{"id":5060,"date":"2022-10-09T22:50:10","date_gmt":"2022-10-09T21:50:10","guid":{"rendered":"https:\/\/lgctesting.piramid.studio\/it\/2022\/10\/09\/alla-corte-di-giorgia-meloni\/"},"modified":"2022-10-21T13:54:26","modified_gmt":"2022-10-21T12:54:26","slug":"alla-corte-di-giorgia-meloni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/10\/09\/alla-corte-di-giorgia-meloni\/","title":{"rendered":"Alla corte di Giorgia Meloni"},"content":{"rendered":"\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Tra Palazzo Chigi e i ministeri sono circa 300 le nomine necessarie a coprire i posti apicali.  La chiave, per Meloni, \u00e8 nella distribuzione degli alti burocrati, fondamentali per gestire la macchina ministeriale. <\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Alle sue truppe, la presidente di Fratelli d&#8217;Italia et probabile prima Presidente del Consiglio donna in Italia, ha dato ordine di restare in silenzio. Niente festeggiamenti da parvenu della politica, niente risse sui social, niente sbrodolamenti salviniani in tv. <\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Chiusa nella sede di partito a via della Scrofa, \u201cil bunker\u201d come la chiamano ormai gli addetti ai lavori, Meloni lavora alla squadra di governo. Comporre la lista dei ministri non \u00e8 facile, anche perch\u00e9 le attenzioni sono concentrate su di lei, che sconta la provenienza politica e le quotidiane dichiarazioni incendiarie che la caratterizzavano fino a qualche anno fa, e l\u2019asticella \u00e8 stata posta in alto. Le frasi \u00abFaremo un governo di alto profilo\u00bb unite all\u2019avvertimento agli alleati e al suo partito \u00abSe non abbiamo profili all\u2019altezza di un determinato ministero non c\u2019\u00e8 nulla di male a cercare un tecnico\u00bb, fanno capire il tentativo di accreditarsi in un mondo, quello dell\u2019establishment italiano ed europeo, che di Meloni \u00e8 sempre stato uno dei bersagli preferiti. Il tentativo, almeno a partire dalle prime ore dopo la vittoria, \u00e8 quello di applicare il tecnosovranismo: un governo con una forte guida politica ma gestito, nella quotidianit\u00e0, da persone con una consuetudine con la macchina amministrativa italiana, con <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2022\/09\/21\/scenari-italiani-il-prossimo-governo-tra-vincoli-esterni-e-crisi-economico-sociale\/\">l\u2019establishment interno ed internazionale<\/a>. Insomma, se si analizzano i suoi primi passi, Meloni mostra di aver compreso che la sovranit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 soltanto verticale, il mandato popolare non \u00e8 sufficiente per governare con profitto, ma serve anche la sovranit\u00e0 orizzontale, cio\u00e8 il riconoscimento <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2022\/07\/11\/tra-diritto-e-geopolitica-lunione-dopo-lucraina-secondo-natalino-irti\/\">dei pari grado internazionali e delle strutture sovranazionali che prendono decisioni che si riverberano sugli Stati che ne fanno parte <\/a>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-5060' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/10\/09\/alla-corte-di-giorgia-meloni\/#easy-footnote-bottom-1-5060' title='Sabino Cassese, Governare gli italiani. Storia dello Stato, Bologna, Il Mulino, 2014'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>. <\/p>\n\n\n\n<p>Dunque, persino Giorgia Meloni ha capito che non si pu\u00f2 governare contro l\u2019Europa, anche se l\u2019Europa le va contro. Ci sono cose che la leader di Fd\u2019I non direbbe pi\u00f9. Come certe uscite euroscettiche sull\u2019Euro rilasciate al Foglio nel 2018: \u00abVogliamo porre il problema di una moneta unica che non funziona e dire chiaramente ce se sar\u00e0 necessario sosterremo lo scioglimento concordato della zona euro. Anche perch\u00e9 l\u2019euro rischia di crollare comunque, \u00e8 l\u2019unica moneta non tarata sulla media delle economie europee, rafforza chi \u00e8 gi\u00e0 forte e indebolisce chi \u00e8 debole. Persino le banche d\u2019affari studiano l\u2019uscita dall\u2019euro, da Nomura a Jp Morgan. Per questo dico: il dibattito \u00e8 molto ideologico, valutiamo se l\u2019euro sta funzionando oppure no e poi, pragmaticamente, regoliamoci di conseguenza\u00bb &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-5060' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/10\/09\/alla-corte-di-giorgia-meloni\/#easy-footnote-bottom-2-5060' title='Intervista a Giorgia Meloni, \u201cLa svolta anti ribellista di Meloni, Il Foglio, 16 gennaio 2018 &lt;a href=&quot;https:\/\/www.ilfoglio.it\/politica\/2018\/01\/16\/news\/giorgia-meloni-critica-matteo-salvini-e-m5s-173223\/&quot;&gt;https:\/\/www.ilfoglio.it\/politica\/2018\/01\/16\/news\/giorgia-meloni-critica-matteo-salvini-e-m5s-173223\/&lt;\/a&gt;.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Giorgia Meloni ha capito che non si pu\u00f2 governare contro l\u2019Europa, anche se l\u2019Europa le va contro.<\/p><cite>DAVID ALLEGRANTI E FRANCESCO MASELLI<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Tuttavia, la strada \u00e8 pi\u00f9 impervia del previsto. Le diffidenze internazionali sono evidenti: sia la prima ministra francese che la sua ministra degli Affari europei hanno ripetuto, a distanza di una settimana l\u2019una dall\u2019altra, che \u00abvigileranno\u00bb sul rispetto dei diritti in Italia, mentre il portavoce del governo olandese, secondo quanto riporta La Repubblica &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-5060' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/10\/09\/alla-corte-di-giorgia-meloni\/#easy-footnote-bottom-3-5060' title='Claudio Tito, Draghi sotto torchio dai partner europei: \u201cE ora che far\u00e0 Giorgia?\u201d, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2022\/10\/07\/news\/italia_vertice_ue_praga-368873417\/&quot;&gt;&lt;strong&gt;La Repubblica, 07\/10\/2022&lt;\/strong&gt;&lt;\/a&gt;'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>, ha dato voce ai dubbi condivisi da molti partner europei: \u00abIl punto \u00e8 che noi vogliamo capire <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2022\/08\/25\/il-contesto-di-meloni\/\">chi \u00e8 Giorgia Meloni<\/a>. \u00c8 la leader di destra che parlava contro l\u2019Europa o \u00e8 quella pi\u00f9 moderata che adesso sembra pronta ad accettare le regole della comunit\u00e0 europea? Nel secondo caso non ci saranno problemi, nel primo\u2026\u00bb. Sono dichiarazioni che hanno un peso inevitabile, soprattutto verso personalit\u00e0 di livello elevato con carriere internazionali alle spalle (e ancora un futuro professionale di una certa durata). \u00c8 il caso di Fabio Panetta, membro del board della BCE e prima scelta di Giorgia Meloni come ministro dell\u2019Economia: da settimane filtra il suo nome che viene tuttavia continuamente smentito proprio per una ritrosia dell\u2019interessato, probabilmente timoroso di partecipare a un\u2019esperienza di governo cos\u00ec connotata e dalla possibile breve durata. Stesso discorso pu\u00f2 farsi per eventuali altri tecnici al ministero dell\u2019Interno (e infatti il nome che circola \u00e8 quello di Matteo Piantedosi, ex capo di gabinetto di Matteo Salvini tra il 2018 e il 2019), agli Affari esteri o alle Riforme, se come pare il governo prover\u00e0 davvero a introdurre il sistema presidenziale, e in questo caso nominare una figura tecnica potrebbe rendere il tema meno polarizzato. In assenza di nomi di primo piano, il rischio \u00e8 che Meloni si trovi costretta in ogni caso a nominare dei tecnici, ma non di primo piano, come accaduto con Giovanni Tria ed Enzo Moavero Milanesi, rispettivamente ministro dell\u2019Economia e degli Affari esteri del governo di alleanza tra Lega e Movimento 5 stelle, poco apprezzati dall\u2019opinione pubblica e osteggiati dalla pubblica amministrazione che erano stati chiamati a guidare. In questo caso, il nervosismo degli alleati di governo sarebbe difficile da gestire: di fronte a un tecnico di assoluto valore \u00e8 pi\u00f9 semplice rinunciare a incarichi ministeriali, ma davanti a seconde file la disciplina di Lega e Forza Italia, che pretendono per s\u00e9 dei ministeri di peso, non \u00e8 assicurata.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto, per il governo Meloni, non sono soltanto i ministeri: ci\u00f2 su cui si misurer\u00e0 la capacit\u00e0 di tecno sovranismo, cio\u00e8 di tenere insieme un\u2019agenda conservatrice sulla politica interna e una certa credibilit\u00e0 con l\u2019establishment internazionale e nazionale garantita da figure inserite in questi mondi, \u00e8 sui posti di alto livello amministrativo, fondamentali per gestire la macchina ministeriale. \u00c8 qui che la compenetrazione tra la coalizione pi\u00f9 a destra della storia della repubblica e la tecnocrazia sar\u00e0 pi\u00f9 visibile (o si dimostrer\u00e0 fallita). Tra Palazzo Chigi e i ministeri sono circa 300 le nomine necessarie a coprire i posti apicali, in primo luogo quelli di capo di gabinetto, segreteria particolare, segreteria tecnica, capo ufficio legislativo e ufficio stampa. Gi\u00e0 questa prima tornata di alti burocrati, in genere nominati nei primi mesi , non sar\u00e0 semplice: in primo luogo perch\u00e9 la maggior parte dei politici di Fratelli d\u2019Italia non ha esperienza passata n\u00e9 grandi relazioni nell\u2019alta amministrazione, in secondo perch\u00e9 gran parte di questi profili ha lavorato proficuamente con il Partito democratico, che ha retto per la gran parte degli ultimi 10 anni la maggioranza dei ministeri. Qualche \u201calto papavero\u201d legato al mondo della sinistra potrebbe evitare di \u201cbruciarsi\u201d collaborando con un governo considerato distante, anche a causa dei riflettori puntati su Meloni e le sue scelte. A questo va aggiunto il ruolo dei direttori generali dei dipartimenti ministeriali, nominati per tre anni e non soggetti a spoil system: la maggior parte di essi \u00e8 entrata in esecutivi a partecipazione Pd, e dunque una parte delle energie dei nuovi ministri dovr\u00e0 essere spesa per tessere rapporti con personale sconosciuto e in alcuni casi probabilmente prevenuto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La chiave, per Meloni, \u00e8 nella distribuzione degli alti burocrati, fondamentali per gestire la macchina ministeriale. <\/p><cite>DAVID ALLEGRANTI E FRANCESCO MASELLI<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Queste considerazioni hanno un peso inevitabile all\u2019interno del bunker, anche perch\u00e9 il cerchio ristretto di Giorgia Meloni \u00e8 un affare di famiglia. Il cognato, la sorella, gli amici di giovent\u00f9. Meloni, presidente di Fratelli d\u2019Italia e probabile prima presidente donna del Consiglio italiano, ha dato ordine di restare in silenzio. Niente festeggiamenti da parvenu della politica, niente risse sui social, niente sbrodolamenti salviniani in tv. La prima settimana di silenzio dopo il voto del 25 settembre ha creato stupore e disorientamento, anche perch\u00e9 ricorda il prolungato silenzio di Mario Draghi appena diventato capo del governo. Anche i suoi, tutti in silenzio. Persino i pi\u00f9 ciarlieri. Figurarsi lo staff ristretto, quello che lo accompagna da una vita. La sua unit\u00e0 di crisi in servizio permanente. La portavoce Giovanna Ianniello, molto riservata, sa trattare con durezza i giornalisti, soprattutto quelli considerati non amici. Tommaso Longobardi \u00e8 l\u2019uomo dei social; diploma in Ragioneria, laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche, dal 2018 \u00e8 il responsabile della comunicazione social di Giorgia Meloni. \u00c8 la risposta al digital philosopher Luca Morisi, un tempo capo della macchina della comunicazione della Lega prima di alcune vicissitudini che lo hanno costretto a lasciare l\u2019incarico. Longobardi viene dalla Casaleggio Associati, ha \u201cstudiato\u201d con il fu Gianroberto Casaleggio e lo considera tutt\u2019oggi un genio. \u00ab\u00c8 stato un anno importante per me, ricordo i suoi insegnamenti: tutti i politici devono saper usare in prima persona i social, devono capire il mezzo, altrimenti non esistono, sono destinati a essere spazzati via. Aveva ragione\u00bb, ha detto Longobardi in un\u2019intervista. Sulla comunicazione, ci sono anche gli esterni: da Alessandro Giuli, ex condirettore del Foglio, il cui nome \u00e8 circolato come possibile capo della comunicazione a Palazzo Chigi, e acquista forza dopo il probabile rifiuto di Andrea Bonini, giornalista di Sky sondato, senza successo,&nbsp; proprio per rendere la comunicazione pi\u00f9 istituzionale, a Gennaro Sangiuliano, attuale direttore del Tg2, in decisa crescita nelle quotazioni. In quota cerchio magico c\u2019\u00e8 poi Patrizia Scurti, storica assistente di Meloni, che nel suo libro pubblicato da Rizzoli, \u201cIo sono Giorgia\u201d, descrive cos\u00ec: \u00abLa mia padrona dico spesso scherzando, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nulla della mia vita che non passi da lei\u00bb, ha scritto. E poi c\u2019\u00e8 Arianna Meloni, militante, sorella, confidente, consigliera. \u00abTi accompagner\u00f2 sul monte Fato a gettare quell\u2019anello nel fuoco, come Sam con Frodo, sapendo che non \u00e8 la mia storia che verr\u00e0 raccontata, ma la tua, come \u00e8 giusto che sia\u00bb, ha scritto la sorella Arianna, moglie di Francesco Lollobrigida, capogruppo della Camera di FdI ed ex capo dell\u2019organizzazione. Ma quali sono state le ragioni fondamentali della fascinazione della \u201cnuova destra\u201d verso l\u2019opera di Tolkien?&nbsp; \u00abForse &#8211; ci dice il politologo Marco Tarchi &#8211; la sintesi pi\u00f9 adeguata \u00e8 nelle parole dell\u2019articolo di Renato Del Ponte, che fu il primo a recensire <em>Il Signore degli anelli<\/em> in quell\u2019ambiente (nel febbraio 1971, su \u201cL\u2019Italiano\u201d, la rivista di Pino Romualdi): \u201cQuest\u2019opera di Tolkien \u00e8 in definitiva un cosciente e responsabile ritorno alle radici ed ai simboli di un passato tradizionale, nella cui evocazione si rivela, nell\u2019antica ed attualissima lotta di potenze oscure e luminose, una critica ed un\u2019opposizione radicale alla civilt\u00e0 industriale e tecnica che ha degradato l\u2019uomo a semplice \u2018animale casalingo\u2019 estraniandolo dalla natura e dai suoi profondi significati\u201d. Non va dimenticato che in quel periodo la parte del mondo giovanile missino che non si riconosceva nel culto nostalgico del fascismo era molto influenzata da Evola e da tutto ci\u00f2 che riconduceva ad una metafisica della storia imperniata sul conflitto tra la Tradizione (\u201ccon la maiuscola\u201d!) e la decadenza dell\u2019era materialistica. Rispetto a questa impostazione la Nuova Destra oper\u00f2 uno strappo, ritenendo che si dovesse cercare un confronto critico con la modernit\u00e0 anche dall\u2019interno, ma alcune delle tematiche tolkieniane \u2013 il radicamento nella propria terra e cultura, il coraggio, la sfida ai poteri \u201coscuri\u201d di un piccolo popolo, la gi\u00e0 citata ostilit\u00e0 alle conseguenze dell\u2019industrializzazione \u2013 permasero. E la saga tolkeniana aveva un altro pregio: era una saga in cui non esistevano solo i classici Eroi invincibili: gli Hobbit davano alla lotta contro il Potere un carattere pi\u00f9 \u201ca misura d\u2019uomo\u201d (anche se con i piedi pelosi)\u00bb. Non dimentichiamo, in quota cerchio magico meloniano, Chiara Colosimo, consigliera regionale adesso eletta in Parlamento. Una militante della prima ora, dicono da Fratelli d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si vince e bisogna governare, tuttavia, il cerchio magico non basta pi\u00f9. Attorno a Meloni spiccano alcuni politici di peso, che pur non facendo parte della \u201cfamiglia\u201d e della sua storia militante ne hanno accompagnato i passi, e in qualche modo costruito la credibilit\u00e0. Il primo \u00e8 Ignazio La Russa, cofondatore del partito, ex ministro della Difesa dal 2008 al 2011, avvocato siciliano ma trapiantato a Milano, storico rappresentante del Movimento sociale e soprattutto espertissimo parlamentare (eletto ininterrottamente alla Camera dal 1992 poi passato al Senato dal 2018). Quest\u2019ultima dote, in un gruppo composto in larghissima parte da novizi, potrebbe rivelarsi molto utile per Meloni, che a quanto sembra sta pensando per lui alla presidenza del Senato, fondamentale per limitare i rischi di una maggioranza relativamente risicata gi\u00e0 ora (115 senatori su 200, 68 per Fdi, 29 per la Lega, 18 per Forza Italia, 2 per Noi moderati), e che dopo la nomina di qualche ministro-senatore lo diverr\u00e0 ancor di pi\u00f9. L\u2019altro \u00e8 Raffaele Fitto, regista del percorso europeo di Meloni. Fitto ha una storia diversa rispetto al cerchio magico: giovane iscritto alla Democrazia cristiana pugliese a fine anni ottanta (per cui \u00e8 stato eletto consigliere regionale in Puglia nel 1990), ha poi aderito a Forza Italia, per cui \u00e8 stato presidente della regione Puglia dal 2000 al 2005, poi deputato, ministro per i Rapporti con le regioni dal 2008 al 2011, infine eurodeputato a partire dal 2014. Poco dopo la sua elezione a Strasburgo, Fitto lascia Forza Italia e aderisce al gruppo dei Conservatori europei, una posizione che si rivela fondamentale nel percorso di Giorgia Meloni. Il parlamentare europeo aderisce infatti a Fratelli d\u2019Italia, e convince la presidente a iscrivere i propri eletti (5), al gruppo di cui fa parte, evitando con cura di accodarsi alla nuova alleanza sovranista che riunisce la Lega, il Rassemblement national e Alternative f\u00fcr Deutschland in Identit\u00e0 e Democrazia. La scelta non si motiva solo con l\u2019intenzione di marcare una differenza e un\u2019autonomia con Matteo Salvini, in quel momento largamente egemone nella coalizione della destra italiana grazie al 33% ottenuto alle elezioni europee, ma con la volont\u00e0 di evitare di finire in un angolo anche in Europa, vista la gi\u00e0 complicata ricerca di credibilit\u00e0 in ambito italiano. Il ruolo di presidente dei Conservatori europei, assunto da Meloni nel 2020, \u00e8 funzionale a questa strategia, e consente alla leader di Fratelli d\u2019Italia di tessere relazioni molto utili con il Partito repubblicano, il Partito conservatore britannico e il Likud israeliano, senza contare gli alleati in Europa, come il PiS, partito al governo in Polonia, e il Partito democratico civico, che esprime il presidente del Consiglio della Repubblica ceca. \u00c8 sempre Fitto a consigliare a Meloni di evitare, tra il 2020 e il 2021, di fondere il gruppo conservatore con Identit\u00e0 e Democrazia, proprio per continuare nel percorso di \u201cnormalizzazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Alle sue truppe, la presidente di Fratelli d&#8217;Italia et probabile prima Presidente del Consiglio donna in Italia, ha dato ordine di restare in silenzio. Niente festeggiamenti da parvenu della politica, niente risse sui social, niente sbrodolamenti salviniani in tv.<\/p><cite>DAVID ALLEGRANTI E FRANCESCO MASELLI<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p> Come Fitto, anche Adolfo Urso \u00e8 l\u2019uomo incaricato di gestire il lato internazionale dei rapporti politici: militante del Movimento sociale, parlamentare di Alleanza nazionale poi del Popolo delle libert\u00e0 dal 1994 al 2013, \u00e8 stato due volte viceministro. \u00c8 senatore di Fratelli d\u2019Italia dal 2018. Eletto presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della repubblica nel giugno 2021, l\u2019organo di controllo dei servizi segreti italiani, Urso ha per forza di cose lavorato a stretto contatto con l\u2019esecutivo in carica sul dossier ucraino, in particolare sull\u2019invio di armi a Kiev, un modo per accreditare Giorgia Meloni negli Stati Uniti. Non \u00e8 stato casuale il suo viaggio a Washington il 14 settembre scorso, in piena campagna elettorale, incaricato di \u00abraccontare\u00bb, come ha lui stesso dichiarato, la posizione di Fratelli d\u2019Italia sui temi internazionali &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-5060' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/10\/09\/alla-corte-di-giorgia-meloni\/#easy-footnote-bottom-4-5060' title='Marco Galluzzo, Urso: \u00abRacconto agli Usa il programma di FdI. In politica estera continuit\u00e0 con Draghi\u00bb, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.corriere.it\/politica\/22_settembre_10\/urso-racconto-usa-programma-fdi-politica-estera-continuita-draghi-4d436efe-313c-11ed-92ac-f2f5ef48b384.shtml&quot;&gt;Corriere della Sera, 10\/09\/2022&lt;\/a&gt;'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Urso \u00e8 anche il presidente della fondazione FareFuturo, grazie alla quale Fratelli d\u2019Italia \u00e8 entrato in contatto con il mondo repubblicano americano, come dimostra un convegno congiunto con il think tank conservatore americano International Republican Institute (Iri) nel settembre 2021. Meloni ha inoltre pi\u00f9 volte partecipato al Cpac, la convention dei conservatori americani, ulteriore segno di vicinanza con quel mondo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il ruolo di presidente dei Conservatori europei, assunto da Meloni nel 2020, \u00e8 funzionale a questa strategia, e consente alla leader di Fratelli d\u2019Italia di tessere relazioni molto utili con il Partito repubblicano, il Partito conservatore britannico e il Likud israeliano.<\/p><cite>DAVID ALLEGRANTI E FRANCESCO MASELLI<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019altro nome rilevante, nel mondo di Meloni, \u00e8 Giovanbattista Fazzolari, militante di lungo corso (\u00e8 iscritto al Fronte della giovent\u00f9 nel 1989, a 17 anni) e senatore dal 2018. Fazzolari \u00e8 figlio del diplomatico Michele Lucia, \u00e8 madrelingua francese, e ha avuto una lunga carriera sia nella pubblica amministrazione locale che nelle societ\u00e0 pubbliche della regione Lazio, oltre a essere stato il capo della Segreteria tecnica di Meloni al ministero della Giovent\u00f9, dal 2008 al 2011, e suo consigliere giuridico dal 2006 al 2008, quando Meloni \u00e8 stata vicepresidente della Camera. Fazzolari ha avuto un ruolo fondamentale nella stesura del programma elettorale del partito e della coalizione con Lega e Forza Italia, \u00e8 l\u2019uomo di contatto con il governo uscente per i dossier pi\u00f9 urgenti di politica economica e del Pnrr, e con ogni probabilit\u00e0 continuer\u00e0 ad avere un ruolo di raccordo anche nel prossimo governo (come sottosegretario alla presidenza del Consiglio o ministro per l\u2019Attuazione del programma). Guido Crosetto, cofondatore del partito nel 2014, da cui poi si \u00e8 allontanato per andare a lavorare nel privato come presidente della Federazione Aziende Italiane per l\u2019Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza (AIAD) di Confindustria, \u00e8 considerato l\u2019uomo di raccordo tra Meloni e il potere italiano, in particolare con le principali societ\u00e0 di Stato. Crosetto \u00e8 stato sottosegretario alla Difesa, \u00e8 spesso invitato in televisione per difendere la credibilit\u00e0 di Giorgia Meloni, con cui i rapporti sono stretti ma altalenanti, in virt\u00f9 dell\u2019autonomia e del carattere, molto forte, di entrambi. Proprio per questo (e per gli eventuali conflitti di interesse) non \u00e8 chiaro quale ruolo avr\u00e0 nell\u2019esecutivo, ma di sicuro \u00e8 una delle persone pi\u00f9 importanti da tenere in mente. Grazie a Crosetto, anche il diplomatico Stefano Pontecorvo (ex ambasciatore italiano in Pakistan, poi rappresentante civile della Nato in Afghanistan) si \u00e8 avvicinato al mondo di Giorgia Meloni. Il collegamento con Crosetto \u00e8 singolare, nel senso che i due si sono conosciuti grazie alla moglie di Pontecorvo, cuneese come il cofondatore di Fratelli d\u2019Italia; pi\u00f9 che politico, insomma, il rapporto \u00e8 personale, e ha consentito all\u2019ex ambasciatore, a partire dal 2021, un accesso abbastanza libero a Giorgia Meloni, che ha ascoltato con attenzione i consigli di Pontecorvo sulla Nato e il rapporto Atlantico. Tra i vari consiglieri che hanno rafforzato l\u2019atlantismo di Meloni, comunque gi\u00e0 presente da tempo, c\u2019\u00e8 anche lui. Il diplomatico, tra i possibili nomi per gli Affari esteri, ha contribuito alla stesura del programma di politica estera a di difesa di Fratelli d\u2019Italia.&nbsp; Profilo simile, anche se ancor pi\u00f9 elevato, \u00e8 quello di Giulio Terzi di Sant\u2019Agata, ex ambasciatore a Washington e ministro degli Esteri durante il governo Monti. Terzi, iscritto al partito dal 2014 e appena eletto deputato, \u00e8 ancor di pi\u00f9 una \u201cgaranzia\u201d per le relazioni transatlantiche, molto connesso con il mondo repubblicano e una parte della diplomazia italiana ed europea, avendo lavorato a lungo anche nelle relazioni tra la Farnesina e Bruxelles.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono poi i maestri di Giorgia Meloni. Uno di questi \u00e8 Fabio Rampelli, romano, architetto. Deputato dal 2005, vicepresidente della Camera dei deputati, viene dal Fronte della Giovent\u00f9 e dalla mitologica &#8211; per la storia di Meloni &#8211; sezione di Colle Oppio. Una sezione politicamente eterodossa, al punto tale che all\u2019epoca veniva considerata persino \u201cdi sinistra\u201d, con tutta quell\u2019attenzione ai temi ambientali e sociali. Oggi rivendicati da Rampelli, che in un\u2019intervista &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-5060' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/10\/09\/alla-corte-di-giorgia-meloni\/#easy-footnote-bottom-5-5060' title='&lt;a href=&quot;http:\/\/www.conquistedellavoro.it\/breaking-news\/fdi-rampelli-ombre-nere-su-meloni-ma-di-che-si-parla-br-don-di-liegro-venne-nella-sezione-colle-oppio-a-parlare-di-antirazzismo-insieme-a-noi-del-dg-1.2968202&quot;&gt;http:\/\/www.conquistedellavoro.it\/breaking-news\/fdi-rampelli-ombre-nere-su-meloni-ma-di-che-si-parla-br-don-di-liegro-venne-nella-sezione-colle-oppio-a-parlare-di-antirazzismo-insieme-a-noi-del-dg-1.2968202&lt;\/a&gt;, AskaNews 12 agosto 2022'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span> ha spiegato perch\u00e9 lo infastidiscono tutti quei richiami al passato nero di Fratelli d\u2019Italia. Lui risponde, ha detto, \u00abcon la mia amicizia con don Luigi Di Liegro\u00bb, fondatore della Caritas diocesana di Roma, di cui \u00e8 stato direttore, scomparso nel 1997: \u00abEro segretario del Fronte della giovent\u00f9 quando un comitato dei Parioli capeggiato da due parlamentari missini cerc\u00f2 di assaltare il suo centro per malati di Aids a Villa Glori. Io portai tutti i ragazzi del giovanile del Msi dentro il centro, per difenderlo. Il Fdg contro il Msi\u2026, una pagina memorabile di una giovent\u00f9 che era stufa della destra becera\u00bb, ha ricordato Rampelli, che negli anni Ottanta fond\u00f2 insieme allo scomparso Paolo Colli l\u2019associazione ambientalista \u201cFare Verde\u201d e che in pi\u00f9 di un\u2019occasione ha preso posizioni divergenti rispetto al centrodestra. Come quando nel 2008 alla Camera vot\u00f2 contro l\u2019articolo&nbsp; l\u2019articolo 15 del Disegno di Legge Sviluppo (1441) che dava il via libera al Governo di emanare entro giugno 2009, uno o pi\u00f9 decreti legislativi per la localizzazione in Italia di impianti di produzione elettrica nucleare, di sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi e del materiale nucleare. Ci sono per\u00f2 maestri pi\u00f9 recenti. Come il filosofo Marcello Pera. Ex presidente del Senato, negli anni Novanta \u00e8 stato uno dei volti del berlusconismo intellettuale, insieme ad altri professori (come Lucio Colletti, Giuliano Urbani, Giulio Tremonti). Dopo aver tentato inutilmente di romanizzare i barbari leghisti, come Matteo Salvini, che poco sembra aver ascoltato, Pera \u00e8 stato avvicinato dalla giovane Meloni con l\u2019obiettivo di realizzare la riforma presidenziale. Una riforma, ha detto Pera al mensile Tempi &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-5060' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/10\/09\/alla-corte-di-giorgia-meloni\/#easy-footnote-bottom-6-5060' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.tempi.it\/elezioni-pera-la-riforma-della-costituzione-e-indispensabile-e-indifferibile\/&quot;&gt;https:\/\/www.tempi.it\/elezioni-pera-la-riforma-della-costituzione-e-indispensabile-e-indifferibile\/&lt;\/a&gt;, 18\/9\/2022'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span> \u00abveramente indispensabile e indifferibile. Per capirlo, basta fare un piccolo elenco dei problemi istituzionali ancora non risolti e che costituiscono un inciampo per qualunque governo. Il bicameralismo perfetto: dobbiamo ancora tenerci due camere che fanno esattamente lo stesso lavoro, cosa unica al mondo? Il regionalismo: cos\u00ec come \u00e8 disegnato, il riparto di competenze fra lo Stato e le Regioni \u00e8 carburante che alimenta l\u2019industria dei ricorsi alla Corte costituzionale; si pu\u00f2 precisarlo meglio? I poteri del presidente del Consiglio: \u00e8 mai possibile che non possa neppure sostituire un suo ministro, come fanno tutti i sindaci con i loro assessori? L\u2019ordinamento giudiziario: la non separazione delle carriere e l\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019azione penale sono ancora un dogma? Si osservi che queste mancate riforme costano al paese in termini di efficienza, di stabilit\u00e0 e di bilancio. E anche di credibilit\u00e0. Pensi quanto possa prenderci sul serio un ministro europeo che incontra uno dei nostri e che sa che fra un anno ne incontrer\u00e0 un altro\u00bb. Il dossier \u00e8 dunque nelle sue mani, appena tornato in Senato con Fratelli d\u2019Italia, che potrebbe per\u00f2 avere anche un ruolo di governo (si \u00e8 parlato di lui per l\u2019Istruzione).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>[Il mondo si trasforma. Se trovate utile il nostro lavoro e desiderate contribuire affinch\u00e9 il Grand Continent rimanga una pubblicazione aperta, potete abbonarvi <\/em><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/user-dashboard\/register\/\"><em>qui<\/em><\/a><em>.]<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questa prosopografia, David Allegranti e Francesco Maselli ci portano dietro le quinte del prossimo governo Meloni. 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