{"id":39485,"date":"2025-10-26T06:00:00","date_gmt":"2025-10-26T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=39485"},"modified":"2025-10-26T18:51:47","modified_gmt":"2025-10-26T17:51:47","slug":"il-nuovo-antisemitismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/10\/26\/il-nuovo-antisemitismo\/","title":{"rendered":"Il nuovo antisemitismo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">A chi scrive o legge di storia certe domande non passano di mente. E quando i conti non tornano \u2013 conti miseramente intellettuali, s\u2019intende \u2013 esse riaffiorano come un presagio sinistro e ineluttabile, come l\u2019iscrizione a quella \u201cglobalizzazione dell\u2019impotenza\u201d che papa Leone XIV denuncia, dichiarando la sua.<\/p>\n\n\n\n<p>Una domanda storica molto classica, ad esempio, riguarda il modo, i tempi, i passaggi attraverso i quali si \u00e8 formato quell\u2019oggetto storico corposo, complesso, stratificato che chiamiamo antisemitismo e che una cura pi\u00f9 attenta dell\u2019espressione chiamerebbe <em>die Sache-Antisemitismus<\/em>. Che al suo interno si siano intrecciate convinzioni teologiche e mistificazioni teologiche, teorie scientifiche e pseudo-scientifiche, sentimenti politici e fiammate \u2013 lo capisce chiunque. Chiunque, d\u2019altronde, sa che quella \u201ccosa\u201d (cucinata in un tempo che va dai Concili del IV secolo a quello del 1215, da l\u00ec a Lutero e poi su fino al XX). Sa che essa ha connotato il regime di Cristianit\u00e0 e avvelenato la catechesi delle Chiese; sa che ha subito una metamorfosi politica strepitosa e ha disseminato la storia di una teoria di abomini, simili ma non identici a tanti altri: fino alla pianificazione di quello sterminio industriale dell\u2019ebraismo europeo, apice distinto e conseguente di ci\u00f2 che lo ha preparato.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Ma dal punto di vista storico, la questione non \u00e8 che ci sia un gomitolo di orrore al centro del Novecento, n\u00e9 che, ovviamente, abbia delle origini, delle cause, un vissuto. La domanda storica \u00e8 molto pi\u00f9 tagliente, puntuale, appuntita. Se la si volesse sgranare in una serie di sotto-questioni, enunciate in modo casuistico, esse suonerebbero grosso modo cos\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Qual \u00e8 la ragione precisa per cui Leone Magno, non troppo tempo dopo i decreti imperiali che colpivano con le stesse sanzioni cristiani ed ebrei, conia un vocabolario dell\u2019invettiva sul sacrilegio deicida destinato a durare nel tempo? Per quale esatta ragione (culturale, teologica, politica) i crociati che si mettono in marcia al comando del papato gregoriano mentre scendono verso gli imbarchi del sud fanno strage di ebrei? E attraverso quali strumenti specifici il diritto canonico medievale prende in prestito la teoria agostiniana sulla necessit\u00e0 che un ebraismo minoritario e umiliato resti nella societ\u00e0 cristiana per fissare leggi di discriminazione? Quale meccanismo puntuale fa s\u00ec che l\u2019odio per gli ebrei sia l\u2019unico punto di contatto fra evangelici e papisti all\u2019esordio della Riforma di Lutero? E dandosi quale fondamento, modi e figure ecclesiastiche che conoscevano l\u2019antico principio che vietava il battesimo invitis parentibus lo aggirano portando alla stagione che va dalle conversioni forzate al rapimento dei bambini ebrei? Qual \u00e8 il passante concettuale \u2013\u00a0 chiaro agli occhi di chi lo percorre, trovandolo ora trafficato, ora deserto \u2013 che va dall\u2019odio anti-islamico a quello antiebraico e alla cultura del nemico che li concima? E perch\u00e9 cos\u00ec pochi credenti, nell\u2019Europa di Karl Barth e Dietrich Bonhoeffer, vedono che gli stereotipi della discriminazione cristiana combaciano con le politiche nazi-fasciste che perseguitano prima i diritti e poi le vite degli ebrei?\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ritorno<\/h2>\n\n\n\n<p>Sono domande che hanno punteggiato il lavoro quotidiano di chi affrontava professionalmente e scientificamente gli antisemitismi (nella storiografia italiana i plurali sono oggi all\u2019ultima moda). Problematiche a lungo \u201cfredde\u201d: intimamente urgenti e, per molti, fin troppo alte.<\/p>\n\n\n\n<p>Su di esse, per\u00f2, ha fatto irruzione un presente disperante, nel quale <em>P\u00f2lemos<\/em> \u00e8 tornato con la forza di un dio \u201cpater, cio\u00e8 potens\u201d (spiegava un saggio di Massimo Cacciari sul famoso frammento 53), la cui \u201cpotenza, non si manifesta distruggendo, ma ponendo\u201d e \u201ctutti accomuna proprio nel costituirli come differenti\u201d, antagonisti, ostili, incomunicanti. Sotto i nostri occhi, l\u2019oggi ha preso ad accumulare evidenze che suggeriscono quanto possa essere rapido, preciso, geometrico, il formarsi della cultura del disprezzo e dell\u2019odio antiebraico \u2013 sulla cui precedente genesi ci interroghiamo per mestiere. Segnali, spunti, mentalit\u00e0 affiorano da un presente, nel quale si stanno riannodando \u2013 come sempre nel candore di una apparente \u201cinnocenza\u201d soggettiva di chi lo esprime \u2013 un antisemitismo vecchio e nuovo. Reso invulnerabile da un argomento altrettanto geometrico e oggettivo che rifiuta (giuntamente) di usarlo come alibi davanti ad una guerra non pi\u00f9 orrida di tante altre, ma attorno alla quale si \u00e8 acceso un incendio di cui il cinismo politico (n\u00e9 quello pro-Pal, n\u00e9 quello Bibi pro domo sua) non vuole calcolare gli esiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Come davanti a Ellie Sattler e Alan Grant di Spielberg, un odio antisemita che sembrava estinto cammina davanti a noi, si muove, si nutre, si riproduce. Le teologie e il Concilio sembravano averlo ripudiato e fossilizzato con decenni di dialogo ebraico-cristiano. La lucidit\u00e0 morale, le costituzioni democratiche e il senso civico sembravano averlo sepolto sotto una montagna di \u201cmai pi\u00f9\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Invece \u2013 lo vediamo sotto i nostri occhi \u2013 gli antichi stereotipi dell\u2019antisemitismo cristiano (talora definito antigiudaismo con una distinzione implicitamente auto-assolutoria), si ripropongono in una variante secolarizzata, ma non troppo. L\u2019accusa del deicidio, la diaspora come sanzione, la leggenda dello spargimento rituale del sangue dei bambini che avevano reso l\u2019antisemitismo un mito popolare e popolano, creduto e credibile \u2013 sono risuscitati, rigenerati, in un nuovo impasto (vedremo come). Un sentimento che porter\u00e0 tragedia a chi della violenza che esso legittima sar\u00e0 vittima; e poi colpir\u00e0 i compilatori dei nuovi breviari dell\u2019odio, che si troveranno fra le mani un senso della libert\u00e0 fradicio e una professione della fede umiliata dall\u2019odio.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sapevamo?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A parte quelli che l\u2019antisemitismo non l\u2019avevano mai dismesso, per gli altri \u00e8 una scena che porta dentro una ulteriore domanda, altamente ustionante. Dovremmo esserne sorpresi o dovevamo aspettarcelo?<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, dovevamo saperlo. Anzi: lo sapevamo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sapevamo&nbsp; talmente bene che non potevamo dircelo. Non avevamo gli strumenti per dirci che gli innumerevoli \u201cmai pi\u00f9\u201d delle cerimonie sulla Shoah e lo sdegno collettivo per gli attentati alle sinagoghe, ai ristoranti kosher o agli asili ebraici d\u2019Europa, l\u2019allarme per l\u2019odio cialtrone degli stadi, erano tutti fondati sulla sabbia. Tutti. Quelli ipocriti e quelli pi\u00f9 sinceri. Sabbia piena di nobili propositi, ma sabbia. Sabbia impastata dalla prosa della commozione, ma sabbia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il ricordo dei superstiti, condannati a ricordare e a chiedere di ricordare, sembrava aver fissato la punteggiatura morale del discorso pubblico. I loro volti amati, le loro voci rotte, i loro volti \u201cresi duri\u201d (Is 50,7), le loro parole lente consentivano di non dire che quella punteggiatura morale, era scritta su righe spesso vuote, nelle quali speravamo che il tempo avrebbe scritto l\u2019analisi profonda, spietata, severa alla quale ci si sottraeva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Loro no. Loro lo sapevano. I pi\u00f9 implacabili con se stessi, come Primo Levi ne erano stati schiacciati. I pi\u00f9 pessimisti di loro \u2013 penso Liliana Segre \u2013 descrivevano amaramente un domani nel quale di ci\u00f2 che avevano portato e sopportato sarebbe diventato dieci righe di sussidiario, come un <em>casus<\/em> della malvagit\u00e0 umana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli altri confidavano in una superstizione civile derivata dalla grammatica latina: \u201c<em>spero, promitto<\/em> e <em>iuro<\/em> vogliono l&#8217;infinito futuro\u201d, insegnava il manuale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E allora, con volontarismo impaziente, gli altri si immergevano nei gesti e testi artistici, storici, cinematografici, liturgici della memoria. Erano, gli altri, fiduciosi che poche note (\u201csi-mi, si-mi, do-si-sol-si\u201d di John Williams per Schindler\u2019s List) bastassero per sostituire la sordit\u00e0 degli indifferenti con un acufene sentimentale. Sopportavano gli incantesimi \u00e0 la Benigni \u2013 quelle che chiedevano ai bambini morti appena scesi sulla rampa di Birkenau, di fingersi vivi per dire ai discendenti degli assassini che \u201cla vita \u00e8 bella\u201d, come se la prova di tutto questo nel crogiuolo della storia potesse svanire. Accompagnavano la stagionale transumanza di giovanetti verso i lager, con sindaci e insegnanti volonterosi, che stimolavano l&#8217;identificazione di s\u00e9 con la sofferenza; un&#8217;identificazione (faceva eccezione) che non era accompagnata dall\u2019assunzione di categorie esigenti, radicali. E cos\u00ec diventava una compassione generica per un dolore di cui scorge la profondit\u00e0 sulla quale richiude il coperchio, sigillandolo con un silicone di lacrime di un minuto, di un\u2019ora, di un giorno.\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>La logica della memoria come \u201cemozione\u201d lasciava cos\u00ec intatti i pregiudizi che pascolano nel tempio lurido delle coscienze, insensibili agli esorcismi generici. Perch\u00e9 l&#8217;esorcismo funziona se il Male viene chiamato per nome, se \u00e8 riconosciuto nel suo essere non-Assoluto, ma umanissimo, se viene sbeffeggiato esponendosi alla sua ritorsione. E per respingere il senso di un&#8217;azione fragile ripassavamo i \u201cper\u00f2\u201d, gli \u201calmeno\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 tutti sapevamo tutto: ma speravamo che quelle emozioni, il giro della memoria a somma zero fra Shoah-foibe-resistenza-terrorismo-15\/18 \u2013 che tutto quel castello potesse ritardare, spostare avanti, di un\u2019altra generazione, il redde rationem; o forse due generazioni? O tre? Poi \u2013 chiss\u00e0 \u2013 poteva accadere che la virt\u00f9 diventasse tale per abitudine a non far troppo male il male: no?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Shoah in miniatura<\/h2>\n\n\n\n<p>Invece no. Sono bastate poche ore di un 7 ottobre non proprio qualsiasi (7 ottobre come la fucilazione dei ribelli di Auschwitz, 7 ottobre come l\u2019inizio della guerra di Yom Kippur). Poche ore usate per qualcosa di infinitamente pi\u00f9 importante della celebrazione armata di una delle tante scene del conflitto arabo-israeliano. In quella striscia di terra palestinese che l\u2019assedio israeliano aveva trasformato nel brodo perfetto di coltura \u00e8 stata preparata una selezione di atti metodicamente valutati, scelti con la precisione, con cui il predicatore scrupoloso sceglie le sue citazioni.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie ai soldi dei nababbi venerati dai venditori di Rolex e di Ferrari. Grazie all\u2019inefficienza dell\u2019esercito pi\u00f9 potente del Medio Oriente. Grazie alla stupidit\u00e0 naturale con cui l\u2019intelligence pi\u00f9 costosa al mondo s\u2019\u00e8 fidata delle tecnologie pi\u00f9 evolute. Grazie all&#8217;illusione politicante di lasciare che gli spietati padroni della Striscia collaborassero a ridurre l\u2019autorit\u00e0 dell\u2019ANP a proporzioni vaticane. Grazie alla pazienza con cui la Fratellanza Musulmana \u2013 che vestiva i bambini con la mimetica, li decorava col nastrino dei martiri, li addestrava dai 5 anni in poi a prendere un ostaggio e tenerlo sotto tiro \u2013 aveva costruito una pedagogia del sangue che trasformava la speranza di veder riconosciuti o risarciti i torti subiti in sete di vendetta.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto visto, tutto fotografato, tutto detto. Tutto ignorato, tutto sottovalutato da un governo che si regge su figuri che la stampa definisce (sa Dio perch\u00e9) \u201cmessianici\u201d o \u201cultra-ortodossi\u201d. Politici che hanno poco a che fare con l\u2019ebraismo pensoso e santo dei Martin Buber, dei Franz Rosenzweig, degli Emmanuel L\u00e9vinas: perch\u00e9 il fondamentalismo biblico di cui menano vanto, \u00e8 oggettivamente debitore non dai padri della sapienza del giudaismo o del sionismo o dello Stato d\u2019Israele, ma deriva pari pari da una eresia evangelicale americana definita solitamente come Christian Zionism. Quella dottrina fissa il secondo avvento del Cristo e la rottura della fine del mondo ad un momento successivo alla ricostituzione del regno di Giuda, alla distruzione delle moschee, alla ricostruzione del III Tempio, alla ripresa del sacrificio e del vero olocausto, offerto alla divina presenza. Una pantomima blasfema di una eresia cristianeggiante il cui materialismo amorale avrebbe fatto inorridire i maestri di tutte le generazioni venute dopo Mosh\u00e9, e che invece ha trovato in alcuni partiti, figli del proporzionale puro, e in alcuni ambienti ottusi la sua nicchia elettorale e teologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Fino al giorno fissato: Shemini Atzeret (lo stesso shabbat dell\u2019assalto alla sinagoga di Roma nel 1982). E quel giorno i figli di un sistema educativo islamista \u2013 entro il quale avevano marciato alti un metro vestiti da soldati, quelli che avevano in casa la foto di pap\u00e0 col passamontagna nero che li teneva in braccio \u2013&nbsp; hanno attaccato il nemico di sempre, con uno scopo preciso, identico per ciascuna delle brigate messe in campo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scopo non era compiere un&#8217;azione di terrorismo, ancorch\u00e9 sanguinosissima. Lo scopo era produrre una \u201cShoah in miniatura\u201d. L\u2019obiettivo era servire in terra d\u2019Israele a ragazzi assai secolari e danzanti, agli abitanti di kibbutz \u201cpacifisti\u201d, ai soldatini e soldatine di leva che avevano dato qualche allarme ignorato dal nonnismo da caserma \u2013 servire a tutti loro tutto ci\u00f2 che era stato somministrato durante la seconda guerra mondiale ai loro nonni e bisnonni in Ucraina e in Polonia, in Francia e in Croazia, in Italia e in Germania.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Il 7 ottobre non era un atto di terrorismo compiuto da terroristi. Non era un atto di resistenza, non c\u2019entrava con lo Stato palestinese, non era un gesto \u201cspettacolare\u201d di tipo binladeniano.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Era l\u2019atto par excellence di una statualit\u00e0 sui generis di uno Stato che andava ad adempiere con i suoi soldati la sua finalit\u00e0 statutaria e statuale: uccidere, bruciare, violentare, straziare e \u2013 non ultimo \u2013 deportare. Deportare per uccidere, uccidere per deportare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era un messaggio che diceva, chiaro e tondo, a chi aveva usato molte volte il teorema della \u201cterra dei Padri\u201d lontani, che i loro padri pi\u00f9 prossimi erano venuti fin l\u00ec, in questo rettangolo di ex impero ottomano, per niente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 quando Hamas dice che \u201cla bandiera di Allah che deve sventolare su ogni centimetro di Palestina\u201d, secondo il wording della Fratellanza Musulmana, evoca per i propri sudditi e schiavi un destino di morte. Ma quando Hamas pianifica e realizza i piani del 7 ottobre non fa una \u201cguerra\u201d, come tante, ma \u201cquella\u201d guerra che \u00e8 stata lo sterminio.<\/p>\n\n\n\n\n<div class=\"double-picture my-12 lg:my-20\" \n    data-images-sizes=\"half\"\n    data-same-height=\"true\"\n    data-reference-image=\"left\"\n>    <!-- Images -->\n    <div class=\"lg:flex\">\n        <div class=\"relative lg:pr-2 mb-7 lg:mb-0 lg:w-1\/2\">\n                            <a \n                    href=\"#\"\n                    data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/10\/SIPA_01123637_000003-scaled.jpg\" \n                    class=\"gallery-item no-underline  \" \n                    data-pswp-width=\"2560\" \n                    data-pswp-height=\"1707\"\n                >\n                    <figure class=\"wp-block-image h-full -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                        <picture class=\"block h-full\">\n                            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/10\/SIPA_01123637_000003-scaled.jpg\" alt=\"\" >\n                        <\/picture>\n                                            <\/figure>\n                <\/a>\n                    \n        <\/div>\n        <div class=\"relative lg:pl-2 lg:w-1\/2\">\n                            <a\n                    href=\"#\"\n                    data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/10\/SIPA_01132823_000006-scaled.jpg\" \n                    class=\"gallery-item no-underline  lg:!absolute lg:h-full lg:right-0 lg:left-2 overflow-hidden\" \n                    data-pswp-width=\"2560\" \n                    data-pswp-height=\"1706\"\n                >\n                    <figure class=\"wp-block-image h-full -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                        <picture class=\"block h-full\">\n                            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/10\/SIPA_01132823_000006-scaled.jpg\" alt=\"\" class=\"lg:!h-full object-cover\">\n                        <\/picture>\n                                            <\/figure>\n                <\/a>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n    <!-- Captions -->\n    <div class=\"hidden lg:flex\">\n        <div class=\"relative lg:pr-2 mb-7 lg:mb-0 lg:w-1\/2\">\n                            <figure class=\"wp-block-image -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                                    <\/figure>\n                    \n        <\/div>\n        <div class=\"relative lg:pl-2 lg:w-1\/2\">\n                            <figure class=\"wp-block-image -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">   \n                                    <\/figure>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Non potendo fare un \u201cgenocidio\u201d di proporzioni nazifasciste, si \u00e8 dovuto limitare alla sua miniaturizzazione. Ma come nei plastici dei trenini elettrici, ha ricostruito tutto in modo millimetrico. Il rastrellamento casa per casa, le porte sfondate, le uccisioni gratuite davanti agli altri, la deportazione fatta per \u201cselezione\u201d, la prigionia e, comunque, la morte di un numero quanto pi\u00f9 alto possibile di \u201cpezzi\u201d, si sarebbe detto nel gergo di Heinrich Himmler.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto, il 7 ottobre, \u00e8 stato predisposto e dispiegato per dire che Israele non aveva un vicino agguerrito (ne ha avuti) o un nemico forte (ne ha avuti): ma che aveva accanto un aguzzino dal quale non poteva fuggire. Un antagonista acuto: che aveva capito che il filo spinato e il muro avevano una valenza ambivalente: chi l\u2019aveva posto per imprigionare, ne era imprigionato e non poteva scappare da quella porzione di terra che anzich\u00e9 Heretz Israel era stata eletta da Hamas a Ghetto, sul quale nella soleggiata alba del 7 ottobre sono partite da Gaza le ondate dei fucilatori, poi dei deportatori, degli stupratori, dei saccheggiatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Hamas sperava esattamente ci\u00f2 che ha ottenuto e ha ottenuto esattamente ci\u00f2 che sperava: morti, ostaggi, reazioni, effetti. Ma soprattutto la merce pi\u00f9 preziosa. La convinzione che quell\u2019atto cos\u00ec evocativo avrebbe dato a Netanyahu qualcosa che avrebbe accettato. Lui che non era n\u00e9 Levi Eshkol n\u00e9 Mosh\u00e9 Dayan, n\u00e9 Golda Meir n\u00e9 Itzhak Rabin avrebbe trovato \u2013 se evitava la crisi di governo e il governo di unit\u00e0 nazionale che il capo dello Stato avrebbe potuto pretendere \u2013 funzione politica, legittimazione militare, pretesti, consenso, mandato. E avrebbe guidato la prima guerra di Israele priva di obiettivi strategici chiari e che quando li ha avuti \u00e8 finita.<\/p>\n\n\n\n<p>Una guerra destinata a dare ad Hamas l\u2019altra cosa di cui aveva bisogno urgentissimo: \u201cmartiri\u201d, lo aveva detto Sinwar. Martiri: meglio se a migliaia. Martiri combattenti: ma ancor meglio se innocenti. Martiri singoli: ma ancor meglio se famiglie. Martiri adulti: ma ancor meglio se bambini. Martiri da buttare attraverso il proprio Ministero della Salute nel sistema informativo, con un bollettino che non avrebbe avuto troppo bisogno di essere falsificato n\u00e9 arricchito con la descrizione delle regole di ingaggio israeliane che affidano all\u2019AI il riconoscimento facciale (chiamarlo The Gospel \u00e8 stata una gratuita bestemmia) e all\u2019AI la scelta del sistema d\u2019arma proporzionato al \u201cvalore\u201d del bersaglio in termini di vittime innocenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa modalit\u00e0 d\u2019azione di Israele sulle citt\u00e0 della Striscia, di martiri ne ha forniti ad abundantiam. In un ambito dove Israele avrebbe potuto mettere in opera un sistema di rappresaglia tremendo come quello letteralmente scoppiato fra le mani dei comandanti di Hezbollah in Libano, \u00e8 stata ordinata una serie di operazioni in un contesto urbano dove nessun generale vorrebbe entrare, scommettendo che al mondo ci fosse un uomo capace di entrare in un bellum perpetuum senza un piano \u2013 ed abitasse a Cesarea.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto quello che i capi e le diverse brigate di Hamas desideravano, dunque, \u00e8 accaduto. Il 7 ottobre e dopo il 7 ottobre.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il rimbalzo<\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 accaduto tutto ci\u00f2 che voleva Hamas anche nel rimbalzo informativo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Che il 7 ottobre fosse \u201cun legittimo atto di resistenza\u201d lo hanno detto in pochissimi, anche se erano gi\u00e0 troppi; che era il modo in cui \u201ci palestinesi hanno affermato la loro esistenza\u201d, pochi, pure troppi. Che fosse \u201cl\u2019atto giustificato di lotta di un popolo oppresso\u201d troppi. Dall\u2019altra parte il grosso dell&#8217;opinione pubblica e del mondo diplomatico non si aspettavano da Israele una reazione \u201cmoderata\u201d: nemmeno Joe Biden che aveva raccomandato di non fare l\u2019errore americano dopo l\u201911 settembre.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Ma intanto quella reazione vedeva il contatore delle vittime gazawi, combattenti e civili, donne e bambini, salire vorticosamente anche perch\u00e9 Hamas ha usato non \u201cscudi umani\u201d, ma ha praticato \u201csacrifici umani\u201d offerti ai bombardamenti: e questo ha eroso l\u2019idea che Israele stesse reagendo, ma che stesse \u201ccompiendo\u201d qualcosa. L&#8217;ammissione che le stragi di civili fossero atrocemente e inaccettabilmente simili a quelle perpetrate da tanti eserciti in tanti quadranti di guerra ha ceduto il passo al fatto che Israele stava facendo qualcosa di nuovo; e che questo dipendeva dal fatto che era il beneficiario-tipo del \u201cdouble standard\u201d con cui certi paesi si permettono ci\u00f2 che impediscono ad altri.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo il totale delle millecinquecento vittime del 7 ottobre \u00e8 stato pareggiato con una quantit\u00e0 di uccisi (miliziani e innocenti) che si \u00e8 ingigantita: il doppio, il quintuplo, il decuplo, cinquanta volte tanto e ancora. La strategia di Hamas di mettere i comandi negli ospedali ha \u201cfunzionato\u201d; la tattica di mimetizzare i capi fra i civili e i bambini ha funzionato. Cos\u00ec il lessico \u00e8 scivolato: l\u2019esercito israeliano che colpiva, \u00e8 diventato Israele bombarda; i crimini di guerra di cui erano accusati i vertici del governo israeliano e hamasiano \u00e8 diventato lo sterminio dei\u00a0 sionisti; le violazioni delle leggi di guerra dei comandi israeliani, la colpa degli ebrei. La guerra \u00e8 diventata strage; anzi carneficina, anzi \u201cgenocidio\u201d (ci torner\u00f2).<\/p>\n\n\n\n<p>Era questo lo scopo di Hamas? Chi la notte fra il 6 e il 7 ottobre 2023 chi vegliava in attesa di veder correre sangue israeliano e palestinese in un &#8220;diluvio&#8221;, aveva pianificato quella inversione dei ruoli che avrebbe cambiato l\u2019opinione pubblica mondiale e risuscitato un odio antico e nuovo?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chi, come disse il card. Zuppi, aveva \u201cpreso in ostaggio 253 israeliani e 2 milioni di Gazawi\u201d ha scommesso che il lancio di 5mila missili e l&#8217;assalto in tre ondate a Kfar Aza, Nir Yitzhak, di Nir Oz, Re&#8217;im nel rave Supernova, sarebbe stato sospettato di essere non un fatto militare, ma un alibi, un complotto, un pretesto in fondo gradito? Hamas avr\u00e0 calcolato che per ogni miliziano ucciso in quel campo di battaglia strapieno di gente sarebbero sorte nuove \u201cvocazioni\u201d? Avr\u00e0 pensato che nessuno avrebbe fatto un severo esame di coscienza politico, morale, teologico su cosa aveva fatto o detto quando Hamas aveva\u00a0 preso il potere con un golpe, liquidato i membri dell&#8217;ANP, imposto un&#8217;economia di guerra finanziata a peso d&#8217;oro e trasformato chilometri di tunnel in una invulnerabile santabarbara? Aveva contato che l\u2019analfabetismo religioso saltasse a piedi pari il problema di cosa tiene insieme una rete inter-denominazionale sciita-sunnita, di cui la Fratellanza Musulmana \u00e8 il collante, temuta pi\u00f9 dagli Emirati e dai governi arabi che da quelli della &#8220;entit\u00e0 sionista&#8221;? Ha forse progettato che anche per la immaginaria \u201cFree Palestine from the river to the sea&#8221; \u2013 cio\u00e8 cancellando lo stato di Israele in un modo che oggi sembra impossibile, ma domani chiss\u00e0? \u2013\u00a0 si potrebbe realizzare un \u201cmodello siriano\u201d che vede un capo miliziano come Ahmad Al\u2019Shara passare dalle fila dell\u2019Isis al ruolo di statista?<\/p>\n\n\n\n<p>Forse s\u00ec. Ma c\u2019era una domanda ben pi\u00f9 amara da farsi?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I capi del marketing di Hamas, a Gaza e fuori, hanno capito prima di noi, che ancora non ce ne capacitiamo, che ogni grammo di solidariet\u00e0 europea ed occidentale verso una popolazione usata dalle grandi potenze arabe per decenni, ingannata dalla sua leadership a pi\u00f9 riprese, usata dalla strategia iraniana del nemico esterno, straziata dalla dittatura di Hamas, oppressa dalla politica israeliana, ingiuriata dai coloni fondamentalisti&nbsp;ebraici \u2013 ogni grammo di solidariet\u00e0 si sarebbe trasformato in un quintale di quel nuovo antisemitismo, che stiamo vedendo nascere, che torna per rimanere e che ci fa sentire la stessa impotenza dei clan gazawi che hanno osato domandare la resa di Hamas e sono stati passati per le armi?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quel che non torna&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 questo quel che non torna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incancrenirsi della guerra, la quantit\u00e0 di vittime di un conflitto che ha posto in secondo piano la vita degli ostaggi israeliani e gazawi (per i quali si \u00e8 battuto un movimento notevole in Israele al quale non \u00e8 andata tutta la solidariet\u00e0 \u2013 destrorsa, centrista e gauchiste \u2013 che ci si sarebbe potuti attendere), non ha comportato la crescita di un fronte pacifista.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019orrore incancellabile del conflitto non ha alimentato la denuncia della guerra come superstizione che promette di risolvere problemi che aggrava, della guerra come crimine, della guerra come atto di idolatria dei \u201csangui\u201d (come dice la versione latina del Salmo 50, che fa supplicare al plurale: <em>de sanguinibus libera me Domine<\/em>).\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Se si volesse dirlo in modo visivo la guerra non ha visto salire le bandiere della pace, ma semmai ammainarle per sventolare quelle della Palestina (che sarebbe la Palestina dell\u2019ANP, si presume), in nome di un sostegno alla Palestina combattente che \u00e8 quella di Hamas.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Questo non torna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come non torna l\u2019assunzione implicita che l\u2019ebreo buono deve essere vittima \u2013 e se invece si sottrae a questo ruolo, \u00e8 un ebreo che fa agli altri ci\u00f2 che ha subito. Cio\u00e8 un \u201cgenocidio\u201d: categoria storicamente complessa, che dentro il diritto internazionale \u00e8 ritenuta da alcuni troppo aspecifica per poter essere efficace e da altri troppo perimetrata per poter portare a sanzione crimini che sono sfuggiti a tutti i sistemi di prevenzione costruiti dalla politica e dalla diplomazia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGenocidio\u201d che \u00e8 entrato nel discorso pubblico ed \u00e8 diventato un dogma: e chi esita ad usarlo, chi dice massacro, carneficina, o qualsiasi altra cosa deve accettare di essere insolentito come codardo, complice, sionista.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il termine ha conquistato il proscenio lentamente. Prima di diventare una stella gialla da cucire al bavero di chi non la vuole usare, come notitia criminis, come peccato imperdonabile (o perdonabile solo da chi ne \u00e8 il gestore cultuale e culturale), ha avuto una sua storia.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incriminazione di Benjamin Netanyahu e del ministro Yoav Gallant insieme a Yahya Sinwar, Mohammed Deif e Ismail Haniyeh, tutti uccisi da Israele, davanti alla Corte Penale Internazionale con relativi mandati di cattura \u00e8 del maggio 2024. \u00c8 seguita una lunga discussione diplomatica sugli obblighi violati da Israele in quanto potenza occupante di Gaza in sede ONU e poi davanti alla Corte internazionale di giustizia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ben prima, a gennaio 2024,&nbsp; era stata formulata l\u2019ipotesi di azioni \u201cplausibilmente genocidarie\u201d davanti alla CIG da parte del Sud Africa: un rapporto steso fra il 26 febbraio e il 5 aprile 2024 dello special rapporteur Francesca Albanese (\u201cAnatomy of a Genocide \u2013 Report of the Special Rapporteur on the situation of human rights in the Palestinian territory occupied since 1967 to Human Rights Council\u201d) consacrava il termine in sede Onusiana non solo per Gaza, ma in senso estensivo, facendo della guerra iniziata nel 2023 l\u2019ultimo capitolo di una politica ab origo (origo del 1948) segregazionista, coloniale, disumanizzante \u2013 in ultima analisi genocidaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 5 dicembre 2024 un rapporto di Amnesty International (\u201cYou Feel Like You Are Subhuman\u2019: Israel\u2019s Genocide Against Palestinians in Gaza\u201d) rendeva note le proprie conclusioni sul \u201cgenocidio\u201d in corso\u00a0 a Gaza. E da l\u00ec nel corso del 2025 il termine \u00e8 diventato non solo invalso nella protesta pubblica contro Israele, ma \u00e8 diventato lo spartiacque fra chi, usandolo, si schiera dalla parte del diritto internazionale e chi rifiutandolo viene accusato di esserne \u201ccomplice\u201d.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Sola, provvisoria, eccezione il papato: che sia con Francesco che con Leone ha lasciato perlomeno aperta la questione della natura effettivamente \u201cgenocidaria\u201d dell&#8217;interminabile sequenza di morti, mutilazioni, ferimenti e patimenti patiti dai civili di Gaza, Rafah, Khan Younis in un tempo ormai lungo la met\u00e0 dell&#8217;ultima guerra mondiale. Ma a parte loro due a nessuno \u00e8 concesso definire altrimenti l\u2019inutile strage causata da due eserciti in guerra fra le case, le tende, gli sfollati, con una parola che non sia quella.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La coazione&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p>\u201cGenocidio\u201d, dunque, \u00e8 diventata la chiave di volta di una costruzione ideologica nella quale si riconoscono ambienti qualificati, giornali, in alcuni paesi folle terribilmente vaste; attecchisce in zone della politica distanti: \u00e8 il motore delle logiche di boicottaggio commerciale e perfino sportivo, artistico o scientifico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si potrebbe considerare l\u2019accusa di \u201cgenocidio\u201d un puro fenomeno della psicologia di massa? Non si potrebbe attendere che passi l\u2019affezione ad una parola che viene usata con sospetta parsimonia in altri quadranti bellici, ma che potrebbe forse evaporare, come acqua in una pentola? A mio parere no, assolutamente no.<\/p>\n\n\n\n<p>Dentro di essa suona infatti una specie di teorema di psicologia sociale\u00a0 che suona cos\u00ec: gli israeliani, eredi delle vittime della Shoah, stanno facendo ai Palestinesi ci\u00f2 che hanno subito. Quello che le truppe di Tsahal fanno a Gaza \u00e8 solo l\u2019acme di una \u201cdisumanizzazione\u201d dei palestinesi che costituisce l\u2019essenza stessa della politica israeliana e che a ritroso trova la sua riprova nelle annessioni recenti, \u00e8 lo sbocco dell&#8217;occupazione delle terre del 1967, \u00e8 il risultato della proclamazione dello Stato d\u2019Israele, \u00e8 il frutto del sionismo come tale.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>La implausibilit\u00e0 di un tale assunto ideologico non \u00e8 il vero punto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto \u00e8 che per la propriet\u00e0 palindroma dell\u2019assurdo rendere dogmatica la definizione di \u201cgenocidio\u201d (perpetrato da Israele) anzich\u00e9 condannare l\u2019ecatombe di cui gli eserciti in guerra non tengono il conto, ha un retrogusto.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Se Israele non ha la responsabilit\u00e0 di aver accettato la condotta di guerra criminale di Hamas e di essersi illusa che la montagna di vittime civili potesse essere attribuita alla volont\u00e0 del nemico, ma \u00e8 colpevole di \u201cgenocidio\u201d \u2013 tutto ci\u00f2 che accadr\u00e0 agli ebrei, dovunque, \u00e8 legittimo; lo si potr\u00e0 far rientrare nella categoria del \u201cpazzo\u201d (come a Manchester per Yom Kippur) o dei combattenti (come il terrorista che nell\u201982 ammazz\u00f2 i clienti di un ristorante e il piccolo Stefano Gaj Tach\u00e9 a Roma che l\u2019ANP ha consegnato alla Francia in cambio del riconoscimento dello Stato di Palestina). Se Israele \u00e8 colpevole di \u201cgenocidio\u201d tutto ci\u00f2 che accade va atteso con fatalismo, tenendo pronto il messaggio di cordoglio. E non solo.<\/p>\n\n\n\n<p>Se infatti Israele replica tutto ci\u00f2 che l\u2019ebraismo ha subito nella Shoah, allora proprio la Shoah&nbsp; riceve, retrospettivamente, una attenuazione: il conto torna magicamente in pareggio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec: noi, perpetratori della Shoah, siamo stati spregevoli fascisti, nazisti, razzisti e criminali. Ma dato che i discendenti delle nostre vittime stanno facendo lo stesso vuol dire che il \u201cnostro\u201d delitto \u2013 preparato da secoli di odio e di odio cristiano diventato catechesi e magistero fino al Vaticano II \u2013 \u00e8 stato solo una fattispecie della malvagit\u00e0 umana, che sempre c\u2019\u00e8 e sempre ci sar\u00e0. E dunque (andando incontro alla tesi diasporica per la quale gli ebrei devono smetterla di pensarsi come vittime-vittime-vittime) anche noi possiamo smettere di considerare carnefici-carnefici-carnefici gli uomini del nostro passato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se quello di Gaza non \u00e8 un orrore che angoscia ogni anima viva, ma un \u201cgenocidio\u201d, allora il male di un tempo diventa un male che ne ha generato un altro al quale non si somma, ma dal quale si sottrae.&nbsp; Totale morale: zero.<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u201cgenocidio\u201d fallito dei fascisti e dei nazisti diventa premessa minore del \u201cvero\u201d crimine che \u00e8 quello di cui non i sei milioni di europei, ma i palestinesi di ogni dove, oggi rappresentati dalle decine di migliaia di civili gazawi morti nella guerra ad Hamas sono le vere vittime e di cui i veri colpevoli sono Netanyahu, oppure il suo governo, oppure lo Stato di Israele, oppure gli israeliani, oppure ebrei \u2013 in un crescendo indiscriminato e indiscriminabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre insistere sul fatto che l\u2019assedio di Gaza \u2013 assedio di cui sono parte le bombe e i viveri, le tende e le medicine \u2013 \u00e8 stato un genocidio, anzi \u201cil\u201d genocidio trasforma il sogno della Fratellanza Musulmana di guidare un regime teocratico islamista in una opzione politica meno irrealistica. Giustifica la speranza di poter cancellare quell\u2019errore della storia che \u00e8 stata la creazione dello Stato di Israele. Motiva una nuova generazione di bambini sopravvissuti alle bombe a votarsi alla distruzione di una societ\u00e0 dipinta come compattamente feroce, religiosamente vendicativa, dove tutto ci\u00f2 che non \u00e8 prevaricazione (dall\u2019orchestra di Daniel Barenboim al sincrotrone Sesame) \u00e8 inganno, propaganda, alibi.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine il termine \u201cgenocidio\u201d cancella ogni dubbio metodologico. Se le intollerabili sofferenze patite dai civili gazawi sono (speriamo di poter dire almeno sono state) un \u201cgenocidio\u201d non si pu\u00f2 interrogare sulla strategia informativa di Hamas, che controlla ogni notizia nella striscia e sulla striscia. Non si pu\u00f2 comparare la reazione \u201csproporzionata\u201d dell&#8217;aviazione israeliana a quella alleata sull&#8217;Italia&nbsp; fascista, sulla Germania nazista e sul Giappone imperiale \u2013 eventi dopo i quali abbiamo costruito un sistema di leggi internazionali per la protezione delle popolazioni in guerra, che non ha mai avuto un effetto dirimente, ma che per uno Stato civile dovrebbe essere vincolante.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La ricostruzione del sistema&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p>Il \u201cgenocidio\u201d cos\u00ec \u00e8 il seme di quell\u2019antisemitismo che si sta cristallizzando, sotto una mobilitazione piena di intenti etici, di sdegno umanitario, di quella pietas che non pu\u00f2 non esserci davanti a migliaia e migliaia di bambini morti, mutilati, resi orfani da una guerra che a Gaza, all\u2019una del 7 ottobre, era stata salutata con colpi in aria e clacson orchestrati dall\u2019Hamas attorno ai propri ragazzi tornati, carichi del sangue altrui.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 quando i buoni sentimenti, le buone ragioni, le buone intenzioni saranno evaporati, quando laggi\u00f9 la guerra ceder\u00e0 definitivamente il posto ad una tregua, quando in Medio Oriente ci saranno leadership politiche che usciranno dall\u2019idea di spargere sale sulle macerie dell\u2019altro, qui rester\u00e0 qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Come una salina che si prosciuga al di qua del mare nostrum prender\u00e0 dimora un altro antisemitismo. Nuovo di zecca? o forse quello vecchio ringiovanito dal breve e intermittente riposo che si era concesso? Sia come sia, sar\u00e0 come l\u2019altro: un odio costruito teologicamente.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel sistema dell\u2019old antisemitism un ruolo centrale l\u2019aveva l\u2019accusa di \u201cdeicidio\u201d. Esso fissava non tanto la responsabilit\u00e0 per l\u2019uccisione di Ges\u00f9 \u2013 condannato ad un supplizio tutto romano, con una sentenza del prefetto romano \u2013 ma la convinzione che ci fosse una colpa collettiva degli ebrei di tutti i tempi ed una sanzione (la diaspora) calata collettivamente sul popolo d\u2019Israele ripudiato per l\u2019eternit\u00e0 dall\u2019Eterno, cacciato in ogni dove cos\u00ec che ciascuna porzione della cristianit\u00e0 avesse i \u201cpropri\u201d ebrei a disposizione per dimostrare a se stessi che il crimine per il quale erano stati condannati non era andato in prescrizione.\u00a0<\/p>\n\n\n\n\n<div class=\"double-picture my-12 lg:my-20\" \n    data-images-sizes=\"half\"\n    data-same-height=\"true\"\n    data-reference-image=\"left\"\n>    <!-- Images -->\n    <div class=\"lg:flex\">\n        <div class=\"relative lg:pr-2 mb-7 lg:mb-0 lg:w-1\/2\">\n                            <a \n                    href=\"#\"\n                    data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/10\/SIPA_sipausa31652646_000029-scaled.jpg\" \n                    class=\"gallery-item no-underline  \" \n                    data-pswp-width=\"2560\" \n                    data-pswp-height=\"1703\"\n                >\n                    <figure class=\"wp-block-image h-full -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                        <picture class=\"block h-full\">\n                            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/10\/SIPA_sipausa31652646_000029-scaled.jpg\" alt=\"\" >\n                        <\/picture>\n                                            <\/figure>\n                <\/a>\n                    \n        <\/div>\n        <div class=\"relative lg:pl-2 lg:w-1\/2\">\n                            <a\n                    href=\"#\"\n                    data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/10\/SIPA_sipausa31652646_000034-scaled.jpg\" \n                    class=\"gallery-item no-underline  lg:!absolute lg:h-full lg:right-0 lg:left-2 overflow-hidden\" \n                    data-pswp-width=\"2560\" \n                    data-pswp-height=\"1703\"\n                >\n                    <figure class=\"wp-block-image h-full -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                        <picture class=\"block h-full\">\n                            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/10\/SIPA_sipausa31652646_000034-scaled.jpg\" alt=\"\" class=\"lg:!h-full object-cover\">\n                        <\/picture>\n                                            <\/figure>\n                <\/a>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n    <!-- Captions -->\n    <div class=\"hidden lg:flex\">\n        <div class=\"relative lg:pr-2 mb-7 lg:mb-0 lg:w-1\/2\">\n                            <figure class=\"wp-block-image -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                                    <\/figure>\n                    \n        <\/div>\n        <div class=\"relative lg:pl-2 lg:w-1\/2\">\n                            <figure class=\"wp-block-image -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">   \n                                    <\/figure>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Il \u201cgenocidio\u201d, oggi, ha la stessa funzione \u2013 e i tre volumi di \u201cworld history\u201d del genocidio editi nella serie dei grandi manuali enciclopedici di Cambridge sono l\u00ec a dircelo. Mentre in ogni vicenda storica antica o recente, ci sono responsabilit\u00e0 individuali, solo per Israele e solo per gli ebrei esistono una colpa collettiva, come l\u2019altra incancellabile. E come l\u2019altra capace di far scattare un corto circuito cos\u00ec veloce da passare inosservato: per cui le sole colpe collettive sono degli israeliani, renitenti al loro ruolo, e in fondo di tutti gli ebrei.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tranne i \u201cconvertiti\u201d, appunto. Il secondo pilastro dell\u2019antisemitismo di conio cristiano era infatti la \u201cconversione\u201d. Infatti la riprova morale dell&#8217;innocenza dell\u2019antisemitismo cristiano era che \u201cbastava\u201d il battesimo, perfino invitis parentibus, per sfuggire alla discriminazione di cristianit\u00e0, non sempre a quella del razzismo nazista. Oggi al posto del battesimo c\u2019\u00e8 il ripudio non della fede dei padri, ma della storia dei fratelli: al posto della resa alla verit\u00e0 oggi \u00e8 chiesta la conversione dall&#8217;\u201coccupazione\u201d: cio\u00e8 la conquista di territori non previsti dalla partizione che creava i due Stati e che Israele ha annesso\u00a0 nel corso delle guerre che ha combattuto nella sua storia di Stato laico (inizialmente socialista) e poi di Stato nel quale la componente religiosa ha avuto un ruolo che neanche un miscredente, ma Buber in persona avrebbe condannato con la forza della saggezza dei grandi Maestri. Come nel regime di cristianit\u00e0 solo l\u2019ebreo convertito per tempo sfugge alla condanna, anche in questo nuovo regime solo l\u2019ebreo che ripudia e sfugge all&#8217;occupazione \u2013 a parole se diasporico, andandosene da Israele per lasciare che i palestinesi governino la \u201cTerra Santa\u201d Hamas \u2013 dimostra di essere meritevole di un destino nel quale, come vuole Agostino, sar\u00e0 qualcun altro a custodirlo intatto per l\u2019ultimo Giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo pilastro dell\u2019antisemitismo era il supersessionismo: la dottrina per la quale l\u2019alleanza di Israele non era stata estesa nella nuova alleanza, ma sostituita. Il nuovo popolo di Dio redento dal sangue di Ges\u00f9, prendeva il posto di quello vecchio, ipocrita, incredulo, formalista, cultore della vendetta e non dell\u2019amore e perci\u00f2 assetato di sangue. L\u2019accusa agli ebrei di rapire i bambini il venerd\u00ec santo per dissanguarli e impastare le azzime aveva una capacit\u00e0 suggestiva enorme. Poco serviva che anche una superficiale conoscenza della Halakah dicesse che si trattava di una leggenda improponibile; essa entrava nel culto dei santi e nella sensibilit\u00e0 popolare. Poco serviva che un dotto come don Iginio Rogger fosse riuscito a far cessare il culto di san Simonino. Oggi l\u2019accusa del sangue \u00e8 diversa solo nella meccanica: non ci sono rabbini che dissezionano le arterie del martire bambino, ma persone, universit\u00e0, aziende, complici del genocidio e dunque meritevoli di boicottaggio necessario, giustificato, non negoziabile, che andrebbe confessato con la stessa docilit\u00e0 con cui confessarono gli ebrei sottoposti a tortura davanti ai tribunali ecclesiastici.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019esito&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 modo di evitare che questo residuato antisemita si insedi fra noi da qui in poi? Ci sono buone ragioni per dubitarne. L\u2019altra volta (per quel che vale, ma vale) il suo formarsi non ha avuto ostacoli. S\u2019\u00e8 trasmesso fra generazioni, culture, confessioni, fino a che nei centocinquant\u2019anni che vanno dalle emancipazioni alla Shoah \u00e8 stata possibile una presa di coscienza. Di cui poi abbiamo percepito la fragilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa volta, per di pi\u00f9, c\u2019\u00e8 di mezzo la politica di Netanyahu, che aggiunge acqua salata alla pentola che ribolle di sdegno e sul cui fondo quel salgemma antisemita residuer\u00e0 con spessori ancora pi\u00f9 alti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chi ha scelto come mestiere quello dello studio della storia \u00e8 vissuto fin qui con una convinzione: produrre sapere storico ha una efficacia paradossale, ma reale; quanto pi\u00f9 \u00e8 immune da finalizzazioni sempliciste ed ideologiche, tanto pi\u00f9 ottiene dei risultati etici e sociali. Per questo lo studio dell\u2019antisemitismo era cos\u00ec urgente negli anni Cinquanta. Per questo capirne i meccanismi antichi e recenti, dai battesimi forzati tanto ben studiati da Marina Caffiero ai dilemmatici silenzi di Pio XII, dall\u2019odio per il Talmud alla svolta del Vaticano II, era cos\u00ec necessario.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019angoscia dello storico di oggi \u00e8 che la rapidit\u00e0 con cui l\u2019antisemitismo si va ricomponendo in una teologia politica piena di tremenda energia dica non tanto che il suo lavoro \u00e8 stato vano, ma che non c\u2019\u00e8 nulla da fare di utile, se non consegnarsi alla irricevibile logica sottesa al discorso pubblico della destra israeliana (\u201cdato che nessuno condivide i nostri metodi qualunque ne sia la graduazione, vale fare un macello perch\u00e9 coster\u00e0 uguale\u201d).<\/p>\n\n\n\n<p>Ma forse la perseveranza in questo mestiere, la testarda convinzione che il rigore critico possa bilanciare \u2013 se non oggi, domani \u2013 il furore ideologico \u00e8 l\u2019unico antidoto all\u2019angosciante senso di impotenza che prende.<\/p>\n\n\n\n<p>E proprio il mestiere di storico insegna che una forza di resistenza a questo antisemitismo rebound, ci sarebbe: e sta proprio nelle chiese cristiane, incubatrici e custodi dell\u2019altro antisemitismo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non tutte: il mondo evangelicale che ha inventato il Christian Zionism \u00e8 al contrario un sostenitore della peggiore politica israeliana: sar\u00e0 favorevole all\u2019annessione della Samaria; sarebbe felice se incidente o un missile qualsiasi (Houthi sarebbe perfetto) distruggesse le moschee, scatenando un bagno di sangue; sosterranno tutte le politiche che identificano materialisticamente la promessa della terra con la terra promessa.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle chiese stabilite, e nel cattolicesimo romano in modo particolare, invece, ci potrebbe essere la coscienza e la credibilit\u00e0 necessaria per una resistenza. La chiesa del papa che telefonava a Gaza, del patriarca che s\u2019era offerto ad Hamas in cambio degli ostaggi, potrebbe vigilare. Non per ispirazione divina, ma per la consapevolezza storica che l&#8217;antisemitismo si accende in un secondo e si spegne in un millennio, perch\u00e9 sa trovare ragioni teologiche con cui alimentarsi, in un roveto empio e incombusto che contamina la terra su cui brucia.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 nel lavoro critico la lucidit\u00e0 necessaria? C\u2019\u00e8 nelle chiese questa forza teologica?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come diceva il peggior ambasciatore francese di tutti i tempi \u00abl\u2019avenir nous renseignerait\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non abbiamo ancora misurato tutte le conseguenze del pi\u00f9 grande successo strategico di Hamas: dal 7 ottobre, un nuovo antisemitismo ha messo radici in Occidente.<\/p>\n<p>Alberto Melloni firma un testo importante: la meditazione lucida e angosciata di uno dei pi\u00f9 grandi storici del cristianesimo.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":39302,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-editorials.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[1571],"tags":[],"staff":[2307],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[2086],"class_list":["post-39485","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica","staff-alberto-melloni","geo-europa"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il nuovo antisemitismo - Il Grand Continent<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/10\/26\/il-nuovo-antisemitismo\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il nuovo antisemitismo - Il Grand Continent\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Non abbiamo ancora misurato tutte le conseguenze del pi\u00f9 grande successo strategico di Hamas: dal 7 ottobre, un nuovo antisemitismo ha messo radici in Occidente.  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