{"id":53606,"date":"2026-10-19T18:39:58","date_gmt":"2026-10-19T16:39:58","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=53606"},"modified":"2026-10-19T18:40:03","modified_gmt":"2026-10-19T16:40:03","slug":"la-guerra-dei-data-center-lucraina-colpisce-il-cuore-di-ferro-dellinternet-russo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/19\/la-guerra-dei-data-center-lucraina-colpisce-il-cuore-di-ferro-dellinternet-russo\/","title":{"rendered":"La guerra dei data center: l\u2019Ucraina colpisce il \u00abcuore di ferro\u00bb dell’Internet russo"},"content":{"rendered":"\n

Scopri <\/em>\u201cIl Grand Continent\u201d. Idee e analisi che non troverai da nessun\u2019altra parte. Ma che presto vedrai ovunque. Nella tua casella di posta a partire da 8 euro al mese<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n

I telefoni e le app che utilizziamo quotidianamente sono diventati uno dei campi di battaglia inaspettati delle guerre di questo decennio e, con essi, le infrastrutture che ne consentono il funzionamento. Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente vero in un regime autoritario come quello russo, dove l\u2019ingerenza dello Stato nella vita digitale dei cittadini \u00e8 sempre pi\u00f9 palese ed \u00e8 stata amplificata dal ritiro delle aziende occidentali. Giustificate in nome della lotta contro i droni ucraini, le interruzioni dell\u2019accesso a Internet dai telefoni cellulari sono, ad esempio, una pratica regolarmente adottata dal Cremlino. <\/p>\n\n\n\n

Quando la revoca delle restrizioni offre delle opportunit\u00e0<\/h2>\n\n\n\n

Tuttavia, a fronte degli svantaggi derivanti da questa pratica, le autorit\u00e0 russe hanno progressivamente istituito, a partire dall\u2019autunno del 2025, delle \u00abliste bianche\u00bb di siti e applicazioni esenti da tali restrizioni. Tra questi figurano Gosuslugi, il portale dei servizi pubblici, VK (di cui fa parte MAX, il servizio di messaggistica online promosso dallo Stato), la piattaforma video Rutube e i marketplace Ozon e Wildberries <\/span>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>, ma anche l\u2019insieme dei servizi di un\u2019azienda diventata fondamentale per Internet in Russia, ovvero Yandex (\u042f\u043d\u0434\u0435\u043a\u0441). \u00c8 proprio questo Internet isolato che Kiev sta ora prendendo di mira.<\/p>\n\n\n\n

Innanzitutto, i fatti. Nella notte tra il 7 e l\u20198 ottobre 2026, alcuni droni ucraini colpiscono Sasovo, nella regione di Ryazan, a circa 300 chilometri a sud-est di Mosca. L\u2019obiettivo non \u00e8 n\u00e9 una raffineria, n\u00e9 un deposito di armi, n\u00e9 uno smistamento ferroviario, ma un edificio di Yandex che ospita decine di migliaia di server utilizzati per archiviare ed elaborare i dati necessari al funzionamento delle applicazioni utilizzate quotidianamente dai cittadini russi. L\u2019impianto viene completamente messo fuori servizio. Gi\u00e0 il giorno successivo, un secondo centro dati dell\u2019azienda viene colpito a Kaluga e diversi moduli vengono messi fuori servizio. L\u201911 ottobre \u00e8 la volta della sede di Vladimir, che subisce un\u2019interruzione generale. In quattro giorni, tre dei cinque principali centri dati di Yandex sono stati quindi colpiti <\/span>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>. La scelta di questo obiettivo non \u00e8 affatto casuale.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

Mosca si \u00e8 preparata alla guerra anche su questo fronte: il potere ha pazientemente creato un ambiente digitale volto a controllare l\u2019uso che i cittadini russi fanno dei propri smartphone e di Internet <\/span>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Servizi nazionali efficienti, ospitati in Russia e supportati da un sistema di pagamento nazionale, sono stati sostituiti uno ad uno alle piattaforme occidentali man mano che queste venivano bloccate. Ma ci\u00f2 che il regime concentra per controllarlo meglio, l\u2019Ucraina pu\u00f2 ora colpire. Prendendo di mira i server di Yandex, produce un duplice effetto: da un lato sconvolge la vita digitale dei russi, rendendo cos\u00ec visibile la guerra nella loro quotidianit\u00e0; dall\u2019altro, per\u00f2, indebolisce soprattutto il patto autocratico che Vladimir Putin ha progressivamente stretto con la societ\u00e0 \u2013 ovvero, meno libert\u00e0 in cambio di una relativa prosperit\u00e0, nonch\u00e9 di una ritrovata stabilit\u00e0 e grandezza.<\/p>\n\n\n\n\n\n

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Uno smartphone con l’app Yandex aperta. \u00a9 Kirill Kukhmar\/TASS<\/figcaption>\n <\/a>\n<\/figure>\n\n\n

L\u2019Ucraina colpisce cos\u00ec due funzioni distinte di una stessa infrastruttura. Le prime sono interne: mette sotto pressione il retroterra russo nella vita quotidiana, perturbando i servizi legati al lavoro, agli spostamenti, ai pagamenti o ai consumi. Colpisce anche, in modo pi\u00f9 indiretto, l\u2019ambiente digitale plasmato dal potere per organizzare ci\u00f2 che i cittadini russi percepiscono come realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n

I secondi sono esterni: queste stesse infrastrutture costituiscono il substrato materiale delle operazioni informative con cui la Russia cerca di indebolire dall\u2019interno le societ\u00e0 avversarie, ci\u00f2 che chiamiamo \u201cpotere di corrosione\u201d. Pur non potendo distruggere gli apparati che conducono tali operazioni, l\u2019Ucraina pu\u00f2 comprometterne le condizioni materiali.<\/p>\n\n\n\n

Il \u201ccuore di ferro\u201d di Internet nella Russia isolata<\/h2>\n\n\n\n

La stessa Yandex ha trovato una definizione evocativa per le proprie infrastrutture, definendole il \u00abcuore di ferro\u00bb dell\u2019azienda. Infatti, se il mondo digitale d\u00e0 spesso l\u2019impressione di essere immateriale, fatto di ricerche, mappe, messaggi e modelli di intelligenza artificiale, questa immagine ci ricorda che si basa su edifici concreti, linee elettriche, sistemi di raffreddamento, fibre ottiche e cluster di processori estremamente costosi. Colpendo i data center<\/em> con i droni, l\u2019Ucraina prende di mira proprio questa base materiale <\/span>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Proprio come la \u00abSea Power\u00bb dell\u2019ammiraglio Mahan si basava su un\u2019intera rete di installazioni terrestri che garantivano la potenza di proiezione delle navi <\/span>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>, il \u00abDigital Power\u00bb o \u00abpotenza digitale\u00bb di uno Stato contemporaneo presuppone infrastrutture elettroniche e materiali tangibili, che missili e droni possono distruggere.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

Questa operazione non \u00e8 quindi una semplice estensione degli \u201cattacchi in profondit\u00e0\u201d ucraini. Dopo le infrastrutture ferroviarie, le raffinerie o il commercio online<\/a>, Kiev prende ora di mira le infrastrutture che sostengono al contempo l\u2019economia tradizionale, la sovranit\u00e0 tecnologica e una parte dell\u2019ambiente informativo russo. Finora situate a una distanza rispettabile dal fronte, queste infrastrutture erano state risparmiate. Ma la situazione \u00e8 cambiata con l\u2019entrata in servizio di droni e missili progettati e fabbricati in Ucraina, come il drone FP-1 o il missile da crociera FP-5 Flamingo: questi hanno garantito all\u2019Ucraina una gittata compresa tra i 1.500 e i 3.000 chilometri e hanno liberato Kiev dalle restrizioni che regolano l\u2019uso delle armi europee e americane contro il territorio russo. Nella campagna delle \u00absanzioni a lungo raggio\u00bb lanciata da Volodymyr Zelensky, i server di Yandex costituiscono quindi un obiettivo di grande importanza funzionale, dato il numero di attivit\u00e0, servizi e capacit\u00e0 che dipendono da questo nodo dell\u2019infrastruttura digitale.<\/p>\n\n\n\n

Un ecosistema integrato in stile cinese piuttosto che un \u00abGoogle russo\u00bb<\/h2>\n\n\n\n

Approfittando della sospensione o del divieto delle principali piattaforme occidentali in Russia, Yandex svolge, per i privati, funzioni paragonabili a quelle di Google, Waze, Uber e Netflix messi insieme. Yandex detiene quasi il 70% del mercato russo della ricerca online. La sua app Yandex Go riunisce taxi, consegne e car sharing, e conta oltre 58 milioni di utenti. Il suo abbonamento Yandex Plus, che offre accesso a film e serie TV online, musica in streaming e vantaggi sugli altri servizi del gruppo, conta a sua volta quasi 45 milioni di abbonati <\/span>6<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Per le aziende, Yandex \u00e8 una via di mezzo tra Gmail e OVHcloud. Yandex Cloud contava 64.000 clienti nell\u2019estate del 2026, dai grandi gruppi alle PMI. Yandex 360, che riunisce servizi di posta elettronica, archiviazione e lavoro collaborativo, vantava a sua volta oltre 117 milioni di utenti e 185.000 aziende clienti, in particolare nei settori dell\u2019informatica, del commercio, dell\u2019edilizia, dell\u2019industria e dei servizi <\/span>7<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Infine, per lo Stato, Yandex rappresenta uno dei pilastri di una sovranit\u00e0 digitale messa a dura prova dalle sanzioni. Questi tre livelli di dipendenza hanno gradualmente trasformato Yandex in un\u2019infrastruttura centrale della vita digitale russa.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

Yandex sa quindi cosa cercano i russi, ma anche dove vanno, cosa guardano e cosa hanno voglia di mangiare. Da poco, questi dati alimentano un’intelligenza artificiale, Alice AI, integrata nel motore di ricerca, proprio come le risposte generate dagli AI Overviews di Google <\/span>8<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n\n

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Tra le varie app offerte da Yandex figurano l’app Yandex Go per i taxi e Yandex Market. \u00a9 Kirill Kukhmar\/TASS\/Sipa<\/figcaption> <\/figure>\n <\/a>\n \n <\/div>\n
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\n \n \"L'app\n <\/picture>\n
L’app di food delivery mostra un messaggio di errore. \u00a9 Kirill Kukhmar\/TASS\/Sipa<\/figcaption> <\/figure>\n <\/a>\n <\/div>\n <\/div>\n \n
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Tra le varie app offerte da Yandex figurano l’app Yandex Go per i taxi e Yandex Market. \u00a9 Kirill Kukhmar\/TASS\/Sipa<\/figcaption> <\/figure>\n \n <\/div>\n
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L’app di food delivery mostra un messaggio di errore. \u00a9 Kirill Kukhmar\/TASS\/Sipa<\/figcaption> <\/figure>\n <\/div>\n <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n

Ma il paragone con Google finisce qui. Yandex assomiglia pi\u00f9 a un ecosistema integrato in stile cinese, come Tencent o Alibaba. Il tutto si basa su un identificativo unico (Yandex ID), un abbonamento (Yandex Plus) e un metodo di pagamento (Yandex Pay), che d\u00e0 accesso a decine di servizi interconnessi tra loro \u2013 da una semplice ricerca su Internet alla prenotezione di un taxi, dalla consegna di pasti al cinema online. Wildberries riuniva gi\u00e0 l\u2019equivalente di Amazon, Le Bon Coin, FedEx e Cr\u00e9dit Agricole. Yandex concentra da solo funzioni che nessuna azienda occidentale riunisce. \u00c8 proprio questa integrazione a costituire la sua forza commerciale, poich\u00e9 ogni servizio indirizza l\u2019utente verso gli altri.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

Ma proprio questa centralit\u00e0 ne costituisce anche la fragilit\u00e0 strategica. La concentrazione delle infrastrutture ne accresce la vulnerabilit\u00e0 e va contro una delle logiche fondanti di Internet \u2013 concepito proprio come una rete distribuita per evitare che, in caso di attacco, la distruzione di un numero limitato di nodi centrali comprometta l\u2019intero sistema. In altre parole, pi\u00f9 l\u2019ecosistema \u00e8 integrato, pi\u00f9 il guasto di un nodo si propaga. Questa centralit\u00e0 \u00e8 stata ulteriormente rafforzata dalla rottura, avvenuta nel 2024, con l\u2019ex societ\u00e0 madre olandese, Yandex N.V. Quest\u2019ultima ha dovuto cedere le proprie attivit\u00e0 a un consorzio di investitori cooptato da Mosca, incaricato di \u00abrussificare\u00bb i suoi asset, per 5,4 miliardi di dollari e con uno sconto di almeno il 50%. Le attivit\u00e0 internazionali dell\u2019ex societ\u00e0 madre hanno da allora assunto il nome di Nebius <\/span>9<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n

Che interesse aveva il Cremlino in questa \u201crussificazione\u201d? In un\u2019economia soggetta a sanzioni, un\u2019infrastruttura di questo tipo garantisce la sovranit\u00e0 digitale. Il valore strategico degli attori nazionali cresce infatti man mano che il Paese si allontana dai fornitori occidentali. Lungi dall\u2019essere semplici mercati, la ricerca, il cloud, i servizi cartografici o ancora l\u2019intelligenza artificiale sono quindi capacit\u00e0 indispensabili per la Russia, affinch\u00e9 non dipenda da alcun attore esterno. Sottoposta a sanzioni e desiderosa di preservare la propria libert\u00e0 d\u2019azione strategica, la Russia non poteva basare la propria infrastruttura digitale critica su San Francisco o Shenzhen. Yandex \u00e8 cos\u00ec diventato il pilastro di questa rete Internet alternativa, ampiamente sovranizzata.<\/p>\n\n\n\n

Tre attacchi in quattro giorni<\/h2>\n\n\n\n

Il primo attacco, a Sasovo, \u00e8 stato il pi\u00f9 spettacolare. Nella notte tra il 7 e l\u20198 ottobre, alcuni droni hanno provocato un incendio nel sito, situato a oltre 500 chilometri dal fronte ucraino. Yandex ha subito annunciato che il data center era stato \u00abgravemente danneggiato\u00bb e completamente messo fuori uso. Nessun dipendente \u00e8 rimasto ferito. Reuters<\/em> riferisce che il sito ospita decine di migliaia di server e due dei tre supercomputer di Yandex, che consentono il funzionamento di un\u2019intelligenza artificiale sviluppata internamente, utilizzata in tutti i software e le applicazioni dell\u2019azienda. Nelle ore successive, i disservizi si estendono ai servizi di terze parti, fino a coinvolgere un\u2019azienda pubblica di autobus della regione di Mosca che sospende temporaneamente la vendita dei biglietti online. Detector404, un servizio di monitoraggio dei guasti digitali, ha registrato oltre 58.000 segnalazioni in ventiquattro ore. Il titolo Yandex registra un calo di circa il 3% alla Borsa di Mosca <\/span>10<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n

Sotto la minaccia di sanzioni e desiderosa di preservare la propria libert\u00e0 d\u2019azione strategica, la Russia non poteva basare la propria infrastruttura digitale critica su San Francisco o Shenzhen.<\/p>Antony Dabila, Alexandre Escudier, Jean-Fran\u00e7ois Marti<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n

Il 9 ottobre si \u00e8 verificato un secondo attacco a Kaluga, a circa 160 chilometri a sud-ovest di Mosca. Yandex conferma che parte dell\u2019infrastruttura \u00e8 fuori servizio. Il produttore ucraino Fire Point afferma che l\u2019attacco \u00e8 stato sferrato con droni FP-1. Volodymyr Zelensky ha esplicitamente presentato questi attacchi come una risposta agli attacchi russi contro le infrastrutture digitali ucraine <\/span>11<\/sup><\/a><\/span><\/span>. A questo proposito, la protezione dell\u2019Ucraina \u00e8 parziale. Il 17 febbraio 2022, ovvero una settimana prima dell\u2019invasione su larga scala, una legge ha autorizzato l\u2019archiviazione dei dati pubblici al di fuori del territorio nazionale. I servizi cloud situati all\u2019estero \u2013 in particolare Amazon Web Services e Microsoft \u2013 avevano cos\u00ec copiato, fin dai primi giorni di guerra, gran parte dei registri statali (anagrafe, catasto, fiscalit\u00e0, banche, istruzione) <\/span>12<\/sup><\/a><\/span><\/span>. I servizi di alcuni operatori sono stati mantenuti grazie a siti di backup. \u00c8 il caso, ad esempio, di Datagroup, uno dei principali operatori ucraini di telecomunicazioni e servizi digitali, che ha assicurato che tutti i suoi servizi continuavano a funzionare dai propri siti di backup, dopo l\u2019attacco russo del 25 settembre 2026 contro il suo centro dati di Kiev <\/span>13<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Questi sistemi di backup riducono il rischio che la distruzione di un server comporti la perdita definitiva dei dati \u2013 un rischio a cui la Russia potrebbe quindi essere maggiormente esposta. Questa \u00abtattica\u00bb viene impiegata anche in ambito industriale e finanziario: parte della profondit\u00e0 strategica ucraina si trova ormai al di fuori del territorio nazionale, nello spazio europeo, sfuggendo cos\u00ec ai missili e ai droni russi.<\/p>\n\n\n\n

Questi attacchi ucraini contro Yandex evidenziano quindi i limiti della strategia di concentrazione delle infrastrutture adottata dalla Russia. Gli effetti sulle aziende clienti diventano questa volta evidenti. Yandex sta stipulando accordi con altri fornitori di servizi cloud per trasferire con urgenza alcuni carichi di lavoro, mentre una piccola impresa citata da Reuters<\/em> non riesce pi\u00f9 ad accedere n\u00e9 al proprio servizio principale n\u00e9 al backup, entrambi ospitati su Yandex Cloud. Il titolo Yandex perde oltre il 4% in borsa <\/span>14<\/sup><\/a><\/span><\/span>. L\u201911 ottobre, infine, Yandex annuncia che anche il suo centro dati di Vladimir, a circa 180 chilometri a est di Mosca, \u00e8 stato danneggiato dai droni e completamente messo fuori uso. Non si segnalano feriti, ma alcuni servizi diventano indisponibili <\/span>15<\/sup><\/a><\/span><\/span>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

Dalla guerra dei magazzini alla guerra dei data center<\/em><\/h2>\n\n\n\n

Gli attacchi contro Yandex rappresentano in realt\u00e0 il proseguimento di una strategia avviata alcuni mesi prima. A partire dal 18 luglio 2026, l\u2019Ucraina aveva preso di mira innanzitutto i magazzini di Wildberries, il principale operatore russo dell\u2019e-commerce. Questi attacchi contro infrastrutture civili di grande importanza funzionale testimoniavano un ampliamento degli obiettivi ucraini, in grado di incidere sull\u2019economia russa ben oltre il sito colpito <\/span>16<\/sup><\/a><\/span><\/span>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

A fine luglio, secondo quanto dichiarato da Wildberries, sarebbero stati danneggiati sette magazzini, pari a circa il 10% della sua capacit\u00e0 di stoccaggio dichiarata. L\u2019azienda sta quindi cercando sedi alternative in Kazakistan. Perdite e ritardi hanno colpito decine di migliaia di piccoli commercianti che dipendono dalla piattaforma <\/span>17<\/sup><\/a><\/span><\/span>. A met\u00e0 agosto, la campagna ha assunto proporzioni diverse: secondo il Ministero della Difesa ucraino e l\u2019Institute for the Study of War, sette dei dieci maggiori centri logistici del gruppo erano stati messi fuori uso \u2013 come il complesso di Koledino nella regione di Mosca. Pochi giorni dopo, il 22 agosto, Kiev ha rivendicato di aver colpito i quindici hub pi\u00f9 grandi di Wildberries. In cinque settimane sono stati colpiti pi\u00f9 di venti magazzini <\/span>18<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Lo stesso giorno, anche il secondo operatore del settore, Ozon, \u00e8 stato preso di mira, perdendo cos\u00ec quasi il 30% alla Borsa di Mosca due giorni dopo <\/span>19<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Le perdite dei venditori di Wildberries sono stimate tra i 215 e i 280 miliardi di rubli. Secondo questi ultimi, solo il 5-7% delle perdite sarebbe coperto dai versamenti di \u00absostegno\u00bb concessi dalla piattaforma. Lo Stato \u00e8 quindi dovuto intervenire con un decreto del 25 agosto che prevede la proroga del pagamento delle imposte e dei contributi dei venditori colpiti <\/span>20<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n\n

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Uno smartphone su cui sono visibili le icone delle app di pagamento di WB Bank, Ozon Bank e Yandex Pay. \u00a9 Alexander Melekhov\/TASS<\/figcaption> <\/figure>\n <\/a>\n \n <\/div>\n
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Anche i magazzini di Wildberries, proprietaria di WB Bank, sono stati colpiti da droni all\u2019inizio dell\u2019anno. \u00a9 Alexander Melekhov\/TASS<\/figcaption> <\/figure>\n <\/a>\n <\/div>\n <\/div>\n \n
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Uno smartphone su cui sono visibili le icone delle app di pagamento di WB Bank, Ozon Bank e Yandex Pay. \u00a9 Alexander Melekhov\/TASS<\/figcaption> <\/figure>\n \n <\/div>\n
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Anche i magazzini di Wildberries, proprietaria di WB Bank, sono stati colpiti da droni all\u2019inizio dell\u2019anno. \u00a9 Alexander Melekhov\/TASS<\/figcaption> <\/figure>\n <\/div>\n <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n

Questa ripartizione delle perdite offre un altro punto di confronto tra Wildberries e Yandex. Il 7 luglio, ancora prima del primo attacco, Wildberries aveva modificato il proprio contratto di partnership per esonerarsi da ogni responsabilit\u00e0 in caso di danni causati da droni o missili. Il 10 ottobre, all\u2019indomani dell\u2019attacco su Kaluga, Yandex ha a sua volta aggiunto gli attacchi con droni e missili ai casi di forza maggiore previsti nel proprio accordo di utilizzo, assicurando tuttavia che tali modifiche avessero solo carattere \u00abchiarificatore\u00bb <\/span>21<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Sia Yandex che Wildberries fanno cos\u00ec ricadere i costi della guerra su coloro che hanno meno influenza su di essa: i venditori, le aziende clienti e gli utenti.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

Un altro tratto comune alle due aziende: sebbene un \u201cmagazzino\u201d di e-commerce e un \u201cdata center\u201d non abbiano la stessa funzione, entrambi concentrano in pochi luoghi servizi da cui dipendono a valle una moltitudine di attori. Pertanto, la distruzione di un magazzino pu\u00f2 interrompere i flussi di merci, mentre la messa fuori servizio di un data center pu\u00f2 compromettere le capacit\u00e0 di archiviazione, di elaborazione, database, applicazioni, sistemi di raccomandazione, servizi di intelligenza artificiale e, di conseguenza, tutte le aziende che utilizzano questi ultimi servizi. La portata degli attacchi contro Yandex \u00e8 tuttavia ben pi\u00f9 profonda rispetto a quella contro Wildberries. Infatti, mentre Wildberries fa parte della catena di distribuzione, Yandex partecipa, a un livello pi\u00f9 a monte, a un\u2019infrastruttura trasversale da cui dipendono sia le normali attivit\u00e0 economiche sia le capacit\u00e0 di potere dello Stato russo. Non si tratta quindi pi\u00f9 di colpire un flusso specifico, ma un nodo chiave in cui si intrecciano usi civili, amministrativi e strategici. Dopo il sistema circolatorio del consumo russo, l\u2019Ucraina punta al suo sistema nervoso.<\/p>\n\n\n\n

Infrastrutture digitali con \u00abpotere corrosivo\u00bb<\/h2>\n\n\n\n

L\u2019infrastruttura di Yandex non solo sostiene la vita digitale dei russi, ma costituisce anche una componente fondamentale per la Russia nello sviluppo delle sue capacit\u00e0 di agire oltre i propri confini, in particolare sul piano cognitivo. Quando un attore, in particolare uno statale, cerca di influenzare la volont\u00e0 di un avversario, pu\u00f2 agire su di lui in diversi modi.<\/p>\n\n\n\n

Tra le forme di potere esterno che regolano i rapporti tra Stati, ma anche tra Stati e societ\u00e0 avversarie, si possono distinguere tre modalit\u00e0 fondamentali: la coercizione<\/em>, l\u2019attrazione<\/em> e la corrosione<\/em> <\/span>22<\/sup><\/a><\/span><\/span>. La coercizione consiste nel modificare il comportamento di un avversario sia con la forza, sia con la minaccia di ricorrervi. Al contrario, attraverso l\u2019attrazione si cerca l\u2019allineamento volontario degli attori attorno a valori, istituzioni o forme di vita rese desiderabili. Infine, la corrosione non mira n\u00e9 a costringere n\u00e9 a sedurre, ma a indebolire dall\u2019interno una societ\u00e0 avversaria e le sue capacit\u00e0 di coesione, di giudizio e di azione collettiva. L\u2019identificazione di problemi comuni e l\u2019organizzazione di risposte collettive risultano pi\u00f9 difficili, poich\u00e9 la corrosione contribuisce a confondere le percezioni e ad amplificare la discordia, sfruttando le fratture gi\u00e0 esistenti.<\/p>\n\n\n\n

Dopo aver preso di mira il sistema circolatorio dell\u2019economia russa, l\u2019Ucraina punta ora al suo sistema nervoso.<\/p>Antony Dabila, Alexandre Escudier, Jean-Fran\u00e7ois Marti<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n

Una stessa campagna pu\u00f2 combinare queste diverse modalit\u00e0, ma ciascuna si definisce in base al meccanismo in atto. Nel caso ucraino, l\u2019uso dei droni rientra innanzitutto nell\u2019ambito dell\u2019azione militare, senza per questo obbedire sistematicamente a una logica coercitiva. Quando gli attacchi mirano o riescono a deteriorare le condizioni interne dell\u2019avversario, assumono una dimensione corrosiva. Vengono cos\u00ec colpite la normalit\u00e0 sociale, la fiducia nelle prestazioni del regime, le capacit\u00e0 materiali e, pi\u00f9 indirettamente, le condizioni di mobilitazione. L\u2019obiettivo non \u00e8 necessariamente ottenere dal Cremlino una concessione su un punto specifico, ma piuttosto aumentare il costo della riproduzione del suo potere e del compromesso sociale che lo sostiene. Esiste del resto una reciprocit\u00e0 nell\u2019uso della corrosione come modalit\u00e0 d\u2019azione: dal 2022 la Russia colpisce ripetutamente la rete elettrica ucraina; nell\u2019autunno del 2026 ha inoltre colpito pi\u00f9 volte i centri dati. Questi ultimi attacchi sono stati presentati dal Cremlino come una \u00abdisintossicazione digitale obbligatoria\u00bb imposta agli ucraini <\/span>23<\/sup><\/a><\/span><\/span>. A questi attacchi, Kiev afferma oggi di voler rispondere.<\/p>\n\n\n\n

Questo tipo di azione esterna \u00e8 da tempo padroneggiato dalla Russia, grazie allo sviluppo di strumenti specializzati: media, servizi di intelligence, canali politici e digitali, account falsi, campagne coordinate, operazioni clandestine o automatizzate. Tuttavia, questo vasto apparato coordinato dal Cremlino non va confuso con Yandex e nulla garantisce che questi tre data center presi di mira dall\u2019Ucraina ospitino \u00abtroll farm\u00bb, reti clandestine o centri operativi delle campagne di influenza russe.<\/p>\n\n\n\n

La confusione emersa dopo gli attacchi dimostra che questa distinzione \u00e8 necessaria: sono circolati dei grafici che mostravano il crollo di alcuni flussi automatizzati provenienti da Yandex come prova della neutralizzazione di una parte dei \u00abbot russi\u00bb. In realt\u00e0, la maggior parte di questi flussi non era collegata a reti politiche clandestine, ma proveniva da robot di indicizzazione e da altri servizi tecnici di Yandex <\/span>24<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Sarebbe quindi errato ridurre la portata di questi attacchi alla presunta distruzione delle \u00abfabbriche di troll\u00bb e, soprattutto, ci\u00f2 porterebbe a occultare un fenomeno strategicamente pi\u00f9 profondo.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

Yandex si basa su elaborazione dati, archiviazione, modelli, strumenti di analisi, motori di ricerca, sistemi di raccomandazione e piattaforme in grado di diffondere i contenuti. Tutte queste risorse sono necessarie per condurre un\u2019operazione di influenza e non sono destinate per loro natura a scopi di corrosione, poich\u00e9 vengono mobilitate anche per fini economici, amministrativi, militari o semplicemente nell\u2019ambito degli usi digitali quotidiani. Tuttavia, nell\u2019ambito di una strategia volta a modificare le percezioni e i comportamenti delle societ\u00e0 avversarie, queste risorse diventano il substrato tecnico necessario per portarla a termine. Se gli attacchi contro Yandex non hanno come obiettivo diretto un dispositivo di corrosione, possono comunque produrre un effetto anticorrosivo. Compromettendo le capacit\u00e0 generali di calcolo, hosting, archiviazione o diffusione, possono disorganizzare alcuni strumenti di influenza senza distruggere l\u2019apparato che li mette in atto. La polemica che ha seguito gli attacchi ha confuso questi due livelli; tuttavia, essa mette in luce una dipendenza ben reale e rid\u00e0 concretezza alle operazioni di \u00abguerra ibrida\u00bb \u2013 le pi\u00f9 immateriali in apparenza \u2013, rese improvvisamente tangibili dall\u2019immagine dei data center<\/em> in fiamme. <\/p>\n\n\n\n

La campagna pu\u00f2 quindi produrre due effetti distinti: un primo, potenzialmente corrosivo in Russia, se intacca gradualmente il tessuto politico su cui si fonda la normalit\u00e0 sociale del regime; e un secondo, potenzialmente anticorrosivo all\u2019esterno, se indebolisce i mezzi con cui la Russia cerca di minare la normalit\u00e0 delle societ\u00e0 avversarie.<\/p>\n\n\n\n

Il contratto autocratico: un effetto a forbice<\/h2>\n\n\n\n

Considerata la forte integrazione dei servizi di Yandex nella vita quotidiana del Paese, la loro interruzione costringe ad andare oltre la sola questione dei suoi utilizzi strategici. Ne solleva infatti un\u2019altra, di natura politica: cosa accade quando la guerra, a lungo tenuta materialmente lontana da gran parte della popolazione, inizia a incidere sulle condizioni di vita quotidiane?<\/p>\n\n\n\n

Nei regimi autoritari contemporanei, non \u00e8 detto che ogni affermazione ufficiale debba essere creduta da ogni cittadino. Secondo Sergei Guriev e Daniel Treisman, gli \u00abautocrati informativi\u00bb mirano soprattutto a mantenere una reputazione di competenza <\/span>25<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Pertanto, nascondono le informazioni sfavorevoli, alimentano una narrazione di successo e, soprattutto, occultano i segni di fallimento.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

Esiste quindi un insieme di mediazioni che selezionano, gerarchizzano e rendono pi\u00f9 o meno presenti alcuni frammenti del reale, fino a modificare ci\u00f2 che appare spontaneamente verosimile, e questo prima ancora che si formi un\u2019opinione esplicita. Si pu\u00f2 parlare di \u00abregime del plausibile\u00bb. Nella Russia contemporanea, la realt\u00e0 sociale non \u00e8 ovviamente costruita dai media controllati, dalle piattaforme digitali, dai motori di ricerca o dai sistemi di raccomandazione. Questi ultimi contribuiscono invece a organizzare ci\u00f2 che diventa collettivamente percepibile, accentuando o diffondendo determinati fatti e favorendo alcuni quadri interpretativi piuttosto che altri. Far credere alle proprie affermazioni non \u00e8 quindi l\u2019unica posta in gioco del potere; si tratta pi\u00f9 in generale di preservare un ambiente percettivo in cui i fatti resi disponibili continuino a prestarsi spontaneamente a letture che rimangano favorevoli a tale ambiente.<\/p>\n\n\n\n

Il mantenimento di questo contesto \u00e8 stato a lungo facilitato dalla distanza geografica dal conflitto. <\/p>\n\n\n\n

Il fronte rimaneva lontano. La violenza della guerra e i suoi costi umani e finanziari risparmiavano gran parte della popolazione russa: i trasporti funzionavano, i servizi digitali erano disponibili, i negozi effettuavano consegne e, per alcune categorie, i redditi erano in aumento. Sebbene la guerra fosse onnipresente nel dibattito pubblico, non si imponeva con la stessa intensit\u00e0 nella vita quotidiana.<\/p>\n\n\n\n\n\n

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Un corriere del servizio di consegna pasti Yandex circola a Rostov sul Don in bicicletta elettrica. \u00a9 Erik Romanenko\/TASS<\/figcaption>\n <\/a>\n<\/figure>\n\n\n

Questo senso di normalit\u00e0 preservato in tempo di guerra costituisce una risorsa politica. Esso prolunga uno dei fondamenti storici del compromesso stretto tra il potere putiniano e una parte della societ\u00e0 russa: una limitazione delle libert\u00e0 accettata in cambio di una ritrovata prosperit\u00e0 e stabilit\u00e0. Gi\u00e0 nel 2011 Aleksei Makarkin e Peter Oppenheimer descrivevano un \u00abcontratto sociale\u00bb in cui una parte significativa della popolazione accettava un potere relativamente autoritario purch\u00e9 garantisse stabilit\u00e0 economica e un miglioramento delle condizioni di vita <\/span>26<\/sup><\/a><\/span><\/span>, mentre Igor Logvinenko ha evidenziato il ruolo della politica sociale e della ridistribuzione nella stabilit\u00e0 del regime <\/span>27<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n

Dal 2022, questo contratto \u00e8 cambiato senza scomparire. Alcune risorse sono state dirottate verso l\u2019industria militare e alcuni salari sono stati sostenuti dall\u2019economia di guerra. Ma quest\u2019ultima ha anche causato inflazione, carenza di manodopera<\/a>, tassi di interesse elevati e crescenti squilibri tra il settore militare e quello civile <\/span>28<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n

L\u2019evoluzione congiunta delle due clausole di questo compromesso conferisce agli attacchi di ottobre la loro portata politica. La prima clausola, quella delle libert\u00e0, viene erosa dal potere stesso, con pazienza dal 2014, in modo brutale dal 2022, in nome della guerra. La seconda, quella del benessere, \u00e8 ormai minacciata dai droni. Meno libert\u00e0 e meno benessere: il contratto autocratico rischia di subire un effetto a forbice.<\/p>\n\n\n\n

Yandex incarna questa seconda clausola meglio di qualsiasi altro attore. Le classi medie delle grandi citt\u00e0 \u2013 che costituivano uno dei principali focolai delle mobilitazioni del 2011 e del 2012 \u2013 erano le prime beneficiarie della modernit\u00e0 digitale:\u00a0taxi prenoteti con un semplice gesto, pasti e generi alimentari consegnati in pochi minuti, pratiche sbrigate online. Una delle contropartite pi\u00f9 tangibili del contratto autocratico di Putin \u00e8 quindi presa di mira dagli attacchi contro Yandex, che compromettono la continuit\u00e0 dei servizi utilizzati da una popolazione urbana e connessa.<\/p>\n\n\n\n

La clausola sulle libert\u00e0, erosa dal potere<\/h2>\n\n\n\n

Questa progressiva autonomizzazione della vita digitale russa accompagna la rottura avviata dal Cremlino con l\u2019Occidente. A questo proposito, Kevin Limonier ha parlato di un \u00abimpero disconnesso\u00bb <\/span>29<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Il processo ha inizio nel 2014. A luglio, pochi mesi dopo l\u2019annessione della Crimea, una legge impone che i dati personali dei cittadini russi vengano archiviati in Russia. Nello stesso anno, poich\u00e9 Visa e Mastercard avevano smesso di servire diverse banche soggette a sanzioni, lo Stato cre\u00f2 un proprio sistema di carte di pagamento, le cui prime, denominate Mir, furono emesse alla fine del 2015 <\/span>30<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Successivamente, nel 2016, una legge attribuisce agli aggregatori di notizie la responsabilit\u00e0 delle informazioni che diffondono. Da allora Yandex riserva le sue \u00abnotizie principali\u00bb ai media registrati presso Roskomnadzor, l\u2019autorit\u00e0 di regolamentazione delle comunicazioni <\/span>31<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n

Nel 2019, la legge sull\u2019\u00abInternet sovrano\u00bb obbliga gli operatori a installare apparecchiature di monitoraggio del traffico controllate dallo Stato. Un\u2019altra legge impone invece la preinstallazione di applicazioni russe sugli smartphone venduti nel Paese. Yandex, infine, accetta di sottoporre alcune delle sue decisioni strategiche (cessioni di dati personali o di diritti di propriet\u00e0 intellettuale, acquisizioni di partecipazioni rilevanti) al veto di una \u00abfondazione di interesse pubblico\u00bb in cui siedono persone vicine al potere <\/span>32<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Ciascuna di queste misure sembra di natura tecnica. Ma, considerate nel loro insieme, delineano un Internet nazionale che pu\u00f2 essere isolato, sorvegliato e, al momento opportuno, ridotto all\u2019essenziale.<\/p>\n\n\n\n

Meno libert\u00e0 e meno comodit\u00e0: il contratto autocratico rischia di subire un effetto forbice.<\/p>Antony Dabila, Alexandre Escudier, Jean-Fran\u00e7ois Marti<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n

L\u2019invasione dell\u2019Ucraina ha accelerato il processo. Facebook e Instagram sono stati bloccati gi\u00e0 a marzo 2022. Nello stesso anno, Yandex ha ceduto a VK, gruppo controllato da azionisti vicini allo Stato, il proprio aggregatore di notizie e la propria piattaforma di contenuti, denominata Zen. YouTube viene gradualmente rallentato fino a diventare praticamente inaccessibile nel 2024. Nel 2025, una legge istituisce un servizio di messaggistica nazionale, MAX, sviluppato da VK e preinstallato su tutti gli smartphone venduti in Russia a partire dal 1\u00b0 settembre. Nel febbraio 2026, Roskomnadzor rallenta Telegram, per poi bloccare WhatsApp, utilizzato da oltre 100 milioni di russi <\/span>33<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Ogni volta che un servizio straniero scompare, un servizio nazionale ne prende il posto. Grazie a queste sostituzioni, il potere \u00e8 cos\u00ec riuscito a restringere progressivamente lo spazio digitale, garantendo al contempo gli utilizzi a cui la popolazione era abituata.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

Le interruzioni della connessione Internet mobile, diffuse a partire da maggio 2025, completano questo dispositivo. Giustificate dalla lotta contro i droni ucraini, che utilizzerebbero le antenne di telefonia mobile per orientarsi, colpiscono in modo diseguale le diverse regioni della Federazione. Alcune, come quella di Ulyanovsk, ne sono private a tempo indeterminato <\/span>34<\/sup><\/a><\/span><\/span>; altre, come Mosca, sono state a lungo risparmiate. Nella capitale, tuttavia, le interruzioni del marzo 2026 hanno compromesso, per oltre una settimana, l\u2019accesso a numerose applicazioni. La perdita stimata da Kommersant si attesta tra i 3 e i 5 miliardi di rubli in cinque giorni; secondo il Cremlino, la sicurezza contro i droni era una motivazione sufficiente per giustificarla <\/span>35<\/sup><\/a><\/span><\/span>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

La clausola di sicurezza messa a dura prova dai droni ucraini<\/h2>\n\n\n\n

Gli attacchi ucraini in profondit\u00e0 aggiungono un nuovo elemento a queste tensioni. Disturbando la routine digitale degli utenti comuni, tendono a ridurre la distanza materiale che ancora separava una parte della societ\u00e0 dal conflitto. La loro portata non si misura quindi solo in base al valore delle infrastrutture distrutte, ma anche al livello di disagio causato nella vita quotidiana dei cittadini. Una raffineria colpita finisce per incidere sul prezzo del carburante. Un magazzino distrutto ritarda le consegne. Un centro dati <\/em>fuori uso rende un\u2019applicazione indisponibile, disturba il lavoro e interrompe i servizi. Man mano che questi effetti si sommano, la guerra smette di apparire solo come un combattimento che si svolge in un Altrove lontano. <\/p>\n\n\n\n

Con Yandex, il malfunzionamento \u00e8 di per s\u00e9 il messaggio. L\u2019utente non percepisce il problema come un\u2019informazione lontana, ma lo vive concretamente, quando il suo taxi non arriva, il pagamento non va a buon fine o il suo backup sul cloud diventa inaccessibile. Questi contrattempi sono certamente pi\u00f9 modesti di quelli subiti dai piccoli imprenditori che immagazzinano la loro produzione nei magazzini di Wildberries e Ozon, ma questa volta coinvolgono decine di milioni di utenti. Per riprendere l\u2019intuizione centrale di McLuhan, se i media estendono i nostri sensi e le nostre capacit\u00e0 di azione, riconfigurando cos\u00ec ci\u00f2 che egli chiama il \u00absensorium\u00bb<\/em>, la loro interruzione si avverte ormai, con la digitalizzazione della vita quotidiana, nei gesti pi\u00f9 ordinari <\/span>36<\/sup><\/a><\/span><\/span>. La guerra non ha quindi pi\u00f9 bisogno di immagini per essere percepibile.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

Questo accumulo va ben oltre i soli attacchi contro Yandex. Alla fine di agosto, secondo il Centro Levada, il 65% dei russi dichiarava di aver subito nel mese precedente una carenza di benzina o la chiusura di stazioni di servizio; il 68%, difficolt\u00e0 di accesso a Internet mobile; e il 63% da blocchi dei servizi di messaggistica <\/span>37<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Gli effetti dell\u2019azione ucraina non sono ovviamente l\u2019unica causa di questo peggioramento della qualit\u00e0 della vita in Russia. Il deterioramento della vita digitale \u00e8 addirittura dovuto in primo luogo alle interruzioni decise dal potere e, poich\u00e9 questi disagi si sommano senza avere un’unica origine, la loro attribuzione diventa di per s\u00e9 una questione politica.<\/p>\n\n\n\n

La battaglia dell’imputazione<\/h2>\n\n\n\n

La questione non \u00e8 tanto se i russi si ribelleranno a causa dei gravi danni subiti da Yandex, quanto piuttosto di stabilire fino a che punto la progressiva estensione della guerra alle retrovie possa appesantire e peggiorare la vita quotidiana di gruppi sociali a lungo tenuti materialmente lontani da un conflitto militare altamente letale, ufficialmente eufemisticamente definito \u00aboperazione militare speciale\u00bb. <\/p>\n\n\n\n

Per comprendere cosa possa provocare questa pressione, occorre quindi distinguere due centri di gravit\u00e0 del regime. Il primo \u00e8 di natura militare: l\u2019apparato di dominio che protegge il centro esecutivo \u2013 in particolare l\u2019esercito, la polizia, i servizi di sicurezza e la Guardia Nazionale. La sua asimmetria di potere spiega perch\u00e9 un regime autoritario non crolli semplicemente a causa dell\u2019aumento del malcontento sociale. Dovrebbe aprirsi una frattura all\u2019interno di questo apparato e una fazione dovrebbe disertare senza essere immediatamente isolata, neutralizzata e poi epurata.<\/p>\n\n\n\n

Nulla indica che l\u2019Ucraina sia oggi in grado di provocare una simile frattura, ma pu\u00f2 esercitare pressione sul regime in modo pi\u00f9 indiretto, attraverso il deterioramento delle condizioni sociali. Queste ultime consentono al potere di mobilitare solo in misura marginale il proprio apparato coercitivo contro la propria popolazione. \u00c8 qui che emerge il secondo centro di gravit\u00e0, quello sociale.<\/p>\n\n\n\n\n

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Immagine del primo \u201cdark store\u201d automatizzato del servizio di consegna pasti Yandex, a Mosca. \u00a9 Mikhail Tereshchenko\/TASS\/Sipa<\/figcaption> <\/figure>\n <\/a>\n \n <\/div>\n
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I robot di Yandex Robotics aiutano i dipendenti a preparare gli ordini effettuati online. \u00a9 Mikhail Tereshchenko\/TASS\/Sipa<\/figcaption> <\/figure>\n <\/a>\n <\/div>\n <\/div>\n \n
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Immagine del primo \u201cdark store\u201d automatizzato del servizio di consegna pasti Yandex, a Mosca. \u00a9 Mikhail Tereshchenko\/TASS\/Sipa<\/figcaption> <\/figure>\n \n <\/div>\n
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I robot di Yandex Robotics aiutano i dipendenti a preparare gli ordini effettuati online. \u00a9 Mikhail Tereshchenko\/TASS\/Sipa<\/figcaption> <\/figure>\n <\/div>\n <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n

Da ci\u00f2 dipendono aspettative molto pi\u00f9 diffuse: poter lavorare, guadagnarsi da vivere, spostarsi, consumare, crescere i propri figli, mantenere un minimo di sicurezza e prevedibilit\u00e0, senza dover entrare in prima persona nella politica. Il sostegno all\u2019esecutivo rimane elevato fintantoch\u00e9 il potere soddisfa queste aspettative. I termini del compromesso autoritario possono quindi essere messi a dura prova dal loro deterioramento duraturo. <\/p>\n\n\n\n

Non bisogna aspettarsi che un accumulo di guasti o carenze provochi automaticamente una rivolta. Si tratta piuttosto di rendere pi\u00f9 onerosa la riproduzione del contratto sociale autoritario: il potere deve sempre preservare la normalit\u00e0 economica, ma \u00e8 anche costretto a finanziare lo sforzo bellico. <\/p>\n\n\n\n

Non vi \u00e8 tuttavia una traduzione politica automatica per ciascuno di questi effetti. Una popolazione colpita pu\u00f2 anche schierarsi a favore del potere; ogni interruzione pu\u00f2 essere attribuita dal Cremlino all\u2019aggressione ucraina, diventando cos\u00ec un\u2019ulteriore prova dell\u2019assedio di cui la Russia sarebbe vittima. Una stessa interruzione materiale pu\u00f2 quindi alimentare interpretazioni politiche opposte. Ad ogni interruzione, l\u2019utente fatica a capire se la causa sia un drone ucraino o Roskomnadzor, tanto pi\u00f9 che il regime spesso attribuisce le proprie interruzioni alla minaccia ucraina. Alla popolazione russa rimane una domanda: \u00e8 la guerra voluta e prolungata dal Cremlino a costare sempre di pi\u00f9, o \u00e8 il nemico esterno a colpire la vita quotidiana dei russi?<\/p>\n\n\n\n

Interesse strategico e legittimit\u00e0 degli obiettivi: due questioni distinte<\/h2>\n\n\n\n

Considerare la campagna elettorale come una guerra logorante richiede tuttavia una distinzione fondamentale: una vulnerabilit\u00e0 strategicamente sfruttabile non \u00e8 per questo un bersaglio legittimo.<\/p>\n\n\n\n

Il fatto che un centro dati <\/em>sia importante per l\u2019economia o per la potenza generale di un paese non \u00e8 sufficiente a renderlo un obiettivo militare lecito. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ricorda che i centri dati utilizzati esclusivamente per scopi civili rimangono beni civili protetti. Un centro, o una parte identificabile di esso, pu\u00f2 diventare un obiettivo militare solo se apporta un contributo effettivo all\u2019azione militare e se la sua neutralizzazione procura, nelle circostanze del momento, un vantaggio militare specifico. Continuano ad applicarsi le regole di proporzionalit\u00e0 e di precauzione, anche per quanto riguarda gli effetti indiretti sui civili che dipendono dai servizi ospitati <\/span>38<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n

Al momento non disponiamo di informazioni pubbliche sufficienti per stabilire la qualificazione giuridica di ciascuno dei tre siti Yandex colpiti. Dimostrarne l\u2019importanza strategica non significa quindi affatto concludere che ciascuno di questi attacchi fosse giuridicamente lecito.<\/p>\n\n\n\n

La distinzione assume particolare importanza quando ci si concentra sugli effetti sociali ricercati o prodotti da una campagna di attacchi. \u00c8 proprio questo il caso, poich\u00e9 la strategia ucraina pu\u00f2 avere l\u2019effetto di minare il consenso della societ\u00e0 russa alla guerra. Una strategia pu\u00f2 mirare a rendere pi\u00f9 oneroso il proseguimento della guerra, a moltiplicare le funzioni che uno Stato deve proteggere o a perturbare la normalit\u00e0 del proprio retrovia. Il diritto internazionale umanitario non autorizza tuttavia a prendere direttamente di mira la popolazione civile o i beni civili in quanto tali <\/span>39<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Lo scopo politico di una campagna non qualifica alcun obiettivo. \u00c8 sito per sito che si valutano l\u2019effettivo contributo all\u2019azione militare e il preciso vantaggio militare; e la dottrina dominante non annovera l\u2019indebolimento del morale di una popolazione tra i vantaggi ammessi. La reciprocit\u00e0 invocata da Kiev non fornisce alcun fondamento giuridico, poich\u00e9 il primo Protocollo aggiuntivo vieta le rappresaglie contro i beni di carattere civile. L\u2019ampliamento degli obiettivi non pu\u00f2 quindi comportare automaticamente un ampliamento equivalente dell\u2019ambito degli obiettivi militari leciti.<\/p>\n\n\n\n

Chi paga la resilienza adattativa?<\/h2>\n\n\n\n

Il caso Yandex ci costringe a tornare su un antico concetto di strategia: la profondit\u00e0. Per la Russia, questo vantaggio difensivo ha persino un nome leggendario, quello del \u00abGenerale Inverno\u00bb. Tale vantaggio si basava soprattutto sulla geografia e sull\u2019immensit\u00e0 del territorio, che consentiva alle truppe di ritirarsi e spostarsi, e a parte delle infrastrutture di essere protette dagli attacchi nemici. Questo vantaggio territoriale \u00e8 ormai eroso dalle capacit\u00e0 a lungo raggio delle armi ucraine: la distanza non protegge pi\u00f9 necessariamente un impianto situato a 700 o 1.000 chilometri dal fronte. Non basta pi\u00f9 impedire, tramite la rilevazione, le interferenze o la difesa aerea, che venga colpita: occorre anche prevedere cosa accadr\u00e0 se ci\u00f2 dovesse verificarsi. Yandex, ad esempio, distribuir\u00e0 i propri data center e i nodi della propria rete in modo distribuito, in previsione di eventuali attacchi, affinch\u00e9 altri possano subentrare qualora uno di essi venisse distrutto. La distanza non \u00e8 quindi pi\u00f9 l\u2019unico parametro della profondit\u00e0. Questa strategia si basa anche sulla capacit\u00e0 di organizzare le infrastrutture in modo che una perdita localizzata influisca il meno possibile sull\u2019intero sistema. <\/p>\n\n\n\n

Caratteristica sia dello spazio che della rete, la profondit\u00e0 \u00e8 definita \u201creticolare\u201d quando si basa sulla duplicazione delle capacit\u00e0, sull\u2019esistenza di soluzioni alternative e sulla possibilit\u00e0 di ridistribuire rapidamente le funzioni di un sito colpito. Al contrario, un sistema perde profondit\u00e0 effettiva quando un nodo concentra un numero maggiore di dipendenze senza un sostituto immediato. Pertanto, si sovrappongono ora due logiche: fronte \u2192 distanza \u2192 protezione da un lato, nodo \u2192 dipendenze \u2192 propagazione funzionale dall\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n

Sasovo ne \u00e8 un esempio lampante. Il sito ospitava Chervonenkis e Lyapunov, due dei supercomputer di Yandex destinati all\u2019apprendimento automatico. Il terzo, Galushkin, era installato a Vladimir. Entrambe le sedi sono state colpite tra l\u20198 e l\u201911 ottobre; le condizioni esatte delle loro infrastrutture rimangono ad oggi sconosciute <\/span>40<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Ciascuno di questi sistemi riunisce oltre un migliaio di processori grafici Nvidia A100; nel 2021, tutti figuravano tra i quaranta supercomputer pi\u00f9 potenti al mondo <\/span>41<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Se da un lato questa concentrazione di potenza di calcolo garantisce una maggiore efficienza in tempo di pace, dall\u2019altro diventa invece un punto critico di vulnerabilit\u00e0 in un contesto bellico, in cui un drone pu\u00f2 colpire l\u2019edificio.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

Difficili da sostituire, questi processori rendono questa ambivalenza ancora pi\u00f9 acuta. Yandex \u00e8 certamente riuscita a mantenere i propri utenti dopo la scissione del 2024, ma deve rinunciare ai processori pi\u00f9 avanzati a causa delle sanzioni. L\u2019ex divisione internazionale Nebius \u00e8 invece diventata un importante fornitore di potenza di calcolo per l\u2019intelligenza artificiale al di fuori della Russia: nel 2025 ha firmato un contratto da 17,4 miliardi di dollari con Microsoft <\/span>42<\/sup><\/a><\/span><\/span>. La concentrazione delle capacit\u00e0 di calcolo a Sasovo concretizza cos\u00ec uno degli effetti della \u00abrussificazione\u00bb.\u00a0<\/p>\n\n\n\n\n\n

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Nello stabilimento Moskvich di Mosca vengono prodotti in serie i monopattini elettrici Yandex. \u00a9 Yevgeny Messman\/TASS <\/figcaption>\n <\/a>\n<\/figure>\n\n\n

Nel gennaio 2025, Vladimir Putin ha chiesto al governo e al direttore generale della Sberbank, German Gref, di rafforzare la cooperazione con la Cina in questo settore; Gref ha riconosciuto che i processori grafici erano difficili da sostituire con equivalenti disponibili in Russia <\/span>43<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Secondo Kommersant, la sostituzione delle apparecchiature danneggiate dovrebbe richiedere circa sei mesi, mentre i prezzi dell\u2019hardware informatico hanno raggiunto il livello pi\u00f9 alto degli ultimi anni. Questo aumento dei costi dovrebbe ripercuotersi sulle tariffe del cloud <\/span>44<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n

Pi\u00f9 che una vulnerabilit\u00e0, gli attacchi contro Yandex mettono in luce la questione dell\u2019adattamento \u2013 ovvero la possibilit\u00e0 di mantenere le stesse funzioni quando le infrastrutture che le ospitano diventano vulnerabili. Una maggiore dispersione e l\u2019organizzazione della resilienza delle infrastrutture digitali attraverso la loro ridondanza reticolare sembrano rappresentare la risposta pi\u00f9 ovvia.<\/p>\n\n\n\n

Yandex, del resto, conosceva da tempo questo principio. Gi\u00e0 nel 2007, in occasione dell\u2019inaugurazione di un nuovo data center, un responsabile dell\u2019azienda spiegava che i siti dovevano essere \u00abautonomi, intercambiabili e geograficamente separati\u00bb al fine di aumentarne la resistenza alle perturbazioni esterne <\/span>45<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Si tratta proprio del principio stesso della profondit\u00e0 reticolare: una funzione non deve risentire della perdita di un nodo che la garantisce.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

Non tutte le funzioni, tuttavia, si prestano cos\u00ec facilmente alla distribuzione. I dati e i servizi ordinari possono essere duplicati tra pi\u00f9 centri, e le elaborazioni ridistribuite da un sito all\u2019altro, a costo di un temporaneo calo delle prestazioni. Dopo gli attacchi, alcuni fornitori partner hanno inoltre fornito supporto a Yandex per aiutare determinati clienti <\/span>46<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n

La dispersione comporta costi maggiori nel campo del supercalcolo. Le prestazioni dei grandi modelli di intelligenza artificiale richiedono una stretta sincronizzazione di migliaia di processori. <\/p>\n\n\n\n

La Russia deve affrontare un ulteriore ostacolo. Distribuire la potenza di calcolo su un numero maggiore di siti richiede di moltiplicare i collegamenti e i sistemi di ridondanza, e molto spesso di aumentare il numero di processori. Tuttavia, le sanzioni rendono pi\u00f9 difficile l\u2019acquisto e la sostituzione di questi componenti avanzati. Spostare i server non basta a contrastare gli attacchi ucraini. La Russia deve anche procurarsi risorse che la guerra economica contribuisce proprio a rendere pi\u00f9 scarse. In questo senso, la guerra dei droni si intreccia direttamente con quella delle sanzioni. <\/p>\n\n\n\n

Il successo ucraino non si misura quindi solo in termini di server distrutti o di ore di indisponibilit\u00e0, ma anche in base al costo aggiuntivo che la Russia deve sostenere per mantenere, proteggere o ripristinare la funzione compromessa da un attacco. Oltre agli investimenti civili, tale costo incide anche sull\u2019allocazione delle risorse militari. Infatti, per difendere meglio i propri data center, <\/em>le raffinerie, i magazzini, le centrali elettriche o altri siti economici, la Russia deve distribuire un maggior numero di risorse per la difesa aerea. La protezione delle infrastrutture pone quindi in competizione ogni nuova categoria di infrastruttura con quelle necessarie al rilevamento, alla disturbo e all\u2019intercettazione.<\/p>\n\n\n\n

Gi\u00e0 nell\u2019agosto 2026, ancor prima dell\u2019attacco a Yandex, il governo russo aveva ottenuto poteri rafforzati per riprendere il controllo delle infrastrutture critiche ritenute insufficientemente protette \u2013 segno che la questione era gi\u00e0 diventata politica <\/span>47<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Dopo gli attacchi, il Ministero dello Sviluppo Digitale ha avviato discussioni con il Ministero della Difesa sulla protezione dei centri dati, mentre alla Duma si ricordava che tale protezione spettava alle aziende stesse <\/span>48<\/sup><\/a><\/span><\/span>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

La questione assume quindi anche una dimensione distributiva: chi deve pagare per questa maggiore resilienza? Con un deficit federale ormai stimato a 7.300 miliardi di rubli per il 2026, pari al 3,2% del PIL, lo Stato \u00e8 indotto a trasferire parte dell\u2019onere agli operatori privati, i quali a loro volta possono scaricarlo sui propri clienti <\/span>49<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Il costo strategico di un attacco si estende quindi ben oltre il sito colpito. Classificando gli attacchi con i droni come casi di forza maggiore, Yandex ha del resto gi\u00e0 indicato su chi ricadr\u00e0 tale costo: l\u2019utente paga due volte, prima per l\u2019interruzione del servizio e poi per la bolletta.<\/p>\n\n\n\n\n

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Un robot di consegna di materiale medico di Yandex percorre le strade di Mosca, il 2 luglio 2026. \u00a9 Sofya Sandurskaya\/TASS<\/figcaption> <\/figure>\n <\/a>\n \n <\/div>\n
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Da marzo 2026, sei robot per le consegne sono in uso presso l’ospedale clinico municipale n. 1 Pirogov e l’ospedale clinico municipale n. 15 Filatov nell’ambito di un progetto pilota. \u00a9 Sofya Sandurskaya\/TASS<\/figcaption> <\/figure>\n <\/a>\n <\/div>\n <\/div>\n \n
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Un robot di consegna di materiale medico di Yandex percorre le strade di Mosca, il 2 luglio 2026. \u00a9 Sofya Sandurskaya\/TASS<\/figcaption> <\/figure>\n \n <\/div>\n
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Da marzo 2026, sei robot per le consegne sono in uso presso l’ospedale clinico municipale n. 1 Pirogov e l’ospedale clinico municipale n. 15 Filatov nell’ambito di un progetto pilota. \u00a9 Sofya Sandurskaya\/TASS<\/figcaption> <\/figure>\n <\/div>\n <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n

Gli attacchi di ottobre non consentono tuttavia ancora di stabilire se questa strategia avr\u00e0 successo. Sar\u00e0 necessario conoscere lo stato effettivo dei tre supercomputer e ai primi attacchi potrebbero aggiungersene altri. Questi danni immediati forniranno solo una parte della risposta. Sar\u00e0 soprattutto necessario osservare quali saranno le prossime mosse della Russia: nuovi centri, duplicazione delle capacit\u00e0, protezione anti-droni, ridistribuzione dei carichi e nuova geografia del calcolo.<\/p>\n\n\n\n

\u00c8 proprio da questi adeguamenti che si misurer\u00e0 l\u2019effetto strategico duraturo della campagna. Se Yandex ripristiner\u00e0 i propri siti senza modifiche significative, gli attacchi avranno causato un danno puntuale. Se invece l\u2019azienda e lo Stato russo modificheranno in modo duraturo l\u2019architettura delle loro infrastrutture digitali, gli attacchi avranno costretto la Russia a destinare maggiori risorse al mantenimento delle capacit\u00e0 di cui gi\u00e0 disponeva.<\/p>\n\n\n\n

Ruggine sul \u201ccuore di ferro\u201d<\/h2>\n\n\n\n

Yandex definisce i propri centri dati il suo \u00abcuore di ferro\u00bb. L\u2019immagine \u00e8 pi\u00f9 azzeccata di quanto sembri, poich\u00e9 il ferro ha un nemico pi\u00f9 paziente dell\u2019urto: la ruggine. La guerra corrosiva non distrugge, ma erode. Non mira al crollo dell\u2019avversario, ma lo costringe a spendere sempre di pi\u00f9 per mantenere le stesse funzioni, fino a quando la manutenzione del metallo costa pi\u00f9 di quanto frutta.<\/p>\n\n\n\n

La campagna di ottobre agisce quindi su tre livelli contemporaneamente. Innanzitutto a livello materiale: il sovraccosto della resilienza dirotta verso la protezione, la duplicazione e la ricostruzione delle risorse che le sanzioni rendono sempre pi\u00f9 scarse. In secondo luogo, a livello sociale: il contratto autocratico subisce l\u2019effetto forbice tra libert\u00e0 ridotte e un benessere in declino, poich\u00e9 la seconda clausola non compensa pi\u00f9 la prima. Infine, a livello cognitivo: ogni interruzione fa entrare la guerra nell\u2019esperienza quotidiana e mette alla prova il \u00abregime del plausibile\u00bb putiniano, trasformando l\u2019attribuzione delle sue cause in una questione politica. Nessuno di questi livelli cede d\u2019un colpo. Tutti si deteriorano insieme.<\/p>\n\n\n\n

L’utente paga due volte: prima per il guasto e poi per la bolletta.<\/p>Antony Dabila, Alexandre Escudier, Jean-Fran\u00e7ois Marti<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n

I droni ucraini che hanno raggiunto Sasovo, Kaluga e Vladimir non si sono quindi limitati a penetrare in profondit\u00e0 nel territorio russo. Hanno colpito proprio quell\u2019Internet che il regime aveva scelto di mantenere, ovvero quelle infrastrutture attraverso le quali la guerra pu\u00f2 propagarsi ben oltre il luogo colpito, nell\u2019economia, nei servizi, nell\u2019allocazione delle risorse e, pi\u00f9 indirettamente, nell\u2019esperienza sociale del conflitto. <\/p>\n\n\n\n

La lezione va oltre i confini della Russia. Nella notte tra il 9 e il 10 marzo 2021, l\u2019incendio di un data center di OVHcloud a Strasburgo ha messo fuori servizio circa 3,6 milioni di siti web, tra cui la piattaforma per gli appalti pubblici dello Stato francese. Alcuni clienti hanno perso sia i propri server che i backup, conservati dal provider nello stesso edificio, il che gli \u00e8 valso una condanna nel 2023 <\/span>50<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Come rivela questo incidente, la vita digitale di una societ\u00e0 a volte dipende da pochi edifici. Gli Stati europei, che a loro volta hanno concentrato i propri dati, i mezzi di pagamento e i servizi pubblici in un numero ristretto di infrastrutture digitali, farebbero bene a fare un inventario delle vulnerabilit\u00e0 che ne derivano, prima che sia un avversario a farlo al posto loro. La ruggine avanza silenziosamente e non si ferma mai da sola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

Dal 2014 il Cremlino ha pazientemente costruito per i russi una rete Internet di riserva, pensata per funzionare anche quando tutto il resto \u00e8 fuori uso. 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