{"id":50426,"date":"2026-09-16T12:57:32","date_gmt":"2026-09-16T10:57:32","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=50426"},"modified":"2026-09-16T16:59:54","modified_gmt":"2026-09-16T14:59:54","slug":"lesercito-americano-non-sa-piu-fare-la-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/09\/16\/lesercito-americano-non-sa-piu-fare-la-guerra\/","title":{"rendered":"L&#8217;esercito americano non sa pi\u00f9 fare la guerra"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"non-subscribers-only\"><em>Per ripartire a settembre con le idee giuste, prova\u00a0<\/em>\u201cIl Grand Continent<em>\u201d. Idee e analisi che non troverai altrove . Ma che presto vedrai ovunque. 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Sebbene l\u2019attacco sia stato condotto dall\u2019aeronautica militare israeliana, l\u2019assalto implacabile delle forze statunitensi contro obiettivi militari e postazioni della Guardia Rivoluzionaria \u00e8 sembrato confermare la posizione egemonica indiscussa degli Stati Uniti sul piano militare.<\/p>\n\n\n\n<p>Sei mesi dopo, la situazione \u00e8 ben diversa. La guerra, che il presidente Donald Trump sperava durasse solo pochi giorni, o al massimo poche settimane, \u00e8 ancora in corso, senza che si intraveda una soluzione politica chiara. L\u2019Iran ha dimostrato la propria capacit\u00e0 di ostacolare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz e di minacciare le basi statunitensi e dei loro alleati nella regione. Le scorte di sistemi di difesa aerea e antimissile sono sotto pressione e le navi e gli aerei sono mobilitati da molto pi\u00f9 tempo del previsto. Decine di migliaia di soldati statunitensi rimangono schierati e le missioni sono state prorogate fino al 2027, nonostante gli avvertimenti degli alti ufficiali riguardo alle conseguenze sugli altri teatri operativi. Lo scalo della USS Abraham Lincoln a Pattaya, in Thailandia, dopo 286 giorni di permanenza in mare, con un equipaggio esausto e uno scafo arrugginito, offre una scomoda metafora per un <em>establishment<\/em> militare al quale viene chiesto di fare pi\u00f9 di quanto consentano le sue fondamenta istituzionali, pur rimanendo estremamente potente.<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 tentati di attribuire le cause di questa crisi alle decisioni scostanti della seconda amministrazione Trump e alle turbolenze provocate nel corpo degli ufficiali dal segretario alla Guerra, <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2026\/04\/17\/guerre-a-la-maison\/\">Pete Hegseth<\/a>. Tuttavia, la situazione sempre pi\u00f9 precaria dell\u2019esercito americano non pu\u00f2 essere ridotta ai soli eventi degli ultimi due anni. Le sue origini risalgono al \u00abdividendo di pace\u00bb dei primi anni \u201990, passando per le disfunzioni causate dalla guerra al terrorismo dopo il 2001, fino alla riluttanza, negli anni 2010, a mettere in discussione i presupposti fondamentali riguardanti gli acquisti, la logistica, la dottrina, il ruolo degli alleati e la natura stessa della potenza militare.<\/p>\n\n\n\n<p>Trump e Hegseth sono, quindi, tanto sintomi quanto cause di una crisi che si \u00e8 aggravatata nel corso degli ultimi trent\u2019anni. <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2026\/03\/30\/on-dirait-une-dystopie-mais-larmee-americaine-est-profondement-infiltree-de-neonazis\/\">L\u2019erosione istituzionale<\/a> delle forze armate le ha rese sempre pi\u00f9 vulnerabili alla sovversione politica esercitata da una presidenza reazionaria e imprevedibile, che, in fondo, ha accentuato delle debolezze gi\u00e0 profondamente radicate.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste carenze si manifestano in modo diverso in ciascuno dei rami delle forze armate. Nella Marina, le disfunzioni organizzative hanno minato le basi materiali della potenza marittima. Nell\u2019aeronautica militare, la sofisticazione tecnologica coesiste con una rigidit\u00e0 dottrinale riguardo alle reali capacit\u00e0 della potenza aerea. Infine, nell\u2019esercito e nel Corpo dei Marines, la promozione di una certa concezione del combattente \u2013 rafforzata dal prestigio acquisito dalle forze speciali nel corso di vent\u2019anni di lotta al terrorismo \u2013 ha favorito forme di <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2026\/03\/12\/garde-pretorienne-armee-trump\/\">\u00abpretorianismo\u00bb<\/a> sempre pi\u00f9 difficili da conciliare con la professionalit\u00e0 militare democratica e con le esigenze pratiche di una vittoria risolutiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Considerate nel loro insieme, queste tre crisi sollevano una questione che ha profonde implicazioni per gli alleati di Washington. Mentre i dibattiti sull\u2019affidabilit\u00e0 degli Stati Uniti come partner si intensificano a fronte della leadership incostante di Trump e della sua ossessione per l\u2019imposizione di dazi doganali, la questione centrale riguardante la posizione degli Stati Uniti come potenza mondiale non si limita pi\u00f9 solo alla volont\u00e0 di Washington di esercitare una leadership globale. Si tratta ormai di capire se, dopo decenni di erosione istituzionale, il Paese continuer\u00e0 a disporre della capacit\u00e0 militare necessaria per farlo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il fallimento organizzativo: il declino materiale della Marina statunitense<\/h2>\n\n\n\n<p>Vista dall\u2019esterno, la Marina statunitense rimane temibile. Le sue undici portaerei, la flotta di sottomarini nucleari, le forze operative interforze con il Corpo dei Marines e la rete di basi di cui dispone le conferiscono una presenza globale senza pari, consentendole di collegare l\u2019Oceano Atlantico, l\u2019Oceano Pacifico, il Mar Mediterraneo, l\u2019Oceano Indiano e il Golfo Persico. La marina cinese, che sta attualmente vivendo una rapida espansione, non dispone ancora di una simile infrastruttura globale.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste impressionanti capacit\u00e0 nascondono tuttavia lo stato sempre pi\u00f9 precario delle infrastrutture marittime statunitensi. Per un paese continentale i cui interessi economici e strategici si estendono in tutto il mondo, la potenza marittima \u00e8 il presupposto fondamentale per quasi tutte le altre capacit\u00e0. Aerei, fanteria, missili e forze speciali possono portare a termine operazioni militari solo avvalendosi di navi, reti logistiche e riserve di scorte gi\u00e0 posizionate.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa realt\u00e0 \u00e8 stata spesso messa in secondo piano dall\u2019ammirazione riposta nelle forze speciali e nelle loro capacit\u00e0 offensive all\u2019avanguardia, poich\u00e9 la distruzione spettacolare di un obiettivo \u00e8 considerata l\u2019essenza stessa della potenza militare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma un aereo F-35 o un membro delle forze speciali dipendono in realt\u00e0 da un apparato logistico colossale. Senza un&#8217;infrastruttura di approvvigionamento e manutenzione in grado di assicurare il controllo delle rotte marittime mondiali e di garantire la capacit\u00e0 operativa delle navi da guerra, gran parte di ci\u00f2 che conferisce agli Stati Uniti la loro superiorit\u00e0 militare diventa rapidamente inutilizzabile.<\/p>\n\n\n\n<p>La crisi strutturale che minaccia questo sistema ha origine all\u2019inizio degli anni \u201990, dopo il crollo dell\u2019Unione Sovietica, quando la ricerca del \u00abdividendo della pace\u00bb ha portato a tagli di bilancio che hanno dimezzato la flotta della Marina statunitense nel giro di vent\u2019anni. Parallelmente, dopo gli attentati terroristici perpetrati da Al-Qaeda nel settembre 2001, le principali risorse e l\u2019attenzione politica sono state orientate verso le guerre terrestri e la lotta al terrorismo in Medio Oriente. A causa di queste ulteriori pressioni finanziarie, le funzioni di manutenzione e approvvigionamento, che in precedenza erano soggette alla supervisione governativa, sono state esternalizzate, le capacit\u00e0 di costruzione navale sono state ridotte e la flotta rimanente ha dovuto mantenere una presenza globale con un numero inferiore di navi ed equipaggi ridotti. Di fronte a questa contraddizione, i vertici della Marina hanno cercato soluzioni tecnologiche per ovviare ai problemi organizzativi. Il risultato pi\u00f9 noto \u00e8 stato il programma Littoral Combat Ship&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-50426' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/09\/16\/lesercito-americano-non-sa-piu-fare-la-guerra\/#easy-footnote-bottom-1-50426' title='Joaquin Sapien, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.propublica.org\/article\/how-navy-spent-billions-littoral-combat-ship&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;How the Navy Spent Billions on Failed Littoral Combat Ship Program&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;ProPublica&lt;\/em&gt;, 7 settembre 2023.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>, che, invece di fornire navi modulari ed economiche che richiedessero equipaggi ridotti, ha accumulato guasti tecnici e sforamenti di budget.<\/p>\n\n\n\n\n<div class=\"double-picture my-12 lg:my-20\" \n    data-images-sizes=\"half\"\n    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            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_ap23057913_000013-scaled.jpg\" alt=\"\u00abLe impressionanti capacit\u00e0 della Marina statunitense nascondono lo stato sempre pi\u00f9 precario delle sue infrastrutture.\u00bb Foto: AP\/Sakchai Lalit\" class=\"lg:!h-full object-cover\">\n                        <\/picture>\n                        <figcaption class=\"lg:hidden pswp-caption-content\">\u00abLe impressionanti capacit\u00e0 della Marina statunitense nascondono lo stato sempre pi\u00f9 precario delle sue infrastrutture.\u00bb Foto: AP\/Sakchai Lalit<\/figcaption>                    <\/figure>\n                <\/a>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n    <!-- Captions -->\n    <div class=\"hidden lg:flex\">\n        <div class=\"relative lg:pr-2 mb-7 lg:mb-0 lg:w-1\/2\">\n                            <figure class=\"wp-block-image -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                    <figcaption>\u00abC&#8217;\u00e8 un divario crescente tra la potenza teorica e quella effettiva in mare.\u00bb Foto: AP\/Sakchai Lalit<\/figcaption>                <\/figure>\n                    \n        <\/div>\n        <div class=\"relative lg:pl-2 lg:w-1\/2\">\n                            <figure class=\"wp-block-image -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">   \n                    <figcaption>\u00abLe impressionanti capacit\u00e0 della Marina statunitense nascondono lo stato sempre pi\u00f9 precario delle sue infrastrutture.\u00bb Foto: AP\/Sakchai Lalit<\/figcaption>                <\/figure>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>I problemi legati alla modernizzazione della flotta, in particolare per le portaerei della classe Ford e i sottomarini della classe Columbia, sono stati meno eclatanti, ma evidenziano difficolt\u00e0 simili e, nonostante i recenti aumenti dei bilanci destinati alla costruzione navale, la marina non \u00e8 ancora riuscita a stabilizzare le dimensioni della propria flotta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo problema deriva in gran parte dalla carenza di manodopera qualificata e dai processi di approvvigionamento che assumono regolarmente rischi tecnologici prima che i progetti siano stati messi a punto, il che ha causato ritardi in numerosi programmi. La crescente crisi della manutenzione, che gi\u00e0 all\u2019inizio degli anni 2010 destava preoccupazione tra gli alti funzionari, \u00e8 ora fonte di ancora maggiore apprensione per i responsabili della pianificazione navale statunitense. Nell\u2019agosto 2026, il Government Accountability Office ha segnalato che i sottomarini nucleari d\u2019attacco avevano perso oltre 15.000 giorni operativi a causa di ritardi nella manutenzione e di periodi di fermo nel corso del decennio precedente.<\/p>\n\n\n\n<p>Di conseguenza, si registra un divario crescente tra la potenza teorica e quella effettiva in mare. Una nave immobilizzata per mesi in attesa di manutenzione rimane iscritta nel registro senza poter essere impiegata, e gli stanziamenti approvati non riescono a ricostituire con la stessa rapidit\u00e0 n\u00e9 un bacino di saldatori e ingegneri n\u00e9 un parco di bacini di carenaggio che decenni di sottoinvestimenti hanno lasciato ridursi. Queste disfunzioni organizzative sono tali che la Marina statunitense fatica a ovviare alla carenza di pezzi di ricambio e di personale di manutenzione qualificato, anche quando il Congresso stanzia i fondi necessari.<\/p>\n\n\n\n<p>Da gennaio 2025, la seconda amministrazione Trump ha sottoposto questo sistema a ulteriori tensioni. La <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2026\/04\/03\/en-pleine-guerre-contre-liran-pete-hegseth-continue-sa-purge-de-larmee\/\">destituzione<\/a> di ufficiali esperti, come l\u2019ex capo delle operazioni navali, l\u2019ammiraglio Lisa Franchetti, e l\u2019ex capo del Comando Sud, l\u2019ammiraglio Alvin Holsey, ha anticipato un\u2019ondata di dimissioni su pi\u00f9 ampia scala. Inoltre, le lotte tra fazioni e l\u2019incertezza politica hanno provocato un\u2019ulteriore perdita di personale all\u2019interno delle istituzioni navali, e la guerra contro l\u2019Iran ha ulteriormente aggravato queste difficolt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso degli anni 2010, la pressione esercitata sugli equipaggi a corto di personale per rispettare i lunghi calendari di dispiegamento contribuiva gi\u00e0 all\u2019esaurimento del personale e a una serie di incidenti. I dispiegamenti delle portaerei, che ormai durano per gran parte dell\u2019anno, dimostrano come impegni politici che superano la capacit\u00e0 organizzativa di onorarli possano mettere in ginocchio qualsiasi istituzione statale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il fallimento della dottrina: la stagnazione intellettuale dell\u2019aeronautica militare statunitense<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019aeronautica militare si trova ad affrontare un problema pi\u00f9 difficile da definire. Gli Stati Uniti dispongono ancora, e di gran lunga, della flotta pi\u00f9 sofisticata al mondo in termini di aerei da combattimento, sensori, aerei rifornitori, bombardieri e sistemi di supporto. La sua capacit\u00e0 di colpire bersagli situati a migliaia di chilometri di distanza con armi di precisione rimane unica. Tuttavia, al centro della crisi che sta attraversando l\u2019aeronautica militare c\u2019\u00e8 una tendenza persistente a confondere la capacit\u00e0 di distruzione con la capacit\u00e0 di ottenere vittorie strategiche durature.<\/p>\n\n\n\n<p>Sin dalla nascita della teoria del bombardamento strategico, l\u2019aeronautica militare statunitense si \u00e8 sistematicamente basata sull\u2019idea che la superiorit\u00e0 tecnologica avrebbe permesso di aggirare la complessa e costosa realt\u00e0 della guerra. Diverse generazioni hanno formulato questa ipotesi in vari modi, passando dal bombardamento strategico e dal blocco aereo agli attacchi di precisione, passando per le operazioni basate sugli effetti e la strategia dello <em>\u00abshock and awe<\/em>\u00bb. La priorit\u00e0 istituzionale \u00e8 sempre rimasta incentrata sugli elementi vitali da cui dipende l\u2019avversario, con l\u2019obiettivo di distruggerli rapidamente, limitando al contempo il ricorso a operazioni terrestri su larga scala.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esperienza in Iraq, in Afghanistan e, oggi, in Iran, illustra i limiti di una concezione dottrinale che era gi\u00e0 stata oggetto di critiche feroci da parte di studiosi come Robert Pape negli anni \u201990. Certo, la potenza aerea pu\u00f2 distruggere i centri di comando e il materiale bellico, ma non consente di determinare in modo affidabile come reagir\u00e0 il regime politico del nemico dopo l\u2019eliminazione di tali obiettivi. Infatti, un avversario pu\u00f2 frammentarsi piuttosto che arrendersi, oppure semplicemente subire livelli di distruzione che i pianificatori statunitensi giudicano strategicamente insensati.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne deriva un evidente divario tra l\u2019eccellenza tattica e la delusione strategica che caratterizza la strategia americana. Poich\u00e9 gli aerei statunitensi dimostrano costantemente la loro capacit\u00e0 di dominare gli avversari convenzionali, il fallimento pu\u00f2 sempre essere attribuito ai leader politici o a un uso insufficiente della forza, e non ai principi fondamentali della dottrina stessa. Anche la superiorit\u00e0 tecnologica ha contribuito a porre l\u2019accento su sistemi sofisticati, il cui costo e la cui complessit\u00e0 rendono difficile il loro dispiegamento rapido o in quantit\u00e0 sufficiente. Stiamo gi\u00e0 assistendo a come la proliferazione di droni e sistemi missilistici a basso costo stia mettendo in discussione un modello in cui il controllo dello spazio aereo si basa principalmente su un numero limitato di piattaforme dalle prestazioni eccezionali, la cui acquisizione e manutenzione possono costare centinaia di milioni di dollari.<\/p>\n\n\n\n<p>Va inoltre sottolineato che alcune componenti dell\u2019aeronautica militare statunitense riconoscono ormai a che punto il loro modello rischi di diventare obsoleto. Il programma Doctrine 2035&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-50426' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/09\/16\/lesercito-americano-non-sa-piu-fare-la-guerra\/#easy-footnote-bottom-2-50426' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.doctrine.af.mil\/Home\/AFD35\/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;&lt;em&gt;Air Force Doctrine 2035&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span> identifica esplicitamente la necessit\u00e0 di evitare una \u00abstagnazione dottrinale\u00bb, mentre l\u2019intelligenza artificiale, la miniaturizzazione e le difficolt\u00e0 logistiche stanno trasformando lo spazio di combattimento. Le simulazioni di guerra per il 2026 hanno messo in evidenza proprio le vulnerabilit\u00e0 legate alla logistica e alle comunicazioni, che le vecchie concezioni di supremazia tecnologica tendevano a relegare in secondo piano.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_ap23057913_000003-scaled.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1706\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_ap23057913_000003-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_ap23057913_000003-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_ap23057913_000003-1340x893.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_ap23057913_000003-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00abGli impegni politici che superano la capacit\u00e0 organizzativa di onorarli possono mettere in ginocchio qualsiasi istituzione statale.\u00bb Foto: AP\/Sakchai Lalit<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Il problema risiede quindi nel fatto che l\u2019adeguamento istituzionale deve superare decenni di investimenti, percorsi di carriera e identit\u00e0 militari costruite attorno a una concezione ben consolidata della supremazia aerea. Nonostante i notevoli sforzi dei suoi riformatori, il caos organizzativo e la destituzione arbitraria di dirigenti chiave sotto l\u2019amministrazione Trump hanno aumentato il rischio che le nuove tecnologie vengano integrate nel vecchio quadro concettuale anzich\u00e9 costringerne l\u2019evoluzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fallimento strategico in Iran \u00e8 quindi il sintomo di questa mancanza di adattamento intellettuale. Sebbene la potenza aerea statunitense abbia distrutto numerosi obiettivi, non \u00e8 riuscita a ottenere rapidamente risultati decisivi di fronte ad avversari in grado di infliggere perdite alle reti logistiche e di esaurire le scorte di missili americani. Una dottrina militare incentrata sulla capacit\u00e0 di colpire ovunque perde notevolmente di efficacia quando il problema \u00e8 quello di poter proseguire la campagna mentre il millesimo attacco non ha ancora posto fine alla guerra.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il fallimento morale: la \u201cpretorianizzazione\u201d culturale dell\u2019Esercito e del Corpo dei Marines degli Stati Uniti<\/h2>\n\n\n\n<p>La crisi che stanno affrontando le forze terrestri statunitensi \u00e8 diversa. L\u2019Esercito e il Corpo dei Marines mantengono capacit\u00e0 di combattimento formidabili e finora sono riusciti a sfuggire ad alcune delle pressioni materiali che gravano sulla Marina. Tuttavia, dietro alle questioni relative all\u2019approvvigionamento e alla prontezza operativa si nasconde una trasformazione potenzialmente pi\u00f9 corrosiva, che ha determinato uno spostamento dell\u2019ideale culturale attraverso il quale alcuni rami delle forze armate statunitensi concepiscono la ragion d\u2019essere di un soldato.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi cambiamenti fondamentali nella cultura istituzionale derivano dal modo in cui vent\u2019anni di \u00abguerra al terrorismo\u00bb hanno notevolmente elevato lo status sociale delle forze speciali. Le unit\u00e0 incaricate di missioni estremamente specializzate sono diventate un elemento centrale della forza militare. Ma soprattutto, nella cultura popolare e in alcuni settori dell\u2019esercito stesso, esse sono considerate l\u2019espressione pi\u00f9 pura dell\u2019esercito. Dal 2001, il combattente d\u2019\u00e9lite ha sostituito il \u00absoldato-cittadino\u00bb come simbolo dell\u2019identit\u00e0 militare americana.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne deriva quello che si potrebbe definire un \u00abculto delle forze speciali\u00bb, sotto forma di un racconto semi-mitologico che vede protagonisti piccoli gruppi di uomini dotati di una potenza distruttiva fuori dal comune, la cui aggressivit\u00e0 e le cui competenze consentono loro di superare i pesanti vincoli delle istituzioni convenzionali. Queste dinamiche sono state ulteriormente rafforzate dai media e dai social network, che presentano queste operazioni speciali in modo spettacolare. Mentre un raid condotto da un\u2019unit\u00e0 dei SEAL offre immagini impressionanti in televisione, il sistema di approvvigionamento che garantisce che un elicottero essenziale per lo svolgimento delle missioni riceva i pezzi necessari al suo funzionamento non ha lo stesso impatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, l\u2019efficacia militare \u00e8 sempre dipesa da questo sistema, molto pi\u00f9 di quanto le nostre societ\u00e0, affascinate dalle immagini dei soldati d\u2019\u00e9lite, vogliano ammettere. Il crollo della strategia militare statunitense in Afghanistan nel 2021 ha messo in evidenza in modo lampante alcune lezioni strategiche di lunga data. Nessuna quantit\u00e0 di equipaggiamento sofisticato n\u00e9 alcuna unit\u00e0 di commando ben addestrata avrebbe potuto proteggere un Paese le cui forze armate dipendevano da sistemi logistici e di manutenzione che non erano in grado di garantire autonomamente.<\/p>\n\n\n\n<p>La logica morale che pu\u00f2 accompagnare il culto del combattente \u00e8 ancora pi\u00f9 pericolosa. Se l\u2019eccezionale letalit\u00e0 diventa la qualit\u00e0 militare suprema, allora la moderazione giuridica, il controllo civile e il rispetto dei civili non combattenti rischiano di essere progressivamente percepiti come ostacoli burocratici, imposti da persone che non capiscono nulla della guerra. I militari potrebbero allora iniziare a considerarsi professionisti dotati di competenze uniche, appartenenti a una casta morale superiore, la cui esperienza della violenza conferisce loro un\u2019autorit\u00e0 decisiva che i civili non possono detenere.<\/p>\n\n\n\n<p>La polemica su Eddie Gallagher&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-50426' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote note-digits-1'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/09\/16\/lesercito-americano-non-sa-piu-fare-la-guerra\/#easy-footnote-bottom-3-50426' title='\u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.bbc.co.uk\/news\/world-us-canada-50931195&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;Edward Gallagher: i Navy SEAL definivano il comandante di plotone \u201cmalvagio da far paura\u201d\u00bb&lt;\/a&gt;, &lt;em&gt;BBC News&lt;\/em&gt;, 28 dicembre 2019.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>, membro dei Navy SEAL, a met\u00e0 degli anni 2010, illustra bene l\u2019evoluzione di queste tendenze culturali. L\u2019intervento pubblico di Hegseth a suo favore, quando era ancora commentatore presso <em>Fox News<\/em> nel 2019, rifletteva una dinamica politica pi\u00f9 ampia: le accuse di comportamento inappropriato sul campo di battaglia potevano essere percepite come una prova dell\u2019autenticit\u00e0 del combattente, mentre i giuristi militari e i comandanti che cercavano di far rispettare gli standard professionali venivano presentati come nemici della \u00abletalit\u00e0\u00bb. Una volta che si diffuso  questo tipo di ragionamento la differenza tra un\u2019azione militare mirata e una violenza selvaggia e cieca tende a sfumare.<\/p>\n\n\n\n<p>Hegseth \u00e8 stato profondamente influenzato da questa cultura. L\u2019enfasi che pone sul ripristino dell\u2019\u00abetica<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2025\/09\/30\/les-etats-unis-doivent-se-preparer-a-la-guerre-le-discours-integral-de-pete-hegseth-aux-generaux-americains\/\"> guerriera\u00bb<\/a> (<em>warrior ethos<\/em>), i suoi attacchi alle iniziative a favore della diversit\u00e0 e la sua definizione della riforma militare attraverso un linguaggio aggressivo e maschilista incentrato sulla letalit\u00e0 conferiscono legittimit\u00e0 politica a correnti che si sono sviluppate da decenni all\u2019interno delle sottoculture militari statunitensi.<\/p>\n\n\n\n\n<div class=\"double-picture my-12 lg:my-20\" \n    data-images-sizes=\"half\"\n    data-same-height=\"true\"\n    data-reference-image=\"left\"\n>    <!-- Images -->\n    <div class=\"lg:flex\">\n        <div class=\"relative lg:pr-2 mb-7 lg:mb-0 lg:w-1\/2\">\n                            <a \n                    href=\"#\"\n                    data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_ap23057913_000026-scaled.jpg\" \n                    class=\"gallery-item no-underline  \" \n                    data-pswp-width=\"2560\" \n                    data-pswp-height=\"1707\"\n                >\n                    <figure class=\"wp-block-image h-full -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                        <picture class=\"block h-full\">\n                            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_ap23057913_000026-scaled.jpg\" alt=\"\u00abUna dottrina incentrata sulla capacit\u00e0 di colpire ovunque perde di efficacia quando il millesimo attacco non \u00e8 ancora riuscito a porre fine alla guerra.\u00bb Foto: AP\/Sakchai Lalit\" >\n                        <\/picture>\n                        <figcaption class=\"lg:hidden pswp-caption-content\">\u00abUna dottrina incentrata sulla capacit\u00e0 di colpire ovunque perde di efficacia quando il millesimo attacco non \u00e8 ancora riuscito a porre fine alla guerra.\u00bb Foto: AP\/Sakchai Lalit<\/figcaption>                    <\/figure>\n                <\/a>\n                    \n        <\/div>\n        <div class=\"relative lg:pl-2 lg:w-1\/2\">\n                            <a\n                    href=\"#\"\n                    data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_ap23057913_000009-scaled.jpg\" \n                    class=\"gallery-item no-underline  lg:!absolute lg:h-full lg:right-0 lg:left-2 overflow-hidden\" \n                    data-pswp-width=\"2560\" \n                    data-pswp-height=\"1707\"\n                >\n                    <figure class=\"wp-block-image h-full -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                        <picture class=\"block h-full\">\n                            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/09\/SIPA_ap23057913_000009-scaled.jpg\" alt=\"\u00abTrump e Hegseth sono tanto sintomi quanto cause di una crisi che si \u00e8 aggravata nel corso degli ultimi trent\u2019anni.\u00bb Foto: AP\/Sakchai Lalit\" class=\"lg:!h-full object-cover\">\n                        <\/picture>\n                        <figcaption class=\"lg:hidden pswp-caption-content\">\u00abTrump e Hegseth sono tanto sintomi quanto cause di una crisi che si \u00e8 aggravata nel corso degli ultimi trent\u2019anni.\u00bb Foto: AP\/Sakchai Lalit<\/figcaption>                    <\/figure>\n                <\/a>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n    <!-- Captions -->\n    <div class=\"hidden lg:flex\">\n        <div class=\"relative lg:pr-2 mb-7 lg:mb-0 lg:w-1\/2\">\n                            <figure class=\"wp-block-image -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                    <figcaption>\u00abUna dottrina incentrata sulla capacit\u00e0 di colpire ovunque perde di efficacia quando il millesimo attacco non \u00e8 ancora riuscito a porre fine alla guerra.\u00bb Foto: AP\/Sakchai Lalit<\/figcaption>                <\/figure>\n                    \n        <\/div>\n        <div class=\"relative lg:pl-2 lg:w-1\/2\">\n                            <figure class=\"wp-block-image -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">   \n                    <figcaption>\u00abTrump e Hegseth sono tanto sintomi quanto cause di una crisi che si \u00e8 aggravata nel corso degli ultimi trent\u2019anni.\u00bb Foto: AP\/Sakchai Lalit<\/figcaption>                <\/figure>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Le implicazioni vanno oltre il contesto dei rapporti tra civili e militari. Un esercito che glorifica i combattenti rischia infatti di disprezzare proprio quelle figure su cui si basa sempre pi\u00f9 la guerra moderna: ingegneri, addetti alla logistica, analisti dell\u2019intelligence, esperti di droni, tecnici di manutenzione, specialisti di software e ufficiali in grado di trarre insegnamenti dalle forze armate straniere. L\u2019anti-intellettualismo, spesso associato a una cultura del combattimento incentrata sulle prestazioni, ha quindi un impatto a livello operativo, in particolare perch\u00e9 incoraggia la convinzione che l\u2019aggressivit\u00e0, la determinazione e la volont\u00e0 possano sostituirsi alle competenze tecniche ed istituzionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, la guerra tra Ucraina e Russia in corso dal 2022 ci insegna proprio il contrario. La resilienza ucraina si basa infatti su un\u2019eccezionale capacit\u00e0 di improvvisazione nel mettere in piedi reti di approvvigionamento, adattare le tecnologie dei droni e integrare innovazioni sul campo di battaglia. Sessant\u2019anni prima, le forze vietnamite avevano dimostrato allo stesso modo che nessun atto di eroismo sul campo di battaglia, per quanto grande, poteva resistere alla potenza americana senza il sostegno di sofisticati sistemi logistici.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00abpretorianismo\u00bb minaccia quindi la potenza militare americana su due fronti contemporaneamente: sul piano costituzionale, incoraggia ufficiali e soldati a considerarsi i custodi di una certa concezione della nazione piuttosto che i servitori delle autorit\u00e0 civili legittimamente elette nell\u2019ambito dell\u2019ordine costituzionale; sul piano operativo, privilegia una concezione della virilit\u00e0 militare sempre pi\u00f9 superata, proprio in un\u2019epoca in cui la guerra richiede maggiore sofisticazione istituzionale e curiosit\u00e0 intellettuale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I dilemmi dell\u2019Europa di fronte al declino degli Stati Uniti<\/h2>\n\n\n\n<p>Gli Stati Uniti non smetteranno di essere una grande potenza da un giorno all\u2019altro. Il Paese dispone di risorse economiche considerevoli, di un\u2019infrastruttura militare senza pari, di riserve eccezionali di competenze tecnologiche, e nessuno dei processi descritti \u00e8 irreversibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Le lezioni da trarne per gli europei e gli altri alleati vanno cercate altrove: per invertire questa tendenza ed evitare il malfunzionamento strategico degli Stati Uniti, occorre riconoscere la natura sistemica del declino militare americano. Le risorse finanziarie da sole non basteranno a ridare vita a cantieri navali in cui la manodopera qualificata \u00e8 ormai scomparsa. Allo stesso modo, aerei pi\u00f9 performanti non possono compensare una dottrina che confonde la distruzione con il successo strategico. Inoltre, la riflessione di Pete Hegseth sull\u2019\u00abetica guerriera\u00bb non pu\u00f2 compensare l\u2019erosione delle norme professionali, delle competenze logistiche e dell\u2019apertura mentale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Europa si trova ora di fronte a tre dilemmi che si intrecciano. Nel breve termine, deve colmare il divario tra la credibilit\u00e0 degli Stati Uniti e il tempo necessario al proprio riarmo, e questo non solo nei confronti della Russia, ma anche nella regione atlantica e nel Mediterraneo. A medio termine, gli europei devono stabilire quali elementi del sistema di difesa statunitense siano realmente essenziali, quali comporterebbero un onere finanziario insostenibile e in quali ambiti le partnership con il Canada, il Giappone e altre grandi potenze democratiche potrebbero garantire la resilienza globale. A pi\u00f9 lungo termine, potrebbero essere costretti a rinegoziare le basi di una relazione transatlantica in una dinamica completamente diversa, con capacit\u00e0 militari accresciute da un lato e Stati Uniti indeboliti, ma comunque potenti, dall\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 1945 in poi gli europei hanno affrontato importanti sfide in materia di sicurezza, con il sostegno militare degli Stati Uniti. La fiducia in questo rapporto, profondamente radicata, appare ormai pericolosa e compiacente. La questione strategica che l\u2019Unione europea e il Regno Unito si trovano ad affrontare \u00e8 quindi l\u2019opposto della battuta di Henry Kissinger, secondo cui Washington non sapeva chi chiamare quando voleva contattare l\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>A distanza di decenni, gli europei si trovano ora di fronte alla possibilit\u00e0 che, quando chiederanno aiuto agli Stati Uniti, forse non ci sar\u00e0 pi\u00f9 un\u2019America in grado di rispondere alla loro richiesta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I segni del declino della prima potenza militare mondiale<\/p>\n","protected":false},"author":61106,"featured_media":50374,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-studies.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":true,"_trash_the_other_posts":false,"_yoast_wpseo_estimated-reading-time-minutes":19,"_lgc_tts_voice":"","_lgc_tts_publish":false,"_lgc_tts_history_item_id":"","_lgc_tts_generated_at":"","_lgc_tts_status":"","_lgc_tts_error":"","footnotes":""},"categories":[1617],"tags":[],"staff":[2359],"editorial_format":[2349],"serie":[],"audience":[],"geo":[2161],"class_list":["post-50426","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-guerra","staff-alexander-clarkson","editorial_format-studi","geo-americhe"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":"default","_thumbnail_id":50374,"excerpt":"I segni del declino della prima potenza militare mondiale","display_date":"","new_abstract":true},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - 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