{"id":46664,"date":"2026-05-25T12:19:08","date_gmt":"2026-05-25T10:19:08","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=46664"},"modified":"2026-05-25T12:39:33","modified_gmt":"2026-05-25T10:39:33","slug":"la-dottrina-di-leone-xiv-sullia-secondo-il-gesuita-che-ha-consigliato-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2026\/05\/25\/la-dottrina-di-leone-xiv-sullia-secondo-il-gesuita-che-ha-consigliato-francesco\/","title":{"rendered":"La dottrina di Leone XIV sull\u2019IA secondo il gesuita che ha consigliato Francesco"},"content":{"rendered":"\n
Perch\u00e9 il cantiere \u00e8 gi\u00e0 aperto, che ci piaccia o no. L\u2019intelligenza artificiale non bussa alla porta: \u00e8 gi\u00e0 dentro casa. Non \u00e8 pi\u00f9 un semplice insieme di strumenti, ma un ambiente mentale, culturale, spirituale \u2014 l\u2019aria che respiriamo, il codice che struttura il nostro modo di pensare e di credere. La Magnifica Humanitas<\/em> nasce da questa consapevolezza: non si pu\u00f2 aspettare che i processi siano compiuti per pronunciarsi su di essi. Leone XIV lo dice con la forza di un\u2019immagine biblica: siamo davanti a una scelta tra la torre di Babele e la ricostruzione di Gerusalemme. Il tempo del discernimento \u00e8 adesso, perch\u00e9 \u2014 come avverte il documento \u2014 \u00abmai l\u2019umanit\u00e0 ha avuto tanto potere su se stessa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n C\u2019\u00e8 poi una ragione di calendario simbolico e dottrinale. L\u2019enciclica \u00e8 stata firmata il 15 maggio 2026, esattamente 135 anni dopo la Rerum novarum<\/em> di Leone XIII. Non \u00e8 una coincidenza: \u00e8 una rivendicazione di continuit\u00e0 e di rottura. Come la Rerum novarum<\/em> rispose alla questione operaia della prima rivoluzione industriale, la Magnifica Humanitas<\/em> risponde alle res novae<\/em> della rivoluzione digitale. Il parallelo \u00e8 metodologico. Ci\u00f2 che Leone XIII fece per il salario, l\u2019orario di lavoro e il diritto di associazione dei lavoratori, Leone XIV lo fa per la dignit\u00e0 della persona nell\u2019era dell\u2019algoritmo.<\/p>\n\n\n\n Il giorno precedente all\u2019elezione di Prevost al pontificato scrivevo su la Repubblica <\/em>che l\u2019Intelligenza Artificiale sarebbe stata la sfida che il futuro Papa avrebbe dovuto affrontare non solo per la Chiesa, ma per l\u2019intera umanit\u00e0. E l\u2019avrebbe dovuto fare in un\u2019epoca in cui essa non \u00e8 pi\u00f9 solo strumento, bens\u00ec ecosistema: permea la vita quotidiana, condiziona il pensiero, modella il desiderio, e mette in discussione l\u2019umano stesso. E concludevo scrivendo che serve una intelligenza che non banalizzi la fede in codici etici per startupper, ma sappia interrogare il senso della vita in un\u2019epoca di dati e algoritmi. Sono lieto di non essere stato smentito nelle mie previsioni!<\/p>\n\n\n\n La Chiesa non si pronuncia sull\u2019IA perch\u00e9 pretenda una competenza tecnica. Si pronuncia perch\u00e9 la questione tecnologica \u00e8, in radice, una questione spirituale. Non si tratta soltanto di valutare ci\u00f2 che la tecnologia \u00abfa\u00bb all\u2019uomo, ma ci\u00f2 che \u00abfa dell\u2019uomo\u00bb: come modifica il nostro modo di percepire la realt\u00e0, di relazionarci, persino di credere. In un tempo come il nostro, la questione vera non \u00e8 se l\u2019intelligenza artificiale potr\u00e0 diventare umana, ma se l\u2019intelligenza umana potr\u00e0 rimanere umana. Questa \u00e8 una domanda che chiama in causa l\u2019antropologia, e dunque la teologia.<\/p>\n\n\n\n L\u2019ambizione della Magnifica Humanitas<\/em> \u00e8 enorme: offrire un quadro di principi \u2014 dignit\u00e0, bene comune, destinazione universale dei beni, sussidiariet\u00e0, solidariet\u00e0, giustizia sociale \u2014 che non sia un elenco morale posticcio, ma una grammatica per leggere la trasformazione in corso. Il \u201climite\u201d virtuoso, dichiarato con onest\u00e0 dal documento stesso, \u00e8 che la Chiesa non offre una \u00abparola definitiva\u00bb sulle questioni specifiche, ma criteri di discernimento. \u00c8 la differenza tra chi pretende di dare risposte preconfezionate e chi accompagna un processo di giudizio comunitario.<\/p>\n\n\n\n La Magnifica Humanitas<\/em> non aggiunge l\u2019IA come appendice tematica alla Dottrina sociale della Chiesa. Fa qualcosa di pi\u00f9 radicale: riconosce che la trasformazione digitale interpella dall\u2019interno le categorie stesse della Dottrina sociale e ne domanda un ulteriore sviluppo. Il documento lo dice esplicitamente al n. 17.<\/p>\n\n\n\n Le novit\u00e0 dottrinali pi\u00f9 rilevanti sono almeno cinque. Prima: l\u2019IA non \u00e8 moralmente neutra \u2014 ogni artefatto tecnico porta con s\u00e9 scelte e priorit\u00e0 (n. 104). Seconda: la sussidiariet\u00e0 viene rideclinata per il mondo digitale, dove il \u00ablivello superiore\u00bb non \u00e8 pi\u00f9 lo Stato ma le grandi piattaforme tecnologiche che fissano le condizioni di accesso alla vita pubblica (n. 71). Terza: i dati vengono riconosciuti come parte della destinazione universale dei beni \u2014 brevetti, algoritmi, infrastrutture digitali sono beni che non possono restare concentrati nelle mani di pochi (n. 67). Quarta: il documento introduce il concetto di \u00abdisarmare l\u2019IA\u00bb \u2014 sottrarla alla logica della competizione armata, che oggi non \u00e8 solo militare ma economica e cognitiva (n. 110). Quinta: il colonialismo digitale viene identificato come la nuova forma di estrazione \u2014 non pi\u00f9 risorse naturali soltanto, ma dati sanitari, profili epidemiologici, mappe genetiche. Sono queste le \u00abnuove terre rare del potere\u00bb (n. 178).<\/p>\n\n\n\n Il titolo opera una doppia risonanza. Da un lato richiama il Magnificat<\/em> di Maria \u2014 il cantico della Vergine che vede il disegno di Dio rovesciare le logiche del potere, innalzare gli umili, rimandare i ricchi a mani vuote. La conclusione dell\u2019enciclica \u00e8 interamente costruita attorno al Magnificat<\/em> come programma spirituale e politico. Dall\u2019altro lato, il titolo afferma la \u00abmagnifica umanit\u00e0\u00bb creata da Dio e rivelata nella sua pienezza in Cristo \u2014 un\u2019umanit\u00e0 che nessuna macchina potr\u00e0 mai sostituire nel suo splendore (n. 15).<\/p>\n\n\n\n Le fonti filosofiche sono molteplici. La linea agostiniana \u00e8 forte: le \u00abdue citt\u00e0\u00bb e i \u00abdue amori\u00bb strutturano il capitolo terzo. C\u2019\u00e8 Guardini, con il monito sull\u2019uomo moderno non educato al retto uso della potenza (n. 93). C\u2019\u00e8 Hannah Arendt, citata sulla dissoluzione della distinzione tra fatto e finzione come premessa del totalitarismo (n. 134). La trama \u00e8 tomista nella struttura \u2014 la grazia che eleva la natura, la \u00abdistanza infinita\u00bb tra la nostra natura e la vita di Dio (n. 127) \u2014, ma il tono \u00e8 narrativo e biblico.<\/p>\n\n\n\n La nota Antiqua et nova<\/em> \u2014 prodotta dal Dicastero per la Dottrina della Fede insieme al Dicastero per la Cultura e l\u2019Educazione \u2014 era un documento istruttivo, che distingueva tra intelligenza umana e intelligenza artificiale e poneva le basi etiche del discorso. La Magnifica Humanitas<\/em> fa un salto di livello: da documento interdicasteriale a enciclica papale, quindi con il massimo peso magisteriale nel registro dell\u2019insegnamento sociale.<\/p>\n\n\n\n Il cambiamento sta pure nell\u2019ampiezza. Antiqua et nova<\/em> analizzava l\u2019IA. La Magnifica Humanitas<\/em> la inscrive in una visione complessiva della Dottrina sociale, la collega esplicitamente alla questione della guerra, delle armi autonome, del lavoro, dell\u2019educazione, delle nuove schiavit\u00f9. E soprattutto introduce un elemento fondamentale: la critica strutturale alla concentrazione del potere nelle mani di attori privati transnazionali, che ridefiniscono le condizioni di accesso alla vita pubblica (n. 95). L\u2019enciclica \u00e8 pi\u00f9 politica, pi\u00f9 geopolitica, pi\u00f9 conflittuale.<\/p>\n\n\n\n C\u2019\u00e8 un filo lungo. La Chiesa non \u00e8 mai stata estranea alla questione tecnologica. Gi\u00e0 Inter mirifica<\/em> nel 1963 parlava delle tecnologie della comunicazione come cose mirabili<\/em> che toccano lo spirito dell\u2019uomo. E Paolo VI, nel 1964, rivolgendosi al Centro di Automazione dell\u2019Aloisianum di Gallarate diretto dai gesuiti, pronunci\u00f2 parole straordinarie su come \u00abil cervello meccanico viene in aiuto del cervello spirituale\u00bb e su come lo sforzo di infondere in strumenti meccanici il riflesso di funzioni spirituali \u00e8 \u00abinnalzato ad un servizio che tocca il sacro\u00bb. Il timore dei nostri giorni \u00e8 che, con l\u2019intelligenza artificiale, accada esattamente il contrario: che si infonda nel cervello spirituale il riflesso degli strumenti meccanici.<\/p>\n\n\n\n La Magnifica Humanitas<\/em> \u2013 fondandosi sulla riflessione precedente \u2013 compie un salto qualitativo. Giovanni Paolo II parlava dei media, Benedetto XVI del continente digitale, Francesco del paradigma tecnocratico e dell\u2019IA al G7. Leone XIV integra l\u2019IA nella struttura stessa della Dottrina sociale, non come tema aggiunto ma come lente attraverso cui ripensare tutti i principi \u2014 dal bene comune alla giustizia sociale. \u00c8 la prima enciclica che dedica pagine sistematiche all\u2019IA e alla rivoluzione digitale come questione centrale della convivenza umana.<\/p>\n\n\n\n L\u2019enciclica non si limita ai principi. I passaggi pi\u00f9 concreti sono almeno sei. Sul lavoro: la denuncia che l\u2019IA pu\u00f2 dequalificare i lavoratori, sottoporli a sorveglianza automatizzata e relegarli a funzioni rigide e ripetitive, e la richiesta che ogni introduzione di automazione sia accompagnata da scelte verificabili di tutela dell\u2019occupazione e riqualificazione (nn. 150-156). Sull\u2019educazione: la proposta di educarci a \u00abdigiunare dall\u2019IA\u00bb e proteggere i giovani dalla \u00abseduzione sottile che fa sembrare inutile il pensiero umano\u00bb (n. 140). Sui minori: la richiesta di interventi legislativi che fissino limiti di et\u00e0 per l\u2019accesso ai dispositivi digitali e responsabilizzino i fornitori dei servizi (n. 142). Sulla finanza: la denuncia che la rendita da capitale rischia di sostituirsi al reddito da lavoro (n. 160). Sulle armi: il principio che la decisione letale non pu\u00f2 essere delegata a processi automatizzati, e che deve restare sotto un controllo umano effettivo (n. 200). Infine, sulla schiavit\u00f9: la denuncia del lavoro invisibile di milioni di persone \u2014 etichettatura dei dati, moderazione dei contenuti, estrazione di terre rare \u2014 e la domanda di perdono per il ritardo storico della Chiesa nel condannare la schiavit\u00f9 (nn. 173-176).<\/p>\n\n\n\n Il rischio principale \u00e8 duplice. Da un lato, che i cattolici leggano il testo come un prontuario di risposte e non come ci\u00f2 che \u00e8: un invito al discernimento. Dall\u2019altro, che i laici lo respingano come interferenza confessionale. Ma Leone XIV \u00e8 stato molto attento al registro. L\u2019enciclica si rivolge esplicitamente \u00aba tutti gli uomini e le donne di buona volont\u00e0\u00bb \u2014 la formula giovannea della Pacem in terris<\/em>. I principi che propone \u2014 dignit\u00e0 inalienabile, bene comune, giustizia sociale, sussidiariet\u00e0 \u2014 non sono confessionali: sono il patrimonio di una tradizione di pensiero che dialoga con la ragione. Quando il testo cita Arendt, Guardini, Platone, Frankl, Tolkien: sta costruendo un linguaggio condiviso. Il fondamento teologico c\u2019\u00e8 ed \u00e8 forte \u2014 l\u2019Incarnazione come criterio antropologico \u2014, ma la struttura argomentativa \u00e8 accessibile a chiunque prenda sul serio la domanda su cosa significhi essere umani.<\/p>\n\n\n\n Entrambe le cose, e l\u2019enciclica lo sa. La struttura biblica \u2014 Babele e Gerusalemme \u2014 mostra che la tentazione del dominio e la possibilit\u00e0 della ricostruzione condivisa sono costanti antropologiche. Ma i problemi nuovi sono reali. L\u2019opacit\u00e0 degli algoritmi, la simulazione della relazione umana da parte di una chatbot, la possibilit\u00e0 di delegare a una macchina la decisione di uccidere, la creazione di deepfake<\/em>, il colonialismo dei dati sanitari \u2014 sono fenomeni senza precedenti. Il punto decisivo \u00e8 che l\u2019IA non \u00e8 un problema \u00abda\u00bb risolvere, ma un ambiente \u00abin cui\u00bb vivere. Non si tratta soltanto di valutare ci\u00f2 che la tecnologia \u00abfa\u00bb all\u2019uomo, ma ci\u00f2 che \u00abfa dell\u2019uomo\u00bb: come modifica il nostro modo di percepire la realt\u00e0, di relazionarci, persino di credere. L\u2019enciclica riconosce che la questione tecnologica \u00e8 \u00abin radice, questione spirituale\u00bb: l\u2019IA non \u00e8 uno strumento tra gli altri, \u00e8 un ambiente che ristruttura la coscienza. E la risposta non pu\u00f2 essere solo etica \u2014 deve essere teologica e spirituale. L\u2019anno scorso in un libro di dialoghi che ho realizzato con l\u2019artista Michelangelo Pistoletto, abbiamo dedicato una sessione di conversazione alla \u00abspiritualit\u00e0 algoritmica\u00bb. <\/p>\n\n\n\n Il 15 maggio 1891 Leone XIII dat\u00f2 la Rerum novarum<\/em>. 135 anni dopo, lo stesso giorno, Leone XIV firma la Magnifica Humanitas<\/em>. Il segnale \u00e8 inequivocabile: questo pontefice si pone nella linea del suo predecessore eponimo e rivendica per l\u2019IA la stessa ambizione sistematica che Leone XIII ebbe per la questione operaia. Il nome \u00abLeone\u00bb non \u00e8 stato scelto per caso al conclave. Il papa stesso lo ha spiegato nel suo primo discorso ai cardinali, collegando esplicitamente la Dottrina sociale della Chiesa alla nuova rivoluzione industriale e all\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n\n\n\n La Commissione Inter-Dicasteriale sull\u2019Intelligenza Artificiale \u00e8 stata approvata da Leone XIV il giorno dopo la firma dell\u2019enciclica. \u00c8 un organismo che riunisce rappresentanti dei diversi dicasteri della Curia romana, con il compito di coordinare la risposta della Santa Sede all\u2019IA, facilitare lo scambio di informazioni, promuovere il dialogo e \u2014 aspetto cruciale \u2014 governare anche l\u2019uso dell\u2019IA all\u2019interno del Vaticano stesso. Non \u00e8 un think tank: \u00e8 un organo di governance interna e di discernimento istituzionale. L\u2019enciclica stessa chiede alla Chiesa di verificare al proprio interno i principi che propone al mondo (nn. 86-89).<\/p>\n\n\n\n La presentazione pubblica dopo il fine settimana della firma permette alla stampa internazionale di dare copertura adeguata al documento. Ma la vera domanda \u00e8 sulla composizione del palco. La presenza di Christopher Olah \u2014 cofondatore di Anthropic, una delle aziende pi\u00f9 avanzate nella ricerca sulla sicurezza dell\u2019IA \u2014 \u00e8 un gesto di grande significato. L\u2019enciclica stessa lancia \u00abuno speciale appello a coloro che sviluppano le intelligenze artificiali\u00bb, riconoscendo che \u00abl\u2019innovazione tecnologica pu\u00f2 essere, in un certo qual modo, una forma umana di partecipazione all\u2019atto divino della creazione\u00bb (n. 111).<\/p>\n\n\n\n Il fatto che un ingegnere dell\u2019IA \u2014 e non un qualunque capitano d\u2019industria \u2014 sieda alla presentazione di un\u2019enciclica papale \u00e8 un segnale preciso: la Chiesa non parla contro<\/em> la Silicon Valley, ma con<\/em> i suoi protagonisti pi\u00f9 riflessivi. Anthropic \u00e8 un\u2019azienda che ha posto la sicurezza e l\u2019interpretabilit\u00e0 dell\u2019IA al centro della propria missione. L\u2019enciclica invoca esattamente questo: trasparenza, responsabilit\u00e0, e ci\u00f2 che Leone XIV chiama il \u00abdisarmo\u00bb dell\u2019IA \u2014 sottrarla alla logica della competizione per restituirla alla pluralit\u00e0 delle culture umane e delle forme di vita.<\/p>\n\n\n\n La Magnifica Humanitas<\/em> affronta questa questione di petto con la sua critica del transumanesimo e del postumanesimo \u2014 quello che il documento chiama un \u00abarcipelago di isole concettuali collegate dal medesimo mare di presupposti: la centralit\u00e0 della tecnica e il sogno di oltrepassare i limiti della condizione umana\u00bb (n. 116). Lo sviluppo tecnologico esprime una forma di desiderio di \u00abtrascendenza\u00bb rispetto alla condizione umana cos\u00ec come \u00e8 vissuta attualmente. La tecnologia ha una vocazione spirituale, ma la domanda \u00e8: quale?<\/p>\n\n\n\n La Chiesa non \u00e8 la \u00abconcorrente\u00bb di OpenAI. \u00c8 per\u00f2 forse la sua interlocutrice pi\u00f9 radicale. Perch\u00e9 pone la domanda che nessun laboratorio pu\u00f2 eludere: il vero \u00abpi\u00f9 che umano\u00bb non sta nel potenziamento tecnico ma nella grazia. Come scrive l\u2019enciclica c\u2019\u00e8 una \u00abdistanza infinita\u00bb tra la nostra natura e la vita di Dio, e solo l\u2019Infinito che si dona pu\u00f2 superare questa sproporzione (n. 127). Contro la salvezza prometeica degli accelerazionisti, la Chiesa propone un compimento che non si conquista ma si riceve. Non \u00e8 un messaggio rassicurante: \u00e8 un messaggio sovversivo rispetto alla metafisica implicita della Silicon Valley.<\/p>\n\n\n\n L\u2019enciclica non nomina Trump, ma il riferimento \u00e8 trasparente in diversi passaggi. Quando denuncia la \u00abcultura della potenza\u00bb che si nutre di \u00abpolarizzazioni e violenze\u00bb (n. 188); quando parla di un \u00abfalso realismo\u00bb che presenta la guerra come inevitabile (n. 205); quando critica la \u00abnormalizzazione della guerra\u00bb e il riarmo come risposta a ogni crisi (nn. 189-190); quando smonta la logica del \u00abprima io\u00bb e della costruzione dell\u2019identit\u00e0 collettiva contro un nemico \u2014 il lettore riconosce senza difficolt\u00e0 il profilo della Realpolitik<\/em> trumpiana. Ma c\u2019\u00e8 un passaggio ancora pi\u00f9 affilato, al n. 133: la denuncia di chi dispone di \u00abpotenti risorse tecniche ed economiche\u00bb e le usa per \u00abconvincere un numero significativo di persone su quale sia la verit\u00e0 sull\u2019essere umano, sul mondo, sul senso dell\u2019esistenza, sulla famiglia, persino su Dio\u00bb. Il testo lo chiama \u00abpuro potere privo di verit\u00e0\u00bb. <\/p>\n\n\n\n Il rischio \u00e8 reale. L\u2019enciclica lo previene con una mossa teorica precisa: l\u2019umanesimo che propone non \u00e8 un umanesimo chiuso. Non \u00e8 il primato dell\u2019uomo-che-domina, ma la custodia dell\u2019uomo-in-relazione \u2014 con Dio, con gli altri, con il creato. \u00c8 un \u00abantropocentrismo situato\u00bb, per usare l\u2019espressione di papa Francesco che Leone XIV riprende nella conclusione (n. 237). Contro il human first<\/em> del populismo nazionalista, la Magnifica Humanitas<\/em> oppone la logica del Magnificat<\/em>: Dio rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili. L\u2019enciclica conclude con una lettura del cantico di Maria come programma politico (nn. 243-244). Il vero antidoto al populismo tecnologico non \u00e8 un altro primato, ma il rovesciamento delle gerarchie del potere. Non \u00e8 un caso che il documento dedichi pagine decisive ai migranti, alle donne, ai lavoratori invisibili della catena digitale, ai bambini delle miniere di terre rare.<\/p>\n\n\n\n L\u2019\u00abecumenismo dell\u2019odio\u00bb \u2014 l\u2019alleanza tra fondamentalismo evangelico e integralismo cattolico che si nutre di semplificazione manichea: amico-nemico, noi-voi, bene-male assoluto \u2014 trova nell\u2019intelligenza artificiale un moltiplicatore perfetto: algoritmi che premiano lo scontro, piattaforme che amplificano la polarizzazione, deepfake che dissolvono la distinzione tra vero e falso.<\/p>\n\n\n\n L\u2019enciclica lo riconosce quando avverte che \u00abla guerra viene non solo combattuta, ma anche preparata culturalmente attraverso narrazioni semplificanti, logiche amico-nemico, disinformazione e paura\u00bb (n. 192). E descrive l\u2019emergere di \u00abestremismi religiosi e fanatismi identitari\u00bb che si alleano con \u00abun economicismo irrazionale\u00bb (n. 206). Se l\u2019ecumenismo dell\u2019odio trova nell\u2019IA un\u2019infrastruttura tecnica per scalare globalmente, il rischio \u00e8 una forma inedita di fondamentalismo algoritmico \u2014 in cui l\u2019odio non ha pi\u00f9 bisogno di predicatori, perch\u00e9 \u00e8 automatizzato. La risposta della Chiesa non pu\u00f2 essere solo dottrinale: deve essere una controcultura dell\u2019incontro, sostenuta da una ecologia della comunicazione (n. 137) e da un\u2019alleanza educativa (nn. 139-147).<\/p>\n\n\n\n La connessione \u00e8 profonda e non solo nominale. Leone XIII non si limit\u00f2 a scrivere la Rerum novarum<\/em> sulla questione sociale: nel 1899 intervenne contro l\u2019\u00abamericanismo\u00bb con la lettera Testem benevolentiae<\/em>, denunciando la tendenza di alcuni cattolici americani ad adattare la dottrina ai valori della cultura dominante \u2014 pragmatismo, individualismo, primato dell\u2019azione sulla contemplazione.<\/p>\n\n\n\n Leone XIV si trova davanti a un nuovo americanismo, ben pi\u00f9 potente di quello del 1899: un americanismo che non si accontenta di adattare la fede alla cultura, ma che pretende di costruire una religione civile in cui Dio, patria e mercato si fondono in un\u2019unica narrazione. Un americanismo che sacralizza la potenza e il successo, che divinizza l\u2019efficienza, che considera il limite come un difetto da correggere \u2014 esattamente ci\u00f2 che il transumanesimo promette sul piano tecnologico. La Magnifica Humanitas<\/em> \u00e8 la risposta a questo nuovo americanismo. Non con il tono della condanna, ma con la forza di una visione alternativa: l\u2019umanit\u00e0 magnifica non \u00e8 l\u2019umanit\u00e0 potenziata, ma l\u2019umanit\u00e0 abitata da Dio. \u00c8 la differenza tra Babele e Gerusalemme: tra chi costruisce una torre per farsi un nome e chi ricostruisce le mura perch\u00e9 tutti possano abitarvi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" Una prima interpretazione a caldo dell\u2019Enciclica Magnifica Humanitas<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-interviews.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"_yoast_wpseo_estimated-reading-time-minutes":17,"footnotes":""},"categories":[2108],"tags":[],"staff":[1584],"editorial_format":[2352],"serie":[],"audience":[],"geo":[2086],"class_list":["post-46664","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-religione","staff-gilles-gressani","editorial_format-interviste","geo-europa"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":"default","_thumbnail_id":"","excerpt":"Una prima interpretazione a caldo dell\u2019Enciclica Magnifica Humanitas<\/em>.","display_date":"","new_abstract":true},"yoast_head":"\nPerch\u00e9 aprirlo all\u2019interno della Chiesa cattolica? Quali sono le sue ambizioni e i suoi limiti?<\/h3>\n\n\n\n
In cosa consiste sostanzialmente la nuova dottrina di Leone XIV sul digitale?<\/h3>\n\n\n\n
Come si spiega il titolo dell\u2019Enciclica \u00abMagnifica Humanitas\u00bb? Quali sono le fonti scritturali e filosofiche?<\/h3>\n\n\n\n
In cosa \u00e8 un cambiamento rispetto alle posizioni definite dall\u2019Antiqua et Nova nel gennaio 2025?<\/h3>\n\n\n\n
Pi\u00f9 generalmente come si situa rispetto alla storia delle prese di posizione della Santa Sede nei confronti del digitale, a partire da Giovanni Paolo II e delle nuove tecnologie?<\/h3>\n\n\n\n
La Rerum novarum parlava di salari e orario di lavoro. Quali sono gli elementi pi\u00f9 concreti della Magnifica Humanitas?<\/h3>\n\n\n\n
Quali sono i rischi sul percorso di lettura e interpretazione? Fino a che punto i laici e i non credenti possono leggere questo testo?<\/h3>\n\n\n\n
Ci sono problemi nuovi posti dalla rivoluzione IA oppure nella storia millenaria del cristianesimo si tratta di una ritraduzione di risposte?<\/h3>\n\n\n\n
Sulla scenografia della Magnifica Humanitas<\/em><\/h4>\n\n\n\n
Perch\u00e9 la scelta della firma \u00e8 caduta il 15 maggio?<\/h3>\n\n\n\n
In cosa consiste la nuova commissione? Qual \u00e8 il suo modo di funzionamento?<\/h3>\n\n\n\n
Perch\u00e9 la pubblicazione avviene luned\u00ec? Chi sono le personalit\u00e0 presenti? Come sono state scelte e che significato dare alla presenza di Christopher Olah, cofondatore di Anthropic?<\/h3>\n\n\n\n
Sulla crisi dell\u2019americanismo e sull\u2019ecumenismo dell\u2019odio<\/em><\/h4>\n\n\n\n
Molti tra i giganti della tech credono che lo sviluppo dell\u2019IA abbia lanciato una corsa verso una forma di intelligenza generale che potrebbe prendere il posto di Dio. Cosa pensa la Chiesa di questo fenomeno? La Chiesa di Roma \u00e8 la vera concorrente di OpenAI o Palantir?<\/h3>\n\n\n\n
Come si pone la Chiesa di Leone XIV e della Magnifica Humanitas di fronte all\u2019accelerazione reazionaria che d\u00e0 un\u2019energia spettacolare alla Casa Bianca di Donald Trump?<\/h3>\n\n\n\n
Steve Bannon ha firmato con personalit\u00e0 del mondo evangelico una lettera che propone di dare una forma al tempo dell\u2019IA attraverso il populismo nazionalista. Come far\u00e0 la Chiesa perch\u00e9 Magnifica Humanitas non diventi un \u00abhuman first\u00bb?<\/h3>\n\n\n\n
Cosa succede se all\u2019ecumenismo dell\u2019odio si aggiunge il genitivo \u00abdell\u2019IA\u00bb \u2014 ecumenismo dell\u2019odio dell\u2019IA?<\/h3>\n\n\n\n
In che misura la figura di Leone XIII \u00e8 una fonte di ispirazione per Leone XIV nella sfida del nuovo americanismo?<\/h3>\n\n\n\n