{"id":53207,"date":"2026-10-14T16:59:41","date_gmt":"2026-10-14T14:59:41","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=53207"},"modified":"2026-10-14T16:59:45","modified_gmt":"2026-10-14T14:59:45","slug":"lasservimento-cognitivo-e-una-minaccia-esistenziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/14\/lasservimento-cognitivo-e-una-minaccia-esistenziale\/","title":{"rendered":"L’asservimento cognitivo \u00e8 una minaccia esistenziale"},"content":{"rendered":"\n
Scopri <\/em>\u201cIl Grand Continent\u201d. Idee e analisi che non troverai da nessun\u2019altra parte. Ma che presto vedrai ovunque. Nella tua casella di posta a partire da 8 euro al mese<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n Mentre infuriano i dibattiti sull\u2019opportunit\u00e0 degli ingenti investimenti necessari affinch\u00e9 la Francia e l\u2019Europa possano partecipare alla corsa all\u2019IA<\/a>, \u00e8 opportuno ampliare la prospettiva. La padronanza dell\u2019IA \u00e8 infatti una questione esistenziale che mette in discussione la sovranit\u00e0 cognitiva francese ed europea e che va ben oltre la mera questione economica. <\/p>\n\n\n\n La risposta varia a seconda che si parli di IA, interfacce cervello-macchina e analisi dell\u2019attivit\u00e0 cerebrale, oppure di algoritmi dei social network, dei giochi online e delle scommesse sportive studiati per catturare l\u2019attenzione. Se ci si limita all\u2019IA e alla sua governance, la sovranit\u00e0 cognitiva pu\u00f2 essere definita come \u00abil fatto che uno Stato disponga delle proprie strutture produttrici di intelligenza, nonch\u00e9 della capacit\u00e0 di proteggere la propria popolazione da qualsiasi atto di guerra cognitiva volto a minarne la razionalit\u00e0\u00bb. <\/p>\n\n\n\n In concreto, la sovranit\u00e0 cognitiva presuppone innanzitutto di disporre di modelli di IA all\u2019avanguardia, di centri dati e di chip. Presuppone inoltre di formare la mente della propria popolazione, in particolare il suo spirito critico, al fine di emanciparla da ogni dipendenza dall\u2019IA. Richiede infine di essere in grado di monitorare, individuare e contrastare qualsiasi atto di guerra cognitiva che miri alla razionalit\u00e0 della popolazione, in particolare attraverso la manipolazione di algoritmi e modelli di IA. Non \u00e8 un caso che il Comando Alleato per la Trasformazione della NATO abbia definito la cognizione come la sesta dimensione del conflitto <\/strong>moderno, insieme all\u2019aria, alla terra, al mare, allo spazio e al cyberspazio. <\/p>\n\n\n\n Questa sovranit\u00e0 ha un costo considerevole. Iniziative come l\u2019operazione Prometeo<\/a> richiedono investimenti di tale portata che \u00e8 legittimo chiedersi se \u00abne valga la pena\u00bb. Rispondere in modo diverso dall\u2019affermativo e non impegnarsi, molto rapidamente, in questa direzione equivarrebbe tuttavia a proseguire sulla strada attuale, quella che conduce alla vassallaggio.<\/p>\n\n\n\n Come sottolineano gli autori dell\u2019operazione Prometeo, \u00abcontinuare a non fare nulla equivale a vendere allo scoperto in modo massiccio tutti i giganti tecnologici americani, ogni giorno\u00bb. Se rimaniamo in uno stato di vassallaggio, l\u2019ipotesi piuttosto prudente di una sostituzione o di una profonda trasformazione del 10% della massa salariale da parte dell\u2019IA ci porterebbe, entro due o tre anni, a versare ogni anno, in modo duraturo, cinque punti di PIL di rendita pura agli Stati Uniti. E questo \u00e8 solo l\u2019inizio, perch\u00e9 la vassallit\u00e0 cognitiva significa anche rinunciare a controllare la natura, l\u2019ergonomia, l\u2019interfaccia e le funzionalit\u00e0 dei modelli di IA che, in ogni caso, saranno utilizzati in modo sempre pi\u00f9 massiccio dalla popolazione europea.<\/p>\n\n\n\n Non controllare l\u2019IA significa non poter intervenire sui suoi effetti estremamente deleteri, che stanno iniziando a essere documentati, su una serie di posti di lavoro cosiddetti \u201cjunior<\/em>\u201d. La questione \u00e8 tanto pi\u00f9 grave in quanto questi lavori sono indispensabili per la formazione degli esperti: \u00e8 proprio l\u00ec che essi si confrontano con il mondo reale e acquisiscono l\u2019esperienza di cui hanno bisogno. Eppure questi esperti, che svolgono un ruolo chiave in numerose organizzazioni e quindi nel funzionamento dell\u2019economia, sono proprio coloro su cui dovremo fare affidamento per monitorare l\u2019IA, poich\u00e9 disporranno delle competenze necessarie per dialogare con essa da pari a pari<\/a> <\/span>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n Chi non controlla la produzione dell\u2019IA non pu\u00f2 plasmarla come desidera. Eppure l\u2019IA \u00e8 qui per restare, non per fatalit\u00e0, ma perch\u00e9 gli incentivi al suo utilizzo sono troppo forti e rinunciarvi metterebbe gravemente a rischio la nostra competitivit\u00e0, la nostra difesa e la nostra sicurezza. Utilizzarla senza produrla significa quindi subire le scelte altrui. E, tenuto conto dell\u2019impatto che tali scelte di progettazione, funzionamento e sviluppo hanno sulla nostra cognizione, subirle equivale a vivere in uno stato di vassallaggio.<\/p>\n\n\n\n Il ruolo che la natura, l\u2019ergonomia e l\u2019interfaccia dei modelli di IA svolgono nel campo dell\u2019istruzione sta gradualmente diventando pi\u00f9 chiaro <\/span>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Alcuni modelli sembrerebbero indurre gli alunni e gli studenti a \u00abdelegare parte delle loro funzioni cognitive <\/span>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>\u00bb, al punto da diventare molto meno efficienti quando l\u2019IA viene loro sottratta. Allo stesso modo, alcuni modelli renderebbero talvolta subottimale la collaborazione tra uomo e IA: in determinati compiti, l\u2019uomo otterrebbe risultati migliori da solo piuttosto che con l\u2019IA, cos\u00ec come quest\u2019ultima otterrebbe risultati migliori senza l\u2019uomo in altri compiti <\/span>4<\/sup><\/a><\/span><\/span> <\/span>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n Semplificando molto, si possono considerare \u201cdeleteri\u201d quei progetti che offrono all\u2019utente la massima fluidit\u00e0 e il massimo \u201ccomfort\u201d. Essi lo inducono infatti ad affidare le proprie capacit\u00e0 cognitive all\u2019intelligenza artificiale, ad abituarsi a non riflettere pi\u00f9 e, soprattutto, a non fare pi\u00f9 alcuno sforzo per pensare. Questo concetto di sforzo \u00e8 fondamentale: proprio come lo sforzo fisico \u00e8 indispensabile per la salute del corpo \u2013 cosa che l\u2019avvento del motore termico non ha cambiato \u2013, lo sforzo cognitivo \u00e8 indispensabile per la salute del cervello. Le IA che consentono di ottenere il frutto di un lavoro cognitivo senza compiere il minimo sforzo uccidono cos\u00ec la cognizione a fuoco lento.<\/p>\n\n\n\n Al contrario, le \u201cCognitive Forcing Functions\u201d indicano progetti che reintroducono un attrito cognitivo al centro dell\u2019interazione con l\u2019IA: formulare la propria risposta prima di poter consultare quella dell\u2019IA, rispondere a domande che dimostrino di aver effettivamente letto i documenti presentati, ecc. Questi modelli sono vantaggiosi, poich\u00e9 stimolano lo sforzo cognitivo sfruttando al contempo il contributo dell\u2019IA.<\/p>\n\n\n\n Ma i dirigenti americani del settore tecnologico, sottoposti a un\u2019enorme pressione finanziaria a causa dei loro investimenti colossali, opteranno in stragrande maggioranza per i modelli \u201cdeleteri\u201d, che sono molto pi\u00f9 redditizi dal punto di vista commerciale rispetto a quelli benefici ma fonte di attrito. Lo faranno per lo stesso motivo per cui le catene di fast food hanno prosperato grazie a menu ipercalorici piuttosto che a insalate dietetiche.<\/p>\n\n\n\n \u00c8 tuttavia interessante notare che, quando il dibattito pubblico si \u00e8 concentrato sugli effetti estremamente dannosi di questo \u201ccibo spazzatura\u201d sulla salute, la percezione dell\u2019opinione pubblica \u00e8 gradualmente cambiata. Alcuni fast food hanno quindi dovuto modificare la propria offerta e mettere in risalto il suo valore nutrizionale, in altre parole, in un certo senso, la sua \u00abfrizione gustativa\u00bb. La superiorit\u00e0 commerciale del \u00abcomfort\u00bb rispetto alla \u00abfrizione\u00bb non \u00e8 quindi una fatalit\u00e0. Occorre per\u00f2 essere in grado di sviluppare e promuovere design benefici, che facciano propria la frizione\u2026<\/p>\n\n\n\n La vassallit\u00e0 cognitiva \u00e8 la certezza di dover un giorno pagare per cercare di controbilanciare gli effetti deleteri di tali progetti sul sistema educativo e universitario, ma anche di assistere all\u2019erosione della produttivit\u00e0 e della competitivit\u00e0 delle organizzazioni che utilizzerebbero l\u2019IA in modo non ottimale.<\/p>\n\n\n\n Negli Stati Uniti, l\u2019estrema judicializzazione della societ\u00e0 e le somme astronomiche regolarmente in gioco hanno reso la professione di avvocato d\u2019\u00e9lite estremamente competitiva e, in alcuni casi, molto redditizia.<\/p>\n\n\n\n \u00c8 in parte ci\u00f2 che ha permesso ai grandi studi legali statunitensi di investire massicciamente nella propria sovranit\u00e0 cognitiva. Latham & Watkins, Kirkland & Ellis <\/span>6<\/sup><\/a><\/span><\/span> (500 milioni di dollari) o ancora Morgan & Morgan <\/span>7<\/sup><\/a><\/span><\/span> (1 miliardo di dollari) hanno cos\u00ec stanziato somme considerevoli per lo sviluppo delle proprie piattaforme di IA giuridica. Kirkland & Ellis e Morgan & Morgan progettano da zero piattaforme proprietarie basate su agenti, mentre Latham & Watkins ha acquisito modelli cosiddetti \u00abopen weight \u00bb \u2014 ovvero con i pesi aperti, il che consente l\u2019accesso a un\u2019architettura neurale pre-addestrata \u2014, che ha poi perfezionato in modo massiccio su corpus giuridici. Morgan & Morgan si appresterebbe non solo a implementare la propria piattaforma \u00abMX2\u00bb, ma anche a offrirla in licenza ad altri studi legali statunitensi, al fine di sviluppare un\u2019offerta commerciale nel settore della propriet\u00e0 intellettuale software, ammortizzando al contempo i propri costi di sviluppo.<\/p>\n\n\n\n \u00c8 degno di nota il fatto che questi studi abbiano operato questa scelta proprio mentre i giganti della tecnologia sono, come loro, americani. Certo, il loro approccio non \u00e8 affatto paragonabile alla sperimentazione da parte degli europei di nuovi modelli di frontiera, ma induce a chiedersi: come possono gli europei, che devono tenere conto di questioni relative alla difesa, alla sicurezza, alla cultura e allo spionaggio, ritenere che tali investimenti non ne valgano la pena? Se gli studi legali americani ritengono opportuno investire miliardi nella loro sovranit\u00e0 cognitiva, si pu\u00f2 ben immaginare l\u2019ordine di grandezza degli investimenti necessari su scala continentale, come nel caso dell\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n Come scriveva Wittgenstein: \u00abI limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo\u00bb. La lingua \u00e8 intimamente legata alla sovranit\u00e0. L\u2019eroina del film \u00abArrival\u00bb<\/em> del regista del Qu\u00e9bec Denis Villeneuve, linguista di fama, afferma del resto che \u00abla lingua \u00e8 il fondamento di ogni civilt\u00e0 e la prima arma impiegata in caso di conflitto\u00bb. Per molto tempo si \u00e8 creduto in ipotesi come quella cosiddetta \u00abdi Sapir-Whorf\u00bb, che attribuiva alle propriet\u00e0 della lingua madre un impatto considerevole sulla cognizione che si sviluppa in seguito. Questa ipotesi, di natura fortemente deterministica, riteneva che alcune lingue preparassero particolarmente bene la mente a determinati tipi di ragionamenti complessi, mentre altre limitassero tali capacit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n Ormai ci siamo in gran parte allontanati da questa visione: le neuroscienze pi\u00f9 recenti parlano piuttosto di \u201crelativismo linguistico\u201d e considerano la lingua madre come un fattore che modella parzialmente la mente, senza alcuna gerarchia tra le lingue n\u00e9 l\u2019idea che alcune \u201cpreparino meglio\u201d ai ragionamenti complessi. Queste ricerche dimostrano tuttavia che la lingua ha un impatto diretto sulla cognizione. Ebbene, i modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) sono, in un certo senso, una lingua \u2013 una lingua scritta non sotto la Cupola dell\u2019Acad\u00e9mie fran\u00e7aise, ma negli uffici dei magnati americani del settore tecnologico.<\/p>\n\n\n\n Lera Boroditsky ha studiato il modo in cui l\u2019inglese ricorre a metafore \u00aborizzontali\u00bb per parlare del tempo (looking forward to the next game, moving the meeting back), mentre il mandarino utilizza metafore verticali (sh\u00e0ng, \u00absopra\u00bb, per gli eventi passati, e \u00absotto\u00bb, per quelli futuri). Secondo lei, queste differenze non conferiscono alcun \u00abvantaggio\u00bb, ma predispongono i madrelingua inglesi a organizzare il calendario in senso orizzontale, mentre i madrelingua cinesi lo organizzano in senso verticale.<\/p>\n\n\n\n Jonathan Winawer ha osservato, dal canto suo, che il russo, il cui lessico distingue il blu chiaro e il blu scuro come due colori a s\u00e9 stanti e non come due sfumature dello stesso colore, predispone i suoi madrelingua a essere pi\u00f9 sensibili alle sfumature del blu: le distinguono molto pi\u00f9 rapidamente rispetto agli anglofoni.<\/p>\n\n\n\n Infine, Stephen C. Levinson, all\u2019epoca ricercatore presso l\u2019Istituto Max Planck di psicolinguistica, ha pubblicato nel 2003 un articolo e successivamente un saggio intitolati \u00abLo spazio nel linguaggio e nella cognizione: esplorazioni della diversit\u00e0 cognitiva\u00bb. In essi studia l\u2019influenza del lessico spaziale di una lingua sulla percezione dello spazio, nonch\u00e9 sul modo in cui i madrelingua lo rappresentano e vi si orientano.<\/p>\n\n\n\n I progettisti dei modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) hanno piena libert\u00e0 di introdurvi modifiche che potrebbero influenzare la cognizione degli utenti. E tali modifiche sono tanto pi\u00f9 dannose quanto pi\u00f9 sono sottili. Non si tratta di rinominare il Golfo del Messico o il Lago Ontario, ma di introdurre in un modello delle sfumature che modificano, in modo molto localizzato, la percezione che gli utenti hanno di un concetto. Optare per la vassallit\u00e0 cognitiva significa quindi anche rinunciare a esercitare un controllo sulla lingua con cui interagisce una parte sempre pi\u00f9 ampia della popolazione, lasciandola esposta a una forma di manipolazione intrinsecamente difficile da individuare in tempo.<\/p>\n\n\n\n Le lingue europee, ad eccezione dell\u2019inglese e del cinese, potrebbero inoltre essere oggetto di attacchi diretti. Non c\u2019\u00e8 nulla di sottile in questo: si tratterebbe semplicemente di esercitare un dominio imponendo la lingua del dominante ed emarginando quella dei vassalli. L\u2019intelligenza artificiale non \u00e8 altrettanto efficace in tutte le lingue; ad esempio, lo \u00e8 meno in polacco che in inglese <\/span>8<\/sup><\/a><\/span><\/span> <\/span>9<\/sup><\/a><\/span><\/span> <\/span>10<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Questo divario \u00e8 oggi dovuto essenzialmente a questioni di semantica, struttura delle lingue, volume di dati ben organizzati disponibili online in una determinata lingua e \u00abtokenizzazione\u00bb \u2013 ovvero la suddivisione di ogni parola in unit\u00e0 di calcolo da parte del modello. Poich\u00e9 tale suddivisione \u00e8 ottimizzata per l\u2019inglese, una lingua con declinazioni complesse come il polacco viene suddivisa in un numero molto maggiore di frammenti per esprimere lo stesso concetto, il che ne compromette le prestazioni.<\/p>\n\n\n\n L\u2019amministrazione Trump \u2013 che nel giugno 2026 ha ordinato ad Anthropic di sospendere l\u2019accesso dei non statunitensi ai suoi ultimi modelli, Fable e Mythos, per poi ripristinarlo \u2013 ha recentemente esercitato pressioni sul Canada affinch\u00e9 riducesse drasticamente il proprio sostegno ai programmi audiovisivi francofoni <\/span>11<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Fino ad allora gli Stati Uniti non avevano una lingua ufficiale: il 1\u00b0 marzo 2025, Donald Trump ha firmato un decreto che conferiva tale status all\u2019inglese. Perch\u00e9 fermarsi qui? Cosa impedir\u00e0 a una futura amministrazione di ordinare, ufficialmente o meno, ai giganti della tecnologia di rendere i loro modelli nettamente meno performanti nelle altre lingue? Senza nemmeno renderli inutilizzabili, potrebbero cos\u00ec seminare un dubbio che spingerebbe molti utenti a esprimersi solo in inglese per ottenere \u00able migliori prestazioni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n A differenza degli avvocati statunitensi, quelli europei devono prendere molto sul serio le questioni relative alla sicurezza, come ha appena ricordato l\u2019attacco informatico del 12 ottobre 2026 contro gli impianti di refrigerazione di numerose catene della grande distribuzione francese. Sebbene non se ne conoscano ancora i dettagli, si osservano gi\u00e0 attacchi iraniani preparati con l\u2019ausilio del modello Fable di Anthropic e altri lanciati in modo \u00abautonomo\u00bb da agenti di intelligenza artificiale. Il cyberspazio, come la cognizione, \u00e8 del resto una delle dimensioni di conflitto individuate dalla NATO: controllare il proprio cyberspazio diventa essenziale quanto controllare il proprio spazio aereo.<\/p>\n\n\n\n Cosa succederebbe se, domani, un paese sferrasse un attacco informatico su vasta scala utilizzando un\u2019intelligenza artificiale americana, non pi\u00f9 contro i frigoriferi dei supermercati ma contro le nostre infrastrutture critiche \u2013 centrali nucleari, ospedali \u2013 e la Casa Bianca ordinasse all\u2019azienda che sviluppa tale IA, ad esempio Anthropic, di sospendere l\u2019accesso della Francia al modello di cui avrebbe bisogno per difendersi?<\/p>\n\n\n\n E se un\u2019amministrazione americana utilizzasse l\u2019accesso ai modelli di frontiera come leva negoziale, al fine di costringere la Francia o un altro paese europeo ad acquistare materiale militare americano o a firmare un trattato molto favorevole agli Stati Uniti? Nessuno ha dimenticato le immagini di Ursula von der Leyen che si recava al campo da golf di Donald Trump in Scozia per firmare l\u2019accordo che avrebbe dovuto porre fine all\u2019escalation tariffaria. Fino a che punto il presidente americano avrebbe spinto le sue richieste se l\u2019Europa avesse avuto un bisogno vitale delle migliori IA americane per difendersi?<\/p>\n\n\n\nChe cos\u2019\u00e8 la sovranit\u00e0 cognitiva?<\/h2>\n\n\n\n
Qual \u00e8 il costo economico della vassallit\u00e0 cognitiva? <\/h2>\n\n\n\n
L\u2019Open Weight e la rivolta degli avvocati statunitensi<\/h2>\n\n\n\n
Il vassallo cognitivo \u00e8 condannato a parlare la lingua del suo sovrano cognitivo?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n
Qual \u00e8 il costo in termini di sicurezza e di vite umane della vassallit\u00e0 cognitiva?<\/h2>\n\n\n\n