{"id":52244,"date":"2026-10-02T16:34:20","date_gmt":"2026-10-02T14:34:20","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=52244"},"modified":"2026-10-02T16:34:23","modified_gmt":"2026-10-02T14:34:23","slug":"il-caso-bardella-e-la-persistenza-dellantisemitismo-nellestrema-destra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/02\/il-caso-bardella-e-la-persistenza-dellantisemitismo-nellestrema-destra\/","title":{"rendered":"Il caso Bardella e la persistenza dell\u2019antisemitismo nell\u2019estrema destra"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I messaggi antisemiti attribuiti da Mediapart al giovane Jordan Bardella recano l&#x27;impronta di Alain Soral. In che senso si tratta di un fenomeno al tempo stesso nuovo e vecchio?<\/h3>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Pierre Savy<\/span>Soral \u00e8 infatti al tempo stesso nuovo e antico, proprio come il libro, del resto. \u00c8 nuovo per la disposizione dei temi, che \u00e8 inevitabilmente singolare: l\u2019antisemitismo riunisce un insieme di temi, credenze e pregiudizi che si possono organizzare in mille modi diversi, una sorta di combinatoria. \u00c8 nuovo anche per il suo modo di comunicare. Non \u00e8 l\u2019unico, ma utilizza i social network, dispone di una tribuna illimitata e di un pubblico considerevole, nonostante tutte le condanne di cui \u00e8 stato oggetto.<\/p>\n\n\n\n<p>D&#x27;altra parte, \u00e8 antiquato perch\u00e9 non ha inventato una tematica particolarmente forte. Ha ripreso molti temi, non tutti, dell&#x27;antisemitismo sviluppatosi a partire dal XIX secolo. La dimensione antigiudaica, cristiana, non \u00e8 massicciamente presente nelle sue opere. Ma la denuncia della misantropia ebraica, il sionismo come complotto mondiale, l\u2019amore per il denaro, il potere smisurato: tutto questo non \u00e8 nuovo, e tutto questo si ritrova in Soral. \u00c8 una novit\u00e0 fatta di elementi gi\u00e0 noti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Si ha l&#x27;impressione che l&#x27;antisemitismo sia frutto di un processo di sedimentazione: i temi principali, compresi quelli medievali che lei cita nel suo libro, sono presenti. Tranne forse la questione razziale, che sembrerebbe piuttosto in declino?<\/h3>\n\n\n\n<p>Sono d\u2019accordo, questa idea di sedimentazione \u00e8 una buona immagine. Quando si scrive un libro che ripercorre la lunga storia delle credenze e dei pregiudizi, si tende a parlare di tutti gli strati sedimentati. Nel lungo periodo, la sedimentazione c\u2019\u00e8 davvero: \u00e8 questa la storia. E oggi, molti temi, se non tutti, si possono ancora trovare quando si fa una ricerca su Internet o quando si legge la stampa antisemita: c\u2019\u00e8 praticamente di tutto. Ma se si osserva ci\u00f2 che si dice e si scrive oggi, alcuni temi sono passati in secondo piano, se non addirittura scomparsi, altri sono stati riformulati, altri ancora sono in forte ascesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono d\u2019accordo anche con l\u2019idea che occorra distinguere, per quanto possa sembrare un po\u2019 scolastico, tra razzismo e razzialismo. Il razzismo \u00e8 purtroppo diffuso, anche nei confronti degli ebrei. La dimensione propriamente razziale, fondata su una pseudo-teoria elaborata tra la fine del XVIII secolo e soprattutto nel XIX e nella met\u00e0 del XX, e che raggiunge il suo apice con il nazismo, \u00e8 in declino: sappiamo bene che \u00e8 un po\u2019 ridicolo crederci. Ci\u00f2 non significa che nessuno ci creda. Ma il razzismo oggi assume volentieri un carattere culturale, il che non gli impedisce di essere un vero razzismo, pur senza basarsi su una falsa teoria genetica. Questo fenomeno \u00e8 in declino, e anche altri temi hanno perso terreno.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quali sono questi altri temi?<\/h3>\n\n\n\n<p>Per due ragioni piuttosto rilevanti, l\u2019antisemitismo di matrice cristiana ha perso gran parte della sua forza. Da un lato, il ruolo sempre pi\u00f9 marginale della religione cristiana nella nostra societ\u00e0 e nel dibattito pubblico, ci\u00f2 che gli studiosi del contemporaneo definiscono \u201cscristianizzazione\u201d. D&#x27;altra parte, e questo \u00e8 molto lodevole, la profonda svolta intrapresa dalla Chiesa dopo la Shoah: il Concilio Vaticano II, negli anni &#x27;60, e la promulgazione della <em>Nostra Aetate<\/em>. Queste idee si possono ancora trovare presso pensatori reazionari, nel senso pi\u00f9 forte del termine. Ma l\u2019idea che gli ebrei siano troppo ritualisti, che non comprendano le loro Scritture e, soprattutto, che abbiano ucciso Cristo, \u00e8 meno presente nell\u2019argomentazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Oppure in forma metaforica. Il deicidio, ovvero l\u2019idea che tutti gli ebrei siano colpevoli di aver ucciso Ges\u00f9, e non solo gli ebrei di quell\u2019epoca \u2013 il che \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 falso \u2013, \u00e8 un tema cos\u00ec forte e cos\u00ec significativo nell\u2019arte e nella cultura occidentale che lo ritroviamo ancora oggi. Una madre palestinese che porta tra le braccia il figlio morto diventa una Piet\u00e0; gli israeliani ucciderebbero il popolo palestinese, rappresentato come Cristo. Ma \u00e8 comunque meno presente.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altra serie di temi che ha subito un forte declino riguarda le credenze relative al corpo, legate al razzismo di cui parlavamo: le corna, l\u2019odore mefitico, la coda nella parte bassa della schiena. Si tratta di credenze fantasiose, difficili da sostenere oggi, perch\u00e9 il livello di informazione e le capacit\u00e0 cognitive collettive lo rendono impossibile, tranne che in alcune menti particolarmente arretrate.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cosa ritrovate di questi temi antisemiti nelle dichiarazioni attribuite a Jordan Bardella?<\/h3>\n\n\n\n<p>Vi si ritrovano chiaramente tutti i temi dell\u2019antisemitismo classico, quello del suo \u201cperiodo d\u2019oro\u201d, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, il XIX secolo. Un antisemitismo francese che, come abbiamo appena detto, non \u00e8 violentemente razzista: anche se ha potuto dire queste cose, non \u00e8 in grado di sottoscrivere le posizioni dei nazisti. C\u2019\u00e8 comunque una differenza, anche se queste affermazioni sono terribili.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse non ha menzionato Rothschild, ma c\u2019\u00e8 questa idea della banca ebraica, del dominio del mondo da parte degli ebrei, o almeno del progetto di dominio. Vi si ritrovano tre dei temi principali che sono oggetto di capitoli specifici nel nostro libro. Innanzitutto il complotto di dominio, con i <em>Protocolli dei Saggi di Sion<\/em> sullo sfondo: l\u2019idea che, fin dal XIX secolo, gli ebrei stiano lavorando per dominare il mondo. Poi un tema che risale all\u2019antichit\u00e0, quello della misantropia, dell\u2019odio verso <em>i<\/em> <em>goy<\/em>. Si fa un gran uso di questa parola, che significa semplicemente \u00abnon ebreo\u00bb, per attribuire agli ebrei un odio verso l\u2019umanit\u00e0 e gli altri popoli; ci\u00f2 \u00e8 molto esplicito nei suoi messaggi, insieme a questa volont\u00e0 di dominare gli altri popoli. Infine, ovviamente, il denaro, il tema pi\u00f9 ricorrente: la passione per il denaro, il talento nel guadagnarlo, la volont\u00e0 di accaparrarsi tutto il denaro attraverso le banche. Il secondo tema \u00e8 molto antico; gli altri due erano in pieno vigore nel XIX secolo e all\u2019inizio del XX.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 il denaro? Da dove viene?<\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 una questione complessa. In poche parole: fin dai primi Vangeli si instaura una tendenza negativa, con un certo Giuda che tradisce Cristo. I Vangeli sono stati scritti da ebrei, ed \u00e8 importante sottolinearlo, perch\u00e9 si tende facilmente a definirli antisemiti, il che \u00e8 un po\u2019 caricaturale. Ma Giuda ha la sfortuna di chiamarsi Giuda. Nei primi secoli del primo millennio, alcuni Padri della Chiesa, alcuni teologi, trasformano Giuda in ebreo. Non occorre essere linguisti per riconoscere in Giuda <em>\u00abYehouda\u00bb<\/em>, un nome che permette di renderlo, per antonomasia, l\u2019incarnazione degli ebrei. Si ricorre quindi a Giuda per criticare la brama di denaro degli ebrei.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo fenomeno prosegue e si consolida in modo inesorabile nel Medioevo centrale, tra l\u2019XI e il XIV secolo. Gli ebrei vengono tenuti lontani dalla propriet\u00e0 terriera e indirizzati verso i mestieri legati al denaro, che essi praticano: il prestito, il commercio. Non sono gli unici: la maggior parte dei prestatori non \u00e8 ebrea. Ma per alcuni secoli questa attivit\u00e0 nel settore finanziario contribuisce a consolidare definitivamente il clich\u00e9, lo stereotipo. \u00c8 un&#x27;etichetta che non ha pi\u00f9 abbandonato il popolo ebraico. In seguito, grazie a questa competenza nei numeri e nella scrittura, e in assenza di propriet\u00e0 fondiaria, il patrimonio mobiliare ha dato origine, nell\u2019epoca moderna e nel XIX secolo, a grandi banche ebraiche, o protestanti del resto. Si tratta di una presenza concreta nel settore bancario e nel commercio, ma che non \u00e8 inspiegabile e certamente non esclusiva.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cosa \u00e8 cambiato nello Stato di Israele, visto che l&#x27;estrema destra si mostra molto ambigua nei suoi confronti?<\/h3>\n\n\n\n<p>Si sarebbe potuto immaginare che le cose andassero bene. Il problema \u00e8 che dal 1948, e in particolare negli ultimi decenni, \u00e8 in corso un conflitto terribilmente violento, che coinvolge ben oltre i confini di Israele e della Palestina. L\u2019estrema destra si trova quindi di fronte a una scelta corneliana: chi odia di pi\u00f9, gli ebrei o gli arabi?<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni ritengono che Israele sia il baluardo della civilt\u00e0 \u00abgiudaico-cristiana\u00bb \u2013 ovviamente tra virgolette \u2013 contro la minaccia araba e islamista, e che sia quindi necessario sostenere questo Paese. Ci\u00f2 \u00e8 tanto pi\u00f9 facile in quanto attualmente \u00e8 guidato dall\u2019estrema destra: allinearsi con un paese occidentale, per ora piuttosto democratico e fortemente militarizzato, non \u00e8 affatto complicato. Oppure, al contrario, prevale l\u2019odio verso gli ebrei, e bisogna sostenere gli arabi, ai quali si possono allora attribuire ogni sorta di virt\u00f9. Le Pen padre e gran parte dell\u2019estrema destra, ancora oggi, si schierano piuttosto da quella parte. Tra due odi, il loro cuore oscilla.<\/p>\n\n\n\n<p>Soral, dal canto suo, ha fatto la sua scelta. Si tratta anche di persone che riescono a unire, attraverso l\u2019antisemitismo, individui che avrebbero tutte le ragioni per odiarsi a vicenda. Da Soral, ormai, c\u2019\u00e8 una porta spalancata per i patrioti di origine arabo-musulmana, disposti a lottare contro l\u2019unico nemico: il sionismo. Parla molto male delle donne o degli omosessuali, ma in realt\u00e0 ci\u00f2 che lo ossessiona \u00e8 l\u2019ebreo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La dimensione maschilista di Soral: non sto dicendo che sia presente anche in Bardella, ovviamente non ne so nulla. Ma si pu\u00f2 immaginare che, per un giovane militante del Rassemblement National di allora, non fosse qualcosa di mostruoso?<\/h3>\n\n\n\n<p>No. Anche in questo caso, non lo conosco personalmente e non mi pronuncio sulla sua personalit\u00e0. Ma l\u2019immagine che trasmette \u00e8 quella di un uomo alto, bello, molto atletico, che, a quanto si dice, solleva pesi. E pi\u00f9 in generale, questi giovani che oggi hanno circa trent\u2019anni e che, a quanto pare, sono stati in qualche modo plasmati da Soral durante la loro fase di politicizzazione adolescenziale, sono sensibili a questo tipo di discorso. A volte pubblicano contenuti estremamente discutibili riguardo alle donne, e tra loro non c\u2019\u00e8 nessuna donna. Chi si occupa di estrema destra ha l\u2019impressione che ci sia pi\u00f9 intesa tra Soral e questi giovani uomini che, ad esempio, con Marine Le Pen.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 quindi qualcosa di abbastanza plausibile in questo atteggiamento. Il virilismo e il maschilismo sono molto presenti in Soral, che non esita a rivolgere alle donne ogni sorta di epiteto. Insulta anche gli uomini, ma quando si tratta delle donne \u00e8 specifico, sempre di natura sessuale: \u00abputtana\u00bb, \u00abtroia\u00bb, \u00absucchiatrice\u00bb, e potrei continuare. \u00c8 una dimensione molto presente, che potrebbe aver affascinato un giovane. Ma, ancora una volta, non lo conosco personalmente.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">In linea di massima, cosa ne pensa delle accuse mosse da <em>Mediapart<\/em> riguardo a un antisemitismo di stampo soraliano da parte del giovane Jordan Bardella?<\/h3>\n\n\n\n<p><span class=\"lgc-highlight-text\">Baptiste Roger-Lacan<\/span>\u00c8 una storia che si pu\u00f2 interpretare su due livelli. Innanzitutto, ci sono pochissimi motivi per dubitare di quanto afferma <em>Mediapart<\/em>, che raramente sbaglia in questo tipo di inchieste. E il contesto offre molti motivi per crederci, alla luce dei discorsi, delle tematiche e dell\u2019immaginario antisemita che potevano circolare nelle sedi e nelle federazioni del FN all\u2019inizio degli anni 2010. \u00c8 un periodo in cui Soral gode di un\u2019influenza molto ampia all\u2019interno dell\u2019estrema destra. \u00c8 stato uno dei primi a saper cogliere e canalizzare le possibilit\u00e0 offerte dai video e dal digitale per disintermediare completamente il proprio messaggio: aggirare i giornali e raggiungere direttamente un pubblico sensibile a quel discorso antisemita. Le date fornite da <em>Mediapart<\/em> corrispondono esattamente a quel momento di massimo splendore del discorso soraliano negli ambienti di estrema destra, in particolare in quelli digitali.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda cosa interessante \u00e8 che, a partire da quel momento, Jordan Bardella sembra aver fatto propria la logica del doppio discorso tipica di quasi tutte le organizzazioni di estrema destra in Europa dal 1945. Esiste una distinzione strategica, tattica e interiorizzata tra ci\u00f2 che si dice tra di noi, quando la sezione \u00e8 riunita o tramite messaggi, e ci\u00f2 che si dice all\u2019esterno. Tra di noi, socializziamo, affermiamo la nostra appartenenza attraverso questo discorso ed esprimiamo con grande disinvoltura le affermazioni pi\u00f9 razziste, antisemite e omofobe. Verso l\u2019esterno, ci si comporta in modo composto. In questo senso, Fabrice Arfi ha ragione a parlare di dissimulazione piuttosto che di \u00abdedialabilizzazione\u00bb riguardo al RN negli ultimi 15 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questa logica non \u00e8 emersa con Marine Le Pen: esiste praticamente sin dalla nascita del partito. L\u2019unica differenza \u00e8 che sotto Jean-Marie Le Pen alcuni dirigenti del partito violavano regolarmente questa regola rilasciando pubblicamente dichiarazioni antisemite, omofobe e simili. Con l\u2019arrivo di Marine Le Pen, tali dichiarazioni, quando erano pubbliche, sono state spesso sanzionate con l\u2019espulsione, tranne nei casi in cui la vicinanza ai vertici del partito proteggesse chi le aveva rilasciate.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo caso, verificatosi poco dopo l\u2019insediamento di Marine Le Pen alla guida del partito, \u00e8 quello di Alexandre Gabriac, una giovane promessa del partito, nonch\u00e9 membro dell\u2019\u0152uvre fran\u00e7aise, in un momento in cui quest\u2019ultima tentava un entrismo all\u2019interno del Front National. Viene fotografato mentre fa il saluto nazista e viene immediatamente espulso. Ci\u00f2 d\u00e0 adito a dibattiti all\u2019interno del Consiglio nazionale del FN, poich\u00e9 Jean-Marie Le Pen si oppone a tale espulsione. Si delineano quindi due linee, e ci\u00f2 che \u00e8 interessante \u00e8 che non divergono sulla sostanza, ma su come trattare chi non rispetta le regole. Ora, i messaggi in questione erano stati diffusi, a priori, nell\u2019ambito della sezione o della federazione a cui apparteneva Jordan Bardella. Il loro scopo, credo, era quello di alimentare quella socialit\u00e0 militante che, all\u2019interno del Front National, si manifesta in particolare attraverso sfoghi razzisti e antisemiti. Infine, questa vicenda si inserisce nella lunga storia dell\u2019antisemitismo nell\u2019estrema destra.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ma allora, nell&#x27;ipotesi, ovviamente, che abbia davvero pronunciato quelle parole, perch\u00e9 non ammetterlo? Perch\u00e9 non dire: \u00abL&#x27;ho fatto a diciassette anni, siete stati tutti giovani\u00bb?<\/h3>\n\n\n\n<p>Si tratta di ipotesi. Credo che, durante la sua ascesa alla guida del RN, Bardella abbia voluto incarnare questo nuovo volto, apparentemente \u201csdoganato\u201d, con l\u2019idea ben precisa che il partito fosse stato demonizzato da altri e non da lui stesso. Ha voluto incarnare un partito che si diceva fosse libero dalla cultura e dall\u2019ideologia antisemite che lo caratterizzavano sin dalla sua fondazione, negli anni \u201970. Per un breve periodo candidato putativo alle elezioni presidenziali, numero due il cui ruolo sembra per ora destinato a durare, incarnava addirittura la possibilit\u00e0 di una normalizzazione del partito.<\/p>\n\n\n\n<p>Per tutti questi motivi, ammettere di aver pronunciato quelle parole, anche se come errore di giovent\u00f9, sarebbe una strategia rischiosa. In questo caso, ci\u00f2 manderebbe completamente all\u2019aria la sua strategia e quella di Marine Le Pen, in un momento in cui il Rassemblement National ha fatto propria la questione del ruolo degli ebrei francesi nella societ\u00e0, e, pi\u00f9 in generale, del conflitto israelo-palestinese, per rafforzare la propria immagine di unico baluardo contro il \u00abpericolo musulmano\u00bb in Francia.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il momento, penso quindi che la linea sar\u00e0 piuttosto \u201ctrumpiana\u201d: negare, negare, negare, probabilmente ricorrere a teorie complottistiche nelle dichiarazioni, e senza dubbio intensificare la violenza nei confronti di chi si occuper\u00e0 del caso. Innanzitutto i giornalisti, che dovranno indossare giubbotti in kevlar; i giudici, se il caso finir\u00e0 in tribunale; e senza dubbio i ricercatori. Il RN torner\u00e0 a una linea classicamente populista, contrapponendo il popolo \u2013 la cui scelta legittima e maggioritaria di portare il RN al potere sarebbe minacciata \u2013 a una piccola \u00e9lite di laureati attaccata ai propri privilegi. Resta da vedere cosa tirer\u00e0 ancora fuori <em>Mediapart<\/em>, ma penso che non ammetteranno nulla il pi\u00f9 a lungo possibile. Ci\u00f2 non significa che Bardella non verr\u00e0 progressivamente, impercettibilmente, allontanato dalla direzione del RN. Ma non credo che il partito ammetter\u00e0 che egli abbia potuto pronunciare quelle parole.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Lei afferma che quello fu il momento di massimo splendore di Soral, circa tredici anni fa. Come si pu\u00f2 definire il suo ruolo nella storia dell\u2019estrema destra e dell\u2019antisemitismo? E perch\u00e9 ritiene che abbia perso importanza? \u00c8 meno presente in Francia, per ragioni evidenti, ma siamo certi che la sua stella abbia perso splendore?<\/h3>\n\n\n\n<p>Nella storia dell\u2019estrema destra, e soprattutto in quella dell\u2019antisemitismo, ha offerto una visibilit\u00e0 mediatica, e soprattutto digitale, a un discorso che si fonde con l\u2019antisemitismo classico. Quest&#x27;ultimo presenta gli ebrei come una minoranza cosmopolita e manipolatrice, che agisce a favore dei propri interessi cercando di opprimere le maggioranze nazionali: \u00e8 la dinamica classica dell\u2019antisemitismo scaturito dal nazionalismo esclusivo e difensivo della fine del XIX secolo, quello che emerge contemporaneamente all\u2019estrema destra moderna e ne definisce la struttura. Soral rid\u00e0 slancio a questo discorso con una lettura ossessiva del conflitto israelo-palestinese e di Israele come incarnazione visibile e manifesta del disegno dominatore del popolo ebraico.<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa interessante \u00e8 che a Soral, progressivamente emarginato dai media dagli anni \u201990 agli anni 2000, viene sempre pi\u00f9 spesso negato l\u2019accesso alle emittenti televisive, alle radio e a quasi tutta la stampa francese. Decide quindi di puntare su Internet, creando un sito e producendo video diffusi in particolare su YouTube, per trasformare questo discorso antisemita in un business. Fonda una casa editrice e affianca a tutto ci\u00f2 un\u2019offerta di contenuti in vendita. \u00c8 un classico: il business dell\u2019antisemitismo \u00e8 antico quanto \u00c9douard Drumont, c\u2019\u00e8 un guadagno finanziario da ricavare dall\u2019antisemitismo. In questo modo, raggiunge un pubblico nuovo, in particolare nell\u2019estrema destra, quei giovani che fanno parte delle prime generazioni a cercare spiegazioni sul mondo su Internet piuttosto che nei media tradizionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Svolge quindi un ruolo molto importante in quel periodo. Alla fine degli anni 2000 e all\u2019inizio degli anni 2010 gode di una notevole popolarit\u00e0: i suoi video sono molto diffusi e molto seguiti. Inoltre, per un certo periodo \u00e8 stato alleato del Front National, che lo considerava un punto di riferimento per attirare nuovi elettori, pi\u00f9 giovani.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi il mercato dell\u2019odio \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 competitivo, sia in Francia che a livello globale, e la sua influenza \u00e8 diminuita. Rimane tuttavia un punto di riferimento per tutta una parte dell\u2019estrema destra radicale. Non ne ho prove, altri ricercatori ne sanno pi\u00f9 di me, ma sono certo che ancora oggi ci siano militanti che lo ascoltano a porte chiuse.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Oggi ha una carriera internazionale. Si trova in Russia, ma sta forse portando avanti una carriera da intellettuale?<\/h3>\n\n\n\n<p>Non conosco bene l\u2019ultra-contemporaneo. Mi ero interessato a lui proprio nel momento in cui faceva parte delle reti del RN. Oggi non saprei nemmeno dirvi da dove provengano le sue entrate. Riceve forse un po\u2019 di denaro dalla Russia, o addirittura svolge un ruolo di agente di destabilizzazione? Non ne so nulla.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come lo definireste? Ne parlo spesso come di un Drumont che ha incontrato Internet, ma non so se sia una definizione calzante.<\/h3>\n\n\n\n<p>In questo caso, le analogie tra i due sono numerose. Si tratta di un intellettuale, una figura di spicco della vita intellettuale parigina, che si dedica all\u2019antisemitismo in modo sempre pi\u00f9 ossessivo, poich\u00e9 vi trova una ragion d\u2019essere sociale, mediatica e finanziaria, e che si spinge sempre pi\u00f9 in l\u00e0 nell\u2019eccesso antisemita. Al punto da risultare difficilmente assimilabile dalle classiche strutture partitiche dell\u2019estrema destra. \u00c8 una sorta di imprenditore antisemita creativo dell\u2019estrema destra contemporanea.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ci\u00f2 che lo distingue da Drumont, per ovvie ragioni, non \u00e8 forse proprio la sua visione maschilista che forse ha affascinato Jordan Bardella? Nell\u2019articolo di <em>Mediapart<\/em>, uno dei suoi ex compagni spiega del resto che non era interessato a Soral, ma al maschilismo.<\/h3>\n\n\n\n<p>Qui si vede la capacit\u00e0 dell\u2019estrema destra di segnare contro la propria squadra non appena si trova in difficolt\u00e0. Il maschilismo si inserisce nel moltiplicarsi delle gerarchie difese dall\u2019estrema destra: la sua visione del mondo \u00e8 sempre estremamente gerarchica. Essa difende gerarchie culturali, sociali, razziali e di genere. C\u2019\u00e8 sempre questa idea di una differenza tra uomini e donne, e di qualit\u00e0 e virt\u00f9 maschili minacciate. \u00c8 un discorso classico dell\u2019estrema destra.<\/p>\n\n\n\n<p>Soral se ne \u00e8 appropriato perch\u00e9, in quel mercato digitale dell\u2019estremismo che \u00e8 emerso alla fine degli anni 2000 e si \u00e8 davvero consolidato all\u2019inizio degli anni 2010 su Internet in Francia, ci\u00f2 gli permette di distinguersi e di attirare, letteralmente, spettatori. E non \u00e8 del tutto assurdo da parte di un antisemita cos\u00ec fanatico, poich\u00e9 esiste anche una tradizione, presente tra i nazisti, secondo cui l\u2019ebreo \u00e8 femminile. L\u2019ebreo non \u00e8 dalla parte della forza, ma dalla parte dell\u2019astuzia; in lui ci sarebbe una sorta di androginia, se non addirittura di femminilit\u00e0, in contrapposizione a una cultura virile, gerarchica, armata, maschile, che sarebbe minacciata. Per dirla in parole povere, gli ebrei cercherebbero di evirare le societ\u00e0 occidentali per asservirle meglio.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nelle dichiarazioni attribuite a Bardella emerge la questione del sionismo. Il termine si \u00e8 diffuso ampiamente ed \u00e8 diventato ancora pi\u00f9 polisemico di prima, al punto da essere sinonimo di \u00abebreo\u00bb per un certo numero di persone che cercano di velare il proprio messaggio, sia all\u2019estrema destra che all\u2019estrema sinistra. Cosa ne pensa?<\/h3>\n\n\n\n<p>Questo parallelismo esiste da molto tempo, come dimostrano in particolare gli studi di Val\u00e9rie Igounet sul negazionismo. Ma per molto tempo \u00e8 rimasto confinato ai margini. Nell\u2019estrema destra si discuteva della questione di Israele. Il caso di Xavier Vallat \u00e8 molto ben documentato: l\u2019ex commissario generale per le questioni ebraiche divenne sionista dopo la Seconda guerra mondiale e difese l\u2019esistenza dello Stato di Israele, sostenendo che se gli ebrei avessero avuto una terra, non avrebbero pi\u00f9 minacciato la razza francese. Si tratta di una sorta di etno-nazionalismo che si applicherebbe in modo coerente anche agli ebrei. Allo stesso modo, una parte molto minoritaria della sinistra radicale avanzava l\u2019idea di un\u2019equivalenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sembra che il 7 ottobre e la campagna di bombardamenti condotta da Israele a Gaza abbiano trasformato la natura del dibattito su Israele in Francia. Questo dibattito \u00e8 sempre esistito, ma ha acquisito una centralit\u00e0 mediatica e politica piuttosto inedita, con strategie nuove. All\u2019epoca delle dichiarazioni di Bardella di cui stiamo parlando, questo grado di fusione tra antisemitismo e antisionismo rimaneva piuttosto marginale ed era sostenuto in questo modo solo da poche figure, tra cui Soral.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ritenete che ci siano elementi che le reazioni alle rivelazioni di <em>Mediapart<\/em> abbiano tralasciato?\u00a0<\/h3>\n\n\n\n<p>Forse due cose. La prima: si \u00e8 parlato molto di Soral nell\u2019ultima settimana, ma non bisogna sottovalutare l\u2019importanza implicita di Jean-Marie Le Pen nelle dichiarazioni antisemite attribuite a Bardella.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Bardella non ha mai nascosto di essersi iscritto al FN per ammirazione verso Jean-Marie Le Pen. Il suo fascino iniziale per il partito deriva piuttosto dalla sua ammirazione per Jean-Marie Le Pen, che \u00e8 senza dubbio l\u2019antisemita pi\u00f9 famoso della Francia nella seconda met\u00e0 del XX secolo. Questo aspetto influisce inevitabilmente sulle sue dichiarazioni. Pi\u00f9 in generale, proprio come guardare i video di Soral, commentarli e discutere di questi temi faceva parte della cultura partitica e militante del FN all\u2019inizio degli anni 2010; il fascino per Jean-Marie Le Pen e per le sue dichiarazioni pi\u00f9 trasgressive nella Francia degli anni \u201980, 1990 e 2000, in particolare le sue dichiarazioni antisemite e negazioniste, faceva parte di questa cultura militante quasi clandestina, in ogni caso teoricamente tenuta lontana da orecchie esterne. Rafforzava i legami tra i militanti del RN. Non bisogna quindi sottovalutare l\u2019ombra dell\u2019antisemitismo di Jean-Marie Le Pen.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo punto \u00e8 che questa sequenza si inserisce nella storia dell\u2019estrema destra in Francia. L\u2019estrema destra francese, nella sua versione moderna, si \u00e8 sviluppata non solo parallelamente all\u2019emergere dell\u2019antisemitismo moderno, ma in modo quasi indissociabile da esso. Esisteva un antigiudaismo controrivoluzionario, che produceva testi in cui si mescolavano la diffidenza verso il liberalismo economico e il rifiuto degli ebrei, secondo modalit\u00e0 che riprendevano le tematiche e i tropi del rifiuto degli ebrei da parte dei cristiani, in particolare dei cattolici. Ma l\u2019antisemitismo emerge alla fine degli anni Settanta del XIX secolo in Germania. Qualche anno dopo, \u00c9douard Drumont e <em>*La France juive*<\/em> ridefiniscono l\u2019antisemitismo fondendo elementi provenienti dall\u2019antigiudaismo cattolico, dall\u2019escatologia antisemita, millenarista e controrivoluzionaria, e dall\u2019antigiudaismo anticapitalista di una parte della sinistra, dato che il termine \u00abantisemitismo\u00bb non esisteva ancora. Ne fa un discorso perfettamente coerente, che secondo lui spiega il declino della Francia nel contesto della crisi economica europea degli anni Ottanta del XIX secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio in quel periodo, negli anni 1880-1890, che emerge anche un\u2019estrema destra riorganizzata attorno alla questione nazionale. Da allora, questi due fenomeni, l\u2019estrema destra nazionalista e l\u2019antisemitismo, sono indissociabili: non esiste praticamente estrema destra senza antisemitismo, e viceversa. Il Front National ne ha ereditato questa caratteristica. Anche se si definiscono di destra, hanno innalzato la bandiera dell\u2019estrema destra, e quindi quella dell\u2019antisemitismo. E ci\u00f2 che \u00e8 interessante \u00e8 che ne accompagnano le trasformazioni nel corso dei decenni. \u00c8 quasi sorprendente che questo partito, questa corrente politica, non riesca a liberarsene, come se in realt\u00e0 fosse impossibile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 importante, perch\u00e9 permette di ricordare che tutte le dichiarazioni antisemite, omofobe e xenofobe individuate tra i candidati del partito non sono casi isolati. Il termine \u00abslittamento\u00bb, cos\u00ec come quello di \u00abprovocazione\u00bb, sono espressioni molto contestualizzate, che in un certo senso finiscono per assolvere il RN in quanto partito. Ci\u00f2 che sta accadendo oggi dimostra quanto tutto ci\u00f2 sia sistematico e costitutivo dell\u2019identit\u00e0 del partito, anche se tale identit\u00e0 non viene rivendicata pubblicamente dai media. Questo discorso \u00e8 profondamente identitario all\u2019interno della cultura militante del Rassemblement National.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Jordan Bardella avrebbe potuto prendere le distanze da Jean-Marie Le Pen?\u00a0<\/h3>\n\n\n\n<p>Ci sono stati diversi momenti in cui la questione \u00e8 stata sollevata, ma loro non hanno mai voluto prendere le distanze da Jean-Marie Le Pen, nemmeno alla sua morte. In realt\u00e0, alla morte di Jean-Marie Le Pen, si \u00e8 assistito piuttosto a un ritorno alla memoria militante e a una celebrazione del grande combattente nazionalista che avrebbe dovuto essere. \u00c8 stato infine espulso nel 2015, dopo una serie di dichiarazioni tra il 2010 e il 2015 che hanno costretto Marine Le Pen ad allontanarlo per mantenere la sua linea di cosiddetta \u00abdedializzazione\u00bb. Ma in realt\u00e0, questo nazionalismo antisemita e razzista non \u00e8 mai stato abbandonato e fa ancora parte della cultura militante profonda del partito. Molti, in un modo o nell\u2019altro, ne sono stati alimentati.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 parlare di Caroline Parmentier, di tutta la cerchia di Marine Le Pen. Se si osservano i legami tra l\u2019estrema destra radicale, il RN e i piccoli movimenti, talvolta violenti, che esistono nell\u2019estrema destra e non partecipano alle elezioni, si nota che sono profondi. Il partito \u00e8 ancora immerso in questa fusione \u2013 e non in questa unione \u2013 tra destra e estrema destra, che lo caratterizza sin dall\u2019inizio degli anni \u201970.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le rivelazioni del media francese Mediapart hanno riportato alla ribalta una vicenda ormai lontana nel tempo. 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