{"id":41156,"date":"2025-12-01T19:44:36","date_gmt":"2025-12-01T18:44:36","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=41156"},"modified":"2025-12-01T19:50:36","modified_gmt":"2025-12-01T18:50:36","slug":"il-futuro-possa-e-debba-essere-costruito-qui-lappello-di-mario-draghi-per-una-rivoluzione-tecnologica-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/12\/01\/il-futuro-possa-e-debba-essere-costruito-qui-lappello-di-mario-draghi-per-una-rivoluzione-tecnologica-europea\/","title":{"rendered":"L’appello di Mario Draghi per una rivoluzione tecnologica europea"},"content":{"rendered":"\n
Luned\u00ec 1\u00b0 dicembre, in occasione dell’apertura dell’anno accademico al Politecnico di Milano, Mario Draghi ha tenuto un discorso fondamentale.<\/p>\n\n\n\n
Uno spettro aleggia sull’Europa: quello del ritardo tecnologico. Per evitarlo, l’Unione deve liberarsi dei suoi vecchi pregiudizi.<\/p>\n\n\n\n
\u00abPer ragioni storiche e culturali, l’Europa ha spesso adottato un approccio prudente, basato sul principio di precauzione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n
Frenando la ricerca e l’innovazione<\/a>, il peso delle normative agisce come un principio di inerzia.<\/p>\n\n\n\n Questo approccio non pu\u00f2 che penalizzarci: con esso, l’Unione si priva della leva economica che potrebbe essere l’intelligenza artificiale.<\/p>\n\n\n\n Mentre solo il 14% delle misure del rapporto Draghi sono state attuate, l’ex presidente del Consiglio italiano ci mette in guardia<\/a> <\/span>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>: \u00abUna politica efficace in condizioni di incertezza richiede flessibilit\u00e0; \u00e8 qui che l’Europa si \u00e8 impantanata\u00bb.<\/p>\n\n\n\n Lo traduciamo.<\/p>\n\n\n\n Per oltre due secoli, il miglioramento del tenore di vita \u00e8 stato alimentato da successive ondate di progresso tecnologico.<\/p>\n\n\n\n Alla fine del XVIII secolo, le macchine a vapore spinsero la Rivoluzione industriale britannica. Nel XIX secolo, l\u2019elettrificazione trasform\u00f2 profondamente l\u2019industria e la vita domestica.<\/p>\n\n\n\n All\u2019inizio del XX secolo, il processo Haber\u2013Bosch estrasse fertilizzanti dall\u2019aria, sostenendo un boom demografico; pi\u00f9 tardi, il container rivoluzion\u00f2 il commercio globale comprimendo drasticamente i costi di trasporto.<\/p>\n\n\n\n Oggi la tecnologia rimane il principale motore della prosperit\u00e0\u2014ma con due sfumature cruciali.<\/p>\n\n\n\n Primo: le economie avanzate non possono pi\u00f9 fare affidamento soltanto sul lavoro o sul capitale per sostenere la crescita come un tempo\u2014rendendo la tecnologia, semmai, ancora pi\u00f9 centrale per la prosperit\u00e0 futura.<\/p>\n\n\n\n Le nostre popolazioni stanno invecchiando e gran parte delle infrastrutture fisiche risale a decenni fa. Come mostr\u00f2 Robert Solow a met\u00e0 degli anni Cinquanta, una volta raggiunto questo stadio di sviluppo, la crescita di lungo periodo dipende in misura schiacciante dalla produttivit\u00e0\u2014che, in pratica, significa nuove tecnologie e diffusione di nuove idee.<\/p>\n\n\n\n Esiste un\u2019illusione seducente secondo cui la crescita sarebbe meno essenziale, una volta raggiunto un alto livello di sviluppo; il calo della popolazione potrebbe consentire un aumento del benessere anche se l\u2019economia ristagna.<\/p>\n\n\n\n Ma questo non \u00e8 vero in generale e in particolare per i paesi che si trascinano un alto livello di debito.<\/p>\n\n\n\n Ci\u00f2 che conta per la sostenibilit\u00e0 del debito \u00e8 la dimensione complessiva dell\u2019economia. Se l\u2019economia smette di crescere mentre gli interessi continuano a maturare, il rapporto debito\/PIL inizier\u00e0 ad aumentare\u2014fino a diventare insostenibile.<\/p>\n\n\n\n A quel punto, i governi sono costretti a scelte dolorose tra le loro ambizioni fondamentali: tra pensioni e difesa; tra preservare il modello sociale e finanziare la transizione verde.<\/p>\n\n\n\n Inoltre la crescita \u00e8 essenziale per affrontare le nuove esigenze sociali, politiche, economiche , di sicurezza che si presentano continuamente a uno stato.<\/p>\n\n\n\n Secondo: il ritmo stesso del cambiamento tecnologico sta accelerando.<\/p>\n\n\n\n Resta aperta la domanda se le innovazioni di oggi eguaglieranno il potere trasformativo di quelle del passato. Ma ci\u00f2 che determina la rapidit\u00e0 del loro impatto economico \u00e8 la velocit\u00e0 con cui si diffondono nella societ\u00e0\u2014e su questa dimensione il mondo \u00e8 entrato in un territorio inesplorato.<\/p>\n\n\n\n La Rivoluzione industriale si dispieg\u00f2 nell\u2019arco di otto decenni; l\u2019elettrificazione impieg\u00f2 circa trent\u2019anni per diffondersi nelle economie del mondo.<\/p>\n\n\n\n Per contro, ChatGPT \u00e8 stato lanciato nel novembre 2022\u2014e nel giro di pochi anni gli investimenti globali nelle infrastrutture di IA \u00e8 previsto raggiungano diverse migliaia di miliardi di dollari.<\/p>\n\n\n\n L\u2019IA pu\u00f2 essere \u201csolo\u201d uno strumento, ma ci\u00f2 che la rende eccezionale \u00e8 la sua capacit\u00e0 di diffondersi nell\u2019economia in tempi molto pi\u00f9 rapidi rispetto alle precedenti rivoluzioni tecnologiche.<\/p>\n\n\n\n Quindi la divergenza tra i Paesi che abbracciano l\u2019innovazione\u2014e quelli che esitano\u2014si allargher\u00e0 sensibilmente e rapidamente negli anni a venire.<\/p>\n\n\n\n \u00c8 per questo che l\u2019Europa vive oggi un momento di verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n Negli ultimi vent\u2019anni siamo passati dall\u2019essere un continente che accoglieva le nuove tecnologie\u2014riducendo il divario con gli Stati Uniti\u2014a uno che ha progressivamente eretto barriere all\u2019innovazione e alla sua adozione.<\/p>\n\n\n\n Lo abbiamo gi\u00e0 visto nella prima fase della rivoluzione digitale, quando la crescita della produttivit\u00e0 europea \u00e8 scesa a circa la met\u00e0 del ritmo statunitense\u2014e quasi tutta la divergenza \u00e8 emersa dal settore tecnologico.<\/p>\n\n\n\n Ora questo schema si ripete con la rivoluzione dell\u2019IA. Lo scorso anno, gli Stati Uniti hanno prodotto 40 grandi modelli fondamentali, la Cina 15 e l\u2019Unione europea soltanto tre.<\/p>\n\n\n\n E lo stesso schema si osserva in molte altre tecnologie di frontiera\u2014dalla biotecnologia ai materiali avanzati fino alla fusione nucleare\u2014dove numerose innovazioni significative e investimenti privati avvengono al di fuori dell\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n Se non colmiamo questo divario e non adotteremo queste tecnologie su larga scala, l\u2019Europa rischia un futuro di stagnazione\u2014con tutte le sue conseguenze.<\/p>\n\n\n\n Considerato il nostro profilo demografico, se l\u2019UE mantenesse semplicemente il tasso medio di crescita della produttivit\u00e0 dell\u2019ultimo decennio, tra 25 anni l\u2019economia avrebbe, di fatto, la stessa dimensione di oggi.<\/p>\n\n\n\n Per decidere come reagire, dobbiamo innanzitutto avere una visione chiara di ci\u00f2 che questa nuova ondata tecnologica\u2014soprattutto l\u2019IA\u2014offre davvero.<\/p>\n\n\n\n Trovarsi sull\u2019orlo di una nuova rivoluzione tecnologica comporta inevitabilmente grande incertezza. Una valutazione lucida dell\u2019IA deve riconoscere sia i rischi legittimi sia i potenziali benefici significativi.<\/p>\n\n\n\n Stime credibili suggeriscono che l\u2019IA potrebbe innalzare in modo sostanziale il percorso di crescita delle economie avanzate.<\/p>\n\n\n\n Se la diffusione dell\u2019IA ricalcasse il boom digitale statunitense della fine degli anni Novanta, la crescita della produttivit\u00e0 potrebbe essere pi\u00f9 alta di circa 0,8 punti percentuali all\u2019anno. Se seguisse la diffusione dell\u2019elettrificazione negli anni Venti, il miglioramento potrebbe avvicinarsi a 1,3 punti.<\/p>\n\n\n\n Anche la parte bassa di queste stime rappresenterebbe l\u2019accelerazione pi\u00f9 significativa che l\u2019Europa abbia visto da decenni.<\/p>\n\n\n\n Ma a fronte di questo potenziale esiste un rischio reale di sostituzione del lavoro, aumento delle disuguaglianze e altri danni per la societ\u00e0 quali frodi e violazioni della privacy.<\/p>\n\n\n\n La storia economica indica che la disoccupazione di massa non \u00e8 l\u2019esito pi\u00f9 probabile. Le precedenti rivoluzioni tecnologiche non hanno generato perdite occupazionali permanenti; nel tempo, sono nate nuove professioni, industrie e fonti di domanda.<\/p>\n\n\n\n Ma la transizione raramente \u00e8 lineare. La discontinuit\u00e0 colpisce in modo diseguale: alcuni lavoratori, mansioni e territori sopportano l\u2019onere della sostituzione, mentre altri beneficiano in misura sproporzionata. E se l\u2019IA rafforzasse dinamiche di mercato \u201cwinner-takes-most\u201d, la distribuzione dei guadagni potrebbe diventare ancora pi\u00f9 sbilanciata.<\/p>\n\n\n\n Vi sono tuttavia due elementi importanti.<\/p>\n\n\n\n Primo: la velocit\u00e0 e l\u2019ampiezza della sostituzione del lavoro non sono determinate solo dalla tecnologia, ma dalle politiche che vengono attuate dai governi: dipender\u00e0 dalle scelte che questi faranno se la prosperit\u00e0 creata con l\u2019uso dell\u2019IA verr\u00e0 condivisa con tutti i lavoratori oppure, come sta avvenendo attualmente, affluir\u00e0 solo ad alcuni.<\/p>\n\n\n\n Il rischio di sostituzione \u00e8 proporzionale alla rapidit\u00e0 con cui le imprese possono adottare nuove tecnologie, un fattore a sua volta influenzato da regolazione, connettivit\u00e0 digitale, costo dell\u2019energia e flessibilit\u00e0 del mercato del lavoro.<\/p>\n\n\n\n Allo stesso modo, la capacit\u00e0 dei lavoratori di spostarsi verso nuovi ruoli dipende dai sistemi educativi, dai programmi di formazione e dalla capacit\u00e0 delle societ\u00e0 di riqualificare rapidamente la forza lavoro.<\/p>\n\n\n\n Secondo l\u2019OCSE, la maggior parte dei lavoratori esposti all\u2019IA non avr\u00e0 bisogno di competenze tecniche specialistiche per trarne beneficio. Le competenze pi\u00f9 richieste nelle professioni maggiormente esposte saranno legate alla gestione e all\u2019ambito aziendale\u2014abilit\u00e0 che milioni di persone possono acquisire con un supporto adeguato.<\/p>\n\n\n\n Secondo: ci\u00f2 che \u00e8 spesso assente nelle discussioni sul tema \u00e8 la considerazione di quanto queste tecnologie possano aiutare a ridurre alcune delle diseguaglianze che pi\u00f9 incidono sulla vita quotidiana delle persone.<\/p>\n\n\n\n Prendiamo la sanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n Le differenze nei tempi di attesa per un intervento o nella rapidit\u00e0 con cui una persona viene visitata al pronto soccorso influenzano direttamente la percezione di equit\u00e0. E tuttavia la tecnologia sta gi\u00e0 contribuendo a ridurre questi divari.<\/p>\n\n\n\n Uno studio negli USA riporta che strumenti di triage e gestione dei flussi basati su IA hanno ridotto i tempi di attesa in pronto soccorso di oltre il 55% portando al risparmio di circa 200 ore-uomo al mese, da destinare all\u2019assistenza dei pazienti.<\/p>\n\n\n\n E nella diagnostica per immagini, altri studi suggeriscono che priorit\u00e0 basate sull\u2019 IA potrebbero ridurre i tempi medi di refertazione dei casi pi\u00f9 urgenti da circa 10\u201311 giorni a circa 3 giorni\u2014consentendo diagnosi molto pi\u00f9 rapide e un servizio esteso a un maggior numero di pazienti. <\/p>\n\n\n\n La diseguaglianza \u00e8 presente in maniera importante anche nell\u2019istruzione.<\/p>\n\n\n\n Oggi, una parte significativa dei risultati educativi dipende dal caso: dall\u2019incontro con l\u2019insegnante giusto al momento giusto; dal riconoscimento di un talento; dalla guida verso percorsi in cui uno studente pu\u00f2 esprimersi al meglio.<\/p>\n\n\n\n L\u2019IA ha il potenziale per ridurre questa componente casuale. I sistemi di tutoraggio personalizzato possono adattarsi al ritmo e alle esigenze di ogni studente, offrendo in linea di principio a ogni bambino un accesso a un\u2019istruzione di alta qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n Uno studio recente mostra che gli studenti che utilizzano tali strumenti migliorano la propria performance passando dal 35\u00b0 al 60\u00b0 percentile. I miglioramenti sono risultati doppi per gli studenti provenienti da contesti svantaggiati.<\/p>\n\n\n\n Se sistemi come questi fossero adottati su larga scala nei sistemi pubblici di sanit\u00e0 e istruzione in Europa, genererebbero benefici sociali immediati.<\/p>\n\n\n\n Queste e altre tecnologie non saneranno le societ\u00e0 da tutti i loro guasti ma possono migliorarne lo stato di salute. Quanto, dipender\u00e0 in gran parte dalle scelte politiche che ne guideranno la diffusione.<\/p>\n\n\n\n Giudicare e regolare in anticipo l\u2019IA richiede di soppesare una vasta gamma di possibili esiti\u2014economici, sociali, etici\u2014 in una situazione in cui la stessa tecnologia si evolve con rapidit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n Se c\u2019\u00e8 un filo conduttore nelle difficolt\u00e0 dell\u2019Europa a tenere il passo con il cambiamento tecnologico, \u00e8 la nostra incapacit\u00e0 di gestire questo tipo di incertezza radicale.<\/p>\n\n\n\n Per ragioni storiche e culturali, l\u2019Europa ha spesso adottato un approccio improntato innanzi tutto alla cautela, radicato nel principio di precauzione\u2014l\u2019idea che, quando i rischi di una nuova tecnologia sono incerti, l\u2019opzione pi\u00f9 sicura sia rallentare o limitarne l\u2019adozione.<\/p>\n\n\n\n Questo metodo pu\u00f2 essere appropriato in ambiti chiaramente delimitati, come in alcuni settori della tutela ambientale. Ma \u00e8 inadeguato per tecnologie digitali ad uso generale come l\u2019IA, dove l\u2019ampiezza\u2014e la variabilit\u00e0\u2014degli esiti potenziali \u00e8 enormemente maggiore.<\/p>\n\n\n\n In tali contesti, i regolatori devono inevitabilmente formulare giudizi ex ante, assegnando pesi a rischi e benefici prima che i fatti siano pienamente noti.<\/p>\n\n\n\n Semplicemente lasciare che nuove tecnologie si diffondano senza controllo, come accaduto con i social media, non \u00e8 un\u2019alternativa responsabile. Ma bloccare il potenziale positivo prima ancora che possa emergere \u00e8 altrettanto sbagliato.<\/p>\n\n\n\n Una politica efficace in condizioni di incertezza richiede adattabilit\u00e0: la capacit\u00e0 di rivedere le ipotesi, riequilibrare quei pesi, adeguare rapidamente le regole man mano che emergono evidenze concrete\u2014sui rischi e sui benefici.<\/p>\n\n\n\n Ed \u00e8 qui che l\u2019Europa si \u00e8 inceppata. Abbiamo trattato valutazioni iniziali e provvisorie come se fossero dottrina consolidata\u2014inserendole in leggi estremamente difficili da modificare una volta che il mondo cambia.<\/p>\n\n\n\n Prendiamo il GDPR, varato nel 2016. Ha attribuito un peso molto elevato alla privacy rispetto all\u2019innovazione .<\/p>\n\n\n\n Ma l\u2019equilibrio individuato nel 2016 continua a vincolarci nel 2025, anche se la frontiera tecnologica \u00e8 avanzata molto pi\u00f9 rapidamente del quadro regolatorio\u2014e i costi economici di questo approccio sono sempre pi\u00f9 evidenti.<\/p>\n\n\n\n Studi mostrano che il GDPR ha penalizzato soprattutto le piccole imprese tecnologiche europee diminuendone i profitti di circa il 12%, ha aumentato il costo dei dati di circa il 20% rispetto ai concorrenti statunitensi e ridotto gli investimenti di venture capital nel settore tecnologico europeo di circa un quarto.<\/p>\n\n\n\n \u00c8 come se alla prima scossa elettrica i nostri antenati avessero deciso di limitare l\u2019elettricit\u00e0 stessa , invece di progettare impianti e standard di sicurezza che consentissero alla societ\u00e0 di sfruttarne il potenziale trasformativo.<\/p>\n\n\n\n E tuttavia, nonostante queste condizioni, l\u2019innovazione non \u00e8 scomparsa dall\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n Secondo molti indicatori di produzione scientifica, le istituzioni europee nel loro insieme eguagliano\u2014e in alcuni settori superano\u2014il volume della ricerca statunitense.<\/p>\n\n\n\n Nelle richieste di brevetto internazionali, l\u2019Europa rappresenta circa un quinto delle richieste globali\u2014leggermente pi\u00f9 del Nord America, anche se molto dietro l\u2019Asia. Questa universit\u00e0 genera pi\u00f9 attivit\u00e0 brevettuale di qualsiasi altra in Italia.<\/p>\n\n\n\n Ma alcune delle regole che ci siamo dati ostacolano la fase successiva all\u2019innovazione soprattutto per le imprese giovani, che non dispongono delle risorse necessarie per affrontare la complessit\u00e0 giuridica e la frammentazione nei mercati dei ventisette paesi membri. <\/p>\n\n\n\n Gli europei che vogliono muoversi rapidamente\u2014e che comprendono l\u2019eccezionale velocit\u00e0 dei cicli di innovazione di oggi\u2014vanno dunque all\u2019estero per costruire e crescere. Oggi, quasi due terzi delle start-up europee si espandono negli Stati Uniti gi\u00e0 nella fase pre-seed o seed (pre avviamento o avviamento)\u2014rispetto a circa un terzo, cinque anni fa.<\/p>\n\n\n\n Il primo passo per riportare l\u2019Europa sulla strada dell\u2019innovazione \u00e8 quindi cambiare questa cultura della precauzione: ridurre l\u2019onere della prova che imponiamo alle nuove tecnologie e attribuire al potenziale dell\u2019IA lo stesso peso che attribuiamo ai suoi rischi. Ma soprattutto occorre agilit\u00e0 nel saper riconoscere quando la regolamentazione \u00e8 stata resa obsoleta dagli sviluppi della tecnologia e cambiarla rapidamente.<\/p>\n\n\n\n La buona notizia \u00e8 che questo cambiamento \u00e8 gi\u00e0 iniziato.<\/p>\n\n\n\n Il rapporto sulla competitivit\u00e0 europea pubblicato lo scorso anno ha analizzato in profondit\u00e0 le barriere strutturali che impediscono all\u2019innovazione di radicarsi in Europa, evidenziando le cause della nostra perdita di posizione nei settori tecnologici chiave.<\/p>\n\n\n\n Oggi molti leader europei condividono questa diagnosi. Sempre pi\u00f9 riconoscono che\u2014ben lontani dal definire uno \u201cstandard d\u2019oro\u201d globale nella regolazione della tecnologia\u2014abbiamo spinto l\u2019innovazione altrove e accresciuto la nostra dipendenza da chi guida lo sviluppo.<\/p>\n\n\n\n Di conseguenza, la Commissione ha iniziato a rivedere alcune delle normative pi\u00f9 controverse, con l\u2019obiettivo di ripristinare un migliore equilibrio.<\/p>\n\n\n\n Ad esempio, con il prossimo pacchetto \u201cDigital Omnibus\u201d, propone una definizione pi\u00f9 flessibile di dato personale per l\u2019addestramento dei modelli e ha gi\u00e0 rinviato alcune delle disposizioni pi\u00f9 severe relative ai sistemi di IA ad alto rischio.<\/p>\n\n\n\n Ma questo \u00e8 solo l\u2019inizio. Anche se l\u2019Europa eliminasse tutte le norme che hanno frenato l\u2019innovazione, questo da solo non chiuderebbe il divario. La domanda decisiva \u00e8 cosa faremo con la libert\u00e0 che riconquisteremo.<\/p>\n\n\n\n La ricerca mostra che i sistemi di innovazione pi\u00f9 efficaci hanno in comune alcune caratteristiche fondamentali.<\/p>\n\n\n\n Le istituzioni pubbliche svolgono un ruolo centrale finanziando la ricerca di base in aree in cui gli incentivi privati sono deboli\u2014 facendo scelte rischiose e coraggiose puntando su idee che hanno per\u00f2 un alto potenziale di rendimento.<\/p>\n\n\n\n Le universit\u00e0 e gli istituti di ricerca a loro volta utilizzano quei finanziamenti per conseguire progressi scientifici, portando dei concetti nuovi fino alla loro applicazione concreta.<\/p>\n\n\n\n L\u2019 impresa privata porta poi queste idee al traguardo finale: ne amplia la dimensione, le commercializzano e le traducono in guadagni di produttivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n