{"id":52197,"date":"2026-10-02T14:23:32","date_gmt":"2026-10-02T12:23:32","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=52197"},"modified":"2026-10-02T14:25:14","modified_gmt":"2026-10-02T12:25:14","slug":"chi-si-nasconde-davvero-dietro-il-caso-di-thelyson-orelien","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/02\/chi-si-nasconde-davvero-dietro-il-caso-di-thelyson-orelien\/","title":{"rendered":"Chi si nasconde davvero dietro il caso di Th\u00e9lyson Or\u00e9lien?"},"content":{"rendered":"\n

Scopri <\/em>\u201cIl Grand Continent\u201d. Idee e analisi che non si trovano da nessun\u2019altra parte. Ma che presto vedrai ovunque. Nella tua casella di posta a partire da 8 euro al mese<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n

Mi chiamo Pierre-Thomas Eckert, sono dottore in filosofia morale presso l\u2019Universit\u00e0 Europea di Roma e ricercatore in metaetica presso il Centre for Character and Human Growth dell\u2019Universit\u00e0 Villanueva di Madrid. Insieme a Samuel Fitoussi e ad alcuni altri utenti di Internet, sono uno dei membri fondatori del collettivo \u00abBalance ton Claude\u00bb (@Pangramed), che ha rivelato come il libro di Th\u00e9lyson Or\u00e9lien fosse molto probabilmente il frutto di un\u2019intelligenza artificiale <\/span>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>. <\/p>\n\n\n\n

Perch\u00e9 ho partecipato a \u00abBalance ton Claude\u00bb? Anche se nutro grande stima per il lavoro di Fitoussi, ritengo importante che la lotta che stiamo conducendo contro l\u2019inquinamento della scrittura causato dai contenuti generati dall\u2019IA sia il pi\u00f9 ampia e trasversale possibile. \u00c8 proprio per questo motivo che inizialmente avevamo concordato di mantenere l\u2019anonimato, affinch\u00e9 fosse l\u2019esame dei fatti \u2013 e solo dei fatti \u2013 a influenzare il giudizio informato delle nostre lettrici e dei nostri lettori. Ora che il nome di Fitoussi \u00e8 stato reso pubblico dalla stampa, ritengo preferibile che venga reso noto anche il mio, affinch\u00e9 il grande pubblico comprenda meglio alcune delle altre motivazioni che animano il nostro collettivo. <\/p>\n\n\n\n

“Era questo o morire<\/em>” e il suo autore non ci interessano di per s\u00e9: hanno attirato la nostra attenzione solo in quanto sintomi particolarmente evidenti di quel fenomeno di proliferazione di contenuti generati dall\u2019IA, particolarmente deleterio per la nostra societ\u00e0. <\/p>\n\n\n\n

Il punto oscuro del caso Th\u00e9lyson Or\u00e9lien<\/h2>\n\n\n\n

Condivido le analisi di Fitoussi pubblicate su queste pagine<\/a> riguardo al pericolo esistenziale che i progressi esponenziali delle capacit\u00e0 delle IA generative comportano per la produzione letteraria e per la qualit\u00e0 degli scambi sui social network. Ma mi sembra che un altro elemento altrettanto importante sia stato trascurato nel corso di questa polemica: il pericolo, altrettanto esistenziale, che l\u2019IA rappresenta per la qualit\u00e0 della produzione universitaria e accademica. Come spiega molto bene Fitoussi, la prospettiva di un futuro in cui regner\u00e0 un sospetto generalizzato<\/a> sulla paternit\u00e0 umana dei testi pubblicati online \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 poco incoraggiante, ma diventa particolarmente angosciante quando si aggiunge il mondo accademico all\u2019equazione. <\/p>\n\n\n\n

Ritengo sia importante esprimere questa paura in modo razionale affinch\u00e9 non venga liquidata con un semplice gesto della mano dai \u201ctecnottimisti\u201d pi\u00f9 entusiasti, ed \u00e8 per questo che pubblico questo articolo. In Europa, la quasi totalit\u00e0 del nostro sistema di attribuzione dell\u2019autorit\u00e0 epistemica si basa, implicitamente o esplicitamente, sul mondo accademico. Se volete sostenere una tesi su qualsiasi argomento, \u00e8 molto probabile che farete ricorso, almeno implicitamente, a frasi del tipo \u00abUno studio ha dimostrato che X\u00bb, \u00abIl professor Y afferma che Z\u00bb, \u00abI risultati dello studio A sono stati confermati dalla meta-analisi B pubblicata sulla rivista peer-reviewed C\u00bb, ecc. Anche se \u00e8 abbastanza plausibile che non ricorriate direttamente a queste formule nella vostra vita quotidiana, \u00e8 in realt\u00e0 molto improbabile che ci\u00f2 che affermano gli articoli di stampa o i programmi televisivi su cui baserete le vostre opinioni non faccia ricorso a questo tipo di informazioni. <\/p>\n\n\n\n

La polemica che abbiamo sollevato con \u00abBalance ton Claude\u00bb ha del resto permesso di illustrare questo procedimento: abbiamo utilizzato lo strumento di rilevamento Pangram v.4 in modo cos\u00ec sistematico solo perch\u00e9 studi indipendenti ne avevano confermato l\u2019affidabilit\u00e0, e commentatori autorevoli come CheckNews<\/em> di \u00abLib\u00e9ration\u00bb<\/em> o St\u00e9phane Jourdain su France Inter hanno analizzato innanzitutto questo elemento della nostra argomentazione quando si sono occupati delle nostre affermazioni. <\/p>\n\n\n\n

Questa piramide di giustificazione \u00e8 possibile solo se si pu\u00f2 fare affidamento sul fatto che gli accademici scrivano, riflettano, eseguano le operazioni che descrivono e ottengano effettivamente i risultati che pubblicano sulle riviste scientifiche. <\/p>\n\n\n\n

Il fondamento morale della ricerca <\/h2>\n\n\n\n

C\u2019\u00e8 quindi una necessaria scommessa morale alla base della nostra fiducia negli studi e nella parola accademica: partiamo dal presupposto che gli autori che presentano un manoscritto abbiano 1) valutato attentamente il significato delle affermazioni e delle argomentazioni ivi presentate, 2) abbiano effettuato e verificato personalmente i calcoli e letto le fonti a cui fanno riferimento nella loro argomentazione; e scommettiamo inoltre che 3) i revisori incaricati di valutare i manoscritti li leggeranno essi stessi con scrupolo, senza tralasciare alcuna affermazione ingiustificata. <\/p>\n\n\n\n

In pratica, i revisori basano il proprio lavoro su un accordo di fiducia implicito con il ricercatore che ha presentato il manoscritto, poich\u00e9 non hanno il tempo di verificare che ogni parola e ogni riferimento siano autentici. La revisione tra pari in doppio cieco (su cui si basa l\u2019intera produzione accademica) non \u00e8 stata infatti concepita come un sistema infallibile per individuare le frodi, ma come un filtro di qualit\u00e0 basato su una presunzione di buona fede.<\/p>\n\n\n\n

Il problema \u00e8 che l’uso di LLM sufficientemente potenti compromette ciascuno di questi tre aspetti: <\/p>\n\n\n\n