{"id":4136,"date":"2022-07-08T21:24:38","date_gmt":"2022-07-08T20:24:38","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=4136"},"modified":"2025-04-25T11:34:41","modified_gmt":"2025-04-25T09:34:41","slug":"federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/","title":{"rendered":"Federico Chabod, storico europeo. Una rilettura"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Federico Chabod \u00e8 stato uno dei maggiori storici del \u2018900&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-1-4136' title='Una prima versione di questo intervento \u00e8 stata data da Carlo Ginzburg all&amp;#8217;Archiginnasio di Bologna il 27 maggio 2022, per il ciclo organizzato dall&amp;#8217;&lt;em&gt;Institut Fran\u00e7ais Italie&lt;\/em&gt; in collaborazione con il Grand Continent &lt;em&gt;Un&amp;#8217; idea italo-francese dell&amp;#8217;Europa&lt;\/em&gt;.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Definirlo \u201cstorico europeo\u201d\u00a0appare scontato: sia per il prestigio che lo circondava, sia\u00a0per i temi che affront\u00f2. Molti penseranno subito al volume, poi tradotto in molte lingue, che raccoglie (malauguratamente fondendoli in un unico testo)\u00a0i corsi universitari che Chabod dedic\u00f2 nell\u2019arco di quindici anni alla <em>Storia dell\u2019idea d\u2019Europa<\/em>. E tuttavia, un esame ravvicinato\u00a0del rapporto di Chabod con l\u2019Europa e la sua storia fa emergere una vicenda\u00a0a tratti inaspettata. Anche da questo punto di vista la figura di Chabod \u00e8 esemplare: non solo per quello che ha scritto e ha fatto, ma per quello che la sua tormentata traiettoria pu\u00f2 insegnare.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1.<\/h2>\n\n\n\n<p>Al\u00a0centro del rapporto di Chabod con l\u2019Europa e la sua storia c\u2019\u00e8 il rapporto con la Francia: un dato ovvio, anche se ai motivi oggettivi si aggiungono quelli soggettivi.\u00a0Chabod, nato ad Aosta nel 1901, figlio di un notaio di antica famiglia valdostana\u00a0e di una madre che proveniva da Ivrea,\u00a0a casa parlava l\u2019italiano ma sapeva perfettamente il francese,\u00a0la sua lingua paterna (oltre a conoscere bene\u00a0il <em>patois<\/em> franco-provenzale parlato\u00a0nella Valsavarenche)&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-2-4136' title='A. Dallou, &lt;em&gt;Federico Chabod. Lo storico, il politico, l\u2019alpinista&lt;\/em&gt;, Aosta 2014, pp. 24-25.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Federico era il primogenito di tre figli; il secondo, Leonardo, di tre anni pi\u00f9 giovane, nel 1921 ader\u00ec al movimento fascista\u00a0e prese parte a numerosi atti di violenza squadrista. Nel 1923 si uccise&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-3-4136' title='&lt;em&gt;Ibid&lt;\/em&gt;., pp. 50-58.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Questo suicidio sar\u00e0 stato per Federico Chabod una ferita incancellabile: di qui, anche, il suo estremo riserbo, notato da tutti coloro che lo conobbero.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1921 Federico Chabod cominci\u00f2 a seguire i corsi della facolt\u00e0 di lettere dell\u2019universit\u00e0 di Torino. Coloro che lo frequentarono in quel periodo, come il critico letterario Mario Fubini, sottolinearono l\u2019estraneit\u00e0 di Chabod all\u2019ambiente dominato dalla straordinaria personalit\u00e0 di Piero Gobetti.\u00a0In realt\u00e0 a Gobetti non era sfuggita l\u2019originalit\u00e0 degli studi sul <em>Principe\u00a0<\/em>del giovanissimo Chabod, al quale aveva\u00a0chiesto una monografia su Machiavelli&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-4-4136' title='&lt;em&gt;Ibid.&lt;\/em&gt;, p. 115. Gobetti chiese a Chabod una biografia di Machiavelli: cfr. P. Gobetti, &lt;em&gt;Carteggio, 1918-1922&lt;\/em&gt;, a cura di E. Alessandrone Perona, Torino 2003, p. 315, n. 294, nota\u00a01.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>.\u00a0Nel 1924-25, grazie ad una borsa di studio, Chabod frequent\u00f2 l\u2019Istituto di studi superiori di\u00a0Firenze\u00a0dove insegnava Gaetano Salvemini, che lo\u00a0colp\u00ec profondamente, come uomo e come studioso&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-5-4136' title='A. Dallou,&lt;em&gt; Federico Chabod&lt;\/em&gt;, pp. 135-140.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Nel\u00a01925 Salvemini venne arrestato e condannato per antifascismo; liberato\u00a0grazie ad un\u2019amnistia,\u00a0riusc\u00ec a fuggire dell\u2019Italia\u00a0attraversando il valico del Piccolo San Bernardo, aiutato da Chabod, da Natalino Sapegno e da Carlo Guido Mor. L\u2019intensit\u00e0 del rapporto con Salvemini, ormai esule,\u00a0\u00e8 testimoniata da tre lettere\u00a0che Chabod gli scrisse da\u00a0Berlino nel 1926, esprimendo\u00a0i sentimenti suoi e dei suoi amici. Ne cito un brano:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLei lontano, noi divisi; e attorno tutto quel triste baccano, a cui si reagisce, ma che non pu\u00f2 non lasciare una triste amarezza nell\u2019animo\u201d.\u00a0&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-6-4136' title='R. Vivarelli, \u201cTre lettere di Federico Chabod a Gaetano Salvemini\u201d in &lt;em&gt;Fra storia e storiografia. Scritti in onore di Pasquale Villani,&lt;\/em&gt; a cura di P. Macry e A. Massafra, Bologna 1994, pp. 233-243, in particolare p. 241.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La figura di Chabod \u00e8 esemplare: non solo per quello che ha scritto e ha fatto, ma per quello che la sua tormentata traiettoria pu\u00f2 insegnare.&nbsp;<\/p><cite>Carlo Ginzburg<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il travaglio interiore di quel periodo affiora anche in una lettera che Chabod aveva scritto nel 1925 a Natalino Sapegno (valdostano anche lui) al momento di lasciare Ferrara, doveva aveva fatto le sue prime supplenze:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u201cSe c\u2019\u00e8 una cosa per cui mi sia dispiaciuto andarmene da Ferrara, \u00e8 l\u2019aver dovuto lasciare te, buono e caro amico. Ci conosciamo parecchio, \u00e8 vero? Ognuno di noi due sa di poter\u00a0contare sull\u2019altro, e di potergli parlare pianamente, ma scendendo in fondo, molto in fondo. E\u2019 vero che per quello ch\u2019\u00e8 tormento intimo di ciascuno di noi tutti poco o nulla pu\u00f2 fare l\u2019affetto altrui: non perch\u00e9 non sappia e non cerchi, ma perch\u00e9 non pu\u00f2, e deve lasciare che il tormento si compia\u201d. &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-7-4136' title='B. Germano, \u201cChabod e Sapegno compagni di scuola\u201d, in &lt;em&gt;Gli anni della svolta: la Valle d\u2019Aosta fra tradizione e modernit\u00e0 (1900-1922),&lt;\/em&gt; a cura di M. Cuaz, Aosta 2003, p. 14.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span> Il 31 luglio 1933, dopo molte esitazioni, Chabod s\u2019iscrisse al partito fascista:\u00a0un prezzo pagato per poter entrare a far parte del mondo universitario.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-8-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-8-4136' title='Il\u00a0certificato d\u2019iscrizione \u00e8 riprodotto in A. Dallou, &lt;em&gt;Federico Chabod&lt;\/em&gt;, p. 494. Cfr. S. Levis Sullam, \u201cFederico Chabod, il consenso degli intellettuali e i suoi limiti\u201d, in &lt;em&gt;I fantasmi del fascismo. La metamorfosi degli intellettuali italiani nel dopoguerra&lt;\/em&gt;, Milano, 2021, p. 164 nota 47 (e vedi tutto il saggio, pp. 25-51, 157-173).'><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2.<\/h2>\n\n\n\n<p>Le radici dei rapporti che Chabod intrecci\u00f2 con il mondo accademico europeo\u00a0furono gettate nel corso di\u00a0due soggiorni\u00a0fuori d\u2019Italia: a Berlino, nel 1925-26, e a Simancas nel 1928. Nel primo, Chabod prese\u00a0parte al seminario coordinato da Friedrich Meinecke; nel secondo, partecip\u00f2 ad un gruppo di ricerca diretto da Pietro Egidi, che raccolse documenti d\u2019archivio\u00a0legati\u00a0alla storia dei domini spagnoli in Italia nella prima et\u00e0 moderna.\u00a0A Simancas Chabod incontr\u00f2\u00a0Fernand\u00a0Braudel, di cui divent\u00f2 amico:\u00a0un\u2019amicizia destinata\u00a0a dare frutti intellettuali molti anni dopo.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1929 Chabod venne chiamato a far parte della Scuola di Storia Moderna e Contemporanea diretta da Gioacchino Volpe.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-9-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-9-4136' title='&lt;em&gt;Ibid&lt;\/em&gt;., p. 266 sgg.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/span> Volpe, storico fascista tra i pi\u00f9 influenti, era abbastanza spregiudicato da ospitare tra i membri della scuola il suo antico allievo Nello Rosselli, condannato\u00a0per due volte al confino: prima perch\u00e9 antifascista,\u00a0poi perch\u00e9 sospettato di aver aiutato la fuga da Lipari verso\u00a0la Francia\u00a0di suo fratello Carlo, che a Parigi aveva fondato il\u00a0gruppo \u201cGiustizia e Libert\u00e0\u201d, e finanziato\u00a0la pubblicazione dei \u201cQuaderni\u201d che ne erano l\u2019espressione.\u00a0(Com\u2019\u00e8 noto,\u00a0i Rosselli appartenevano a un\u2019agiata famiglia ebraica, profondamente legata alla storia del Risorgimento: Giuseppe Mazzini era morto in clandestinit\u00e0 nella casa pisana di Pellegrino Rosselli).<\/p>\n\n\n\n<p>Nel novembre 1932 si tenne\u00a0a Roma, presso la Fondazione Volta, un convegno internazionale sull\u2019Europa organizzato dalla Reale Accademia d\u2019Italia:\u00a0bersaglio\u00a0principale era il\u00a0piano di Unione Federale Europea\u00a0che Aristide Briand aveva presentato nel 1930 alla Societ\u00e0 delle Nazioni.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-10-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-10-4136' title='Una scelta degli interventi \u00e8 stata pubblicata in &lt;em&gt;Il fascismo e l\u2019idea d\u2019Europa. Il convegno dell\u2019Istituto Nazionale di Cultura Fascista (1942),&lt;\/em&gt; a cura di G. Longo, Roma 2000.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span><\/span> Pochi mesi prima del convegno Nello Rosselli aveva elaborato un progetto di <em>Rivista di storia europea<\/em> dedicata\u00a0\u201cagli studi di storia politica ed economica del secolo\u00a0XIX\u201d: una risposta implicita alla <em>Storia d\u2019Europa nel secolo decimonono<\/em> di Benedetto Croce, apparsa in quell\u2019anno \u2013 un\u2019opera in cui la storia economica era del tutto assente.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-11-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-11-4136' title='La lettera in cui Nello Rosselli informava\u00a0Guglielmo Ferrero di aver parlato del progetto di\u00a0rivista con la moglie di lui, Gina Lombroso, \u00e8 datata 15 ottobre 1932: cfr. N. Rosselli.&lt;em&gt; Uno storico\u00a0sotto il fascismo. Lettere e scritti vari (1924-1937&lt;\/em&gt;), a cura di\u00a0Z. Ciuffoletti, Firenze 1979, p. 81. Vedi in generale &lt;em&gt;ibid&lt;\/em&gt;., , pp. LI-LIX, pp. 86-154; e cfr. D. Zuc\u00e0ro, \u201cIn un carteggio inedito di Nello Rosselli il progetto di una rivista di storia europea\u201d, &lt;em&gt;Il Ponte&lt;\/em&gt;, 28 (1972), pp. 764-794.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span><\/span>\u00a0Obiettivo dichiarato della\u00a0rivista era il superamento delle \u201cdeficienze di una storiografia dell\u2019evo moderno e contemporaneo concepita\u00a0a base di compartimenti stagni nazionali; mentre da pi\u00f9 parti si alzano voci autorevoli ad auspicare che la storia delle singole nazioni d\u2019Europa negli ultimi secoli venga meglio chiarita e penetrata col porla in immediato contatto con\u00a0la collettiva storia d\u2019Europa\u201d.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>A Simancas Chabod incontr\u00f2&nbsp;Fernand&nbsp;Braudel, di cui divent\u00f2 amico:&nbsp;un\u2019amicizia destinata&nbsp;a dare frutti intellettuali molti anni dopo.<\/p><cite>Carlo Ginzburg<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 avrebbe dovuto ispirare, sottolineava il progetto, \u201cricerche sui rapporti fra le nazioni (governi, popoli, <em>\u00e9lites<\/em>), sulle influenze reciproche, sulle cause comuni di comuni esperienze, sul perch\u00e9 e il come di una persistente differenziazione, e insieme sul perch\u00e9 e il come di un primo affermarsi, in seno alle nazioni europee, della coscienza di un comune destino, comuni interessi, comune cultura\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi queste precisazioni possono sembrare banali: ma non lo erano affatto\u00a0nell\u2019Italia fascista al principio degli anni \u201930. Insistere sulla \u201ccoscienza di un comune destino, comuni interessi, comune cultura\u201d legati alla \u201ccollettiva storia d\u2019Europa\u201d significava respingere l\u2019ideologia nazionalista (anche se con pretese universaliste)\u00a0basata sul culto della romanit\u00e0. Che questo rifiuto implicito venisse\u00a0formulato\u00a0da uno storico come Nello Rosselli, condannato due volte al confino per antifascismo, non stupisce. Stupisce invece\u00a0la sua convinzione\u00a0di poter diffondere queste idee nell\u2019Italia fascista degli anni \u201830.<\/p>\n\n\n\n<p>Delle difficolt\u00e0 legate al suo progetto Nello Rosselli\u00a0sembra essersi reso conto a poco a poco.\u00a0Da un lato, contatt\u00f2 una serie di personaggi autorevoli, tutti\u00a0firmatari del <em>Manifesto degli intellettuali antifascisti<\/em> promosso da Benedetto Croce: il sociologo Guglielmo Ferrero;\u00a0l\u2019economista Luigi Einaudi; lo storico Gino Luzzatto; il giurista Francesco Ruffini. Dall\u2019altro, coinvolse i suoi amici,\u00a0a cominciare da Leone Ginzburg, che nel settembre 1932 aveva pubblicato sotto pseudonimo,\u00a0sul numero 4 dei <em>Quaderni di Giustizia e Libert\u00e0, <\/em>uno scritto intitolato \u201cIl concetto di autonomia nel programma di G. L.\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-12-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-12-4136' title='L. Ginzburg, &lt;em&gt;Scritti,&lt;\/em&gt; a cura di D. Zuc\u00e0ro, pref. di L Mangoni, intr. di N. Bobbio, Torino 2000, .pp. 3-9.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>In un primo tempo Nello Rosselli aveva pensato di pubblicare la rivista in francese, possibilmente a Ginevra (dove insegnava Guglielmo Ferrero), anche se il vero obiettivo rimaneva un pubblico italiano. \u201cMa \u00e8 bene precisare\u201d scrisse\u00a0Rosselli a\u00a0Ferrero il 15 ottobre 1932\u00a0\u201cche \u2013 se si vuole che la rivista circoli liberamente\u00a0anche in Italia e conti collaboratori italiani \u2013 bisogna evitare assolutamente che essa possa comparire come emanazione\u00a0di personalit\u00e0 invise all\u2019attuale governo\u201d.\u00a0A questo\u00a0punto, il 17 maggio\u00a01933, dopo una riflessione durata vari mesi\u00a0(nel frattempo Hitler aveva assunto i pieni poteri in Germania) Nello Rosselli scrisse a Carlo Morandi:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSottoporr\u00f2 il caso a Volpe, che vedr\u00f2 nei prossimi giorni, e chieder\u00f2 a lui consiglio&nbsp;e aiuto\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-13-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-13-4136' title='N. Rosselli&lt;em&gt;, Uno storico&lt;\/em&gt;, p. 124.'><sup>13<\/sup><\/a><\/span><\/span>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il colloquio con\u00a0Gioacchino Volpe, svoltosi\u00a0a\u00a0Roma il 9 e 10 giugno, \u00e8 ricostruibile attraverso gli appunti presi da\u00a0Rosselli:\u00a0\u201cIl momento sarebbe adattissimo, in Italia, per lanciare la nostra rivista. Dopo il convegno di Volta,\u00a0Mussolini invit\u00f2 a seguitare e a riprendere, in via scientifica, l\u2019indirizzo gi\u00e0 seguito. La nostra rivista potrebbe convenire ai disegni di M[ussolini], seppure affatto aliena dalla politica. Se la rivista si far\u00e0, V[olpe] s\u2019impegna a parlarne in alto loco, e a ottenere preventiv.[amente] il beneplacito necessario\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso giorno, 10 giugno, Rosselli registr\u00f2 nei suoi appunti le impressioni di un colloquio&nbsp;avuto con Chabod:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\u2019 molto pi\u00f9 favorevole che non credessi alla rivista; e tutt\u2019altro che contrario, mi pare, a entrare in un\u2019eventuale casa di redazione, purch\u00e9 ci sia Volpe alla testa\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-14-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-14-4136' title='&lt;em&gt;Ibid.,&lt;\/em&gt; pp. 130-132.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Ma di l\u00ec a poco tutto si sfasci\u00f2. Carlo Morandi dichiar\u00f2 che rinunciava a\u00a0far parte del comitato di redazione, perch\u00e9 i rapporti con Nello Rosselli l\u2019avevano danneggiato (non sappiamo perch\u00e9, n\u00e9 da parte di\u00a0chi). Chabod, comment\u00f2\u00a0amaramente Rosselli, seguir\u00e0 certamente Morandi.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-15-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-15-4136' title='N. Rosselli,\u00a0&lt;em&gt;Uno storico&lt;\/em&gt; p. 148 (alla madre, 29 sett. 1933): \u201cMorandi non pu\u00f2 altrimenti far parte del comitato di\u00a0redazione per ragioni che io stesso devo riconoscere fondate; il suo ritiro porter\u00e0 quasi certamente a quello di Chabod,\u00a0e cos\u00ec l\u2019intera\u00a0baracca andr\u00e0 per aria\u201d.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Il 23 aprile 1934 Gioacchino Volpe scrisse a Rosselli:<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cLe avranno riferito la risposta&nbsp;che ebbi dal Capo del governo circa la pubblicazione di quella tal rivista: nulla in contrario! Questo, per il caso che l\u2019idea non fosse morta.\u201d&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-16-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-16-4136' title='N. Rosselli, &lt;em&gt;Uno storico&lt;\/em&gt;, p. 132.'><sup>16<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019atteggiamento favorevole di\u00a0Mussolini\u00a0sar\u00e0 stato rafforzato dai Protocolli di Roma, che prevedevano\u00a0un\u2019intesa\u00a0a tre\u00a0fra Italia,\u00a0Austria e Ungheria,\u00a0firmati il\u00a017 marzo 1934 dal cancelliere austriaco Engelbert\u00a0Dollfuss (poi assassinato il 25 luglio dello stesso anno). In quella fase, presto conclusa,\u00a0di tensione tra il regime fascista e quello nazista, qualcuno \u2013 compreso lo stesso Volpe \u2013\u00a0avr\u00e0 visto nella futura <em>Rivista di storia europea<\/em> un possibile strumento volto a contrastare i progetti di egemonia culturale della Germania.\u00a0Ma per Rosselli il progetto era ormai tramontato,\u00a0come si capisce dalla\u00a0lettera che\u00a0scrisse a\u00a0Volpe il 29 aprile 1934:\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u201cOra Ella mi\u00a0dice\u00a0(quel che io non sapevo) che in alto loco non si avrebbe nulla in contrario alla pubblicazione della rivista progettata.\u00a0Circostanza essenziale, senza dubbio: temo per\u00f2 che il grosso delle difficolt\u00e0 sussista. Per dirla in breve, potrebbe la rivista, anche ora, svolgere senza intoppi il suo programma esclusivamente\u00a0scientifico?\u201d&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-17-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-17-4136' title='N. Rosselli, &lt;em&gt;Uno storico&lt;\/em&gt;, pp. 133-134.'><sup>17<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAnche ora\u201d, e forse \u201csoprattutto ora\u201d. Dietro l\u2019amara&nbsp;domanda retorica di Nello Rosselli s\u2019intravede&nbsp;un sentimento di profonda solitudine. Federico Chabod e Carlo Morandi l\u2019avevano abbandonato; il 13 marzo Leone Ginzburg era stato arrestato con l\u2019accusa&nbsp;di cospirazione&nbsp;antifascista (il giorno&nbsp;prima aveva scritto a Rosselli proponendogli&nbsp;di pubblicare un libro con la nuova casa editrice fondata da Giulio&nbsp;Einaudi). La <em>Rivista di storia europea<\/em>, se fosse diventata una realt\u00e0 e non un semplice progetto,&nbsp;rischiava di essere usata come uno strumento&nbsp;della propaganda del regime.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1937 Nello raggiunse il fratello Carlo in Francia. Di l\u00ec a poco entrambi furono uccisi a Bagnoles-de-l\u2019Orne da militanti&nbsp;del gruppo di estrema destra La Cagoule, verosimilmente su mandato di Mussolini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">3.<\/h2>\n\n\n\n<p>Mi sono soffermato su questo episodio apparentemente irrilevante \u2013 una rivista mai realizzata \u2013 per due motivi:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>a) perch\u00e9 il ricordo\u00a0delle discussioni legate al progetto della <em>Rivista di storia europea<\/em> avr\u00e0 contribuito dieci anni dopo, in un contesto profondamente diverso,\u00a0alla prima formulazione del\u00a0tema al quale Federico Chabod dedic\u00f2\u00a0tre corsi universitari: la\u00a0storia dell\u2019idea d\u2019Europa;\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>b) perch\u00e9 la strategia usata, senza successo, da Nello Rosselli per trasformare il suo progetto in\u00a0realt\u00e0 implicava un panorama pieno di sfumature, di \u201czone grigie\u201d \u2013 per usare la metafora che, grazie a Primo Levi, ha messo stabilmente radici nel\u00a0nostro vocabolario.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-18-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-18-4136' title='E vedi, per un periodo di poco successivo, R. Liucci, &lt;em&gt;Spettatori di un naufragio. Gli intellettuali italiani nella seconda guerra mondiale,&lt;\/em&gt; Torino 2011.'><sup>18<\/sup><\/a><\/span><\/span> (E\u2019 una metafora che non va confusa con l\u2019appellativo \u201cbigi\u201d con cui venivano designati gli antifascisti a Firenze negli anni \u201930).&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-19-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-19-4136' title='Cfr. E. Montale, &lt;em&gt;Il secondo mestiere&lt;\/em&gt;, I, Milano 1996, p. 1668.'><sup>19<\/sup><\/a><\/span><\/span> In questa gamma di\u00a0grigi\u00a0rientrava\u00a0senza dubbio Chabod, che Nello Rosselli considerava del tutto affidabile, bench\u00e9 regolarmente iscritto al partito fascista (anche se nel momento decisivo Chabod manc\u00f2 all\u2019appello).&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-20-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-20-4136' title='\u201cAi tempi del fascismo tutti\u00a0sapevano da quale parte politica pendessero le simpatie di Chabod, ma nel parlare e nello scrivere era prudentissimo\u201d (W. Maturi, citato da R. Vivarelli, \u201cTre lettere\u201d, p. 236).'><sup>20<\/sup><\/a><\/span><\/span>\u00a0Una sfumatura di grigio, di potenziale flessibilit\u00e0, veniva percepita da Rosselli, e non solo da lui, perfino in un personaggio incontestabilmente \u201cnero\u201d come Gioacchino Volpe.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Dell\u2019esistenza di queste categorie, variamente formulate a seconda degli attori, andr\u00e0 tenuto conto nel valutare, alla luce delle <em>nostre<\/em> categorie,\u00a0la traiettoria di Federico Chabod, \u201cstorico europeo\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-21-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-21-4136' title='Vedi, di chi scrive, \u201cLe nostre parole e le loro\u201d, in &lt;em&gt;La lettera uccide,&lt;\/em&gt; Milano 2022, pp. 69-85.'><sup>21<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-full\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/003\u00a9davidecamisasca.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2000\"\n        data-pswp-height=\"1351\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/003\u00a9davidecamisasca-330x223.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  330px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/003\u00a9davidecamisasca-690x466.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  690px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/003\u00a9davidecamisasca-990x669.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  990px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/003\u00a9davidecamisasca-1340x905.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1340px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/003\u00a9davidecamisasca-1600x1081.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1600px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/003\u00a9davidecamisasca-1920x1297.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 1601px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/003\u00a9davidecamisasca-125x84.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Nero su Bianco #2 \u00a9 Davide Camisasca<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">4.<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019espressione \u201cstorico europeo\u201d che ho usato nel titolo di questo intervento \u00e8 volutamente indeterminata. Essa designa anzitutto\u00a0il modo in cui Chabod ha affrontato, come politico e come storico, il\u00a0tema dell\u2019Europa, attraverso i secoli e attraverso gli anni, nel lungo periodo e nel periodo brevissimo \u2013 per usare le categorie rese celebri del suo amico Fernand\u00a0Braudel. Ma \u201cstorico europeo\u201d Chabod \u00e8 stato anche per il rilievo che la sua opera storiografica ha avuto, e avr\u00e0, sul piano internazionale.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-22-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-22-4136' title='&lt;em&gt;Per Federico Chabod. Seminario internazionale&lt;\/em&gt;, \u201cMateriali di storia. Annali della Facolt\u00e0 di scienze\u00a0politiche\u201d,\u00a017 (1980-81), 2 voll.'><sup>22<\/sup><\/a><\/span><\/span> Sia gli scritti su Machiavelli, sia le lezioni sull\u2019Italia contemporanea\u00a0tenute in francese alla Sorbonne nel 1950, sono stati tradotti in molte lingue. E tuttavia, se dovessi indicare un vertice assoluto nell\u2019opera di Chabod, indicherei un libro che non \u00e8 mai stato tradotto: <em>Per la storia religiosa dello Stato di Milano durante il dominio di Carlo V,<\/em> apparso nel 1938. Ne legger\u00f2 una pagina (mi scuso\u00a0per la lunghezza della citazione):<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNel 1544, in data non precisata, nella cancelleria segreta, su un foglio di carta pronto per l\u2019uso \u2013 e\u00a0di l\u00ec a poco avrebbe infatti servito allo stesso gran cancelliere Taverna per una minuta al Del Vasto [Alfonso d\u2019Avalos, governatore dello Stato di Milano]\u00a0su questioni finanziarie \u2013, una mano ignota, ma fuori di dubbio di uno de\u2019 segretari o degli scrivani, cominci\u00f2 a tracciare, nella quiete dell\u2019ufficio e nell\u2019intervallo fra un lavoro e l\u2019altro, alcune annotazioni\u00a0che\u00a0riassumevano bene una vita interiore di quei giorni, con i suoi pensieri e i suoi crucci: una specie di sfogo\u00a0segretamente affidato alla carta anzich\u00e9 ai conversari con gli amici. Orbene, a questo pubblico funzionario che, solo per s\u00e9, concreta in un\u2019ora d\u2019ufficio le sue preoccupazioni, non d\u2019altro vien fatto di discorrere se non del libero arbitrio e della predestinazione; all\u2019uomo che evade, per un momento, dalle pratiche e, <em>deo agitante<\/em>, si lascia andare alla propria immaginazione e ispirazione, non sovvengono motti scherzosi o poesiole, secondo era successo nel passato e sarebbe successo pi\u00f9 volte nel futuro ad altri funzionari, bens\u00ec riferimenti a Giovanni Crisostomo, ad Ambrogio Caterino e, genericamente, ai \u2018si dice\u2019 in materia religiosa, fianco a fianco affermazioni che schiacciano l\u2019uomo sotto il peso della predestinazione e, per contrario, affermazioni che ridanno il libero arbitrio alla creatura umana, a fine di non renderla pi\u00f9 miserabile di tutte le bestie. (\u2026) Ma precisamente l\u2019inquieto accavallarsi di proposizioni non omogenee, il loro susseguirsi sulla carta l\u2019una accanto all\u2019altra, son rivelatori, come dell\u2019interesse\u00a0profondo che simili questioni suscitavano, cos\u00ec del turbamento che determinavano nell\u2019animo di uomini assuefatti a vivere nelle credenze ereditate dagli avi in un con il nome e l\u2019avere, e bruscamente condotti a riproporsi l\u2019angoscioso problema della\u00a0salvezza\u2026\u201d&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-23-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-23-4136' title='Nuova edizione&lt;em&gt;: Lo Stato e la vita religiosa a Milano nell\u2019epoca\u00a0di Carlo V,&lt;\/em&gt; Torino 1971, pp. 227-465, pp. 334-35.'><sup>23<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u201cStorico europeo\u201d Chabod \u00e8 stato per il rilievo che la sua opera storiografica ha avuto, e avr\u00e0, sul piano internazionale.<\/p><cite>Carlo Ginzburg<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Mi sia permesso qui un ricordo personale. Lessi per la prima volta questa pagina, e il documento in essa commentato in appendice al libro di Chabod \u2013 libro che faceva parte del programma dell\u2019esame di storia moderna con Armando Saitta \u2013 nell\u2019estate del 1959; avevo vent\u2019anni.&nbsp;Rimasi folgorato: nei pochissimi libri di storia che avevo letto fino a quel momento&nbsp;non mi ero mai imbattuto in qualcosa&nbsp;del genere.&nbsp;Non sapevo che Delio Cantimori (in cui&nbsp;gi\u00e0 allora riconoscevo il mio maestro) aveva recensito nel 1938 il libro di Chabod sull\u2019<em>Archiv f\u00fcr Reformationsgeschichte<\/em> sottolineando il valore della pagina che mi aveva&nbsp;tanto colpito:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cegli ci d\u00e0 qui una di quelle analisi storico-psicologiche che conferiscono ai suoi lavori una cos\u00ec grande vivacit\u00e0 e forza di persuasione.\u201d&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-24-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-24-4136' title='D. Cantimori, \u201cLe &lt;em&gt;Note per la storia della vita religiosa dello Stato di Milano&lt;\/em&gt;\u201d in &lt;em&gt;Storici e storia,&lt;\/em&gt;\u00a0Torino 1971, p. 314.'><sup>24<\/sup><\/a><\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1960, subito dopo la morte di Chabod,&nbsp;Cantimori torn\u00f2, citandoli a lungo, su&nbsp;quei passi,&nbsp;che defin\u00ec&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cmirabili pagine analitiche sul risveglio religioso, imperniate su una lettura finissima ed anche letterariamente espertissima\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-25-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-25-4136' title='Ibid., pp. 330-333.'><sup>25<\/sup><\/a><\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto vero. Ma accanto alla psicologia e alla qualit\u00e0 letteraria insisterei, oggi pi\u00f9 che mai, sulla capacit\u00e0 di Chabod di trasformare delle frasi in latino,&nbsp;scarabocchiate&nbsp;sul verso di un documento&nbsp;da uno sconosciuto impiegato di cancelleria, in una testimonianza storica rivelatrice. Si pensa&nbsp;inevitabilmente&nbsp;a una pagina famosa dell\u2019<em>Apologia&nbsp;della storia<\/em> di Bloch:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNella nostra inevitabile subordinazione al passato,\u00a0noi\u00a0ci siamo emancipati almeno nel senso\u00a0che, pur rimanendo\u00a0condannati\u00a0a conoscerlo esclusivamente\u00a0in base alle sue tracce, riusciamo\u00a0tuttavia a saperne assai di pi\u00f9 di quanto esso aveva creduto bene di farci conoscere (\u2026.) Si tratta, a ben guardare,\u00a0di una grande rivincita\u00a0dell\u2019intelligenza sul mero dato di fatto\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-26-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-26-4136' title='Ho citato e commentato questo passo in \u201cRivelazioni involontarie.\u00a0Leggere la storia in contropelo\u201d, in &lt;em&gt;La lettera uccide&lt;\/em&gt;, pp. 25-28.'><sup>26<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Acquisire alla conoscenza storica&nbsp;testimonianze involontarie; leggere le testimonianze involontarie&nbsp;in maniera inattesa. La&nbsp;convergenza su questo piano&nbsp;tra due storici diversissimi come Marc Bloch e Federico Chabod mi sembra&nbsp;innegabile.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">5.<\/h2>\n\n\n\n<p>Il volume <em>Per la storia religiosa dello Stato di Milano<\/em> apparve nel 1938. A quell\u2019anno \u2013 l\u2019anno\u00a0delle leggi razziali \u2013 si fa risalire l\u2019inizio (non documentato)\u00a0del distacco di Chabod dal fascismo.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-27-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-27-4136' title='Ma vedi S. Woolf, \u201cReading Federico Chabod\u2019s &lt;em&gt;Storia dell\u2019idea d\u2019Europa&lt;\/em&gt; half a century later\u201d, in &lt;em&gt;Nazione, nazionalismi ed Europa nell\u2019opera di Federico Chabod&lt;\/em&gt;, Atti del convegno Aosta 5-6 maggio 2000, a cura di M. Herling e P. G. Zunino, Firenze 2002, pp. 203-246, p. 215 nota 26: \u201cTo my knowledge, the racial laws aroused no public comment from Chabod or his peers\u201d.'><sup>27<\/sup><\/a><\/span><\/span> Certo \u00e8 che nel 1942 Chabod entr\u00f2 in contatto\u00a0con il Partito d\u2019azione clandestino. Di l\u00ec a poco, nel corso di Storia moderna\u00a0sul tema <em>L\u2019idea di Europa<\/em>, tenuto all\u2019Universit\u00e0 di Milano nel 1943-44, sotto i bombardamenti,\u00a0gli accenni polemici a temi legati al presente furono, come risulta dalle dispense, quanto mai espliciti. Si veda per esempio questo passo:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019esaltazione fatta ai nostri giorni del \u2018sangue\u2019 e del \u2018suolo\u2019, il trasformarsi dell\u2019idea di nazione in quella di popolazione come comunit\u00e0 di sangue, costituiscono la logica conclusione del modo \u2018naturalistico\u2019 di valutare il carattere delle nazioni: che \u00e8, poi, il modo pi\u00f9 primitivo e rozzo\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-28-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-28-4136' title='F. Chabod, &lt;em&gt;Corso di storia moderna, lezioni raccolte da Bianca Maria Cremonesi, anno accademico 1943-1944,&lt;\/em&gt; Istituto editoriale Cisalpino, Milano-Varese s. a., p. 28.'><sup>28<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Ma anche il nazionalismo spirituale, teorizzato\u00a0a livello molto elevato da\u00a0Herder, inventore del termine, era caratterizzato, secondo\u00a0Chabod,\u00a0da vere e proprie \u201cassurdit\u00e0\u201d:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDa lui [Herder] ascoltiamo precetti che non sono certo lontani da quelli degli esasperati nazionalisti dei tempi nostri: \u2018La nazione pi\u00f9 ignorante, pi\u00f9 ricca di pregiudizi, \u00e8 spesso la prima: l\u2019epoca delle immigrazioni di desideri stranieri, dei viaggi di speranze all\u2019estero \u00e8 gi\u00e0 malattia, pienezza d\u2019aria, gonfiezza malsana, presentimento della morte\u2019. Autarchia spirituale, insomma: qual contrasto con il desiderio di abbracciare il mondo che aveva caratterizzato l\u2019illuminismo!\u201d&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-29-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-29-4136' title='&lt;em&gt;Ibid&lt;\/em&gt;., p. 28.'><sup>29<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Sulla contrapposizione\u00a0tra i due \u201cmodi di considerare la nazione, quello naturalistico, che fatalmente\u00a0sbocca nel razzismo, e quello volontaristico\u201d Chabod ritorn\u00f2 nel suo corso universitario, sottolineando che \u201csin dall\u2019inizio\u00a0in terra di Germania la valutazione etnica (cio\u00e8 <em>naturalistica<\/em>) si fa avvertire (\u2026). Il pensiero italiano svolge invece l\u2019idea\u00a0di nazione su basi decisamente \u2018<em>volontaristiche<\/em>\u2019\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-30-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-30-4136' title='&lt;em&gt;Ibid&lt;\/em&gt;.,\u00a0pp. 49-50.'><sup>30<\/sup><\/a><\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Seguendo&nbsp;questa divergenza si arriva al presente: e cos\u00ec termina&nbsp;la prima parte del corso, dedicata a <em>La nazione<\/em>. Comincia&nbsp;la seconda, dedicata all\u2019<em>Idea&nbsp;di Europa<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">6.<\/h2>\n\n\n\n<p>A questo punto \u00e8 opportuno fare un passo indietro. L\u2019introduzione&nbsp;al corso comincia cos\u00ec:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIn questi ultimi anni \u00e8 stato, ed \u00e8, un gran parlare di Europa e di civilt\u00e0 europea, di anti-Europa e di forze avverse alla civilt\u00e0 europea (\u2026) Ma se ci fermiamo ad analizzare un po\u2019 da vicino che cosa s\u2019intenda per \u2018Europa\u2019, ci accorgiamo subito dell\u2019enorme confusione che regna nella mente di coloro\u00a0che pur ne parlano e scrivono con\u00a0tanta foga e insistenza. Quale sia il valore esatto di tal\u00a0termine, rimane nascosto (\u2026). La nostra sar\u00e0 dunque non la storia d\u2019Europa, secondo viene comunemente intesa, come storia di accadimenti politici e militari ed economici, non la storia di una successione cronologica\u00a0di eventi, e nemmeno la storia della civilt\u00e0 e della\u00a0cultura fiorite in Europa, bens\u00ec la storia dei \u2018pensieri\u2019 sull\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 una storia ancora assai mal nota.\u201d&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-31-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-31-4136' title='Chabod, &lt;em&gt;Corso di storia moderna&lt;\/em&gt;, p. 9, cit. da B. Vigezzi, &lt;em&gt;Federico Chabod e l\u2019idea di Europa. Tra politica e storia&lt;\/em&gt;, in M. Herling, P. G. Zunino (a cura di), &lt;em&gt;Nazione, nazionalismi\u00a0ed Europa. &lt;\/em&gt;p. 182.'><sup>31<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa pu\u00f2 avere suggerito a Chabod la scelta di questo tema, che certo era nell\u2019aria?\u00a0Stuart Woolf\u00a0ha ricordato che\u00a0Ernesto Sestan (amico strettissimo di Chabod)\u00a0aveva auspicato, nella voce \u201cEuropa\u201d dell\u2019Enciclopedia Treccani, \u201cun lavoro che tratti organicamente\u00a0il\u00a0formarsi di\u00a0una coscienza europea, cio\u00e8 della coscienza di un\u2019unit\u00e0 spirituale\u00a0europea\u201d.\u00a0Ma quest\u2019auspicio era di fatto annullato dalla precisazione\u00a0di Sestan, secondo cui questo elemento era reperibile \u201cnelle cosiddette storie universali, che sono poi, in sostanza, storie europee.\u201d&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-32-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-32-4136' title='S. Woolf, \u201cReading Federico Chabod\u2019s &lt;em&gt;Storia dell\u2019idea d\u2019Europa&lt;\/em&gt; half a century later\u201d, in &lt;em&gt;Nazione, nazionalismi ed Europa&lt;\/em&gt;, in particolare p. 225.'><sup>32<\/sup><\/a><\/span><\/span>\u00a0Lascerei quindi da parte Sestan e formulerei un\u2019ipotesi diversa.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Le dispense del corso\u00a0di Chabod\u00a0si aprivano con un\u2019aspra critica del convegno sull\u2019 Europa che si tenne, come ho gi\u00e0 accennato, alla Fondazione Volta nel 1932. Ora, in una nota intitolata \u201cProbl\u00e8mes d\u2019Europe\u201d, apparsa sulle <em>Annales d\u2019histoire\u00a0\u00e9conomique et sociale<\/em> nel 1935,\u00a0Marc\u00a0Bloch aveva formulato una critica altrettanto\u00a0aspra, osservando:\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCom\u2019\u00e8\u00a0sorprendente per\u00f2 constatare l\u2019assenza, in questi due volumi [della Fondazione Volta]\u00a0fra tante dissertazioni nelle quali di continuo ritorna il nome d\u2019Europa, d\u2019ogni tentativo serio per far luce sulla storia di questa nozione, rintracciarne la genesi, nelle rappresentazioni mentali come nei fatti, e precisarne le vicissitudini! Lungi da me il pensiero di risolvere qui in poche righe questi problemi troppo grandi. Che io sappia, i destini, anche solo del\u00a0termine, non sono mai stati descritti\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-33-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-33-4136' title='M. Bloch,\u00a0&lt;em&gt;Storici e storia&lt;\/em&gt;, tr. G. Gouthier, intr. F. Pitocco, Torino 1997, pp. 148-160) p. 19. Vedi anche\u00a0&lt;em&gt;Problemi d\u2019Europa&lt;\/em&gt;, versione italiana con testo originale, introduzione di F. Mores, Milano 2017.'><sup>33<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019ultima frase venne riecheggiata da Chabod quasi alla lettera:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuale sia il valore esatto di tal\u00a0termine, rimane nascosto\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-34-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-34-4136' title='La convergenza notata qui\u00a0rende pi\u00f9 che plausibile l\u2019ipotesi formulata da G. Imbruglia che Chabod possa aver letto il saggio di Bloch \u201cProbl\u00e8mes d\u2019Europe\u201d\u00a0(\u201cIdea di nazione e illuminismo in Chabod. A proposito di una polemica del 1959 con Momigliano\u201d, &lt;em&gt;ibid&lt;\/em&gt;.,\u00a0p. 58 nota 19).'><sup>34<\/sup><\/a><\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Alla \u201csemantica storica\u201d di Bloch si richiam\u00f2 nel 1957 Denis Hay, nel presentare il suo libro <em>Europe. The Emergence of an Idea<\/em>.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-35-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-35-4136' title='Si veda\u00a0D. Hay, &lt;em&gt;Europe. The Emergence of an Idea&lt;\/em&gt;, Edinburgh 1968, che cita la\u00a0prefazione alla prima edizione (1957) p. VII.'><sup>35<\/sup><\/a><\/span><\/span> Ma su quella strada, seguendo Bloch, si era gi\u00e0 incamminato Chabod,\u00a0molti anni prima.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-full\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/002\u00a9davidecamisasca.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2000\"\n        data-pswp-height=\"1341\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/002\u00a9davidecamisasca-330x221.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  330px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/002\u00a9davidecamisasca-690x463.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  690px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/002\u00a9davidecamisasca-990x664.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  990px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/002\u00a9davidecamisasca-1340x898.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1340px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/002\u00a9davidecamisasca-1600x1073.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1600px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/002\u00a9davidecamisasca-1920x1287.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 1601px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/002\u00a9davidecamisasca-125x84.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Nero su Bianco #4 \u00a9 Davide Camisasca<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">7.<\/h2>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che colpisce nella <em>Storia dell\u2019idea d\u2019Europa<\/em> di Chabod\u00a0a mezzo secolo di distanza, scrisse Stuart Woolf,\u00a0\u00e8 forse \u201cil suo assoluto eurocentrismo (\u2026) Le colonie esistevano per Chabod solo in quanto pedine nelle lotte per il potere fra le grandi potenze \u2013 gli Stati Uniti, in primo luogo, il Giappone, l\u2019Unione Sovietica\u00a0e il Commonwealth britannico\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-36-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-36-4136' title='S. Woolf, \u201cReading Federico Chabod\u2019s &lt;em&gt;Storia dell\u2019idea d\u2019Europa&lt;\/em&gt; half a century later\u201d, in &lt;em&gt;Nazione, nazionalismi ed Europa nell\u2019opera di Federico Chabod&lt;\/em&gt;, Atti del convegno Aosta 5-6 maggio 2000, a cura di M. Herling e\u00a0P. G. Zunino, Firenze 2002, pp. 203-246, in particolare p. 243.'><sup>36<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Questa critica, formulata in un saggio per pi\u00f9 versi notevole,&nbsp;mi pare inaccettabile. Come si \u00e8 visto, Chabod non si proponeva di ricostruire la storia d\u2019Europa, bens\u00ec&nbsp;il formarsi della&nbsp;coscienza europea.&nbsp;In questa prospettiva, egli sottoline\u00f2&nbsp;l\u2019importanza delle&nbsp;scoperte geografiche:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa conoscenza di nuovi mondi induce, per naturale tendenza, gli europei a cercare di delineare pi\u00f9 chiaramente i propri caratteri in \u2018contrapposizione a quelli altrui: il momento&nbsp;della \u2018contrapposizione\u2019 essendo sempre&nbsp;decisivo in simile processo\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-37-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-37-4136' title='F. Chabod, &lt;em&gt;Corso di storia moderna, &lt;\/em&gt;p. 85.'><sup>37<\/sup><\/a><\/span><\/span>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019introduzione al suo corso\u00a0universitario Chabod menzion\u00f2 i precedenti di questa mossa strategica: i libri di Gilbert Chinard\u00a0(<em>L\u2019exotisme am\u00e9ricain dans la litt\u00e9rature fran\u00e7aise au XVI\u00e8me si\u00e8cle <\/em>e\u00a0<em>L\u2019Am\u00e9rique et le r\u00eave exotique au six-septi\u00e8me et dix-huiti\u00e8me si\u00e8cle<\/em>)\u00a0e <em>La crise de la conscience europ\u00e9enne<\/em> di Paul Hazard.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-38-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-38-4136' title='F. Chabod, &lt;em&gt;Corso di storia moderna, &lt;\/em&gt;p . 10.'><sup>38<\/sup><\/a><\/span><\/span> Le scoperte geografiche permisero una critica di determinati aspetti della societ\u00e0 europea: il saggio di Montaigne sui cannibali ne \u00e8 un esempio eloquente. Ma, avverte Chabod, \u201cla polemica <em>anti-europea<\/em> non viene condotta perch\u00e9 poi veramente si voglia la fine dell\u2019Europa, ma anzi perch\u00e9 se ne vuole una pi\u00f9 alta vita; deriva non da odio, ma da grande amore. Nessuno \u00e8 pi\u00f9 <em>europeo<\/em> di sentire di questi uomini i quali biasimano le costumanze dell\u2019Europa; nessuno apprezza\u00a0pi\u00f9 di loro gli alti valori civili che la tradizione europea rappresenta. E\u2019 proprio per salvaguardare questi <em>valori civili, umani<\/em>, che questi filosofi e letterati, da Montaigne a Voltaire, deprecano le male consuetudini europee soprattutto in fatto di politica, deprecano cio\u00e8 le guerre continue e gli od\u00ee fra stato e stato e partito e partito\u201d.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Oggi l\u2019insistenza sul valore decisivo per la costruzione dell\u2019idea d\u2019Europa della tradizione francese che culmina nell\u2019Illuminismo pu\u00f2 sembrare\u00a0ovvia. Allora non lo era affatto,\u00a0come emerge da un esame del contesto in cui (e contro\u00a0cui)\u00a0Chabod scriveva: un contesto che, per quanto mi risulta, \u00e8 stato stranamente ignorato da coloro che\u00a0hanno studiato il suo corso sull\u2019<em>Idea d\u2019Europa<\/em>.\u00a0<\/p><cite>Carlo Ginzburg<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Dunque, osservava Chabod, \u201cper&nbsp;quanto riguarda la storia del concetto di Europa, quest\u2019ultima corrente polemica anti-europeistica \u00e8 di importanza fondamentale, proprio perch\u00e9 attraverso ad&nbsp;essa vengono fissati i caratteri che si considerano tipici dell\u2019Europa, in contrapposto&nbsp;a quelli degli altri&nbsp;continenti\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-39-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-39-4136' title='F. Chabod, &lt;em&gt;Corso di storia moderna, &lt;\/em&gt;p. 96.'><sup>39<\/sup><\/a><\/span><\/span>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questi caratteri\u00a0consistono nella \u201cvita di societ\u00e0 (\u2026) che diventa fattore di civilt\u00e0 non meno importante della salda organizzazione politica e del razionalismo economico: e lo diventa soprattutto ad opera francese\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-40-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-40-4136' title='F. Chabod, &lt;em&gt;Corso di storia moderna, &lt;\/em&gt;p. 109.'><sup>40<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Di qui la conclusione del corso: \u201cAbbiamo insistito sugli scrittori francesi&nbsp;del \u2018700\u201d \u2013&nbsp;soprattutto Montesquieu e Voltaire \u2013 \u201dperch\u00e9 in verit\u00e0 la definitiva formulazione del concetto d\u2019Europa \u00e8&nbsp;soprattutto opera loro. Nessuno pi\u00f9 di essi ebbe senso europeo; nessuno contribu\u00ec&nbsp;tanto ad imporlo e farlo trionfare\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-41-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-41-4136' title='F. Chabod, &lt;em&gt;Corso di storia moderna, &lt;\/em&gt;p. 138.'><sup>41<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">8.<\/h2>\n\n\n\n<p>Oggi quest\u2019insistenza sul valore decisivo per la costruzione dell\u2019idea d\u2019Europa della tradizione francese che culmina nell\u2019Illuminismo pu\u00f2 sembrare\u00a0ovvia. Allora non lo era affatto,\u00a0come emerge da un esame del contesto in cui (e contro\u00a0cui)\u00a0Chabod scriveva: un contesto che, per quanto mi risulta, \u00e8 stato stranamente ignorato da coloro che\u00a0hanno studiato il suo corso sull\u2019<em>Idea d\u2019Europa<\/em>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Il 1 marzo 1941&nbsp;la rivista <em>Primato<\/em>, diretta da Giuseppe Bottai, aveva pubblicato una risposta di Camillo Pellizzi, all\u2019inchiesta <em>Le&nbsp;Universit\u00e0 e la cultura<\/em>. Ne cito un brano:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa [guerra] attuale, che a tutta prima\u00a0si presenta come un conflitto di interessi,\u00a0e siano pure sacrosanti\u00a0interessi di popoli poveri, laboriosi, secolarmente sfruttati, in definitiva apparir\u00e0 allo storico nella luce di un grande conflitto di culture. E\u2019 la cultura occidentalizzante degli\u00a0ultimi due o tre secoli che crolla, la cultura franco-britannica, protestante e razionalista, individualista e analitica, utilitaria\u00a0ed estetizzante; grande cultura, e grande, tragico, ruinoso appare il suo crollo. Che cosa le subentra?\u201d&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-42-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-42-4136' title='C. Pellizzi, &lt;em&gt;Primato,&lt;\/em&gt; II, n. 5, 1 marzo 1941, pp. 4-5.'><sup>42<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante il lavoro fatto dai\u00a0fascisti e dai nazional-socialisti, concludeva Pellizzi, molto restava da fare:\u00a0\u201cInutile avere delle idee se non si hanno delle baionette; ma ancor pi\u00f9 inutile, e in definitiva dannoso, avere delle baionette se non si hanno\u00a0delle idee\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Camillo Pellizzi, direttore dell\u2019Istituto Nazionale di Cultura fascista, era strettamente legato a Giuseppe Bottai, direttore di <em>Primato<\/em>: la rivista che poco dopo l\u2019inizio dell\u2019entrata in guerra dell\u2019Italia aveva lanciato un dibattito\u00a0su un\u00a0\u201cnuovo romanticismo\u201d da contrapporre alla cultura dell\u2019umanitarismo\u00a0e del progresso, che \u201cItalia e Germania, obbedendo a pi\u00f9 profonde esigenze della loro storia,\u201d avevano \u201csepolta\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-43-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-43-4136' title='Sottotitolo redazionale di un articolo di \u201cDisma\u201d, \u201cUn sogno svanito\u201d, &lt;em&gt;Primato&lt;\/em&gt;, I, n. 11,\u00a01 agosto 1940, pp. 2-3. Su questa discussione cfr. M. C. Calabri, &lt;em&gt;Il costante piacere di vivere. Vita di Giaime Pintor,&lt;\/em&gt; Torino 2007, p. 249 sgg.'><sup>43<\/sup><\/a><\/span><\/span> Il corso\u00a0di Chabod\u00a0del 1943-\u201844 si apriva con una dura critica del convegno sull\u2019idea d\u2019Europa che Pellizzi (non nominato) aveva organizzato nel 1942, e si chiudeva\u00a0sottolineando che \u201cla <em>definitiva<\/em> formulazione del concetto d\u2019Europa\u201d era stata opera soprattutto degli scrittori francesi del \u2018700. Un messaggio chiarissimo, non solo storiografico ma politico.\u00a0Ma sul fronte opposto\u00a0la linea della rivista <em>Primato<\/em>, dettata dal suo direttore, Giuseppe Bottai, era segnata da molte\u00a0ambiguit\u00e0. Luisa Mangoni\u00a0ha visto nella rivista non solo una testimonianza della crisi in atto del fascismo, ma un\u2019anticipazione di sviluppi\u00a0futuri: e ha attribuito al\u00a0dibattito sul \u201cnuovo romanticismo\u201d un \u201csignificato quasi di spartiacque e nella storia di \u2018<em>Primato<\/em>\u2019 e pi\u00f9 in generale della cultura italiana. La frattura che esso rappresent\u00f2, il segno di confine tra un prima e un poi, ha, ci sembra, un valore\u00a0che (\u2026) va al di l\u00e0 degli anni della guerra\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-44-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-44-4136' title='&lt;em&gt;\u201cPrimato\u201d 1940-1943&lt;\/em&gt;, antologia a cura di L. Mangoni, Bari\u00a01977, pp. 50-51.'><sup>44<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Un testo sar\u00e0 sufficiente a chiarire il significato dell\u2019affermazione&nbsp;di Luisa Mangoni. Si tratta di&nbsp;un articolo di Giaime Pintor, pubblicato&nbsp;su <em>Primato<\/em> il 15 agosto 1941, in cui l\u2019appello al \u201cnuovo romanticismo\u201d, che era stato presentato in maniere molto diverse, veniva respinto in maniera drastica:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono proprio i residui di quel pathos romantico il pi\u00f9 grave peso morto che l\u2019Europa intellettuale si trascina. I miti romantici splendono con tutto il loro vigore sul nostro cielo; e romantici sono gli idoli a cui sacrifica la parte pi\u00f9 corrotta d\u2019Europa. Di fronte a questa unanime decadenza la Dea Ragione di Robespierre, gi\u00e0 oggetto di molti sarcasmi, appare in una luce nobile e calma; e uomini e momenti del secolo XVIII dimenticati o condannati come antistorici riprendono la loro funzione esemplare\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-45-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-45-4136' title='G. Pintor, &lt;em&gt;Il sangue d\u2019Europa (1939-1943),&lt;\/em&gt; a cura di V. Gerratana, Torino 1950, pp. 159-163, in particolare p. 162.'><sup>45<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Delio Cantimori, che Pintor considerava uno dei suoi maestri, scrisse al suo giovane amico&nbsp;(aveva allora 22 anni)&nbsp;che l\u2019articolo in sostanza gli era piaciuto, anche se precisava: \u201cD\u2019accordo sulla Dea Ragione, ma non era la Dea di Robespierre, instauratore invece del culto dell\u2019Ente Supremo (\u2026) il sentimentalismo dell\u2019Ente supremo \u00e8 uno degli aspetti meno piacevoli di quell\u2019uomo\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il significato politico&nbsp;dell\u2019articolo di Pintor (che Cantimori ovviamente si asteneva dal commentare) non era sfuggito al direttore di <em>Primato<\/em>,&nbsp;Giuseppe Bottai. L\u2019articolo era preceduto da una breve nota redazionale che cominciava cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSu un punto si pu\u00f2 convenire subito che Pintor ha ragione, quando afferma che le questioni male impostate hanno sempre uno straordinario successo\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole, la discussione sul \u201cnuovo romanticismo\u201d stava prendendo una piega pericolosa: andava chiusa al pi\u00f9 presto, e cos\u00ec fu.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-46-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-46-4136' title='Seguirono\u00a0un intervento di E. Fulchignoni (\u201cRomanticismo\u201d, &lt;em&gt;Primato&lt;\/em&gt;, 15 ottobre 1941) che criticava Pintor, e un intervento di A. Airoldi (\u201cConclusioni sul romanticismo\u201d, &lt;em&gt;Primato,&lt;\/em&gt; 1 ottobre 1941).'><sup>46<\/sup><\/a><\/span><\/span>\u00a0Con parole decisamente\u00a0non convenzionali Pintor sottolineava che una generazione pi\u00f9 giovane (la sua) avrebbe potuto riprendere quegli \u201cuomini e momenti del secolo XVIII dimenticati o condannati come antistorici\u201d e \u201cfarne il cardine di un\u2019azione rivoluzionaria\u201d. E proseguiva:<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cS\u2019intende che&nbsp;con questo giudizio il terreno delle considerazioni storiche \u00e8 abbandonato, e si passa a un altro problema: di scelta&nbsp;e di polemica attiva\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-47-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-47-4136' title='Citato in M. C. Calabri, &lt;em&gt;Il costante piacere di vivere&lt;\/em&gt;, p. 253.'><sup>47<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>La scelta che&nbsp;Pintor fece due anni dopo \u2013 unirsi&nbsp;alla lotta partigiana \u2013&nbsp;gli cost\u00f2 la vita.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">9.<\/h2>\n\n\n\n<p>Anche Chabod fece la sua scelta. Nel 1944, prendendo il\u00a0nome eloquente\u00a0di \u201cLazzaro\u201d, entr\u00f2\u00a0a far parte di una banda partigiana guidata da suo cugino\u00a0Remo.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-48-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-48-4136' title='Si veda,\u00a0anche su ci\u00f2 che segue, S. Soave, &lt;em&gt;Federico Chabod politico,&lt;\/em&gt; Bologna 1989.'><sup>48<\/sup><\/a><\/span><\/span> Ma a questo punto, nel vuoto creato dal crollo del fascismo si inser\u00ec un progetto francese di\u00a0annessione della Val d\u2019Aosta, delineato in un documento dettato nel novembre 1943, a quanto pare, dal generale De Gaulle in persona, intitolato <em>M\u00e9sures \u00e0 faire pr\u00e9valoir vis-\u00e0-vis de l\u2019Italie.<\/em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-49-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-49-4136' title='G.\u00a0Ferraioli, &lt;em&gt;Federico\u00a0Chabod e la Valle d\u2019Aosta tra Francia e Italia,&lt;\/em&gt; Roma 2010, p. 165.'><sup>49<\/sup><\/a><\/span><\/span> Si trattava\u00a0di una risposta dilazionata alla \u201cpugnalata alla schiena\u201d \u2013 come il presidente Roosevelt aveva definito l\u2019aggressione\u00a0italiana\u00a0del 1940 alla Francia sconfitta dalla Germania. Quel progetto di annessione\u00a0raccolse l\u2019appoggio di alcuni gruppi valdostani filofrancesi.\u00a0Nell\u2019ottobre 1944, in un clima di forte tensione,\u00a0il comando partigiano di Valtournanche\u00a0pubblic\u00f2 un documento, redatto da Federico Chabod e da alcuni esponenti del clero valdostano, intitolato\u00a0<em>Pronunciamento degli esponenti valdostani contrari all\u2019annessione alla Francia<\/em>. Il 10 ottobre 1944 Chabod argoment\u00f2 in maniera particolareggiata la propria posizione\u00a0in\u00a0una lettera all\u2019amico Ugo La Malfa, dirigente del Partito d\u2019Azione, poi ripresa in un promemoria inviato a\u00a0Alessandro Casati, ministro della Guerra nel governo Bonomi:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSembra a me che sarebbe bello e nobile da parte della nuova Italia iniziare, per prima in Europa, una politica di larga libert\u00e0 nelle sue zone di frontiera, in quelle zone&nbsp;cio\u00e8 dove i&nbsp;vecchi nazionalismi europei avevano sempre fatto sentire pi\u00f9 duramente il loro peso (\u2026) Noi dobbiamo farne invece degli anelli di collegamento tra&nbsp;una Nazione&nbsp;e l\u2019altra, dei ponti di passaggio su cui s\u2019incontrino&nbsp;gli uomini dei vari paesi e imparino a smussare gli angoli, a lasciar cadere le diffidenze, a deporre la boria delle nazioni. Il problema della Valle d\u2019Aosta non \u00e8 per me che un episodio, e un episodio anche molto facile a risolvere, perch\u00e9 la storia oltre che geografia la lega all\u2019Italia in maniera indissolubile\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-50-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-50-4136' title='A. Dallou, &lt;em&gt;Federico Chabod&lt;\/em&gt;, pp. 476-477 (lettera inedita); G.P. Ferraioli, &lt;em&gt;Federico Chabod e la Valle d\u2019Aosta&lt;\/em&gt;, p. 191.'><sup>50<\/sup><\/a><\/span><\/span>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La destinazione strategica\u00a0che Chabod assegnava, in un\u2019ottica europea, alle regioni alloglotte di frontiera \u2013 trasformarle in ponti di collegamento tra una nazione e l\u2019altra, anzich\u00e9 in focolai di irredentismo \u2013 si accompagnava, nel caso della Val d\u2019Aosta, a una netta scelta in favore dell\u2019Italia.\u00a0In questa prospettiva,\u00a0l\u2019appartenenza regionale, quella nazionale e quella\u00a0europea s\u2019integravano\u00a0senza difficolt\u00e0: la tensione scattava\u00a0a livello nazionale, tra Italia e Francia. Il 26 marzo\u00a01946\u00a0alcuni gruppi favorevoli all\u2019annessione alla Francia assalirono\u00a0il palazzo della prefettura, mettendo\u00a0a repentaglio la vita di Federico Chabod,\u00a0primo presidente\u00a0eletto del Consiglio di Valle.\u00a0Di l\u00ec a poco Chabod torn\u00f2, pieno di amarezza,\u00a0agli studi e all\u2019insegnamento. La fase della sua vita\u00a0segnata dall\u2019azione\u00a0politica si chiudeva.\u00a0<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-full\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/001\u00a9davidecamisasca.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2000\"\n        data-pswp-height=\"1341\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/001\u00a9davidecamisasca-330x221.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  330px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/001\u00a9davidecamisasca-690x463.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  690px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/001\u00a9davidecamisasca-990x664.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  990px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/001\u00a9davidecamisasca-1340x898.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1340px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/001\u00a9davidecamisasca-1600x1073.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1600px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/001\u00a9davidecamisasca-1920x1287.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 1601px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/07\/001\u00a9davidecamisasca-125x84.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Nero su Bianco #1 \u00a9 Davide Camisasca<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">10.<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel 1946\u00a0Chabod fu chiamato a insegnare\u00a0storia moderna all\u2019Universit\u00e0 di Roma, e a dirigere l\u2019Istituto italiano per gli studi storici fondato da Benedetto Croce. Nel 1950 Chabod fece, nella sua lingua paterna \u2013\u00a0il francese \u2013 una serie di lezioni all\u2019Institut d\u2019\u00e9tudes politiques della Sorbonne, raccolte in volume\u00a0intitolato <em>L\u2019Italie\u00a0contemporaine<\/em>, tradotto in varie lingue, e ristampato moltissime volte.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-51-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-51-4136' title='F. Chabod, &lt;em&gt;L\u2019Italie contemporaine&lt;\/em&gt;, Paris 1950; &lt;em&gt;L\u2019Italia contemporanea&lt;\/em&gt;, pref. di L. Valiani, Torino 1961.'><sup>51<\/sup><\/a><\/span><\/span> Parlare della storia d\u2019Italia contemporanea dal 1918 al 1948 significava\u00a0riflettere, col distacco dello studioso, sulla traiettoria della propria vita.\u00a0Anche in questa occasione Chabod rimase fedele al riserbo che gli era proprio: nessuna concessione all\u2019autobiografia (i pochi passi in cui compare la parola \u201cio\u201d si riferiscono a episodi del tutto marginali, riferiti\u00a0in tono neutro).\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Le lezioni tenute alla Sorbonne hanno segnato indubbiamente gli studi sulla storia dell\u2019Italia contemporanea. Lette (o rilette) oggi, esse&nbsp;colpiscono per il loro&nbsp;silenzio su due temi: da un lato,&nbsp;la possibilit\u00e0 di analizzare il&nbsp;fascismo in una prospettiva comparata; dall\u2019altro, il rapporto tra il regime fascista e gli intellettuali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019ultimo tema riemerse di l\u00ec a poco, in maniera indiretta, e in un contesto privato:\u00a0le lettere che\u00a0Federico Chabod e Arnaldo Momigliano si scambiarono\u00a0nel 1959, pubblicate nel 2002 a cura di Gennaro Sasso, e ripetutamente commentato: non per\u00f2, per quanto mi risulta, dal punto di vista che\u00a0sto per esporre.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-52-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-52-4136' title='Sul carteggio tra Momigliano e Chabod si veda il saggio, molto utile, di G. Imbruglia, \u201cIdea di\u00a0nazione\u201d cit.'><sup>52<\/sup><\/a><\/span><\/span> L\u2019occasione del carteggio era stato il necrologio\u00a0di Carlo Antoni, filosofo e storico delle idee, scritto da Momigliano per la <em>Rivista storica italiana<\/em>, diretta da Franco Venturi (e fino a poco prima da Chabod). Nella\u00a0versione\u00a0inviata a Chabod,\u00a0Momigliano aveva sostenuto\u00a0che\u00a0nel libro di Antoni <em>La lotta contro\u00a0la ragione<\/em>, pubblicato nel 1942,\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>\u201csi esprimeva il disagio intellettuale degli intellettuali italiani antifascisti in quegli anni per essersi formati su una cultura prevalentemente romantica e nazionalista e dover ora constatare che i romantici, con il calpestare ragione e natura, avevano aperto\u00a0le porte ai superuomini e alle superrazze.\u201d Tutto questo era avvenuto, scriveva Momigliano in un \u201cdecennio che fu non solo di nazismo in Germania, ma di nazificazione dell\u2019Italia\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-53-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-53-4136' title='F. Chabod-A. Momigliano, &lt;em&gt;Un carteggio del 1959&lt;\/em&gt;, a cura di G. Sasso, postfazione di R. Di Donato, Bologna 2002,&lt;em&gt;\u00a0&lt;\/em&gt;pp. 104-105.'><sup>53<\/sup><\/a><\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Nella redazione definitiva del necrologio di Antoni Momigliano modific\u00f2 quest\u2019ultima frase parlando di \u201canni\u201d (anzich\u00e9 di \u201cun decennio\u201d) e di \u201cpenetrazione di idee naziste in Italia [non di \u2018nazificazione dell\u2019Italia\u2019]\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-54-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-54-4136' title='A. Momigliano, &lt;em&gt;Terzo contributo alla storia degli studi classici e del mondo antico&lt;\/em&gt;, Roma 1966, pp. 821-825.'><sup>54<\/sup><\/a><\/span><\/span> La duplice correzione era stata senza dubbio&nbsp;provocata dalla violenta reazione di&nbsp;Chabod, che si era sentito&nbsp;personalmente toccato. \u201cQuesto \u00e8 uno <em>sproposito<\/em>\u201d scrisse a Momigliano \u201cche altera tutta la storia italiana e europea, salta a pi\u00e9 pari il primo periodo di <em>urti <\/em>Mussolini-Hitler sino al \u201935, e salta a pi\u00e9 pari le differenze,&nbsp;ancora degli anni \u201935-\u201937 sin dopo la primavera del \u201938\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-55-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-55-4136' title='F. Chabod-A. Momigliano, &lt;em&gt;Un carteggio&lt;\/em&gt;, pp. 103-105.'><sup>55<\/sup><\/a><\/span><\/span> Questa precisazione sul contesto era preceduta da una testimonianza personale:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cForse il ricordo pi\u00f9 alto della mia vita universitaria \u00e8 quello del corso che tenni a Milano, durante l\u2019occupazione tedesca, nell\u2019inverno \u201943-\u201944: corso sull\u2019idea di nazione e su quella di\u00a0Europa, dove contrapponevo nettamente l\u2019idea\u00a0germanica\u00a0della nazione-razza, che combattevo, e l\u2019idea della nazione<em> plebiscito di tutti i giorni<\/em>, per dirla con Renan\u00a0(\u2026)\u201d. Come allora, come prima del \u201942, cos\u00ec ora, ti assicuro che io non rinnego n\u00e9 pur un\u2019oncia dell\u2019eredit\u00e0 romantica della nazione: intendo l\u2019eredit\u00e0 che fu non solo di Mazzini, ma dei moderati italiani e di Cavour\u201d.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La nazione, Renan, Mazzini, i moderati italiani, Cavour. E l\u2019esaltazione dell\u2019illuminismo che era al cuore del corso sull\u2019idea d\u2019Europa?<\/p><cite>Carlo Ginzburg<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La nazione, Renan, Mazzini, i moderati italiani, Cavour. E l\u2019esaltazione dell\u2019illuminismo che era al cuore del corso sull\u2019idea d\u2019Europa? Chabod tocc\u00f2 questo tema in una lettera successiva a Momigliano:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cnon \u00e8 intanto esatto&nbsp;che verso il \u201935&nbsp;<em>tutti<\/em> fossimo ancora impegnati a continuare&nbsp;problemi del romanticismo (\u2026) Poich\u00e9 vuoi accennare anche a me, ti dir\u00f2 che [se]&nbsp;\u00e8 vero che nel \u201947 pongo a centro dell\u2019idea d\u2019Europa l\u2019illuminismo, non \u00e8 men vero che&nbsp;nel \u201932 o nel \u201933 nell\u2019articolo <em>Illuminismo<\/em> dell\u2019Enciclopedia io avessi <em>esaltato<\/em> quella grande et\u00e0 dello spirito umano. Oggi avrei a ritoccare magari qualche giudizio particolare: ma all\u2019esaltazione dell\u2019illuminismo d\u2019allora non avrei da aggiungere n\u00e9 pur una riga, tanto era piena gi\u00e0 allora\u201d.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-56-4136' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/07\/08\/federico-chabod-storico-europeo-una-rilettura\/#easy-footnote-bottom-56-4136' title='F. Chabod-A. Momigliano, &lt;em&gt;Un carteggio&lt;\/em&gt;, pp. 123.'><sup>56<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Chabod si guard\u00f2 dal ricordare che nel 1943-\u201944, nella Milano controllata dai nazifascisti,\u00a0aveva riconosciuto nell\u2019illuminismo \u201cla definitiva formulazione del concetto d\u2019Europa\u201d,\u00a0contrapponendosi agli intellettuali fascisti che avevano proclamato il crollo della\u00a0\u201ccultura franco-britannica, protestante e razionalista\u201d. Questo\u00a0silenzio singolare implicava forse, quindici anni dopo,\u00a0una presa di distanza?\u00a0E\u2019 difficile rispondere.\u00a0Questo\u00a0grande storico rimane una figura\u00a0enigmatica. L\u2019intreccio tra la sua vita e la sua opera dovr\u00e0 essere analizzato in profondit\u00e0: certo non nella maniera inevitabilmente\u00a0parziale e inadeguata proposta qui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come pensare la storia d&#8217;Europa con lo storico dell&#8217;idea d&#8217;Europa? 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