{"id":52650,"date":"2026-10-07T16:09:06","date_gmt":"2026-10-07T14:09:06","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=52650"},"modified":"2026-10-07T16:09:10","modified_gmt":"2026-10-07T14:09:10","slug":"trump-vuole-mettere-la-stampa-americana-al-suo-servizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/07\/trump-vuole-mettere-la-stampa-americana-al-suo-servizio\/","title":{"rendered":"Trump vuole mettere la stampa americana al suo servizio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"non-subscribers-only\"><em>Scopri <\/em>\u201cIl Grand Continent<em>\u201d. Idee e analisi che non troverai da nessun\u2019altra parte. Ma che presto vedrai ovunque. Nella tua casella di posta <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/offre-abonnement\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">a partire da 8 euro al mese<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Sabato 19 settembre 2026, i giornalisti della <em>CNN<\/em>, della <em>MSNBC<\/em> e <em>di<\/em> <em>Politico<\/em> si sono presentati alle porte della Casa Bianca per scoprire che i loro accrediti erano stati revocati, prima di essere accompagnati all\u2019uscita dal Servizio Segreto. Il giorno prima, Donald Trump aveva annunciato la loro esclusione, accusandoli di diffondere notizie false, e aveva lasciato intendere che il <em>New York Times<\/em> e il <em>Washington Post<\/em> avrebbero potuto subire presto la stessa sorte. Pochi giorni dopo, un giudice federale, nominato dallo stesso presidente, ha sospeso tale decisione e ha autorizzato il ritorno dei giornalisti in questione alla Casa Bianca. Ciononostante, il capo dell\u2019esecutivo continua ancora oggi a impedire a questi giornalisti di seguirlo nei suoi spostamenti e, di conseguenza, di seguire le sue attivit\u00e0 come \u00e8 consuetudine negli Stati Uniti. A un mese dalle cruciali elezioni di medio termine, questo conflitto aperto con il presidente degli Stati Uniti \u00e8 senza dubbio solo all\u2019inizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal suo ritorno al potere nel 2025, diverse decisioni prese dalla sua amministrazione delineano una strategia deliberata volta a minare uno dei pilastri storici della Repubblica americana, sancito nella Costituzione da James Madison, allora rappresentante della Virginia, nel 1791: una stampa libera e indipendente da ogni potere.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante il primo mandato di Donald Trump, lo scontro si manifestava soprattutto attraverso gli insulti, con il presidente che gridava incessantemente \u201cfake news\u201d, sia durante che dopo la sua vittoriosa campagna elettorale. Nel corso del suo secondo mandato, pur non avendo abbandonato le provocazioni verbali, Trump ricorre a una strategia ben pi\u00f9 temibile, agendo direttamente sulle condizioni concrete di produzione dell\u2019informazione. Pete Hegseth, il tonante segretario alla Difesa \u2013 ribattezzato segretario alla Guerra senza l\u2019approvazione del Congresso \u2013 ha cos\u00ec tentato di vietare l\u2019accesso al Pentagono ai giornalisti che riteneva troppo critici nei confronti della sua azione. La Federal Communications Commission (FCC), l\u2019equivalente dell\u2019ARCOM francese, guidata da un altro fervente alleato di Trump, Brendan Carr, minaccia pubblicamente di revocare le licenze alle emittenti di cui disapprova la copertura mediatica. Infine, diversi grandi media sono stati citati in giudizio dallo stesso Donald Trump per somme che ammontano a miliardi di dollari. La novit\u00e0 non \u00e8 quindi l\u2019ostilit\u00e0 di Trump nei confronti della stampa, ma il ricorso ripetuto agli strumenti amministrativi, normativi, economici e giudiziari da cui dipende direttamente la sua attivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il caso <em>della CBS<\/em> permette di comprendere meglio i meccanismi messi in atto dalla nuova amministrazione. Durante la campagna elettorale del 2024, dopo la messa in onda di un\u2019intervista a Kamala Harris, Trump aveva accusato l\u2019emittente di aver manipolato il montaggio a favore della sua rivale e aveva chiesto un risarcimento danni fino a 20 miliardi di dollari. Nonostante la manifesta assenza di qualsiasi fondamento giuridico, la Paramount, societ\u00e0 madre della <em>CBS<\/em>, ha finito per raggiungere un accordo transattivo per 16 milioni di dollari. A nessuno \u00e8 sfuggito che la sua fusione con la societ\u00e0 di media Skydance, per un importo di oltre 8 miliardi di dollari, fosse ancora in attesa dell\u2019approvazione del governo federale. Allo stesso tempo, l\u2019emittente ha annunciato la rimozione dal palinsesto del suo conduttore di punta e critico incallito di Trump, Stephen Colbert. Questo episodio illustra la vulnerabilit\u00e0 dei grandi gruppi mediatici: una redazione pu\u00f2 essere protetta giuridicamente, mentre l\u2019azienda che la possiede dipende, per interessi finanziari ben pi\u00f9 considerevoli, dalle decisioni prese da un\u2019amministrazione che i suoi giornalisti e comici sono tenuti a seguire e a criticare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Brendan Carr \u00e8 cos\u00ec diventato una delle figure chiave di questo nuovo rapporto tra i media e il governo. \u00c8 stato proprio in seguito a uno dei suoi avvertimenti nei confronti dell\u2019emittente ABC che quest\u2019ultima ha deciso, nel settembre 2025, di sospendere il comico Jimmy Kimmel per una \u00abdurata indeterminata\u00bb. Il capo della FCC riteneva che quest\u2019ultimo avesse fatto commenti indecenti riguardo all\u2019omicidio dell\u2019influencer ultraconservatore Charlie Kirk. Carr aveva inoltre avvertito la ABC che avrebbe potuto agire in due modi: \u00abthe<em> easy way or the hard way<\/em>\u00bb. Tuttavia, pochi giorni dopo, di fronte alla reazione molto accesa dell\u2019opinione pubblica, Jimmy Kimmel \u00e8 tornato in onda e il suo programma ha registrato dati di ascolto record. La popolarissima serie <em>South Park<\/em> ha tratto da questo episodio una satira tagliente che parodiava Carr nei panni di un mafioso al soldo del presidente, ottenendo a sua volta indici di ascolto storici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ironia \u00e8 tanto pi\u00f9 grande in quanto, <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2025\/02\/14\/changement-de-regime-le-discours-integral-de-j-d-vance-a-munich\/\">nel febbraio 2025 a Monaco di Baviera<\/a>, J.D. Vance aveva scelto di presentarsi come difensore della libert\u00e0 di espressione, affermando che gli europei soffrivano meno per le minacce russe e cinesi che per la loro intolleranza alle critiche. Dopo aver accusato l\u2019amministrazione Biden di aver favorito la censura, prometteva cos\u00ec che l\u2019amministrazione Trump avrebbe invece ripristinato la libert\u00e0 di espressione. Diciannove mesi dopo, il ricordo di quella filippica non pu\u00f2 che lasciare perplessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ridurre la questione a un\u2019ennesima contraddizione all\u2019interno del movimento MAGA significherebbe perdere di vista l\u2019essenziale. Infatti, storicamente, negli Stati Uniti la libert\u00e0 di stampa non \u00e8 solo un diritto riconosciuto a determinate categorie della popolazione: essa tutela il diritto all\u2019informazione dell\u2019intero popolo. Fa parte della definizione stessa del progetto repubblicano avviato esattamente 250 anni fa, nel 1776.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Montesquieu e la stampa: la scoperta di un nuovo potere<\/h2>\n\n\n\n<p>La storia della libert\u00e0 di espressione negli Stati Uniti ha inizio prima della nascita degli Stati Uniti, sull\u2019altra sponda dell\u2019Atlantico. Tra il 1729 e il 1731, il filosofo Montesquieu trascorre quasi diciotto mesi in Inghilterra, dove rimane affascinato dall\u2019effervescenza di una vita politica in totale contrasto con una Francia monarchica ancora segnata dal regno crepuscolare di Luigi XIV. L\u00ec, mentre la censura preventiva era ormai scomparsa con la scadenza del <em>Licensing Act<\/em> nel 1695, frequenta gli ambienti politici, assiste alle sedute del Parlamento, osserva le lotte tra i partiti e legge la stampa di opposizione. Nelle sue <em>Note sull\u2019Inghilterra<\/em>, riassume cos\u00ec le sue osservazioni: <em>\u00abL\u2019Inghilterra \u00e8 attualmente il paese pi\u00f9 libero del mondo, senza alcuna eccezione, nemmeno le repubbliche\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tra le sue letture figura in particolare<em> The Craftsman<\/em>, un giornale legato a due importanti politici, Bolingbroke e William Pulteney, feroci avversari del governo di Robert Walpole. Montesquieu rileva con evidente divertimento una pratica inimmaginabile nel regno di Francia: prima della pubblicazione, gli articoli del giornale vengono sottoposti a tre avvocati per determinare <em>\u00abse vi sia qualcosa che violi la legge\u00bb<\/em>. Nel manoscritto preparatorio de <em>Lo spirito delle leggi<\/em>, questa osservazione diventa un principio: <em>\u00abL\u00ec chi scrivesse contro il potere esecutivo non si preoccuperebbe di sapere se esso ne sarebbe offeso, ma consulterebbe degli avvocati per sapere se l\u2019offesa rientri tra quelle punite dalla legge. \u00bb<\/em> In una repubblica, il reato di lesa maest\u00e0 non pu\u00f2 esistere; al contrario, vi \u00e8 un diritto, e quasi un dovere, di offendere il potere.<\/p>\n\n\n\n<p>Montesquieu non inventa del tutto il \u00abquarto potere\u00bb \u2013 la formula, che Carlyle attribuir\u00e0 a Burke, arriver\u00e0 pi\u00f9 tardi. Egli intravede tuttavia, accanto ai tre poteri dello Stato, una forza sociale in grado di osservarli tutti. La stampa non legifera, non governa e non giudica; rende tuttavia visibili gli atti di coloro che lo fanno. La sua indipendenza non \u00e8 quindi un privilegio professionale concesso ai giornalisti, ma la condizione <em>sine qua non<\/em> della sua partecipazione attiva all\u2019equilibrio dei poteri all\u2019interno della repubblica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, al momento della fondazione degli Stati Uniti, Montesquieu era l\u2019autore pi\u00f9 citato e invocato nei dibattiti politici; sia i sostenitori che gli oppositori del nuovo regime facevano riferimento a<em> Lo spirito delle leggi<\/em>, anche se ci\u00f2 comportava trarne conclusioni talvolta opposte&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-52650' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/07\/trump-vuole-mettere-la-stampa-americana-al-suo-servizio\/#easy-footnote-bottom-1-52650' title='Hugo Toudic e C\u00e9line Spector, &lt;a href=&quot;https:\/\/muse.jhu.edu\/pub\/56\/article\/920460&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;\u00abMontesquieu and &lt;em&gt;The Federalist&lt;\/em&gt;: A Contested Legacy at the American Founding\u00bb&lt;\/a&gt;, &lt;em&gt;Early American Studies: An Interdisciplinary Journal&lt;\/em&gt;, vol. 22, n. 1, pp. 80-104, inverno 2024.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Jefferson e Madison: la stampa come guida del popolo<\/h2>\n\n\n\n<p>Il primo emendamento alla Costituzione, ratificato nel 1791 e redatto principalmente da James Madison, amplia notevolmente l\u2019ambito della libert\u00e0 di espressione. Il <em>Bill of Rights<\/em> inglese del 1689 tutelava la libert\u00e0 di dibattito all\u2019interno del Parlamento; riguardava quindi solo i deputati inglesi. Il testo americano, invece, vieta al Congresso di limitare la libert\u00e0 di parola di qualsiasi cittadino. La libert\u00e0 di parola protetta cessa di essere solo quella del rappresentante per diventare quella dell\u2019intero popolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Thomas Jefferson e James Madison, due figure di spicco della fondazione degli Stati Uniti, attribuiscono progressivamente a questa libert\u00e0 una funzione specificamente repubblicana. Ai loro occhi, il divieto di censura non pu\u00f2 di per s\u00e9 risolvere la questione della libert\u00e0 di espressione. \u00c8 importante chiedersi in che modo una stampa libera possa preservare la sovranit\u00e0 del popolo, anche una volta eletti i suoi rappresentanti&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-52650' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/07\/trump-vuole-mettere-la-stampa-americana-al-suo-servizio\/#easy-footnote-bottom-2-52650' title='Hugo Toudic, \u00abJefferson, Madison: libert\u00e0 di stampa e sovranit\u00e0 del popolo\u00bb, in Charles Girard e Christopher Hamel (a cura di), &lt;a href=&quot;https:\/\/www.cnrseditions.fr\/catalogue\/philosophie-et-histoire-des-idees\/philosophies-de-la-liberte-d-expression\/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;Filosofie della libert\u00e0 di espressione. Da Montaigne a Orwell&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;, Parigi, CNRS \u00c9ditions, 2026.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 nel gennaio 1787, Jefferson propone, da Parigi dove si trova in missione, una risposta di profonda radicalit\u00e0. Mentre una parte delle \u00e9lite americane, temendo un&#8217;esplosione sociale a seguito delle ribellioni fiscali, accusa la stampa di gettare benzina sul fuoco, Jefferson ricorda loro che <em>\u00abil popolo \u00e8 l\u2019unico censore dei propri governanti\u00bb<\/em> e che, per evitare le rivolte, occorre fornirgli un\u2019informazione completa sugli affari pubblici <em>\u00abattraverso i giornali\u00bb<\/em>. Se dovesse scegliere tra \u00abun governo senza giornali\u00bb e \u00abgiornali senza governo\u00bb, Jefferson opterebbe senza esitazione per la seconda opzione. I rischi che comportano i giornali sono ben poca cosa in confronto ai mali che deriverebbero dalla loro scomparsa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questa convinzione \u00e8 tanto pi\u00f9 sincera in lui in quanto non idealizzer\u00e0 mai la stampa. Una volta diventato presidente, si lamenter\u00e0 invece abbondantemente delle sue menzogne e delle sue calunnie. La sua argomentazione ne risulta ancora pi\u00f9 forte: la libert\u00e0 di stampa non \u00e8 giustificata dalla virt\u00f9 di chi scrive, ma dal pericolo che si correrebbe se si lasciasse che fossero coloro che governano a decidere quali critiche potrebbero essere loro rivolte. Se i cittadini diventano <em>\u00abdisattenti agli affari pubblici\u00bb<\/em>, avverte, il Congresso, le assemblee, i giudici e i governatori diventeranno tutti dei <em>\u00ablupi\u00bb<\/em>, come nell\u2019Europa monarchica che lui conosce cos\u00ec bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Madison giunge alla stessa conclusione, ma partendo da una questione diversa: come potrebbe una repubblica cos\u00ec vasta come i nuovi Stati Uniti continuare a essere libera? Nel 1791 scrive sulla <em>National Gazette<\/em> che <em>\u00abl\u2019opinione pubblica fissa i limiti di ogni governo\u00bb<\/em> e che essa costituisce <em>\u00abil vero sovrano di ogni governo libero\u00bb<\/em>. Ma un\u2019opinione pu\u00f2 diventare pubblica solo se circola attraverso molteplici canali. In una riflessione sorprendente, Madison associa quindi le strade, il commercio interno, i rappresentanti che vanno e vengono tra la capitale e i loro collegi elettorali e, soprattutto, la <em>\u00abstampa libera\u00bb<\/em>, i cui giornali raggiungono <em>\u00abtutto il popolo\u00bb<\/em>. Questi strumenti di diffusione dell\u2019opinione, per quanto diversi tra loro, restringono simbolicamente il territorio: la stampa avvicina politicamente coloro che la geografia separa. Il <em>Post Office Act<\/em> del 1792 ne trarr\u00e0 la conseguenza concedendo ai giornali una tariffa postale agevolata. In un paese che non smette di espandersi verso ovest, la stampa libera appare come uno degli elementi pi\u00f9 potenti di coesione nazionale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio questa concezione repubblicana della stampa a essere messa a rischio gi\u00e0 nel 1798, nel pieno di una situazione di quasi guerra navale con la Francia del Direttorio, quando John Adams e la maggioranza federalista adottarono gli <em>Alien and Sedition Acts<\/em>. Il <em>Sedition Act <\/em>permette infatti di perseguire gli autori di scritti <em>\u00abfalsi, scandalosi e malevoli\u00bb <\/em>contro il governo, il Congresso o il presidente \u2013 ma non il vicepresidente, che non \u00e8 altro che Jefferson, nemico intimo di Adams. Jefferson e Madison comprendono che il problema va oltre i giornalisti perseguiti: se i governanti possono determinare autonomamente quale critica rivolta contro di loro sia ammissibile, il popolo non dispone pi\u00f9 liberamente dei mezzi per giudicarli e il primo emendamento viene svuotato della sua sostanza. Rispondono con le risoluzioni del Kentucky e della Virginia, ma bisogner\u00e0 attendere l\u2019elezione di Jefferson nel 1800 perch\u00e9 la legge venga definitivamente archiviata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chi ha il potere di influenzare l&#8217;opinione pubblica?<\/h2>\n\n\n\n<p>Per Trump, la questione non \u00e8 pi\u00f9 necessariamente quella di vietare una pubblicazione, come faceva il suo lontano predecessore, ma di agire sul contesto in cui essa diventa possibile. Il giornalista rimane libero dal punto di vista giuridico, ma le dipendenze che lo circondano dipendono ben presto dalla sua fedelt\u00e0 al potere in carica. Questo processo ha un precedente europeo. Nell\u2019Ungheria di Viktor Orb\u00e1n, sconfitto la scorsa primavera, la stampa non \u00e8 stata tanto censurata quanto acquisita da persone vicine al potere, per poi essere raggruppata nel 2018 nella fondazione KESMA. Lungi dall\u2019aver fatto scomparire il potere dello Stato, la forma contemporanea del capitalismo ha posto al centro del gioco economico il proprio potere di regolazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;attuale riorganizzazione del panorama mediatico americano lo dimostra con particolare chiarezza. David Ellison controlla ormai la Paramount Skydance, proprietaria della CBS, che ha inoltre appena acquisito la Warner Bros. Discovery per circa 110 miliardi di dollari, operazione che porta in particolare la CNN a far parte dello stesso gruppo. Il Dipartimento di Giustizia e la FCC avevano dato il loro benestare a diversi aspetti dell\u2019operazione, e gli ultimi Stati contrari a questa fusione si erano infatti allineati il 21 settembre, firmando un accordo con Paramount. Nella struttura prevista, la famiglia Ellison, molto vicina a Donald Trump, e il fondo di investimento RedBird Capital controllerebbero la totalit\u00e0 dei diritti di voto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema \u00e8 di natura strutturale: una quota crescente delle istituzioni incaricate di informare il pubblico appartiene a patrimoni le cui attivit\u00e0, investimenti e operazioni industriali intrattengono a loro volta molteplici rapporti di interesse con lo Stato federale. La questione dell\u2019indipendenza della stampa si sposta cos\u00ec dal solo contenuto degli articoli alla propriet\u00e0 degli strumenti che ne consentono la produzione. Gli americani sono ben consapevoli di questi rischi crescenti, poich\u00e9 gli ultimi sondaggi di opinione indicano che il governo federale non \u00e8 mai sembrato loro cos\u00ec corrotto&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-52650' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/07\/trump-vuole-mettere-la-stampa-americana-al-suo-servizio\/#easy-footnote-bottom-3-52650' title='Benedict Vigers, &lt;a href=&quot;https:\/\/news.gallup.com\/poll\/713933\/record-high-say-government-corruption-widespread.aspx?utm_source=chatgpt.com&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;\u00abRecord-High 89% in U.S. Say Government Corruption Widespread\u00bb&lt;\/a&gt;, &lt;em&gt;Gallup&lt;\/em&gt;, 2 settembre 2026.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 qui che la continua scomparsa della stampa locale assume un\u2019importanza decisiva. Dal 2005, sono scomparsi quasi 3.500 giornali statunitensi. In altre parole, circa 50 milioni di persone vivono ormai in contee prive di qualsiasi fonte locale regolare di informazione. Il fenomeno continua ad accelerare, poich\u00e9 in un solo anno sono scomparse oltre 130 testate&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-52650' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/07\/trump-vuole-mettere-la-stampa-americana-al-suo-servizio\/#easy-footnote-bottom-4-52650' title='Medill Local News Initiative, &lt;a href=&quot;https:\/\/localnewsinitiative.northwestern.edu\/projects\/state-of-local-news\/2025\/report\/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;The State of Local News 2025&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;, Northwestern University, 2025. Rapporto di riferimento per i dati sulle chiusure dei giornali e sui \u00abnews deserts\u00bb'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Le conseguenze politiche sono catastrofiche. Uno studio pubblicato sul <em>Journal of Communication<\/em> ha messo a confronto alcune contee simili tra loro, con l\u2019unica differenza che in alcune di esse era scomparso un giornale locale: la chiusura era accompagnata da un calo di 1,9 punti percentuali nel voto ripartito tra candidati di partiti diversi, segno di una maggiore nazionalizzazione dei comportamenti elettorali. Quando l\u2019informazione locale viene meno, i cittadini fanno maggiore affidamento sulle notizie nazionali e sui punti di riferimento di parte&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-52650' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/07\/trump-vuole-mettere-la-stampa-americana-al-suo-servizio\/#easy-footnote-bottom-5-52650' title='Joshua P. Darr, Matthew P. Hitt e Johanna L. Dunaway, &lt;a href=&quot;https:\/\/academic.oup.com\/joc\/article-abstract\/68\/6\/1007\/5160090?redirectedFrom=fulltext&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;\u00abNewspaper Closures Polarize Voting Behavior&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;Journal of Communication&lt;\/em&gt;, vol. 68, n. 6, 2018, pp. 1007-1028.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intuizione di Madison si \u00e8 quindi rivelata corretta. Secondo lui, la stampa doveva unire l\u2019immenso territorio americano diffondendo le esperienze e gli interessi particolari dei cittadini. In assenza di questi canali di informazione, il Paese sembra espandersi senza sosta. I giornali locali hanno quella caratteristica, talvolta derisa, di essere per lo pi\u00f9 descrittivi, mentre gli articoli di opinione sono riservati ai giornali delle grandi citt\u00e0. Eppure, proprio questo carattere fattuale dei giornali locali \u00e8 ci\u00f2 che permetteva ai cittadini di contee talvolta distanti diverse migliaia di chilometri di condividere alcune verit\u00e0 fondamentali. Con la scomparsa dei giornali locali, \u00e8 la possibilit\u00e0 stessa di formare un popolo che si sta riducendo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Francia: quando la stampa non si vende pi\u00f9, ma si compra<\/h2>\n\n\n\n<p>Negli Stati Uniti, l\u2019indebolimento della stampa ha oggi due cause: il potere politico e il potere economico. L\u2019amministrazione Trump esercita una pressione diretta sulle condizioni di accesso, sulle licenze e sui procedimenti giudiziari, mentre la rapida concentrazione del panorama mediatico pone intere redazioni in una situazione di dipendenza strutturale da patrimoni i cui interessi industriali sono legati allo Stato federale. In Francia, la minaccia politica \u00e8 incomparabilmente pi\u00f9 limitata; \u00e8 il potere economico a dominare. Come ha dimostrato l\u2019economista Julia Cag\u00e9, da due decenni la stampa sta attraversando una profonda crisi delle vendite e degli introiti pubblicitari. Eppure non ha mai suscitato tanto interesse tra i pi\u00f9 facoltosi. Non si tratta affatto di una contraddizione: possedere un mezzo di comunicazione in perdita pu\u00f2 rimanere razionale fintantoch\u00e9 il suo valore non si misura solo in base ai profitti, ma all\u2019influenza che esso conferisce nella formazione del dibattito pubblico&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-52650' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/07\/trump-vuole-mettere-la-stampa-americana-al-suo-servizio\/#easy-footnote-bottom-6-52650' title='Julia Cag\u00e9, &lt;em&gt;Sauver les m\u00e9dias. Capitalismo, finanziamento partecipativo e democrazia&lt;\/em&gt;, Parigi, Seuil, \u00abLa R\u00e9publique des id\u00e9es\u00bb, 2015; Julia Cag\u00e9 e Beno\u00eet Huet, &lt;em&gt;L\u2019informazione \u00e8 un bene pubblico. Rifondare la propriet\u00e0 dei media&lt;\/em&gt;, Parigi, Seuil, 2021.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Le donne e gli uomini al potere sanno che un mezzo di comunicazione possiede un valore politico che il suo bilancio contabile non basta a misurare. Balzac lo aveva espresso ai tempi della monarchia di luglio: in<em> Illusioni perdute<\/em>, Claude Vignon constata che <em>\u00abil giornale, invece di essere un sacerdozio, \u00e8 diventato uno strumento per i partiti; da strumento si \u00e8 trasformato in commercio; e come tutti i commerci, \u00e8 senza fede n\u00e9 legge\u00bb<\/em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-52650' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/07\/trump-vuole-mettere-la-stampa-americana-al-suo-servizio\/#easy-footnote-bottom-7-52650' title='Honor\u00e9 de Balzac, &lt;em&gt;Illusioni perdute&lt;\/em&gt;, \u00abUn grande uomo di provincia a Parigi\u00bb, in &lt;em&gt;La Commedia umana&lt;\/em&gt;.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span>. La frase \u00e8 interessante non tanto per il disprezzo che esprime nei confronti del giornalismo, quanto per la contraddizione che mette in luce: la stampa \u00e8 al tempo stesso una merce e un potere. Se da un lato ha effettivamente bisogno di denaro per esistere, dall\u2019altro permette a chi investe di acquisire qualcosa che difficilmente troverebbe altrove: la capacit\u00e0 di influenzare l\u2019opinione pubblica. Ebbene, nei regimi politici basati sulle elezioni, questa capacit\u00e0 di influenza costituisce senza dubbio la \u00abmerce\u00bb pi\u00f9 preziosa.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Questo ci riporta a Montesquieu. La stampa moderna non pu\u00f2 essere considerata l\u2019unica espressione della libert\u00e0 individuale. Poich\u00e9 contribuisce a rendere visibile l\u2019operato dei governanti, a stabilire una gerarchia delle informazioni e a organizzare il dibattito pubblico, essa esercita un\u2019influenza non trascurabile sul corpo politico. \u00c8 per questo che la repubblica, in quanto regime fondato sull\u2019equilibrio dei poteri, deve garantirne l\u2019indipendenza dall\u2019esecutivo e dagli interessi privati. Dopo la compromissione della stampa sotto il regime di Vichy, il Consiglio nazionale della Resistenza affermava gi\u00e0 la necessit\u00e0 di una stampa indipendente <em>\u00abrispetto allo Stato, ai poteri economici e alle influenze straniere\u00bb<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Senza libert\u00e0 di stampa, non c&#8217;\u00e8 repubblica<\/h2>\n\n\n\n<p>In <em>Lo spirito delle leggi<\/em>, Montesquieu riassumeva il rapporto tra nobilt\u00e0 e monarchia con una formula rimasta famosa: \u00abSenza monarca, non c\u2019\u00e8 nobilt\u00e0; senza nobilt\u00e0, non c\u2019\u00e8 monarca; ma c\u2019\u00e8 un despota\u00bb. Un regime, in altre parole, non dipende semplicemente dalle istituzioni elencate nella sua costituzione: dipende anche dalle forze indipendenti che impediscono all\u2019autorit\u00e0 di diventare illimitata.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi si potrebbe ribaltare questa formula: senza libert\u00e0 di stampa, non c\u2019\u00e8 repubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Jefferson e Madison non difendevano la stampa perch\u00e9 ritenevano che i giornalisti fossero pi\u00f9 saggi degli altri uomini. Sapevano che essa poteva mentire, calunniare, esagerare e seminare discordia. Madison riconosceva nel 1800 che \u00abun certo grado di abuso\u00bb \u00e8 inscindibile dal suo buon uso e che \u00ab\u00e8 meglio lasciare crescere qualche ramo nocivo piuttosto che potarlo, con il rischio di danneggiare quelli che portano i frutti buoni \u00bb. In sintesi, il prezzo da pagare per una stampa veramente libera \u00e8 esiguo rispetto ai benefici che essa apporta. Poich\u00e9 il popolo \u00e8 sovrano, deve disporre dei mezzi per conoscere e giudicare continuamente coloro che esercitano il suo potere a suo nome.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pericolo odierno deriva soprattutto dalla possibile combinazione dei poteri. Quando il potere politico pu\u00f2 esercitarsi su alcune aziende mediatiche che a loro volta formano un oligopolio, si torna alla domanda che Jefferson e Madison ponevano ai loro tempi: chi forma l\u2019opinione del popolo da cui il governo trae la propria legittimit\u00e0? A Monaco, J.D. Vance esortava gli europei a non avere paura del proprio popolo. Oggi \u00e8 membro di un\u2019amministrazione che rifiuta di consentire ai giornalisti di esercitare la loro professione all\u2019interno della Casa Bianca. Non temere il proprio popolo significa lasciargli i mezzi per sapere cosa fanno realmente i suoi governanti e per formarsi un giudizio senza dipendere dai loro capricci \u2013 o da quelli di alcune potenze private.<\/p>\n\n\n\n<p>Le elezioni sono indispensabili per ogni repubblica; tuttavia, non bastano mai a garantire la libert\u00e0. Il popolo esercita la propria sovranit\u00e0 quando sceglie i propri governanti. Ma, come aveva giustamente osservato Rousseau, un popolo \u00e8 libero solo durante le elezioni, per poi tornare ad essere schiavo?&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-8-52650' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/07\/trump-vuole-mettere-la-stampa-americana-al-suo-servizio\/#easy-footnote-bottom-8-52650' title='Jean-Jacques Rousseau, &lt;em&gt;Il contratto sociale&lt;\/em&gt;, libro III, capitolo 15, 1762.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/span> Certamente no. Il popolo conserva la propria sovranit\u00e0 solo se ne fa uso, ogni singolo giorno, attraverso una stampa libera e indipendente che tiene sotto controllo coloro ai quali ha delegato temporaneamente una parte del proprio potere. Con buona pace dell\u2019attuale inquilino della Casa Bianca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Montesquieu a Madison, il colpo di forza contro la stampa segna una svolta storica negli Stati 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