{"id":3869,"date":"2022-05-25T10:01:40","date_gmt":"2022-05-25T09:01:40","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=3869"},"modified":"2022-05-25T10:01:42","modified_gmt":"2022-05-25T09:01:42","slug":"lepoca-della-nuova-corsa-spaziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/05\/25\/lepoca-della-nuova-corsa-spaziale\/","title":{"rendered":"\u00a0L\u2019epoca della nuova corsa spaziale"},"content":{"rendered":"\n
C\u2019\u00e8 un\u2019azienda che ha caratterizzato pi\u00f9 di ogni altra il dibattito globale del 2022, anche se quasi nessuno la conosce. \u00c8 lei, infatti, a veicolare la maggior parte delle immagini dallo spazio della guerra in Ucraina. Alle foto satellitari che mostrano gli armamenti, gli edifici, le persone e i cadaveri, sui siti web e sui giornali, si accompagna un nome: Maxar Technologies. <\/p>\n\n\n\n
Maxar \u00e8 erede di diverse storie di innovazione della seconda met\u00e0 del Novecento. Tra di esse, Philco (acquisita da Ford negli anni \u201960) e WorldView Imagining Corporation, fondata da Walter S. Scott nel 1992 per entrare in un mercato in espansione, nato con le autorizzazioni date dal governo degli Stati Uniti alla fine della guerra fredda, il mercato dei dati delle immagini satellitari. Oggi Maxar Technologies \u00e8 quotata a New York, con una capitalizzazione di circa 2,75 miliardi. Ha contratti importanti, sia sul piano governativo che su quello commerciale. Chi svolge un compito politico cos\u00ec delicato, sta anche sul mercato e risponde alle pressioni degli investitori.<\/p>\n\n\n\n\n\n L\u2019affollamento delle immagini di Maxar in tutti i mezzi di informazione al mondo indica una transizione importante della nostra epoca, di questo interregno che coinvolge anche lo spazio. L\u2019osservazione della terra \u00e8, dall\u2019inizio dell\u2019era spaziale, una parte cruciale dell\u2019intelligence. Non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 importante di vedere senza essere visti, e di capire quello che si vede, per acquistare vantaggi sugli avversari. Oltre che sugli alleati. Per questo le principali potenze spaziali, a partire dagli Stati Uniti, hanno sviluppato capacit\u00e0 specifiche, che coinvolgono satelliti classificati e contratti con aziende private, come la stessa Maxar. Agenzie come la National Geospatial-Intelligence Agency e il National Reconnaissance Office assicurano questi servizi e queste informazioni. Il livello di segretezza necessario nella sorveglianza spaziale \u00e8 testimoniato dalla storia del National Reconnaissance Office, la cui esistenza \u00e8 stata declassificata nel 1992: questo significa che prima il governo degli Stati Uniti non ne ammetteva apertamente l\u2019esistenza.<\/p>\n\n\n\n Trent\u2019anni dopo, che cosa vediamo? All’allargamento dell’uso dei dati spaziali per ragioni commerciali, con applicazioni che influiscono nella nostra vita quotidiana, come ad esempio nell\u2019ambito dell\u2019agricoltura, della logistica e delle telecomunicazioni, si \u00e8 affiancata da ultimo una diffusione sempre pi\u00f9 frequente di immagini militari e di sicurezza, per diversi scopi politici. All\u2019estrema segretezza, che com\u2019\u00e8 normale regola i contratti tra le agenzie di intelligence e le societ\u00e0 private con un\u2019esperienza specifica, si sovrappone cos\u00ec un uso pubblico molto diffuso di immagini satellitari, che mostra sempre a pi\u00f9 persone la loro precisione e la loro potenza. Trent\u2019anni dopo la rivelazione della sua esistenza, l\u2019agenzia pi\u00f9 segreta degli Stati Uniti ha deciso di raccontarsi anche attraverso un podcast, mentre Maxar, l\u2019azienda che ha ottenuto dall\u2019agenzia circa 300 milioni di dollari l\u2019anno per il programma EnhancedView, mostra le sue capacit\u00e0 in un\u2019arena aperta.<\/p>\n\n\n\n All\u2019estrema segretezza, che com\u2019\u00e8 normale regola i contratti tra le agenzie di intelligence e le societ\u00e0 private con un\u2019esperienza specifica, si sovrappone un uso pubblico molto diffuso di immagini satellitari, che mostra sempre a pi\u00f9 persone la loro precisione e la loro potenza.<\/p>Alessandro Aresu e Raffaele Mauro<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Tutto questo avviene durante la crisi pi\u00f9 rilevante del nostro tempo, e proprio quando lo spazio diviene un dominio pi\u00f9 contestato e con sempre maggiori opportunit\u00e0 commerciali. <\/p>\n\n\n\n Bisogna inoltre notare come gli ambienti operativi dello spazio e quello cibernetico siano in corso di fusione. Infatti, la rilevanza strategica dell\u2019infrastruttura spaziale si basa fortemente sulla raccolta, elaborazione e applicazione di dati, in particolare per quanto riguarda l\u2019osservazione della terra, i sistemi di posizionamento e le telecomunicazioni. Si tratta di un fenomeno gi\u00e0 visibile nel corso della guerra in Ucraina: la rete Starlink di SpaceX ha subito dei tentativi di disturbo e gruppi hacker hanno infiltrato il network Viasat\u2019s KA-SAT, in entrambi i casi al fine di ridurre la capacit\u00e0 di connessione ad Internet degli utenti ucraini.<\/p>\n\n\n\n\n\n Questo contesto apre un fronte di conflittualit\u00e0 nell\u2019ambito della cybesecurity spaziale, dato che questi dati devono essere protetti o, in senso inverso, pu\u00f2 diventare militarmente rilevante disturbare o raccogliere quelli degli avversari. Diventa quindi importante comprende lo spazio di opportunit\u00e0 e di vulnerabilit\u00e0 aperto dalla tecnologia spaziale, oggi sempre pi\u00f9 centrale per le capacit\u00e0 dell\u2019intelligence e le capacit\u00e0 di comunicazione, comando e controllo. La creazione di una vera e propria forza armata spaziale indipendente da quelle tradizionali, la Space Force americana, ha segnato in tal senso una discontinuit\u00e0 storica, portando ad amplificare le capacit\u00e0 di raccolta informativa, logistica, difesa e proiezione della potenza nello spazio. <\/p>\n\n\n\n Nel nostro libro \u201cI cancelli del cielo\u201d<\/a>, cerchiamo di descrivere gli aspetti politici ed economici della nuova competizione spaziale. Oltre all\u2019epica della space race tra Unione Sovietica e Stati Uniti, \u00e8 importante considerare anche un passato pi\u00f9 vicino a noi. In questi trent\u2019anni, lo spazio ha funzionato come opportunit\u00e0 unica di cooperazione internazionale e come anticipazione del conflitto tra Stati Uniti e Cina, segnando con questa doppia identit\u00e0 il mondo dopo la guerra fredda.<\/p>\n\n\n\n Il simbolo pi\u00f9 evidente, letteralmente visibile a occhio nudo dalla superficie terrestre, della logica della cooperazione \u00e8 la Stazione Spaziale Internazionale, l\u2019oggetto figlio della distensione della prima corsa allo spazio tra le superpotenze della guerra fredda. La Stazione, composta dai moduli orbitali russo, statunitense, europeo e giapponese, segna la capacit\u00e0 umana di un mondo in pace, in cui la collaborazione scientifica affianca un obiettivo politico, per tenere insieme le superpotenze della corsa spaziale della guerra fredda, il Giappone, il Canada, l’Agenzia Spaziale Europea. Proprio qui, tuttavia, c’\u00e8 il preludio del conflitto della nuova corsa spaziale. La maturazione del progetto della Stazione Spaziale Internazionale avviene nell’epoca che porta all’inclusione economica globale della Cina, anche sotto spinta degli Stati Uniti, ma proprio nello spazio Washington individua gi\u00e0 in quel periodo Pechino come un avversario.<\/p>\n\n\n\n A segnare questa tensione politica \u00e8 in particolare il Cox Report, prodotto a seguito delle indagini del Congresso degli Stati Uniti alla fine degli anni \u201990 sui trasferimenti di tecnologia militare alla Repubblica Popolare Cinese relativa ai missili balistici intercontinentali e alle armi di distruzione di massa. Negli stessi mesi del 1998 in cui lavora la commissione del Congresso sulle attivit\u00e0 improprie dei cinesi, vengono lanciati i primi componenti della Stazione Spaziale Internazionale. A essere colpita da sanzioni, per i suoi rapporti col governo cinese con la violazione dei controlli sulle esportazioni \u00e8 Loral Space and Communications, la cui sussidiaria Space Systems\/Loral \u00e8 oggi parte, per una curiosa ironia, proprio di Maxar Technologies.<\/p>\n\n\n\n L\u2019esclusione della Cina dalla Stazione Spaziale Internazionale, e la riduzione al minimo della cooperazione tra USA e Cina in ambito spaziale,\u00a0\u00e8 l\u2019anticipo del disaccoppiamento tecnologico che abbiamo iniziato a vedere, molti anni dopo, in altri settori. Qui \u00e8 avvenuto prima perch\u00e9 gli apparati di difesa e sicurezza degli Stati Uniti hanno intuito un \u201cpericolo\u201d in un settore fortemente presidiato e hanno identificato l\u2019avversario di lungo termine.<\/p>\n\n\n\n L\u2019esclusione della Cina dalla Stazione Spaziale Internazionale, e la riduzione al minimo della cooperazione tra USA e Cina in ambito spaziale,\u00a0\u00e8 l\u2019anticipo del disaccoppiamento tecnologico che abbiamo iniziato a vedere, molti anni dopo, in altri settori.<\/p>Alessandro Aresu e Raffaele Mauro<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Se lo spazio ha anticipato il grande conflitto del nostro tempo, cosa possono riservarci i prossimi anni? Nel presente, ovviamente, vediamo i riflessi sullo spazio della guerra in Ucraina, visto che oltre alle immagini di Maxar e delle altre aziende c’\u00e8 l’interruzione di storiche cooperazioni scientifiche e tecnologiche, in particolare tra l’Europa e la Russia. Inoltre, il fatto che il conflitto tra Stati Uniti e Cina nello spazio si trovi circa 15 anni pi\u00f9 avanti di quello di altri ambiti, potr\u00e0 mostrarci alcuni costi del disaccoppiamento, il cosiddetto decoupling. La Cina ha perseguito nello spazio una strada autonoma, con la sua classica fusione militare-civile, suscitando particolare attenzione per le sue attivit\u00e0 sulla Luna, grazie alla serie di sonde, lander e rover del programma Chang\u2019e, assieme alla sua nuova stazione spaziale Tiangong che \u00e8 ormai operativa con il suo modulo centrale ed ha ospitato i primi equipaggi di astronauti. Il gigante asiatico ha anche sfruttato i momenti di sottovalutazione statunitense sulla competizione spaziale, durante le amministrazioni Bush e Obama, per rafforzare i propri investimenti e le acquisizioni globali di imprese promettenti. Ora lo shopping cinese \u00e8 frenato dai controlli sugli investimenti esteri in molti Paesi e dalla durezza della competizione con gli Stati Uniti. <\/p>\n\n\n\n Nel decennio passato abbiamo sperimentato una forte crescita della nuova economia dello spazio, la cosiddetta space economy, con l\u2019integrazione e la diffusione crescente dell\u2019infrastruttura spaziale con le applicazioni a terra. Si tratta di un trend che verosimilmente continuer\u00e0 nei prossimi anni e che andr\u00e0 a contaminare sempre pi\u00f9 settori dell\u2019economia. Gi\u00e0 oggi aziende che operano in settori tradizionali (per esempio agricoltura, energia e infrastrutture) investono e investiranno nello spazio non per moda o per prestigio, ma per acquisire vantaggi competitivi. Questo processo prender\u00e0 piede\u00a0in modo consistente anche in Cina, con probabili investimenti spaziali dei giganti tecnologici attuali e futuri, sempre con il rispetto delle linee rosse politiche stabilite dal Partito Comunista Cinese. In questo modo la capacit\u00e0 spaziale si pesa e peser\u00e0 non solo attraverso l’operato dei governi ma anche attraverso l’accesso al capitale, ai mercati finanziari e al venture capital. Questo costituisce un importante vantaggio competitivo per gli Stati Uniti e per i suoi \u201cbaroni spaziali\u201d, gi\u00e0 testimoniato dalla sfida tra Elon Musk e Jeff Bezos, oggi raccolta da centinaia di \u201castroimprenditori\u201d che stanno sviluppando nuove imprese in grado di trasformare il settore. Mentre una ridotta consapevolezza della corsa finanziaria dello spazio rischia di gettare indietro gli europei, che dovranno necessariamente darsi obiettivi pi\u00f9 ambiziosi, oltre ad affrontare le loro divergenze interne. Con la crescita della competizione tra USA e Cina, gli stessi imprenditori spaziali saranno considerati secondo la logica del capitalismo politico. Nell’identificazione e nel negoziato. Per esempio, gli effetti della costellazione satellitare \u201cStarlink\u201d di Musk possono essere imputati agli Stati Uniti, come sta gi\u00e0 avvenendo. Oppure lui o altri imprenditori spaziali potranno diventare figure di dialogo o di collegamento tra le diverse potenze, in momenti di tensione.<\/p>\n\n\n\n Gli incentivi per la riduzione del livello di cooperazione sono sempre pi\u00f9 forti e il processo di \u201cdeglobalizzazione\u201d vissuto sul pianeta sembra che andr\u00e0 ad estendersi anche oltre l\u2019atmosfera.<\/p>Alessandro Aresu e Raffaele Mauro<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n La nuova corsa spaziale tra Stati Uniti e Cina, con le due forze della commercializzazione e della militarizzazione, che spingono avanti anche se in direzioni diverse, rischia di marginalizzare il sogno della pace attraverso allo spazio. Gli incentivi per la riduzione del livello di cooperazione sono sempre pi\u00f9 forti e il processo di \u201cdeglobalizzazione\u201d vissuto sul pianeta sembra che andr\u00e0 ad estendersi anche oltre l\u2019atmosfera. Si tratta di un problema non solo in senso politico, perch\u00e9 per risolvere molte sfide globali, come ad esempio il climate change, la cooperazione \u00e8 necessaria, cos\u00ec come l\u2019utilizzo coordinato di infrastruttura spaziale. Nel caso specifico, sono oggi sempre pi\u00f9 importanti le misurazioni coadiuvate da tecnologia satellitare per quanto riguarda la temperatura degli oceani, lo stato dei terreni, l\u2019inquinamento dell\u2019atmosfera. La frammentazione dei grandi progetti in ambito scientifico purtroppo non aiuter\u00e0 a risolvere i problemi ecologici e climatici del nostro pianeta, sommandosi alle fratture gi\u00e0 presenti.<\/p>\n\n\n\n\n\n La verit\u00e0, certo, \u00e8 che noi non viviamo in un mondo in pace. E che non \u00e8 possibile separare veramente l\u2019aspetto civile da quello militare, nella competizione tecnologica tra grandi potenze. <\/p>\n\n\n\n Tuttavia, qualcuno dovr\u00e0 pure custodire uno spirito di cooperazione scientifica e tecnologica, per evitare che un\u2019ondata di militarizzazione spaziale approfondisca e aggravi i conflitti del nostro tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" La rivalit\u00e0 tra Cina e Stati Uniti non si limita all’atmosfera. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia mette fine a qualsiasi speranza di continuare la cooperazione spaziale al livello internazionale. \u00c8 una certezza: il sogno della pace nello spazio \u00e8 svanito. Per Raffaele Mauro e Alessandro Aresu, autori dei Cancelli del cielo<\/em>, appena pubblicato da LUISS University Press, si rischia di entrare in una nuova guerra spaziale.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":3870,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"templates\/post-angles.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[1617],"tags":[],"geo":[],"class_list":["post-3869","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-guerra","staff-alessandro-aresu","staff-raffaele-mauro"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"\n
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\r\n <\/picture>\r\n \n Un interregno spaziale, tra cooperazione e profezia dei conflitti<\/h2>\n\n\n\n
Economia e politica dello spazio\u00a0<\/h2>\n\n\n\n
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