{"id":52315,"date":"2026-10-03T18:04:33","date_gmt":"2026-10-03T16:04:33","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=52315"},"modified":"2026-10-03T18:04:37","modified_gmt":"2026-10-03T16:04:37","slug":"tra-lula-e-bolsonaro-il-brasile-e-nettamente-diviso-in-due","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/03\/tra-lula-e-bolsonaro-il-brasile-e-nettamente-diviso-in-due\/","title":{"rendered":"Tra Lula e Bolsonaro, il Brasile \u00e8 nettamente diviso in due"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"non-subscribers-only\"><em>Scopri <\/em>\u201cIl Grand Continent<em>\u201d. Idee e analisi che non troverai da nessun\u2019altra parte. Ma che presto vedrai ovunque. Nella tuacasella di posta <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/offre-abonnement\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">a partire da 8 euro al mese<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">I brasiliani andranno alle urne questa domenica, 4 ottobre, e poi, se nessun candidato risulter\u00e0 vincitore, tra tre settimane per un secondo turno che sar\u00e0 inevitabilmente decisivo. Si preannuncia una competizione elettorale particolarmente serrata: 45,1% per Lula, 40,6% per Fl\u00e1vio Bolsonaro al primo turno, secondo il nostro sondaggio realizzato per <em>Il Grand Continent<\/em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-52315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/03\/tra-lula-e-bolsonaro-il-brasile-e-nettamente-diviso-in-due\/#easy-footnote-bottom-1-52315' title='Sondaggio condotto da&lt;em&gt; Cluster17&lt;\/em&gt; dal 21 al 24 settembre 2026 su un campione rappresentativo di 1.013 intervistati brasiliani per &lt;em&gt;Le Grand Continent&lt;\/em&gt;.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Il secondo turno appare ancora pi\u00f9 incerto: 50,4% per Lula contro il 49,6% per Bolsonaro. Il divario di 0,8 punti nel confronto testato, ben al di sotto dei margini di errore, delinea chiaramente un risultato elettorale particolarmente incerto tra il presidente uscente e il figlio dell\u2019ex presidente del Brasile&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-52315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/03\/tra-lula-e-bolsonaro-il-brasile-e-nettamente-diviso-in-due\/#easy-footnote-bottom-2-52315' title='Questo articolo si basa su due studi condotti da &lt;em&gt;Cluster17&lt;\/em&gt; su campioni rappresentativi dell\u2019elettorato brasiliano, costituiti secondo il metodo delle quote e ponderati in base ai risultati delle ultime elezioni presidenziali del 2022. Studio strutturale: 3.546 intervistati, dal 15 gennaio al 17 maggio 2026. \u00c8 servito a costruire la tipologia in sedici cluster a partire da trenta proposte. Tutti i dati sulla struttura dell\u2019elettorato, i valori, i profili sociodemografici e religiosi dei cluster, nonch\u00e9 la tabella dei ricordi di voto del 2022, provengono da questo studio. Sondaggio elettorale: 1.013 intervistati, dal 21 al 24 settembre 2026. \u00c8 utilizzato per le intenzioni di voto del primo e del secondo turno nel 2026 e per la loro composizione, in particolare per cluster e in base alla scelta dichiarata al primo turno.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/JF1JQ\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Per cominciare, alcune informazioni sui principali protagonisti. Luiz In\u00e1cio Lula da Silva, detto Lula, \u00e8 di gran lunga il pi\u00f9 conosciuto tra loro. \u00c8, come si sa, una figura storica della sinistra brasiliana. Ex operaio metallurgico e dirigente sindacale, ha presieduto il Paese dal 2003 al 2010, prima di tornare al potere nel 2023. Candidato del Partito dei Lavoratori, difende il ruolo centrale dello Stato nella riduzione delle disuguaglianze e nello sviluppo economico. Il suo programma pone l\u2019accento sull\u2019aumento del salario minimo, sui servizi pubblici, sugli investimenti nelle infrastrutture e su una politica industriale proattiva. Propone inoltre una riduzione dell\u2019orario di lavoro settimanale a quaranta ore e persegue l\u2019obiettivo di una transizione ecologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a Lula, il nome di Bolsonaro torner\u00e0 a figurare nella corsa elettorale, ma non si tratta dello stesso candidato del 2022. Si tratta questa volta di Fl\u00e1vio Bolsonaro, senatore di Rio de Janeiro e figlio maggiore di Jair Bolsonaro, l\u2019ex presidente, che non pu\u00f2 ricandidarsi. Candidato del Partito Liberale, Fl\u00e1vio Bolsonaro si colloca nella linea politica e ideologica di suo padre. Il suo programma combina la riduzione della spesa pubblica e delle imposte con un inasprimento della politica penale: potenziamento delle carceri di massima sicurezza, lotta contro le organizzazioni criminali e restrizioni alle misure di attenuazione della pena per i reati pi\u00f9 gravi. Sulle questioni sociali, si oppone all\u2019estensione del diritto all\u2019aborto e rivendica la difesa dei valori cristiani. Il nome del suo partito non basta quindi a definirlo agli occhi di un lettore francese: la sua proposta combina, in realt\u00e0, liberalismo economico, conservatorismo morale e rafforzamento della repressione penale.<\/p>\n\n\n\n<p>Le altre candidature proposte nel sondaggio registrano percentuali molto inferiori e non hanno alcuna possibilit\u00e0 di qualificarsi per il secondo turno. Con il 4,9% delle intenzioni di voto, Augusto Cury sembra destinato a essere il primo tra i \u00abcandidati minori\u00bb. Psichiatra e scrittore, candidato del partito Avante, presenta la sua partecipazione alle elezioni come una risposta alla polarizzazione, il che \u00e8 gi\u00e0 indicativo delle profonde tensioni che caratterizzano la societ\u00e0 brasiliana. La salute mentale e l\u2019educazione emotiva occupano un posto particolare nel suo programma, insieme all\u2019imprenditorialit\u00e0 e all\u2019equilibrio di bilancio. Questo discorso lo distingue nettamente da tutte le altre candidature<\/p>\n\n\n\n<p>Renan Santos, che registra un consenso del 4,0%, \u00e8 uno dei cofondatori del Movimento Brasile Libero, noto in particolare per la sua partecipazione alle mobilitazioni contro l\u2019ex presidente di sinistra Dilma Rousseff. Candidato del partito Miss\u00e3o, sostiene un programma autonomo di estrema destra. Il suo programma prevede, in particolare, carceri di massima sicurezza ispirate al modello salvadoregno e la sostituzione del <em>\u00abBolsa Fam\u00edlia\u00bb<\/em> \u2013 l\u2019emblematico programma di sostegno alle famiglie a basso reddito varato durante il primo mandato presidenziale di Lula \u2013 con un sistema di lavoro retribuito a servizio della collettivit\u00e0. Infine, Ronaldo Caiado, al 3,8%, e Romeu Zema, all\u20191,4%, mettono in primo piano la loro esperienza di governo alla guida di uno Stato federato. Medico ed ex governatore di Goi\u00e1s, Caiado \u00e8 candidato del PSD (Partito Socialdemocratico), una formazione di centro-destra il cui nome non corrisponde alla socialdemocrazia europea. Insiste sulla sicurezza, sulla lotta contro le risorse finanziarie della criminalit\u00e0 organizzata e sulla necessit\u00e0 di sviluppare le infrastrutture del Paese, con particolare attenzione all\u2019agricoltura. Imprenditore ed ex governatore del Minas Gerais, Zema rappresenta, dal canto suo, il partito Novo, di destra liberale. Il suo programma sostiene le privatizzazioni, la riduzione della spesa pubblica e una maggiore flessibilit\u00e0 della normativa sul lavoro. Queste due candidature sono quindi orientate a destra e, sebbene condividano alcuni temi con Fl\u00e1vio Bolsonaro, non sono equiparabili, n\u00e9 per il loro percorso n\u00e9 per le loro proposte, al figlio dell\u2019ex presidente.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/XXtFJ\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Comprendere la domanda elettorale attraverso i sistemi di valori<\/h2>\n\n\n\n<p>La concentrazione delle intenzioni di voto su Lula e Fl\u00e1vio Bolsonaro \u00e8 molto forte nello scenario del primo turno: insieme raccolgono l\u201985,7% delle preferenze espresse. E nel duello del secondo turno, le intenzioni di voto dichiarate si ripartiscono quasi a pari merito tra i due candidati. Come interpretare questa quasi parit\u00e0 in una societ\u00e0 che viene descritta come fortemente polarizzata? Quali gruppi sostengono ciascuno dei due candidati? Quali sono i fattori che spiegano le due coalizioni elettorali che si manifesteranno alle urne domenica?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per cercare di rispondere a questa domanda, ci basiamo su uno studio di <em>Cluster17<\/em>, condotto dal 15 gennaio al 17 maggio 2026 su un campione di 3.546 persone e dedicato alla definizione di una tipologia dell\u2019elettorato brasiliano. Questo studio consente di identificare i principali sistemi di valori e i gruppi che li sostengono. Vedremo quindi come esso permetta di comprendere meglio il modo in cui si strutturano i due grandi schieramenti che caratterizzano l\u2019elettorato brasiliano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le posizioni dei singoli individui sulle grandi divisioni che attraversano una societ\u00e0 costituiscono infatti uno dei fattori pi\u00f9 determinanti delle loro scelte politiche. Le opinioni su temi cos\u00ec controversi come i diritti delle donne e delle minoranze sessuali, la religione, la sicurezza, gli aiuti sociali, la distribuzione della ricchezza, il ruolo dello Stato, l\u2019ambiente o ancora il funzionamento delle istituzioni sono strettamente legate alle preferenze elettorali. Soprattutto, sono relativamente stabili nel medio termine. Nel corso di una campagna elettorale, raramente si passa da una ferma opposizione all\u2019aborto alla sua piena accettazione, n\u00e9 da una posizione molto favorevole alla ridistribuzione a posizioni contrarie all\u2019assistenza in ambito economico. Questi atteggiamenti si inseriscono in sistemi di opinioni pi\u00f9 ampi, a loro volta legati a identit\u00e0 sociali e culturali caratterizzate da una forte inerzia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Partendo da questo presupposto, il metodo utilizzato in questo studio mira a individuare le principali divisioni che lacerano la societ\u00e0 brasiliana e a collocare gli individui rispetto ad esse. A tal fine, \u00e8 stato condotto un test composto da 30 affermazioni su un campione rappresentativo di 3.546 elettori brasiliani. Queste affermazioni sono state selezionate per la loro capacit\u00e0 di generare divisioni significative e di coprire le principali tematiche in grado di strutturare la societ\u00e0, quali i costumi, la religione, la sicurezza, l\u2019autorit\u00e0, la ridistribuzione, il liberalismo economico, l\u2019ambiente, l\u2019Amazzonia, le popolazioni indigene, le istituzioni o ancora la politica estera&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-52315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/03\/tra-lula-e-bolsonaro-il-brasile-e-nettamente-diviso-in-due\/#easy-footnote-bottom-3-52315' title='Questo primo studio fornisce l\u2019insieme dei dati presentati di seguito sui valori e sui profili dei sedici cluster. Le intenzioni di voto di settembre saranno esaminate separatamente, nell\u2019ultima parte dell\u2019articolo.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019elaborazione statistica di queste risposte permette di identificare gruppi di individui, detti \u00abcluster\u00bb, che condividono lo stesso sistema di opinioni o, se si preferisce, la stessa configurazione attitudinale. Questa sensibilit\u00e0 politico-ideologica comune non significa che tutti i membri di un cluster la pensino esattamente allo stesso modo, ma che le loro risposte si organizzano secondo logiche sufficientemente simili da distinguerli dagli altri gruppi. Partendo da questi sistemi di valori, diventa quindi possibile comprendere perch\u00e9 alcuni segmenti si orientino in massa verso una stessa offerta politica, ma anche identificare le aree di competizione tra i candidati e la formazione delle coalizioni elettorali.<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019ultimo aspetto \u00e8 fondamentale. Nessun elettorato \u00e8 omogeneo, n\u00e9 dal punto di vista sociologico n\u00e9 da quello politico. Riunire diverse decine di milioni di elettori significa riunire gruppi che condividono alcune preferenze fondamentali, ma che possono divergere fortemente su altre questioni. L\u2019approccio per cluster permette proprio di identificare ci\u00f2 che tiene insieme una coalizione elettorale, ma anche le tensioni che la attraversano e i gruppi che potrebbero allontanarsene qualora determinati temi e questioni diventassero centrali nel corso della campagna.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una democrazia multipartitica caratterizzata da una forte bipolarizzazione presidenziale<\/h2>\n\n\n\n<p>Per comprendere l\u2019attuale struttura dell\u2019elettorato brasiliano, occorre collocarla nel contesto della fine della dittatura militare. La transizione democratica del 1985, seguita dall\u2019adozione della Costituzione del 1988, ha ripristinato le libert\u00e0 politiche e civili, sancito nuovi diritti sociali e gettato le basi istituzionali della \u00abNuova Repubblica\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sistema scaturito da questo processo non pu\u00f2 essere descritto come perfettamente bipartitico, anche se le elezioni presidenziali si presentano generalmente come un duello tra due candidature largamente dominanti. Il Brasile \u00e8 infatti caratterizzato da una fortissima frammentazione partitica e dalla necessit\u00e0 di costituire ampie coalizioni parlamentari. Tuttavia, questa frammentazione del sistema partitico coesiste con una competizione presidenziale molto pi\u00f9 concentrata attorno a due principali forze politiche. Dal 1994 al 2014, i candidati del Partito dei Lavoratori (PT) e del Partito Socialdemocratico Brasiliano (PSDB) hanno ottenuto tra il 70% e il 90% dei voti espressi alle elezioni presidenziali, mentre la competizione legislativa rimaneva ampiamente frammentata.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa polarizzazione ha assunto progressivamente un contenuto sociale e territoriale sempre pi\u00f9 marcato. I lavori di Amory Gethin e Marc Morgan mostrano in particolare la trasformazione del PT dopo l\u2019elezione di Lula nel 2002 e la sua ascesa al potere nel 2003: inizialmente sostenuto soprattutto dai giovani, dai laureati e dalle fasce relativamente agiate del sud del Paese, il partito ha progressivamente rafforzato la propria presenza tra le classi popolari, con un livello di istruzione inferiore, e nel Nordeste, man mano che le politiche redistributive dei governi di Lula, tra cui il programma <em>Bolsa Fam\u00edlia<\/em>, delineavano una nuova linea di demarcazione elettorale&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-52315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/03\/tra-lula-e-bolsonaro-il-brasile-e-nettamente-diviso-in-due\/#easy-footnote-bottom-4-52315' title='Amory Gethin e Marc Morgan, \u00abDemocracy and the Politicization of Inequality in Brazil, 1989-2018\u00bb, World Inequality Lab Working Paper, n. 2021\/07, 2021.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Le elezioni del 2018 sconvolgono l\u2019altra met\u00e0 del sistema. Il PSDB smette di essere il principale avversario del PT, mentre Jair Bolsonaro organizza e riunisce una nuova coalizione di destra. Gli studi sui programmi dei candidati evidenziano inoltre un forte aumento della polarizzazione ideologica in quell\u2019anno&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-52315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/03\/tra-lula-e-bolsonaro-il-brasile-e-nettamente-diviso-in-due\/#easy-footnote-bottom-5-52315' title='Gabriela Tarouco, \u00abEsquerda, direita e elei\u00e7\u00f5es presidenciais no Brasil\u00bb, Estudos Avan\u00e7ados, vol. 36, n. 106, 2022, DOI: 10.1590\/s0103-4014.2022.36106.008.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Questa ricomposizione politica riflette e accompagna profonde trasformazioni della societ\u00e0 brasiliana.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima \u00e8 di natura religiosa. Il Brasile rimane a maggioranza cattolica, ma in misura molto minore rispetto al passato. Tra il 2010 e il 2022, la percentuale di cattolici \u00e8 passata dal 65,1% al 56,7%, mentre quella degli evangelici \u00e8 aumentata dal 21,6% al 26,9%. Allo stesso tempo, anche la percentuale di persone senza religione \u00e8 leggermente aumentata, passando dal 7,9% al 9,3%&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-52315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/03\/tra-lula-e-bolsonaro-il-brasile-e-nettamente-diviso-in-due\/#easy-footnote-bottom-6-52315' title='IBGE, Censo Demografico 2022. Religioni: risultati preliminari del campione, Rio de Janeiro, Istituto brasiliano di geografia e statistica, 2025.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Brasile sta quindi vivendo contemporaneamente un\u2019espansione dell\u2019evangelismo e una leggera secolarizzazione. Il rapporto tra pratica religiosa e comportamento elettorale \u00e8 diventato particolarmente evidente dal 2018: diversi studi evidenziano un sostegno maggiore a Bolsonaro tra gli elettori evangelici, un po\u2019 come si osserva negli Stati Uniti a favore di Donald Trump, nonch\u00e9 il ruolo della frequenza dei luoghi di culto e delle prese di posizione dei leader religiosi nella mobilitazione elettorale&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-52315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/03\/tra-lula-e-bolsonaro-il-brasile-e-nettamente-diviso-in-due\/#easy-footnote-bottom-7-52315' title='Amy Erica Smith, Religion and Brazilian Democracy: Mobilizing the People of God, Cambridge, Cambridge University Press, 2019.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi cambiamenti religiosi si sono verificati parallelamente a importanti sconvolgimenti sociali. Negli anni 2000 e all\u2019inizio degli anni 2010, il Brasile ha registrato una forte riduzione della povert\u00e0, un aumento dei redditi e una significativa mobilit\u00e0 sociale. Secondo la Banca mondiale, il coefficiente di Gini \u00e8 sceso da circa 0,58 a 0,53 tra il 2001 e il 2013&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-8-52315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/03\/tra-lula-e-bolsonaro-il-brasile-e-nettamente-diviso-in-due\/#easy-footnote-bottom-8-52315' title='Banca mondiale, &lt;a href=&quot;https:\/\/donnees.banquemondiale.org\/indicateur\/SI.POV.GINI?locations=BR&quot;&gt;&lt;em&gt;Indice di Gini \u2013 Brasile&lt;\/em&gt;, World Development Indicators&lt;\/a&gt; \/ Poverty and Inequality Platform.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/span>, mentre decine di milioni di brasiliani miglioravano la propria situazione economica&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-9-52315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/03\/tra-lula-e-bolsonaro-il-brasile-e-nettamente-diviso-in-due\/#easy-footnote-bottom-9-52315' title='Joana Silva, Rita Almeida e Victoria Strokova, Sustaining Employment and Wage Gains in Brazil: A Skills and Jobs Agenda, Washington, DC, Banca Mondiale, 2015.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Questi progressi, tuttavia, non hanno cancellato le fortissime disuguaglianze che storicamente caratterizzano il Paese. Il Brasile \u00e8 quindi oggi pi\u00f9 urbanizzato, pi\u00f9 diversificato dal punto di vista religioso e socialmente trasformato, ma rimane profondamente diseguale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un profondo divario di atteggiamenti che struttura la societ\u00e0 brasiliana attorno a questioni di ordine morale, di autorit\u00e0, di sicurezza e di ridistribuzione della ricchezza<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019analisi statistica delle posizioni dei brasiliani sulle 30 misure esaminate permette di individuare cinque principali linee di divisione. Tuttavia, la loro importanza relativa \u00e8 molto diseguale. Nella scomposizione scelta, il primo asse rappresenta da solo il 74% del contributo totale, contro l\u201911% del secondo, il 7% del terzo, il 5% del quarto e il 3% del quinto. In altre parole, un unico asse struttura gran parte degli orientamenti: questioni cos\u00ec diverse come i costumi, l\u2019autorit\u00e0, l\u2019economia o il rapporto con le istituzioni tendono ad allinearsi per produrre un\u2019unica linea di frattura all\u2019interno della societ\u00e0, a sua volta composta da una pluralit\u00e0 di tematiche controverse che si sovrappongono.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un lato dello spazio delineato da questo asse divisorio si collocano coloro che sono favorevoli ai diritti delle minoranze sessuali, a un intervento significativo dello Stato nell\u2019economia, alla ridistribuzione della ricchezza, al rafforzamento di alcune istituzioni democratiche, alla protezione dell\u2019Amazzonia e delle terre indigene, nonch\u00e9 a un avvicinamento ai BRICS. All\u2019altra estremit\u00e0 si concentrano invece il conservatorismo morale, la difesa dell\u2019autorit\u00e0 e di maggiori prerogative di polizia, il diritto di portare armi, le privatizzazioni, la riduzione del numero dei dipendenti pubblici, la limitazione delle prestazioni sociali e un orientamento internazionale maggiormente rivolto verso gli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato \u00e8 sorprendente: in Brasile, le grandi divisioni economiche, culturali, di sicurezza e istituzionali tendono a sovrapporsi su un unico asse. Le conseguenze politiche sono spettacolari. Questa organizzazione produce infatti due gruppi numericamente quasi perfettamente equilibrati e fortemente contrapposti. I nove cluster situati a sinistra del primo asse di divisione raggruppano circa il 51% degli individui, mentre i sette situati a destra ne raggruppano circa il 49%.<\/p>\n\n\n\n<p>In totale, sedici gruppi si distribuiscono quasi perfettamente lungo questa linea di demarcazione. Da un lato si trovano i Social-Progressisti, gli Eco-Solidali e i Libertari, che riuniscono i segmenti pi\u00f9 progressisti, pi\u00f9 laici e pi\u00f9 favorevoli alla ridistribuzione, ai diritti delle minoranze e alla protezione dell\u2019Amazzonia. All\u2019altro polo, i Tradizionalisti e gli Autoritari concentrano gli atteggiamenti pi\u00f9 conservatori in materia di costumi, pi\u00f9 orientati alla sicurezza e pi\u00f9 favorevoli al liberalismo economico. Tra i due si collocano profili pi\u00f9 intermedi, spesso pi\u00f9 distanti dalla politica, pi\u00f9 diffidenti nei confronti delle istituzioni o caratterizzati da sistemi di valori pi\u00f9 eterogenei. \u00c8 interessante notare che questi ultimi cluster si trovano a sinistra della mediana sull\u2019asse principale delle divisioni. Mentre in altri paesi studiati i gruppi \u00abanti-establishment\u00bb e depoliticizzati tendono maggiormente verso l\u2019autoritarismo e il conservatorismo sociale, il caso brasiliano mostra maggiori sfumature, con in particolare due cluster, i \u00abSfidanti\u00bb e i \u00abModerati\u00bb, che si collocano piuttosto sul versante progressista, anche se, come vedremo, ci\u00f2 non garantisce automaticamente che votino per il PT.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/pneRv\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Anche le dimensioni dei cluster confermano il carattere fortemente polarizzato della societ\u00e0 brasiliana. I gruppi situati alle due estremit\u00e0 dell\u2019asse sono infatti i pi\u00f9 numerosi: i social-progressisti rappresentano da soli il 9% della popolazione, mentre i tradizionalisti e gli autoritari ne rappresentano rispettivamente il 9% e il 10%. All\u2019estremit\u00e0 progressista, i social-progressisti, gli eco-solidali e i libertari riuniscono cos\u00ec il 21% degli individui; all\u2019altra estremit\u00e0 dell\u2019asse, i liberali, i tradizionalisti e gli autoritari ne rappresentano il 26%. Tra questi due poli, che riuniscono quasi la met\u00e0 dell\u2019elettorato, la maggior parte dei cluster ha un peso compreso tra il 4% e il 7%, il che delinea non tanto uno spazio frammentato in piccole correnti quanto una societ\u00e0 organizzata attorno a due poli potenti che tendono ad attirare nella loro orbita elettorale gruppi pi\u00f9 indecisi e\/o pi\u00f9 moderati.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa forte sovrapposizione di questioni controverse costituisce una caratteristica importante del Brasile che non si riscontra nella maggior parte delle societ\u00e0 studiate finora. In molte democrazie, le recenti trasformazioni hanno invece favorito la progressiva dissociazione tra conflitto economico e conflitto culturale, oppure l\u2019emergere di altri assi di divisione incentrati sul rapporto con le \u00ab\u00e9lite\u00bb e le istituzioni. Nella nostra indagine, il Brasile appare meno frammentato ideologicamente e, per questo motivo, fortemente polarizzato: essere conservatori in materia di costumi aumenta notevolmente la probabilit\u00e0 di essere anche liberali sul piano economico, favorevoli alle armi e a una concezione pi\u00f9 repressiva dell\u2019ordine pubblico; al contrario, essere progressisti sul piano culturale \u00e8 molto spesso associato a una maggiore richiesta di ridistribuzione, di tutela delle minoranze e di tutela dell\u2019ambiente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La questione delle terre indigene e dell\u2019ambiente: una sfida di carattere trasversale<\/h2>\n\n\n\n<p>Si delinea tuttavia una seconda linea di divisione, che aggiunge un po\u2019 di complessit\u00e0 alla strutturazione degli orientamenti e, di conseguenza, alle scelte elettorali.Tuttavia, questo secondo asse \u00e8 nettamente meno influente, il che spiega perch\u00e9 non riesca a stravolgere l\u2019assetto dell\u2019elettorato brasiliano. Esso \u00e8 strutturato in particolare dal rapporto con l\u2019Amazzonia, le popolazioni indigene e i vincoli ambientali.Il divieto di qualsiasi forma di deforestazione e l\u2019estensione delle aree protette per le popolazioni indigene sono tra le variabili che contribuiscono maggiormente a questa dinamica. Su tali questioni, tuttavia, la distinzione tra sinistra e destra diventa notevolmente meno meccanica.Questa maggiore complessit\u00e0 non riguarda realmente lo spazio progressista, che si rivela nel complesso omogeneo su tali questioni. L\u2019ecologia tende in generale a unire la sinistra. \u00c8 soprattutto a destra che essa viene a confondere il grande sistema di opposizioni descritto in precedenza.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/E2LeG\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Alcuni gruppi politici situati nello spazio conservatore si dimostrano infatti molto attenti alla tutela dell\u2019ambiente. Gli Eco-Liberali, ad esempio, coniugano un marcato liberalismo economico \u2014 il 91% di loro \u00e8 favorevole alla privatizzazione di Petrobras e il 98% alla riduzione delle imposte sugli utili delle imprese \u2014 con una forte sensibilit\u00e0 ecologica: il 90% desidera vietare qualsiasi forma di deforestazione in Amazzonia e il 64% estendere le aree protette per le popolazioni indigene. Al contrario, i Restauratori, che occupano anch\u2019essi lo spazio conservatore, si distinguono per una fortissima opposizione a queste misure: solo il 6% di loro desidera vietare qualsiasi deforestazione e nessun intervistato di questo cluster si dichiara favorevole all\u2019estensione delle aree protette per le popolazioni indigene. L\u2019ambiente costituisce quindi uno dei principali fattori di differenziazione all\u2019interno degli stessi grandi blocchi ideologici. Esso contrappone la sinistra e la destra in modo meno meccanico rispetto a temi quali le armi, le privatizzazioni, il rapporto con la polizia o alcune questioni morali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una sfiducia politica ampiamente diffusa che si manifesta in modi diversi a seconda delle istituzioni interessate<\/h2>\n\n\n\n<p>Se il metodo della <em>clusterizzazione<\/em> permette di individuare le divisioni, logicamente permette anche di individuare ci\u00f2 su cui c\u2019\u00e8 consenso. Mentre in molti paesi occidentali si osserva una profonda frattura riguardo al rapporto con i rappresentanti politici e le istituzioni, con da un lato i sostenitori della rottura e della sfiducia e dall\u2019altro gli elettori sensibili alla continuit\u00e0 e all\u2019ordine istituzionale, la societ\u00e0 brasiliana si contraddistingue per un livello di sfiducia generalizzata nei confronti della classe politica. Infatti, il 90% degli intervistati approva l\u2019idea di corrispondere ai parlamentari lo stipendio medio di un lavoratore brasiliano. Questa proposta raccoglie il consenso della maggioranza in ciascuno dei sedici gruppi e supera addirittura il 90% in gran parte di essi. Allo stesso modo, il 75% dei brasiliani desidera dare agli elettori la possibilit\u00e0 di revocare un rappresentante eletto tramite referendum. Esiste quindi un sentimento anti-\u00e9lite o di sfiducia politica che va ben oltre la classica divisione tra destra e sinistra e che tende a trovare consenso nel Paese.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/Ov1Wy\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Ma questo consenso viene meno non appena si passa dal giudizio sulla classe politica in generale all\u2019analisi delle istituzioni, diventate esse stesse oggetto di scontro politico. Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente evidente nel caso della Corte Suprema. Mentre il 56% degli intervistati desidera rafforzare i suoi poteri per proteggere la democrazia, questa percentuale raggiunge il 92% tra i social-progressisti, l\u201982% tra gli eco-solidali e i libertari e il 98% tra i ribelli. Scende invece al 19% tra i conservatori, al 17% tra gli anti-assistenzialisti, al 13% tra i liberali e allo 0% tra i restauratori e gli autoritari, ovvero a un livello molto basso all\u2019interno dei gruppi pi\u00f9 conservatori.<\/p>\n\n\n\n<p>La sfiducia nei confronti delle \u00e9lite \u00e8 quindi un sentimento piuttosto diffuso. Per contro, il rapporto con le istituzioni che organizzano e arbitrano il conflitto politico \u00e8 fortemente polarizzato.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il genere, l\u2019et\u00e0 e la religione contribuiscono in parte a definire i sistemi di valori<\/h2>\n\n\n\n<p>I sistemi di valori non sono indipendenti dalle caratteristiche sociali degli individui. Tendono a inserirsi in contesti sociologici ben definiti. Il genere, il livello di istruzione, l\u2019appartenenza e la pratica religiosa contribuiscono ad aumentare la probabilit\u00e0 di aver interiorizzato determinati sistemi di valori e, pi\u00f9 in generale, di collocarsi su uno dei due versanti della divisione macro-attitudinale che struttura la societ\u00e0 brasiliana.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/OAlFR\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>La distribuzione di uomini e donne all\u2019interno dei cluster evidenzia quindi un divario di genere piuttosto netto, anche se non perfettamente lineare. All\u2019estremit\u00e0 progressista dello spazio, i gruppi con la maggiore presenza femminile sono i Social-Conservatori (69% di donne), gli Umanisti (68%) e i Ribelli (67%). Anche i Social-Progressisti e gli Eco-Solidali sono a maggioranza femminile, con rispettivamente il 59% e il 57% di donne. Man mano che ci si sposta verso il polo conservatore, la composizione diventa invece molto pi\u00f9 maschile: gli uomini rappresentano il 61% degli anti-assistenzialisti e dei tradizionalisti, il 62% dei restauratori, il 64% degli autoritari e fino al 76% dei liberali.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo risultato rientra in quello che la letteratura comparativa definisce \u00abmodern gender gap\u00bb. Mentre storicamente le donne erano pi\u00f9 conservatrici degli uomini nelle democrazie occidentali, questo divario si \u00e8 progressivamente invertito in molti paesi: oggi le donne si collocano pi\u00f9 spesso a sinistra e adottano posizioni pi\u00f9 progressiste su una serie di questioni culturali e sociali. Gli studi di Ronald Inglehart e Pippa Norris collegano in particolare questa evoluzione ai cambiamenti generazionali, all\u2019innalzamento del livello di istruzione, alla maggiore autonomia femminile e all\u2019evoluzione delle norme di genere. Tuttavia, le ricerche pi\u00f9 recenti invitano a non considerarla una regola universale, poich\u00e9 il divario varia notevolmente a seconda dei paesi e delle generazioni, anche se oggi \u00e8 osservabile in gran parte delle democrazie studiate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il Brasile segue questa tendenza. In occasione delle elezioni del 2018, Matthew Layton, Amy Erica Smith, Mason Moseley e Mollie Cohen avevano gi\u00e0 stabilito che, a parit\u00e0 di caratteristiche, le donne erano meno propense degli uomini a votare per Jair Bolsonaro. La loro analisi indicava il genere, insieme all\u2019appartenenza etnica e alla religione, come una delle dimensioni particolarmente rilevanti in quelle elezioni. Studi relativi alle elezioni del 2022 hanno confermato questo divario nella scelta tra Lula e Bolsonaro, dimostrando che era in gran parte legato alle differenze di orientamento ideologico e di atteggiamento nei confronti del femminismo&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-10-52315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-2'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/03\/tra-lula-e-bolsonaro-il-brasile-e-nettamente-diviso-in-due\/#easy-footnote-bottom-10-52315' title='Catherine Reyes-Housholder e Leslie A. Schwindt-Bayer, \u00abGender and Presidential Vote Choice in Latin America\u00bb, British Journal of Political Science, vol. 55, 2025, e180, DOI: 10.1017\/S0007123425101117.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/5fzyM\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>La religione \u00e8 una delle dimensioni sociologiche pi\u00f9 strettamente legate alla strutturazione dei cluster. Tuttavia, in un paese in cui i \u201csenza religione\u201d sono pochissimi, l\u2019appartenenza al cattolicesimo non basta a creare una linea di demarcazione netta. I cattolici sono infatti presenti in universi di valori molto diversi: rappresentano l\u201989% degli umanisti, ma anche il 65% dei tradizionalisti, due gruppi posizionati ai poli opposti della grande frattura brasiliana. Il caso degli umanisti \u00e8 particolarmente rivelatore: pur essendo in stragrande maggioranza cattolici e praticanti, si distinguono tuttavia per posizioni aperte su diverse questioni sociali. Infatti, il 94% di loro sostiene l\u2019adozione da parte di coppie dello stesso sesso e il 92% si oppone al divieto di cambiare sesso. L\u2019appartenenza cattolica supera in parte il confine tra progressismo e conservatorismo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il livello di pratica religiosa sembra invece essere molto pi\u00f9 strettamente legato ai sistemi di valori. All\u2019estremit\u00e0 progressista, solo l\u201911% dei social-progressisti, il 19% dei libertari e il 22% degli eco-solidali e dei ribelli si dichiarano credenti e praticanti. All\u2019altra estremit\u00e0 dello spettro, questa percentuale raggiunge il 54% tra i conservatori, il 55% tra i restauratori, il 69% tra i tradizionalisti e il 51% tra gli autoritari. Alla luce di tale constatazione, sembra plausibile ritenere che gli evangelici e i cattolici conservatori siano al tempo stesso pi\u00f9 esposti all\u2019influenza diretta delle loro chiese e mantengano un rapporto pi\u00f9 intenso con la fede. Per quanto riguarda la non credenza, essa presenta innanzitutto una dimensione generazionale: in Brasile, come in molti altri paesi, le generazioni pi\u00f9 giovani sono maggiormente esposte al processo di secolarizzazione e all\u2019allontanamento dalle istituzioni religiose. Gli studi dedicati al Brasile mostrano inoltre una stretta correlazione tra secolarizzazione e atteggiamenti pi\u00f9 liberali sulle questioni morali e sociali. Una recente indagine condotta tra i giovani adulti brasiliani rivela in particolare posizioni pi\u00f9 liberali tra i non credenti riguardo alla sessualit\u00e0 e all\u2019intimit\u00e0. Questa dinamica si inserisce in un fenomeno pi\u00f9 ampio spesso interpretato come un effetto del ricambio generazionale: il calo della religiosit\u00e0 \u00e8 accompagnato, pur senza determinarlo meccanicamente, da una maggiore diffusione dei valori di autonomia individuale e di tolleranza nei confronti degli stili di vita. Nella nostra tipologia, questa relazione tra secolarizzazione e liberalismo culturale appare particolarmente netta: i non credenti rappresentano il 56% dei social-progressisti e il 55% dei libertari, contro solo il 6% dei conservatori e dei restauratori, nessun tradizionalista e il 10% degli autoritari.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019evangelismo segna una frattura ancora pi\u00f9 marcata. Gli evangelici rappresentano solo il 7% dei progressisti sociali, l\u20198% degli eco-solidali e il 9% dei libertari, mentre raggiungono il 43% dei conservatori e, soprattutto, il 58% dei restauratori. L\u2019opposizione sinistra\/destra non si limita quindi esclusivamente, n\u00e9 tantomeno principalmente, a quella tra credenti e non credenti; dipende piuttosto dall\u2019intensit\u00e0 della pratica religiosa e dalla natura dell\u2019universo religioso (cattolici ed evangelici) a cui gli individui appartengono.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli studi di Amy Erica Smith e Taylor Boas dimostrano che in America Latina gli elettori evangelici hanno potuto a lungo sostenere le forze di sinistra, in particolare grazie al loro radicamento nelle classi popolari. \u00c8 stato in particolare l\u2019intensificarsi delle \u00abguerre culturali\u00bb su aborto, famiglia, diritti LGBT e \u00abteoria di genere\u00bb a far evolvere progressivamente una parte significativa di questo elettorato verso le forze conservatrici&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-11-52315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-2'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/03\/tra-lula-e-bolsonaro-il-brasile-e-nettamente-diviso-in-due\/#easy-footnote-bottom-11-52315' title='Amy Erica Smith e Taylor C. Boas, \u00abReligion, Sexuality Politics, and the Transformation of Latin American Electorates\u00bb, British Journal of Political Science, vol. 54, n. 3, 2024, pp. 816-835, DOI: 10.1017\/S0007123423000613.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span><\/span>. L\u2019ascesa delle questioni culturali sembra quindi aver determinato, in Brasile come in numerosi paesi europei e negli Stati Uniti, uno spostamento di una parte delle classi popolari a favore dei partiti conservatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Le elezioni del 2018 segnano, a questo proposito, una svolta importante. Secondo l\u2019analisi di Layton, Smith, Moseley e Cohen, nel loro modello che tiene conto delle caratteristiche sociodemografiche, l\u2019appartenenza evangelica era associata, nel 2018, a una probabilit\u00e0 di votare per Jair Bolsonaro al secondo turno superiore di 36 punti rispetto a quella delle persone senza religione&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-12-52315' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-2'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/03\/tra-lula-e-bolsonaro-il-brasile-e-nettamente-diviso-in-due\/#easy-footnote-bottom-12-52315' title='Layton, Smith, Moseley e Cohen, op. cit.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/z4bJ0\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Anche l\u2019et\u00e0 sembra contribuire alla polarizzazione dei valori, sebbene in modo meno netto rispetto al genere o alla religione. In media, i giovani sotto i 35 anni sono maggiormente presenti nella fazione progressista, ma le differenze tra i primi cluster rimangono relativamente limitate e la relazione non \u00e8 lineare. La sovrarappresentazione degli over 50 \u00e8 invece molto pi\u00f9 marcata a destra: essi costituiscono il 55% dei conservatori, il 70% degli eco-liberali, il 72% dei restaurazionisti, il 74% dei tradizionalisti e il 67% degli autoritari, contro una media del 52%. Si osserva quindi, in Brasile come nella maggior parte delle democrazie, una correlazione tra et\u00e0 e orientamento politico, con una sovrarappresentazione degli anziani nei gruppi pi\u00f9 conservatori.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dai sistemi di valori alle scelte elettorali<\/h2>\n\n\n\n<p>I sistemi di valori descritti finora si riflettono nelle scelte elettorali. L\u2019elettorato di Lula e quello di Bolsonaro si distribuiscono in modo molto netto lungo l\u2019asse di divisione principale che abbiamo individuato in precedenza. Se si considerano i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali del 2022, il voto dichiarato a favore di Lula rappresenta tra il 79% e il 96% delle preferenze nei sette gruppi pi\u00f9 chiaramente situati sul versante progressista della linea di demarcazione, dai social-progressisti ai ribelli. Quello per Jair Bolsonaro raggiunge, al contrario, una percentuale compresa tra l\u201983% e il 98% nei sette cluster che vanno dai conservatori agli autoritari.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/3Peye\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Le posizioni sui due versanti di questa divisione macro sono quindi fortemente correlate agli orientamenti elettorali. Tra i sei cluster situati pi\u00f9 nettamente a sinistra di questo asse principale, solo gli umanisti contano una percentuale leggermente significativa di elettori di Jair Bolsonaro: il 20%, contro lo 0% o il 4% nella maggior parte dei gruppi situati sullo stesso versante della divisione. Trattandosi di un gruppo al tempo stesso molto credente e praticante, questa specificit\u00e0 (peraltro relativa) illustra il ruolo specifico della religiosit\u00e0: essa pu\u00f2 avvicinare a un\u2019offerta elettorale conservatrice alcuni individui che, su una parte significativa delle altre dimensioni, rimangono situati a sinistra dello spazio dei valori.<\/p>\n\n\n\n<p>I cluster dell\u2019area centrale presentano, com\u2019\u00e8 logico, preferenze meno omogenee. Se si considerano i risultati del primo turno del 2022, il voto a favore di Lula rappresenta il 79% tra i \u201cRibelli\u201d, ma solo il 42% tra i \u201cModerati\u201d e il 51% tra i \u201cRifrattari\u201d, contro rispettivamente il 6%, il 30% e il 39% per Jair Bolsonaro. Il rapporto tra valori e voto non \u00e8 quindi identico in questi tre gruppi. La loro posizione intermedia sull\u2019asse non significa che si riconoscano in un\u2019offerta partitica centrista o che si collochino tutti alla stessa distanza dai due candidati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La posta in gioco del primo turno, ma forse ancora di pi\u00f9 del secondo, risiede quindi nella capacit\u00e0 dei due protagonisti di mobilitare la quasi totalit\u00e0 del proprio spazio ideologico, riuscendo al contempo a penetrare il pi\u00f9 possibile nei tre gruppi che sembrano aperti e quindi suscettibili di orientarsi da una parte o dall\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p>Il confronto tra i risultati elettorali del 2022 e le intenzioni di voto del settembre 2026 consente poi di valutare la posizione dei candidati nei diversi ambiti di valori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/BMpbc\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Lo scenario del primo turno simulato a settembre 2026 conferma innanzitutto la solidit\u00e0 del nucleo elettorale di Lula. Nei cinque cluster pi\u00f9 progressisti, egli raccoglie ancora tra l\u201985% e il 93% delle intenzioni di voto, livelli simili a quelli del 2022. Il contrasto \u00e8, invece, molto pi\u00f9 netto e problematico per il candidato del PT ai margini di questo blocco: Lula rimane maggioritario tra gli umanisti e i ribelli, ma raccoglie ormai solo circa il 15% tra i moderati e i refrattari. In questi gruppi intermedi, le intenzioni di voto si disperdono maggiormente tra Fl\u00e1vio Bolsonaro e diverse candidature alternative, in particolare quelle di Renan Santos, Ronaldo Caiado e Augusto Cury.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/ActMh\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Sul fronte conservatore, anche Fl\u00e1vio Bolsonaro gode di una base molto solida. A settembre raccoglie tra i due terzi e la quasi totalit\u00e0 delle intenzioni di voto nei sette gruppi situati a destra dello spazio dei valori. Questo quadro coincide in larga misura con quello di Jair Bolsonaro nel 2022, pur senza riprodurlo esattamente: il figlio appare meno dominante del padre in diversi gruppi liberali o ostili all\u2019\u00abassistenzialismo\u00bb, ma gode di un sostegno maggiore tra i Restauratori.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo elettorato va tuttavia oltre questo nucleo conservatore. Fl\u00e1vio Bolsonaro raccoglie circa la met\u00e0 dei moderati e dei refrattari, oltre a una quota non trascurabile di umanisti e ribelli. Questi confronti tra il voto del 2022 e le intenzioni di voto del settembre 2026 mostrano che i gruppi intermedi, ai quali si aggiungono gli umanisti, costituiscono gli ambiti principali in cui lo scontro tra i due blocchi rimane pi\u00f9 aperto.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/Z8Nrd\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Lo scenario del secondo turno accentua ulteriormente la concentrazione delle preferenze all\u2019interno dei due poli dello spazio elettorale. Nel sondaggio di settembre, Lula raccoglie tra il 96% e il 100% delle intenzioni di voto nei cinque gruppi pi\u00f9 progressisti, mentre Fl\u00e1vio Bolsonaro raggiunge il 100% tra i conservatori, gli eco-liberali, gli oppositori dell\u2019assistenzialismo, i restauratori, i liberali, i tradizionalisti e gli autoritari. Dodici gruppi di valori su sedici presentano quindi intenzioni di voto orientate quasi all\u2019unanimit\u00e0 verso uno dei due candidati. Questa correlazione, che non si basa su alcuna variabile elettorale, sottolinea la forza del legame tra sistemi di valori e scelte dichiarate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le preferenze risultano relativamente divise tra quattro gruppi, che risultano quindi pi\u00f9 contesi e dovrebbero per questo motivo costituire gli arbitri delle elezioni. Lula raccoglie il 63% delle intenzioni di voto tra gli umanisti e il 75% tra i ribelli. Fl\u00e1vio Bolsonaro, dal canto suo, raggiunge il 75% tra i moderati e l\u201981% tra i refrattari. Il margine di apertura di questi gruppi \u00e8 quindi in realt\u00e0 molto limitato, ma \u00e8 proprio in questo spazio che potrebbe giocarsi l\u2019esito del voto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 possibile integrare questa analisi per cluster esaminando le preferenze al secondo turno in base al candidato scelto al primo turno.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/hkVTd\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Tra coloro che hanno votato per Augusto Cury al primo turno, il 57% dichiara di preferire Lula nel confronto ipotetico, mentre il 43% preferisce Fl\u00e1vio Bolsonaro. I sostenitori di Renan Santos e Ronaldo Caiado si orientano maggiormente verso Fl\u00e1vio Bolsonaro, rispettivamente al 70% e al 75%, il che \u00e8 coerente con l\u2019orientamento politico di questi candidati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il principale insegnamento che emerge dal nostro studio \u00e8 che il confronto tra le due principali correnti politiche brasiliane si fonda su logiche sociali e culturali molto profonde e potenti. La polarizzazione elettorale non \u00e8 quindi solo, n\u00e9 tantomeno principalmente, il risultato dello scontro tra due personalit\u00e0 o due apparati politici, anche se questi ultimi vi contribuiscono attraverso le tematiche che mettono in primo piano. Essa affonda infatti le sue radici in sistemi di valori coerenti, associati a contesti sociali distinti. Le posizioni su costumi, autorit\u00e0, sicurezza e ridistribuzione tendono a sovrapporsi, generando un\u2019intensa polarizzazione che si traduce in una frammentazione delle scelte elettorali.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, due grandi blocchi non significano due elettorati perfettamente omogenei. Anche la religione, il rapporto con l\u2019ambiente o il ruolo dello Stato distinguono i gruppi all\u2019interno di ciascun insieme. Gli umanisti ricordano, ad esempio, che una pratica cattolica intensa pu\u00f2 coesistere con posizioni aperte sulle questioni sociali. Gli eco-liberali dimostrano che il sostegno alle privatizzazioni pu\u00f2 andare di pari passo con la tutela dell\u2019Amazzonia. Una posizione intermedia nello spazio dei valori non rende automaticamente l\u2019elettore un sostenitore del centro, soprattutto in un contesto in cui la logica del voto utile spinge molti elettori a scegliere tra i due candidati in lizza per la vittoria finale.<\/p>\n\n\n\n<p>La forza dei legami di appartenenza e dei valori svolge quindi un ruolo particolarmente decisivo in questa societ\u00e0 polarizzata che \u00e8 il Brasile del 2026, una delle pi\u00f9 polarizzate che abbiamo studiato, come dimostra la quasi perfetta omogeneit\u00e0 elettorale di 12 dei 16 cluster, nonch\u00e9 il carattere poco aperto dei 4 cluster meno polarizzati. Ma l\u2019esito delle elezioni si decider\u00e0 proprio in questi quattro gruppi centrali, quelli che sono meno schierati sul grande divario macro-attitudinale che divide il Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un\u2019ampia inchiesta inedita di Cluster 17 rivela che le elezioni presidenziali sono pi\u00f9 combattute che 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