{"id":52386,"date":"2026-10-05T09:38:41","date_gmt":"2026-10-05T07:38:41","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=52386"},"modified":"2026-10-05T10:23:19","modified_gmt":"2026-10-05T08:23:19","slug":"pascal-lamy-la-cina-sta-uccidendo-il-commercio-mondiale-libero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/05\/pascal-lamy-la-cina-sta-uccidendo-il-commercio-mondiale-libero\/","title":{"rendered":"Pascal Lamy: \u00abLa Cina sta uccidendo il libero commercio mondiale\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"non-subscribers-only\"><em>Scopri <\/em>\u201cIl Grand Continent<em>\u201d. Idee e analisi che non troverai da nessun\u2019altra parte. Ma che presto vedrai ovunque. Nella vostra casella di posta <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/offre-abonnement\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">a partire da 8 euro al mese<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;11 dicembre ricorrer\u00e0 l&#8217;anniversario dell&#8217;adesione della Cina all&#8217;Organizzazione mondiale del commercio nel 2001. Lei ha condotto personalmente i negoziati per l&#8217;accordo bilaterale tra l&#8217;Unione e la Cina nel 2000. Venticinque anni dopo, \u00e8 cambiato il suo punto di vista su quel momento storico?<\/h3>\n\n\n\n<p>La mia analisi \u00e8 cambiata, ma non la mia scelta iniziale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;errore non \u00e8 stato l&#8217;adesione della Cina. L\u2019errore \u00e8 stato che gli Stati Uniti, l\u2019Unione europea e il Giappone non hanno rafforzato le norme dell\u2019OMC in materia di sovvenzioni e aiuti di Stato prima dell\u2019adesione di Pechino, per preservare il sostegno fornito ai grandi campioni nazionali come Boeing, Airbus o Toyota.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 opportuno sottolineare un fatto poco noto: alla fine del 1999, due anni prima dell\u2019adesione della Cina, i membri dell\u2019OMC hanno lasciato scadere la disposizione pi\u00f9 rigorosa dell\u2019accordo sulle sovvenzioni, ovvero la presunzione di grave pregiudizio quando le sovvenzioni superano il 5 % del valore della produzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene la Cina abbia pagato a caro prezzo la sua adesione all\u2019OMC, fissando un tetto massimo del 10% per la propria tariffa media \u2013 una media ben inferiore a quella degli altri paesi emergenti \u2013, l\u2019indebolimento di tali discipline dell\u2019OMC non \u00e8 riuscito a contenere l\u2019entit\u00e0 del sostegno pubblico cinese, che \u00e8 aumentato notevolmente dal 2010.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma al di l\u00e0 di queste considerazioni storiche, oggi abbiamo un problema ben pi\u00f9 grave con la Cina.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un problema molto pi\u00f9 grave?&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p>Il deficit commerciale dell&#8217;Unione con la Cina ha raggiunto i 360 miliardi di euro nel 2025, ovvero quasi un miliardo di euro al giorno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L&#8217;errore non \u00e8 stato l&#8217;adesione della Cina.<\/p><cite>Pascal Lamy<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Jens Eskelund, presidente della Camera di commercio dell\u2019Unione europea in Cina, descrive l\u2019attuale rapporto economico come \u00abuna gigantesca nave portacontainer di 400 metri carica di 24.000 container che si dirige verso l\u2019Europa e torna quasi vuota\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-52386' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/05\/pascal-lamy-la-cina-sta-uccidendo-il-commercio-mondiale-libero\/#easy-footnote-bottom-1-52386' title='Delegazione dell\u2019Unione europea in Cina (@EUdelChina), post su X, 27 maggio 2026.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Questo squilibrio si sta accentuando, poich\u00e9 le merci cinesi vengono in parte dirottate dal mercato statunitense: nel primo semestre del 2026, le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti sono diminuite del 23 % rispetto al primo semestre del 2025, mentre quelle destinate all\u2019Unione sono aumentate del 5 %.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo squilibrio \u00e8 specifico della Cina. Nel 2025, infatti, l\u2019Unione ha registrato un surplus commerciale complessivo di 128 miliardi di euro nel settore dei beni. Escludendo la Cina, il surplus europeo si aggira intorno ai 490 miliardi di euro. L\u2019Europa non ha quindi un problema generalizzato di competitivit\u00e0 nel commercio di beni. Ha invece un grave problema legato alla Cina che non si riscontra con nessun altro dei suoi partner commerciali.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La politica europea nei confronti della Cina non sta forse cambiando?<\/h3>\n\n\n\n<p>La situazione sta cambiando rapidamente e molti, se non la maggior parte, ritengono che l&#8217;attuale andamento sia insostenibile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il nostro approccio a questo problema rimane strutturalmente inadeguato.<\/p>\n\n\n\n<p>Prendiamo un esempio molto recente: il 9 luglio la Commissione europea ha avviato un\u2019indagine antidumping sulle importazioni di carne di anatra di Pechino.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo, la Cina ha annunciato il divieto temporaneo di tutte le esportazioni di elio, un gas senza il quale \u00e8 impossibile produrre semiconduttori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pechino ha giustificato questa misura con le interruzioni delle forniture causate dalla guerra in Iran, e ci\u00f2 \u00e8 plausibile. Ma la differenza di approccio \u00e8 molto rivelatrice.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">In che senso?<\/h3>\n\n\n\n<p>Da un lato abbiamo la tutela commerciale europea, che opera prodotto per prodotto, secondo procedure giuridicamente molto rigide e controllate dalla Corte di giustizia dell\u2019Unione europea, con tempi che possono protrarsi per diversi mesi, mentre gli strumenti amministrativi cinesi, di natura discrezionale, hanno un impatto su un intero settore nel giro di un solo giorno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il deficit commerciale dell&#8217;Unione con la Cina ha raggiunto i 360 miliardi di euro nel 2025, ovvero quasi un miliardo di euro al giorno.<\/p><cite>Pascal Lamy<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019Unione si trova quindi ad affrontare, con strumenti concepiti per un tipo di conflitto completamente diverso, un concorrente che pianifica settore per settore e agisce nel giro di pochi giorni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">In Germania, per\u00f2, le cose cominciano a muoversi\u2026<\/h3>\n\n\n\n<p>S\u00ec, ed \u00e8 una novit\u00e0. La Federazione tedesca dell\u2019industria meccanica (VDMA) chiede ora dazi compensativi per gruppi di prodotti e l\u2019inversione dell\u2019onere della prova. Il capo della Volkswagen, Oliver Blume, la cui azienda aveva guidato la battaglia contro i dazi compensativi europei nel 2024, chiede ora l\u2019imposizione di dazi doganali sui veicoli ibridi importati dalla Cina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In occasione del Consiglio dei ministri franco-tedesco di luglio, il cancelliere Merz ha dichiarato che era \u00abovvio che dovessimo affrontare questo squilibrio, poich\u00e9 va a discapito della nostra industria\u00bb e il presidente Macron ha chiesto che la Commissione potesse agire con misure d\u2019urgenza anzich\u00e9 ricorrere a lunghe indagini. I due governi si sono impegnati a seguire un piano comune riguardo alla Cina, e sono gi\u00e0 in corso discussioni preparatorie in vista della visita del commissario europeo al Commercio, Maro\u0161 \u0160ef\u010dovi\u010d, a Pechino questo mese.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come risponde Pechino a queste critiche?&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p>Pechino risponde, in sostanza, che si tratta semplicemente di un divario di competitivit\u00e0 e che il dibattito sulle sovraccapacit\u00e0 non ha ragione di essere.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Non \u00e8 cos\u00ec?<\/h3>\n\n\n\n<p>S\u00ec e no. \u00c8 vero che la Cina gode di legittimi vantaggi comparativi grazie alle dimensioni del proprio mercato, a una politica industriale strategicamente definita e attuata con autorevolezza, e ai costi unitari inferiori. Ma questa constatazione \u00e8 incompleta.<\/p>\n\n\n\n<p>La vera questione \u00e8 un\u2019altra. Questo colosso economico si \u00e8 sviluppato in un rapporto con il resto del mondo che genera squilibri macroeconomici strutturali.<\/p>\n\n\n\n<p>In termini di quota del PIL, l\u2019avanzo cinese non \u00e8 un fenomeno senza precedenti: l\u2019avanzo corrente della Germania ha superato il 7% del PIL per gran parte degli anni 2010.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, la Cina \u00e8 la seconda economia mondiale e un surplus commerciale di 1.200 miliardi di dollari, come quello previsto per il 2025, non ha precedenti in termini assoluti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo dibattito sul vantaggio comparativo tende quindi a sorvolare su tre realt\u00e0 difficilmente contestabili.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quali?&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p>Innanzitutto i sussidi, gi\u00e0 menzionati. L\u2019entit\u00e0 del sostegno fornito dal governo cinese non ha precedenti a questo livello.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo la banca dati MAGIC dell\u2019OCSE, tra il 2005 e il 2024 le imprese con sede in Cina hanno ricevuto, in media, da tre a otto volte pi\u00f9 sostegno statale rispetto al loro fatturato rispetto alle imprese dei paesi dell\u2019OCSE. Sempre secondo l\u2019OCSE, il sostegno pubblico \u00e8 all\u2019origine del 60% dell\u2019aumento della quota di mercato mondiale delle imprese cinesi dal 2005 e il Fondo Monetario Internazionale stima che la spesa di bilancio della Cina a titolo della sua politica industriale ammonti a circa il 4% del PIL all\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L\u2019Europa non ha quindi un problema generalizzato di competitivit\u00e0 nel commercio dei beni. Ha invece un grave problema legato alla Cina.<\/p><cite>Pascal Lamy<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il costruttore automobilistico BYD rappresenta oggi un chiaro esempio di reali vantaggi competitivi. Eppure, secondo l\u2019Istituto di Kiel, anche questa azienda ha ricevuto sovvenzioni dirette per un totale di 2,1 miliardi di euro nel 2022, pari al 3,5% del proprio fatturato&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-52386' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/05\/pascal-lamy-la-cina-sta-uccidendo-il-commercio-mondiale-libero\/#easy-footnote-bottom-2-52386' title='Frank Bickenbach et al., Foul Play? On the Scale and Scope of Industrial Subsidies in China, Kiel Policy Brief, Istituto di Kiel, aprile 2024.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Dietro BYD si trovano produttori pubblici o sostenuti dallo Stato che beneficiano di un sostegno ancora pi\u00f9 consistente rispetto al loro fatturato e la cui sopravvivenza non dipende dalla loro redditivit\u00e0. Nell\u2019agosto 2025, quasi il 30% delle imprese industriali cinesi registrava perdite, contro circa il 20% prima della pandemia.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Sempre pi\u00f9 persone analizzano la struttura di questi squilibri dal punto di vista della politica monetaria. Condivide questa osservazione?<\/h3>\n\n\n\n<p>S\u00ec, in parte, ed \u00e8 questa la seconda realt\u00e0. I tassi di cambio indicano una sottovalutazione. L\u2019avanzo commerciale della Cina avrebbe dovuto far salire il renminbi. Eppure, il tasso di cambio effettivo reale si \u00e8 deprezzato di circa il 15% da marzo 2022.<\/p>\n\n\n\n<p>Le stime pi\u00f9 accurate relative alla sottovalutazione del renminbi oscillano tra il 16% e il 30%&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-52386' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/05\/pascal-lamy-la-cina-sta-uccidendo-il-commercio-mondiale-libero\/#easy-footnote-bottom-3-52386' title='Brad W. Setser, \u00abThe Renminbi Appears to be Undervalued by 30 Percent\u00bb, Council on Foreign Relations, 1\u00b0 settembre 2026.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo modo di operare non \u00e8 un segreto per nessuno: le banche cinesi hanno ricominciato ad accumulare attivit\u00e0 estere per contenere il corso della valuta. E condivido l\u2019opinione di Gita Gopinath, Pierre-Olivier Gourinchas e H\u00e9l\u00e8ne Rey: non c\u2019\u00e8 alcun dubbio che lo yuan cinese sia sottovalutato&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-52386' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/05\/pascal-lamy-la-cina-sta-uccidendo-il-commercio-mondiale-libero\/#easy-footnote-bottom-4-52386' title='Gita Gopinath, Pierre-Olivier Gourinchas e H\u00e9l\u00e8ne Rey, \u00abDon&amp;#8217;t blame global imbalances on the undervalued yuan\u00bb, The Economist, 28 luglio 2026.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Che derivi da una scelta deliberata di sottovalutare la valuta o dal controllo esercitato dalle autorit\u00e0 monetarie cinesi sui livelli di inflazione interna, tale sottovalutazione garantisce un vantaggio comparativo significativo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Qual \u00e8 la terza realt\u00e0?<\/h3>\n\n\n\n<p>La debolezza dei consumi interni. Il ribilanciamento della produzione manifatturiera verso la domanda interna, promesso da tempo, non si \u00e8 ancora concretizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 nel marzo 2007, Wen Jiabao aveva formulato i suoi famosi \u00abquattro no\u00bb: la crescita cinese, affermava, era \u00abinstabile, squilibrata, non coordinata e non sostenibile\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-52386' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/05\/pascal-lamy-la-cina-sta-uccidendo-il-commercio-mondiale-libero\/#easy-footnote-bottom-5-52386' title='Wen Jiabao, conferenza stampa al termine della quinta sessione della X Assemblea nazionale del popolo, Pechino, 16 marzo 2007. Cfr. \u00abWen confident in maintaining economic growth\u00bb, China Daily, 16 marzo 2007.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora, la situazione \u00e8 rimasta immutata. I consumi privati rappresentavano il 39,8% del PIL nel 2005 e nel 2024 ne rappresentavano ancora il 40,0%.<\/p>\n\n\n\n<p>A titolo di confronto, sempre nel 2024, rappresentava il 53% del PIL nell\u2019Unione e il 68% negli Stati Uniti. Il 15\u00b0 piano quinquennale affronta nuovamente questa questione, ma allo stesso tempo si impegna a liberare le \u00abforze produttive di nuova qualit\u00e0\u00bb, ovvero a rafforzare il modello basato sugli investimenti e sulle esportazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019avvertimento lanciato da Xi Jinping nel 2021 contro il rischio di \u00abcadere nella trappola dell\u2019\u201cassistenzialismo\u201d che alimenta la pigrizia\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-52386' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/05\/pascal-lamy-la-cina-sta-uccidendo-il-commercio-mondiale-libero\/#easy-footnote-bottom-6-52386' title='Xi Jinping, \u00abPromuovere con determinazione la prosperit\u00e0 comune\u00bb (\u624e\u5b9e\u63a8\u52a8\u5171\u540c\u5bcc\u88d5), discorso del 17 agosto 2021 davanti alla Commissione centrale per le finanze e l\u2019economia, pubblicato su Qiushi, n. 20, 15 ottobre 2021.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span> illustra forse meglio la situazione della Cina rispetto ad altri documenti ufficiali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ritiene che ci\u00f2 sia il risultato di una politica e di una strategia?<\/h3>\n\n\n\n<p>S\u00ec, ma non solo. Lo scoppio della bolla immobiliare ha fatto crollare il patrimonio delle famiglie a tal punto che le famiglie cinesi ne risentono ancora oggi. Le vendite di auto sul mercato interno hanno registrato un calo per dieci mesi consecutivi fino a luglio, mentre le esportazioni automobilistiche sono aumentate di quasi il 90%. E con un debito complessivo superiore al 300% del PIL, Pechino sembra puntare innanzitutto a ridurre il proprio indebitamento.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come spiegate la politica del partito?&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p>Puntare sui consumi significa aumentare le tasse per finanziare uno Stato sociale in grado di ridurre il risparmio precauzionale oppure indebitarsi, e il Partito rifiuta entrambe queste opzioni. Le esportazioni nette sono invece l\u2019unica fonte di crescita che non appesantisce il debito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio qui che l\u2019argomentazione di Pechino fallisce proprio sul terreno di Ricardo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ricardo \u00e8 davvero una delle letture preferite di Xi Jinping? In fondo, attraverso la dottrina del <em>massimalismo industriale<\/em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-52386' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/05\/pascal-lamy-la-cina-sta-uccidendo-il-commercio-mondiale-libero\/#easy-footnote-bottom-7-52386' title='Lu Feng, \u00abIl massimalismo industriale: la dottrina economica del secolo cinese\u00bb, in Le Grand Continent, L&amp;#8217;Ennemi qui nous d\u00e9signe. Imparare a resistere ai predatori, 2026.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span>, il Partito sembra piuttosto intenzionato a smantellare il commercio mondiale\u2026<\/h3>\n\n\n\n<p>S\u00ec, la Cina sta distruggendo il sistema di liberalizzazione del commercio mondiale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L\u2019Unione si trova ad affrontare, con strumenti concepiti per un tipo di conflitto completamente diverso, un concorrente che pianifica settore per settore e agisce nel giro di pochi giorni.<\/p><cite>Pascal Lamy<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Nei suoi <em>*Principi*<\/em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-8-52386' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/05\/pascal-lamy-la-cina-sta-uccidendo-il-commercio-mondiale-libero\/#easy-footnote-bottom-8-52386' title='David Ricardo, *I principi dell\u2019economia politica e dell\u2019imposta* [1817], Parigi, Flammarion, 1992.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/span>, Ricardo spiegava che un paese che eccelle in tutto vede questo vantaggio assorbito dal tasso di cambio e dai salari, cosicch\u00e9 ciascuno finisce per specializzarsi in ci\u00f2 che sa fare relativamente meglio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La Cina ha bloccato questo meccanismo. Il controllo dei capitali e l\u2019intervento dello Stato mantengono la valuta sottovalutata, mentre un tasso di risparmio molto elevato frena i consumi. Una crescita della produzione che avrebbe dovuto tradursi in aumenti salariali e in un aumento delle importazioni \u00e8 stata invece orientata verso le esportazioni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nessuno dei principali attori del sistema commerciale internazionale aveva previsto questo scenario?<\/h3>\n\n\n\n<p>No. Istituito nel 1947 e riformato nel 1995, si basava su una logica ricardiana. Ogni paese doveva specializzarsi, produrre e scambiare determinati beni, e le distorsioni si sarebbero corrette gradualmente, prodotto per prodotto, fornitore per fornitore.<\/p>\n\n\n\n<p>Il modello asiatico dello \u00abstormo di oche selvatiche\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-9-52386' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/05\/pascal-lamy-la-cina-sta-uccidendo-il-commercio-mondiale-libero\/#easy-footnote-bottom-9-52386' title='Kaname Akamatsu, \u00abA Historical Pattern of Economic Growth in Developing Countries\u00bb, The Developing Economies, 1962.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/span> sembrava confermarlo: il Giappone si \u00e8 inizialmente specializzato nel settore tessile, poi la Corea e Taiwan hanno preso il testimone, per poi trasmettere la propria esperienza e il proprio know-how al resto del Sud-Est asiatico. I vantaggi comparativi si spostano e i paesi abbandonano determinati settori man mano che salgono di livello. Nessuno avrebbe mai immaginato che un paese, per la sola sua dimensione, non avrebbe lasciato nulla agli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, la Cina ha continuato a produrre tessili e giocattoli, sviluppando al contempo la propria produzione nei settori dell\u2019acciaio, della chimica, dei pannelli solari, delle batterie, delle automobili, delle macchine utensili, dei semiconduttori e dei farmaci. La quota del Paese nel valore aggiunto manifatturiero mondiale \u00e8 passata dall\u20198,5% nel 2004 al 28% nel 2024, mentre quella dell\u2019Unione europea \u00e8 scesa dal 25% al 17%.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">In pratica, cosa cambia per un\u2019azienda europea?<\/h3>\n\n\n\n<p>Che non possa competere ad armi pari e in condizioni eque con i suoi concorrenti cinesi, n\u00e9 sul mercato cinese n\u00e9 altrove.<\/p>\n\n\n\n<p>Un produttore europeo di macchine utensili non \u00e8 pi\u00f9 in concorrenza solo con un produttore cinese dello stesso settore che utilizza le stesse attrezzature.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019altra parte, c\u2019\u00e8 uno Stato dotato di un piano a lungo termine, un\u2019amministrazione locale determinata a mantenere in attivit\u00e0 un\u2019impresa per proteggere i posti di lavoro, un sistema bancario pubblico deciso a continuare a concedere prestiti per sostenere tale impresa, indipendentemente dalle condizioni commerciali o dalla congiuntura economica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Schumpeter, consentire la \u00abdistruzione creativa\u00bb invia un segnale utile in termini di efficienza: la scomparsa di un\u2019impresa indica che essa ha impiegato le proprie risorse in modo meno efficiente rispetto ai concorrenti. Ma quando un\u2019impresa sopravvive innanzitutto grazie alla sua capacit\u00e0 di ottenere fondi pubblici, questo segnale si affievolisce e l\u2019argomento economico a favore della concorrenza libera e non distorta non \u00e8 pi\u00f9 valido.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Avete un esempio?<\/h3>\n\n\n\n<p>Il settore solare \u00e8 quello che salta maggiormente all\u2019occhio. Nel 2007 l\u2019Europa produceva quasi il 30% delle celle fotovoltaiche mondiali. Oggi ne produce solo circa l\u20191%. Non produce pi\u00f9 nemmeno un singolo wafer di silicio e sono rimasti solo pochi impianti di polisilicio. Kevin Rudd ha ben descritto il ragionamento di Pechino: questi massicci sussidi sono temporanei e cesseranno una volta eliminati i concorrenti stranieri; i prezzi potranno allora risalire al livello che conviene ai produttori cinesi, poich\u00e9 non ci saranno pi\u00f9 altre fonti di approvvigionamento&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-10-52386' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-2'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/05\/pascal-lamy-la-cina-sta-uccidendo-il-commercio-mondiale-libero\/#easy-footnote-bottom-10-52386' title='Kevin Rudd, On Xi Jinping: How Xi&amp;#8217;s Marxist Nationalism Is Shaping China and the World, New York, Oxford University Press, 2024.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Il ritorno alla normalit\u00e0 pu\u00f2 richiedere molto tempo, poich\u00e9 occorrono anni, a volte decenni, per ricostituire una catena di approvvigionamento e, nel frattempo, i capitali si spostano verso luoghi pi\u00f9 sicuri.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 la difesa commerciale tradizionale non \u00e8 sufficiente?<\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 una domanda interessante. Si potrebbe pensare che il problema sia semplicemente la velocit\u00e0 di esecuzione, ma che si disponga di un quadro adeguato per affrontare questa situazione straordinaria. Questa, del resto, \u00e8 stata la prima reazione della Commissione europea: fare la stessa cosa, ma pi\u00f9 in fretta.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Nessuno avrebbe mai immaginato che un paese, solo per le sue dimensioni, non avrebbe lasciato pi\u00f9 nulla agli altri.<\/p><cite>Pascal Lamy<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel 2024 ha avviato 33 indagini in materia di difesa commerciale, un record dal 2006, seguite da 32 nel 2025, mentre la media storica si aggira intorno alle 12 all\u2019anno. In un solo anno, il numero di misure in vigore \u00e8 passato da 199 a 232.<\/p>\n\n\n\n<p>Il difetto di fondo \u00e8 che il costo della gestione aumenta man mano che cresce il numero di pratiche. Un sistema che richiede nuove analisi, nuove indagini sul danno e nuove valutazioni di causalit\u00e0 per ogni singolo prodotto sar\u00e0 sempre svantaggiato di fronte a un\u2019interruzione che colpisce l\u2019intera catena di approvvigionamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Aggiungiamo che gli aggiustamenti determinati da questi strumenti, diciamo dell\u2019ordine di una decina di miliardi, a grandi linee, sono sproporzionati rispetto all\u2019enormit\u00e0 e alla velocit\u00e0 di crescita del deficit<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Questi strumenti partono inoltre dal presupposto che le imprese cerchino di massimizzare i propri profitti. Questo presupposto non \u00e8 pi\u00f9 valido?<\/h3>\n\n\n\n<p>Questa ipotesi, infatti, non si applica alle imprese sostenute dallo Stato cinese, che operano in base a obiettivi e a una strategia di natura utilitaristica piuttosto che alle esigenze degli azionisti. Queste possono assorbire dazi doganali illimitati per proteggere la propria quota di mercato piuttosto che la propria redditivit\u00e0, ed \u00e8 proprio ci\u00f2 che stanno facendo oggi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cosa dovrebbe fare la Commissione in queste circostanze?&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p>Agire sui volumi. In realt\u00e0, lo ha gi\u00e0 capito: i 16 procedimenti avviati contro la Cina nel 2025 si basano tutti sulla constatazione di significative distorsioni nell\u2019economia cinese, e tale constatazione vale per una moltitudine di prodotti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Pi\u00f9 in generale, cosa dovrebbe fare l\u2019Europa? In una note appena pubblicata dagli Istituti Jacques Delors&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-11-52386' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-2'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/05\/pascal-lamy-la-cina-sta-uccidendo-il-commercio-mondiale-libero\/#easy-footnote-bottom-11-52386' title='Pascal Lamy, Nicolas K\u00f6hler-Suzuki e Victor Luiz do Prado, \u00abA new EU Structural Rebalancing Instrument to respond to China&amp;#8217;s export surge\u00bb, Policy Paper, Parigi, Istituto Jacques Delors, 2 ottobre 2026.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span><\/span> parlate di un piano A e di un piano B: la negoziazione oppure l\u2019istituzione di un nuovo quadro.&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p>I negoziati sul commercio e sugli investimenti, avviati lo scorso 29 giugno, riguardano cinque ambiti: il riequilibrio degli scambi commerciali e degli investimenti, i controlli sulle esportazioni, la propriet\u00e0 intellettuale, la riforma dell\u2019OMC e un meccanismo congiunto di monitoraggio dei flussi commerciali. Il primo test si \u00e8 svolto a settembre con le auto ibride: il loro numero \u00e8 passato da 3.800 al mese nell\u2019ottobre 2024 a 50.000 a partire dal luglio 2026, pur essendo soggette solo a un dazio doganale standard del 10%. La Commissione europea ha chiesto a Pechino di limitare volontariamente le proprie esportazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Europa si trova, credo, a un punto di svolta nei suoi rapporti con la Cina: o Pechino accetta di riequilibrare gli scambi, oppure l\u2019Unione dovr\u00e0 rafforzare notevolmente la propria difesa commerciale per proteggere la propria industria. Bisogna dare una vera possibilit\u00e0 alla negoziazione. Ma un piano A ha valore solo se \u00e8 sostenuto da un piano B credibile, poich\u00e9 la Cina sembra gi\u00e0 scommettere sul fatto che l\u2019Europa finir\u00e0 per cedere.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Con un piano B gi\u00e0 in fase di elaborazione, cosa ci si pu\u00f2 davvero aspettare da questi negoziati?<\/h3>\n\n\n\n<p>Poco. Il documento che espone la posizione di Pechino non offre, ad oggi, alcuna concessione sul merito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che Pechino pu\u00f2 offrire sono acquisti. La Cina ha manifestato il proprio interesse per ulteriori attrezzature destinate alla produzione di semiconduttori, l\u2019unica esportazione di rilievo dell\u2019Europa in grado di apportare un leggero miglioramento, ma tale interesse \u00e8 limitato per ragioni di sicurezza. Il risultato probabile sar\u00e0 un\u2019offerta insufficiente e tardiva, la cui attuazione richieder\u00e0 uno o due anni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Nel 2007 l\u2019Europa produceva quasi il 30% delle celle fotovoltaiche a livello mondiale. Oggi ne produce solo circa l\u20191%.<\/p><cite>Pascal Lamy<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>A mio avviso, devono essere soddisfatte tre condizioni: una limitazione verificabile dei volumi esportati nei settori in cui \u00e8 stato dimostrato un danno; l\u2019inserimento della questione del tasso di cambio nell\u2019ordine del giorno del Fondo Monetario Internazionale e del G20; un impegno in materia di capacit\u00e0 produttiva nei settori evidenziati da Pechino nella sua campagna speciale di lotta contro l\u2019\u00abinvolution\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-12-52386' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-2'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/05\/pascal-lamy-la-cina-sta-uccidendo-il-commercio-mondiale-libero\/#easy-footnote-bottom-12-52386' title='Involuzione (neijuan, \u5185\u5377): in Cina, questo termine indica una concorrenza accanita e sterile in cui le imprese si scontrano in una guerra dei prezzi a scapito dei propri margini, senza alcun guadagno in termini di produttivit\u00e0. Questo fenomeno colpisce soprattutto i settori con sovraccapacit\u00e0 produttiva, come l\u2019energia solare, le auto elettriche, le batterie o l\u2019acciaio. Le autorit\u00e0 hanno iniziato a denunciare questa \u00abconcorrenza di tipo involutivo\u00bb nel luglio 2024. Hanno lanciato una campagna ufficiale per porvi fine in occasione della riunione della Commissione centrale per le finanze e l\u2019economia del 1\u00b0 luglio 2025, presieduta da Xi Jinping. Il termine deriva dall\u2019antropologia: Clifford Geertz lo utilizz\u00f2 gi\u00e0 nel 1963 in *Agricultural Involution* per descrivere un\u2019agricoltura che assorbe sempre pi\u00f9 lavoro senza progredire.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Resta da definire, fin da ora, il meccanismo che fornir\u00e0 una soluzione in caso di fallimento del piano A.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Su quale quadro di equilibrio istituzionale si basa il vostro piano B?<\/h3>\n\n\n\n<p>Sulla base di un modello gi\u00e0 esistente: il regolamento sull\u2019acciaio, entrato in vigore il 1\u00b0 luglio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato adottato in soli otto mesi, un record per Bruxelles. Il suo obiettivo dichiarato \u00e8 quello di far fronte alla sovraccapacit\u00e0 mondiale: il volume delle importazioni esenti da dazi \u00e8 stato ridotto di circa il 47% e un dazio del 50% grava su tutto ci\u00f2 che supera il contingente. \u00c8 proprio ci\u00f2 di cui l\u2019Europa ha bisogno in tutti i settori esposti a shock strutturali simili.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come funzionerebbe concretamente?<\/h3>\n\n\n\n<p>Il meccanismo si basa su alcuni principi. Innanzitutto, la sua giustificazione: mira a contrastare gli effetti negativi degli squilibri strutturali. Cosa lo farebbe scattare? Le indagini verrebbero avviate sulla base di comportamenti osservati a livello dell\u2019intera catena di approvvigionamento, e non pi\u00f9 linea tariffaria per linea tariffaria. Tali comportamenti sono ben noti: un aumento continuo delle importazioni, prezzi inferiori ai costi di produzione accertati, capacit\u00e0 produttive che superano la domanda interna, un elevato livello di sovvenzioni pubbliche e indizi di intervento volto a mantenere la valuta a un livello basso. Una volta stabilito il volume delle importazioni, tutto diventa automatico: non appena il contingente \u00e8 esaurito, si applica il dazio fuori contingente, senza necessit\u00e0 di una nuova decisione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 un contingente tariffario piuttosto che una semplice quota?<\/h3>\n\n\n\n<p>La questione, in fondo, riguarda proprio i quantitativi, ma si ricorre a un contingente tariffario: un dazio basso fino a un certo volume, un dazio elevato oltre tale limite. La ragione \u00e8 di natura giuridica, per rimanere nei limiti previsti dall\u2019OMC, una posizione costante dell\u2019Europa. Una restrizione quantitativa pura \u00e8 contraria all\u2019articolo XI del GATT, mentre l\u2019articolo XXVIII consente di rinegoziare i dazi consolidati e quindi di istituire contingenti tariffari. I volumi sono ripartiti paese per paese sulla base dei flussi storici, come nel caso della misura di salvaguardia sull\u2019acciaio del 2018-2019. Ci\u00f2 preserva le quote di mercato dei fornitori che hanno rispettato le regole e impone a Pechino un tetto massimo noto in anticipo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Lei propone inoltre di passare dalle \u00abnorme di origine\u00bb alle \u00abnorme di propriet\u00e0\u00bb. Cosa comporterebbe questo?<\/h3>\n\n\n\n<p>Si generalizzerebbe l\u2019approccio detto <em>\u00abmelt and pour<\/em>\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-13-52386' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-2'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/05\/pascal-lamy-la-cina-sta-uccidendo-il-commercio-mondiale-libero\/#easy-footnote-bottom-13-52386' title='Regolamento (UE) 2026\/1384, in vigore dal 1\u00b0 luglio 2026. Esso stabilisce i contingenti tariffari, il dazio fuori contingente del 50% e la norma di origine \u00abfusione e colata\u00bb.'><sup>13<\/sup><\/a><\/span><\/span>: un prodotto fabbricato con una materia prima cinese rimarrebbe cinese, anche se lo stabilimento si trova in Marocco o in Ungheria. L\u2019origine sarebbe determinata dalla propriet\u00e0 e dalla composizione, e non dall\u2019etichetta di origine finale, e le norme di etichettatura sarebbero inasprite. Ci\u00f2 \u00e8 in linea con le proposte informali di cinque Stati membri: si tratta di impedire che le imprese controllate da capitali cinesi, con sede in Marocco o in Ungheria e rifornite di materie prime cinesi, vengano utilizzate per aggirare il sistema.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Queste restrizioni sono destinate a durare?<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019integrazione nel sistema multilaterale \u00e8 definitiva; le restrizioni europee non lo sono, nemmeno con questo nuovo strumento strutturale di riequilibrio. Il regolamento potrebbe prevedere la graduale revoca dei contingenti secondo due modalit\u00e0: un accordo negoziato sulle capacit\u00e0 o sui volumi, che fungerebbe da base per l\u2019assegnazione dei contingenti, oppure un ritorno constatato all\u2019equilibrio.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Lei sottolinea una dimensione politica almeno altrettanto importante di quella economica: un fondo di solidariet\u00e0 contro le ritorsioni.<\/h3>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 queste ritorsioni ci saranno se dovesse essere attivato il piano B, e mireranno proprio a paralizzare gli Stati membri in grado di influire sulla maggioranza qualificata.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Un piano A ha valore solo se \u00e8 sostenuto da un piano B credibile, poich\u00e9 la Cina sembra gi\u00e0 scommettere sul fatto che l\u2019Europa finir\u00e0 per cedere.<\/p><cite>Pascal Lamy<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Prima del dibattito della Commissione a maggio, un organo di stampa cinese ha pubblicato un elenco dei prodotti interessati: cosmetici, bevande alcoliche, carne e prodotti di lusso. Si tratta di un elenco di esportazioni provenienti da Francia, Spagna e Italia. Questo fondo di solidariet\u00e0 sarebbe integrato nello stesso regolamento e finanziato dai proventi derivanti dai dazi doganali sulle importazioni fuori contingente, al fine di indennizzare gli Stati membri e i settori vulnerabili. Si dice che la Commissione stia attualmente preparando un meccanismo di questo tipo. Infatti, se i costi non vengono ripartiti in anticipo, \u00e8 improbabile che la minaccia sottesa al piano A venga presa sul serio a Pechino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna essere consapevoli di ci\u00f2 che questo strumento non pu\u00f2 fare: non consentir\u00e0 di vincere la battaglia dei colli di bottiglia. Un divieto di esportazione dell\u2019elio o una restrizione delle licenze per i minerali critici potrebbero paralizzare le catene di produzione europee nel giro di poche settimane, e nemmeno una modifica delle norme commerciali dell\u2019Unione cambierebbe la situazione nel breve termine. Questo strumento \u00e8 pi\u00f9 limitato e pi\u00f9 realizzabile: \u00e8 concepito per fornire ai negoziatori europei una leva in pi\u00f9, offrendo loro una soluzione di ripiego nell\u2019ambito dei negoziati attualmente in corso con la Cina.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cinque Stati membri invocano la sicurezza nazionale per giustificare tali misure di protezione. Perch\u00e9 rifiutate questa soluzione?<\/h3>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 l\u2019Unione rinnegherebbe i propri principi allineandosi a un\u2019interpretazione statunitense che essa stessa contesta e che consiste nell\u2019invocare la sicurezza nazionale a ogni occasione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Unione europea ha presentato un reclamo contro gli Stati Uniti quando Washington ha invocato la sicurezza nazionale per giustificare i dazi sull\u2019acciaio e sull\u2019alluminio nel 2018. A Ginevra ha sempre sostenuto che l\u2019articolo XXI non sia di esclusiva competenza di ogni singolo Stato, e ha ribadito pi\u00f9 volte che tale articolo dovesse essere esaminato nell\u2019ambito del meccanismo di risoluzione delle controversie. Invocare questa eccezione di fronte alla sovraccapacit\u00e0 produrrebbe l\u2019effetto di schierare l\u2019Europa dalla parte dell\u2019interpretazione contro cui si batte da quasi un decennio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quale via giuridica \u00e8 quindi preferibile seguire?<\/h3>\n\n\n\n<p>Il vero obiettivo \u00e8 rinegoziare l\u2019accordo tariffario del 1995, e il GATT lo precisa chiaramente: l\u2019articolo XXVIII autorizza l\u2019aumento dei dazi doganali consolidati se viene versata una compensazione ai principali fornitori. La Commissione vi ha fatto ricorso per l\u2019acciaio nell\u2019ottobre 2025 e la compensazione ha assunto la forma di contingenti assegnati a ciascun paese anzich\u00e9 di un contenzioso.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">E che dire della valuta? Lei ha accennato a questo divario. \u00c8 davvero possibile trasformarlo in una questione di politica commerciale?<\/h3>\n\n\n\n<p>Questo aspetto pu\u00f2 essere trattato esattamente allo stesso modo, come un comportamento misurabile e non come un risultato. Gopinath, Gourinchas e Rey hanno ragione nell\u2019affermare che \u00e8 un errore fare del tasso di cambio del renminbi una condizione per qualsiasi accordo, poich\u00e9 il tasso di cambio riflette l\u2019insieme della politica economica cinese, basata sulle riserve, e \u00abquando si esercita pressione per una riforma del tasso di cambio, si crea un conflitto\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-14-52386' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-2'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/05\/pascal-lamy-la-cina-sta-uccidendo-il-commercio-mondiale-libero\/#easy-footnote-bottom-14-52386' title='Gita Gopinath, Pierre-Olivier Gourinchas e H\u00e9l\u00e8ne Rey, Ibid.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, un intervento volto a impedire l\u2019apprezzamento della valuta \u00e8 una misura quantificabile che pu\u00f2 essere oggetto di una relazione, in particolare tramite le banche statali. La Cina ha del resto continuato ad acquistare valute estere nel 2025. Ci\u00f2 pu\u00f2 quindi fungere da fattore scatenante per il sistema, poich\u00e9 il tasso di cambio reale costituisce il criterio per la revoca delle misure nella fase successiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Da dove cominciare?<\/h3>\n\n\n\n<p>Il Consiglio dell\u2019Unione europea dovrebbe innanzitutto esercitare i poteri conferitigli dall\u2019articolo 219 del Trattato sul funzionamento dell\u2019Unione europea \u2014 che non \u00e8 mai stato utilizzato \u2014 per elaborare orientamenti generali in materia di politica valutaria nei confronti dei paesi terzi. L\u2019Europa deve poi informare il Fondo monetario internazionale e il G20 di questa posizione. L\u2019Europa non pu\u00f2 chiedere agli altri di discutere della questione monetaria se non \u00e8 disposta a farlo essa stessa.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;ultimo elemento della vostra proposta, e forse il pi\u00f9 significativo, \u00e8 la condizione di revoca da definire in anticipo. Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante?<\/h3>\n\n\n\n<p>Un punto di riferimento ragionevole potrebbe essere il seguente: il ritorno del surplus industriale della Cina a circa un decimo delle importazioni di merci dal resto del mondo, ovvero il livello che aveva raggiunto prima del crollo del mercato immobiliare.<\/p>\n\n\n\n<p>I criteri di uscita richiedono cambiamenti verificabili nei dati, e non semplicemente una serie di dichiarazioni d\u2019intenti. Pubblicarli in anticipo \u00e8 ci\u00f2 che farebbe un giocatore rispettoso delle regole quando esercita un potere conferitogli proprio da quelle stesse regole.<\/p>\n\n\n\n<p>Spiega ai suoi partner cosa sta facendo, perch\u00e9 e quando smetter\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il regolamento sull\u2019acciaio prevede una data di revisione; lo strumento qui proposto, invece, deve avere un obiettivo quantificato.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">A venticinque anni di distanza, quali insegnamenti si possono trarre riguardo al futuro del sistema stesso?<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019Europa \u00e8 attualmente il pi\u00f9 grande mercato unico, dotato di un forte potere d\u2019acquisto e che rimane aperto ai prodotti cinesi. Pechino ha quindi bisogno di questo accesso, ed \u00e8 per questo che risponde con minacce piuttosto che con proposte. L\u2019Europa \u00e8 anche la pi\u00f9 grande economia ancora legata a un sistema commerciale basato su regole, motivo per cui altri paesi come il Giappone, la Corea del Sud o il Canada osservano con tanta attenzione il modo in cui gestisce questa crisi e perch\u00e9 l\u2019approccio \u00e8 importante quanto l\u2019obiettivo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli artefici dell\u2019accordo del 1995 erano convinti che l\u2019adeguamento sarebbe avvenuto spontaneamente: se un paese avesse prodotto in eccesso, i prezzi, i salari e il valore della sua moneta sarebbero aumentati fino a quando non avesse ridotto la propria produzione. Questo meccanismo non funziona per la prima potenza manifatturiera mondiale, poich\u00e9 le regole non sono state concepite per un membro in grado di neutralizzarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Europa deve avvalersi delle misure esistenti nell\u2019ambito del sistema con prudenza e trasparenza, ed elaborare le normative mancanti insieme a chi \u00e8 disposto ad accettarle, piuttosto che attendere che la situazione si evolva o che siano altri a formulare le nuove regole. Deve inoltre migliorare la propria competitivit\u00e0, a cominciare dal completamento <em>definitivo<\/em> dell\u2019integrazione del proprio mercato interno laddove permangono lacune nei settori della finanza, dell\u2019energia e della connettivit\u00e0. Stiamo lavorando su questo tema con Enrico Letta presso la Fondazione Jacques Delors Friends of Europe e la nostra campagna \u00abOne Europe, One Market for all\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco come l\u2019Europa deve reagire<\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":52376,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-interviews.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":true,"_trash_the_other_posts":false,"_yoast_wpseo_estimated-reading-time-minutes":27,"_lgc_tts_voice":"","_lgc_tts_publish":false,"_lgc_tts_history_item_id":"","_lgc_tts_generated_at":"","_lgc_tts_status":"","_lgc_tts_error":"","footnotes":""},"categories":[2168],"tags":[],"staff":[1584],"editorial_format":[2352],"serie":[],"audience":[],"geo":[2155],"class_list":["post-52386","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-capitalismi-politici-in-guerra","staff-gilles-gressani","editorial_format-interviste","geo-asia-orientale"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":"default","_thumbnail_id":52376,"excerpt":"Ecco come l\u2019Europa deve reagire","display_date":"","new_abstract":true},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - 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