{"id":3810,"date":"2022-03-24T10:51:38","date_gmt":"2022-03-24T10:51:38","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=3810"},"modified":"2022-03-24T12:46:24","modified_gmt":"2022-03-24T12:46:24","slug":"leuropa-nellinterregno-il-nostro-risveglio-geopolitico-dopo-lucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/03\/24\/leuropa-nellinterregno-il-nostro-risveglio-geopolitico-dopo-lucraina\/","title":{"rendered":"L\u2019Europa nell\u2019interregno: il nostro risveglio geopolitico dopo l\u2019Ucraina"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">La guerra contro l&#8217;Ucraina dimostra che l&#8217;Europa \u00e8 ancora pi\u00f9 in pericolo di quanto si pensasse solo pochi mesi fa. La brutale invasione russa dell&#8217;Ucraina non \u00e8 solo un attacco non provocato contro un paese sovrano che si batte per i suoi diritti e la sua democrazia; \u00e8 anche la pi\u00f9 grande sfida all&#8217;ordine di sicurezza europeo dalla fine della seconda guerra mondiale. Sono in gioco i principi stessi su cui sono costruite le relazioni internazionali, non ultimi quelli della Carta delle Nazioni Unite e l&#8217;Atto finale di Helsinki.<\/p>\n\n\n\n<p>Le crisi tendono a cristallizzare gli sviluppi, e questo ha reso ancora pi\u00f9 chiaro che viviamo in un mondo plasmato da una pura politica di potenza, dove tutto \u00e8 armato e dove ci troviamo di fronte a un feroce scontro di narrazioni. Tutte queste tendenze erano gi\u00e0 evidenti prima della guerra in Ucraina; ora stanno accelerando.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo significa che anche la nostra risposta deve accelerare &#8211; e lo ha fatto. Abbiamo intrapreso un&#8217;azione rapida in tutto lo spettro politico e cos\u00ed facendo abbiamo infranto diversi tab\u00f9: sanzioni senza precedenti e sostegno massiccio all&#8217;Ucraina, ivi compreso, per la prima volta in assoluto, il finanziamento della consegna di attrezzature militari a un paese sotto attacco. Abbiamo anche costruito un&#8217;ampia coalizione internazionale per sostenere l&#8217;Ucraina, isolare la Russia e ripristinare la legalit\u00e0 internazionale. Da qualunque punto di vista la si guardi, la risposta dell&#8217;UE \u00e8 stata impressionante &#8211; anche se non \u00e8 abbastanza, con la guerra ancora in corso.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sappiamo come e quando questa guerra finir\u00e0. Come scrive <em>Le Grand Continent <\/em>nel suo recente numero cartaceo, stiamo ancora navigando in un<em> interregno<\/em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-3810' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/03\/24\/leuropa-nellinterregno-il-nostro-risveglio-geopolitico-dopo-lucraina\/#easy-footnote-bottom-1-3810' title='Le Grand Continent, \u00ab&amp;nbsp;&amp;nbsp;Politiques de l\u2019interr\u00e8gne&amp;nbsp;\u00bb, Gallimard, 2022'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Ma possiamo gi\u00e0 dire che la guerra in Ucraina del 2022 ha visto la nascita &#8211; per quanto tardiva &#8211; di una UE geopolitica. Per anni, gli europei hanno discusso su come rendere l&#8217;UE pi\u00f9 consapevole della propria sicurezza, con un&#8217;unit\u00e0 di intenti e capacit\u00e0 di perseguire i suoi obiettivi politici sulla scena mondiale. Nelle ultime settimane siamo probabilmente andati pi\u00f9 avanti su questa strada di quanto abbiamo fatto nel decennio precedente. Questo \u00e8 benvenuto, ma dobbiamo assicurarci che il risveglio geopolitico dell&#8217;UE si trasformi in una posizione strategica pi\u00f9 permanente. Perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 ancora molto da fare, in Ucraina e altrove.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Stiamo ancora navigando in un interregno.<\/p><cite>josep borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Fare dell&#8217;Europa un <em>hard power<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>Sono convinto che l&#8217;UE debba essere pi\u00f9 di un <em><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2019\/10\/11\/conversation-avec-joseph-nye\/\">soft power<\/a>:<\/em> abbiamo bisogno anche di un <em>hard power.<\/em> Tuttavia, dobbiamo renderci conto che il concetto di <em>hard power<\/em> non pu\u00f2 essere ridotto a mezzi militari: si tratta di usare l&#8217;intera gamma dei nostri strumenti per raggiungere i nostri obiettivi. Si tratta di pensare e agire in termini di potere. E, a poco a poco, si stanno realizzando le condizioni perch\u00e9 questo accada.<\/p>\n\n\n\n<p>In primo luogo, c&#8217;\u00e8 una crescente consapevolezza tra gli europei delle minacce che si trovano ad affrontare insieme e del grado in cui i loro destini sono legati. Oggi nessuno in Europa pu\u00f2 credere o pensare che quello che sta succedendo in Ucraina non li riguardi, non importa quanto siano lontani dal dramma. Di conseguenza, il nostro sostegno all&#8217;Ucraina non \u00e8 solo un atto di solidariet\u00e0, ma anche un modo di difendere i nostri interessi comuni e di agire per autodifesa contro un aggressore pesantemente armato e spietato.<\/p>\n\n\n\n<p>In secondo luogo, i popoli europei hanno raggiunto un <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2021\/09\/08\/charles-michel\/\">livello di prosperit\u00e0<\/a> e benessere sociale senza precedenti, che l&#8217;adesione all&#8217;UE ha ulteriormente aumentato. Questo rende l&#8217;Europa un&#8217;area fondamentalmente pacifica costruita intorno all&#8217;idea di interdipendenza che genera prosperit\u00e0 e pace. Tuttavia, una delle lezioni della guerra in Ucraina \u00e8 che l&#8217;interdipendenza economica da sola non pu\u00f2 garantire la nostra sicurezza. Al contrario, pu\u00f2 essere strumentalizzata contro di noi. Quindi dobbiamo essere pronti ad agire contro coloro che vogliono usare i benefici dell&#8217;interdipendenza per danneggiarci o fare la guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 ci\u00f2 che sta accadendo oggi. Introducendo sanzioni senza precedenti contro l&#8217;invasione della Russia in Ucraina, stiamo rendendo il costo dell&#8217;aggressione sempre pi\u00f9 proibitivo. Allo stesso tempo, dobbiamo migliorare ulteriormente la nostra resilienza e ridurre le vulnerabilit\u00e0 strategiche, che si tratti di infrastrutture critiche, materie prime, prodotti sanitari o altri domini.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Una delle lezioni della guerra in Ucraina \u00e8 che l&#8217;interdipendenza economica da sola non pu\u00f2 garantire la nostra sicurezza. Al contrario, pu\u00f2 essere strumentalizzata contro di noi.<\/p><cite>josep borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>In tutta l&#8217;UE, c&#8217;\u00e8 un chiaro impegno a trarre le giuste lezioni da questa crisi. Questo implica che finalmente prendiamo sul serio le minacce ai nostri interessi strategici di cui siamo stati consapevoli ma non sempre abbiamo agito. Prendiamo l&#8217;energia. Sappiamo da anni che l&#8217;energia gioca un ruolo sproporzionato nelle relazioni UE-Russia e che la Russia ha usato l&#8217;energia come arma politica. Ora ci siamo mobilitati pienamente per tagliare la nostra eccessiva dipendenza dalle importazioni di energia dalla Russia (di petrolio, gas e carbone).<\/p>\n\n\n\n<p>In modo simile, la guerra in Ucraina sta rendendo pi\u00f9 urgente un salto di qualit\u00e0 nella sicurezza e nella difesa dell&#8217;UE. Qui il punto principale \u00e8 sottolineare che gli investimenti extra che gli stati membri dell&#8217;UE stanno facendo ora &#8211; che sono molto benvenuti &#8211; dovrebbero comportare un maggiore coordinamento nell&#8217;UE e nella NATO. Non \u00e8 solo che ognuno di noi dovrebbe spendere di pi\u00f9; \u00e8 che dobbiamo spendere di pi\u00f9 tutti insieme.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un nuovo mondo di minacce<\/h2>\n\n\n\n<p>La guerra in Ucraina \u00e8 la pi\u00f9 grave crisi di sicurezza in Europa da decenni, ma le minacce alla sicurezza europea provengono chiaramente da una variet\u00e0 di fonti, sia in Europa che fuori. I nostri interessi di sicurezza sono in gioco nei <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2021\/11\/26\/unione-balcani-occidentali-un-futuro-comune-conversazione-con-fabio-massimo-castaldo\/\">Balcani occidentali<\/a>, nel <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2021\/04\/08\/loro-del-mali\/\">Sahe<\/a><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2021\/04\/08\/loro-del-mali\/\">l,<\/a> nel <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2021\/02\/28\/larco-delle-crisi-si-avvicina-la-debolezza-strategica-dellunione-europea-sul-fronte-meridionale\/\">Medio Oriente<\/a>, nell&#8217;<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2021\/06\/22\/cosa-lue-puo-fare-nellindo-pacifico\/\">Indo-Pacific<\/a>o, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre la guerra in Ucraina infuria ed esige i suoi tremendi tributi, non dobbiamo dimenticare che il mondo \u00e8 pieno di situazioni in cui ci troviamo di fronte a tattiche ibride e dinamiche intermedie di competizione, intimidazione e coercizione. Infatti, in Ucraina come altrove, gli strumenti del potere non sono solo soldati, carri armati e aerei, ma anche<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2022\/03\/20\/le-pari-risque-des-sanctions-comme-monnaie-dechange\/\"> sanzioni finanziarie<\/a> o divieti di importazione ed esportazione, cos\u00ec come i flussi di energia, e operazioni di disinformazione e interferenza straniera.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, abbiamo visto negli ultimi anni la strumentalizzazione dei migranti, la privatizzazione degli eserciti e la politicizzazione del controllo delle tecnologie sensibili. Si aggiunga a questo la dinamica degli stati falliti, la ritirata delle libert\u00e0 democratiche, con in pi\u00f9 gli attacchi ai &#8220;beni comuni globali&#8221; del cyber spazio, dell&#8217;alto mare e dello spazio esterno, e la conclusione \u00e8 chiara: la difesa dell&#8217;Europa richiede un concetto globale di sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Fortunatamente, c&#8217;\u00e8 ora una maggiore consapevolezza e accordo in Europa sulla <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2022\/03\/11\/ormai-e-chiaro-a-tutti-che-abbiamo-un-avversario-comune-molto-pericoloso-la-russia-una-conversazione-con-kaja-kallas-prima-ministra-estone\/\">natura delle minacce che affrontiamo <\/a>&#8211; cos\u00ec come un processo di convergenza strategica su cosa fare al riguardo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>In Ucraina come altrove, gli strumenti del potere non sono solo soldati, carri armati e aerei, ma anche<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2022\/03\/20\/le-pari-risque-des-sanctions-comme-monnaie-dechange\/\"> sanzioni finanziarie<\/a> o divieti di importazione ed esportazione, cos\u00ec come i flussi di energia, e operazioni di disinformazione e interferenza straniera.<\/p><cite>josep borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Bussola Strategica: un salto in avanti per la sicurezza e difesa europeee<\/h2>\n\n\n\n<p>Se vogliamo evitare di essere uno spettatore in un mondo modellato da e per gli altri, dobbiamo agire &#8211; insieme. Questa \u00e8 la filosofia della Bussola Strategica che ho presentato lo scorso novembre e che \u00e8 stata finalizzata dai ministri degli esteri e della difesa dell&#8217;UE il 21 marzo&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-3810' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/03\/24\/leuropa-nellinterregno-il-nostro-risveglio-geopolitico-dopo-lucraina\/#easy-footnote-bottom-2-3810' title='Potete leggere di pi\u00f9 sulla logica e gli elementi principali nella mia prefazione personale: https:\/\/eeas.europa.eu\/sites\/default\/files\/en_updated_foreword_-_a_strategic_compass_to_make_europe_a_security_provider_v12_final.pdf'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Ci sono molti dettagli nella Bussola, che si sviluppa su 47 pagine, raggruppate in quattro filoni di lavoro (<em>Agire, Assicurare, Investire<\/em> e <em>Sviluppare partnership<\/em>). Permettetemi di evidenziare solo alcune delle idee principali:<\/p>\n\n\n\n<p>Per rafforzare la nostra capacit\u00e0 di azione, lavoreremo per rafforzare le nostre missioni e operazioni di gestione delle crisi e svilupperemo una capacit\u00e0 di dispiegamento rapido dell&#8217;UE per permetterci di schierare rapidamente fino a 5.000 truppe per diversi tipi di crisi. Aumenteremo la prontezza delle nostre forze attraverso regolari esercitazioni dal vivo (mai fatto prima a livello UE), rafforzeremo i nostri accordi di comando e controllo e promuoveremo un processo decisionale pi\u00f9 rapido e flessibile. Espanderemo la nostra capacit\u00e0 di affrontare le minacce informatiche, la disinformazione e le interferenze straniere. E approfondiremo gli investimenti nei necessari abilitatori strategici e nelle capacit\u00e0 di prossima generazione. Questo render\u00e0 l&#8217;UE un fornitore di sicurezza pi\u00f9 capace per i suoi cittadini, ma anche un partner globale pi\u00f9 forte che lavora per la pace e la sicurezza internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 che i documenti che produciamo di solito a Bruxelles, la Bussola Strategica stabilisce azioni concrete &#8211; con scadenze chiare per misurare i progressi. La Bussola \u00e8 un documento di propriet\u00e0 degli Stati membri, ora adottato dal Consiglio. Durante tutto il processo, gli Stati membri sono stati al posto di guida. Apponendo la loro firma, si impegnano ad attuarla. Ci sar\u00e0 un robusto processo di <em>follow-up<\/em> per garantire l&#8217;attuazione. Queste sono le principali differenze con la strategia di sicurezza dell&#8217;UE del 2003 e la strategia globale del 2016.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un&#8217;Unione pi\u00f9 forte significa anche un rapporto transatlantico pi\u00f9 forte<\/h2>\n\n\n\n<p>A questo punto della conversazione, si tende a dire: &#8220;Tutto questo \u00e8 molto bello, ma che ne sar\u00e0 della NATO?&#8221; Vorrei sottolineare che la NATO rimane al centro della difesa territoriale dell&#8217;Europa. Nessuno lo mette in discussione. Tuttavia, questo non dovrebbe impedire ai paesi europei di sviluppare le loro capacit\u00e0 e condurre operazioni nel nostro vicinato e oltre. Dovremmo essere in grado di agire come UE in scenari come quello che abbiamo visto l&#8217;anno scorso in Afghanistan (in cui abbiamo dovuto assicurare un aeroporto per l&#8217;evacuazione di emergenza) o intervenire rapidamente in una crisi in cui la violenza minaccia la vita dei civili.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono convinto che una maggiore responsabilit\u00e0 strategica europea sia il modo migliore per rafforzare la solidariet\u00e0 transatlantica. Non \u00e8 <em>o <\/em>UE<em> o<\/em> NATO: \u00e8<em> sia <\/em>UE<em> che <\/em>NATO. Permettetemi di aggiungere che le esitazioni ad andare avanti su questo progetto &#8220;a causa della NATO&#8221; provengono dall&#8217;interno dell&#8217;UE, non dagli Stati Uniti. Qui posso citare dalla dichiarazione congiunta che il segretario Blinken e io abbiamo rilasciato lo scorso dicembre, vale a dire che gli Stati Uniti vogliono: &#8220;una difesa europea pi\u00f9 forte e capace che contribuisca alla sicurezza globale e transatlantica&#8221;. Gli Stati Uniti essenzialmente dicono: &#8220;Non parlate, agite. Per favore, procedete e aiutateci a condividere l&#8217;onere della sicurezza&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Non \u00e8 <em>o <\/em>UE<em> o<\/em> NATO: \u00e8<em> sia <\/em>UE<em> che <\/em>NATO.<\/p><cite>josep borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Se non ora, quando?<\/h2>\n\n\n\n<p>Mi rendo conto che chi, come me, vuole un cambio di passo in materia di sicurezza e difesa dovrebbe spiegare perch\u00e9 pensiamo che &#8216;questa volta sar\u00e0 diverso&#8217;. Dovremmo riconoscere che nella storia della difesa europea ci sono stati numerosi piani e iniziative, pieni di acronimi, che vanno dal Piano Pleven e dalla Comunit\u00e0 Europea di Difesa; al lancio della Politica Estera e di Sicurezza Comune dopo Maastricht; alle guerre nell&#8217;ex Jugoslavia e all'&#8221;ora dell&#8217;Europa&#8221;, a Saint Malo, all&#8217;inizio della PESD, poi della PSDC, dell&#8217;obiettivo primario di Helsinki, della PESCO, del Fondo Europeo di Difesa e del Fondo Europeo di Pace, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure il fatto fondamentale rimane che la sicurezza e la difesa sono probabilmente l&#8217;area dell&#8217;integrazione europea con il pi\u00f9 grande divario tra aspettative e risultati. Tra ci\u00f2 che potremmo essere e ci\u00f2 che i cittadini chiedono &#8211; e ci\u00f2 che effettivamente realizziamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi \u00e8 il momento di fare un altro tentativo. E la ragione per cui sento che la Bussola Strategica potrebbe avere pi\u00f9 impatto dei piani precedenti sta nella velocit\u00e0 con cui le tendenze globali e il contesto geopolitico stanno cambiando e peggiorando. Questo rende le ragioni per l&#8217;azione urgenti e davvero irresistibili. \u00c8 vero per la guerra in Ucraina e per le pi\u00f9 ampie implicazioni di una Russia revisionista per la sicurezza europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma va oltre: tutte le minacce che affrontiamo si stanno intensificando e la capacit\u00e0 dei singoli stati membri di farvi fronte \u00e8 insufficiente e in declino. Il divario sta crescendo e non si pu\u00f2 andare avanti cos\u00ed.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio compito \u00e8 stato quello di abbozzare una via d&#8217;uscita. Ma so fin troppo bene che i risultati non dipendono dai documenti strategici, ma dalle azioni. Queste appartengono agli Stati membri: sono loro a detenere le prerogative e le risorse.<\/p>\n\n\n\n<p>La buona notizia \u00e8 che ogni giorno vediamo sempre pi\u00f9 Stati membri pronti a investire di pi\u00f9 nella sicurezza e nella difesa. Dobbiamo garantire che questi graditi investimenti aggiuntivi siano fatti in modo collaborativo e non in modo frammentato e nazionale. Dobbiamo usare questo nuovo slancio per assicurarci che, finalmente, ci dotiamo della mentalit\u00e0, dei mezzi e dei meccanismi per difendere la nostra Unione, i nostri cittadini e i nostri partner.<\/p>\n\n\n\n<p>Politicamente vedo la scelta che affrontiamo come simile a quando abbiamo lanciato l&#8217;euro o il <em>Recovery Plan<\/em>. Quando i costi della &#8220;non Europa&#8221; sono diventati cos\u00ec alti che la gente era pronta a ripensare le proprie linee rosse e a investire in soluzioni veramente europee. Abbiamo saltato insieme, per cos\u00ec dire, e, in entrambi i casi, i risultati sono chiari e positivi. Facciamo un simile salto in avanti sulla sicurezza e la difesa europea, come si aspettano i nostri cittadini. Se non ora, quando?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ripensare la lingua della potenza<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel bene o nel male, sospetto che il mio mandato di Alto Rappresentante dell&#8217;UE sar\u00e0 associato a una frase che ho usato durante la mia audizione nell&#8217;ottobre 2019 al Parlamento europeo, cio\u00e8 che gli europei dovevano &#8220;imparare a parlare la lingua della potenza&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho sostenuto che l&#8217;origine dell&#8217;integrazione europea \u00e8 scaturita da un rifiuto della politica di potenza tra gli stati partecipanti. Il progetto europeo era riuscito a trasformare i problemi politici in problemi tecnocratici e a sostituire i calcoli di potere con procedure legali. Nella storia delle relazioni internazionali e nel nostro continente devastato dalla guerra, questa \u00e8 stata una rivoluzione copernicana. Fu anche un successo spettacolare, cementando la pace e la cooperazione tra paesi che prima erano in guerra, creando istituzioni, mappe mentali e un vocabolario unici.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questo capitolo storico si \u00e8 concluso, mentre l&#8217;UE ha affrontato diverse crisi e shock: la crisi finanziaria e dell&#8217;euro, la <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2022\/01\/17\/demografia-la-nuova-frattura\/\">crisi migratoria<\/a> e la Brexit. Tutte queste crisi hanno innescato dibattiti intensamente politici sulla natura dell&#8217;UE e sulle fonti di solidariet\u00e0 e legittimit\u00e0. Tali dibattiti non potevano essere risolti con la solita tattica dell&#8217;UE di depoliticizzarli e di proporre soluzioni tecniche e di mercato.<\/p>\n\n\n\n<p>Da molti anni stiamo vivendo una nuova fase della storia europea che non riguarda tanto gli <em>spazi <\/em>(uno dei temi preferiti a Bruxelles, quello delle frontiere aperte e della libera circolazione) ma <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2021\/04\/15\/il-risveglio-geopolitico-delleuropa\/\">i<em> luoghi<\/em><\/a><em> <\/em>(da dove vengono e a cui appartengono le persone, la loro identit\u00e0). Sembriamo meno concentrati sulle<em> tendenze <\/em>(globalizzazione, progresso tecnologico) e pi\u00f9 sugli<em> eventi storici<\/em> (e su come rispondiamo ad essi): come la pandemia e l&#8217;attacco della Russia all&#8217;Ucraina.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il successo dell&#8217;integrazione dell&#8217;UE e il metodo scelto di depoliticizzazione hanno avuto anche un prezzo: la riluttanza e l&#8217;incapacit\u00e0 di venire a patti con il fatto che, fuori dal nostro giardino post-moderno, &#8220;la giungla stava ricrescendo&#8221;.<\/p><cite>josep borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>A questo bisogna aggiungere un importante fattore esterno. Il successo dell&#8217;integrazione dell&#8217;UE e il metodo scelto di depoliticizzazione hanno avuto anche un prezzo: la riluttanza e l&#8217;incapacit\u00e0 di venire a patti con il fatto che, fuori dal nostro giardino post-moderno, &#8220;la giungla stava ricrescendo&#8221;&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-3810' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/03\/24\/leuropa-nellinterregno-il-nostro-risveglio-geopolitico-dopo-lucraina\/#easy-footnote-bottom-3-3810' title='Si veda il libro di Robert Kagan del 2018: &lt;a href=&quot;https:\/\/www.brookings.edu\/books\/the-jungle-grows-back-america-and-our-imperiled-world\/&quot;&gt;https:\/\/www.brookings.edu\/books\/the-jungle-grows-back-america-and-our-imperiled-world\/&lt;\/a&gt;'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Trent&#8217;anni fa, molte discussioni e libri parlavano di come il mondo fosse piatto, di come la storia fosse finita e di come l&#8217;Europa e il suo modello avrebbero gestito il XXI secolo. Oggi si parla dell&#8217;armamento dell&#8217;interdipendenza e di come un&#8217;Europa presunta ingenua non sia adatta all&#8217;era della politica di potenza&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-3810' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/03\/24\/leuropa-nellinterregno-il-nostro-risveglio-geopolitico-dopo-lucraina\/#easy-footnote-bottom-4-3810' title='https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2022\/02\/18\/lere-de-la-paix\/'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>In tutto questo, sono stato convinto di due punti fondamentali:<\/p>\n\n\n\n<p>In primo luogo, dobbiamo essere realistici e riconoscere che l&#8217;attuale fase della storia e della politica globale ci impone di pensare e agire in termini di potenza (da qui, la frase &#8220;la lingua della potenza&#8221;). La guerra contro l&#8217;Ucraina \u00e8 l&#8217;ultima e pi\u00f9 drammatica illustrazione di questo.<\/p>\n\n\n\n<p>In secondo luogo, il modo migliore per esercitare un&#8217;influenza, plasmare gli eventi e non essere guidati da essi, \u00e8 a livello dell&#8217;UE: investendo nella nostra capacit\u00e0 collettiva di agire.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-3810' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/03\/24\/leuropa-nellinterregno-il-nostro-risveglio-geopolitico-dopo-lucraina\/#easy-footnote-bottom-5-3810' title='Luiza Bialasiewicz, \u201cLe moment g\u00e9opolitique europ\u00e9en : penser la souverainet\u00e9 strat\u00e9gique\u201d in&lt;em&gt; le Grand Continent&lt;\/em&gt;, \u201cPolitiques de l\u2019interr\u00e8gne\u201d, March 2022, Gallimard'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Tutto il resto \u00e8 abbellimento e dettaglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Di conseguenza, dobbiamo dotarci della mentalit\u00e0 e dei mezzi per gestire l&#8217;era della politica di potere e dobbiamo farlo in scala. Questo non accadr\u00e0 da un giorno all&#8217;altro &#8211; dato chi siamo e da dove veniamo. Tuttavia, credo che stiamo mettendo in atto gli elementi costitutivi e che la crisi ucraina abbia accelerato questa tendenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 nel 2021 mostravamo di essere pronti ad adottare una postura forte per contrastare le aperte manifestazioni di politica di potere ai nostri confini orientali. Oltre al nostro sostegno all&#8217;Ucraina, si pu\u00f2 indicare quello che abbiamo fatto sulla Bielorussia, dove abbiamo tenuto duro anche sulla strumentalizzazione dei migranti, o sulla Moldavia, a cui abbiamo esteso il nostro sostegno.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, abbiamo rafforzato il nostro approccio alla Cina e definito come l&#8217;UE pu\u00f2 rafforzare il suo impegno nella e con la regione dell&#8217;Indo-Pacifico. Sulla Cina, siamo diventati meno ingenui e abbiamo fatto il nostro dovere per contrastare la sfida dell&#8217;apertura asimmetrica con le nostre politiche di screening degli investimenti, 5G, appalti e lo strumento anti-coercizione, come anche esposto da <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2022\/01\/31\/doctrine-de-la-double-integration-sabine-weyand\/\">Sabine Weyand <\/a>su queste pagine.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, con la nostra strategia indo-pacifica, siamo impegnati in un processo di diversificazione politica, investendo nei nostri legami con l&#8217;Asia democratica. Centrale in questo sforzo \u00e8 il nostro lavoro sul <em>Global Gateway<\/em>, per spiegare la nostra offerta e come si differenzia da quella di altri attori. Il punto del <em>Global Gateway <\/em>\u00e8 quello di costruire legami, non dipendenze. Infatti, molti partner africani e asiatici accolgono con favore l&#8217;approccio europeo alla connettivit\u00e0 con la sua enfasi su regole concordate, sostenibilit\u00e0 e propriet\u00e0 locale. Ma questo \u00e8 un campo competitivo e c&#8217;\u00e8 una battaglia in corso sugli standard. Pertanto, dobbiamo essere concreti e non limitare la nostra posizione a dichiarazioni generali di principi e di intenti. Ecco perch\u00e9 prevediamo di mobilitare fino a 300 miliardi di euro nell&#8217;ambito del <em>Global Gateway<\/em>, con 150 miliardi di euro specialmente per l&#8217;Africa, pi\u00f9 diverse iniziative faro, per rendere la cooperazione il pi\u00f9 concreta e tangibile possibile.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-3810' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/03\/24\/leuropa-nellinterregno-il-nostro-risveglio-geopolitico-dopo-lucraina\/#easy-footnote-bottom-6-3810' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/ip_21_6433&quot;&gt;https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/ip_21_6433&lt;\/a&gt;'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Potrei continuare, ma il punto principale \u00e8 sottolineare che, a poco a poco, la nozione di un&#8217;UE geopoliticamente consapevole stava gi\u00e0 prendendo forma prima della guerra contro l&#8217;Ucraina. Il compito che ci attende \u00e8 quello di rendere il risveglio geopolitico dell&#8217;Europa pi\u00f9 permanente e consequenziale. Questo ci richiede non solo di imparare la lingua della potenza, ma di parlarla.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La nozione di un&#8217;UE geopoliticamente consapevole stava gi\u00e0 prendendo forma prima della guerra contro l&#8217;Ucraina. Il compito <\/p><cite>josep borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">A met\u00e0 mandato: cosa possiamo fare in modo diverso e meglio? <\/h2>\n\n\n\n<p>Questa Commissione europea ha iniziato il suo mandato nel dicembre 2019. Dopo pi\u00f9 di due anni e dopo aver analizzato come portiamo avanti la politica estera dell&#8217;UE, la mia principale preoccupazione \u00e8 che non stiamo tenendo il passo. Come dice il mio amico e primo Alto Rappresentante dell&#8217;UE Javier Solana, il tempo in politica, come in fisica, \u00e8 relativo: se la velocit\u00e0 con cui stai cambiando \u00e8 inferiore alla velocit\u00e0 del cambiamento intorno a te, stai andando all&#8217;indietro. E questo non possiamo permettercelo. La nostra risposta alla crisi ucraina mostra cosa si pu\u00f2 fare se la pressione \u00e8 estrema. Tuttavia, \u00e8 troppo presto per concludere che questo sia diventato il modo generale di operare nella politica estera dell&#8217;UE.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi vorrei condividere alcune idee su quelli che potrebbero essere i quattro ingredienti chiave per il successo e un maggiore impatto dell&#8217;UE in un mondo turbolento:<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1. Pensare e agire in termini di potenza<\/h2>\n\n\n\n<p>Gli europei, con buone ragioni, continuano a preferire il dialogo al confronto; la diplomazia alla forza; il multilateralismo all&#8217;unilateralismo. Ma se si vuole che il dialogo, la diplomazia e il multilateralismo abbiano successo, bisogna metterci forza e risorse. Ogni volta che lo abbiamo fatto &#8211; in Ucraina, Bielorussia o con la nostra diplomazia del clima &#8211; abbiamo avuto un impatto. Ogni volta che abbiamo optato per affermare posizioni di principio senza specificare i mezzi per renderle efficaci, i risultati sono stati meno efficaci.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia sensazione \u00e8 che le idee intorno alla lingua della potenza o all&#8217;armamento dell&#8217;interdipendenza siano ora ampiamente accettate. Tuttavia, l&#8217;implementazione, le risorse e gli impegni necessari continuano a essere una sfida.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La mia sensazione \u00e8 che le idee intorno alla lingua della potenza o all&#8217;armamento dell&#8217;interdipendenza siano ora ampiamente accettate. Tuttavia, l&#8217;implementazione, le risorse e gli impegni necessari continuano a essere una sfida.<\/p><cite>josep borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2. Prendere l&#8217;iniziativa ed essere pronti a sperimentare<\/h2>\n\n\n\n<p>In generale, siamo troppo spesso in una modalit\u00e0 reattiva, rispondendo ai piani e alle decisioni di altre persone. Credo anche che dobbiamo evitare la routine burocratica (&#8220;cosa abbiamo fatto l&#8217;ultima volta?&#8221;) e recuperare un senso di iniziativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, dobbiamo essere pronti a sperimentare di pi\u00f9. Spesso \u00e8 l&#8217;opzione pi\u00f9 sicura attenersi a ci\u00f2 che conosciamo e che abbiamo sempre fatto. Ma questo non \u00e8 sempre il modo migliore per ottenere risultati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">3. Costruire coalizioni variegate e agire pi\u00f9 velocemente<\/h2>\n\n\n\n<p>Dobbiamo essere pi\u00f9 orientati agli obiettivi e pensare a come mobilitare i partner intorno alle nostre priorit\u00e0, questione per questione. Dovremmo riconoscere che, accanto a coalizioni di partner che la pensano allo stesso modo, abbiamo anche paesi che lavorano con noi su alcune questioni mentre si oppongono su altre. E se il governo centrale non \u00e8 d&#8217;aiuto, dovremmo lavorare di pi\u00f9 con le forze locali o i gruppi della societ\u00e0 civile.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;UE, siamo molto occupati con noi stessi e ci vuole molto tempo per stabilire posizioni comuni. Quando gli Stati membri sono divisi, la regola dell&#8217;unanimit\u00e0 in politica estera di sicurezza \u00e8 una ricetta per la paralisi e il ritardo. Ecco perch\u00e9 sono a favore dell&#8217;uso dell&#8217;astensione costruttiva e di altre opzioni previste dal trattato, come l&#8217;uso del voto a maggioranza qualificata (VMQ) in aree selezionate, per facilitare un processo decisionale pi\u00f9 rapido.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-3810' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/03\/24\/leuropa-nellinterregno-il-nostro-risveglio-geopolitico-dopo-lucraina\/#easy-footnote-bottom-7-3810' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/eeas.europa.eu\/headquarters\/headquarters-homepage\/86276\/when-member-states-are-divided-how-do-we-ensure-europe-able-act_en&quot;&gt;https:\/\/eeas.europa.eu\/headquarters\/headquarters-homepage\/86276\/when-member-states-are-divided-how-do-we-ensure-europe-able-act_en&lt;\/a&gt;'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 il rischio che diamo la priorit\u00e0 alla ricerca dell&#8217;unit\u00e0 interna rispetto alla massimizzazione della nostra efficacia esterna. Cos\u00ed va a finire che, quando abbiamo finalmente raggiunto una posizione comune &#8211; spesso aggiungendo molta acqua al vino &#8211; il resto del mondo \u00e8 andato avanti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Ho sottolineato l&#8217;importanza di investire in una cultura strategica comune, che ha bisogno di un dibattito europeo, uno spazio per discutere su ci\u00f2 che possiamo e non possiamo fare in politica estera dell&#8217;UE e perch\u00e9. Di conseguenza, contribuisco regolarmente a questa rivista, che considero un esempio tangibile della nascita di un dibattito strategico, politico e intellettuale su scala continentale.<\/p><cite>josep borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">4. Modellare la narrazione<\/h2>\n\n\n\n<p>Dopo aver trascorso decenni in politica, sono convinto che probabilmente l&#8217;ingrediente pi\u00f9 importante per il successo \u00e8 dare forma alla narrazione. Questa \u00e8 la vera moneta del potere globale.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-8-3810' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/03\/24\/leuropa-nellinterregno-il-nostro-risveglio-geopolitico-dopo-lucraina\/#easy-footnote-bottom-8-3810' title='Lorenzo Castellani, \u201cLe nouveau visage du pouvoir\u201d in le Grand Continent, \u201cPolitiques de l\u2019interr\u00e8gne\u201d, Gallimard, March 2022.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Per questo motivo, all&#8217;inizio della pandemia ho parlato dell&#8217;esistenza di una &#8220;battaglia di narrazioni&#8221;&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-9-3810' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/03\/24\/leuropa-nellinterregno-il-nostro-risveglio-geopolitico-dopo-lucraina\/#easy-footnote-bottom-9-3810' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/eeas.europa.eu\/headquarters\/headquarters-homepage\/76379\/coronavirus-pandemic-and-new-world-it-creating_en&quot;&gt;https:\/\/eeas.europa.eu\/headquarters\/headquarters-homepage\/76379\/coronavirus-pandemic-and-new-world-it-creating_en&lt;\/a&gt;'><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/span> e ho sottolineato l&#8217;importanza di investire in una cultura strategica comune, che ha bisogno di un dibattito europeo, uno spazio per discutere su ci\u00f2 che possiamo e non possiamo fare in politica estera dell&#8217;UE e perch\u00e9. Di conseguenza,<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/auteurs\/josep-borrell-fontelles\/\"> contribuisco regolarmente<\/a> a questa rivista e ai seminari del <em>Groupe d&#8217;\u00e9tudes g\u00e9opolitiques,<\/em> che considero un esempio tangibile della nascita di un dibattito strategico, politico e intellettuale su scala continentale.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-10-3810' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/03\/24\/leuropa-nellinterregno-il-nostro-risveglio-geopolitico-dopo-lucraina\/#easy-footnote-bottom-10-3810' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/05\/05\/european-foreign-policy-in-times-of-covid-19\/&quot;&gt;https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/05\/05\/european-foreign-policy-in-times-of-covid-19\/&lt;\/a&gt;'><sup>10<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Ai cittadini dell&#8217;UE non interessa molto chi fa cosa a Bruxelles, n\u00e9 le discussioni astratte. Non si preoccupano del numero di dichiarazioni che facciamo, o delle sanzioni che adottiamo. Ci giudicano sui risultati, non sugli input. In altre parole sui risultati: sono pi\u00f9 sicuri o pi\u00f9 prosperi grazie all&#8217;azione dell&#8217;UE? L&#8217;UE \u00e8 pi\u00f9 o meno influente, anche in termini di difesa dei nostri valori, rispetto a un anno fa? Abbiamo pi\u00f9 o meno fiducia negli altri? Abbiamo ottenuto di pi\u00f9 o di meno sostenendo i nostri partner? Queste sono le metriche che contano.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra contro l&#8217;Ucraina ha reso chiaro che in un mondo di politica di potere abbiamo bisogno di costruire una maggiore capacit\u00e0 di difenderci. S\u00ec, questo include i mezzi militari, e dobbiamo svilupparli di pi\u00f9. Ma l&#8217;essenza di ci\u00f2 che l&#8217;UE ha fatto in questa crisi \u00e8 stata quella di utilizzare tutte le politiche e le leve &#8211; che rimangono principalmente di natura economica e normativa &#8211; come strumenti di potere.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovremmo costruire su questo approccio, in Ucraina ma anche altrove. Il compito principale dell'&#8221;Europa geopolitica&#8221; \u00e8 semplice: usare il nostro ritrovato senso di scopo e renderlo il &#8220;nuovo normale&#8221; nella politica estera dell&#8217;UE. Proteggere i nostri cittadini, sostenere i nostri partner e affrontare le nostre responsabilit\u00e0 di sicurezza globale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo spunto di dottrina, Josep Borrell analizza quello che la guerra in Ucraina ha cambiato per l&#8217;Europa. 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