{"id":51838,"date":"2026-10-01T14:09:26","date_gmt":"2026-10-01T12:09:26","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=51838"},"modified":"2026-10-01T14:09:31","modified_gmt":"2026-10-01T12:09:31","slug":"il-debito-e-il-muro-della-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/10\/01\/il-debito-e-il-muro-della-realta\/","title":{"rendered":"Il debito e il muro della realt\u00e0"},"content":{"rendered":"\n
Scopri <\/em>\u201cIl Grand Continent\u201d. Idee e analisi che non troverai da nessun\u2019altra parte. Ma che presto vedrai ovunque. Nella tua casella di posta a partire da 8 euro al mese<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n I fatti sono noti e documentati. Recentemente, l\u2019OCSE <\/span>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>, la Corte dei conti <\/span>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>, e successivamente la missione di Xavier Jaravel, Xavier Ragot, Jean-Luc Tavernier e Natacha Valla hanno tracciato un quadro inesorabile della situazione allarmante dei conti pubblici francesi <\/span>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n Questo coinvolgimento, se non di tutti, almeno di molti, \u00e8 necessario, poich\u00e9 la ripresa richieder\u00e0 uno sforzo costante per oltre cinque anni. Nessuna ripresa \u00e8 possibile senza un percorso pluriennale, credibile, realistico e determinato. \u00c8 quindi necessario costruire nel lungo periodo una forma, se non di consenso, almeno di accordo su un progetto di ripresa che superi i tradizionali confini di parte. Affinch\u00e9 lo sforzo sia sostenibile, le sue premesse devono essere ampiamente condivise.<\/p>\n\n\n\n Come si pu\u00f2 costruire questo movimento attorno a un obiettivo comune di ripresa?<\/p>\n\n\n\n Per realizzare un risanamento mirato, esistono tre soluzioni: aumentare la pressione fiscale, ridurre la spesa pubblica e incrementare la crescita, aumentando la produttivit\u00e0 e la quantit\u00e0 di lavoro. La facilit\u00e0 pavloviana \u00e8 consistita, per ogni forza politica, nel voler concentrare lo sforzo su una sola delle tre leve. La realt\u00e0 ineludibile \u00e8 che dovremo agire su tutte e tre le leve, per due ragioni. Innanzitutto perch\u00e9 l\u2019entit\u00e0 del risanamento necessario non consente di raggiungere l\u2019obiettivo con una sola leva. In secondo luogo, e soprattutto, perch\u00e9 l\u2019adesione collettiva a uno sforzo condiviso richiede proprio che gli sforzi siano condivisi.<\/p>\n\n\n\n Prima leva: aumentare la pressione fiscale, che \u00e8 la soluzione predefinita della Francia in questo tipo di circostanze. Cos\u00ec, nel 2025, la riduzione del disavanzo era attribuibile esclusivamente agli aumenti delle imposte, soprattutto sulle grandi imprese e sulle famiglie pi\u00f9 abbienti. Lo stesso vale anche per il 2026. Tuttavia, dovremo avviare il processo di risanamento con il tasso di prelievo obbligatorio pi\u00f9 elevato dell\u2019eurozona e persino dei 38 paesi dell\u2019OCSE. Dovremo quindi valutare insieme quali imposte aggiuntive avrebbero il minor impatto sulla nostra produttivit\u00e0 e sulla nostra crescita. Le imposte sulle successioni sono senza dubbio le meno dannose sotto questo profilo. Senza dubbio dovremo anche aumentare l\u2019IVA di 2 o 3 punti, come hanno fatto tutti i paesi europei che hanno attuato ambiziosi programmi di risanamento, ma soprattutto perch\u00e9, nel nostro paese in cui i deficit commerciali si stanno aggravando, l\u2019IVA \u00e8 in realt\u00e0 l\u2019unico modo per far contribuire alle spese comuni il consumo di prodotti importati. Molti obietteranno che l\u2019IVA grava in modo sproporzionato sulle famiglie pi\u00f9 modeste, che destinano l\u2019intero reddito al consumo, mentre le famiglie pi\u00f9 agiate risparmiano molto e consumano una quota minore del proprio reddito. Ecco perch\u00e9, come hanno fatto i tedeschi, sar\u00e0 senza dubbio necessario destinare una parte di questo aumento dell\u2019IVA alla riduzione del costo del lavoro, avvicinando la retribuzione lorda a quella netta attraverso una riduzione dei contributi sociali che gravano essenzialmente sul lavoro. Scegliere il lavoro e la produzione piuttosto che il consumo ci costringer\u00e0 ad aumentare l\u2019IVA per consentire a chi lavora di guadagnare di pi\u00f9, prima di poter consumare a prezzi pi\u00f9 bassi. Allo stesso modo, alleggerire la pressione fiscale e sociale che grava principalmente sul lavoro richieder\u00e0 senza dubbio di fare ricorso ai risparmiatori aumentando la CSG.<\/p>\n\n\n\n Seconda leva: ridurre la spesa sar\u00e0 la nuova priorit\u00e0. Anche in questo caso, infatti, inizieremo l\u2019esercizio con il 57% del PIL destinato alla spesa pubblica. Dovremo deliberare insieme sul modo pi\u00f9 efficace per riorganizzare il complesso delle nostre amministrazioni locali, eredit\u00e0 di una struttura amministrativa stabilita pi\u00f9 di due secoli fa e fortemente appesantita negli ultimi cinquant\u2019anni, che non possiamo pi\u00f9 permetterci. Dovremo deliberare insieme sugli interventi pubblici che, anche in questo caso, non possiamo pi\u00f9 permetterci e che dovranno essere abbandonati, sia definitivamente, sia fino a quando i nostri conti pubblici non saranno tornati in pareggio. Dovremo inoltre deliberare insieme per distinguere ci\u00f2 che \u00e8 necessario, in materia di sanit\u00e0, e deve essere potenziato, da ci\u00f2 che d\u2019ora in poi dovr\u00e0 rientrare nelle spese personali di benessere, poich\u00e9 il sistema attuale non \u00e8 sostenibile. Dovremo deliberare insieme sul periodo durante il quale la maggior parte delle pensioni smetter\u00e0 di aumentare, poich\u00e9 l\u2019INSEE ha dimostrato lo scorso anno che la quasi totalit\u00e0 dell\u2019aumento delle pensioni era destinata al risparmio.<\/p>\n\n\n\n Terzo pilastro: aumentare il potenziale di crescita, ovvero accrescere la competitivit\u00e0 della nostra economia e il volume di lavoro. Qualsiasi aumento delle imposte e qualsiasi riduzione significativa della spesa comportano, nel breve termine, rischi di recessione. Ecco perch\u00e9 qualsiasi programma di ripresa dovr\u00e0 prevedere misure volte ad accrescere la competitivit\u00e0 delle imprese e gli investimenti nel capitale umano, nonch\u00e9 nelle trasformazioni tecnologiche in atto. Dovremo inoltre riflettere insieme sulle condizioni in cui saremo tutti chiamati a lavorare pi\u00f9 ore, pi\u00f9 giorni e per pi\u00f9 anni. Infatti, nel lungo periodo, solo il ripristino di una crescita forte, fondata su una maggiore produttivit\u00e0 e su una ritrovata competitivit\u00e0, potr\u00e0 rendere sostenibile il nostro sistema sociale.<\/p>\n\n\n\n Accettare un po\u2019 di sudore adesso per evitare molto sangue e molte lacrime in seguito.<\/p>St\u00e9phane Boujnah<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n L’unico modo per rendere lo sforzo di ripresa collettiva accettabile per tutti e sopportabile da parte di ciascuno \u00e8 agire contemporaneamente su queste tre leve. Dovremo spiegare chiaramente il significato di questi sforzi collettivi, i cui primi beneficiari saranno i nostri figli. Dovremo anche precisare che questi sforzi non mirano a porre fine a un sistema di solidariet\u00e0 e di interventi pubblici per cambiare civilt\u00e0, ma piuttosto a sospendere, per il numero di anni necessario, le spese e gli interventi pubblici meno prioritari, fino a quando non avremo ripreso il controllo del nostro indebitamento. Le imprese, con le clausole di \u00abritorno alla prosperit\u00e0\u00bb, conoscono bene queste situazioni. Lo stesso vale per le famiglie, quando rinunciano a certe spese di comfort durante alcuni anni difficili. Questo risanamento volontario deve essere inteso come un progetto collettivo positivo per riprendere il controllo del nostro futuro, e non vissuto come un momento di dolorosa espiazione dei peccati del passato.<\/p>\n\n\n\n \u00c8 necessario raggiungere un accordo abbastanza ampio, basato sull\u2019utilizzo di queste tre leve, per ripristinare la credibilit\u00e0 dei nostri impegni europei. Da molti anni ormai la Francia non rispetta gli impegni assunti con i nostri partner europei, che hanno unificato la loro moneta con la nostra, per il risanamento dei propri conti pubblici. Nessuno pu\u00f2 ragionevolmente pensare che i paesi europei che lavorano pi\u00f9 ore all\u2019anno di noi, dove si va in pensione a 67 anni e le pensioni non sono indicizzate, versino i propri contributi per aiutarci a vivere senza compiere gli sforzi che loro hanno fatto e che noi non vogliamo fare. Non convinceremo nessuno ad aiutarci senza cambiare le nostre abitudini.<\/p>\n\n\n\n La stragrande maggioranza dei francesi \u00e8 sicuramente disposta a evitare l’austerit\u00e0 subita ed \u00e8 pronta ad accettare un po’ di fatica adesso per evitare molto sangue e molte lacrime in futuro. Infatti, la maggioranza dei francesi preferisce rimanere padrona del proprio destino in un contesto democratico piuttosto che rassegnarsi a vedere decisioni necessarie imposte dai nostri creditori. Il tasso di risparmio nel nostro Paese, molto elevato e in crescita, ne \u00e8 la prova: risparmiando in vista di tempi difficili, i francesi dimostrano di ritenere che l\u2019attuale sistema non sia pi\u00f9 sostenibile e di essere molto pi\u00f9 disposti ad ascoltare la verit\u00e0 e ad avviare un risanamento in cui gli sforzi saranno realmente condivisi.<\/p>\n\n\n\n Possiamo farlo, non solo perch\u00e9 dobbiamo farlo, ma soprattutto perch\u00e9 l’abbiamo gi\u00e0 fatto e perch\u00e9 altri l’hanno fatto. Bisogna per\u00f2 farlo insieme e con fiducia.<\/p>\n\n\n\n Visto che possiamo farlo, facciamolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" La Francia pu\u00f2 ancora scegliere tra ripresa e austerit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":61106,"featured_media":51799,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-editorials.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"_yoast_wpseo_estimated-reading-time-minutes":27,"_lgc_tts_voice":"","_lgc_tts_publish":false,"_lgc_tts_history_item_id":"","_lgc_tts_generated_at":"","_lgc_tts_status":"","_lgc_tts_error":"","footnotes":""},"categories":[1570],"tags":[],"staff":[2381],"editorial_format":[2353],"serie":[],"audience":[],"geo":[2086],"class_list":["post-51838","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-economia","staff-setphane-boujnah","editorial_format-editoriali","geo-europa"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":"default","_thumbnail_id":51799,"excerpt":"La Francia pu\u00f2 ancora scegliere tra ripresa e austerit\u00e0","display_date":"","new_abstract":true},"yoast_head":"\n