{"id":53311,"date":"2026-10-16T06:00:00","date_gmt":"2026-10-16T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=53311"},"modified":"2026-10-16T01:21:14","modified_gmt":"2026-10-15T23:21:14","slug":"giorgia-meloni-ha-deciso-di-sostenere-kiev-contro-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/16\/giorgia-meloni-ha-deciso-di-sostenere-kiev-contro-trump\/","title":{"rendered":"Giorgia Meloni ha deciso di sostenere Kiev contro Trump"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"intro\">Ieri, 14 ottobre, alla vigilia del Consiglio europeo, Giorgia Meloni ha presentato al Senato e poi alla Camera dei deputati le principali priorit\u00e0 della politica europea del suo governo: la competitivit\u00e0 e il costo dell\u2019energia, la riforma del mercato del carbonio, il bilancio dell\u2019UE per il periodo 2028-2034 e le migrazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">La parte cruciale del suo discorso era altrove.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Per la prima volta davanti al Parlamento, la presidente del Consiglio ha preso chiaramente le distanze da Washington, definendo \u00abmolto rischioso\u00bb l\u2019accordo con cui Donald Trump revoca alcune sanzioni sul gasolio russo. Ha contestato la motivazione addotta dalla Casa Bianca, ritenendo che l\u2019impennata dei prezzi dei carburanti sia dovuta innanzitutto alla guerra in Iran e non al conflitto ucraino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Ha poi esortato l\u2019Europa a parlare con una sola voce nei negoziati: \u00abSar\u00f2 sincera: non mi interessa chi siede a quale tavolo. Ci\u00f2 che mi interessa \u00e8 in nome di chi ci si siede e per dire cosa. [\u2026] Un\u2019Europa divisa d\u00e0 di s\u00e9 un\u2019immagine infantile, ed \u00e8 l\u2019unico vero regalo che possiamo fare a Mosca. E di regali a Mosca, in questi giorni, ne abbiamo gi\u00e0 fatti abbastanza.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Questa presa di posizione contrasta con quella espressa quasi contemporaneamente a Bruxelles da Marine Le Pen. A margine di un incontro con i suoi alleati del gruppo dei Patrioti europei, alla presenza di Viktor Orb\u00e1n e Matteo Salvini, la candidata del RN ha annunciato che, se verr\u00e0 eletta la prossima primavera, la Francia interromper\u00e0 i propri aiuti finanziari all\u2019Ucraina, per mancanza di risorse di bilancio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Per comprendere la posizione di Meloni, occorre tornare al contesto nazionale. L\u2019ascesa del partito del generale di estrema destra Roberto Vannacci, che in pochi mesi \u00e8 passato da circa il 4% a quasi l\u20198% dei voti, ha provocato la prima vera instabilit\u00e0 politica della coalizione al potere dall\u2019ottobre 2022.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Giorgia Meloni si trova per la prima volta a dover affrontare un\u2019opposizione che la supera sulla destra. E il sostegno del suo governo all\u2019Ucraina \u00e8 diventato il simbolo del rinnegamento delle sue origini sovraniste e del suo allineamento con Bruxelles e la NATO. Il generale Vannacci pone inoltre come condizione per qualsiasi alleanza la cessazione delle forniture di armi e di fondi a Kiev.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Il sostegno all\u2019Ucraina rappresenta anche una profonda linea di frattura all\u2019interno della coalizione in fase di formazione che unirebbe le forze centristiche alla sinistra populista \u2013 il \u00abcampo largo\u00bb \u2013 e che contrappone le forze pi\u00f9 concilianti nei confronti di Mosca ad altre molto pi\u00f9 ostili al Cremlino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Durante la seduta, il presidente del gruppo del Movimento 5 Stelle, Riccardo Ricciardi, ha inoltre affermato che il concetto di \u00abpace giusta\u00bb non esiste nella storia dell\u2019umanit\u00e0 e ha chiesto la sospensione delle forniture di armi a Kiev e del riarmo europeo. Una formula quasi identica a quella che Vannacci ripete da mesi. Il 5 marzo, davanti alla stampa estera a Roma, rispondeva al corrispondente dell\u2019agenzia russa RIA: \u00abLa pace giusta non \u00e8 mai esistita; nella storia dell\u2019umanit\u00e0, non ho mai visto altro che la pace del vincitore\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Durante le sue repliche alla Camera, la presidente del Consiglio ha sfruttato questa convergenza inserendo il partito di estrema destra tra i partiti dell\u2019opposizione di sinistra: \u00abRisponder\u00f2 soprattutto alle argomentazioni dei partiti di opposizione, mi concentrer\u00f2 quindi sul campo larghissimo, diciamo cos\u00ec.&nbsp;\u00bb Ha inoltre ironizzato sulle divisioni del centro-sinistra, che aveva presentato diverse risoluzioni distinte sull\u2019Ucraina: \u00abPrima di cercare di mettere d\u2019accordo Putin e Trump, provate a mettere d\u2019accordo [i vari <em>leader<\/em> della sinistra] su un\u2019unica risoluzione.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Signor Presidente, onorevoli colleghi,<\/p>\n\n\n\n<p>sono sempre pi\u00f9 numerose, e sempre pi\u00f9 complesse, le scelte che l\u2019Europa \u00e8 chiamata a compiere per difendere la propria capacit\u00e0 di restare competitiva, sicura e protagonista nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra in Ucraina continua, con un crescente coinvolgimento di obiettivi civili. L\u2019instabilit\u00e0 in Medio Oriente produce conseguenze che vanno ben oltre i confini della regione. La competizione economica globale \u00e8 sempre pi\u00f9 serrata. Le tensioni geopolitiche incidono sulla sicurezza delle nostre catene di approvvigionamento, sul costo del carburante, sul costo della vita, sulla capacit\u00e0 delle nostre imprese di competere. E poi le minacce ibride, le pressioni migratorie, una instabilit\u00e0 crescente e la conseguente necessit\u00e0 di rafforzare la sicurezza e la difesa europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono dossier diversi, naturalmente. Ma hanno una cosa in comune: ci ricordano quanto quello che accade fuori dai nostri confini incida sempre di pi\u00f9 sulla nostra vita quotidiana e metta alla prova la capacit\u00e0 della nostra Nazione di difendere la propria prosperit\u00e0 e la propria sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo, in questi anni, il Governo ha scelto di essere presente e attivo sulla scena internazionale, con continuit\u00e0 e con una linea chiara. Perch\u00e9 l\u2019interesse nazionale si difende contribuendo a orientare le scelte che ci riguardano, e non limitandosi a subirne le conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Vale in modo particolare in Europa. Ed \u00e8 con questo spirito che l\u2019Italia ha lavorato anche in vista del prossimo Consiglio europeo, e che affronter\u00e0 i principali temi all\u2019ordine del giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo tema sul quale voglio soffermarmi \u00e8 la competitivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Consiglio europeo far\u00e0 il punto sull\u2019attuazione dell\u2019agenda \u201cOne Europe, One Market\u201d e sui progressi compiuti per approfondire il mercato unico, semplificare le regole, ridurre gli oneri amministrativi e velocizzare le procedure di pianificazione e di autorizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono obiettivi sui quali l\u2019Italia insiste da tempo, per\u00f2 la questione che oggi pesa pi\u00f9 di tutto sulla competitivit\u00e0 della nostra economia \u00e8 un\u2019altra, ed \u00e8 il costo dell\u2019energia.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo abbiamo detto molte volte: non possiamo chiedere alle imprese europee di competere con i grandi attori globali e, allo stesso tempo, accettare che paghino strutturalmente l\u2019energia molto pi\u00f9 dei loro concorrenti. N\u00e9 possiamo perseguire la transizione ambientale al prezzo della nostra base industriale. La decarbonizzazione non pu\u00f2 essere deindustrializzazione, a maggior ragione nell\u2019attuale quadro geopolitico.<\/p>\n\n\n\n<p>Le tensioni sulle principali rotte commerciali e sulle catene di approvvigionamento incidono sulla sicurezza e sul prezzo dell\u2019energia e dei carburanti. Aumentano i costi di trasporto e assicurazione e, alla fine, si scaricano sulle bollette, sul carrello della spesa, sui conti delle imprese.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno, di fronte a uno scenario del genere, pu\u00f2 rispondere efficacemente da solo. Dunque, la risposta deve essere coordinata e rapida.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo abbiamo lavorato per raggiungere un accordo in ambito G7, che ha previsto il rilascio sui mercati di un significativo quantitativo di carburante, anche per prevenire il rischio di un blocco delle esportazioni americane, che avrebbe impattato pesantemente sulle nostre economie.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma accanto a questo serve anche il coraggio di guardare a ci\u00f2 che possiamo fare noi, in Europa. A partire dalla cosa pi\u00f9 scontata: evitare che regole pensate in un contesto completamente diverso da quello che viviamo finiscano oggi per aggravare gli effetti delle crisi che stiamo attraversando.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 le nostre imprese affrontano oggi una concorrenza globale sempre pi\u00f9 aggressiva, e ogni costo in pi\u00f9 che l\u2019Europa impone a s\u00e9 stessa \u00e8 un vantaggio che sta regalando ai suoi concorrenti. E il tempo per correggere la rotta non \u00e8 infinito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 su questo che l\u2019Italia ha concentrato il proprio lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>La scorsa settimana abbiamo promosso un nuovo confronto con i Capi di Stato e di Governo maggiormente impegnati sulla competitivit\u00e0, attorno a tre priorit\u00e0: energia, semplificazione, commercio internazionale. Proprio a seguito di questo coordinamento, insieme al Cancelliere tedesco e al Primo Ministro belga, ho inviato a Bruxelles tre proposte semplici per facilitare e liberare gli investimenti: corsie prioritarie per i progetti strategici, un vero freno all\u2019eccesso di burocrazia e una riduzione drastica degli obblighi di reporting, soprattutto per le piccole e medie imprese.<\/p>\n\n\n\n<p>Parallelamente, insieme alla Repubblica Ceca, abbiamo presentato diverse proposte puntuali, anche a carattere temporaneo, per ridurre il costo dell\u2019energia.<\/p>\n\n\n\n<p>Provo a dirlo in modo semplice. In Europa un\u2019impresa che inquina deve comprare un permesso per ogni tonnellata di CO2 che emette: \u00e8 il sistema ETS. Ma questi permessi si comprano sul mercato, e quindi il prezzo lo fa il mercato stesso. Con dinamiche che, mi permetterete, non hanno molto a che fare con la tutela dell\u2019ambiente. Quando il prezzo degli ETS sale, sale anche il costo di produzione. Per l\u2019acciaieria, la cartiera, il cementificio, la ceramica. E quel costo, alla fine, finisce nel prezzo di ci\u00f2 che compriamo.<\/p>\n\n\n\n\n<div class=\"double-picture my-12 lg:my-20\" \n    data-images-sizes=\"half\"\n    data-same-height=\"true\"\n    data-reference-image=\"left\"\n>    <!-- Images -->\n    <div class=\"lg:flex\">\n        <div class=\"relative lg:pr-2 mb-7 lg:mb-0 lg:w-1\/2\">\n                            <a \n                    href=\"#\"\n                    data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_sipausa30578576_000023-scaled.jpg\" \n                    class=\"gallery-item no-underline  \" \n                    data-pswp-width=\"2560\" \n                    data-pswp-height=\"1707\"\n                >\n                    <figure class=\"wp-block-image h-full -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                        <picture class=\"block h-full\">\n                            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_sipausa30578576_000023-scaled.jpg\" alt=\"\" >\n                        <\/picture>\n                                            <\/figure>\n                <\/a>\n                    \n        <\/div>\n        <div class=\"relative lg:pl-2 lg:w-1\/2\">\n                            <a\n                    href=\"#\"\n                    data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_sipausa30578576_000022-scaled.jpg\" \n                    class=\"gallery-item no-underline  lg:!absolute lg:h-full lg:right-0 lg:left-2 overflow-hidden\" \n                    data-pswp-width=\"2560\" \n                    data-pswp-height=\"1707\"\n                >\n                    <figure class=\"wp-block-image h-full -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                        <picture class=\"block h-full\">\n                            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_sipausa30578576_000022-scaled.jpg\" alt=\"\" class=\"lg:!h-full object-cover\">\n                        <\/picture>\n                                            <\/figure>\n                <\/a>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n    <!-- Captions -->\n    <div class=\"hidden lg:flex\">\n        <div class=\"relative lg:pr-2 mb-7 lg:mb-0 lg:w-1\/2\">\n                            <figure class=\"wp-block-image -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                                    <\/figure>\n                    \n        <\/div>\n        <div class=\"relative lg:pl-2 lg:w-1\/2\">\n                            <figure class=\"wp-block-image -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">   \n                                    <\/figure>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Per questo abbiamo messo nero su bianco alcune proposte puntuali per correggere il sistema ETS, perch\u00e9 il prezzo della CO2 rifletta l\u2019economia reale e non le logiche della finanza. E abbiamo chiesto di rinviare ancora l\u2019ETS2, che dal 2028 scaricherebbe nuovi costi su famiglie e imprese.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 poi un secondo problema, che pesa direttamente sulle bollette. Il prezzo dell\u2019elettricit\u00e0 \u00e8 stabilito dal prezzo marginale. Significa che, di fatto, l\u2019intero prezzo lo fissa l\u2019ultima centrale chiamata a produrre, quella col prezzo pi\u00f9 alto, che molto spesso \u00e8 una centrale a gas, che paga gli ETS. Cos\u00ec il costo della CO2 pagato da quella centrale si trasferisce sul prezzo di tutta l\u2019elettricit\u00e0, anche di quella prodotta da fonti rinnovabili.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un problema che, come capirete, riguarda l\u2019Italia in modo particolare, perch\u00e9 voi come sapete bene che il nostro mix energetico ha ancora una quota significativa di gas. Una vulnerabilit\u00e0 che viene da lontano e sulla quale stiamo lavorando, tra le altre cose aumentando le rinnovabili come nessun Governo aveva fatto prima di noi, e riaprendo la strada al nucleare di nuova generazione, per costruire un sistema pi\u00f9 sicuro e meno dipendente dall\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questi investimenti hanno bisogno di tempo, e le soluzioni servono ora. Per questo considero molto importante poter indicare una prospettiva concreta che porterebbe benefici in tempi rapidi.<\/p>\n\n\n\n<p>Al Consiglio europeo dello scorso marzo eravamo riusciti a inserire nelle conclusioni la possibilit\u00e0 di adottare misure nazionali, temporanee e mirate, per attenuare le diverse componenti di costo della produzione elettrica. Su quella base, la Commissione si \u00e8 impegnata a lavorare con noi sul Decreto Bollette. Il confronto tecnico \u00e8 stato intenso e costruttivo e ci sta portando verso una soluzione compatibile con le regole europee e che ci consentirebbe di rendere operativa la nostra misura, riducendo il peso del costo della generazione a gas sul prezzo complessivo dell\u2019elettricit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco il risultato che ci interessa e per il quale lavoriamo. Non una riga in pi\u00f9 nelle conclusioni di un vertice, ma una bolletta pi\u00f9 leggera per una famiglia, un costo in meno per un\u2019impresa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono sviluppi anche sul Regolamento europeo sul metano. Le nuove prescrizioni previste per gli importatori rischierebbero di restringere ulteriormente l\u2019offerta disponibile e di produrre nuove pressioni sui prezzi. Per questo abbiamo chiesto una sospensione temporanea di alcuni obblighi. Quando abbiamo sollevato il problema nei mesi scorsi, la proposta sembrava molto difficile da far avanzare. Ora invece, la Commissione Europea ha annunciato l\u2019intenzione di rinviare di un anno l\u2019entrata in vigore del regolamento. E la consideriamo un\u2019ottima notizia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questi due esempi dimostrano un principio sul quale insistiamo dall\u2019inizio: se una regola, alla prova dei fatti, produce conseguenze che non erano state previste, o aggrava una situazione di crisi, quella norma va corretta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 noi non siamo qui per difendere le regole dalla realt\u00e0. Noi siamo qui per difendere i cittadini dalle regole sbagliate. E si pu\u00f2 fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie all\u2019Italia \u00e8 accaduto diverse volte. \u00c8 accaduto, ad esempio, con la clausola di salvaguardia nazionale, quando l\u2019Italia per prima ha chiesto che la flessibilit\u00e0 prevista per la difesa e la sicurezza potesse essere utilizzata anche per affrontare la crisi energetica, e nonostante in pochi ci credessero quella proposta \u00e8 diventata una risposta a disposizione di tutti gli Stati Membri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 quello che ci auguriamo accada anche con le nuove riflessioni che abbiamo posto sul terreno delle regole fiscali. Come sapete, ho scritto alla Presidente von der Leyen per chiedere due cose. La prima: che lo shock energetico e inflazionistico venga adeguatamente considerato nel calcolo della spesa consentita dalle regole europee. La seconda: che gli Stati nazionali possano utilizzare almeno una parte dell\u2019extra-gettito IVA generato dall\u2019aumento dei prezzi per finanziare misure temporanee e mirate a sostegno di imprese e famiglie. Perch\u00e9 sarebbe difficile spiegare ai cittadini che per rispondere allo shock non possiamo neanche utilizzare le maggiori entrate che quello shock sta producendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono proposte di buon senso. Chiaramente, sappiamo che non sar\u00e0 facile trovare una convergenza, ma non per questo rinunciamo a porre con forza la questione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8, infine, il tema delle materie prime critiche. Litio, cobalto, grafite, terre rare servono alla transizione energetica, alla transizione digitale, alla difesa. E oggi l\u2019Europa le importa quasi interamente, spesso solo da una sola Nazione. Se noi non affrontiamo questo nodo, rischiamo di uscire da una dipendenza solo per entrare in un\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p>E questa \u00e8 anche la ragione per cui l\u2019Italia si \u00e8 candidata a ospitare a Porto Marghera uno dei primi siti europei di stoccaggio strategico di queste materie, iniziativa che potrebbe diventare un progetto pilota europeo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il filo che lega tutte queste iniziative, insomma, \u00e8 semplice: l\u2019Europa deve tornare a mettere la capacit\u00e0 di produrre al centro delle proprie scelte.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Consiglio europeo vedr\u00e0 in apertura il confronto con il Presidente Zelensky. Siamo ovviamente al tema dell\u2019Ucraina. Intanto, la Russia ha avviato la sua nuova campagna d\u2019autunno contro l\u2019Ucraina. Incapace di avanzare sul fronte, Mosca ha iniziato a colpire sempre pi\u00f9 duramente la popolazione civile: centrali elettriche, condomini, ospedali, persino gli autobus che portano le persone al lavoro, come nell\u2019orrenda strage di Kramatorsk.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Il 7 ottobre un missile russo ha ucciso 22 persone a Pryluky. Il giorno dopo, a Kramatorsk, 33 persone sono morte in un attacco russo contro due autobus, colpiti secondo la polizia ucraina da una bomba planante. Le autorit\u00e0 locali lo hanno definito l\u2019attacco singolo pi\u00f9 letale del 2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una strategia con la quale la Russia punta a piegare il popolo ucraino con il terrore, il freddo e il buio, semplicemente perch\u00e9 non \u00e8 riuscita a piegarlo sul campo di battaglia. I fatti, del resto, smentiscono la propaganda del Cremlino e anche quella di chi la porta anche qui in Italia. Dall\u2019inizio dell\u2019anno Mosca ha guadagnato pochissimo terreno, e nel solo mese di settembre ha perso buona parte di quanto aveva conquistato negli ultimi mesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">\u00c8 la prima allusione a Vannacci. Il contesto \u00e8<a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/1188b86e-b279-4cc7-a890-b4e2ce02cdc2?syn-25a6b1a6=1\"> l\u2019inchiesta del <em>Financial Times<\/em> <\/a>che lo ha\u00a0 definito un cavallo di Troia per l\u2019influenza russa in Italia. Vannacci ha risposto che si tratta di una narrazione priva di qualsiasi prova di ordini, finanziamenti o rapporti con Mosca. Per equilibrio \u00e8 utile riportare entrambe le posizioni. In aula l\u2019accusa \u00e8 diventata esplicita, ma sono stati altri a farla. Rosato (Azione) ha parlato di partiti filoputiniani presenti in Parlamento che non prendono atto degli attacchi cyber russi contro l\u2019Italia.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo stallo non \u00e8 caduto dal cielo. Lo hanno costruito il coraggio degli ucraini e il sostegno dell\u2019Occidente, Italia compresa. E continuo a ritenere che questo stallo sia l\u2019unico strumento efficace che abbiamo per portare la Russia a un tavolo negoziale serio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>So che su questo il dibattito \u00e8 acceso, anche in quest\u2019Aula, anche all\u2019interno degli schieramenti. Lo rispetto e lo comprendo perfino, perch\u00e9 nessuno in quest\u2019Aula vuole la guerra. Tutti vogliamo che si arrivi alla pace. La differenza \u00e8 su come pensiamo che ci si arrivi.<\/p>\n\n\n\n\n<div class=\"double-picture my-12 lg:my-20\" \n    data-images-sizes=\"half\"\n    data-same-height=\"true\"\n    data-reference-image=\"left\"\n>    <!-- Images -->\n    <div class=\"lg:flex\">\n        <div class=\"relative lg:pr-2 mb-7 lg:mb-0 lg:w-1\/2\">\n                            <a \n                    href=\"#\"\n                    data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_01305852_000089-scaled.jpg\" \n                    class=\"gallery-item no-underline  \" \n                    data-pswp-width=\"2560\" \n                    data-pswp-height=\"1707\"\n                >\n                    <figure class=\"wp-block-image h-full -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                        <picture class=\"block h-full\">\n                            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_01305852_000089-scaled.jpg\" alt=\"\" >\n                        <\/picture>\n                                            <\/figure>\n                <\/a>\n                    \n        <\/div>\n        <div class=\"relative lg:pl-2 lg:w-1\/2\">\n                            <a\n                    href=\"#\"\n                    data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_01305852_000090-scaled.jpg\" \n                    class=\"gallery-item no-underline  lg:!absolute lg:h-full lg:right-0 lg:left-2 overflow-hidden\" \n                    data-pswp-width=\"2560\" \n                    data-pswp-height=\"1707\"\n                >\n                    <figure class=\"wp-block-image h-full -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                        <picture class=\"block h-full\">\n                            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_01305852_000090-scaled.jpg\" alt=\"\" class=\"lg:!h-full object-cover\">\n                        <\/picture>\n                                            <\/figure>\n                <\/a>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n    <!-- Captions -->\n    <div class=\"hidden lg:flex\">\n        <div class=\"relative lg:pr-2 mb-7 lg:mb-0 lg:w-1\/2\">\n                            <figure class=\"wp-block-image -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                                    <\/figure>\n                    \n        <\/div>\n        <div class=\"relative lg:pl-2 lg:w-1\/2\">\n                            <figure class=\"wp-block-image -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">   \n                                    <\/figure>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>\u00a0Per come la vedo io, il sostegno all\u2019Ucraina non \u00e8 l\u2019alternativa alla pace: \u00e8 ci\u00f2 che la rende possibile. Perch\u00e9 se l\u2019aggressore pu\u00f2 puntare la resa dell\u2019avversario, che bisogno ha di negoziare? Solo che la resa non \u00e8 pace, \u00e8 conquista. Se l\u2019Ucraina domani smettesse di difendersi, come in molti auspicano o propongono, noi non avremmo la pace. Noi discuteremmo dell\u2019occupazione di una Nazione europea, e del ritorno dell\u2019imperialismo di stampo sovietico che l\u2019Europa ha conosciuto per mezzo secolo. Personalmente, non rimpiango quegli anni, non rimpiango i carri armati russi che repressero le rivolte di Praga e Budapest, e non rimpiango il Muro di Berlino. E nessuno mi convincer\u00e0 del fatto che la resa di chi difende la propria libert\u00e0 possa chiamarsi pace. La pace che vogliamo, e che lavoriamo per costruire, anche pagando un prezzo in termini di consenso, \u00e8 una pace giusta, perch\u00e9 solo una pace giusta pu\u00f2 durare, solo una pace giusta mette al sicuro l\u2019Europa e i nostri interessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">\u00c8 un\u2019ammissione della spaccatura nella destra italiana. Laura Ravetto, passata dalla Lega a Futuro Nazionale, ha precedentemente affermato che la resa ucraina non sarebbe una vera pace, ma ha chiesto se gli \u00abassegni in bianco\u00bb a Kiev l\u2019abbiano mai prodotta. Ha aggiunto che le sanzioni non hanno fermato la guerra ma hanno fermato le fabbriche italiane.Nelle repliche Meloni \u00e8 stata molto pi\u00f9 diretta e ha invitato i deputati passati a Futuro Naz<strong>i<\/strong>onale a dimettersi, dicendo: Sarebbe pi\u00f9 credibile se rassegnaste le dimissioni e vi candidaste con le nuove tesi che sostenete. Altrimenti siamo davanti ai tanti casi di trasformismo\u00bb. \u00c8 il punto in cui l\u2019antitesi con Vannacci \u00e8 pi\u00f9 esplicita, quasi parola per parola. Intervistato dall\u2019agenzia russa Ria a marzo, Vannacci aveva detto che \u00abla pace giusta non \u00e8 mai esistita\u00bb, e che nella storia esiste solo la pace del vincitore. Come base negoziale indicava la neutralit\u00e0 ucraina, il mantenimento dei territori conquistati militarmente e la garanzia di assenza di adesione Nato dell\u2019 Ucraina. Il capogruppo M5S Ricciardi ha invece detto in aula che \u00abil concetto di pace giusta non esiste nella storia dell\u2019umanit\u00e0\u00bb, chiedendo di fermare le armi a Kiev e il riarmo europeo. \u00c8 una formula quasi sovrapponibile a quella di Vannacci, e questa sovrapposizione \u00e8 il miglior argomento testuale a favore del \u00abcampo larghissimo\u00bb ironizzato da Meloni.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Il richiamo a Praga, Budapest e al Muro aggiunge un registro di memoria che associa la Russia di oggi all\u2019imperialismo sovietico. Meloni si colloca nell\u2019anticomunismo atlantista della destra italiana del dopoguerra per contestare a Futuro Nazionale la pretesa di essere la \u00abvera destra\u00bb. \u00c8 la stessa contestazione fatta da Meloni a giugno, quando aveva detto ai vannacciani che non erano la vera destra ma funzionali alla sinistra<strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dunque, la posizione del Governo non cambia. Sostegno a Kiev, con particolare attenzione alla popolazione civile, pressione su Mosca e unit\u00e0 euro-atlantica rimangono i pilastri della nostra azione.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto dobbiamo considerare anche l\u2019intesa sul gasolio russo annunciata venerd\u00ec scorso dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. \u00c8 una scelta che io considero molto rischiosa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Nella notte tra il 9 e il 10 ottobre Trump ha annunciato la rimozione di alcune sanzioni sul diesel russo. La licenza generale dell\u2019OFAC autorizza vendita e importazione fino al 7 aprile 2027. Le forniture per\u00f2 non toccheranno i prezzi in Italia, perch\u00e9 le sanzioni Ue sui prodotti petroliferi russi, in vigore dal febbraio 2023, restano valide. L\u2019opposizione attacca Meloni per subalternit\u00e0 a Trump, definendo l\u2019esecutivo un governo di \u201ctrumpisti minori\u201d (Provenzano, Partito Democratico) nel giorno in cui lei se ne distanzia, dopo un\u2019estate diplomaticamente tesa tra Meloni e Trump. Ne risulta un governo che critica Trump da posizioni atlantiste, un M5S che lo critica da posizioni anti-atlantiste e un Futuro Nazionale che ammira Trump pur essendo filoputiniano.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiaramente tutti comprendiamo, e condividiamo, l\u2019esigenza di contenere i prezzi dell\u2019energia che pesano su famiglie e imprese, anche in Italia. Ma dobbiamo essere consapevoli che l\u2019impennata dei prezzi del carburante \u00e8 dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta \u00e8 dubbio, mentre i rischi sono chiari. Una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle citt\u00e0 ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria: sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Discorso diverso \u00e8 una tregua tra le parti sulle centrali energetiche, che l\u2019Italia chiaramente sostiene. Ringraziamo il Presidente Zelensky per aver immediatamente dichiarato la piena disponibilit\u00e0 ucraina in questo senso. Ci aspettiamo ora che la Russia faccia altrettanto, e interrompa l\u2019attacco alle centrali elettriche ed energetiche ucraine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopodich\u00e9, in un momento cos\u00ec complesso, in cui tante variabili sfuggono al nostro controllo, c\u2019\u00e8 almeno una cosa che dipende da noi: fare in modo che l\u2019Europa non resti a guardare. Perch\u00e9 le condizioni di una pace che riguarda il nostro Continente, e quindi la nostra sicurezza, non possono essere scritte senza di noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo continuo a chiedere che i Ventisette individuino una figura autorevole, con il mandato di tutti, capace di portare al tavolo la voce dell\u2019Europa. E se su un nome non si trova convergenza, siamo pronti anche a valutare soluzioni diverse.<\/p>\n\n\n\n<p>Se, ad esempio, Francia, Germania e Gran Bretagna, nel famoso formato E3, ritengono di poter fare da sole meglio di quanto potremmo fare tutti insieme, e finora \u00e8 questa la scelta che hanno fatto, allora almeno lo facciano a nome di tutti e con un mandato ufficiale dato da tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 sar\u00f2 onesta: considero secondario il tema di chi siede a quale tavolo. Mi interessa a nome di chi si siede al tavolo, e per dire cosa. Mi interessa che l\u2019Europa non vada in ordine sparso, non offra il fianco a chi ha interesse ad alimentare le divisioni e parli con una voce sola. Perch\u00e9 un\u2019Europa che si divide sui formati offre un\u2019immagine di s\u00e9 infantile, ed \u00e8 l\u2019unico vero regalo che possiamo fare a Mosca. E di regali a Mosca, in questi giorni, ne abbiamo fatti abbastanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u00abnoi\u00bb include l\u2019Europa e diluisce la critica a Washington in una responsabilit\u00e0 occidentale comune. Il \u00abregalo\u00bb per eccellenza \u00e8 la sospensione americana delle sanzioni sul diesel, ma il plurale permette a Meloni di non nominare Trump due volte e restare ambigua.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dopodich\u00e9, colleghi, quello che accade in Ucraina non resta in Ucraina. Il Consiglio europeo discuter\u00e0, in modo specifico, dell\u2019escalation degli attacchi ibridi russi. Ed \u00e8 giusto cos\u00ec, perch\u00e9 la minaccia ibrida \u00e8 ormai diventata l\u2019ennesimo \u201cnuovo normale\u201d di questa epoca travagliata.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto \u00e8 che la guerra ibrida non si dichiara e non ha un fronte. Sono i droni che violano lo spazio aereo dei nostri partner, e che sorvolano aeroporti e basi in diverse Nazioni europee. Sono i cavi sottomarini danneggiati nel Baltico; sono gli attacchi informatici a ospedali, porti e amministrazioni pubbliche; il sabotaggio delle reti ferroviarie.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono le campagne di disinformazione costruite per dividere le nostre opinioni pubbliche, per screditare esponenti politici considerati nemici e per condizionare le elezioni, fino a vere e proprie forme di manipolazione dello spazio cognitivo. E la strumentalizzazione dei migranti, spinti alle frontiere come armi di pressione.<\/p>\n\n\n\n<p>Un quadro di questo tipo richiede una risposta coordinata, e l\u2019Italia porter\u00e0 a Bruxelles alcune priorit\u00e0 chiare. Proteggere le nostre infrastrutture critiche: e qui penso a reti energetiche, cavi sottomarini, porti, aeroporti, e al dominio subacqueo, nel quale l\u2019Italia ha competenze di eccellenza; sostenere l\u2019industria italiana nel dare un contributo decisivo ai sistemi anti-drone e antimissile; ribadire che la sicurezza dei confini dell\u2019Unione \u00e8 indivisibile, e questo significa che mentre contribuiamo a sostenere il fianco Est non possiamo accettare che si perda di vista il fianco Sud.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 difendersi oggi non significa soltanto avere carri armati. Difendersi \u00e8 un ospedale che continua a curare anche sotto un attacco informatico; una centrale che non si spegne; un aeroporto che non si ferma per un drone. Difendersi non \u00e8 proteggere un\u2019idea astratta di potenza. \u00c8 proteggere la vita quotidiana dei cittadini.<\/p>\n\n\n\n<p>E questo mi porta al tema delle risorse. Come ho gi\u00e0 detto, sicurezza ed energia sono due facce della stessa medaglia. Senza sicurezza, l\u2019energia costa di pi\u00f9. E senza energia, potrebbe non rimanere nulla da difendere.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo abbiamo chiesto, e ottenuto, che la clausola di salvaguardia nazionale potesse essere utilizzata non soltanto per le spese di difesa, ma anche per le misure necessarie ad affrontare la crisi energetica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato \u00e8 che, sul margine massimo dell\u20191,5% del PIL previsto dalla clausola, l\u2019Italia ha deciso di utilizzarne l\u20191,2%, ripartito in parti uguali: lo 0,6% alle misure contro il caro energia, circa 14 miliardi di euro per famiglie vulnerabili e imprese energivore, e un altro 0,6% alla difesa e alla sicurezza. Abbiamo cio\u00e8 scelto, dato il contesto, di non utilizzare tutto il margine previsto per la difesa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ricordo che la maggiore flessibilit\u00e0 per difesa e sicurezza significa essenzialmente risorse aggiuntive rispetto a quelle consentite dai parametri europei. Non sono, quindi, soldi tolti alla sanit\u00e0 o alla scuola. Se non li spendessimo per la difesa, non potremmo spenderli per altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi racconta che pi\u00f9 sicurezza significa meno ospedali, risorse distratte dai servizi essenziali da un governo di guerrafondai, mente sapendo di farlo. Tanto pi\u00f9 se gli stessi che oggi ci accusano dall\u2019opposizione, quando erano al governo approvavano \u2013 in piena pandemia &#8211; un aumento delle spese militari da 15 miliardi di euro. E allora non c\u2019era neanche la guerra in Ucraina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma voglio dirlo a chi ci ascolta, riprendendo un ragionamento del Ministro Crosetto, che ringrazio. Ogni 100 euro che lo Stato spende per la Difesa, circa 60 pagano gli stipendi di chi difende la nostra sicurezza, quasi 280 mila donne e uomini in divisa. Circa 10 euro servono a far funzionare le strutture ogni giorno.<\/p>\n\n\n\n\n<div class=\"double-picture my-12 lg:my-20\" \n    data-images-sizes=\"half\"\n    data-same-height=\"true\"\n    data-reference-image=\"left\"\n>    <!-- Images -->\n    <div class=\"lg:flex\">\n        <div class=\"relative lg:pr-2 mb-7 lg:mb-0 lg:w-1\/2\">\n                            <a \n                    href=\"#\"\n                    data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_shutterstock41419229_000026-scaled.jpg\" \n                    class=\"gallery-item no-underline  \" \n                    data-pswp-width=\"2560\" \n                    data-pswp-height=\"1706\"\n                >\n                    <figure class=\"wp-block-image h-full -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                        <picture class=\"block h-full\">\n                            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_shutterstock41419229_000026-scaled.jpg\" alt=\"\" >\n                        <\/picture>\n                                            <\/figure>\n                <\/a>\n                    \n        <\/div>\n        <div class=\"relative lg:pl-2 lg:w-1\/2\">\n                            <a\n                    href=\"#\"\n                    data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_shutterstock41419229_000075.jpg\" \n                    class=\"gallery-item no-underline  lg:!absolute lg:h-full lg:right-0 lg:left-2 overflow-hidden\" \n                    data-pswp-width=\"2188\" \n                    data-pswp-height=\"1459\"\n                >\n                    <figure class=\"wp-block-image h-full -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                        <picture class=\"block h-full\">\n                            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_shutterstock41419229_000075.jpg\" alt=\"\" class=\"lg:!h-full object-cover\">\n                        <\/picture>\n                                            <\/figure>\n                <\/a>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n    <!-- Captions -->\n    <div class=\"hidden lg:flex\">\n        <div class=\"relative lg:pr-2 mb-7 lg:mb-0 lg:w-1\/2\">\n                            <figure class=\"wp-block-image -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                                    <\/figure>\n                    \n        <\/div>\n        <div class=\"relative lg:pl-2 lg:w-1\/2\">\n                            <figure class=\"wp-block-image -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">   \n                                    <\/figure>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Circa 30 vanno in investimenti, in un comparto industriale che d\u00e0 lavoro a oltre 300 mila persone, spesso altamente qualificate, in migliaia di piccole e medie imprese diffuse in tutta Italia. Chi parla di spreco dovrebbe anche spiegare a quelle famiglie che il loro lavoro \u00e8 inutile. E quando compriamo, cosa compriamo? Prevalentemente strumenti per difenderci. Difesa aerea, sistemi anti-drone, cyber-sicurezza, protezione delle infrastrutture. Compriamo scudi.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>In ultimo, voglio ricordare che la sicurezza \u00e8 anche precondizione per la prosperit\u00e0. Nessuno investe in una Nazione che non sa proteggere le sue reti, i suoi porti, i suoi dati. Nessuna impresa esporta se le rotte commerciali non sono sicure. Inoltre, investire in sicurezza significa difendere il risparmio, il lavoro e l\u2019innovazione dei prossimi vent\u2019anni. Una Nazione che non investe nella propria sicurezza non sta risparmiando. Sta rinviando il conto. E la storia insegna che quel conto, alla fine, arriva sempre molto pi\u00f9 caro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Il passaggio sulla Difesa ricompatta gli avversari di Meloni. La risoluzione di Futuro Nazionale impegna il governo a contrastare la difesa europea e la \u00abSchengen militare\u00bb, e il programma del partito dice no al 5% e allo strumento Safe. M5S e Futuro Nazionale finiscono dallo stesso lato, con motivazioni diverse.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i temi all\u2019ordine del giorno del Consiglio c\u2019\u00e8, ovviamente, anche il Medio Oriente, forse il dossier nel quale si vede pi\u00f9 chiaramente quanto gli equilibri internazionali incidano ormai direttamente sulla vita quotidiana delle nostre Nazioni.<br>Una settimana fa, mentre ero a Spalato con i leader delle Nazioni del MED9, abbiamo ricordato i tre anni dal drammatico attacco del 7 ottobre 2023. Un attacco barbaro, che ha gettato l\u2019intera regione nel caos. Credo che sia importante ricordarlo anche oggi, perch\u00e9 qualsiasi legittimo approccio critico verso le azioni del Governo israeliano nei tre anni successivi non pu\u00f2 e non deve mai farci dimenticare quello che \u00e8 stato il pi\u00f9 orrendo pogrom dai tempi della Shoah, pianificato ed eseguito da Hamas.<\/p>\n\n\n\n<p>Soprattutto in un momento in cui l\u2019ombra dell\u2019antisemitismo sembra rialzare la testa in molte Nazioni. La sicurezza dello Stato di Israele, quindi, non pu\u00f2 essere messa in discussione. E continuo a ritenere che con Israele sia necessario mantenere aperto un canale di dialogo. Dopodich\u00e9, per\u00f2, ci preoccupa il perdurare della presenza israeliana nel sud del Libano, in Siria, a Gaza. E in Cisgiordania assistiamo a una pressione sulla popolazione palestinese che \u00e8 intollerabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Come abbiamo scritto insieme a Francia, Germania, Regno Unito e altri partner, gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali. E ci opponiamo con forza a chi sostiene l\u2019annessione e lo spostamento forzato della popolazione palestinese.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a questa situazione credo che l\u2019Europa debba riprendersi lo spazio che pu\u00f2 occupare. E la finestra per farlo si aprir\u00e0, inevitabilmente, con l\u2019insediamento del nuovo Governo israeliano, chiunque dovesse vincere le elezioni. Sar\u00e0 quello il momento per chiedere gesti capaci di invertire la spirale negativa da troppo tempo in atto e di riaprire, in prospettiva, un percorso politico di pace.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci vorr\u00e0 tempo, lo sappiamo. Ma sappiamo altrettanto bene che se nei prossimi mesi assisteremo a un\u2019espansione senza fine degli insediamenti in Cisgiordania, al crollo dell\u2019Autorit\u00e0 palestinese o alla ripresa della violenza a Gaza o nella stessa Cisgiordania, la soluzione dei due Stati diventer\u00e0 impossibile. E questo \u00e8 un esito che non possiamo permetterci.<\/p>\n\n\n\n<p>Proporr\u00f2 quindi di lavorare, in Europa, su alcune richieste precise, che possano creare lo spazio per un ritorno al dialogo politico. Tra queste, il trasferimento all\u2019Autorit\u00e0 palestinese delle entrate fiscali che Israele oggi trattiene e il congelamento dell\u2019insediamento E1, sul quale ci siamo gi\u00e0 espressi insieme ai nostri principali partner europei.<\/p>\n\n\n\n<p>A Gaza la situazione resta drammatica. Servono pi\u00f9 aiuti e servono in fretta. E serve un\u2019iniziativa politica per verificare se Hamas sia davvero disposta a deporre le armi. Sarebbe la svolta di cui abbiamo bisogno, e aprirebbe la strada alla ricostruzione, nell\u2019interesse \u2013 prima di tutto \u2013 della popolazione civile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Continuiamo, poi, a credere e a lavorare per una pace vera tra Israele e Libano. Come sapete, l\u2019Italia ha ospitato diverse tornate negoziali e siamo pronti a farlo di nuovo. Sono convinta che la leadership libanese sia sinceramente pronta a sottoscrivere una pace giusta e duratura con Israele. E noi siamo pronti a sostenerla, anche con un\u2019iniziativa franco-italiana per il dopo UNIFIL, per dotare le Forze Armate libanesi delle capacit\u00e0 necessarie ad affermare la sovranit\u00e0 del Libano su tutto il suo territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Al Consiglio europeo discuteremo anche della situazione in Iran e nel Golfo. A partire dalla libert\u00e0 di navigazione a Hormuz e a Bab el-Mandeb, che per l\u2019Europa rappresenta un interesse vitale. Le restrizioni e gli attacchi in questi due passaggi hanno avuto un effetto diretto sulla vita dei nostri cittadini, a cominciare dal prezzo dell\u2019energia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il Governo si \u00e8 impegnato a contenerne gli effetti e continuer\u00e0 a farlo con ogni strumento a disposizione, ma una soluzione duratura passa necessariamente dal ripristino di una piena libert\u00e0 di navigazione: senza pedaggi e senza limitazioni discriminatorie.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo, credo che l\u2019Europa debba impegnarsi in prima persona, a partire dal rafforzamento dell\u2019Operazione Aspides nel Mar Rosso, che l\u2019Italia oggi guida e che si regge in larga parte sul contributo di pochissime Nazioni. Servono pi\u00f9 navi, e servono ora.<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo poi approfondire il partenariato con le Nazioni del Golfo. Europa e Golfo sono due aree legate da interessi sempre pi\u00f9 stretti, che per prosperare hanno bisogno di regole e di stabilit\u00e0. L\u2019Italia ha messo a disposizione delle Nazioni della regione che lo hanno chiesto assetti per difendersi dagli attacchi ingiustificati dell\u2019Iran e dei suoi alleati.<\/p>\n\n\n\n<p>Attacchi che, negli ultimi giorni, hanno visto un\u2019ulteriore escalation degli Huthi contro le infrastrutture energetiche saudite e che condanniamo con fermezza. Ma, nella prossima fase, la priorit\u00e0 dovr\u00e0 essere un\u2019altra: non dipendere pi\u00f9 da un unico punto di passaggio. Significa costruire nuovi collegamenti tra Europa, Golfo e Asia, a partire dal corridoio IMEC; proteggere meglio porti, cavi sottomarini e infrastrutture energetiche; diversificare rotte e fornitori. Anche qui, l\u2018Italia, insieme alle sue imprese, sta facendo la propria parte. Ma ora deve farla anche l\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro capitolo centrale del prossimo Consiglio europeo sar\u00e0 il negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale. Complesso e importante, perch\u00e9 il bilancio dell\u2019Unione non \u00e8 un esercizio contabile. \u00c8 lo strumento attraverso cui decidiamo concretamente quali siano le priorit\u00e0 del futuro e quante risorse siamo disposti a mettere a disposizione di quelle priorit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questi mesi abbiamo gi\u00e0 ottenuto diversi risultati concreti rispetto alla proposta originaria della Commissione. Gli Stati membri avranno un ruolo pi\u00f9 incisivo nella gestione dei nuovi strumenti, cio\u00e8 le scelte su come usare le risorse non si faranno solo a Bruxelles. La Politica Agricola Comune e la politica della Pesca manterranno identit\u00e0 e tutele proprie, perch\u00e9 agricoltori e pescatori non possono diventare una voce qualsiasi in un fondo indistinto. Sullo Stato di diritto abbiamo ottenuto regole pi\u00f9 chiare e oggettive, per impedire che se ne faccia un uso politico. Nel nuovo Fondo europeo per la competitivit\u00e0 ci saranno maggiori garanzie per le piccole e medie imprese, spina dorsale della nostra economia. E i Governi avranno pi\u00f9 voce in capitolo nel definire le priorit\u00e0 dell\u2019azione esterna dell\u2019Unione.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_01305939_000018-scaled.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1707\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_01305939_000018-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_01305939_000018-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_01305939_000018-1340x893.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_01305939_000018-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Sono risultati importanti, ma il negoziato \u00e8 ancora molto lontano dalla sua conclusione. Anzi, entriamo ora nella fase pi\u00f9 delicata, quella della trattativa sulla dimensione effettiva del bilancio e su dove trovare le risorse che servono.<\/p>\n\n\n\n<p>A monte, c\u2019\u00e8 una questione di metodo che voglio ribadire anche qui. La Presidenza irlandese e le Istituzioni europee hanno indicato l\u2019obiettivo di arrivare a un accordo entro la fine dell\u2019anno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Noi non siamo contrari per principio a questo obiettivo, ma deve essere chiaro che la data non pu\u00f2 diventare pi\u00f9 importante del contenuto. Non firmeremo un accordo non vantaggioso per rispettare una scadenza. Noi firmeremo un accordo solo quando sar\u00e0 un accordo giusto per l\u2019Italia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E che cosa significa, nel merito? Significa innanzitutto costruire un bilancio che dia risposte chiare e concrete. Significa finanziare adeguatamente le nuove priorit\u00e0 che tutti diciamo di considerare strategiche, senza sacrificare le politiche che rappresentano uno dei fondamenti del progetto europeo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo dico in maniera molto chiara: l\u2019Italia non accetter\u00e0 un bilancio che ridimensioni la Politica Agricola Comune, la Pesca e la Coesione. Agricoltura e pesca riguardano la nostra sicurezza alimentare, che \u00e8 una componente essenziale dell\u2019autonomia strategica europea.<\/p>\n\n\n\n<p>La Coesione riguarda la capacit\u00e0 del mercato unico di funzionare senza lasciare indietro interi territori, e conseguentemente indebolire anche la crescita complessiva. E dunque, a mio avviso, non c\u2019\u00e8 alcuna contraddizione tra politiche tradizionali e nuove priorit\u00e0. Al contrario: non esiste sicurezza senza sicurezza alimentare e non esiste vera competitivit\u00e0 senza pari dignit\u00e0 tra i territori.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei giorni scorsi, la Presidenza irlandese ha presentato una nuova proposta negoziale, che prevede un bilancio di circa 1.622 miliardi di euro per il periodo 2028-2034, a prezzi costanti. Parliamo di un taglio di 108 miliardi di euro rispetto alla proposta di giugno e di oltre 140 miliardi rispetto a quella originaria della Commissione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pur in presenza di tagli cos\u00ec consistenti, sono state preservate le risorse complessive dei piani nazionali e regionali, che comprendono PAC e Coesione. \u00c8 un risultato molto importante e tutt\u2019altro che scontato, al quale sono felice di poter dire che ha contribuito in modo decisivo la lettera congiunta dei 17 Stati Membri \u201cAmici della Coesione\u201d, un\u2019altra iniziativa avviata dall\u2019Italia, stavolta insieme alla Romania.<\/p>\n\n\n\n<p>E proprio per continuare a lavorare su questa linea, insieme alla Romania ospiteremo, a margine del prossimo Consiglio europeo, un nuovo incontro del gruppo. Sar\u00e0 l\u2019occasione per fare il punto sul negoziato e ribadire una posizione comune prima della fase decisiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Resta poi la questione fondamentale, ovvero come finanziare le priorit\u00e0 che l\u2019Europa si \u00e8 data. Qui io credo che la domanda da cui partire non sia quanto debba essere grande il bilancio, ma piuttosto che cosa l\u2019Europa consideri irrinunciabile nei prossimi anni. Prima si definiscono gli obiettivi, poi si trova il modo di finanziarli. Non il contrario.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopodich\u00e9, sulle nuove risorse proprie proposte dalla Commissione abbiamo diverse riserve, ma siamo disposti a lavorare con un criterio chiaro: alleggerire per quanto possibile il peso sui bilanci nazionali, senza nuove tasse a carico di cittadini e imprese europee.<\/p>\n\n\n\n<p>Riteniamo che si possa e si debba ragionare anche su un rimborso pi\u00f9 graduale del debito contratto per Next Generation EU, perch\u00e9 i rimborsi non comprimano le altre politiche europee proprio negli anni in cui serve investire di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>E in generale credo che, per finanziare priorit\u00e0 che sono strategiche per tutti noi, nessuno strumento debba essere escluso a priori.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono poi alcune questioni su cui, per l\u2019Italia, il compromesso dovr\u00e0 necessariamente migliorare.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima \u00e8 la nostra posizione complessiva. La proposta della Presidenza irlandese mantiene sostanzialmente invariati i criteri di ripartizione delle risorse, che continuano a penalizzare la nostra Nazione. Non possiamo accettare che l\u2019Italia versi di pi\u00f9 al bilancio europeo e, allo stesso tempo riceva di meno. \u00c8 una semplice questione di equit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda riguarda i cosiddetti \u201crebates\u201d, gli sconti sui contributi di cui godono alcuni Stati Membri, sui quali la nuova proposta non registra alcun progresso. Trovo difficile spiegare perch\u00e9 proprio chi chiede di \u201cmodernizzare\u201d il bilancio, cio\u00e8 di ridurlo, pretenda di conservare privilegi nati in un\u2019altra fase dell\u2019integrazione europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la modernizzazione deve esserci, deve valere per tutti. E aggiungo che non si pu\u00f2 pretendere che i sacrifici siano europei, e i privilegi siano nazionali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La terza questione, che pu\u00f2 sembrare tecnica, la dice molto di come funziona l\u2019Europa. Ed \u00e8 il principio secondo cui i fondi europei non possono finanziare attivit\u00e0 che danneggiano in modo significativo l\u2019ambiente. Un principio giusto. Ma le prime bozze delle regole applicative della Commissione rischiano di trasformarlo nell\u2019esclusione automatica di interi settori, cio\u00e8 proprio quello che i Governi avevano deciso di evitare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non possiamo chiedere a un\u2019acciaieria di investire miliardi nella transizione, farle pagare le quote di CO2 e poi dirle che, proprio perch\u00e9 \u00e8 un\u2019acciaieria, non pu\u00f2 accedere ai fondi europei per la decarbonizzazione. N\u00e9 possiamo dire di voler rafforzare la sicurezza energetica e poi escludere in automatico le infrastrutture che servono a garantire questo processo.<\/p>\n\n\n\n<p>E voglio dire anche che le decisioni dei Governi non sono bozze che la burocrazia pu\u00f2 correggere a piacimento. Questa deriva per cui i Capi di Stato e di Governo prendono decisioni che poi le regole burocratiche puntualmente smontano \u00e8 inaccettabile e va corretta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche da come verranno sciolti questi nodi dipender\u00e0 la nostra valutazione complessiva sul pacchetto. Ma su questo, come dicevo, ci sar\u00e0 modo di tornare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Consiglio europeo avr\u00e0 una discussione strategica anche sul processo di allargamento e sulle riforme interne dell\u2019Unione. Tema al quale l\u2019Italia attribuisce da sempre una grande importanza. Solo un\u2019Europa riunificata, sostenuta da un solido consenso politico, pu\u00f2 raggiungere la massa critica necessaria per restare competitiva, influente e sicura.<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dai Balcani occidentali. Naturalmente ciascun percorso ha le proprie caratteristiche, i propri tempi e le proprie condizioni. Ma la prospettiva politica \u00e8 la stessa: consolidare stabilmente l\u2019ancoraggio europeo di Nazioni che appartengono alla nostra storia.<\/p>\n\n\n\n\n<div class=\"double-picture my-12 lg:my-20\" \n    data-images-sizes=\"half\"\n    data-same-height=\"true\"\n    data-reference-image=\"left\"\n>    <!-- Images -->\n    <div class=\"lg:flex\">\n        <div class=\"relative lg:pr-2 mb-7 lg:mb-0 lg:w-1\/2\">\n                            <a \n                    href=\"#\"\n                    data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_01306306_000028-scaled.jpg\" \n                    class=\"gallery-item no-underline  \" \n                    data-pswp-width=\"2560\" \n                    data-pswp-height=\"1707\"\n                >\n                    <figure class=\"wp-block-image h-full -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                        <picture class=\"block h-full\">\n                            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_01306306_000028-scaled.jpg\" alt=\"\" >\n                        <\/picture>\n                                            <\/figure>\n                <\/a>\n                    \n        <\/div>\n        <div class=\"relative lg:pl-2 lg:w-1\/2\">\n                            <a\n                    href=\"#\"\n                    data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_01306306_000027-scaled.jpg\" \n                    class=\"gallery-item no-underline  lg:!absolute lg:h-full lg:right-0 lg:left-2 overflow-hidden\" \n                    data-pswp-width=\"2560\" \n                    data-pswp-height=\"1706\"\n                >\n                    <figure class=\"wp-block-image h-full -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                        <picture class=\"block h-full\">\n                            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_01306306_000027-scaled.jpg\" alt=\"\" class=\"lg:!h-full object-cover\">\n                        <\/picture>\n                                            <\/figure>\n                <\/a>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n    <!-- Captions -->\n    <div class=\"hidden lg:flex\">\n        <div class=\"relative lg:pr-2 mb-7 lg:mb-0 lg:w-1\/2\">\n                            <figure class=\"wp-block-image -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                                    <\/figure>\n                    \n        <\/div>\n        <div class=\"relative lg:pl-2 lg:w-1\/2\">\n                            <figure class=\"wp-block-image -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">   \n                                    <\/figure>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Noi sosteniamo un allargamento fondato sul principio del merito e su una responsabilit\u00e0 reciproca. Ai Paesi candidati spetta realizzare le riforme necessarie e adeguarsi progressivamente alle regole europee. All\u2019Unione, per\u00f2, spetta riconoscere, senza ritardi, quei risultati con avanzamenti concreti. Ed \u00e8 per questo che, nel breve periodo, la nostra priorit\u00e0 \u00e8 sostenere con forza l\u2019avanzamento del processo di Montenegro e Albania. Perch\u00e9 il loro successo avrebbe un valore che va molto oltre i loro e i nostri confini. Direbbe a tutta la regione che il processo di adesione \u00e8 reale, che le riforme vengono premiate e che quando una Nazione candidata fa la propria parte, l\u2019Unione \u00e8 capace di fare la propria.<\/p>\n\n\n\n<p>In ultimo, il Consiglio europeo avr\u00e0 una discussione strategica sul governo dei flussi migratori.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho rivendicato molte volte, in quest\u2019Aula, come l\u2019approccio europeo sul tema sia cambiato, in questi anni, in modo significativo.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio, in molti consideravano impossibile che temi come concentrarsi sulla prevenzione delle partenze piuttosto che sulla gestione degli arrivi, rafforzare la dimensione esterna, costruire partenariati con le Nazioni di origine e di transito, rendere pi\u00f9 efficaci i rimpatri e sviluppare soluzioni innovative potessero diventare parte ordinaria del dibattito europeo. Ma cos\u00ec \u00e8 stato. E questo cambio di approccio, al quale l\u2019Italia ha dato un contributo decisivo, sta producendo risultati concreti.<\/p>\n\n\n\n<p>Non lo dice il Governo. Lo dicono i dati di Frontex. In due anni, gli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell\u2019Unione si sono pi\u00f9 che dimezzati.<\/p>\n\n\n\n<p>E quest\u2019anno il calo prosegue: meno 35 per cento nei primi otto mesi rispetto allo scorso anno. Sul Mediterraneo centrale, cio\u00e8 la rotta che coinvolge l\u2019Italia, gli arrivi sono diminuiti di oltre la met\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema non \u00e8 risolto, lo sappiamo bene. Ma questi numeri dicono una cosa semplice: l\u2019alternativa alle \u201cporte aperte\u201d \u00e8 sempre esistita. \u00c8 sempre esistita. Per anni, semplicemente, si \u00e8 scelto di non perseguirla.<\/p>\n\n\n\n<p>Intendiamo andare avanti nella direzione avviata, senza abbassare la guardia. Anche perch\u00e9 gli eventi di Ceuta della fine di luglio hanno dimostrato bene quanto velocemente possano prodursi situazioni di pressione eccezionale alle frontiere esterne.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla luce di quei fatti, come sapete, l\u2019Italia ha deciso di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne aeree e marittime con la Spagna, sulla base di una valutazione di sicurezza. E mi permetterete di dire che considero abbastanza surreali le polemiche che ne sono seguite, soprattutto da parte di alcuni partiti di opposizione, evidentemente pi\u00f9 attenti a difendere il Governo spagnolo che la sicurezza e i confini italiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo che il Codice Schengen prevede espressamente la possibilit\u00e0 di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne per esigenze di ordine pubblico o di sicurezza. Si tratta, di fatti, di uno strumento utilizzato regolarmente: dal 2006 a oggi, gli Stati Membri vi hanno fatto ricorso quasi cinquecento volte, e in oltre trenta casi i controlli hanno riguardato direttamente l\u2019Italia. La Francia, ad esempio, mantiene i controlli alla frontiera con noi da oltre dieci anni.<\/p>\n\n\n\n<p>E quindi \u00e8 difficile sostenere &#8211; cari colleghi &#8211; che l\u2019Italia non abbia il diritto di utilizzare uno strumento che nei suoi confronti \u00e8 stato utilizzato decine di volte. Ricordo ai colleghi che l\u2019Italia ha gli stessi doveri e gli stessi diritti degli altri Stati Membri, ma ha anche gli stessi diritti. Non accettiamo che difendere i confini sia un diritto per gli altri e una colpa quanto riguarda l\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ceuta ci ha insegnato anche un\u2019altra cosa: una crisi alle frontiere non sempre nasce da sola. A volte viene costruita. I trafficanti la organizzano, i social la amplificano, la disinformazione la alimenta.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi usa persone disperate come arma di pressione sui nostri confini non sta solo forzando una frontiera. Sta attaccando l\u2019Europa e l\u2019Europa deve dotarsi degli strumenti per rispondere.<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre all\u2019indomani dei fatti di Ceuta, lo scorso 1\u00b0 agosto, insieme alla Danimarca, l\u2019Italia ha promosso una lettera sottoscritta da 22 Capi di Stato e di Governo europei su 27, con la quale abbiamo chiesto maggiore protezione delle frontiere esterne, un contrasto pi\u00f9 deciso alle reti dei trafficanti, pi\u00f9 rimpatri e una migliore capacit\u00e0 di anticipare e reagire a situazioni analoghe.<\/p>\n\n\n\n<p>E abbiamo chiesto di affrontare seriamente anche i fattori di attrazione, tra i quali annoveriamo anche le regolarizzazioni su larghissima scala. Naturalmente, ogni Stato membro mantiene le proprie competenze e assume le proprie decisioni. Ma viviamo in uno spazio integrato, con libert\u00e0 di circolazione e frontiere comuni. E quello che uno Stato decide a casa propria non necessariamente resta a casa propria: pu\u00f2 ricadere sugli e pu\u00f2 compromettere la funzionalit\u00e0 di Schengen.<\/p>\n\n\n\n<p>Se passa il messaggio che un ingresso irregolare pu\u00f2 trasformarsi successivamente in una permanenza legale il rischio \u00e8 alimentare nuove partenze, rafforzare il modello di affari dei trafficanti e vanificare parte degli sforzi che stiamo facendo per ridurre gli arrivi irregolari. E non ce lo possiamo permettere.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi ci sono i rimpatri. Per anni, in Europa, un decreto di espulsione \u00e8 rimasto molto spesso un pezzo di carta. Oggi abbiamo strumenti pi\u00f9 efficaci, anche grazie alle nuove regole europee, e i risultati si vedono. Quest\u2019anno i rimpatri hanno raggiunto il livello pi\u00f9 alto mai registrato nello stesso periodo, e continuano a crescere. Ringrazio, per questo, il Ministro Piantedosi e tutti coloro che lavorano ogni giorno per questo risultato. Perch\u00e9 il messaggio deve arrivare chiaro: chi entra illegalmente in Italia non pu\u00f2 contare di restarci.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi c\u2019\u00e8 il lavoro lungo tutta la rotta. Grazie alla collaborazione con l\u2019Organizzazione internazionale per le migrazioni e con Algeria, Libia e Tunisia, negli ultimi due anni circa 65 mila migranti sono tornati volontariamente nei loro Paesi d\u2019origine, prima ancora di tentare di attraversare il Mediterraneo. Sono 65 mila persone che non hanno affidato la propria vita ai trafficanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma perch\u00e9 questo modello funzioni, ancora meglio, serve la massima collaborazione possibile da parte dei Paesi terzi. E quando questa collaborazione manca, l\u2019Europa deve usare tutte le leve che ha: la diplomazia, la cooperazione, il commercio, i visti. Perch\u00e9 chi vuole essere nostro partner non pu\u00f2 considerare i rimpatri un capitolo a parte.<\/p>\n\n\n\n<p>Serve ancora pi\u00f9 ambizione sulla dimensione esterna e un migliore coordinamento con le iniziative nazionali, a partire dal Piano Mattei per l\u2019Africa, nato dalla convinzione che il rapporto tra Europa e Africa debba fondarsi su partenariati paritari, investimenti e crescita condivisa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso vale per le soluzioni innovative. L\u2019Italia ha aperto la strada con i centri in Albania, e oggi i \u201creturn hubs\u201d nei Paesi terzi sono previsti dalle norme europee, e sono molti gli Stati Membri che vogliono percorrere questa strada. Ora occorre passare all\u2019attuazione. L\u2019Unione deve sostenere chi vuole avviare progetti pilota, con risorse, competenze e mezzi, nel pieno rispetto del diritto europeo e internazionale. E quelle risorse devono trovare posto anche nel prossimo bilancio europeo.<\/p>\n\n\n\n\n<div class=\"double-picture my-12 lg:my-20\" \n    data-images-sizes=\"half\"\n    data-same-height=\"true\"\n    data-reference-image=\"left\"\n>    <!-- Images -->\n    <div class=\"lg:flex\">\n        <div class=\"relative lg:pr-2 mb-7 lg:mb-0 lg:w-1\/2\">\n                            <a \n                    href=\"#\"\n                    data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_01305939_000003-scaled.jpg\" \n                    class=\"gallery-item no-underline  \" \n                    data-pswp-width=\"2560\" \n                    data-pswp-height=\"1707\"\n                >\n                    <figure class=\"wp-block-image h-full -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                        <picture class=\"block h-full\">\n                            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_01305939_000003-scaled.jpg\" alt=\"\" >\n                        <\/picture>\n                                            <\/figure>\n                <\/a>\n                    \n        <\/div>\n        <div class=\"relative lg:pl-2 lg:w-1\/2\">\n                            <a\n                    href=\"#\"\n                    data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_01305939_000004-scaled.jpg\" \n                    class=\"gallery-item no-underline  lg:!absolute lg:h-full lg:right-0 lg:left-2 overflow-hidden\" \n                    data-pswp-width=\"2560\" \n                    data-pswp-height=\"1707\"\n                >\n                    <figure class=\"wp-block-image h-full -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                        <picture class=\"block h-full\">\n                            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/SIPA_01305939_000004-scaled.jpg\" alt=\"\" class=\"lg:!h-full object-cover\">\n                        <\/picture>\n                                            <\/figure>\n                <\/a>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n    <!-- Captions -->\n    <div class=\"hidden lg:flex\">\n        <div class=\"relative lg:pr-2 mb-7 lg:mb-0 lg:w-1\/2\">\n                            <figure class=\"wp-block-image -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                                    <\/figure>\n                    \n        <\/div>\n        <div class=\"relative lg:pl-2 lg:w-1\/2\">\n                            <figure class=\"wp-block-image -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">   \n                                    <\/figure>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Ne parleremo a margine del Consiglio europeo, anche nella consueta colazione di lavoro sulle soluzioni innovative in materia migratoria, che come sempre abbiamo previsto insieme a Danimarca e Paesi Bassi.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, colleghi, al di l\u00e0 dei singoli dossier, il Consiglio europeo che ci attende ha un significato politico chiaro.<\/p>\n\n\n\n<p>Viviamo in un mondo in cui la sicurezza, la prosperit\u00e0, molti equilibri che per anni abbiamo dato per acquisiti non sono pi\u00f9 scontati. E l\u2019Europa deve decidere come vuole starci. Pu\u00f2 continuare a scrivere regole come se nulla fosse cambiato. Oppure pu\u00f2 guardare la realt\u00e0 per quello che \u00e8, e dotarsi degli strumenti per difendere la propria economia, la propria sicurezza, la propria libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 quest\u2019ultima l\u2019Europa per cui lavoriamo. Un\u2019Europa capace di tenere insieme transizione e industria, politiche tradizionali e nuove priorit\u00e0, cooperazione con i partner e difesa dei propri confini. Un\u2019Europa pragmatica, che non ha paura di correggere le proprie scelte quando la realt\u00e0 cambia. Un\u2019Europa che concentra la sua forza sulle grandi sfide che nessuna Nazione pu\u00f2 affrontare da sola, e sa farsi da parte dove le Nazioni fanno meglio da sole. Un\u2019Europa grande sulle grandi questioni, e discreta su tutto il resto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Se sulla Russia Meloni rompe, sulla migrazione occupa tutto lo spazio recentemente conquistato da Futuro Nazionale. Dopo Ceuta,\u00a0 la misura dei controlli alle frontiere interne con la Spagna,\u00a0 la critica alle regolarizzazioni spagnole, il sostegno al fallimentare progetto dei centri di rimpatrio in Albania sono misure -simboliche, per la maggior parte, che servono Vannacci alcun margine a destra se non quello russo, e su quello lo isola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">I dati vanno per\u00f2 letti con attenzione. Il calo del 35% nei primi otto mesi, a quasi 75.000 attraversamenti, esclude gli ingressi di massa dal Marocco a Ceuta, dove a fine luglio circa 70 mila persone hanno raggiunto l\u2019exclave spagnola. C\u2019\u00e8 quindi una contraddizione\u00a0 interna al discorso: il dato di successo esclude proprio l\u2019evento usato per giustificare i controlli con la Spagna. Inoltre il Mediterraneo occidentale \u00e8 l\u2019unica grande rotta migratoria in crescita.<\/p>\n\n\n\n<p>Per anni ci hanno detto che, per contare in Europa, l\u2019Italia doveva rinunciare a difendere i propri interessi. Abbiamo dimostrato il contrario. Perch\u00e9 un\u2019Europa forte ha bisogno di Nazioni forti. E si pu\u00f2 lavorare per un\u2019Europa pi\u00f9 solida e credibile senza smettere, neanche per un minuto, di difendere l\u2019Italia con orgoglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 con questo orgoglio che, ancora una volta, andr\u00f2 a Bruxelles. Con la stessa determinazione di milioni di italiani che ogni giorno lavorano, producono, innovano e tengono in piedi questa Nazione. Perch\u00e9 a loro dobbiamo un\u2019Europa che li protegga, invece di ostacolarli. E a loro voglio dire che, ovunque si decida il loro futuro, l\u2019Italia c\u2019\u00e8 per farsi sentire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Vi ringrazio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo commentatoo il discorso pronunciato dalla presidente del Consiglio al Senato<\/p>\n","protected":false},"author":61106,"featured_media":53299,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-speeches.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":true,"_trash_the_other_posts":false,"_yoast_wpseo_estimated-reading-time-minutes":42,"_lgc_tts_voice":"","_lgc_tts_publish":false,"_lgc_tts_history_item_id":"","_lgc_tts_generated_at":"","_lgc_tts_status":"","_lgc_tts_error":"","footnotes":""},"categories":[1571],"tags":[],"staff":[],"editorial_format":[2350],"serie":[],"audience":[],"geo":[2086],"class_list":["post-53311","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica","editorial_format-discorsi","geo-europa"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":"default","_thumbnail_id":53299,"excerpt":"Abbiamo commentatoo il discorso pronunciato dalla presidente del Consiglio al Senato","display_date":"","new_abstract":true},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - 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