{"id":51686,"date":"2026-09-29T18:13:21","date_gmt":"2026-09-29T16:13:21","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=51686"},"modified":"2026-09-29T18:13:26","modified_gmt":"2026-09-29T16:13:26","slug":"il-brasile-puo-dare-una-svolta-al-tumpismo-in-america","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/09\/29\/il-brasile-puo-dare-una-svolta-al-tumpismo-in-america\/","title":{"rendered":"Il Brasile pu\u00f2 dare una svolta al trumpismo in America"},"content":{"rendered":"\n

Scopri <\/em>\u201cIl Grand Continent\u201d. Idee e analisi che non troverai da nessun\u2019altra parte. Ma che presto vedraiovunque. Nella tua casella di posta a partire da 8 euro al mese<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n

Prima potenza economica e paese pi\u00f9 popoloso dell\u2019America Latina con i suoi circa 214 milioni di abitanti, il Brasile andr\u00e0 alle urne il 4 e il 25 ottobre 2026. In primo luogo per il primo turno delle elezioni presidenziali, per rinnovare i 513 seggi della Camera dei deputati e i due terzi di quelli del Senato, nonch\u00e9 per i governatori, i vicegovernatori e le assemblee legislative degli Stati federati; poi per il secondo turno delle elezioni presidenziali, che tutti i sondaggi attualmente disponibili prevedono serratissimo, proprio come quello del 2022, in cui Luiz In\u00e1cio Lula da Silva (50,9%) aveva vinto di misura sul presidente uscente Jair Bolsonaro (49,1%). <\/p>\n\n\n\n

Una sensazione di d\u00e9j\u00e0 vu<\/h2>\n\n\n\n

Non sorprende quindi che la campagna elettorale degli ultimi mesi dia talvolta l\u2019impressione di essere una replica di quella di quattro anni fa. Da un lato, Lula rappresenta una vasta coalizione il cui nucleo \u00e8 costituito dal Partito dei Lavoratori, ma che riunisce anche numerose formazioni politiche determinate ad allearsi in nome della difesa della democrazia di fronte al pericolo di un nuovo avvento dell\u2019estrema destra al potere. Il suo candidato alla vicepresidenza, Geraldo Alckmin, non \u00e8 altro che l\u2019attuale vicepresidente. E il suo programma si inserisce nella continuit\u00e0 di quello che lo ha portato al Palazzo del Planalto nel 2022: lotta alla povert\u00e0 e alle disuguaglianze, in un paese in cui l\u2019indice di Gini (50,3) rimane nettamente superiore alla media della regione latinoamericana e caraibica (45,2), sebbene sia sensibilmente diminuito negli ultimi quattro anni, protezione delle minoranze e difesa dell\u2019ambiente, ma anche sostegno statale ai settori economici chiave, quali l\u2019industria o l\u2019energia, al fine di rafforzare la sovranit\u00e0 del Paese.<\/p>\n\n\n\n\n

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Un sostenitore del presidente brasiliano Luiz In\u00e1cio Lula da Silva e un sostenitore del candidato Fl\u00e1vio Bolsonaro si scontrano durante un comizio elettorale sulla spiaggia di Copacabana, a Rio de Janeiro, il 27 settembre 2026. <\/figcaption> <\/figure>\n <\/a>\n \n <\/div>\n
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\n \n \"\u00abPassato,\n <\/picture>\n
\u00abPassato, presente e futuro: la storia continua\u00bb.<\/figcaption> <\/figure>\n <\/a>\n <\/div>\n <\/div>\n \n
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Un sostenitore del presidente brasiliano Luiz In\u00e1cio Lula da Silva e un sostenitore del candidato Fl\u00e1vio Bolsonaro si scontrano durante un comizio elettorale sulla spiaggia di Copacabana, a Rio de Janeiro, il 27 settembre 2026. <\/figcaption> <\/figure>\n \n <\/div>\n
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\u00abPassato, presente e futuro: la storia continua\u00bb.<\/figcaption> <\/figure>\n <\/div>\n <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n

Dall\u2019altra parte, Fl\u00e1vio Bolsonaro ha preso il posto del padre, condannato a 27 anni di carcere dalla Corte Suprema Federale (TSF) in seguito al tentativo di colpo di Stato dell\u20198 gennaio 2023 e al saccheggio della Piazza dei Tre Poteri. Il primogenito della famiglia ha cercato di proporre una versione moderata di un progetto che, ciononostante, si colloca sempre nell\u2019estrema destra, conservatore e autoritario al tempo stesso, e il cui primo obiettivo \u00e8 quello di far uscire il padre di prigione. Per quanto Fl\u00e1vio possa giocare la carta del \u00abbolsonarismo rispettoso delle istituzioni\u00bb e della difesa della democrazia contro la tirannia dei giudici, sono proprio le stesse forze a essere in campo. A tal punto, del resto, che il figlio ha iniziato a imitare il padre \u2013 al quale assomiglia in modo eclatante \u2013 negli spot e nei comizi elettorali: stessa maglietta con i colori nazionali su cui \u00e8 stampato lo slogan \u00abIl mio partito \u00e8 il Brasile\u00bb, stessi scenari per i suoi video che inondano i social network, stessi luoghi di raduno, fino al simbolico ritorno nella citt\u00e0 di Juiz de Fora \u2013 dove, otto anni fa, Jair Bolsonaro era stato accoltellato, un episodio che aveva contribuito in modo determinante alla sua vittoria alle elezioni del 2018.<\/p>\n\n\n\n

Il nuovo contesto geopolitico<\/h2>\n\n\n\n

Sotto molti aspetti, tuttavia, questa elezione \u00e8 anche senza precedenti. Innanzitutto \u2013 e questa \u00e8 una differenza fondamentale rispetto al 2022 \u2013 perch\u00e9 si svolge in un contesto geopolitico mutato, in cui la questione dell\u2019ingerenza degli Stati Uniti non \u00e8 pi\u00f9 frutto della fantasia di menti rimaste impantanate nelle vecchie lotte della Guerra Fredda, ma una realt\u00e0 ben documentata. L\u2019amministrazione Trump non lo nasconde: mentre all\u2019alba degli anni \u201990 Washington aveva distolto lo sguardo dal Sudamerica, ossessionata dalle questioni mediorientali e lasciando cos\u00ec campo libero all\u2019espansionismo cinese, ora \u00e8 tempo di riconquista. \u00c8 giunto il momento di riattivare la dottrina Monroe nella versione imperiale che aveva assunto all\u2019inizio del XX secolo, quella del \u00abcorollario di Roosevelt\u00bb del 1904 che port\u00f2 dapprima a porre sotto tutela gran parte delloarea caraibica e dell\u2019America centrale, per poi consolidare il dominio degli Stati Uniti sull\u2019intero continente all\u2019indomani della Seconda guerra mondiale, nel contesto della guerra fredda, a scapito di ogni considerazione democratica.<\/p>\n\n\n\n\n

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Un sostenitore indossa una maschera con l’effigie di Lula durante un comizio elettorale a S\u00e3o Gon\u00e7alo il 24 settembre 2026. <\/figcaption> <\/figure>\n <\/a>\n \n <\/div>\n
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\n \n \"Altri\n <\/picture>\n
Altri sostenitori del presidente, travestiti da mascotte con le sue sembianze, attendono il suo arrivo al comizio elettorale. <\/figcaption> <\/figure>\n <\/a>\n <\/div>\n <\/div>\n \n
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Un sostenitore indossa una maschera con l’effigie di Lula durante un comizio elettorale a S\u00e3o Gon\u00e7alo il 24 settembre 2026. <\/figcaption> <\/figure>\n \n <\/div>\n
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Altri sostenitori del presidente, travestiti da mascotte con le sue sembianze, attendono il suo arrivo al comizio elettorale. <\/figcaption> <\/figure>\n <\/div>\n <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n

Nel novembre 2025, la pubblicazione del documento che definiva la nuova strategia di sicurezza nazionale di Washington era esplicita <\/span>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>: \u00abGli Stati Uniti devono occupare una posizione preminente nell\u2019emisfero occidentale, condizione indispensabile per la nostra sicurezza e la nostra prosperit\u00e0 \u2013 una condizione che ci consenta di imporci con sicurezza, dove e quando ci\u00f2 si riveli necessario nella regione. I termini delle nostre alleanze, cos\u00ec come le condizioni alle quali concediamo qualsiasi forma di aiuto, devono essere subordinati alla progressiva riduzione dell\u2019influenza ostile esterna \u2013 che si tratti del controllo di installazioni militari, porti e infrastrutture chiave, o dell\u2019acquisizione di beni strategici in senso lato\u00bb. Infatti, dopo aver influenzato le elezioni legislative argentine dell\u2019ottobre 2025, subordinando il sostegno degli Stati Uniti al peso a un buon risultato del partito di Javier Milei, gli esempi di ingerenza si sono moltiplicati: in Honduras nel dicembre 2025, in Colombia e in Per\u00f9 nella prima met\u00e0 del 2026, solo per citare alcuni esempi. Senza contare, ovviamente, la distruzione senza alcun processo di numerose imbarcazioni che circolavano nei Caraibi, sospettate di partecipare al narcotraffico, n\u00e9 il clamoroso rapimento del presidente venezuelano Nicol\u00e1s Maduro da parte delle forze speciali nel gennaio 2026. Lanciato nel marzo 2026 in Florida, il programma denominato \u00abScudo delle Americhe\u00bb, che riunisce tutti i governi di estrema destra del continente al fine di promuovere la cooperazione militare e in materia di sicurezza e che si \u00e8 riunito di recente a New York a margine dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite, incarna questo tentativo di mettere in riga l\u2019emisfero occidentale e riceverebbe un sostegno di peso se il gigante brasiliano dovesse nuovamente passare all\u2019estrema destra.\u00a0<\/p>\n\n\n\n

\u00abIl Brasile non \u00e8 il cortile di nessuno\u00bb?<\/h2>\n\n\n\n

Per quanto Lula abbia ribadito con forza che \u00abil Brasile non pu\u00f2 essere considerato il cortile di casa di nessuno\u00bb nel suo discorso all\u2019ONU del 22 settembre, il Paese non sfugge affatto alle ambizioni dell\u2019amministrazione Trump, tanto pi\u00f9 che il suo peso economico e geopolitico \u00e8 considerevole a livello sudamericano. I tentativi di ingerenza da parte degli Stati Uniti sono iniziati con un\u2019ondata di dazi doganali nel luglio 2025, quando Trump ha annunciato l\u2019introduzione di un\u2019imposta aggiuntiva del 50% su tutti i prodotti provenienti dal Brasile. L\u2019annuncio era accompagnato da una chiara richiesta politica: il governo brasiliano doveva porre fine alla \u00abcaccia alle streghe\u00bb che, secondo Washington, prendeva di mira l\u2019ex presidente Jair Bolsonaro \u2013 all\u2019epoca incriminato per tentato colpo di Stato. Poche settimane dopo, i membri del TSF, che si apprestavano a giudicare Bolsonaro, sono stati minacciati. Al relatore del processo, Alexandre de Moraes, che aveva sospeso il social network X in Brasile per oltre un mese nell\u2019ambito di un\u2019indagine sulla diffusione di notizie false, suscitando l\u2019ira di Elon Musk, \u00e8 stato vietato l\u2019ingresso negli Stati Uniti e qualsiasi forma di transazione economica e finanziaria in quel Paese.<\/p>\n\n\n\n

La condanna di Jair Bolsonaro e dei suoi sette coimputati \u2013 tra cui, fatto storico in un Paese in cui non si \u00e8 mai tenuto alcun processo di grande portata all\u2019indomani della dittatura militare, diversi generali di alto rango \u2013 non ha placato gli animi. A Washington, Eduardo Bolsonaro, terzo figlio di Jair, fuggito dalla giustizia brasiliana che lo accusava di fomentare un\u2019ingerenza statunitense nel processo a carico del padre, ha mobilitato le sue reti nella sfera MAGA e nella cerchia di Marco Rubio per ottenere un\u2019amnistia. Certo, l\u2019incontro tra Lula e Trump, a margine dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel settembre 2025, ha temporaneamente sospeso l\u2019offensiva, con Trump che in quell\u2019occasione ha parlato di una \u00abchimica\u00bb tra i due uomini. Ma il clan Bolsonaro non \u00e8 mai lontano: nel mese di ottobre, gli Stati Uniti hanno preteso che i \u00abdissidenti politici\u00bb potessero partecipare alle elezioni del 2026 per ridurre i dazi doganali. <\/p>\n\n\n\n\n

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I sostenitori di Fl\u00e1vio Bolsonaro sventolano un pupazzo gonfiabile raffigurante Donald Trump durante una manifestazione in Avenida Paulista, a San Paolo, il 7 settembre 2026. <\/figcaption> <\/figure>\n <\/a>\n \n <\/div>\n
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\n \n \"\u00abL'uomo\n <\/picture>\n
\u00abL’uomo che ha messo in prigione Lula\u00bb: i sostenitori di Fl\u00e1vio Bolsonaro chiedono la destituzione del presidente Luiz In\u00e1cio Lula da Silva e del giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes. <\/figcaption> <\/figure>\n <\/a>\n <\/div>\n <\/div>\n \n
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I sostenitori di Fl\u00e1vio Bolsonaro sventolano un pupazzo gonfiabile raffigurante Donald Trump durante una manifestazione in Avenida Paulista, a San Paolo, il 7 settembre 2026. <\/figcaption> <\/figure>\n \n <\/div>\n
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\u00abL’uomo che ha messo in prigione Lula\u00bb: i sostenitori di Fl\u00e1vio Bolsonaro chiedono la destituzione del presidente Luiz In\u00e1cio Lula da Silva e del giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes. <\/figcaption> <\/figure>\n <\/div>\n <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n

Data la sua dimensione e il suo peso economico, ma anche l\u2019importanza delle sue relazioni con la Cina (oggi il suo principale partner commerciale) e il suo ruolo all\u2019interno dei BRICS, il Brasile rappresenta quindi una sfida strategica fondamentale per gli Stati Uniti. Dopo una fase di relativa distensione, dovuta all\u2019abilit\u00e0 della diplomazia brasiliana e all\u2019intervento nei negoziati sulle tariffe doganali dei fratelli Joesley e Wesley Batista, azionisti di maggioranza del gruppo JBS, leader mondiale nel settore delle proteine animali, Lula si \u00e8 recato all\u2019inizio di maggio 2026 a Washington per un incontro con Trump, definito \u00abproduttivo\u00bb da entrambe le parti. Gi\u00e0 a partire dal mese di luglio, tuttavia, le tensioni sono riprese e si sono intensificate. Gli Stati Uniti hanno imposto nuovi dazi doganali pari al 25% sui prodotti brasiliani e hanno accusato Lula di essere responsabile di tali sanzioni. Pochi giorni dopo, l\u2019ambasciatrice del Brasile a Washington \u00e8 stata richiamata dall\u2019amministrazione Trump. Lula, ormai candidato ufficiale alla rielezione, ha reagito facendo della difesa della sovranit\u00e0 nazionale il fulcro della sua campagna. Quanto a Fl\u00e1vio Bolsonaro, ha lanciato la sua candidatura alla presenza di Javier Milei, suggellando cos\u00ec l\u2019alleanza delle estreme destre a livello continentale. L\u2019escalation \u00e8 proseguita nel mese di maggio quando il Primeiro Comando da Capital e il Comando Vermelho, due delle principali organizzazioni criminali brasiliane legate al traffico di stupefacenti, sono state designate come \u00aborganizzazioni terroristiche\u00bb da Washington \u2013 in altre parole, come una minaccia in grado di giustificare un intervento militare da parte degli Stati Uniti. In occasione della Festa Nazionale, il 7 settembre, i sostenitori di Fl\u00e1vio Bolsonaro brandivano un manichino gigante di Trump che stringeva nel pugno un piccolo Lula vestito da prigioniero; tra la folla, gli striscioni a stelle e strisce si affiancavano alle bandiere del Brasile e risuonava lo slogan: \u00abTrump, libera il Brasile\u00bb.<\/p>\n\n\n\n

Dietro le quinte, altre figure testimoniano queste nuove forme di solidariet\u00e0 continentale, come il consulente politico argentino Fernando Cerimedo, vicino a Eduardo Bolsonaro. Arrestato in Bolivia nell\u2019agosto 2026 per il tentato omicidio della sua ex compagna, era stato citato durante il processo a Jair Bolsonaro come potenziale complice del tentativo di colpo di Stato, per aver diffuso notizie false sull\u2019inaffidabilit\u00e0 delle urne elettroniche. Questo propagandista a tutto tondo ha svolto un ruolo importante nella squadra elettorale di Milei, prima di lavorare all\u2019elezione di Rodrigo Paz in Bolivia e di Nasry \u00abTito\u00bb Asfura in Honduras, fianco a fianco con Brad Parscale, l\u2019ex direttore della campagna elettorale di Trump. <\/p>\n\n\n\n

Secondo un rapporto pubblicato alla fine di agosto 2026 dall\u2019Agenzia di intelligence brasiliana (ABIN) e reso pubblico il 19 settembre, le minacce di ingerenza degli Stati Uniti nelle elezioni hanno ormai raggiunto un \u00ablivello critico\u00bb. Sebbene la linea ideologica del Segretario di Stato Marco Rubio non sia condivisa con lo stesso fervore dall\u2019intera amministrazione Trump, numerosi esperti nutrono preoccupazioni riguardo all\u2019atteggiamento del presidente statunitense all\u2019indomani delle elezioni. In caso di vittoria di Lula, riconoscer\u00e0 il risultato? E, se dovesse prevalere Fl\u00e1vio Bolsonaro, quale sar\u00e0 il prezzo che il Brasile dovr\u00e0 pagare? Infatti, le manifestazioni di fedelt\u00e0 da parte del candidato di estrema destra sono accompagnate da promesse economiche: l\u2019accesso alle terre rare e alle risorse minerarie o ancora l\u2019applicazione di una clausola di preferenza commerciale per i prodotti statunitensi. <\/p>\n\n\n\n

Lo scandalo della banca Master<\/h2>\n\n\n\n

A queste questioni si aggiungono altre incertezze legate agli sconvolgimenti della politica interna. Le rivelazioni relative alla liquidazione della banca Master, uno dei pi\u00f9 grandi scandali finanziari della storia del Brasile, continuano a gettare fango sui responsabili politici e a indebolire le istituzioni del Paese. Il sistema di frodi su larga scala messo in atto da Daniel Vorcaro, l\u2019ex presidente della banca oggi in carcere, si basava su una serie di \u00abversamenti\u00bb a \u00abamici\u00bb di alto livello i quali, in cambio, hanno investito fondi pubblici in attivit\u00e0 ampiamente sopravvalutate e hanno chiuso un occhio sui rischi di insolvenza della banca \u2013 in violazione di tutte le procedure di controllo. Tra questi \u00abamici\u00bb figuravano governatori degli Stati federati, membri del Congresso per lo pi\u00f9 affiliati al Centr\u00e3o (il \u00abgrande centro\u00bb, situato a destra dello scacchiere politico) o all\u2019estrema destra, un ex ministro di Jair Bolsonaro, ma anche Fl\u00e1vio Bolsonaro. Il maggiore degli eredi \u00e8 quindi oggetto, dal luglio 2026, di un\u2019indagine della polizia federale a causa dei versamenti di diverse decine di milioni di euro che ha ricevuto da Vorcaro per la realizzazione di un film biografico su suo padre. Il film, intitolato *Dark Horse*<\/em>, non \u00e8 ancora uscito nelle sale e il suo produttore, Mario Frias, anch\u2019egli deputato e membro del Partito Liberale di Bolsonaro, \u00e8 sospettato di aver alimentato un vasto sistema di appropriazione indebita di fondi pubblici per la sua realizzazione.<\/p>\n\n\n\n

La sinistra, tuttavia, non \u00e8 stata risparmiata dallo scandalo della banca Master. Anche il senatore dello Stato di Bahia, Jaques Wagner, membro storico del Partito dei Lavoratori, ex ministro e capogruppo del governo al Congresso, \u00e8 sospettato di aver beneficiato del sistema. Soprattutto, i giudici del TSF sono oggetto di indagini, a cominciare da Alexandre de Moraes, la cui moglie ha firmato contratti molto vantaggiosi con la banca. Da agosto si susseguono le rivelazioni, che gettano il sospetto sulla complicit\u00e0 di diversi giudici e, cosa ancora pi\u00f9 fondamentale, sulla stessa istituzione che era servita da baluardo al progetto autoritario di Bolsonaro padre. Il Tribunale Supremo Federale \u00e8 oggi diviso tra Moraes e i suoi sostenitori da un lato e i giudici nominati da Jair Bolsonaro dall\u2019altro \u2013 anch\u2019essi sospettati di aver ricevuto versamenti e altri regali in natura. <\/p>\n\n\n\n\n\n

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Il 26 settembre 2026, Luiz In\u00e1cio Lula da Silva nel quartiere di S\u00e3o Miguel Paulista. \u00c8 accompagnato dal vicepresidente Geraldo Alckmin, dal candidato alla carica di governatore di San Paolo, Fernando Haddad (PT), nonch\u00e9 dalle candidate al Senato, Marina Silva (REDE) e Simone Tebet (PSB).<\/figcaption>\n <\/a>\n<\/figure>\n\n\n

Il coinvolgimento di Moraes, che dal processo a Bolsonaro \u00e8 diventato il nemico giurato dell\u2019estrema destra, va ampiamente a vantaggio di quest\u2019ultima. In primo luogo, perch\u00e9 Moraes \u00e8 associato dall\u2019opinione pubblica alla difesa delle istituzioni democratiche, e quindi al presidente Lula, anche se non \u00e8 mai stato vicino al Partito dei Lavoratori. In secondo luogo, perch\u00e9 concentrando l\u2019attenzione sul TSF, il caso Master fa passare in secondo piano i numerosi parlamentari di estrema destra coinvolti, in primo luogo Fl\u00e1vio Bolsonaro, che trae pieno vantaggio da questa cortina fumogena. Infine, perch\u00e9 il probabile ritiro di Moraes potrebbe consentire al futuro presidente di nominare quattro nuovi giudici e assicurarsi una maggioranza di voti favorevoli al TSF, un\u2019istituzione che ogni giorno sembra un po\u2019 meno in grado di mantenersi al di sopra della mischia.<\/p>\n\n\n\n

\u00c8 quindi difficile valutare l\u2019impatto dello scandalo della banca Master su quella piccola fetta di indecisi che decider\u00e0 le sorti delle elezioni: se Fl\u00e1vio Bolsonaro ha risentito nei sondaggi, all\u2019inizio della campagna, delle rivelazioni sul film *Dark Horse*<\/em>, la crisi scoppiata al TSF danneggia soprattutto Lula. I vari sondaggi lo dimostrano: alla vigilia delle elezioni, tra questi elettori prevale un senso di \u00abconfusione\u00bb. Le proiezioni, dal canto loro, concordano: i due principali candidati sono testa a testa, con circa il 45% delle intenzioni di voto al secondo turno.<\/p>\n\n\n\n

Un bilancio contrastante<\/h2>\n\n\n\n

Infine, al di l\u00e0 dello scandalo della banca Master, che ha ampiamente dominato le ultime settimane di campagna elettorale, Lula fatica a difendere il proprio operato e a imporre nuove linee guida per il Paese. Pi\u00f9 che la sua et\u00e0 \u2013 compir\u00e0 81 anni due giorni dopo il ballottaggio \u2013 , il presidente-candidato, che si candida per un quarto mandato e per cui questa \u00e8 ormai la settima campagna presidenziale, deve fare i conti con una certa stanchezza dell\u2019opinione pubblica nei confronti del Partito dei Lavoratori, il che spiega in parte il suo elevato tasso di disapprovazione (tra il 45% e il 50% nei recenti sondaggi), anche tra i giovani. Lula pu\u00f2 tuttavia vantare un bilancio non trascurabile, i cui pilastri principali sono la salvaguardia delle istituzioni democratiche dopo l\u20198 gennaio 2023 e la ricostruzione economica e sociale del Paese dopo la pandemia di Covid-19 e quattro anni di governo Bolsonaro.<\/p>\n\n\n\n

Durante il suo terzo mandato, la povert\u00e0 estrema e lo spettro della fame sono diminuiti, il ritmo di deforestazione dell\u2019Amazzonia si \u00e8 dimezzato in quattro anni, attestandosi a 5.731 km\u00b2 all\u2019anno, contro gli oltre 11.000 alla fine del mandato di Jair Bolsonaro, e sono state varate misure di grande rilievo come la settimana lavorativa di cinque giorni. Sul piano economico, il Brasile registra una crescita del 2,3% nel 2025, vicina alla media latinoamericana ma in calo rispetto all\u2019anno precedente (3,4%), e un tasso di disoccupazione relativamente basso. L\u2019inflazione e il debito delle famiglie rimangono tuttavia motivo di grave preoccupazione per gran parte della popolazione. E i problemi strutturali persistono: le disuguaglianze, alimentate da un sistema fiscale che ridistribuisce pochissimo; l\u2019insicurezza legata alle bande, alle milizie e alla polizia. Nell\u2019ottobre 2025, il massacro di 122 abitanti delle favelas da parte della polizia di Rio durante un\u2019operazione antidroga, di cui decine di corpi sono stati recuperati dagli abitanti nella foresta, \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 sanguinosi della storia recente del Paese. Secondo i dati dell\u2019Annuario brasiliano di sicurezza pubblica <\/span>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>, le violenze da parte delle forze dell\u2019ordine hanno raggiunto un triste record nel 2025: mentre il numero di omicidi continua a seguire un andamento discendente (40.775 nel 2025, ovvero il 31% in meno rispetto al 2022), quello delle vittime di interventi di polizia non smette di aumentare (6.602 nel 2025, pari a una media di 18 morti al giorno), cos\u00ec come la violenza contro le donne (femminicidi, stupri e aggressioni sessuali), che colpisce in primo luogo le donne di origine africana.<\/p>\n\n\n\n\n

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\n \n \"Fl\u00e1vio\n <\/picture>\n
Fl\u00e1vio Bolsonaro, candidato alla presidenza del Brasile, si rivolge ai suoi sostenitori durante un comizio elettorale a Rio de Janeiro, il 26 settembre 2026. <\/figcaption> <\/figure>\n <\/a>\n \n <\/div>\n
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\n \n \"Con\n <\/picture>\n
Con il braccio teso, Fl\u00e1vio Bolsonaro fa un gesto con la mano a forma di \u00abV\u00bb per indicare la \u00abVittoria\u00bb.<\/figcaption> <\/figure>\n <\/a>\n <\/div>\n <\/div>\n \n
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Fl\u00e1vio Bolsonaro, candidato alla presidenza del Brasile, si rivolge ai suoi sostenitori durante un comizio elettorale a Rio de Janeiro, il 26 settembre 2026. <\/figcaption> <\/figure>\n \n <\/div>\n
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Con il braccio teso, Fl\u00e1vio Bolsonaro fa un gesto con la mano a forma di \u00abV\u00bb per indicare la \u00abVittoria\u00bb.<\/figcaption> <\/figure>\n <\/div>\n <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n

\u00c8 quindi un bilancio contrastante quello che Lula presenta agli elettori, le cui battute d\u2019arresto \u2013 ad esempio sulla riforma fiscale, che costituisce il fulcro per l\u2019attuazione di un sistema redistributivo duraturo \u2013 sono in gran parte attribuibili alle ostruzioni del Congresso. Da questo punto di vista, la situazione ricorda quella del Cile di Gabriel Boric o della Colombia di Gustavo Petro, i cui mandati si sono recentemente conclusi con una vittoria dell\u2019estrema destra. Da un punto di vista pi\u00f9 strutturale, i partiti del Centr\u00e3o, pronti a vendersi al miglior offerente, che negoziano il proprio appoggio a condizioni sempre pi\u00f9 onerose (incarichi nei ministeri e nell\u2019alta amministrazione, approvazione o blocco di determinate leggi, ecc.), continuano a dettare legge in entrambe le camere del Congresso e sono custodi, almeno in parte, del futuro della democrazia brasiliana.<\/p>\n\n\n\n

In un contesto elettorale cos\u00ec incerto, bisogner\u00e0 infine tenere conto del ruolo delle chiese evangeliche, la cui capacit\u00e0 di mobilitare i propri fedeli in occasione delle elezioni \u00e8 spettacolare. Nel 2022, il 75% degli evangelici aveva votato per Jair Bolsonaro al secondo turno e il 25% per Lula. Da allora, e anche se la loro crescita \u00e8 meno esponenziale rispetto a quanto lo fosse negli anni \u201980 e \u201990, la loro influenza sul panorama religioso brasiliano non \u00e8 venuta meno, come dimostrano recenti indagini. Nei giorni e nelle settimane a venire, il destino democratico del Brasile si giocher\u00e0 quindi su molteplici livelli: dai giganteschi palchi dei templi della Chiesa Universale del Regno di Dio o dell\u2019Assemblea di Dio, ai corridoi della Casa Bianca, passando per i social media, casse di risonanza globalizzate di una campagna elettorale polarizzata come mai prima d\u2019ora. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

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