{"id":4601,"date":"2022-08-29T19:21:24","date_gmt":"2022-08-29T18:21:24","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=4601"},"modified":"2022-08-29T21:44:47","modified_gmt":"2022-08-29T20:44:47","slug":"capire-il-discorso-di-praga-di-scholz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/08\/29\/capire-il-discorso-di-praga-di-scholz\/","title":{"rendered":"Capire il discorso di Praga di Scholz"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"intro\">Il cancelliere Olaf Scholz ha pronunciato luned\u00ec 29 agosto un discorso di politica europea all&#8217;Universit\u00e0 Carolina di Praga. Dopo aver pubblicato un editoriale sulla Frankfurter Allgemeine il capo del governo tedesco inaugura con questo discorso di una cinquantina di minuti una stagione ad alta tensione della politica tedesca ed europea. Sebbene la guerra in Ucraina duri da ormai sei mesi, il governo tedesco deve affrontare il rischio della scarsit\u00e0 di forniture energetiche per l&#8217;inverno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Terminata la presidenza francese dell&#8217;Unione europea, il cancelliere social-democratico, al potere da otto mesi, si reca a Praga con l&#8217;obiettivo di influenzare l&#8217;agenda della presidenza ceca e di rispondere alle critiche mosse contro la Germania, accusata di non essere una forza propositiva a livello europeo. Olaf Scholz dettaglia anche il suo slogan della Zeitwende: questo &#8220;momento spartiacque&#8221; che ha invocato per ben quattro volte, \u00e8 diventato una sorta di leitmotiv dei discorsi del cancelliere. Pur restando vago, questo discorso propone, discute, afferma, mentre il primo discorso di febbraio 2022 era innanzi tutto una risposta a un&#8217;urgenza, la guerra in Ucraina qui costituisce lo sfondo di un programma di riforme europee<\/p>\n\n\n\n<p>Rettore Professor Kr\u00e1l\u00ed\u010dkov\u00e1, Spettabili prorettori e membri della facolt\u00e0, Ministro Bek, Vostre Eccellenze, Stimati Studenti, Signore e signori,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie mille per il vostro gentile invito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Il discorso, tenuto in una prestigiosa universit\u00e0 in occasione dell&#8217;inizio del nuovo anno accademico, ricorda quello tenuto dal nuovo presidente Emmanuel Macron alla Sorbona nel settembre 2017. Olaf Scholz moltiplica le sue proposte, cercando di fare della Germania una forza di iniziativa. &#8220;Penso&#8221;, &#8220;propongo&#8221;, &#8220;immagino&#8221;. Il discorso \u00e8 inoltre ricco di riferimenti alla prestigiosa storia europea della capitale ceca. Da Carlo IV a Tomas Masaryk, passando per Kafka e Kundera, il Cancelliere ha ricordato il posto centrale di Praga e della sua universit\u00e0 nella storia politica, culturale e intellettuale del continente, assicurando alla Repubblica Ceca e al suo Primo Ministro Petr Fiala il suo pieno sostegno durante la sua presidenza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un grande onore per me essere qui, in questo luogo storico, alla presenza, per cos\u00ec dire, del fondatore di questa venerabile istituzione, per parlarvi del futuro. Del <em>nostro <\/em>futuro, che credo si possa riassumere in una sola parola: Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>E probabilmente non c&#8217;\u00e8 posto migliore per farlo che qui nella citt\u00e0 di Praga, in questa universit\u00e0 con i suoi quasi 700 anni di storia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Ad fontes\u201d<\/em>, che significa alla fonte &#8211; questo era il motto dei grandi umanisti del Rinascimento Europeo. Chi vuole andare alle fonti dell&#8217;Europa viene inevitabilmente qui, in questa citt\u00e0 la cui eredit\u00e0 e il cui carattere sono pi\u00f9 europei di quasi tutte le altre citt\u00e0 del nostro continente.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 evidente per ogni turista americano o cinese che passeggia dal Ponte Carlo fino al Castello. Ecco perch\u00e9 vengono qui. Perch\u00e9 tra i castelli e i ponti medievali, tra i luoghi di culto e i cimiteri cattolici, protestanti ed ebraici, le cattedrali gotiche e i palazzi in stile Art Nouveau, i grattacieli di vetro e le stradine pittoresche con le case a graticcio e la variet\u00e0 di lingue parlate nel centro storico, scoprono l&#8217;essenza dell&#8217;Europa: la massima diversit\u00e0 possibile in uno spazio molto ristretto.<\/p>\n\n\n\n<p>Se Praga \u00e8 quindi un&#8217;Europa in miniatura, l&#8217;Universit\u00e0 Carolina \u00e8 come un cronista della nostra storia europea, cos\u00ec ricca di luci e ombre. Non saprei dire se il suo fondatore, l&#8217;imperatore Carlo IV, si considerasse un europeo. La sua biografia suggerisce di s\u00ec. Nato con l&#8217;antico nome di battesimo boemo &#8220;V\u00e1clav&#8221;, educato a Bologna e a Parigi, figlio di un sovrano della Casa di Lussemburgo e di un Asburgo, imperatore tedesco, re di Boemia e d&#8217;Italia. Il fatto che boemi, polacchi, bavaresi e sassoni abbiano completato il loro <em>studium generale <\/em>nella &#8220;sua&#8221; universit\u00e0, accanto a studenti francesi, italiani e inglesi, appare quindi logico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma poich\u00e9 questa universit\u00e0 si trova in Europa, ha dovuto anche sopportare i momenti pi\u00f9 bassi della storia europea: il fanatismo religioso, la divisione linguistica e culturale e l&#8217;uniformazione ideologica nelle dittature del XX secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono stati i tedeschi a scrivere il capitolo pi\u00f9 oscuro di questa storia: la chiusura dell&#8217;universit\u00e0 da parte degli occupanti nazionalsocialisti, la fucilazione degli studenti che protestavano e il rapimento nei campi di concentramento tedeschi di migliaia di membri dell&#8217;universit\u00e0, che furono poi uccisi l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi crimini riempiono ancora oggi noi tedeschi di dolore e vergogna. Dare espressione a questo fatto \u00e8 un altro dei motivi per cui sono qui oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Soprattutto perch\u00e9 spesso dimentichiamo che la mancanza di libert\u00e0, la sofferenza e la dittatura non sono finite per molti cittadini dell&#8217;Europa centrale con l&#8217;occupazione tedesca e la distruzione della Seconda guerra mondiale. Uno dei tanti grandi intellettuali che questa universit\u00e0 ha prodotto ce lo ha ricordato ai tempi della guerra fredda.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1983, Milan Kundera descrisse la &#8220;Tragedia dell&#8217;Europa centrale&#8221;, ovvero come, dopo la Seconda guerra mondiale, polacchi, cechi, slovacchi, baltici, ungheresi, rumeni, bulgari e jugoslavi &#8220;si svegliarono scoprendo di essere ormai a Est&#8221;, di essere &#8220;scomparsi dalla mappa dell&#8217;Occidente&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche noi stiamo facendo i conti con questa eredit\u00e0, soprattutto quelli di noi che si trovavano sul lato occidentale della cortina di ferro. Non solo perch\u00e9 questa eredit\u00e0 fa parte della storia europea e quindi della nostra storia comune di europei, ma anche perch\u00e9 l&#8217;esperienza dei cittadini dell&#8217;Europa centrale e orientale &#8211; la sensazione di essere dimenticati e abbandonati dietro una cortina di ferro &#8211; continua a gettare la sua ombra ancora oggi. Tra l&#8217;altro, anche nei dibattiti sul nostro futuro, sull&#8217;Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo momento, ci stiamo chiedendo ancora una volta dove sar\u00e0 la linea di demarcazione tra questa Europa libera e un&#8217;autocrazia neo-imperialista in futuro. Ho parlato di uno spartiacque dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina da parte della Russia a febbraio.<\/p>\n\n\n\n<p>La Russia di Putin vuole ridisegnare i confini con la violenza &#8211; qualcosa che noi in Europa non avremmo mai voluto sperimentare di nuovo. Il brutale attacco all&#8217;Ucraina \u00e8 quindi anche un attacco all&#8217;assetto securitario dell&#8217;Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci stiamo opponendo a questo attacco con la dovuta determinazione. Per questo abbiamo bisogno della nostra forza &#8211; come singoli Paesi, nell&#8217;alleanza con i nostri partner transatlantici, ma anche come Unione Europea.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Europa unita \u00e8 nata come progetto di pace all&#8217;interno dell&#8217;Europa. Il suo obiettivo era garantire che non scoppiasse mai pi\u00f9 una guerra tra i suoi Stati membri. Oggi spetta a noi continuare a sviluppare questa promessa di pace, consentendo all&#8217;Unione europea di salvaguardare la sua sicurezza, la sua indipendenza e la sua stabilit\u00e0 anche di fronte alle sfide provenienti dall&#8217;esterno.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Questa <\/em>\u00e8 la nuova missione di pace dell&#8217;Europa, signore e signori! Questo \u00e8 ci\u00f2 che probabilmente la maggior parte dei cittadini si aspetta dall&#8217;Europa, sia a ovest che a est del nostro continente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 quindi un caso fortunato che la presidenza del Consiglio dell&#8217;Unione Europea sia attualmente detenuta dalla Repubblica Ceca, che ha da tempo riconosciuto l&#8217;importanza di questa missione e sta guidando l&#8217;Europa nella giusta direzione.<\/p>\n\n\n\n<p>La Repubblica Ceca gode del pieno sostegno della Germania. Sono ansioso di lavorare insieme al Primo Ministro Fiala per trovare le giuste risposte europee a questo momento spartiacque.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un\u2019Europa geopolitica come risposta ai cambiamenti del nostro tempo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Il discorso propone diverse riforme abbastanza concrete per l&#8217;Europa, secondo quattro linee principali. Il primo \u00e8 preparare l&#8217;UE all&#8217;allargamento attraverso una riforma istituzionale (estensione graduale del voto a maggioranza qualificata nel Consiglio europeo, riorganizzazione degli equilibri nel Parlamento e nella Commissione per evitare una pesantezza eccessiva). Olaf Scholz si schiera anche a favore dell&#8217;iniziativa di Emmanuel Macron per una comunit\u00e0 politica europea che includa gli Stati limitrofi destinati ad aderire all&#8217;Unione, ma che il capo del governo tedesco considera un complemento ai forum esistenti. Questa comunit\u00e0 prenderebbe la forma di &#8220;uno scambio regolare a livello politico &#8211; un forum in cui noi, i capi di Stato e di governo dell&#8217;UE e i nostri partner europei, ci incontreremo una o due volte l&#8217;anno per discutere di questioni chiave che riguardano l&#8217;intero continente, come la sicurezza, l&#8217;energia, il clima e la connettivit\u00e0&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima di queste risposte \u00e8 che non accettiamo l&#8217;attacco della Russia alla pace in Europa! Non resteremo inerti a guardare donne, uomini e bambini che vengono uccisi o Paesi liberi che vengono cancellati dalla carta geografica e scompaiono dietro muri o cortine di ferro. Non vogliamo tornare al XIX o al XX secolo con le loro guerre di occupazione e gli eccessi totalitari.<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra Europa \u00e8 unita nella pace e nella libert\u00e0 ed \u00e8 aperta a tutte le nazioni europee che condividono i nostri valori. Soprattutto, per\u00f2, \u00e8 un rifiuto attivo dell&#8217;imperialismo e dell&#8217;autocrazia.<\/p>\n\n\n\n<p>La moneta dell&#8217;Unione europea non \u00e8 la supremazia o la subordinazione, ma piuttosto il riconoscimento della diversit\u00e0, la parit\u00e0 di condizioni tra tutti i suoi membri, la pluralit\u00e0 e il bilanciamento di interessi diversi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio l&#8217;Europa unita che \u00e8 un tale anatema per Putin. Perch\u00e9 non rientra nella sua visione del mondo, in cui i Paesi pi\u00f9 piccoli sono costretti a sottomettersi a una manciata di grandi potenze europee.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 ancora pi\u00f9 importante difendere insieme la nostra idea di Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo sosteniamo l&#8217;Ucraina sotto attacco: economicamente, finanziariamente e politicamente, con assistenza umanitaria e anche militarmente &#8211; negli ultimi mesi la Germania ha cambiato radicalmente idea su questo tema.<\/p>\n\n\n\n<p>Continueremo a fornire questo sostegno, in maniera affidabile e, soprattutto, per tutto il tempo necessario!<\/p>\n\n\n\n<p>Questo vale anche per la ricostruzione del Paese distrutto, che sar\u00e0 un&#8217;impresa enorme che richieder\u00e0 generazioni per essere portata a termine. Ci\u00f2 richiede un coordinamento internazionale e una strategia intelligente e affidabile. Questo sar\u00e0 il tema centrale della conferenza di esperti a cui la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen e io abbiamo invitato l&#8217;Ucraina e i suoi partner di tutto il mondo a partecipare a Berlino il 25 ottobre.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle prossime settimane e mesi, inoltre, invieremo all&#8217;Ucraina nuove armi all&#8217;avanguardia, come sistemi di difesa aerea e radar e droni da ricognizione. Il nostro ultimo pacchetto di forniture di armi vale da solo 600 milioni di euro. Il nostro obiettivo \u00e8 avere forze armate ucraine moderne, in grado di difendere il Paese in modo permanente.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, non dobbiamo accontentarci di fornire a Kiev attrezzature di cui al momento possiamo fare a meno. Anche in questo caso abbiamo bisogno di una maggiore pianificazione e coordinamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo, insieme ai Paesi Bassi, abbiamo lanciato un&#8217;iniziativa volta a realizzare una divisione dei compiti a lungo termine e affidabile tra tutti i partner dell&#8217;Ucraina.<\/p>\n\n\n\n<p>Posso immaginare, ad esempio, che la Germania si assuma una responsabilit\u00e0 particolare in termini di potenziamento delle capacit\u00e0 di artiglieria e di difesa aerea dell&#8217;Ucraina. Non dovremmo perdere tempo per raggiungere un accordo su questo sistema di sostegno coordinato, sottolineando cos\u00ec il nostro impegno per un&#8217;Ucraina libera e indipendente a lungo termine.<\/p>\n\n\n\n<p>Come abbiamo fatto al Consiglio europeo di giugno, quando abbiamo unito le mani e detto &#8220;s\u00ec&#8221;. S\u00ec, l&#8217;Ucraina, la Repubblica di Moldova e, a seguire, anche la Georgia e, naturalmente, i sei Paesi dei Balcani occidentali appartengono alla parte libera e democratica dell&#8217;Europa. La loro adesione all&#8217;UE \u00e8 nel nostro interesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Potrei spiegarlo in termini demografici o economici o, in linea con Milan Kundera, da una prospettiva culturale, etica o morale. Tutte queste ragioni sono valide.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ci\u00f2 che oggi \u00e8 pi\u00f9 chiaro che mai \u00e8 la dimensione geopolitica di questa decisione. Realpolitik nel XXI secolo non significa mettere in secondo piano i valori o sacrificare i partner sull&#8217;altare di pigri compromessi. Realpolitik deve significare coinvolgere amici e partner con valori condivisi e sostenerli per essere forti nella competizione globale attraverso la cooperazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8, tra l&#8217;altro, anche la mia interpretazione della proposta di Emmanuel Macron di una Comunit\u00e0 politica europea. Va da s\u00e9 che abbiamo il Consiglio d&#8217;Europa, l&#8217;OSCE, l&#8217;OECD, il Partenariato orientale, lo Spazio economico europeo e la NATO. Sono tutti forum importanti in cui noi europei collaboriamo strettamente anche al di fuori dei confini dell&#8217;UE.<\/p>\n\n\n\n<p>Manca per\u00f2 uno scambio regolare a livello politico, un forum in cui noi capi di Stato e di governo dell&#8217;UE e i nostri partner europei ci incontriamo una o due volte l&#8217;anno per discutere le questioni chiave che riguardano il nostro continente nel suo complesso, come la sicurezza, l&#8217;energia, il clima e la connettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Un tale raggruppamento &#8211; ed \u00e8 molto importante per me sottolinearlo &#8211; non \u00e8 un&#8217;alternativa all&#8217;imminente processo di allargamento dell&#8217;UE. Dopo tutto, abbiamo dato ai nostri candidati all&#8217;adesione la nostra parola &#8211; e, nel caso dei Paesi dei Balcani occidentali, ci\u00f2 \u00e8 avvenuto quasi 20 anni fa. E a queste parole devono finalmente seguire i fatti!<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni molti hanno chiesto giustamente un&#8217;Unione europea pi\u00f9 forte, pi\u00f9 sovrana e geopolitica, un&#8217;Unione che sia consapevole del proprio posto nella storia e nella geografia di questo continente e che agisca in modo forte e coeso in tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le decisioni storiche prese negli ultimi mesi ci hanno permesso di avvicinarsi a questo obiettivo.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Abbiamo imposto sanzioni di vasta portata alla Russia di Putin con una determinazione e una rapidit\u00e0 senza precedenti.<\/li><li>Aggirando i dibattiti tipici del passato, abbiamo accolto milioni di donne, uomini e bambini ucraini che cercavano rifugio qui da noi. La Repubblica Ceca e altri Paesi dell&#8217;Europa centrale, in particolare, hanno dimostrato un grande cuore e una grande solidariet\u00e0. Per questo avete il mio pi\u00f9 grande rispetto!<\/li><li>E abbiamo dato nuova vita alla parola &#8220;solidariet\u00e0&#8221; in altri settori. Stiamo collaborando pi\u00f9 strettamente nel settore dell&#8217;approvvigionamento energetico. Solo poche settimane fa abbiamo adottato gli obiettivi europei di riduzione del consumo di gas. Entrambi questi aspetti sono essenziali in vista del prossimo inverno. E la Germania in particolare \u00e8 molto grata per questa solidariet\u00e0.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Siete tutti a conoscenza della determinazione con cui la Germania sta lavorando per ridurre la sua dipendenza dalle forniture energetiche dalla Russia. Stiamo creando capacit\u00e0 alternative per l&#8217;importazione di gas naturale liquido e petrolio greggio. E lo stiamo facendo in uno spirito di solidariet\u00e0, pensando anche alle esigenze di Paesi senza sbocco sul mare come la Repubblica Ceca.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 la promessa che ho fatto al Primo Ministro Fiala durante la sua visita a Berlino a maggio. E senza dubbio sottolineeremo ancora una volta questa solidariet\u00e0 nel nostro incontro di oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo tutto, la pressione del cambiamento su noi europei \u00e8 destinata ad aumentare, indipendentemente dalla guerra della Russia e dai suoi effetti. In un mondo che ospiter\u00e0 otto e forse dieci miliardi di persone in futuro, ciascuno dei nostri Stati nazionali europei \u00e8, da solo, troppo piccolo per difendere i propri interessi e valori.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;Unione europea che agisca di concerto \u00e8 quindi ancora pi\u00f9 importante per noi.<\/p>\n\n\n\n<p>E sono ancora pi\u00f9 importanti anche i partner forti, in primo luogo gli Stati Uniti. Il fatto che in questi giorni alla Casa Bianca ci sia un &#8220;transatlantico&#8221; convinto, il Presidente Biden, \u00e8 una benedizione per tutti noi. Negli ultimi mesi abbiamo potuto constatare il valore indispensabile del partenariato transatlantico. La NATO \u00e8 oggi pi\u00f9 unita che mai; stiamo giungendo a decisioni che ci vedono spalla a spalla nell&#8217;alleanza transatlantica.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma per quanto il Presidente Biden in particolare abbia fatto per il nostro partenariato, sappiamo allo stesso tempo che lo sguardo di Washington \u00e8 sempre pi\u00f9 rivolto alla competizione con la Cina e alla regione Asia-Pacifico. Questo sar\u00e0 anche il caso dei futuri governi statunitensi, forse in maniera ancora pi\u00f9 marcata.<\/p>\n\n\n\n<p>In un mondo multipolare &#8211; e questo \u00e8 il mondo del XXI secolo &#8211; non basta quindi accontentarsi di curare i partenariati preesistenti, per quanto preziosi. Investiremo in nuovi partenariati, in Asia, Africa e America Latina.<\/p>\n\n\n\n<p>La diversificazione politica ed economica \u00e8, tra l&#8217;altro, anche parte della risposta alla domanda su come affrontare la superpotenza Cina e la triade &#8220;partner, concorrente e rivale&#8221;. L&#8217;altra parte di questa risposta \u00e8 che dobbiamo far valere molto di pi\u00f9 il peso della nostra Europa unita.<\/p>\n\n\n\n<p>Insieme, abbiamo la grande possibilit\u00e0 di contribuire a formare e plasmare il XXI secolo nel, nostro, spirito europeo: un&#8217;Unione Europea di 27, 30 o 36 Paesi, che avr\u00e0 pi\u00f9 di 500 milioni di cittadini liberi che godono di pari diritti, con il pi\u00f9 grande mercato interno del mondo, con istituti di ricerca leader e aziende innovative, con democrazie stabili, con un benessere sociale e un&#8217;infrastruttura pubblica che non ha eguali nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Questa <\/em>\u00e8 l&#8217;ambizione di cui parlo quando dico \u201cEuropa geopolitica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;esperienza degli ultimi mesi dimostra che i blocchi possono essere superati. Le regole europee possono essere cambiate &#8211; in tempi brevissimi, se necessario. E anche i Trattati europei non sono incastonati nella pietra. Se insieme giungiamo alla conclusione che i Trattati devono essere modificati per far progredire l&#8217;Europa, allora dobbiamo farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, le discussioni astratte su questo tema non ci aiuteranno. Piuttosto \u00e8 importante esaminare ci\u00f2 che deve essere cambiato e poi decidere concretamente come procedere. &#8220;<em>La forma segue la funzione<\/em>&#8220;: questo motto dell&#8217;architettura moderna deve essere preso urgentemente a modello della politica europea.<\/p>\n\n\n\n<p>A mio avviso, \u00e8 naturale che la Germania debba presentare proposte in tal senso e muoversi al passo con i tempi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 uno dei motivi per cui sono qui, nella capitale della Presidenza del Consiglio dell&#8217;Unione Europea, per presentare a voi e ai nostri amici in Europa alcune delle mie idee per il futuro della nostra Unione. Si tratta di idee, sia chiaro, di offerte, di spunti di riflessione, non di soluzioni tedesche preconfezionate.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che la responsabilit\u00e0 della Germania nei confronti dell&#8217;Europa stia nel lavorare a soluzioni insieme ai nostri vicini e nel prendere decisioni insieme. Non voglio un&#8217;Unione europea di club o dipartimenti esclusivi. Voglio un&#8217;Unione europea in cui i membri godano di pari diritti. E vorrei aggiungere chiaramente che il fatto che l&#8217;UE continui a crescere verso est \u00e8 una vantaggio per tutti!<\/p>\n\n\n\n<p>La Germania, in quanto Paese al centro del continente, far\u00e0 tutto il possibile per <em>unire <\/em>Est e Ovest, Nord e Sud dell&#8217;Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>In quest&#8217;ottica, vorrei condividere con voi le seguenti quattro riflessioni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Avanzare con l&#8217;allargamento, affrontare le riforme istituzionali<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>In primo luogo, sono per un &#8216;allargamento dell&#8217;Unione europea &#8211; per includere i Paesi dei Balcani occidentali. E l&#8217;Ucraina. E la Moldavia e, pi\u00f9 avanti, anche la Georgia!<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;Unione europea con 30 o 36 Stati membri sar\u00e0 comunque diversa da quella attuale. Non c&#8217;\u00e8 bisogno di dirlo. Il centro dell&#8217;Europa si sta spostando verso est, potremmo dire con lo storico Karl Schl\u00f6gel.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa Unione allargata, le differenze tra gli Stati membri aumenteranno per quanto riguarda gli interessi politici, il peso economico e i sistemi di sicurezza sociale. L&#8217;Ucraina non \u00e8 il Lussemburgo e il Portogallo vede le sfide del mondo in modo diverso dalla Macedonia del Nord.<\/p>\n\n\n\n<p>Innanzitutto, i Paesi candidati devono soddisfare i criteri di adesione. Li sosterremo in questo sforzo al meglio delle nostre possibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma dobbiamo anche rendere l&#8217;UE stessa adatta a questo grande allargamento. Ci vorr\u00e0 tempo. Ed \u00e8 per questo che dobbiamo avviare questo processo ora. Come abbiamo visto nei precedenti allargamenti, le riforme nei Paesi aderenti sono andate di pari passo con le riforme istituzionali all&#8217;interno dell&#8217;Unione europea. Sar\u00e0 cos\u00ec anche questa volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Non dobbiamo sottrarci a questo dibattito, se vogliamo davvero essere seris sulle prospettive E dobbiamo prendere sul serio le nostre promesse di adesione, perch\u00e9 questo \u00e8 l&#8217;unico modo per raggiungere la stabilit\u00e0 nel nostro continente.<\/p>\n\n\n\n<p>Parliamo quindi di riforme.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 necessaria un&#8217;azione rapida e pragmatica in seno al Consiglio dell&#8217;UE, a livello di ministri. Questo deve essere garantito anche in futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Laddove oggi \u00e8 richiesta l&#8217;unanimit\u00e0, il rischio che un singolo Paese usi il suo veto e impedisca a tutti gli altri di andare avanti aumenta con ogni nuovo Stato membro. Chiunque creda in altro modo nega la realt\u00e0 dell&#8217;Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho quindi proposto una transizione graduale verso il voto a maggioranza in politica estera comune, ma anche in altri settori, come la politica fiscale &#8211; ben sapendo che ci\u00f2 avrebbe ripercussioni anche sulla Germania.<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo ricordare che giurare fedelt\u00e0 al principio dell&#8217;unanimit\u00e0 funziona solo finch\u00e9 la pressione ad agire \u00e8 bassa. Ma dopo lo spartiacque di cui parlavamo, non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec!<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;alternativa al voto a maggioranza non sarebbe quella di rimanere fermi allo status quo, bens\u00ec quella di procedere in gruppi sempre pi\u00f9 eterogenei, con una giungla di regole diverse e complicati opt-in e opt-out. Non sarebbe una forma di integrazione differenziata. Sarebbe invece un groviglio confuso e un invito a tutti coloro che vogliono scommettere contro un&#8217;Europa geopolitica unita e metterci l&#8217;uno contro l&#8217;altro. Io voglio questo!<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio sostegno al voto a maggioranza \u00e8 stato talvolta oggetto di critiche. E capisco bene le preoccupazioni degli Stati membri pi\u00f9 piccoli. Anche in futuro, ogni Paese dovr\u00e0 essere ascoltato: qualsiasi altra cosa sarebbe un tradimento dell&#8217;idea europea.<\/p>\n\n\n\n<p>E poich\u00e9 prendo molto sul serio queste preoccupazioni, il mio messaggio \u00e8 questo: cerchiamo insieme dei compromessi! Potrei immaginare, ad esempio, di iniziare a votare a maggioranza in settori in cui \u00e8 particolarmente importante parlare con una sola voce. Nella politica delle sanzioni, ad esempio, o nelle questioni relative ai diritti umani.<\/p>\n\n\n\n<p>E vorrei che avessimo il coraggio di impegnarci in un&#8217;astensione costruttiva. Credo che noi tedeschi e tutti coloro che sono convinti del voto a maggioranza abbiamo un obbligo.<\/p>\n\n\n\n<p>Se il maggior numero possibile di persone porter\u00e0 avanti questa idea, ci avvicineremo molto di pi\u00f9 a un&#8217;Europa geopolitica in grado di reggere il confronto con la scena internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il Parlamento europeo non potr\u00e0 sottrarsi alle riforme. \u00c8 per una buona ragione che i trattati prevedono un limite massimo di 751 eurodeputati. Tuttavia, questo numero sar\u00e0 superato con l&#8217;ingresso di nuovi Paesi nell&#8217;UE, in ogni caso quando il Parlamento sar\u00e0 ampliato con i seggi a cui i nuovi Stati membri avrebbero diritto in base alle regole in vigore fino ad oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Se non vogliamo che il Parlamento europeo si gonfi, dobbiamo trovare un nuovo equilibrio nella sua composizione. E dobbiamo farlo rispettando anche il principio democratico secondo cui ogni voto elettorale ha pi\u00f9 o meno lo stesso peso.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, ma non meno importante, nella Commissione europea \u00e8 in gioco anche il giusto equilibrio tra rappresentanza e funzionalit\u00e0. Una Commissione con 30 o 36 Commissari raggiungerebbe i limiti della sua capacit\u00e0 di funzionamento. Se, inoltre, insistiamo sul fatto che ogni commissario \u00e8 responsabile di un&#8217;area politica distinta, si arriverebbe &#8211; se mi permettete di ricordare un altro grande figlio di questa citt\u00e0 &#8211; a uno stato di cose kafkiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, so quanto sia importante che tutti gli Stati membri siano rappresentati a Bruxelles dal &#8220;loro&#8221; Commissario. Anche questo \u00e8 importante, perch\u00e9 dimostra che a Bruxelles tutti hanno un posto al tavolo. Tutti prendono decisioni insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 non voglio cambiare il principio di &#8220;un Commissario per Paese&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cosa c&#8217;\u00e8 di male nell&#8217;avere due Commissari responsabili congiuntamente di una stessa Direzione generale? Questa non \u00e8 solo una caratteristica del lavoro quotidiano negli organi decisionali delle aziende di tutto il mondo. Soluzioni di questo tipo esistono anche nei governi di alcuni Stati membri, sia nella rappresentanza esterna che nella distribuzione interna delle responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Cerchiamo quindi questi compromessi &#8211; per un&#8217;Europa che funziona!<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Rafforzare la sovranit\u00e0 europea<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Il rafforzamento della sovranit\u00e0 europea \u00e8 il secondo grande ambito in cui la Germania vuole essere una forza propositiva, anche per porre fine all&#8217;eccessiva dipendenza dalla Russia per le sue importazioni di energia. Il Cancelliere cita, senza nominarlo, gli sforzi del suo ministro Robert Habeck, come lo sviluppo di infrastrutture per il gas naturale liquefatto. La Germania presenta questo sforzo in una prospettiva altruistica, per aiutare i Paesi senza sbocco sul mare, ma in termini di realizzazione di questo obiettivo di diversificazione e messa in rete dei sistemi energetici, il cancelliere rimane piuttosto vago. La sovranit\u00e0 auspicata da Olaf Scholz \u00e8 anche industriale e tecnica. Insiste particolarmente sul controllo delle linee di produzione dei semiconduttori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Le altre proposte relative all&#8217;energia (mercato interno per l&#8217;energia idroelettrica, eolica e solare, rete europea dell&#8217;idrogeno, moltiplicazione dei punti di ricarica per i veicoli elettrici e sviluppo di carburanti per l&#8217;aviazione neutrali dal punto di vista climatico) si riferiscono all&#8217;obiettivo della neutralit\u00e0 delle emissioni di carbonio nel 2050 e sono quindi collocate in una prospettiva a lungo termine. Il futuro del nucleare tedesco, di cui non si \u00e8 pi\u00f9 parlato a causa dello scoppio della guerra in Ucraina, non \u00e8 stato chiarito. Olaf Scholz ha anche menzionato la necessit\u00e0 di razionalizzare il riarmo europeo, per facilitare l&#8217;interoperabilit\u00e0 e la manutenzione degli equipaggiamenti, a cui potrebbe contribuire il fondo speciale di 100 miliardi dedicato alla Bundeswehr. In particolare, cita lo sviluppo di un moderno sistema di difesa antiaerea, di radar e di droni da ricognizione, che potrebbe coinvolgere diversi Paesi (tra cui la Francia non viene nominata). Allo stesso modo, non vengono menzionati i principali progetti di armamento franco-tedeschi, in particolare il FCAS e l&#8217;MGCS.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda riflessione che voglio condividere con voi \u00e8 legata a un termine che abbiamo spesso discusso negli ultimi anni: sovranit\u00e0 Europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio interesse non \u00e8 per le parole. Dopo tutto, ci\u00f2 che la sovranit\u00e0 europea significa in sostanza \u00e8 che diventiamo pi\u00f9 autonomi in tutti i campi; che ci assumiamo una maggiore responsabilit\u00e0 per la nostra sicurezza; che siamo ancora pi\u00f9 uniti nella difesa dei nostri valori e interessi nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non siamo costretti a farlo solo dall&#8217;attacco della Russia all&#8217;ordine di pace europeo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho gi\u00e0 menzionato le situazioni di dipendenza in cui ci siamo cacciati. Le importazioni di energia dalla Russia sono un esempio particolarmente eclatante, ma non sono certo l&#8217;unico. Si pensi, ad esempio, alle carenze nella fornitura di semiconduttori.<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo porre fine a queste dipendenze il prima possibile!<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Europa deve la sua prosperit\u00e0 al commercio. Non dobbiamo lasciare questo campo ad altri. Abbiamo quindi bisogno di ulteriori accordi di libero scambio duraturi e di un&#8217;agenda commerciale ambiziosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si parla di approvvigionamento di risorse minerarie o di terre rare, si pensa soprattutto a Paesi lontani dall&#8217;Europa. Tuttavia, viene spesso trascurato un fatto fondamentale: gran parte del litio, del cobalto, del magnesio e del nichel su cui le nostre imprese fanno disperatamente affidamento si trova gi\u00e0 in Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>In ogni telefono cellulare, in ogni batteria di auto, ci sono risorse preziose che aspettano di essere sfruttate. Quindi, quando parliamo di sovranit\u00e0 economica, dovremmo anche parlare di utilizzare questo potenziale in modo molto pi\u00f9 efficiente di quanto gi\u00e0 facciamo.<\/p>\n\n\n\n<p>In molti casi, la tecnologia per farlo esiste gi\u00e0. Ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno sono standard comuni per la transizione verso una vera economia circolare europea &#8211; quello che io chiamo un aggiornamento strategico del nostro mercato interno.<\/p>\n\n\n\n<p>Indipendenza economica non significa autosufficienza. Non pu\u00f2 essere questo l&#8217;obiettivo di un&#8217;Europa che ha sempre beneficiato, e continua a beneficiare, dell&#8217;apertura dei mercati e degli scambi. Ma abbiamo bisogno di un piano, qualcosa come una strategia Made in Europe 2030.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 significa, a mio avviso, che nei settori in cui l&#8217;Europa \u00e8 rimasta indietro rispetto alla Silicon Valley, a Shenzhen, a Singapore o a Tokyo, lotteremo per tornare ai vertici.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie a un reale e importante sforzo europeo, abbiamo gi\u00e0 fatto progressi nei chip e nei semiconduttori, cos\u00ec vitali per la nostra industria. Solo di recente, ad esempio, Intel ha annunciato l&#8217;intenzione di investire miliardi in Francia, Polonia, Germania, Irlanda e Spagna: un passo enorme verso una nuova generazione di microchip &#8220;made in Europe&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>E questo \u00e8 solo l&#8217;inizio. Con aziende come Infineon, Bosch, NXP e GlobalFoundries, stiamo lavorando a progetti che faranno dell&#8217;Europa un leader mondiale della tecnologia.<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra ambizione non si limiter\u00e0 a produrre in Europa oggetti che possono essere prodotti anche altrove. Voglio un&#8217;Europa che sia all&#8217;avanguardia in importanti tecnologie chiave.<\/p>\n\n\n\n<p>Prendiamo la mobilit\u00e0 del futuro. I dati svolgeranno un ruolo cruciale, non solo per i sistemi di guida autonoma, ma anche per il coordinamento dei diversi mezzi di trasporto e la gestione intelligente dei flussi di traffico. Ecco perch\u00e9 abbiamo bisogno di uno spazio europeo unico e transfrontaliero per i dati sulla mobilit\u00e0 il prima possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo iniziato in Germania con il Mobility Data Space. Colleghiamolo a tutta l&#8217;Europa. \u00c8 aperto a tutti coloro che desiderano avviare un&#8217;iniziativa. In questo modo, possiamo essere pionieri a livello globale.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la digitalizzazione, dobbiamo pensare in grande e includere lo spazio. Dopo tutto, la sovranit\u00e0 nell&#8217;era digitale dipender\u00e0 dalle capacit\u00e0 spaziali. L&#8217;accesso indipendente allo spazio, i moderni satelliti e le mega-costellazioni sono fondamentali non solo per la nostra sicurezza, ma anche per l&#8217;azione ambientale, l&#8217;agricoltura e, non da ultimo, per la transizione digitale &#8211; penso all&#8217;Internet a banda larga paneuropeo.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli attori commerciali e le start-up stanno giocando un ruolo sempre pi\u00f9 importante, come vediamo negli Stati Uniti. Questo \u00e8 uno dei motivi per cui, nell&#8217;interesse di un settore spaziale europeo forte e competitivo, dobbiamo promuovere queste imprese innovative accanto agli attori consolidati. Solo cos\u00ec ci sar\u00e0 la possibilit\u00e0 che la prossima SpaceX sia un&#8217;azienda europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, ma non meno importante, il nostro grande obiettivo di diventare un&#8217;Unione Europea neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050 ci offre un&#8217;enorme opportunit\u00e0, ovvero quella di essere i primi in un campo cruciale per il futuro dell&#8217;umanit\u00e0, sviluppando e facendo maturare qui in Europa le tecnologie necessarie e utilizzate in tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Per quanto riguarda l&#8217;elettricit\u00e0, penso alla creazione di una rete e di un&#8217;infrastruttura di stoccaggio per un vero mercato interno dell&#8217;energia che rifornisca l&#8217;Europa di energia idroelettrica dal Nord, eolica dalle coste e solare dal Sud &#8211; in modo affidabile, sia in estate che in inverno.<\/li><li>Penso a una rete europea dell&#8217;idrogeno che colleghi produttori e consumatori e che inneschi un boom europeo dell&#8217;elettrolisi. Solo sfruttando l&#8217;idrogeno \u00e8 possibile rendere il settore industriale neutrale dal punto di vista climatico.<\/li><li>Penso a una rete il pi\u00f9 possibile fitta di punti di ricarica per veicoli in ciascuno dei nostri Paesi, per le auto elettriche ma anche per i mezzi pesanti. E penso agli investimenti in nuovi carburanti per l&#8217;aviazione neutrali per il clima e nelle relative infrastrutture, ad esempio negli aeroporti, affinch\u00e9 l&#8217;obiettivo di un trasporto aereo neutrale per il clima non rimanga un sogno ma diventi una realt\u00e0, con origini qui in Europa. Questa trasformazione ambientale e digitale della nostra economia richieder\u00e0 notevoli investimenti privati. La base per questo \u00e8 un mercato dei capitali dell&#8217;UE forte e solvibile e un sistema finanziario stabile. L&#8217;Unione dei mercati dei capitali e l&#8217;Unione bancaria sono quindi fondamentali per la nostra prosperit\u00e0 futura.<\/li><li>Signore e signori, Tutti questi sono passi verso la sovranit\u00e0 europea. Permettetemi di riprendere un altro punto, perch\u00e9 svolge un ruolo cruciale per la sovranit\u00e0 e per quanto riguarda la guerra in Europa orientale. Abbiamo bisogno di una migliore sinergia in Europa tra i nostri sforzi di difesa. Rispetto agli Stati Uniti, nell&#8217;UE ci sono molti pi\u00f9 sistemi d&#8217;arma diversi. Questo \u00e8 inefficiente, perch\u00e9 significa che le nostre truppe devono addestrarsi su molti sistemi diversi. Anche la manutenzione e la riparazione sono pi\u00f9 costose e difficili. La riduzione non coordinata delle forze armate europee e dei bilanci della difesa del passato dovrebbe ora essere seguita da una crescita coordinata delle capacit\u00e0 europee. Oltre alla produzione e all&#8217;approvvigionamento in comune, questo richieder\u00e0 alle nostre imprese una cooperazione ancora pi\u00f9 stretta sui progetti di armamento.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 rende indispensabile un coordinamento ancora pi\u00f9 stretto a livello europeo. \u00c8 quindi giunto il momento di tenere a Bruxelles riunioni separate non solo dei nostri ministri dell&#8217;agricoltura o dell&#8217;ambiente. In questi tempi, abbiamo bisogno di un Consiglio dei ministri della Difesa separato.<\/p>\n\n\n\n<p>Per migliorare la collaborazione delle nostre forze armate in termini molto pratici, abbiamo gi\u00e0 a disposizione una serie di strumenti. Oltre all&#8217;Agenzia europea per la difesa e al Fondo per la difesa, penso soprattutto a una cooperazione come quella gi\u00e0 praticata nell&#8217;OCCAR, l&#8217;Organizzazione congiunta per la cooperazione in materia di armamenti. Cos\u00ec come a suo tempo abbiamo avviato l&#8217;apertura delle frontiere dell&#8217;area Schengen con sette Paesi, l&#8217;OCCAR pu\u00f2 diventare il nucleo di un&#8217;Europa della difesa e degli armamenti comune.<\/p>\n\n\n\n<p>A tal fine, dovremo rivedere tutti i nostri limiti e regolamenti nazionali, come quelli relativi all&#8217;uso e all&#8217;esportazione di sistemi prodotti in comune. Ma ci\u00f2 deve essere reso possibile nell&#8217;interesse della nostra sicurezza e della nostra sovranit\u00e0, che in ultima analisi dipendono dalle capacit\u00e0 di armamento europee.<\/p>\n\n\n\n<p>La NATO rimane il garante della nostra sicurezza. Tuttavia, \u00e8 anche vero che ogni miglioramento, ogni passo verso una maggiore compatibilit\u00e0 tra le strutture di difesa europee nel quadro dell&#8217;UE, rafforza la NATO.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovremmo trarre insegnamento da quanto accaduto in Afghanistan la scorsa estate. In futuro, l&#8217;UE deve essere in grado di rispondere in modo rapido ed efficace. La Germania lavorer\u00e0 quindi con gli altri partner dell&#8217;UE per garantire che la prevista forza di risposta rapida dell&#8217;UE sia pronta per il dispiegamento nel 2025 &#8211; e ne fornir\u00e0 le truppe.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 richiede una chiara struttura di comando e controllo. Di conseguenza, dobbiamo dotare la capacit\u00e0 permanente di pianificazione e condotta dell&#8217;UE &#8211; e, a medio termine, un vero e proprio quartier generale dell&#8217;UE &#8211; di tutte le risorse, finanziarie, umane e tecnologiche necessarie. La Germania si assumer\u00e0 questa responsabilit\u00e0 quando saremo a capo della forza di risposta rapida nel 2025.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, dobbiamo rendere pi\u00f9 flessibili i nostri processi decisionali politici, soprattutto in tempi di crisi. Ci\u00f2 significa, a mio avviso, sfruttare appieno il margine di manovra offerto dai trattati dell&#8217;UE. E s\u00ec, questo include in particolare un uso ancora maggiore dell&#8217;opzione di affidare le missioni a gruppi di Stati membri disposti a intraprenderle, le cosiddette coalizioni di volenterosi. Questa \u00e8 la divisione del lavoro dell&#8217;UE nel suo senso migliore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 gi\u00e0 stato deciso che la Germania sosterr\u00e0 la Lituania con una brigata rapidamente dispiegabile e la NATO con forze aggiuntive ad alta disponibilit\u00e0. Stiamo sostenendo la Slovacchia nella difesa aerea e in altri settori. Stiamo compensando la Repubblica Ceca e altri Paesi con carri armati di costruzione tedesca per la fornitura di carri armati sovietici all&#8217;Ucraina. Allo stesso tempo, abbiamo stipulato un accordo per una collaborazione molto pi\u00f9 stretta tra le nostre forze armate.<\/p>\n\n\n\n<p>I 100 miliardi di euro con cui la Germania modernizzer\u00e0 la Bundeswehr nei prossimi anni rafforzeranno anche la sicurezza europea e transatlantica.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo molto da recuperare in Europa per quanto riguarda la difesa contro le minacce aeree e spaziali. Per questo motivo, nei prossimi anni, la Germania investir\u00e0 in modo significativo nella difesa aerea. Tutte queste capacit\u00e0 saranno dispiegabili nell&#8217;ambito della NATO. Allo stesso tempo, la Germania progetter\u00e0, fin dall&#8217;inizio, la futura difesa aerea in modo tale da poter coinvolgere, se lo si desidera, i nostri vicini europei, come i polacchi, i baltici, gli olandesi, i cechi, gli slovacchi o i nostri partner scandinavi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un sistema di difesa aerea sviluppato congiuntamente in Europa non solo sarebbe pi\u00f9 efficiente ed economico rispetto alla costruzione di sistemi costosi e altamente complessi da parte di ciascuno di noi, ma rappresenterebbe anche un guadagno in termini di sicurezza per l&#8217;Europa nel suo complesso e un esempio eccellente di ci\u00f2 che intendiamo quando parliamo di rafforzamento del pilastro europeo all&#8217;interno della NATO.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Superare vecchi conflitti, cercare nuove soluzioni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Il terzo piano d&#8217;azione mira a superare le divisioni in due aree molto controverse dell&#8217;Europa degli ultimi dieci anni, ovvero le politiche migratorie da un lato e le politiche fiscali e finanziarie dall&#8217;altro. In quest&#8217;ultimo ambito, il governo tedesco \u00e8 aperto a una modifica dei trattati, ma vuole tornare a una forma di stabilit\u00e0 di bilancio, in accordo con le pressioni interne del ministro delle Finanze liberale Christian Lindner. Olaf Scholz propone quindi un nuovo accordo sulla riduzione del debito, che sostituirebbe i criteri in vigore, ma gi\u00e0 messi da parte con la pandemia di Covid-19. Questo accordo dovrebbe consentire investimenti pubblici ed essere politicamente vincolante per i membri della zona. Per quanto riguarda l&#8217;immigrazione, il metodo \u00e8 simile, poich\u00e9 si tratta di rafforzare i controlli alle frontiere e di soddisfare le esigenze delle imprese europee di manodopera qualificata, moltiplicando i partenariati vincolanti ma vantaggiosi con i Paesi di origine e di transito.<\/p>\n\n\n\n<p>La terza grande area d&#8217;azione che vedo per l&#8217;Europa deriva dal recente momento di svolta &#8211; e al tempo stesso va ben oltre.<\/p>\n\n\n\n<p>La Russia di Putin sembra destinata a continuare a definirsi in opposizione all&#8217;Europa. Qualsiasi disunione tra di noi, qualsiasi debolezza, \u00e8 un vantaggio per Putin.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri autocrati lo stanno imitando; basti pensare al modo in cui il dittatore bielorusso Lukashenko ha cercato di metterci sotto pressione politica l&#8217;anno scorso, sfruttando la sofferenza di migliaia di rifugiati e migranti dal Medio Oriente.<\/p>\n\n\n\n<p>E la Cina, cos\u00ec come altri, sfrutta i fianchi che noi europei esponiamo quando siamo in disaccordo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le conseguenze per l&#8217;Europa si possono riassumere cos\u00ec: dobbiamo serrare i ranghi, risolvere i vecchi conflitti e trovare nuove soluzioni. Pu\u00f2 sembrare ovvio, ma dietro queste parole c&#8217;\u00e8 molto lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Prendiamo solo i due settori che negli anni passati hanno causato probabilmente le maggiori tensioni tra di noi: la migrazione e la politica finanziaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo in grado di fare progressi sulla politica migratoria; lo abbiamo dimostrato dopo l&#8217;attacco della Russia all&#8217;Ucraina, quando l&#8217;UE ha attivato per la prima volta la direttiva sulla protezione temporanea. La realt\u00e0 che si cela dietro quel nome oscuro \u00e8, per milioni di ucraini, un po&#8217; di normalit\u00e0 lontano da casa: un permesso di soggiorno rapido e sicuro, la possibilit\u00e0 di lavorare, il diritto di frequentare una scuola o un&#8217;universit\u00e0 come questa.<\/p>\n\n\n\n<p>Le persone verranno in Europa anche in futuro, sia in cerca di protezione da guerre e persecuzioni, sia in cerca di lavoro e di una vita migliore.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Europa rimane una destinazione da sogno per milioni di persone in tutto il mondo. Da un lato, questa \u00e8 la prova lampante dell&#8217;attrattiva del nostro continente. Allo stesso tempo, \u00e8 una realt\u00e0 con cui noi europei dobbiamo fare i conti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 significa gestire la migrazione a lungo termine, invece di reagire sempre e solo alle crisi <em>ad hoc<\/em>. E questo significa ridurre l&#8217;immigrazione irregolare e contemporaneamente permettere alle persone di migrare legalmente. Perch\u00e9 abbiamo bisogno di immigrazione. Attualmente, nei nostri aeroporti, nei nostri ospedali e in molte aziende, ci rendiamo conto che c&#8217;\u00e8 carenza di manodopera qualificata ovunque.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni punti mi sembrano fondamentali:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>In primo luogo, abbiamo bisogno di partenariati pi\u00f9 vincolanti con i Paesi di origine e di transito &#8211; come partner paritari. Se offriamo ai lavoratori pi\u00f9 vie legali verso l&#8217;Europa, i Paesi d&#8217;origine devono essere pi\u00f9 pronti a consentire ai loro cittadini di tornare quando non hanno il diritto di rimanere.<\/li><li>In secondo luogo, una politica migratoria funzionante prevede una protezione delle frontiere esterne che sia efficace e in linea con i nostri standard di giusto processo. L&#8217;area Schengen &#8211; che consente di viaggiare, vivere e lavorare senza frontiere &#8211; si basa su questa protezione. Schengen \u00e8 una delle pi\u00f9 grandi conquiste dell&#8217;Unione europea, che dobbiamo proteggere e sviluppare. Ci\u00f2 significa, tra l&#8217;altro, colmare le lacune ancora esistenti. Croazia, Romania e Bulgaria soddisfano tutti i requisiti tecnici per la piena adesione. Mi impegner\u00f2 affinch\u00e9 diventino membri a pieno titolo.<\/li><li>In terzo luogo, l&#8217;Europa ha bisogno di un sistema di asilo costruito sulla solidariet\u00e0 e immune alle crisi. Abbiamo il dovere di offrire una casa sicura a chi ha bisogno di protezione. Sotto la Presidenza francese degli ultimi mesi, abbiamo concordato un approccio graduale. Ora anche il Parlamento europeo dovrebbe prenderlo in considerazione. La presidenza ceca pu\u00f2 contare sul nostro pieno sostegno nei negoziati con il Parlamento. Infine, dovremmo essere pi\u00f9 rapidi di prima nel dare alle persone che sono legalmente nell&#8217;UE come beneficiari di protezione l&#8217;opportunit\u00e0 di trovare lavoro in altri Stati membri dell&#8217;UE &#8211; per utilizzare le loro competenze dove sono necessarie. E poich\u00e9 non siamo ingenui, dobbiamo allo stesso tempo prevenire gli abusi, ad esempio nei casi in cui non c&#8217;\u00e8 un reale desiderio di lavorare. Se riusciamo a gestire questo aspetto, la libert\u00e0 di circolazione non provocher\u00e0 un sovraccarico dei sistemi di sicurezza sociale. In questo modo, ci assicureremo un sostegno pubblico duraturo per questa grande libert\u00e0 europea.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Signore e signori,<\/p>\n\n\n\n<p>Il campo che, accanto alla politica migratoria, ha maggiormente diviso noi europei negli ultimi anni \u00e8 la politica fiscale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, lo storico programma di ripresa concordato durante la crisi COVID segna una svolta. Per la prima volta, abbiamo dato una risposta comune a livello europeo e abbiamo sostenuto i programmi nazionali di investimento e di riforma con i fondi dell&#8217;UE. Abbiamo deciso di investire insieme per rafforzare le economie dei nostri Paesi. Per inciso, questo ci sta aiutando anche nell&#8217;attuale crisi.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ideologia ha lasciato il posto al pragmatismo. Dovremmo prendere spunto da questo dato per valutare come sviluppare le nostre regole condivise al di l\u00e0 del contesto della crisi COVID. Una cosa \u00e8 chiara: un&#8217;area monetaria comune ha bisogno di regole comuni che possano essere rispettate e verificate. Questo genera fiducia e rende possibile la solidariet\u00e0 in caso di emergenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Le crisi degli ultimi anni hanno fatto aumentare i livelli del debito in tutti gli Stati membri. Abbiamo quindi bisogno di un accordo su come intendiamo ridurre questi livelli elevati.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale accordo deve essere vincolante, facilitare la crescita ed essere politicamente commerciabile. E, allo stesso tempo, deve consentire a tutti gli Stati membri dell&#8217;UE di affrontare la trasformazione delle nostre economie attraverso gli investimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;inizio del mese, il governo tedesco ha delineato la propria visione per l&#8217;ulteriore sviluppo delle regole europee sul debito. La nostra visione segue questa logica. Vogliamo parlarne apertamente con tutti i nostri partner europei, senza pregiudizi, senza lezioni, senza scaricabarile. Vogliamo discutere insieme di come un regolamento possa essere sostenibile dopo questo momento di svolta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 in gioco qualcosa di fondamentale. Si tratta di dare ai cittadini la certezza che la nostra moneta \u00e8 sicura e irreversibile, che possono contare sui loro Stati e sull&#8217;Unione europea anche in tempi di crisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei migliori esempi del nostro recente successo in questo settore \u00e8 stato il programma europeo SURE. Lo abbiamo istituito durante la crisi della COVID per finanziare programmi di riduzione dell&#8217;orario di lavoro. Ne hanno beneficiato pi\u00f9 di 30 milioni di persone in tutta l&#8217;UE, pari a un lavoratore su sette che altrimenti sarebbe rimasto presumibilmente senza lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, la creazione di questo incentivo a livello europeo ci ha permesso di introdurre il modello di successo della riduzione dell&#8217;orario di lavoro quasi ovunque in Europa. Il risultato \u00e8 un mercato del lavoro pi\u00f9 solido e imprese pi\u00f9 sane in tutta Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 <em>questo <\/em>che intendo per soluzioni pragmatiche in Europa, ora e in futuro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Difendere i valori dell&#8217;Europa, rispettare lo Stato di diritto<\/h2>\n\n\n\n<p>Questo momento spartiacque dovrebbe indurre la politica europea a cercare di costruire ponti piuttosto che scavare trincee.<\/p>\n\n\n\n<p>I cittadini si aspettano un&#8217;UE che dia risultati. L&#8217;esito della Conferenza sul futuro lo dimostra molto chiaramente.<\/p>\n\n\n\n<p>I cittadini si aspettano cose molto concrete dall&#8217;UE: maggiore rapidit\u00e0 nell&#8217;azione per il clima, ad esempio, cibo sano, catene di approvvigionamento pi\u00f9 sostenibili e migliori tutele per i lavoratori. In breve, si aspettano quella &#8220;solidariet\u00e0 di fatto&#8221; di cui si parlava gi\u00e0 nella Dichiarazione Schuman del 1950. Spetta a noi continuare ad articolare gli argomenti a favore di questa solidariet\u00e0 di fatto e adattarla alle sfide dei tempi che cambiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei decenni di fondazione dell&#8217;Europa unita, ci\u00f2 significava soprattutto rendere impossibile la guerra tra i membri attraverso un&#8217;integrazione economica sempre pi\u00f9 stretta. Il fatto che ci\u00f2 sia riuscito \u00e8 un merito storico e duraturo della nostra unione.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni successivi, tuttavia, il progetto di pace \u00e8 diventato anche un progetto paneuropeo di libert\u00e0 e giustizia. Questo grazie soprattutto a quei Paesi che si sono uniti alla nostra comunit\u00e0 solo pi\u00f9 tardi: gli spagnoli, i greci e i portoghesi, che si sono rivolti a un&#8217;Europa di libert\u00e0 e democrazia dopo decenni di dittatura, e poi i popoli dell&#8217;Europa centrale e orientale, la cui lotta per la libert\u00e0, i diritti umani e la giustizia ha vinto oltre la guerra fredda.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra loro c&#8217;erano molti studenti coraggiosi di questa universit\u00e0, il cui appello alla libert\u00e0 in una buia notte di novembre del 1989 fu cos\u00ec forte da diventare una rivoluzione. La Rivoluzione di velluto \u00e8 stata davvero un evento fortunato per l&#8217;Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Pace e libert\u00e0, democrazia e stato di diritto, diritti umani e dignit\u00e0 umana: questi valori dell&#8217;Unione europea sono un patrimonio che abbiamo conquistato insieme. In questo momento, di fronte alla rinnovata minaccia alla libert\u00e0, al pluralismo e alla democrazia nell&#8217;est del nostro continente, sentiamo questo legame con particolare forza.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Gli Stati si mantengono grazie agli ideali che li hanno fatti nascere <\/em>&#8211; \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 famosi professori di questa universit\u00e0 a esprimere questa idea: Tom\u00e1\u0161 Masaryk, che sarebbe poi diventato presidente della Cecoslovacchia. Questa frase vale per gli Stati, ma vale anche per l&#8217;UE, la nostra comunit\u00e0 di valori condivisi. E poich\u00e9 i valori sono essenziali per la continuit\u00e0 dell&#8217;esistenza dell&#8217;UE, ci preoccupa tutti quando questi valori vengono violati, sia al di fuori dell&#8217;Europa che, a maggior ragione, al suo interno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Infine, la quarta parte del programma tedesco \u00e8 dedicata ai valori e al rispetto dello Stato di diritto negli Stati membri. Secondo Olaf Scholz, l&#8217;unica cosa che d\u00e0 consistenza all&#8217;Unione Europea e giustifica la sua lotta contro la Russia a fianco dell&#8217;Ucraina \u00e8 una comunit\u00e0 di valori. Come ha spiegato nella sua editoriale per la FAZ, l&#8217;attuale conflitto ha anche una dimensione morale. Ma \u00e8 anche importante sostenere questi valori in patria per evitare lo sviluppo di &#8220;democrazie illiberali&#8221;. Le misure citate dal Cancelliere includono il ricorso all&#8217;articolo 7 del Trattato UE e la subordinazione del pagamento di alcuni fondi nel quadro di bilancio 2021-2027 al rispetto dei principi di indipendenza giudiziaria. Tuttavia, Olaf Scholz \u00e8 attento a non adottare un tono troppo combattivo. Non fa il nome di nessuno dei Paesi in infrazione ed \u00e8 personalmente favorevole a una soluzione politica delle infrazioni dei membri che affianchi o sostituisca i procedimenti giudiziari, sulla base delle relazioni della Commissione europea sullo Stato di diritto.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 il quarto pensiero che voglio condividere con voi oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 per questo che ci preoccupa quando si parla di &#8220;democrazia illiberale&#8221; proprio in mezzo all&#8217;Europa, come se non fosse una contraddizione in termini.<\/p>\n\n\n\n<p>Non possiamo quindi assistere alla violazione dei principi del giusto processo e allo smantellamento del controllo democratico. E per essere assolutamente chiari, in Europa non ci deve essere alcuna tolleranza per il razzismo e l&#8217;antisemitismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo sosteniamo la Commissione nel suo lavoro a favore dello Stato di diritto. Anche il Parlamento europeo segue l&#8217;argomento con grande attenzione. Ne sono molto grato.<\/p>\n\n\n\n<p>Non dovremmo esimerci dall&#8217;utilizzare tutti i mezzi a nostra disposizione per correggere le inadempienze. I sondaggi dimostrano che ovunque &#8211; anche in Ungheria e Polonia, per inciso &#8211; una grande maggioranza dell&#8217;opinione pubblica vuole che l&#8217;UE faccia di pi\u00f9 per difendere la libert\u00e0 e la democrazia nei propri Paesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi mezzi includono la procedura dello Stato di diritto ai sensi dell&#8217;articolo 7 del TUE. Qui come altrove, dobbiamo abbandonare i modi in cui il progresso pu\u00f2 essere bloccato.<\/p>\n\n\n\n<p>Sembra inoltre ragionevole vincolare coerentemente i pagamenti al mantenimento di standard di giusto processo, come abbiamo fatto con il Quadro finanziario 2021-2027 e il Fondo di ripresa nella crisi COVID.<\/p>\n\n\n\n<p>E dovremmo dare alla Commissione un nuovo modo per avviare procedure di infrazione in caso di violazione di ci\u00f2 che ci unisce nel profondo: i nostri valori fondamentali, sanciti da tutti noi nel Trattato UE, di dignit\u00e0 umana, libert\u00e0, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto e difesa dei diritti umani.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, preferirei che le discussioni sullo Stato di diritto non finissero in tribunale. Ci\u00f2 di cui abbiamo maggiormente bisogno, oltre a tutte le procedure e le sanzioni, \u00e8 un dialogo aperto a livello politico sulle carenze, che esistono in tutti i Paesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto della Commissione sullo Stato di diritto, con le sue raccomandazioni specifiche per Paese, fornisce una buona base per questo. Seguiremo da vicino l&#8217;attuazione di queste raccomandazioni e faremo anche noi le nostre pulizie.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo tutto, lo Stato di diritto \u00e8 un valore fondamentale che dovrebbe unire la nostra Unione. Soprattutto in questo momento, in cui l&#8217;autocrazia sfida le nostre democrazie, \u00e8 pi\u00f9 importante che mai.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione<\/h2>\n\n\n\n<p>Signore e signori,<\/p>\n\n\n\n<p>ho gi\u00e0 parlato dei coraggiosi studenti di questa universit\u00e0 che hanno dato il via alla Rivoluzione di velluto la notte del 17 novembre 1989. Nel campus universitario di via Albertov, dove ebbe inizio la loro protesta, una piccola lapide di bronzo ricorda oggi quel momento. Reca due frasi, e spero che la mia pronuncia sia pi\u00f9 o meno corretta: &#8220;Kdy, kdy\u017e ne te\u010f? Kdo, kdy\u017e ne my&#8221;. Quando, se non ora? Chi, se non io?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Questo discorso \u00e8 al tempo stesso un esercizio di metodo e un tentativo di introspezione morale: Olaf Scholz sembra convinto che l&#8217;Europa si costruisca davvero solo in risposta a crisi successive, per cui riprende la formula della dichiarazione di Robert Schuman del 1950 sulla &#8220;solidariet\u00e0 di fatto&#8221;. Facendo ripetutamente riferimento al coraggio politico degli studenti democratici cechi dagli anni &#8217;30 agli anni &#8217;80, il Cancelliere Scholz cerca anche di collegare la loro lotta storica alla lotta odierna in Europa. Sembra convinto che la sfida dell&#8217;integrazione europea sia cambiata: se in origine doveva garantire pace e prosperit\u00e0, e poi anche giustizia e libert\u00e0, ora l&#8217;Unione deve anche difendersi dalle minacce esterne, il che richiede riforme per estendere la sua missione e una nuova narrazione comune per giustificare gli sforzi di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Parlando oggi, da Praga, voglio gridare queste frasi a tutti gli europei &#8211; a quelli che gi\u00e0 vivono nella nostra unione e a quelli che si spera si uniranno presto. Voglio gridarle ai decisori politici, ai miei colleghi e alle mie controparti, con i quali ci scontriamo quotidianamente nella ricerca di soluzioni a Bruxelles, Strasburgo e nelle nostre capitali.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta del nostro futuro, che si chiama Europa. Quell&#8217;Europa \u00e8 messa in discussione oggi come mai prima d&#8217;ora.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando, se non ora &#8211; mentre la Russia cerca di spostare il confine tra libert\u00e0 e autocrazia &#8211; getteremo le pietre miliari di un&#8217;unione allargata di libert\u00e0, sicurezza e democrazia?<\/p>\n\n\n\n<p>Quando, se non ora, creeremo un&#8217;Europa sovrana che possa reggere il confronto con un mondo multipolare?<\/p>\n\n\n\n<p>Quando, se non ora, supereremo le differenze che ci hanno ostacolato e diviso per anni?<\/p>\n\n\n\n<p>E chi, se non noi, pu\u00f2 proteggere e difendere i valori dell&#8217;Europa, sia all&#8217;interno che all&#8217;estero?<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Europa \u00e8 il nostro futuro. E quel futuro \u00e8 nelle nostre mani. Grazie di cuore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi, all&#8217;Universit\u00e0 Carolina di Praga, Olaf Scholz ha esposto la sua visione dell&#8217;Europa, in un discorso che fa da contraltare a quello di Macron alla Sorbona. Oltre la retorica, bisogna leggere il discorso con attenzione. 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