{"id":46933,"date":"2026-06-02T18:45:00","date_gmt":"2026-06-02T16:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=46933"},"modified":"2026-06-02T18:33:56","modified_gmt":"2026-06-02T16:33:56","slug":"prodi-leone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/06\/02\/prodi-leone\/","title":{"rendered":"Prodi: per resistere all\u2019impero Trump abbiamo un alleato paradossale, il papa"},"content":{"rendered":"\n
\u00c8 un paradosso che trova la sua origine nel rapporto che la Chiesa di Leone XIV intrattiene con il cambiamento. Il papa non rifiuta la modernit\u00e0, la tecnologia o il mondo contemporaneo, ma invita a esercitare il discernimento, distinguendo ci\u00f2 che pu\u00f2 contribuire al bene comune da ci\u00f2 che rischia di produrre conseguenze distruttive. La sua insistenza sulla vigilanza e sulla verifica rigorosa delle conseguenze dell’IA non \u00e8 affatto contro il progresso, \u00e8 un richiamo al ruolo della politica come regolatore necessario di questa grande rivoluzione tecnologica. \u00c8 un dato di fatto, dice, ne dobbiamo tenere conto, ha grandi potenzialit\u00e0. Ma questo suo ottimismo \u00e8 inseparabile da una forte esigenza etica e politica.<\/p>\n\n\n\n
Il titolo stesso, Magnifica Humanitas<\/em>, \u00e8 un richiamo alla fiducia per le cose nuove che stanno avvenendo nel mondo ma che contiene al tempo stesso un\u2019analisi severa delle condizioni necessarie affinch\u00e9 l\u2019umanit\u00e0 possa davvero meritare l\u2019aggettivo \u00abmagnifica\u00bb.<\/p>\n\n\n\n \u00c8 proprio cos\u00ec. Ho visto nell\u2019Enciclica l\u2019attitudine profondamente riformista che \u00e8 quasi scomparsa dalla politica contemporanea: da Tony Blair a Matteo Renzi, i progressisti hanno progressivamente rinunciato alla loro ambizione trasformativa, limitandosi a proporsi come la forza pi\u00f9 affidabile nella gestione dell\u2019economia. Cos\u00ec facendo, abbiamo smarrito la nostra vocazione originaria: cambiare la societ\u00e0 in meglio. Con una conseguenza che \u00e8 visibile dalla Francia agli Stati Uniti: quando il riformismo scompare, la democrazia diventa una lotta tra estremismi.<\/p>\n\n\n\n \u00c8 proprio questo il punto. Leone XIV costruisce tutte le contrapposizioni fra gli estremi, ed \u00e8 durissimo \u2014 questo \u00e8 interessante \u2014 di fronte al potere monopolistico e al potere regolatorio delle grandi imprese, come negli Stati Uniti. Ma la riconquista di questa radicalit\u00e0 \u00e8 proprio la battaglia che distingue i veri riformisti dai riformisti part time.<\/p>\n\n\n\n S\u00ec, ma in un senso molto preciso. L\u2019Enciclica afferma esplicitamente che il mercato deve essere regolato e che tale compito spetta alla politica. Si tratta di una presa di posizione che rompe con il nuovo consenso americano, secondo cui l\u2019intervento pubblico dovrebbe essere ridotto al minimo, anche di fronte a questioni strutturali come l\u2019intelligenza artificiale, giustificando l\u2019assenza di regole con la necessit\u00e0 di vincere la competizione geopolitica.<\/p>\n\n\n\n In realt\u00e0 si tratta di una dottrina ben nota agli Europei: quella dell\u2019economia sociale di mercato, di origine tedesca, che emerge con chiarezza lungo tutto il testo.<\/p>\n\n\n\n In un modello che combina libert\u00e0 economica e intervento pubblico. Il mercato rimane il motore della prosperit\u00e0, ma lo Stato conserva il compito di garantire le condizioni della concorrenza, correggere gli squilibri e orientare l\u2019economia verso il bene comune. Non \u00e8 n\u00e9 una visione liberista n\u00e9 una visione statalista.<\/p>\n\n\n\n \u00c8 proprio da questa posizione intermedia che il Papa affronta il tema dell\u2019intelligenza artificiale. Da un lato, respinge l\u2019idea che una tecnologia cos\u00ec decisiva possa essere lasciata esclusivamente alle dinamiche di mercato, dall\u2019altro, rifiuta una concezione puramente dirigista. Chi controlla gli algoritmi, infatti, pu\u00f2 influenzare percezioni, desideri, consumi e persino la definizione stessa della verit\u00e0. L\u2019intelligenza artificiale \u00e8 destinata a incidere sull\u2019informazione, sulla finanza, sull\u2019istruzione, sulla sanit\u00e0 e sulle decisioni pubbliche.<\/p>\n\n\n\n Il punto centrale \u00e8 dunque che il mercato deve esistere, ma non pu\u00f2 essere lasciato senza governo. La politica deve mantenere la capacit\u00e0 di indirizzare e regolare questi strumenti nell\u2019interesse della collettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n Poi per\u00f2 \u00e8 economia sociale di mercato: tutti i diritti dei lavoratori, la difesa della scuola statale e gratuita. Riconosce che le associazioni cattoliche hanno fatto molto, ma quando dice che la scuola deve essere gratuita e a disposizione di tutti, tocca davvero il nodo del lavoro. Non a caso, alla fine dell’enciclica, sono proprio la famiglia, una scuola alla portata di tutti i cittadini e la dignit\u00e0 del lavoro a diventare gli strumenti necessari per governare le nuove tecnologie e renderle pi\u00f9 umane. E c’\u00e8 un fondamento che tiene insieme tutto: la giustizia sociale non \u00e8 \u2014 come lo pensano i falsi riformisti \u2014 un tema separato e successivo alla produzione di ricchezza, come se l’economia dovesse semplicemente creare valore e la politica intervenire solo dopo per distribuirlo. La politica riguarda tutte le fasi delle attivit\u00e0 economiche \u2014 dal reperimento delle risorse al finanziamento, dalla produzione al consumo \u2014 perch\u00e9 ogni scelta ha conseguenze morali. Per questo Leone ammonisce non solo i potenti oligopolisti, ma anche i riformatori parziali. Inserisce tutta la dottrina sociale in modo coerente con quella sulla pace e con quella sul controllo della concorrenza, riassumendo tutte le libert\u00e0 necessarie.<\/p>\n\n\n\n \u00c8 una provocazione interessante. L\u2019Enciclica non affronta direttamente la questione, ma possiamo schematizzare cos\u00ec: il modello americano dice: nessun controllo. Il modello europeo: grande controllo, serio, sui problemi etici, giuridici, sulla garanzia della privacy e cos\u00ec via \u2014 ma con un’impotenza di fondo, l’incapacit\u00e0 di implementarlo, perch\u00e9 siamo del tutto preda, passivi, rispetto agli americani. <\/p>\n\n\n\n La Cina rappresenta un caso diverso. Qui il controllo giuridico si accompagna a un controllo politico diretto dello Stato. \u00c8 quello che definisco, in termini un po\u2019 semplicistici, un \u00abdoppio controllo\u00bb: non soltanto regole, ma anche una supervisione politica permanente. Naturalmente questa dimensione non appartiene alla visione proposta da Leone XIV. L\u2019orizzonte dell\u2019Enciclica rimane quello europeo dell\u2019economia sociale di mercato, della concorrenza regolata e della tutela della persona.<\/p>\n\n\n\n \u00c8 la cosa che mi stupisce di pi\u00f9. Sin dall’inizio, l\u2019Enciclica legge il destino dell\u2019umanit\u00e0 attraverso due immagini bibliche contrapposte: la torre di Babele e la ricostruzione di Gerusalemme guidata da Neemia.<\/p>\n\n\n\n Babele rappresenta il fallimento di un progetto fondato sull\u2019orgoglio, sull\u2019uniformit\u00e0 e sulla volont\u00e0 di concentrare il potere. \u00c8 la storia di una comunit\u00e0 che smarrisce il valore della cooperazione autentica e del riconoscimento delle differenze.<\/p>\n\n\n\n Neemia offre invece l\u2019immagine opposta: opera coordinando gli sforzi di tutti, facendo lavorare insieme sacerdoti e artigiani, i capi famiglia con i giovani e le donne, in un’armonia in cui ognuno fa la sua parte. \u00c8 l’immagine ideale che Leone richiama, ma che deve essere sostenuta da un sano realismo, capace di evitare tanto l’obiettivo astratto quanto il puro cinismo.<\/p>\n\n\n\n \u00c8 un\u2019altra provocazione molto stimolante. I guelfi esistono solo se ci sono i ghibellini. I ghibellini sono in America e sono quasi tutti alla corte di Donald Trump e ormai il presidente americano non si trattiene nemmeno nel criticare direttamente il papa.<\/p>\n\n\n\n L\u2019Enciclica \u00e8 chiaramente e duramente anti-trumpiana, per usare un linguaggio popolare. Per\u00f2 questo mi ha colpito come una novit\u00e0. C’era gi\u00e0 stato in precedenza uno scontro molto forte e diretto tra Trump e il Papa, su elementi abbastanza fondamentali, cio\u00e8 sul controllo della societ\u00e0 in generale. E qui si apre un altro capitolo, in polemica indiretta: quello della guerra. <\/p>\n\n\n\n C’\u00e8 un passaggio interessante in cui Leone XIV osserva che oggi la guerra e la forza vengono sempre pi\u00f9 spesso esaltate come strumenti ordinari della politica, mentre il loro impiego pu\u00f2 essere giustificato soltanto nei casi di legittima difesa. \u00c8 una posizione realista, fondata su un’analisi severa ma lucida del mondo contemporaneo, dove domina la logica di Babele: uno scontro tra imperialismi, tra chi vuole preservare il proprio primato e chi ambisce a conquistarlo.<\/p>\n\n\n\n La conseguenza di questa \u00abguerra estesa\u00bb \u00e8 la proliferazione dei conflitti locali, proprio come aveva previsto Francesco parlando di una \u00abguerra mondiale a pezzi\u00bb. In un contesto simile, la diplomazia, il multilateralismo e le stesse istituzioni internazionali, a partire dall’ONU, appaiono sempre pi\u00f9 marginalizzate. Per questo Leone mette in guardia contro un’estensione eccessiva del concetto di \u00abguerra giusta\u00bb, riaffermando al tempo stesso il diritto alla legittima difesa, inteso per\u00f2 nel senso pi\u00f9 rigoroso del termine.<\/p>\n\n\n\n Quello che sta dicendo \u00e8 che serve un’Intelligenza Artificiale governata da istituzioni, capaci di rallentare l’accelerazione verso l’apocalisse. Tutto il suo impianto intellettuale \u00e8 orientato a scongiurare la guerra, sia sul versante degli armamenti, sia su quello dell’intelligenza artificiale, che pu\u00f2 diventare essa stessa uno strumento di guerra.<\/p>\n\n\n\n L’IA moltiplica le capacit\u00e0 dell’uomo, ma se non viene inserita in adeguate cornici giuridiche e accompagnata da una seria vigilanza, rischia di calpestare i diritti e la dignit\u00e0 umana.<\/p>\n\n\n\n Non si tratta di una questione tecnica. L’Intelligenza Artificiale incide profondamente sulla vita delle persone e sull’organizzazione della societ\u00e0. Non esiste, quindi, una salvezza puramente tecnica. \u00c8 proprio per questo che l’immenso potere dei sistemi digitali rischia di condurci verso nuove atrocit\u00e0, non meno vergognose di quelle del passato, pur continuando a prometterci l’immagine di una societ\u00e0 avanzata e civilizzata.<\/p>\n\n\n\n Sotto questo aspetto \u00e8 cambiato poco rispetto al 2019. \u00c8 aumentata soltanto la debolezza dell’Europa. Gi\u00e0 allora il suo ruolo appariva come quello di una possibile mediazione. Oggi, per\u00f2, non contiamo pi\u00f9 nulla.<\/p>\n\n\n\n Ricordo ancora che, al momento del lancio dell’euro, il presidente cinese mi disse che la Cina avrebbe detenuto tante riserve in dollari quante in euro. Accanto al dollaro c’era l’euro, e l’Europa era percepita come il punto di equilibrio, la mediazione fra la potenza consolidata e quella emergente.<\/p>\n\n\n\n Oggi il quadro, nei suoi contenuti fondamentali, \u00e8 simile, ma l’Europa si \u00e8 marginalizzata. Sono stato in Cina l’anno scorso: la differenza rispetto a vent’anni fa \u00e8 abissale.<\/p>\n\n\n\n C’\u00e8 una cosa che non ho mai dimenticato. Quando Kohl mi disse: \u00abIo voglio l’euro\u00bb, gli chiesi come mai la Confindustria tedesca, che pure era un suo sostegno fondamentale, fosse contraria mentre lui era cos\u00ec determinato a favore. Mi rispose: \u00abVoglio l’euro perch\u00e9 mio fratello \u00e8 morto in guerra\u00bb.<\/p>\n\n\n\n Non c’entrava nulla con l’euro, era il richiamo alla grandezza politica. Ecco ci\u00f2 che ci manca, oggi: una grande cultura, comune. I rapporti Draghi e Letta sono utili, ma non saranno certo loro a costruire l’Europa. Da soli, non possono farlo, ci serve altro.<\/p>\n\n\n\n Assolutamente s\u00ec. Quello di Leone \u00e8 un forte messaggio unificante nei confronti dell’Europa, perch\u00e9 ne richiama indirettamente la missione conciliatrice. \u00c8 la pazienza di ricostruire Gerusalemme pezzo per pezzo, custodendo l’umano e il bene comune, contro la tentazione di costruire la torre di Babele confidando nella potenza e nell’orgoglio. <\/p>\n\n\n\n Ma se la direzione \u00e8 identica \u2014 come contenuto \u2014 al messaggio europeo tradizionale, in cui io sono cresciuto, per\u00f2, non vedo nessuno in Europa, oggi, pronto a farsi carico di questa missione. Una missione va messa in pratica. E nella guerra in Ucraina, in Medio Oriente, sull’Iran, sui grandi problemi del mondo, l’Europa non ha voce. La voce del Papa c’\u00e8, ma a cosa serve, se non c’\u00e8 una struttura e una volont\u00e0 politica, capaci di tradurla in atto? Pace e guerra sono i grandi problemi di oggi, e l’Europa non ha detto niente. Ha sostenuto l’Ucraina, e questo era fondamentale, ma senza spiegare qual \u00e8 la visione per il futuro.<\/p>\n\n\n\n Giorgia Meloni \u00e8 stata con gli americani fin quando ha potuto. Quando \u00e8 diventato impossibile, perch\u00e9 ne andava del suo elettorato, si \u00e8 spostata un po’ verso l’Europa. \u00c8 tatticismo e non c\u2019\u00e8 spazio per un disegno politico. A Roma si tira a campare.<\/p>\n\n\n\n Sembra possibile, ma manca la via. Chi conduce, oggi, una vera battaglia politica? <\/p>\n\n\n\n Se non ci si pu\u00f2 appoggiare n\u00e9 all’impero nascente n\u00e9 a quello consolidato, l’unico riferimento possibile dovrebbe essere l’Unione Europea e il suo patrimonio politico e culturale. Ma \u00e8 l’Europa stessa a non riuscire a tradurre quel patrimonio in una forza storica e politica concreta.<\/p>\n\n\n\n Questa \u00e8, per me, la vera ragione di tristezza: non vedo nessuno in grado di raccogliere e portare avanti questa bandiera.<\/p>\n\n\n\n L\u2019Enciclica pu\u00f2 essere un seme che aiuta verso un’unificazione della politica europea. Lo spero. Pu\u00f2 esserlo. Ma bisogna trovare chi possa prendere questa bandiera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" L\u2019ex presidente della Commissione europea parla per la prima volta in modo cos\u00ec esteso dell\u2019Enciclica e di ci\u00f2 che potrebbe significare per l\u2019Europa, \u201cse solo qualcuno accettasse di prendere la bandiera\u201d.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":46937,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-interviews.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":true,"_trash_the_other_posts":false,"_yoast_wpseo_estimated-reading-time-minutes":12,"footnotes":""},"categories":[1571],"tags":[],"staff":[1584],"editorial_format":[2352],"serie":[],"audience":[],"geo":[2086],"class_list":["post-46933","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica","staff-gilles-gressani","editorial_format-interviste","geo-europa"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":"default","_thumbnail_id":46937,"excerpt":"L\u2019ex presidente della Commissione europea parla per la prima volta in modo cos\u00ec esteso dell\u2019Enciclica e di ci\u00f2 che potrebbe significare per l\u2019Europa, \u201cse solo qualcuno accettasse di prendere la bandiera\u201d.","display_date":"","new_abstract":true},"yoast_head":"\nMa quindi Leone \u00e8 un papa, se mi permette il paradosso, riformista?<\/h3>\n\n\n\n
Eppure il Papa propone cambiamenti molto profondi, con una radicalit\u00e0 che raramente associamo al riformismo contemporaneo.<\/h3>\n\n\n\n
Leone XIV \u00e8 un Papa antitrust?<\/h3>\n\n\n\n
E quale sarebbe l\u2019alternativa proposta dalla Magnifica Humanitas<\/em>?<\/h3>\n\n\n\n
In cosa consiste l\u2019economia sociale di mercato secondo Leone XIV ?<\/h3>\n\n\n\n
Ma questa impostazione, pur con tutte le immense differenze del caso, non finisce per assomigliare pi\u00f9 al modello cinese che a quello americano? <\/h3>\n\n\n\n
Come spiega invece il carattere fortemente antimperiale che attraversa l\u2019intero testo?<\/h3>\n\n\n\n
Ma quindi, senza che ci rendessimo conto, Leone XIV sta ridefinendo una nuova ipotesi neo-guelfa? <\/h3>\n\n\n\n
In che senso?<\/h3>\n\n\n\n
E il papa ha scelto l’espressione \u00abintelligenza artificiale disarmata\u00bb per presentare l\u2019Enciclica\u2026<\/h3>\n\n\n\n
Presidente, nella nostra prima intervista all\u2019inizio della rivista nel 2019, le avevo chiesto se, nell\u2019accelerazione, l’Europa non potesse diventare un potere che trattiene, che frena: un potere catecontico. Oggi colpisce vedere come questa funzione paolina sembri essere stata assunta in modo pieno dalla Chiesa. Una nuova convergenza e un punto di incontro laico \u00e8 possibile tra Chiesa ed Europa?<\/h3>\n\n\n\n
Ma secondo lei perch\u00e9 ci siamo marginalizzati?<\/h3>\n\n\n\n
In modo paradossale, non stiamo ritrovando un baricentro per la costruzione europea proprio grazie al primo papa americano, antighibellino, capace di ridare una forma, una matrice ideologica e culturale?<\/h3>\n\n\n\n
A proposito di futuro. A Roma, nello stesso momento, si stanno svolgendo due scene molto diverse. Da una parte, il mondo guarda al Vaticano: il cofondatore di Anthropic, i media internazionali e un’iniziativa che ha rilanciato un dibattito globale sull’autonomia e la resistenza imperiale. Dall’altra parte, a poche centinaia di metri di distanza, c’\u00e8 un governo che aveva provato a proporre una nuova soluzione di allineamento transatlantico, ma che oggi sembra sempre pi\u00f9 in crisi.<\/h3>\n\n\n\n
Ma se anche nell\u2019Italia di Giorgia Meloni il baricentro si sposta verso l\u2019Europa, non dovrebbe essere possibile questo per ricostruire uno spazio, una politicizzazione di massa?<\/h3>\n\n\n\n