{"id":51600,"date":"2026-09-29T12:03:55","date_gmt":"2026-09-29T10:03:55","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=51600"},"modified":"2026-09-29T12:18:23","modified_gmt":"2026-09-29T10:18:23","slug":"la-controrivoluzione-culturale-e-un-fallimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/09\/29\/la-controrivoluzione-culturale-e-un-fallimento\/","title":{"rendered":"La controrivoluzione culturale \u00e8 un fallimento"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"non-subscribers-only\"><em>Scopri <\/em>\u201cIl Grand Continent<em>\u201d. Idee e analisi che non troverai da nessun\u2019altra parte. Ma che presto vedrai ovunque. Nella tua casella di posta <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/offre-abonnement\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">a partire da 8 euro al mese<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Il filo conduttore di tutti i discorsi populisti \u00e8 quello di pretendere di difendere l\u2019identit\u00e0 di un popolo, che sarebbe minacciata sia da una sovversione interna \u2013 la scristianizzazione, la decadenza, il \u00abwokismo\u00bb \u2013 e da una sommersione esterna causata da un\u2019immigrazione demografica portatrice di un\u2019altra cultura \u2013 in genere, l\u2019Islam. I populisti si distinguono per la loro diversa interpretazione del rapporto tra queste due \u00abminacce\u00bb. Per i pi\u00f9 tradizionalisti, la sovversione rende possibile l\u2019inondazione, mentre per i pi\u00f9 liberali, l\u2019inondazione porta alla sovversione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La cultura antropologica nel mirino<\/h2>\n\n\n\n<p>Quando i populisti parlano di difendere una cultura, non bisogna intendere quella incarnata da Platone, Shakespeare, Goethe o Proust. Si tratta della cultura antropologica di una societ\u00e0. In altre parole, la struttura implicita del legame sociale che i suoi membri dovrebbero condividere, ma anche un insieme di valori e norme che sembrano scontati, indipendentemente dalle divergenze politiche o filosofiche tra gli uni e gli altri. In sintesi, si tratta di una cultura forgiata da una storia e da una lunga tradizione comuni che la societ\u00e0 conserverebbe nelle sue radici e nella sua memoria. A prescindere da tutte le differenze sociologiche quali quelle di classe, di ceto economico, di provenienza geografica o di istruzione, la societ\u00e0 da difendere si fonda quindi, secondo i populisti, su una struttura antropologica che permette di costituire una societ\u00e0 e, sebbene in forma ridimensionata, di godere di un certo stile di vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se la cultura, dal punto di vista dell\u2019antropologia, \u00e8 proprio ci\u00f2 che permette di simbolizzare e rappresentare questa struttura sottostante \u2013 proprio come il marxismo, quando si tratta delle classi sociali \u2013, allora essa \u00e8 davvero la chiave dell\u2019ordine sociale. Per molti leader e pensatori populisti, la conquista del potere politico sarebbe ormai l\u2019unico mezzo per rifondare il campo culturale, consentendo cos\u00ec di difendere o ripristinare questa cultura nel senso antropologico del termine. Si tratta proprio della definizione di una controrivoluzione culturale.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_sipahub60169176_000054-scaled.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1707\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_sipahub60169176_000054-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_sipahub60169176_000054-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_sipahub60169176_000054-1340x893.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_sipahub60169176_000054-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>La questione del fondamento antropologico della societ\u00e0 \u00e8 stata deliberatamente ignorata dal liberalismo politico; \u00e8 stata invece costantemente ribadita da pensatori controrivoluzionari come Louis de Bonald. Il punto di forza, ma anche la debolezza del liberalismo, sta nell\u2019aver eluso la questione antropologica ricorrendo alla teoria del contratto sociale, analizzando la societ\u00e0 come se fosse composta esclusivamente da individui senza legami. A questa finzione, i populisti oppongono il Paese reale, il buon senso, l\u2019identit\u00e0, le radici, la storia e, come valore aggiunto, il cristianesimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene, il paradosso della controrivoluzione odierna \u00e8 che non pu\u00f2 pi\u00f9 basarsi su una societ\u00e0 esistente \u2013 quella tradizionale, pi\u00f9 o meno cristiana. Si trova cos\u00ec costretta a (ri)creare la propria antropologia, attingendo a un passato immaginario. In altre parole, la tradizione \u00e8 diventata la nuova utopia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le strategie populiste per portare a termine questa riconquista culturale<\/h2>\n\n\n\n<p>La priorit\u00e0 \u00e8 quindi la riconquista culturale. Ancor prima della presa del potere, questa inizia con la penetrazione nel campo culturale, lo sviluppo di una cultura cristiana distintiva per plasmare un nuovo panorama sia sociale che patrimoniale, l\u2019investimento nell<em>\u2019intrattenimento<\/em>, la creazione di luoghi in cui elaborare una visione intellettuale \u2013 il GRECE ne \u00e8 stato il precursore, seguito poi dai media di Bollor\u00e9 e da nuovi <em>think tank<\/em>. Questo lavoro sul campo prepara cos\u00ec una vittoria elettorale che garantir\u00e0 l\u2019allineamento o la distruzione delle roccaforti \u00abprogressiste\u00bb \u2013 media, universit\u00e0, \u00abmondo della cultura\u00bb. A quel punto si porr\u00e0 la questione della reversibilit\u00e0 del processo. Prendiamo l\u2019esempio dell\u2019Ungheria. La sconfitta di Orb\u00e1n dimostra che, finch\u00e9 la democrazia funziona, la controrivoluzione rimane un\u2019illusione. Partendo da questa constatazione, si presentano due strategie: o si passa direttamente alla dittatura come in Russia, oppure si cerca di trasformare in profondit\u00e0 la societ\u00e0 e di radificarvi un nuovo habitus reazionario, per garantire una rifondazione antropologica. Come afferma l\u2019avvocato Thibault de Montbrial, sostenitore di un inasprimento generale della legislazione: \u00abIl ripristino dell\u2019autorit\u00e0 avr\u00e0 effetti virtuosi in tutti i campi della societ\u00e0. Sar\u00e0 poi il momento di riconquistare le anime attraverso l\u2019educazione, attorno a un\u2019eredit\u00e0 storica greco-latina e culturale giudaico-cristiana assunta pienamente.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-51600' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/09\/29\/la-controrivoluzione-culturale-e-un-fallimento\/#easy-footnote-bottom-1-51600' title='Thibault de Montbrial, \u00abSolo uno shock di autorit\u00e0 pu\u00f2 evitare la catastrofe alla Francia\u00bb, &lt;em&gt;Figaro Vox&lt;\/em&gt;, 14 ottobre 2025.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ma occorre ancora capire a quale passato si riferiscano i populisti. \u00c8 proprio qui che sta il problema. Si tratta forse del passato precedente alla migrazione di massa? In tal caso, la priorit\u00e0 sarebbe la rimigrazione. Oppure si tratta del passato incarnato da una societ\u00e0 tradizionale che si \u00e8 progressivamente disgregata sotto i colpi del liberalismo con la Rivoluzione francese, del progressismo con la sinistra e, successivamente, del \u00abwokismo\u00bb? I programmi populisti intrecciano quindi due fondamenti antropologici diversi, se non addirittura contraddittori: da un lato, un\u2019antropologia che propugna uno \u00abstile di vita\u00bb individualista ed edonista in opposizione al fanatismo \u2013 la formula \u00abSiamo tutti Charlie\u00bb ne \u00e8 un esempio \u2013; e dall\u2019altro, un\u2019antropologia cristiana, quella che si attribuisce alla societ\u00e0 tradizionale costruita attorno alla famiglia e fondata sui generi. Due riferimenti antropologici contraddittori, quindi&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-51600' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/09\/29\/la-controrivoluzione-culturale-e-un-fallimento\/#easy-footnote-bottom-2-51600' title='Cfr. Olivier Roy, \u00abLa destra e Trump: crisi e futuro di una tradizione politica\u00bb, LGC, 28 marzo 2025.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<sup> <\/sup>E questa contraddizione \u00e8 destinata ad acuirsi. Infatti, oggi, sulla scia dell\u2019ondata MAGA negli Stati Uniti, assistiamo a una radicalizzazione dei progetti di governance populista. Si tratta ormai di promuovere una vera e propria controrivoluzione culturale, con l\u2019obiettivo di rendere irreversibile il rovesciamento dell\u2019ordine liberale \u2013 il \u00abwokismo\u00bb non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019unico bersaglio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano interno, l\u2019obiettivo \u00e8 quello di attuare una profonda riforma costituzionale che liberi i nuovi regimi dal controllo delle istituzioni repubblicane, ma anche da quello di Bruxelles e degli organismi internazionali, ovviamente. Per quanto riguarda l\u2019inevitabilit\u00e0 dell\u2019alternanza elettorale, per uscirne senza ricorrere a un colpo di Stato e senza affidarsi esclusivamente alla repressione, i populisti intendono riuscirci modificando in profondit\u00e0 il legame sociale, attraverso un ritorno ai fondamenti antropologici della societ\u00e0. Si tratta di rendere \u00abdesiderabili\u00bb le loro norme e i loro valori, presentandoli come il riflesso dello stile di vita reale o sognato dalla maggioranza della popolazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019\u00abantropologia cattolica\u00bb, unico modello antropologico \u00abrigido\u00bb valido<\/h2>\n\n\n\n<p>La nostalgia degli anni Cinquanta, cos\u00ec come la sua controparte,<em> l\u2019ostalgia<\/em> della Germania dell\u2019Est, riguardano societ\u00e0 prive di quella consistenza antropologica necessaria a ricreare il legame sociale. La deresponsabilizzazione sotto uno Stato tutelare \u2013 pi\u00f9 o meno benevolo \u2013, il piacere del consumo di massa, il sogno della vita in periferia: tutto ci\u00f2 presupponeva una certa prosperit\u00e0 al riparo dei confini nazionali. Questa non \u00e8 pi\u00f9 all\u2019ordine del giorno. Questi due modelli del dopoguerra, quello liberale e quello sovietico, sono stati in gran parte preservati dalla guerra fredda e si sono rivelati sostenibili solo per il tempo di due generazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora, quale modello antropologico alternativo \u201cduro\u201d rimane oggi? Rimane quella che io chiamo \u201cantropologia cattolica\u201d, ovvero la famiglia tradizionale e la legge naturale. Essa \u00e8 centrale nei movimenti tradizionalisti e fondamentalisti, ma viene anche regolarmente invocata da gran parte della destra e dell\u2019estrema destra conservatrice, che vede in essa l\u2019antitesi di un \u00abwokismo\u00bb percepito come lo stadio ultimo del pensiero liberale dell\u2019Illuminismo. L\u2019idea centrale \u00e8 quindi che esista un modello antropologico inscritto nella natura umana, la quale pu\u00f2 essere sia il risultato dell\u2019atto creativo divino sia il prodotto dell\u2019evoluzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_sipahub60169176_000051-scaled.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1707\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_sipahub60169176_000051-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_sipahub60169176_000051-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_sipahub60169176_000051-1340x893.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_sipahub60169176_000051-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Perch\u00e9 allora \u00abcattolica\u00bb e non \u00abcristiana\u00bb? Perch\u00e9 solo la Chiesa cattolica pretende di gestire la societ\u00e0 civile, e questo dalla riforma gregoriana dell\u2019XI secolo fino allo sviluppo della famosa \u00abdottrina sociale della Chiesa\u00bb, ormai rivendicata da una parte dell\u2019estrema destra \u2013 il concetto di \u00abbene comune\u00bb di St\u00e9rin si fonda su un principio centrale di questa dottrina. Sebbene protestanti e cattolici facciano tutti riferimento alla teoria delle due citt\u00e0 di Agostino, non ne traggono le stesse conseguenze. Il protestante deve vivere la propria fede nella citt\u00e0 degli uomini, ma delega volentieri all\u2019ordine laico la gestione di questa societ\u00e0, come risulta esplicito in Lutero. I calvinisti insistono maggiormente sulla \u00abcomunit\u00e0 dei santi\u00bb, che si distingue dalla societ\u00e0. Qui si nota l\u2019influenza della teoria della predestinazione, anche se ormai non viene pi\u00f9 rivendicata sul piano teologico. Gli evangelici americani non formano quindi una societ\u00e0, nel senso che, per loro, il legame sociale non ha una valenza positiva in s\u00e9. Tutto \u00e8 incentrato sull\u2019incontro personale con Ges\u00f9, condizione della salvezza individuale \u2013 il fine dei fini.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma per la Chiesa esiste effettivamente una legge naturale valida per tutti; essa deriva dalla natura dell\u2019essere umano cos\u00ec come Dio lo ha creato. Una buona societ\u00e0 \u00e8 quindi possibile se si fonda su un\u2019antropologia naturale e sull\u2019etica che ne deriva. La salvezza, dal canto suo, dipende solo dalla fede e dalle opere. Si tratta di una societ\u00e0 organica, orientata verso fini buoni. Di conseguenza, esiste effettivamente un\u2019autonomia della societ\u00e0, ma fondata sulla natura dell\u2019essere umano, cio\u00e8, indirettamente, sulla creazione. Tale autonomia non dipende dalla volont\u00e0 dell\u2019essere umano, poich\u00e9 questa pu\u00f2 esercitarsi legittimamente solo nell\u2019ambito della propria natura. La legge naturale \u00e8 un dato di fatto, \u00e8 anteriore a qualsiasi contratto sociale \u2013 che del resto rende superfluo \u2013 e rimane accessibile anche ai non cristiani. Papa Leone XIV riassume cos\u00ec questa visione, che era stata sistematizzata da Tommaso d\u2019Aquino:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab[I] fondamenti [della dottrina sociale] sono profondamente in accordo con la natura umana, con la legge naturale che tutti possono riconoscere, anche i non cristiani, anche i non credenti. Non bisogna quindi temere di proporla e difenderla con convinzione: <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2025\/09\/14\/je-ne-peux-pas-le-pape-leon-xiv-contre-les-empires\/\">\u00e8 una dottrina di salvezza che mira al bene di ogni essere umano, alla costruzione di societ\u00e0 pacifiche, armoniose, prospere e riconciliate<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019opposizione della Chiesa al matrimonio omosessuale non viene quindi espressa solo in termini di abominio \u2013 cio\u00e8 di offesa a Dio \u2013, ma anche in termini di rottura antropologica, secondo le parole del cardinale Barbarin. Allo stesso modo, i principi non negoziabili di papa Benedetto, ovvero la difesa della vita e della famiglia, si rivolgono a tutti, e non solo ai cattolici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il fascino di questo modello va ben oltre la comunit\u00e0 dei credenti. Spiega anche il peso degli intellettuali cattolici nel movimento MAGA \u2013 spesso protestanti convertiti come J.D. Vance. In Europa, invece, l\u2019approccio \u00e8 piuttosto maurrassiano: il modello antropologico cattolico viene elogiato da intellettuali agnostici che spesso non hanno alcuna formazione cattolica, come Zemmour, ad esempio. Per i pensatori neoreazionari, la legge naturale viene secolarizzata nel \u00abbuon senso\u00bb \u2013 si parla allora di \u00absenso comune\u00bb \u2013 oppure nella \u00abnatura\u00bb \u2013 ci si riferisce allora alla sociobiologia e alla teoria dell\u2019evoluzione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Legge o nuovo habitus cristiano: il ritorno a un\u2019\u00abantropologia cattolica\u00bb<\/h2>\n\n\n\n<p>Il problema \u00e8 capire come realizzare questo ritorno a un\u2019\u00abantropologia cattolica\u00bb, anche se secolarizzata, in un contesto in cui la societ\u00e0 \u00e8 sempre pi\u00f9 scristianizzata. La questione va ben oltre la perdita della fede: si tratta della perdita stessa di ogni cultura cristiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Per intraprendere questa riflessione antropologica, se si esclude la possibilit\u00e0 di un ritorno massiccio alla fede \u2013 che, in ogni caso, non avverr\u00e0 necessariamente nel senso di un cristianesimo identitario&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-51600' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/09\/29\/la-controrivoluzione-culturale-e-un-fallimento\/#easy-footnote-bottom-3-51600' title='Cfr. Olivier Roy, \u00abIl cristianesimo \u00e8 europeo?\u00bb, &lt;em&gt;Esprit,&lt;\/em&gt; settembre 2026'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span> \u2013, rimangono due opzioni possibili: o attraverso la norma, cio\u00e8 attraverso la legge (e quindi attraverso la repressione); oppure attraverso l\u2019affermarsi di un nuovo habitus cristiano, in particolare mediante la diffusione di una cultura simbolica cristiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo si osserva nei neo-reazionari che spingono per l\u2019adozione di una legislazione conservatrice in materia di famiglia, il genere e la sessualit\u00e0 attraverso il divieto dell\u2019aborto, del matrimonio omosessuale, del riconoscimento della diversit\u00e0 sessuale, l\u2019affermazione della complementarit\u00e0 e non dell\u2019uguaglianza tra i sessi, ecc. Ma la grande maggioranza dell\u2019elettorato populista, cos\u00ec come una parte degli stessi leader populisti, non seguir\u00e0 questa linea. Da qui la cautela dei populisti, tranne quando il terreno \u00e8 favorevole, come oggi in Texas e in Polonia. Solo i partiti pi\u00f9 estremisti tentano di attuare questo programma, come \u00e8 avvenuto con Vox in Spagna o con il generale Vannacci in Italia. La priorit\u00e0 sar\u00e0 quindi ovunque la riduzione autoritaria degli spazi di libert\u00e0 culturale esistenti: si vieta, si censura, si licenzia, si negano i sussidi, si nominano sostenitori e amici in posizioni chiave. Questo funziona finch\u00e9 riguarda i \u00abmargini\u00bb (immigrati, giovani donne musulmane, studenti, ambienti culturali), ma pone un problema non appena ci si avvicina al cuore dell\u2019elettorato \u2013 Trump ne \u00e8 oggi l\u2019esempio lampante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_sipahub60169176_000048-scaled.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1707\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_sipahub60169176_000048-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_sipahub60169176_000048-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_sipahub60169176_000048-1340x893.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_sipahub60169176_000048-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Infatti, affinch\u00e9 una norma si affermi, deve essere desiderabile: i cambiamenti del modello giuridico sono la conseguenza e non la causa dei cambiamenti antropologici. Questi ultimi li riflettono, li inquadrano, li rallentano o li accelerano. Lo si \u00e8 potuto osservare con il matrimonio omosessuale, che \u00e8 diventato accettabile solo una volta sancito dalla legge. Ma non si costruisce una societ\u00e0 a partire dal diritto. L\u2019individualismo edonista \u00e8 ben radicato nella societ\u00e0 occidentale, a cominciare dalle \u00e9lite populiste.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco quindi la vera sfida di una politica culturale: non basta cancellare la cultura progressista, perch\u00e9 la questione \u00e8 capire con cosa verr\u00e0 sostituita. Bisogna rendere la cultura cristiana attraente anche in una forma secolarizzata.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda parte consiste quindi nel saturare il \u201cpaesaggio\u201d di simboli, icone, immagini e narrazioni che mettono in risalto una nazione cristiana. \u00c8 ci\u00f2 che chiamo la \u201ccultura segnaletica cristiana\u201d: nomi di strade, parchi di divertimento, pellegrinaggi ostentati, grandi perdoni, trom\u00e9nies, traversaines, percorsi di Santiago di Compostela, rintocchi di campane, bandiere, uniformi, calvari e santuari. Ci si dedica d\u2019un colpo a tutti i santi del repertorio per marcare il territorio. Questo fenomeno di messa in scena si ritrova al Puy du Fou, proprio come nella televisione \u00abBollor\u00e9\u00bb che trasmette la messa in latino in prima serata con sacerdoti in abiti cerimoniali.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure questa segnaletica non corrisponde ad alcuna struttura antropologica. Si tratta di rituali ostentati, slegati dai contesti sociologici che li hanno generati: quelli delle corporazioni, dei ritmi della vita contadina, dei riti di passaggio, delle grandi sofferenze popolari. Infatti, non ci sono pi\u00f9 marinai bretoni che rischiano la vita nel Mare d\u2019Islanda, ma solo pescatori con la lenza e ciclisti di campagna che si godono una bella domenica nel giorno del Pardon. L\u2019insistenza dei populisti su questa modalit\u00e0 festosa risponde a una necessit\u00e0 strutturale: in mancanza di un fondamento antropologico, si recita. Ci si traveste da cavalieri con Giovanna d\u2019Arco, si posa in costume folcloristico tra una bourr\u00e9e e un biniou \u2013 persino Bollor\u00e9 indossa il suo cappello tondo. Messa e corrida sono in programma per il sindaco di B\u00e9ziers.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio una cultura folcloristica quella che viene messa in primo piano. Ma come aveva osservato il grande specialista del folklore francese Andr\u00e9 Varagnac, si parla di folklore quando la cultura popolare ha perso il suo radicamento \u00abcivilizzazionale\u00bb, ovvero antropologico&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-51600' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/09\/29\/la-controrivoluzione-culturale-e-un-fallimento\/#easy-footnote-bottom-4-51600' title='\u00abCivilisation traditionnelle et genre de vie\u00bb, Albin Michel 1948.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Ci si trova nello stile di vita ludico della <em>rievocazione storica<\/em>. Di fatto, si accentua proprio quella deculturazione che si vuole combattere \u2013 ovvero il divario tra le pratiche sociali e le rappresentazioni, tra la messa in scena e la vita reale. Si spinge cos\u00ec alla trasformazione della vita reale in messa in scena. Questa \u00abde-realizzazione\u00bb \u00e8 accentuata dal ruolo dei social network, vero luogo di un legame sociale che si mette in scena in performance festive, sia in chiave ludica, sia come rituale identitario. Non esiste pi\u00f9, quindi, una cultura popolare, ma solo folklore o intrattenimento. Da qui deriva il lato kitsch. Si finge, si caricaturizza, si esagerano i toni.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_sipahub60169176_000045-scaled.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1707\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_sipahub60169176_000045-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_sipahub60169176_000045-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_sipahub60169176_000045-1340x893.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_sipahub60169176_000045-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Inoltre, a questa strategia manca un elemento fondamentale: la Chiesa, pur non avendo nulla contro la religiosit\u00e0 popolare o persino l\u2019identit\u00e0, difende innanzitutto i valori e le norme. Certo, la Chiesa non ha nulla contro il folklore ribattezzato \u00abreligiosit\u00e0 popolare\u00bb, il canto polifonico corso o l\u2019Ave Maria in gasconese, ma non pu\u00f2 scendere a compromessi sui propri valori. Propongo di illustrare questa tensione tra, da un lato, un cristianesimo simbolico e folcloristico (e patriottico) e, dall\u2019altro, la fede e la norma, attraverso un episodio recente. Va notato che il protagonista non \u00e8 un \u00abpopulista\u00bb dal punto di vista politico, ma si inserisce in questo contesto della cultura simbolica del ritorno alla tradizione e alle radici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In occasione della \u00abFiera della lana\u00bb \u2013 che riprende una tradizione medievale e celebra Jean de Dunois, compagno di Giovanna d\u2019Arco \u2013, il sindaco di Ch\u00e2teaudun, Philippe Vigier, trasforma la messa domenicale del 5 luglio 2026 in una \u00abmessa medievale\u00bb. Il deputato sindaco e il suo consiglio comunale si travestono da cavalieri medievali. Il parroco, padre Fran\u00e7ois Yambressinga, di nazionalit\u00e0 ivoriana, poco affascinato dalla cavalleria, tiene un&#8217;omelia contro la legge sull\u2019eutanasia. Eppure il deputato e sindaco, travestito da Dunois, \u00e8 il relatore generale della proposta di legge sull\u2019aiuto a morire. Furioso, chiede scuse al parroco e dichiara: \u00abGli ho detto che non era n\u00e9 il luogo n\u00e9 il momento per parlare dell\u2019aiuto a morire. Era una messa medievale. I rappresentanti eletti erano in costume, c\u2019erano i lanciatori di bandiere e Luc Arbogast ha accompagnato la cerimonia interpretando tre canti medievali.\u00bb Il folklore prevale sulla norma religiosa: si tratta di una messinscena, di uno spettacolo, di un evento. Questa appropriazione del cristianesimo da parte del movimento identitario \u00e8 ovviamente inaccettabile per la Chiesa. Il vescovo ha sostenuto il parroco e ha affermato che non ci sarebbero state scuse&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-51600' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/09\/29\/la-controrivoluzione-culturale-e-un-fallimento\/#easy-footnote-bottom-5-51600' title='\u00abQuando l\u2019aiuto a morire si intromette nella messa\u00bb, &lt;em&gt;L\u2019Echo R\u00e9publicain&lt;\/em&gt;, 13 luglio 2026.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo aneddoto dimostra chiaramente che il conflitto tra la cultura della segnaletica e l\u2019esigenza religiosa \u00e8 una questione di finalit\u00e0. Se il gioco \u00e8 effettivamente una forma di apprendimento, a un certo punto bisogna smettere di giocare e diventare adulti. L\u2019habitus non crea l\u2019antropologia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il populismo sar\u00e0 incapace tanto di far rivivere il mondo del passato quanto di fondare una nuova societ\u00e0. Esso si inserisce nella societ\u00e0 dello spettacolo e nell\u2019espansione dell\u2019impero delle norme.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 il progetto populista si trova di fronte a un paradosso antropologico 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