende a credere che sia sempre una questione da rimandare a pi\u00f9 tardi. Abbiamo dei punti di forza, ma li sottovalutiamo e non ne parliamo abbastanza. Non \u00e8 poi cos\u00ec complicato da spiegare: sono sicura che chiunque tra i nostri concittadini possa capire cosa significhi la cooperazione militare e di intelligence con partner che condividono i nostri stessi valori, compresi quelli non europei.<\/p>\n\n\n\n<p>E questa non \u00e8 \u201cfinlandizzazione\u201d: gli stessi finlandesi sono ben lontani dalla Finlandia della guerra fredda. C\u2019\u00e8 un blocco che resiste a questo mondo di predatori, stretto in una tenaglia tra Russia, Stati Uniti e Cina, e che \u00e8 portatore di valori e di speranza. I Paesi baltici e quelli nordici sono ben pi\u00f9 esposti, eppure molto pi\u00f9 combattivi e meno disfattisti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella rabbia che si manifesta nelle strade europee, Mosca e Washington trovano un terreno fertile per la loro guerra politica<\/p>\n","protected":false},"author":61106,"featured_media":53824,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-interviews.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":true,"_trash_the_other_posts":false,"_yoast_wpseo_estimated-reading-time-minutes":21,"_lgc_tts_voice":"","_lgc_tts_publish":false,"_lgc_tts_history_item_id":"","_lgc_tts_generated_at":"","_lgc_tts_status":"","_lgc_tts_error":"","footnotes":""},"categories":[1571],"tags":[],"staff":[2415,2124],"editorial_format":[2352],"serie":[],"audience":[],"geo":[2086],"class_list":["post-53866","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica","staff-alice-deschamps","staff-pierre-ramond","editorial_format-interviste","geo-europa"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":"default","_thumbnail_id":53824,"excerpt":"Nella rabbia che si manifesta nelle strade europee, Mosca e Washington trovano un terreno fertile per la loro guerra politica","display_date":"","new_abstract":true},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Trump e Putin hanno orchestrato le rivolte in Francia? 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